Visualizzazione post con etichetta Emily Brontë. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Emily Brontë. Mostra tutti i post

domenica 11 aprile 2021

Recensione #389 - Cime tempestose di Emily Brontë

Buon pomeriggio lettori e buona domenica. Come va? Oggi sono qui per parlarvi di un classico, che io ho letto da un volume più grande che ne racchiude atri due. Si tratta di Cime Tempestose, di Emily Brontë, pag. 234, racchiuso nella raccolta I capolavori delle impareggiabili penne sororali. Sorelle Brontë edita da Oscar Vault Mondadori, pag. 780, di cui vi avevo parlato qui.



Trama: Da "Cime Tempestose", a "Jane Eyre", passando per "Agnes Grey", fino ai meno noti "L'angelo della tempesta", "La Signora di Wildfell Hall" e "Shirley", le tre sorelle Brontë ci hanno lasciato romanzi immortali, capolavori della narrativa ottocentesca pieni di pathos e emozione, ciascuna con la propria voce. A questi romanzi si aggiungono i sublimi versi nei quali rivive tutto il fascino della natura selvaggia delle brughiere dello Yorkshire, tra distese d'erica, roccia e foschia. Questo volume offre l'occasione per riscoprire tre voci femminili originalissime nel panorama letterario, tra incanto, disperazione, e il desiderio insopprimibile di affermare la propria identità.




Devo ammetterlo, nella mia vita da lettrice - compreso il periodo in cui ero una studentessa - non ho letto moltissimi classici. Avevo un professore che prediligeva gli autori contemporanei - con mia somma gioia in quel momento anche se adesso lo rimpiango un po' - e tra i classici letti non c'era quello delle sorelle Brontë.
Se di Jane Eyre ho letto il romanzo e visto più e più volte il film, di Cime tempestose non sapevo cosa aspettarmi anche se l'idea che avevo in testa era qualcosa di simile a Orgoglio e pregiudizio. Non potevo sbagliarmi di più. Cime tempestose non è lontanamente simile a nulla di tutto ciò che io abbia mai letto - parlando di grandi classici - ed ora cercherò di spiegarvi perché.