Visualizzazione post con etichetta Fazi editor. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fazi editor. Mostra tutti i post

venerdì 2 ottobre 2015

Ti consiglio un libro #7 - Un libro con più di 500 pagine

Buongiorno amici e buon venerdì. Puntuali come orologi svizzeri torniamo, dopo due settimane, con la rubrica Ti consiglio un libro, nata dalla collaborazione tra  Laura de La Biblioteca di Eliza, Salvia di Desperate Bookswife e Laura de La Libridinosa. Oggi vi consigliamo un libro con più di 500 pagine.



IL MIO CONSIGLIO
Autore: Francesco Zingoni
Casa editrice: Fazi editore
Pagine: 606
Prezzo:  17.50 €

Non ho avuto dubbi quando ho pensato a quale libro con più di 500 pagine consigliare. Forte come l'onda è il mio amore è un libro meraviglioso che purtroppo non è conosciuto come dovrebbe. Il libro di esordio di un ragazzo italiano che ha saputo raccontare con maestria una storia di amore puro. Demian, il protagonista, è un personaggio completo capace di farsi adorare dal lettore e capace di prenderlo per mano accompagnandolo in queste seicento pagine senza mai un dubbio, senza un momento di noia, facendogli provare le stesse sensazioni che lui prova e facendogli sentire gli stessi sentimenti che lui sente!
Consiglio questo libro perchè è un viaggio: fisico perchè ci porta in un'isola del Pacifico, poi in Galles, poi in America e ancora in Giappone; onirico perchè è un viaggio attraverso se stessi, le proprie sensazioni, le coincidenze della vita. Ed arrivati alla fine non si riesce a capire quale dei due viaggi sia stato il più importante ed emozionante. Se non lo avete ancora letto non aspettate oltre e sono sicura che non ne rimarrete delusi. Come sempre cliccando sul titolo sarete rimandati alla mia recensione.

Per il momento vi saluto e vi do appuntamento tra due settimane. Ma prima correte a scoprire i consigli di Laura, Salvia e Laura

mercoledì 7 gennaio 2015

Recensione 41# - Forte come l'onda è il mio amore di Francesco Zingoni

Rieccoci qui, spirito natalizio impacchettato - in realtà il mio albero non è ancora stato impacchettato ma rimedieremo presto - pronti per tornare alla normalità; forse pronti è un parolone ma ci si prova.
Come sono andate le vostre vacanze? Anche voi, come me, rientrati al lavoro oggi dopo 15 giorni? Oppure non avete mai smesso se non nei giorni prettamente festivi?
Io dopo Santo Stefano sono stata in vacanza in montagna, sulla neve, e mi sono divertita molto a vedere mio figlio scatenato con il bob o con i pattini sul ghiaccio; in più ho letto, letto, letto, per mattinate intere seduta sotto i raggi di un sole meraviglioso! Quindi periodo proficuo sia per il relax che per le mie letture!
Oggi sono entrata qui, senza avere bene in mente cosa fare. Ho delle recensioni arretrate, delle segnalazioni in attesa, dei libri da presentarvi, delle puntate della rubrica Curiosità tra le righe da preparare, degli incipit da cercare... insomma di carne al fuoco ce n'è, e anche molta.
Con le nuove entrate vorrei aspettare perchè devo ancora recuperare dei pacchi vaganti tra corrieri e parenti, quindi visto che la cosa più impellente sono le recensioni partirò da lì, con la recensione dell'ultimo libro letto nel 2014. Così poi archivierò l'anno. Mi sono resa conto di non aver recensito tutti i libri letti lo scorso anno, non so bene neanche io perchè... ma per ora va così e non so se in futuro recupererò!
Oggi vi parlerò quindi di Forte come l'onda è il mio amore di Franzesco Zingoni edito da Fazi pag. 606.

Trama: Buttato sulla sabbia, accecato dal fulgore di un paradiso perduto, le palpebre incollate dal sale. Riapro gli occhi. La mia mente è vuota: nessun ricordo, nessuna parola. Una tabula rasa. Non posso formulare un pensiero. Non so più distinguere i miei sentimenti, dare ordine alle mie percezioni. Qualcosa che non conosco ha annientato la mia vita. È un sogno a salvarmi: il viso luminoso di una donna. Impossibile per me riconoscerla, o ricordare il suo nome. Ma quel sorriso mi riscuote dall'oblio, diventa l'unica ragione per sopravvivere e fuggire. A guidarmi è un libro, trascinato sulla spiaggia dalla mareggiata di un tifone. Tra le sue pagine distrutte si è salvata solo una misteriosa poesia. E sembra parlare di me. Attraverserò il mondo per sapere chi sei. Vestirò nuove identità per ritrovarti. Cavalcherò un'onda paurosa per scoprire cosa nasconde il suo cono d'ombra: il nostro ultimo segreto, cancellato dall'amnesia. E alla fine sapremo solo una cosa, la più grande. Forte come quest'onda che nessuno può cavalcare fino in fondo.

Voglio cominciare a parlarvi di questo libro ricordandovi l'incipit:
C'era una volta la spiaggia segreta. Avrei voluto iniziarla così questa storia, credimi. Purtroppo tutto quello che segue non è una favola. Non so dirti nemmeno se ci sarà un lieto fine. Certo, ci sono dentro alcune - chiamiamole coincidenze - che potranno sembrarti di pura fantasia. Ma si tratta di una storia vera. Della tua storia e della mia. Una storia che entrambi abbiamo dimenticato. E no, nessuna favola.
No, nessuna favola. Francesco vuole metterci in guardia così, con poche parole ad incipit di questo libro meraviglioso. Forse così sperava di evitarci le lacrime, il dolore, la disperazione. Bè, con me non ci è riuscito, per niente. Perchè non appena ho cominciato a leggere, queste parole le ho dimenticate e mi sono fatta trasportare senza corazza dalle pagine di questo librone che mai avrei voluto finisse.
Immaginate una spiaggia: la sabbia, l'oceano, il sole che brucia la pelle, le vacanze, la gioia, il paradiso...
Ecco adesso cancellate tutto e pensate al dolore, al vuoto, alla mancanza... Ora sì, siete nel posto giusto, con il protagonista di questo libro, in un'isola sconosciuta, accerchiati da una tribù indigena di cui non conoscete neanche la lingua; non ricordate chi siete, nè da dove venite, nè cosa vi sia successo ed avete un'unica certezza: una profonda e dolorosa ferita a forma di sorriso sulla vostra schiena. E poi ci sono i sogni, quelli non vi abbandonano, il viso di quella donna che prepotentemente vi appare nei momenti di riposo, ma anche nei momenti di veglia. Immaginate di avere come unico scopo la necessità di ritrovare quella donna, perchè sentite che fa parte di voi e che non sarete mai più in grado di vivere senza di lei. Forse adesso potete provare a capire quello di cui vi parlerò!
Questo libro è un viaggio: fisico perchè ci porta in un'isola del Pacifico, poi in Galles, poi in America e ancora in Giappone; onirico perchè è un viaggio attraverso se stessi, le proprie sensazioni, le coincidenze della vita. Ed arrivati alla fine non si riesce a capire quale dei due viaggi sia stato il più importante ed emozionante.
Avete mai provato il grande amore? Quello incondizionato, in cui i pensieri di uno diventano i pensieri dell'altro? Quello in cui si dice le cose contemporaneamente, cose che in quel momento non hanno senso ma a voi è venuto in mente insieme? Io sì, l'ho provato e me lo sono anche sposato quel grande amore! Quando ci capitano queste cose diciamo che è la costoletta... sapete, la donna nata dalla costola dell'uomo. Noi diciamo sempre che la sua costola è veramente dentro di me ed è quella a farci avere gli stessi pensieri, le stesse parole. 
Il Signore Dio plasmò con la costola,che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. Allora l'uomo disse:
"Questa volta essa
è carne dalla mia carne
e osso dalle mie ossa
.
perché dall'uomo è stata tolta".
Questo libro mi ha fatto vivere costantemente con il pensiero che l'amore di cui parla è così, immenso, e che i due protagonisti sono proprio l'uno la metà indiscussa dell'altro, altrimenti non si spiega.
Difficile definire questo romanzo, inserirlo in un genere piuttosto che in un altro perchè è tanti generi, tante storie, tante vite, tante anime.
Il protagonista di questa storia si ritrova ad avere tre vite: una, quella reale, l'ha persa a causa di un naufragio di cui non ha alcuna memoria ed è quella che rincorrerà per tutto lo scorrere delle pagine; la seconda l'ha avuta in dono dalla tribù che lo ha salvato, curato ed aiutato e ritrovare uno scopo; l'ultima l'ha dovuta comprare al mercato nero, per provare ad intraprendere il viaggio per ritrovare se stesso ed i tasselli di un'esistenza che sembra ormai perduta.
Durante il suo viaggio il protagonista è guidato da un libro, ormai quasi cancellato dall'acqua dell'oceano ma che riesce a far riemergere in lui delle sensazioni che nient'altro riesce più a fargli provare; questo libro lo porta in un paese lontano, il Galles, alla ricerca delle sue origini, alla scoperta di qualcosa che sembra svanito.
Più volte il destino lo porta ad incrociare la sua vita reale ma evidentemente non è quello il momento, il viaggio non è ancora compiuto.
Tutti i personaggi che incontriamo nel libro hanno la propria storia da raccontare e riescono ad accompagnarci in nuovi mondi e nuove vite senza farci allontanare dalla trama principale. 
In ognuna delle cinque parti in cui il libro è suddiviso ci viene raccontata una fase della vita del protagonista ed in ognuna di queste il lettore verrà assuefatto dal mistero - un mistero che mi ha ricordato molto le atmosfere dei libri di Zafon - dall'emozione per nuovi incontri - persone apparentemente distanti dal protagonista ma alla fine molto simili a lui - dall'amore - quella continua ricerca della donna che rappresenta l'aria per respirare - dalla magia - quella che abbonda tra le pagine di questo libro - dalla poesia - quella di Dylan Thomas, resa elemento essenziale ed importantissimo della storia. 
Niente nella narrazione è lasciato al caso, dalla scelta dei nomi, alla scelta dei luoghi, alle azioni di ogni singolo personaggio, principale o di minima importanza che sia. Il tutto è arricchito da uno stile che conquista, che rapisce il lettore per tutte le sue 600 pagine e più, che lascia un senso di mancanza una volta che la parola fine è stata scritta.
Ottimo esordio quello di Zingoni, uno scrittore che mi aspetto di rivedere presto, nuovamente, nelle librerie. Se mi seguite da tempo sapete che ho ricevuto da lui la prima versione del romanzo, quella intitolata Demian Sideheart che pubblicò lui stesso creando una casa editrice - ve ne avevo parlato qui; ho intenzione di leggere presto anche quella versione del romanzo per vedere quanto sia stato modificato per la pubblicazione con una grande casa editrice come Fazi.
Chi di voi lo ha letto? Cosa ne pensate?

VOTO:




venerdì 14 novembre 2014

Chi ben comincia #61 - Forte come l'onda è il mio amore di Fancesco Zingoni

Buon venerdì lettori cari!!!! Pronti per un week end all'insegna dei libri? Io sto fremendo perchè parteciperò al Bookcity Milano 2014 ed oltre ad avere l'occasione di sentire parlare di libri ed incontrare gli autori che amo, vedrò anche la mia adorata Michy - per una due giorni libresca - ed incontrerò per la prima volta le Lettrici Geograficamente Sparpagliate (Laura e Cuore Zingaro del Blog La Libridinosa, Stefania del blog La ragazza che annusava i libri e Salvia del blog Scribacchiando in soffitta) quindi sono estremamente emozionata ed impaziente.
Ma torniamo al vero motivo di questo post ossia la nuova puntata di Chi ben comincia, la rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri.
___________________________________________________

Oggi condividerò con voi l'incipit di un libro che non vedo l'ora di leggere e che vi ho presentato nella scorsa puntata di Shopping letterario: Forte come l'onda è il mio amore di Francesco Zingoni edito da Fazi.  

REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti




C'era una volta la spiaggia segreta. Avrei voluto iniziarla così questa storia, credimi. Purtroppo tutto quello che segue non è una favola. Non so dirti nemmeno se ci sarà un lieto fine. Certo, ci sono dentro alcune - chiamiamole coincidenze - che potranno sembrarti di pura fantasia. Ma si tratta di una storia vera. Della tua storia e della mia. Una storia che entrambi abbiamo dimenticato. E no, nessuna favola.

La spiaggia segreta. L'avevamo inventato noi questo nome. Come tutti gli innamorati, ci piaceva chiamare in modo nuovo ogni cosa. In realtà si trattava di una minuscola isola, non segnata sulle carte nautiche. Vagando a vela per quelle immense regioni d'acqua, se avevi fortuna ti ci imbattevi.
Sapevamo solo che i nativi del Pacifico la chiamavano Poy'Atewa, la 'perla rosa'. Che per loro era una specie di luogo sacro. Forse, pensammo, l'assenza dalle mappe era dovuta a un ancestrale timore religioso. O forse al fatto che, a quanto sostenevano, era solo un anello di sabbia rosa in mezzo all'oceano. Nessuno ammetteva di conoscerne le coordinate, chi ne parlava lo faceva sottovoce, vagando nervoso con lo sguardo, chiudendosi subito dopo in un silenzio impenetrabile.
Un gioiello a pelo d'acqua sperduto nell'oceano solitario. L'ultimo varco per Awu'kumea, il paradiso terrestre.
___________________________________________________
 
Ma quanta voglia di andare avanti viene leggendo questo incipit? Un inizio veramente perfetto per mettere curiosità al lettore sia sulla spiaggia segreta che su quella non favola a cui - veniamo avvisati - assisteremo.
Come vi avevo già anticipato in precedenza ho delle aspettative altissime su questa lettura e spero non vengano deluse! Proprio per questo motivo credo che aspetterò le vacanze di natale per buttarmi nella lettura, in modo da avere il giusto tempo da dedicarle.
Cosa ne pensate di questo incipit? Vi incuriosisce? Mi piacerebbe conoscere le vostre impressioni!

Prima di salutarvi vi ricordo che lunedì sarà il mio turno per ospitare il Blogtour del libro Luna senza inverno di Alberto Camerra. Se vi siete persi la presentazione cliccate qui.

lunedì 8 settembre 2014

Recensione #26/2014 - Il passato di Sara di Chevy Stevens

Buongiorno amici, come vi avevo promesso vi tempesterò di recensioni. Preferisco scriverle intanto che ho la mente fresca per poter sentire ancora dentro me le emozioni che ognuno dei libri letti durante le vacanze mi ha lasciato. 
Oggi vi parlo del secondo libro di Chevy Stevens, Il passato di Sara sempre edito da Fazi, Pag. 439.

Trama: Sara sta per sposarsi, trentaquattro anni, restauratrice di mobili antichi e madre di Ally, una bambina di sei anni nata da una relazione precedente. È una fase della vita costruttiva, ogni giorno è da affrontare con pienezza e Sara rovista nei pensieri, non smette di fare somme e sottrazioni, di definire se stessa quanto più possibile. Per questo le è inevitabile andare a cercare i propri genitori naturali: da figlia adottiva non li ha mai conosciuti, ma ora l'urgenza è inarrestabile, Sara è pronta per iniziare la ricerca delle proprie origini. Ma Julia Laroche, la madre naturale, appena se la trova di fronte la respinge con durezza, una reazione comprensibile sulle prime, che nasconde però un segreto custodito da oltre trent'anni. È da qui che iniziano a serpeggiare i primi sospetti di una storia molto più nera di quanto la donna potesse mai immaginare, nella quale si trova a dover fronteggiare le insidie di un padre il cui profilo umano è quel che di più basso possa realizzarsi nella nostra specie. Narrato attraverso capitoli corrispondenti a una sequenza di sedute psicanalitiche, Il passato di Sara è il racconto di una discesa agli inferi, dove i pericoli sono mortali e minacciano ciò che di più caro ha la protagonista. Sara confessa le terribili scoperte incontro dopo incontro.

Seconda fatica della Stevens, la stessa autrice di Scomparsa di cui qualche giorno fa ho pubblicato la recensione qui.
Ho cominciato questo libro con tantissime aspettative, che fortunatamente non sono state per niente deluse, anzi...
Questo libro è - se possibile - ancora meglio di quello precedente: ancora più intenso, inquietante ed accattivante rispetto al lavoro di esordio. Come il libro precedente è stato la mia droga giorno e notte per 3 giorni consecutivi finchè non ho visto l'ultima parola scorrermi sotto gli occhi.
La Stevens ci sa fare, eccome! Ha uno stile che non lascia spazio alla noia ed una fantasia incredibile. La trama apparentemente semplice racchiude al suo interno molto più di quello che sembra, intricandosi in modo molto ricercato, tanto da condurre il lettore in un limbo di inquietudine, pazzia, tensione degno dei migliori thriller in circolazione.
Tutto parte da Sara. Una donna in procinto di sposarsi che come tutte le donne in quel momento vorrebbe al suo fianco i suoi genitori. 
Per una vita intera soffre il suo stato di figlia adottata: una madre adottiva debole e perennemente malaticcia ed un padre adottivo distaccato e privo di un qualsiasi slancio affettivo nei suoi confronti, troppo visivamente affezionato alle due figlie naturali nate successivamente alla sua adozione.
Chi in una condizione come la sua non avrebbe fantasticato provando ad immaginare i suoi veri genitori?
Lei si decide. Cerca di rintracciare la sua vera famiglia e vuole farlo prima di sposarsi. Non sempre però la realtà combacia con l'immaginazione anzi, a volte può essere spietata, terribile e pericolosa.
In un crescendo di colpi di scena assistiamo alle ricerche di Sara - che in realtà si rivelano più facili del previsto - ed alla piega terribile che queste ricerche prendono.
Come spesso accade però, niente è come sembra, gli eventi possono essere pilotati e finire per prendere la piega che qualcuno vuole che assumano.
E non è detto che le scelte siano quelle giuste, non è detto che le persone siano quello che sembrano.
Anche in questo caso l'autrice ha fatto la scelta - credo azzeccata visto che formula vincente non si cambia! - di suddividere il libro in sedute psichiatriche invece che capitoli; questa articolazione permette alla narrazione di passare dal presente al passato senza grandi difficoltà.
La bravura della Stevens sta anche nella caratterizzazione dei personaggi - parecchi oltretutto a differenza di quello che avveniva invece nel libro precedente - che ruotano attorno alla vicenda: la famiglia adottiva di Sara con i genitori così diversi tra loro - un padre burbero ed una madre debole e succube - e due sorelle con cui fare i conti - una viziata e ribelle, l'altra silenziosa ed accondiscendente; un fidanzato dolce ed innamorato ma spesso assente e diversi personaggi di contorno non appartenenti alla famiglia, ma con un ruolo predominante all'interno della storia. Di ognuno di loro riusciamo ad immaginare sia l'aspetto fisico che soprattutto quello caratteriale, le abitudini, gli atteggiamenti come se fossero persone reali e molto vicine a noi. Insomma, credo che finora questa autrice non abbia sbagliato un colpo e non vedo l'ora che sia tradotto e pubblicato in Italia il suo terzo romanzo.
Se siete amanti del genere o avete l'intenzione di avvicinarvi ai thriller questa autrice è quella che fa per voi.

VOTO: 

 

sabato 6 settembre 2014

Recensione #25/2014 - Scomparsa di Chevy Stevens

Ciao carissimi! Come state? Avete ripreso a pieni ritmi con l'arrivo di settembre? Io in teoria sì, in pratica sono molto svogliata; il mio fisico è ancora in vacanza ahahahahahah Per fortuna è già sabato!
Ritorno oggi con una recensione. Un thriller che volevo leggere da tantissimo tempo e che ha accompagnato le mie prime giornate di mare: Scomparsa, opera d'esordio di Chevy Stevens edito da Fazi, Pag. 361.

Trama: È una mattina d'estate qualunque per la giovane agente immobiliare Annie O'Sullivan. Quel giorno, le sue uniche preoccupazioni sono l'ennesima lite con la madre, l'open house da organizzare in una casa in vendita nel pomeriggio e la cena con Luke, il suo fidanzato. L'open house va per le lunghe, ma quando si presenta un potenziale acquirente dal sorriso gentile, Annie pensa che possa essere il suo giorno fortunato. Non è così. L'uomo le punta una pistola addosso e, dopo averla drogata, la chiude in un furgone. Al risveglio, Annie scopre di essere stata portata in una casa sperduta tra le montagne. Dove si trova? E chi è quell'uomo? Intrecciato con la storia dell'anno di prigionia che viene svelata durante gli incontri con la psichiatra - un secondo filo narrativo racconta l'incubo del ritorno dopo la liberazione: la lotta di Annie per ricomporre un'esistenza ormai spezzata, le ricerche della polizia per identificare il rapitore e il turbamento per la consapevolezza che questa esperienza, sebbene conclusa, è molto lontana dall'essere superata. Un thriller mozzafiato, una storia di paura e dolore, ma anche di sopravvivenza, della forza di raccontare e di esplorare i recessi più oscuri della psiche umana, dove la verità non sempre rende liberi.

Avete mai guardato in TV quella serie che spopola su Real Time intitolata "Fratelli in affari"? Due fratelli americani che vendono e ristrutturano case. Io essendo nel settore adoro quel programma ma sopratutto adoro le giornate "Open House" - che qui in Italia non esistono - organizzate dagli agenti immobiliare in cui chiunque, in un giorno prestabilito, può andare a visitare una casa in vendita. L'ho sempre trovata un'idea geniale ed ho sempre pensato che sarebbe bello che le facessero anche qui da noi; fino a quando ho letto questo libro.
E' proprio durante una giornata "Open House" che Annie, un'agente immobiliare, viene rapita da un uomo che la rinchiude in una casa insieme a lui, facendola diventare una sua proprietà e privandola di qualsiasi dignità. Impossibile per Annie capire perchè uno sconosciuto dovrebbe farle una cosa del genere, impossibile accettare di dover essere totalmente soggiogata dalla sua volontà. Ma disobbedire potrebbe essere peggio che stare a quelle assurde regole che lui le ha imposto perchè quell'uomo potrebbe perdere la testa. Per più di un anno, in balia di un mostro che sfoga su di lei ogni possibile istinto, Annie comincia a dubitare di ogni cosa.
La prima caratteristica che mi ha colpita di questo libro è la sua suddivisione non in capitoli ma in sedute; infatti è proprio Annie la voce narrante del libro, è lei a raccontarci il suo trauma attreverso le sedute che fa con la sua psicologa. Siamo quindi subito messi a conoscenza che, in qualche modo, la ragazza se la caverà ma non possiamo nanche lontanamente immaginare come questo possa avvenire e tutto quello che dal rapimento alla fuga possa succedere. Le sedute le servono ovviamente per superare il problema, per anniantare gli strascichi che quella vicenda ha lasciato alla sua psiche.
La narrazione dal punto di vista della protagonista ci permette di vivere il suo incubo, di provare  le sue paure, di soffrire del suo stesso terrore e dolore. Niente sarebbe lo stesso se la narrazione fosse stata affidata a qualcun altro. 
Riflettendo da lettori, a mente lucida e senza aver mai provato una cosa del genere - non così lontana dalla cronaca - si può tentare di capire cosa si possa passare vivendo più di un anno reclusa ma la Stevens è molto brava e va oltre; lei riesce a farci immedesimare in tutto e per tutto, raccontandoci la vicenda in modo molto analitico e descrivendoci con la stessa precisione anche il dopo, quello che una persona con un trauma simile vive una volta ritornata alla vita di tutti i giorni. Non c'è giorno e non c'è notte in cui il terrore si affievolisca; facile per gli altri dirle che dovrebbe andare avanti con la sua vita e dimenticare, ma come si fa ad andare avanti dopo una cosa del genere? Non credo si possa, non come prima, non come se tutto non fosse mai accaduto.
Un thriller psicologico molto ben costruito, con moltissimi colpi di scena di cui nessuno scontato. Un libro che sa toccare le corde profonde delle emozioni con uno stile accattivante che crea dipendenza ed induce il lettore a leggere senza fermarsi mai, senza tregua.
Una lettura che è stata la mia droga per due giorni ed a cui avrei dato punteggio pieno se i giorni successivi non avessi letto il secondo libro di questa autrice (ma questa è un'altra storia!!!).

VOTO: