Buongiorno lettori, lo so, sono pessima! Avevo promesso più assiduità ma purtroppo il nuovo lavoro mi assorbe tutte le energie. E il primo che sento ancora dire che nel pubblico non si lavora lo prendo a testate! Spero prima o poi di tornare ad avere le energie mentali per aprire il blog e scrivere, e magari anche per leggere... visto che sono a quota un libro non ancora terminato in questo mese di marzo sighhhhhhhh. Per fortuna Marina tiene botta quindi vi lascio a lei con una sua nuova recensione.
Mistero nel mistero!, quando ci si crede più furbi dello scrittore o della Casa Editrice, considerate le scarse notizie.
Ma ha forse importanza? Dipende chiaramente ANCHE dal lettore… e scopriamo insieme il perché.
Autore: J.J. Ellis
Casa editrice: Ponte alle Grazie, 2019
Genere: Poliziesco/Thriller
Pagine: 351
Trama: Giornalista inglese trapiantata a Tokyo, Holly Blain è stanca di doversi occupare di zuccherose popstar per adolescenti. È a caccia di notizie vere, stimolanti. Cronaca nera. Quando incontra l'ispettore Tetsu Tanaka capisce di avere finalmente fra le mani la grande occasione che aspettava: una ragazza svedese, Elin Granqvist, viene trovata morta, e nelle stesse ore scompare Marie-Louise Durand, francese. Tanaka è un poliziotto ligio alle regole, e non vorrebbe coinvolgere una giornalista così ambiziosa in un'indagine tanto delicata. Ma l'ispettore non ha scelta: grazie al suo look androgino, Holly riesce a mimetizzarsi perfettamente nello sterminato alveare di Tokyo, scoprendo elementi decisivi per l'indagine. Le intuizioni di Holly e Tanaka portano a delineare la figura di un misterioso killer, ossessionato dalla fioritura dei ciliegi e dai minuziosi rituali della tradizione del suo Paese, e con una morbosa predilezione per Roy Orbison e le sue ballate intrise di malinconia. Sullo sfondo di un Giappone sospeso tra un futuro ipertecnologico e un passato immutabile, l'autore confeziona un thriller dove ogni personaggio è costretto a fare i conti con le proprie origini: un vuoto da colmare, un incubo psicologico da cui fuggire.
RECENSIONE:

