lunedì 10 marzo 2014

Recensione #8/2014 - Sugar Daddy di Lisa Kleypas

Buon pomeriggio miei cari followers, come state?
Per prima cosa permettetemi di uscire un po' fuori dai soliti argomenti del blog perchè devo fare gli auguri ad un'amica speciale che oggi compie gli anni. Tantissimi auguri di buon compleanno Federica!!! Tu sai quanto ti voglio bene!!!! :******
Ora torno seria e torno in argomento... ;)
In questo lunedì di quasi primavera vi voglio parlare di un libro che ho concluso solo pochi giorni fa e che si addice molto alla stagione che sta per iniziare.
Si tratta di un libro che avevo messo in WL dopo aver letto una recensione positiva su un blog. La cara Michy spulciando nella mia WL su Anobii mi ha regalato il libro in questione per Natale ed ora, dopo averlo letto, eccomi qui, a raccontarvi il mio pensiero.
Sto parlando di Sugar Daddy di Lisa Kleypas edito da Mondadori. Pag. 389

Trama: Liberty Jones, quattordici anni, vive a Welcome, piccolo villaggio del Texas; il suo giovane e intraprendente cuore scalpita. Ai suoi occhi, solo l'amore per Hardy Cates da gioia a quel luogo privo di attrattiva. Per Hardy, invece, la ragazza rappresenta un ostacolo sulla strada verso la realizzazione dei suoi progetti, che vanno ben oltre il ristretto orizzonte di Welcomc. E quando Hardy se ne va, anche Liberty lascia Welcome per la grande città, decisa a conquistare un futuro migliore per sé e la sorellina a cui deve fare da madre. Gli anni passano e le cose cominciano ad andare per il verso giusto: Liberty conquista l'amore di un milionario, che sembra farle dimenticare quella disperata passione di gioventù. Ma un giorno Hardy ritorna...

Cosa dire di questo libro? Non avevo mai letto nulla di questa scrittrice ed avevo sentito solamente commenti entusiasti su quanto lei sapesse bene descrivere l'amore e fare sognare quindi mi aspettavo grandi cose.
In realtà a parte uno stile molto fresco e piacevole non ho trovato questi grandi sentimenti e non ho sentito il mio cuore battere particolarmente forte per le scene raccontate in questo libro. Credo di aver trovato molto più sesso rispetto a quanto ci sia al suo interno in termini di sentimenti. Se si aggiunge poi che la trama ci svela praticamente tutto devo dire che un po' di delusione c'è.
Liberty - al cui nome improponibile si aggiunge quello della sorellina Currington - perde il padre quando è ancora molto piccola e con la madre si traferisce a Welcome, in un campo di roulottes dove deve un po' cavarsela da sola visto che la madre passa da un uomo all'altro senza troppi pensieri. Il suo unico appiglio è Hardy, quel ragazzo più grande di lei, bello e dannato che rapisce il suo cuore dal primo istante. Hardy però vuole fare fortuna, andare via dal quel campo in cui sarebbe condannato a vivere di espedienti; lui vuole essere diverso da suo padre, vuole avere un'opportunità per cambiare e diventare ricco e famoso. E' per questo motivo che pur provando affetto per Liberty non vuole che la ragazza si leghi a lui, non vuole farla soffrire quando - sicuramente - andrà via da quel piccolo angolo di mondo.
La fortuna non gira proprio dalla parte di Liberty e della sua piccola sorellina; la ragazza dovrà ben presto cavarsela da sola e per farlo decide di trasferirsi in città dove incontra un milionario capace di farle dimenticare Hardy. Ma come dice la trama un giorno Hardy torna...
Ecco, questo è quello che succede in tre quarti di libro, o forse anche di più...manca solo che la trama ci dica chi Liberty sceglierà tra i due e si può anche fare a meno di leggere il libro visto che oltre a questo c'è poco altro.  
La cosa positiva è la piacevolezza con cui lo si legge grazie ad uno stile scorrevole, fresco e a tratti divertente; anche la caratterizzazione dei personaggi è ben studiata ed ognuno ha una sua particolarità che aiuta ad arricchire la storia.
Se non ci fosse di base tutto questo probabilmente il mio voto finale sarebbe molto più basso, non tanto per la trama - un po' banale ma comunque piacevole - quanto per il fatto che sapevo fin dall'inizio tutto quello che sarebbe successo. Inoltre avrei preferito o che il libro fosse più lungo in modo da poter dare un po' più di spazio alla questione "chi sceglierà tra i due?" oppure che la prima parte del libro fosse più corta, sempre per lo stesso motivo.
Finita la mia lettura ho scoperto che questo volume è il primo di una trilogia:
Vol. 1 - Sugar Daddy
Ho letto le trame degli altri due volumi - se cliccate sui titoli vi ho messo il collegamento nel caso voleste saperne di più - e devo dire che mi attirano poco, talmente poco che credo non li leggerò. Ora vorrei capire da chi ha letto questo libro e altri della stessa autrice se ho sbagliato libro - ripeto io tutto questo amore non l'ho trovato - o se non è il genere che fa per me - potrebbe anche essere! - e quindi è meglio che lascio perdere perchè sono tutti così!
Ho ancora una volta bisogno del vostro aiuto perchè girovagando per la rete trovo una sfilza di 5 entusiasti ed io di questa cosa non me ne capacito!!!

VOTO:



sabato 8 marzo 2014

Ritratto di Signora - Speciale 8 marzo

Buongiorno a tutti e buon sabato!

In occasione della giornata della donna, come ogni anno, Ritratto di Signora torna con un'edizione speciale.


Io, Monica del blog Books Land, Miki del blog Miki in the Pink Land, Franci del blog Franci lettrice sognatrice, Fede del blog Stasera cucino io, abbiamo voluto racchiudere nella forza di un'immagine alcuni dei significati dell'essere donna.




"Un'immagine capace di cambiarti la vita. 6,5 centimetri di amore, un cuore che batte in tutta la sua fragilità, una vita che in un attimo ti trasforma da donna a mamma"
Daniela





   
 "La femminilità racchiusa in un gesto. Questa foto è dedicata a tutte le mamme del mondo, e a tutte quelle donne che di bambini non ne possono avere... si può essere "mamma" in tanti modi, l'importante è donare amore"
Monica



 

"L'essere donna nella forza di uno sguardo, nella determinazione incisa sul corpo, indelebile nella mente, impressa nel dolore.
Dedicato a tutte le donne che si ritrovano a dover accettare un corpo diverso, una diversa femminilità, rimanendo bellissime. Sempre."
Miki


"Perchè alle volte abbiamo tutto un mondo dentro e non sappiamo come fare in modo che gli altri lo vedano"
Fede




"Essere capace di fare più cose contemporaneamente e farle pure bene"
Franci

 



Cosa ne pensate delle fotografie che abbiamo scelto?
Personalmente le adoro tutte e le ritengo assolutamente adatte allo scopo.
Mai come questa volta ci terrei che questo post ricevesse moltissimi commenti: da parte di donne che condividano con noi il loro pensiero su "cosa significa essere donna" ma - soprattutto - da parte di uomini che dicano la loro e dedichino il loro pensiero ad una donna.

Grazie mille a tutti per l'attenzione.

Daniela, Monica, Miki, Francesca e Federica 

venerdì 7 marzo 2014

Chi ben comincia #26

Buongiorno a tutti e buon venerdì!!!
Cosa farete di bello nel week end? Io porterò il mio piccolino alla sfilata di carnevale - abitiamo in provincia di Milano quindi oggi per noi è il grande giorno - così potrà divertirsi insieme ai suoi amichetti dell'asilo!
Per il resto spero in un fine settimana tranquillo in cui potrò leggere molto ma l'imprevisto è dietro l'angolo.
Oggi torna la rubrica "Chi ben comincia", la rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri.
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Questa settimana non sapevo proprio cosa scegliere per questa rubrica...ho così tanti libri in attesa di essere letti!!!
Poi ho cominciato a scorrere i libri sul mio amato telefono trasformato in Kindle e la mia attenzione è stata più volte rapita da un libro. Quindi ho scelto proprio quel libro. Si tratta di Apnea di Lorenzo Amurri edito da Fandango. Leggo l'incipit con voi per la prima volta.

REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti




E' quasi l'ora di pranzo.
Sto sciando insieme alla mia fidanzata, in realtà la precedo perchè è troppo lenta.
E' quasi l'ora di pranzo.
Ho la faccia immersa nella neve.
Non sento più niente, come fossi dentro un batuffolo d'ovatta. Non riesco a respirare. Qualcuno mi prende la testa tra le mani e la gira: respiro.

Ora sono in garage, smebra l'officina di unmeccanico. Ho la sensazione di avere una persona davanti girata di spalle e una dietro che mi tocca la testa, ma non le distinguo chiaramente. Ho sete. Qualcuno mi fa bere. sento il liquido fresco scendere giù fino allo stomaco e oltre; lo sento nella vescica e non posso trattenerlo dento; lo sento fluire in mezzo alle gambe: è bellissimo, paragonabile a un orgasmo.

Il garage è l'elicottero che mi sta trasportando d'urgenza in ospedale. Sono sveglio ma la mia coscienza vaga scioccata, costruendo una difesa visionaria che confonde quello che in realtà sta succedendo. Mi diranno in seguito che in molti, trasportati in elicottero dopo gravi incidenti, raccontano di essere stati in un garage; mi diranno anche che all'arrivo al pronto soccorso ho detto che qualcuno mi aveva dato da bere, scatenando un attimo di panico generale. Se qualcuno l'avesse veramente fatto, non sarei qui a scrivere.
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Come capita spessissimo mi sono dovuta obbligare a smettere di scrivere.
Ho trovato questo incipit molto coinvolgente. Le farsi corte rendono il senso di ansia che mi aspetto da un libro con una trama simile.
Il racconto entra subito nel vivo dandoci una visione immediata dell'accaduto.
Leggendo sembra anche che l'autore ci stia già raccontando l'epilogo felice...l'elicottero, lui che viene soccorso, qualcuno che lo fa bere placando il suo bisogno, l'arrivo in ospedale. Ma ci lascia anche subito con un grande senso di vuoto e incomprensione con le ultime parole che ho trascritto; quel "Se qualcuno l'avesse veramente fatto, non sarei qui a scrivere." ci fa capire che non è tutto come sembra e che qualcosa non va.
Mi piace, tanto che lo leggerei subito se non fossi alle prese con un'altra lettura.
Voi cosa ne pensate? Ha dato anche a voi un senso di ansia profonda questo incipit?
Se vi va, fatemi sapere cosa ne pensate!!! :) 

giovedì 6 marzo 2014

Chi bussa #6

Ciao miei cari, come state?
Io sttimana di delirio più totale con casa sotto sopra a causa delle grandi manovre in cameretta! Ancora qualche sforzo e poi riuscirò finalmente a sistemare tutto, compresi i miei preziosi libri!
Sono di nuovo qui per presentarvi un autore emergente ed il suo lavoro, anche se in questo caso non si tratta del suo primo romanzo. Siete pronti? Chi bussa?

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Titolo: Nebbia
Autore: Ivano Mingotti
Genere: Horror metafisico
Pagine: 304
Costo: Cartaceo 15.90 euro
Pubblicazione: Gennaio 2014 - edito da DEd'A

Sinossi: Un bambino, la sua nonna, una passeggiata: inizia così Nebbia, horror metafisico che inscena la sua storia all'interno del piccolo paese di Beaumont, sperduto tra alte montagne, aguzze vallate e nebbia spessa.
In questo paesino molteplici protagonisti assistono impotenti alla scena che si propone agli occhi del lettore e che si è innumerevoli volte già proposta ai loro stessi occhi, durante le loro piccole vite di provincia: una anziana donna è stata ingoiata dalla nebbia, che non l'ha più restituita, smarrendola.
La nebbia è in questo romanzo insieme presente e mostruosa, ed accondiscesa, accettata, è il dio a cui il paese dona il suo tributo di silenzio, di rassegnazione, di depresso avvenire.
Non è quindi la nebbia l'elemento principale e traumatico, di scossa del romanzo, ma l'uccisione della figlia dell'anziana donna e la sparizione di suo figlio, ed il seguente concatenarsi di sparizioni ed omicidi, che focalizzerà l'attenzione dei vari protagonisti in un susseguirsi di salti d'indagine e di dubbio, svelando via via elementi preziosi al lettore per una in teoria piena comprensione di ciò che si cela dietro il paese di Beaumont.
La protagonista assoluta sarà Clythia, antipatica, mascolina, arrogante redattrice del giornale di Beaumont, seguita dall'occhio vigile del lettore nella sua vita sentimentale e nei misfatti criminali su cui ritroverà i suoi passi.
Nebbia è quello che sembra, e non lo è interamente, come la stessa nebbia che ne segue le pagine.
Un libro labirintico e sfumato, soffiato come il vento dallo stile ritmico e teatrale di Ivano Mingotti.

Autore: Nato l'8.1.1988 a Desio (MB) studia a Verano Brianza fino alla scuola media inferiore. Frequenta poi l'itcs ''Villa Greppi'' di Monticello, dove si diploma in lingue straniere.
Procede nello studio all'Università Statale di Milano, in scienze umanistiche della comunicazione. Lavora per Esselunga spa come commesso.
Pubblica nel 2009 ''Storia di un boia'', con Kimerik editore. Con questo romanzo parteciperà in seguito al Moonlight Festival 2011.
Nel 2010 è il turno di ''Solo gli Occhi'', sempre con Kimerik.
Nel 2011, il 10 agosto, esce ''Stati Uniti d'Aspirina'', ideale sequel di Solo gli Occhi, edito da Zona Editore.
Nel dicembre 2011 viene pubblicato ''Sotto un sole nero'', con Ded'a edizioni. Il libro viene distribuito anche sugli scaffali della catena di negozi in cui lavora come commesso (Esselunga).
Premiato nell'ottobre 2011 con medaglia, menzione d'onore e segnalazione di merito a ''Scriviamo insieme 2011'', viene poi scelto, insieme ad altri autori, a seguito del concorso ''Asylum 100'', per entrare a far parte col racconto ''English Library'' dell'antologia del concorso stesso; vince in seguito, nel gennaio 2012, il concorso ''2Mila segnalibri'' col racconto ''Prigioniero''. Scelto, a maggio 2012, per la prima antologia in e-book della Nasf (nuovi autori science fiction) nel concorso ''Seeds: un universo in una pagina'' con il racconto ''Arrivo''. Selezionato, sempre con il racconto ''Prigioniero'', nel concorso ''Miedo'', per far parte dell'antologia ''Gli occhi della paura'' a giugno 2012.
Per saperne di più:

http://www.youtube.com/watch?v=Q9XUhhQXK8U

http://clicknews.altervista.org/marco-mazzanti-intervista-ivano-mingotti-autore-di-nebbia/
  http://www.anobii.com/books/Nebbia/9788896121917/015408cdddd9f98958/

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Cosa dire di questo romanzo se non che mi ispira da morire?
Omicidi e mistero...qualcosa che nei libri riescono sempre a suscitare la mia curiosità.
Sicuramente leggerò questo libro perchè anche la trama con quel suo..."Nebbia è quello che sembra, e non lo è interamente..." è sicuramente accattivante.
Inoltre credo che la cover scelta per questo libro sia assolutamente azzeccata!
Voi cosa ne pensate? Aspetto come al solito la vostra opinione! :))))

mercoledì 5 marzo 2014

Recensione #7/2014 - L'ultimo sopravvissuto di Sam Pivnik

Buongiorno miei cari amici, come ve la passate? Io sono in fermento perchè oggi pomeriggio arriverà la cameretta del mio piccolo nanetto che sta crescendo alla velocità della luce. Già mi immagino la polvere che faranno per montarla, per non parlare poi di tutte le cose che ci saranno da mettere a posto...aiutooooooooooooooo!!!!
Eccitazione ma anche un po' di ansia per una come me che proprio non è nata per fare la regina della casa! ahahahahahahah
Ma parliamo di libri!
Oggi sono di nuovo qui con una recensione, quella di un libro che pensavo mi avrebbe devastato emotivamente ma che invece mi ha proprio annoiato. Sto parlando di L'ultimo sopravvissuto di Sam Pivnik edito da Newton Compton - pag 326.

Trama: Sam Pivnik, figlio di un sarto ebreo, nasce a Bedzin in Polonia e trascorre una vita normale fino al primo settembre del 1939 - giorno del suo tredicesimo compleanno - quando i nazisti invadono la Polonia e la guerra spazza via in un attimo ogni possibilità di futuro. Da quel momento la sua vita non sarà più la stessa. Sam conosce il ghetto, i divieti imposti dai nazisti, il coprifuoco, gli stenti, il terrore per le strade. Poi, dopo un rastrellamento, tutta la sua famiglia viene deportata al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Strappato alla sua famiglia, che trova la morte nelle camere a gas, Sam subisce terribili soprusi e atrocità, e ogni giorno, alla famigerata Rampa di arrivo dei treni dei deportati, vede compiersi sotto i suoi occhi la più inenarrabile delle tragedie. Sopravvissuto alla crudeltà delle SS e dei Kapo, ai lavori forzati nella miniera Fùrstengrube e alla "marcia della morte" nel rigido inverno polacco, Sam è infine tra i prigionieri sulla nave Cap Arcona, bombardata dalla Royal Air Force perché luogo di esperimenti dei nazisti su donne e bambini da parte delle SS. Ma ancora una volta, miracolosamente, riesce a salvarsi. Questo libro racchiude la sua testimonianza: la storia di un uomo che ha attraversato tutti i gironi dell'inferno nazista, ed è sopravvissuto per portare ai posteri la testimonianza di un orrore indicibile che non dovrà mai più ripetersi.

Ci siamo, devo trovare le parole adatte per parlare di questo libro...
Non è facile perchè quando il pensiero non è positivo tutto assume una pesantezza incredibile ma tant'è. Quando ho aperto questo blog ho promesso prima di tutto a me stessa che sarei stata obiettiva, che avrei detto le cose che pensavo anche se queste non fossero state delle migliori. Quindi eccomi qui a dire che questo romanzo per me è stata una totale noia!!!!
Mi dispiace perchè è una storia vera, Sam è veramente stato all'interno dei campi di concentramento, ha veramente incontrato quello che da tutti sarebbe stato chiamato in seguito "L'angelo della morte", ha veramente rischiato più di una volta la camera a gas e la fucilazione quindi per questo gli va tutto il mio rispetto ma - e c'è un ma grosso come una casa proprio perchè è una storia vera - mi aspettavo più cuore, più emozione.
Non so dirvi se sono io che sono satura di queste storie - ma non credo visto che altre ancora riescono a farmi emozionare - o se sia lui che avendolo vissuto sulla sua pelle, per tutelarsi dal punto di vista emotivo, cerca di raccontare i fatti per come sono accaduti, senza metterci troppe emozioni. Non so, fatto sta che in questo libro ho trovato più un manuale di storia - soprattutto nella prima metà - che un libro autobiografico. Se avessi cercato quello sarei andata a rispolverare i libri del liceo! Non sono solita abbandonare le letture a metà, ma vi assicuro che, se questa fosse una mia abitudine, avrei rimesso il libro a riprendere polvere sugli scaffali dopo neanche 100 pagine. 
La scrittura troppo partiolareggiata, con la citazione di innumerevoli luoghi polacchi, ha fatto in modo che io leggessi il tutto con un atteggiamento distaccato, come quando mi ritrovavo a leggere le 10 paginette scolastiche solo perchè dovevo e non perchè mi appassionavano, e vi assicuro che è bruttissimo!
Mi sono trascinata, pagina dopo pagina, aspettando che qualcosa cambiasse, aspettando la svolta. 
La pesantezza forse deriva anche dal fatto che la prima parte del libro - quasi metà - è dedicata al periodo precedente ai campi di concentramento ma racconta poco la storia della famiglia e più gli avvenimenti storici di preparazione al nazismo e mi è sembrata troppo, troppo lunga. Poi c'è la parte della prigonia in cui mi aspettavo emozioni forti ma anche in questo caso ci ho trovato troppi riferimenti storici, cose che tutti comunque conosciamo e che di sicuro non cerchiamo in un libro del genere. Poi c'è il finale, dopo la liberazione, anche in questo caso esageratamente trascinato. 
Io in un libro del genere cerco emozioni. La memoria che credo si debba portare avanti è quella delle emozioni che quelle persone hanno provato sulla loro pelle, le sensazioni che in quei giorni gli hanno riempito il cuore e la mente; le nozioni storiche rimarranno a prescindere perchè ognuno dei nostri figli  o nipoti le studierà a scuola. Qui emozioni non sono riuscita a provarne, sono rimasta insensibile anche di fronte alle impiccagioni di massa e alle fucilazioni perchè il tutto l'ho trovato raccontato in modo troppo apatico.
Dopo aver passato le prime 100 pagine a cercare di fare qualsiasi altra cosa piuttosto che leggere, a sbuffare davanti alle descrizione e alle mappe - credetemi incomprensibili - che sono state inserite nel libro, credo di essere arrivata alla parte più interessante con una mal predisposizione che non mi ha permesso di entrare a pieno nel racconto, che ha poi sicuramente assunto un ritmo più scorrevole ma io ormai ero distrutta. 
Mi piacerebbe sapere da chi di voi lo ha letto cosa gliene è parso, perchè in rete ho visto delle recensioni entusiaste e quindi non capisco, forse sono io che ho affrontato la lettura in modo sbagliato? Forse non era per me il momento giusto per un libro così?
Non so. Se potete aiutatemi voi a capire.
Per il momento mi tocca dargli un voto basso... 

VOTO:




martedì 4 marzo 2014

Shopping letterario #18

Buon pomeriggio miei cari!
Come state? Qui sta facendo capolino un bel sole che pare ci accompagnerà per l'intera settimana. Speriamo, perchè ho proprio bisogno di far asciugare le articolazioni!
Oggi ritorno con una puntata di Shopping letterario. Sono molto orgogliosa di me perchè non postavo questa rubrica da più di due settimane...il portafoglio e il marito ringraziano ahahahahahah.
Oltretutto dei libri che vi presenterò ne ho acquistato solo uno in occasione del flashmob letterario del primo marzo, gli altri due sono ebook che ho trovato in offerta su amazon a 0 euro! hihihihihihi

  • The Help di Stockett Kathryn edito da Mondadori - pag 544 - un libro che avevo in wish list da un bel po' di tempo e che mi sono trovata davanti quando sabato scorso sono andata in libreria per il flashmob! Non avevo scelto preventivamente cosa acquistare e quel libro mi ha chiamato più di altri.
Trama:   È l'estate del 1962 quando Eugenia "Skeeter" Phelan torna a vivere in famiglia a Jackson, in Mississippi, dopo aver frequentato l'università lontano da casa. Skeeter è molto diversa dalle sue amiche di un tempo, già sposate e perfettamente inserite in un modello di vita borghese, e sogna in segreto di diventare scrittrice. Aibileen è una domestica di colore. Saggia e materna, ha allevato amorevolmente uno dopo l'altro diciassette bambini bianchi, facendo le veci delle loro madri spesso assenti. Ma il destino è stato crudele con lei, portandole via il suo unico figlio. Minny è la sua migliore amica. Bassa, grassa, con un marito violento e una piccola tribù di figli, è con ogni probabilità la donna più sfacciata e insolente di tutto il Mississippi. Cuoca straordinaria, non sa però tenere a freno la lingua e viene licenziata di continuo. Sono gli anni in cui Bob Dylan inizia a testimoniare con le sue canzoni la protesta nascente, e il colore della pelle è ancora un ostacolo insormontabile. Nonostante ciò, Skeeter, Aibileen e Minny si ritrovano a lavorare segretamente a un progetto comune che le esporrà a gravi rischi. Il profondo Sud degli Stati Uniti fa da cornice a questa opera prima che ruota intorno ai sentimenti, all'amicizia e alla forza che può scaturire dal sostegno reciproco. Kathryn Stockett racconta personaggi a tutto tondo che fanno ridere, pensare e commuovere con la loro intelligenza, il loro coraggio e la loro capacità di uscire dagli schemi alla ricerca di un mondo migliore.

  • La segreta verità di Michele Laurenzana - pag. 272 - un auture autopubblicato di cui ho già letto il secondo lavoro - Le stagioni del verde mandarino - e che ho apprezzato per il suo stile molto maturo.
Trama:  Tommaso vive una vita parallela, ma non lo sa.
Tommaso ha una famiglia, gli studi, un lavoro, un gruppo di amici collaudati, persino l'abbozzo di una storia romantica: niente di più concreto, nulla di più comune.
Eppure, progressivamente, insinuandosi nel suo solido quotidiano, presenze impercettibili, segnali apparentemente indecifrabili apriranno uno spiraglio che si rivelerà una voragine, inghiottendo la vita di Tommaso per restituirgliela carica di un nuovo significato e di una nuova speranza.
Amore. Amicizie. Delusioni. Tradimenti e paure.
Grandi emozioni e sentimenti entreranno spesso in contrasto e daranno origine a suggestioni inquietanti, come un effetto concentrico di destini che convoglieranno su un'unica essenziale verità.
Quella più intima. La più inaspettata.. la più segreta!

  • L'alba del poeta di Anna Previati - pag. 293 - un libro che non conoscevo ma che mi ha colpito per la trama e per le ottime recensioni che sta ricevendo su Amazon.
Trama: Alsazia, 15 marzo 1992. Sembra una mattina come tante quella in cui una ragazza si ritrova seduta sulla panchina di un parco pubblico. Mentre osserva distratta la vita che scorre tranquilla intorno a lei poco a poco si rende conto di un fatto inquietante. Non sa chi è né perché si trova lì. La sua mente è vuota.
Un terrore sordo la invade, mentre un vago malessere, che è sicura di avere già provato in passato, la fa vacillare e tremare. Nella sua borsa non c'è niente che possa aiutarla a capire. Solo un'edizione del romanzo "I dolori del giovane Werther" vecchia di mezzo secolo, sul cui frontespizio una dedica firmata da un misterioso "poeta innamorato" recita: "A Maia, la stella più bella del firmamento".
Chi è Maia? E perché è lei ad avere quel libro? Che cosa le è accaduto?
Di lì a poco il destino le farà incontrare Monsieur Lepont, un libraio dai modi affettati che indossa un cappello a cilindro e sembra sbucato da un'altra epoca. E poi Céline, generosa e anticonformista, che crede nel potere illimitato delle piante e inventa ricette segrete per ogni problema. Sebastien, sognatore, leale, altruista, segretamente innamorato di Céline. E infine l'affascinante André, dagli occhi di smeraldo, che rappresenta il sogno irraggiungibile dell'amore con la A maiuscola. Grazie a loro, e agli straordinari poteri di un fiore che non dovrebbe esistere, la ragazza riuscirà a scoprire una sconcertante verità, e a svelare un oscuro dramma che lega il passato al presente con un filo indissolubile, e che chiede di non finire perduto nell'oblio del tempo.

Ecco fatto! Cosa ne pensate? So che The Help lo avete letto in molti quindi mi interessa sapere come lo avete trovato. E gli altri due? Qualcuno li ha letti? Vi incuriosiscono?

lunedì 3 marzo 2014

Ritratto di Signora #1

Buongiorno miei cari followers! Come state?
Oggi, primo lunedì di marzo, vi presenterò una nuova rubrica. O meglio, la rubrica esiste già da diverso tempo - nata e portata avanti grazie alla collaborazione di diversi blog - ma da oggi verrà pubblicata anche sul mio blog.
Ho avuto l'onore di ricevere la proposta di entrare a far parte di questo bel gruppo e, come al solito, mi sono buttata, ho deciso di provarci sperando di essere all'altezza.
La rubrica di cui parlo è Ritratto di signora. Sicuramente molti di voi la conosceranno già ma spiego in poche parole come funziona per chi non avesse avuto modo di incontrarla in altri blog.
Ogni primo lunedì del mese, su tutti i blog che partecipano a questa rubrica, verrà pubblicato un post in cui si parlerà di una donna - che può essere reale o di fantasia - che in qualche modo è o è stata importante per la/il blogger che scriverà il post, oppure che ha attirato per qualche motivo la sua attenzione.
Spero che tutto questo vi piaccia, io sono super elettrizzata!!! *_______*
Quindi ora basta chiacchiere, vi lascio al post di oggi che è stato scritto da Franci del blog Franci lettrice sognatrice

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Grandi occhiali neri, rossetto rosso fuoco, caschetto ed abito anni '20, e un timbro di voce decisamente particolare.
Le luci si spengono, cala il silenzio, la musica parte e una voce piacevole, chiara e pulita, riempie la sala dell'Ariston, una voce che non crederesti mai provenire da quella ragazza.
La canzone termina, ma ormai il motivo come un eco si ripete nella testa...Sincerità, adesso è tutto così semplice, una melodia che piace subito ai bambini e che fa diventare il festival di Sanremo una festa anche per il pubblico giovanissimo.
Come avrete capito, questo mese ho voluto dedicare "Ritratto di signora" ad

 
ARISA

Questo accadeva nel 2009, anno in cui vinse la categoria "Nuove proposte" e il premio della critica Mia Martini, con la canzone "Sincerità": l'inizio per lei di una grande carriera.
Arisa è un po' la pecora nera della situazione, con quel look retrò, il suo timbro vocale, il modo di rispondere schietto e infatti non viene presa sul serio.
Intanto però la sua carriera decolla: si esibisce agli Wind Music Awards, esce il suo album e partecipa al concerto "Amiche per l'Abruzzo".

Nel 2010 calca di nuovo il palco di Sanremo con "Malamorenò", insieme al trio Sorelle Marinetti, e di nuovo si differenzia da tutti, portando colore e originalità. Il look a distanza di un anno è cambiato: il caschetto ha lasciato il posto a capelli ricci e ad un paio di occhiali tondi disegnati da lei.
Nello stesso anno entra a far parte del cast di Victor Victoria e stavolta si stenta a riconoscerla, perché gli occhiali sono spariti, sostituti da lenti a contatto, e anche gli abiti cominciano a trasformarsi, fino a quando a X Factor ci troviamo di fronte ad una nuova Arisa, più sensuale.
Come il suo look, anche le sue canzoni cambiano completamente, e grazie a "La notte", in cui parla della fine del suo amore con Giuseppe Anastasi, conquista anche il pubblico adulto.
Perché ho deciso di parlare di Arisa?
L'idea mi è venuta dopo la sua vittoria quest'anno al Festival di Sanremo con "Controvento", una canzone per cui ho tifato fin dall'inizio, l'unica che mi ha colpito per la melodia e per il testo. Ho cominciato a pensare al suo carattere e alla sua carriera e ho capito che meritava di comparire tra gli articoli di "Ritratto di signora".
Rosalba Pippa è semplice, è un'artista che non si è montata la testa e che è sempre stata disponibile per i suoi fan.
E' molto legata alla sua famiglia, basti pensare al suo nome d'arte Arisa, acronimo dei nomi della sua famiglia; è schietta e sincera. Ha iniziato la sua carriera con un look spiritoso, perché quando era piccola tutti la consideravano più grande della sua età- a 9 anni aveva già il seno e veniva scambiata per la maestra- per questo una volta cresciuta e diventata adulta ha voluto rimediare a questa mancanza ed è stato un passaggio che le è stato necessario per passare poi al livello successivo: l'essere donna, imparando ad accettare le forme generose, valorizzandole, invece di nasconderle, e a volersi bene, senza però perdere la sincerità che la contraddistingue.


Per questo mi piace, perché è una donna come noi e un'artista vera, che scappa dal palco pur di non dare in pasto ai paparazzi le sue emozioni- secondo me- dopo aver ascoltato le bellissime parole della madre, orgogliosa di lei, e che non tiene conto del marketing.

Io ci credo nella musica (...) se fossi rimasta quella di un tempo avrei assecondato un mercato che mi vuole cosi, invece, la mia caratteristica è la sincerità anche con il rischio che il pubblico non mi veda. Credo che un'artista debba essere portatore di verità, anche piccole, e non dover pensare a fare musica per comprarsi uno yacht a Portofino.

Un bacio

Franci

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Per quanto mi riguarda adoro Arisa; dai tempi di Sincerità è cresciuta, ha saputo mettersi in gioco ma soprattutto ha dimostrato di essere una grande cantante e di avere una voce splendida.
Questa è la vera dimostrazione che l'abito non fa il monaco!!!!! Già lo scorso anno aveva portato a Sanremo una canzone profonda, dolcissima che ho adorato dal primo istante e quest'anno non ha voluto essere da meno, con Controvento che ha, secondo me, assolutamente meritato la vittoria.
Come al solito sarò felice se vorrete condividere con me il vostro pensiero, in questo caso sia sulla donna oggetto del post che sulla "nuova" rubrica.

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Stasera cucino io
The Pauper Fashionist
Franci lettrice sognatrice

Grazie mille a tutti per l'attenzione.

Daniela, Monica, Miki, Francesca, Clara e Federica