
Dopo Cuori di pietra e Il bicchiere mezzo pieno, Mariti è il terzo libro scritto da donne per le donne. Un progetto editoriale in cui tutti i proventi saranno devoluti in beneficienza per la costruzione di un centro di formazione a Varanasi (India) che possa offrire alle bambine l'istruzione necessaria per conquisare l'autonomia ed evitare la piaga dei matrimoni precoci che espongono piccole di 10-12 anni a violenza domestica e abusi sessuali.
Ho avuto, dicevo, l'onore di presentare questo libro e di chiacchierare sul progetto con Annarita Briganti, scrittrice culturale e autrice, che per questo nuovo libro ha scritto un racconto intitolato Affittasi.
Ci ha raccontato di come in questo caso delle donne siano capaci di fare gruppo per un fine importantissimo e di come loro stesse controllino costantemente come vengono spesi i soldi raccolti.
Ma non fatevi sviare dal titolo, Mariti non è un libro in cui donne frustrate si lamentano della loro vita coniugale - quelli sono preconcetti del pensiero comune - ma, anzi, è un libro in cui vengono raccontate le tante sfaccettature del rapporto a due visto dall'uno o dall'altro punto di vista.
Ogni autrice ha scelto ilproprio modo di trattare il tema: chi si è affidata a mariti celebri della storia - come ad esempio Stalin, il marito di Frida Kahlo, i mariti di Agatha Christie, i tanti mariti di Cleopatra - chi ha scelto di realizzare dei racconti autobiografici, chi ha utilizzato totalmente la fiction e chi, infine, prendendo spunto dalla realtà ha comunque realizzato dei racconti romanzati.
Insomma, un libro per tutti i gusti, per tutti i sessi, per tutte le età, che sa coniugare sapientemente lo stile differente di ventisei autrici diverse e che, proprio grazie a queste differenze riesce a conquistare il lettore.
Tra tutti mi soffermerò sul racconto di Annarita perchè, avendone parlato con lei, l'ho analizzato maggiormente.
Affittasi è appunto la storia di un marito in affitto.
Angela, per assecondare la pazzia dell'amica del cuore - per le amiche, si sa, si è disposte a fare qualsiasi cosa - acconsente a trovare, attraverso l'agenzia dell'amica, un marito in affitto.
Roberto, è questo il nome del malcapitato, deve da subito subire l'astio della donna che lo utilizza per fare la spesa, cambiare le lampadine e che non sopporta assolutamente la sua presenza.
Un marito part time, quello che forse abbiamo sognato tutte almeno una volta nella vita. Le regole dell'agenzia sono chiare: vietato toccarsi, vietato scambiarsi i numeri, vietato passare la notte insieme, vietato dargli le chiavi di casa, vietato dargli dei soldi. È però consentito presentarlo nelle occasioni importanti come il proprio marito.
È Angela a narrarci la storia, in prima persona, parlando di se stessa e raccontando al lettori i propri pensieri.
In poche pagine Annarita è riuscita a creare dei protagonisti convincenti, realistici, che evolvono sotto i nostri occhi. Piano piano la reticenza di Angela scompare e le comincia a porsi delle domande, a chiedersi chi sia veramente Roberto nella vita, quale sia il suo lavoro, quali siano le sue vere passioni e si rende conto di non sapere nulla di lui.
Molti i temi che l'autrice ha saputo trattare in queste pagine nonostante la brevità richiesta da un racconto: si parla di aborto, di attacchi di panico, di età che avanza, di perdita delle proprie certezze; tutti temi che aiutano il lettore a provare empatia con i personaggi, a rendere la storia più reale, a dare all'insieme una potenzialità che va oltre questa singola storia.
Già, perchè finite queste poche pagine si vorrebbe continuare a conoscere le storie dei personaggi, si vorrebbe vedergli dedicato un romanzo intero, ci si chiede cosa ne sarà di loro, come reagiranno alla vita e al tempo che scorre, insomma, mancano.
Anche nell'ambientazione Annarita riesce a portarci con se. Siamo a Barcellona ed è lì che i personaggi si muovono sicuri attraverso lo spazio.
Un racconto che convince, che arriva nonostante la brevità - e se arriva a me che normalmente ho bisogno di romanzi lunghi per affezionarmi ai personaggi... -, che sa colpire il lettore e farlo riflettere e in così poche facile non è mica scontato.
Insomma, un libro che vi consiglio di leggere e che vi consiglio di tenere sul comodino per rileggervi ogni tanto i racconti che più vi sono piaciuti, per ritrovare qua e là i personaggi che più avete amato! E po icomprandolo farete anche un'opera di bene che mica è poco!!!
Nessun commento:
Posta un commento