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giovedì 20 novembre 2014

Recensione #34/2014 - Ciò che inferno non è di Alessandro D'Avenia

Ciao a tutti, carissimi lettori. Come state? Cosa mi raccontate di bello?
Io ieri ho finalmente finito di leggere Ciò che inferno non è di Alessandro D'Avenia edito da Mondadori - che ringrazio visto che me ne ha gentilmente fatto avere una copia - pag.317. Dico finalmente non perchè non mi sia piaciuto - anzi - solo che il poco tempo dei giorni scorsi e la voglia di leggere, leggere, leggere non riuscivano a trovare un compromesso!
Questa è la terza opera di Alessandro D'Avenia che dopo Bianca come il latte, rossa come il sangue e Cose che nessuno sa si è cimentato in un'impresa delicata, riuscendo a tirar fuori il meglio di se.
Un libro da cui speravo di ricevere molto e che mi ha lasciato anche più di quello che immaginavo.

Trama: Federico ha diciassette anni e il cuore pieno di domande alle quali la vita non ha ancora risposto. La scuola è finita, l'estate gli si apre davanti come la sua città abbagliante e misteriosa, Palermo. Mentre si prepara a partire per una vacanza-studio a Oxford, Federico incontra "3P", il prof di religione: lo chiamano così perché il suo nome è Padre Pino Puglisi, e lui non se la prende, sorride. 3P lancia al ragazzo l'invito a dargli una mano con i bambini del suo quartiere, prima della partenza. Quando Federico attraversa il passaggio a livello che separa Brancaccio dal resto della città, ancora non sa che in quel preciso istante comincia la sua nuova vita. La sera torna a casa senza bici, con il labbro spaccato e la sensazione di avere scoperto una realtà totalmente estranea eppure che lo riguarda da vicino. È l'intrico dei vicoli controllati da uomini che portano soprannomi come il Cacciatore, 'u Turco, Madre Natura, per i quali il solo comandamento da rispettare è quello dettato da Cosa Nostra. Ma sono anche le strade abitate da Francesco, Maria, Dario, Serena, Totò e tanti altri che non rinunciano a sperare in una vita diversa... Con l'emozione del testimone e la potenza dello scrittore, Alessandro D'Avenia narra una lunga estate in cui tutto sembra immobile eppure tutto si sta trasformando, e ridà vita a un uomo straordinario, che in queste pagine dialoga insieme a noi con la sua voce pacata e mai arresa, con quel sorriso che non si spense nemmeno di fronte al suo assassino.
  
Quando comincio a leggere un libro che ha come base una storia vera, o che comunque attinge molto dalla realtà, il mio cuore parte sempre corazzato, perchè so già che soffrirò. E quando so che sto per iniziare un libro scritto da una persona che ritengo un poeta con le parole, allora oltre che alla corazza mi armo di elmetto e tanti, tanti fazzoletti.
Questo romanzo è riuscito ad oltrepassare la corazza ed arrivare dritto al cuore. Come una lama affilata lo ha trafitto da parte a parte, senza via di scampo.
Forse perchè si parla della mia Sicilia - con una mamma siciliana questa terra è un po' anche mia - o forse perchè si parla di sofferenza, di rassegnazione, ma anche di lotta interiore e di amore.
D'Avenia mi aveva convinta già con i suoi romanzi precedenti ma con questo si è superato! Un libro adulto, dove l'evoluzione delle scrittore è tangibile e oggettivamente perfetta. 
Mentre ci accompagna per mano nella sua Palermo, l'autore ci fa capire quanto non sia necessario muoversi per continenti per trovare la sofferenza vera, quella dettata dal non avere un'alternativa; a volte basta girare l'angolo e trovare un quartiere come Brancaccio, dove la legge dello Stato non conta ma dove vige, invece, la legge del più forte. Di quello che sbrana per non essere sbranato. Di chi, nonostante la situazione, non cede alla rassegnazione e di chi a volte cede per salvarsi la vita.  
Facile dall'esterno dare un giudizio, ma solo oltrepassando il passaggio a livello che divide la Palermo bene dalla povertà di Brancaccio si può provare a capire quale sia il motivo per cui bambini ancora piccolissimi diventano schiavi di Cosa Nostra, quale sia il motivo che porta una ragazza madre a prostituirsi ed anche quale sia il motivo per cui un'altra ragazza cerca invece di essere diversa, nonostante tutto ciò che la circonda sembra volere il contrario.
Questo libro ci sbatte in faccia quello che nessuno vorrebbe neanche avvicinare per sbaglio. Questo libro ci catapulta senza preavviso dentro l'inferno, quello vero, non fatto di fiamme e forconi ma fatto di intimidazioni, pistole, vicoli bui dove guardarsi alle spalle è l'unica possibilità di sopravvivenza. 
Questo libro ci fa riflettere, come pochi altri libri sanno fare. Perchè - per quelli che si fanno chiamare Madre Natura, il Cacciatore, O' Turco - Brancaccio è come un alveare e Cosa Nostra è l'ape regina; gli abitanti del quartiere sono tutti api operaie che DEVONO dare il loro contributo a fare grande la regina pena la vita.
Pochi hanno il coraggio di provare a fare qualcosa di diverso; la maggior parte non ha possibilità di trasferirsi in un altro "alveare" quindi resta, sperando di rendersi invisibile per evitare ripercussioni. Quei pochi che cercano di ribellarsi devono guardarsi le spalle o, peggio, sperare che non accada niente ai propri familiari.
E' in questo contesto che si ritrova Federico, figlio della Palermo bene ed amante delle parole. Un ragazzo come tanti - ad esclusione di quelli di Brancaccio - che va a scuola, va al mare, fa vacanze studio all'estero, andrà all'università e cercherà il suo posto nella vita. E con lui noi, nascosti nelle sue tasche, assistiamo al suo avvicinamento al quartiere, alla sua prima bicicletta rubata, al suo primo cazzotto ricevuto, alla sua prima e vera consapevolezza di non fare abbastanza. E poi assistiamo al suo incontro con Lucia, con Totò, con Francesco, assistiamo al suo impegno per fare qualcosa di concreto insieme a Padre Pino Puglisi.
Quello che fa male di questo romanzo è che non ci permette di girarci dall'altra parte. Ci racconta di cose che tutti conoscono - l'assassinio del giudice Borsellino il 19 luglio del 1992; l'impegno di Padre Puglisi ma anche la sua morte per mano di Cosa Nostra il 15 settembre del 1993, giorno del suo 56° compleanno, ed oggi Beato; il pagamento del pizzo per poter portare avanti un'attività - ma soprattutto ci racconta di quello che solo immaginiamo perchè lontano dalla nostra vita "normale" - una bambina rimasta senza padre, quel padre che aveva provato a ribellarsi non pagando il pizzo; un bambino che il padre non lo ha mai conosciuto; una ragazza con in grembo un figlio che non vuole perchè frutto di una violenza sessuale - e ci fa piangere, come bambini, davanti a tutta questa sofferenza.
Padre Pino Puglisi, pur davanti a tutta questa violenza, cerca di togliere i bambini dalla strada; insieme all'associazione Intercondominiale del quartiere - padri e madri che lottano una guerra che potrebbe  sembrare persa in partenza - cerca di trovare un futuro diverso per quelli che considera suoi figli.  Il rischio è alto e il prezzo da pagare lo è ancora di più ma questo non lo fa desistere anzi, è l'unica cosa che riesce a dargli la forza di andare avanti.
Non sa che a volte anche i bambini possono essere già così adulti da fare il doppio gioco, ma sa che ogni sua mossa è osservata e che il suo tempo non è illimitato.
Purtroppo quello che ci racconta D'Avenia non è finzione, ed il mio cuore è lacerato perchè ogni singolo avvenimento descritto in questo libro è all'ordine del giorno e può fare solo male. E' cronaca di ieri un maxi bliz al quartiere Brancaccio e sarà sicuramente cronaca anche dei giorni, mesi, anni che verranno. E allora, viene da dire, a cosa serve provare a cambiare le cose? Serve a dare delle possibiltà a qualcuno che probabilmente non ne avrebbe, e se anche uno solo di quei Totò, Francesco, Lucia, Maria, Dario potesse avare una vita diversa allora ne sarebbe valsa la pena!
Una grande opera ed una grande capacità di raccontarla, scritto in prima persona da un adolescente ma non con uno stile adolescenziale. Un libro di cui ho sottilineato moltissimi passaggi perchè vanno dritti al cuore! Ne condivido con voi alcune parti, spero vi possano emozionare come hanno fatto con me.
"Io non vado mai in giro senza un libro e la mia stanza è una biblioteca senza criterio. Se devo spendere dei soldi, lo faccio per un libro nuovo, anche se non lo leggerò mai. C'è una gioia nel possesso dei volumi che io chiamo 'libridine', un eros solleticato dalla presenza del tomo e della sua facile raggiungibilità coniugata a una distanza, proprio perché non lo si è ancora letto."
"Ma ci sono pensieri che non pensiamo, sono loro che pensano noi, come le parole delle canzoni che tornano in mente senza averle evocate. Sono i pensieri che temo di più, navi che attaccano in porto senza preavviso, e chissà cosa portano e da dove."
"Così sono tutti i bambini di Brancaccio: vengono iniziati all'inferno organizzando duelli alla morte tra cani randagi, seviziando gatti da gettare in pasto a quegli stessi cani da guerra o da impiccare. Poi ci sono lo spaccio, i furti, le botte, la prostituzione... La luce si oscura e viene sostituita dalla rabbia di chi distrugge e non sa neanche il perché, di chi impara a dominare prima di amare, di chi non sa che amare aggiunge qualche cosa alla vita e invece odiare lo toglie, ma odiare è più facile e immediato. È una sorta di anestesia che non fa sentire la vita e la luce."
Vi lascio con la consapevolezza che un libro del genere andrebbe letto, riletto e raccontato. Vi lascio consigliandolo a tutti voi anche se fa male. Vi lascio sperando che possa venire letto nelle scuole. Vi lascio con le lacrime agli occhi perchè è questo che mi provoca ricordarlo.

VOTO:  

 

venerdì 7 novembre 2014

Chi ben comincia #60 - Ciò che inferno non è di Alessandro D'Avenia

Buongiorno amici!!!! Finalmente è venerdì!
Questa settimana è stata pesantissima ed il mio tempo libero è stato praticamente inesistente. Mi scuso perchè avrei voluto pubblicare la recensione de Il suggeritore di Donato Carrisi questa settimana ma non ho proprio avuto tempo. Rimedierò settimana prossima.
Oggi però non potevo mancare per la nuova puntata di Chi ben comincia, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri.
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Per l'incipit di oggi ho pensato di dare una sbirciata al libro che ho intenzione di leggere non appena finirò l'attuale lettura: Ciò che inferno non è di Alessandro D'Avenia edito da Mondadori. Ho visto oltretutto che siete tutti molto curiosi rispetto a questo libro quindi perchè non soddisfare la vostra e la mia curiosità? :))) 

REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti


Nella luce prima, un ragazzo la spia. È immersa nell’agguato ventoso e salato dell’alba che si leva ancora vergine dal mare, per tuffarsi poi nelle strade avvolte dalla penombra.
Lui abita in cima a un palazzo: da lì si vede il mare e si vede nelle case e nelle strade degli uomini. Lassù l’occhio spazia fino a perdersi, e dove si perde l’occhio anche il cuore resta invischiato. Troppo mare si spalanca davanti, specie la notte, quando il mare svanisce e si sente tutto il vuoto che c’è sotto le stelle.
Perché tutto quel nascere ogni mattina? Non ha risposta un ragazzo, a cui fanno più male i petali sfioriti della rosa che le spine e ogni mattina si guarda allo specchio come un naufrago. Si tocca il volto e cerca negli occhi, con il mare incastrato dentro, quel che vi resta di vivo. Di vivo c’è la luce di lei, smagliante nell’ultimo giorno di scuola. La studia come le mappe misteriose che da bambino amava contemplare per disincagliarne tesori e isole, navi e onde.
Il ragazzo la guarda: è lei a frugargli il cuore, nel groviglio in cui crescono i sogni. Le cose investite di troppa luce proiettano altrettanta ombra, ogni luce ha il suo lutto, ogni porto il suo naufragio.
Però i ragazzi non vedono l’ombra, preferiscono ignorarla.
Con le mani si copre il volto acerbo, come se si potesse ascoltare un viso con le dita. Assomiglia a un marinaio sul molo, in attesa di un contratto dopo un forzato riposo. La guarda ancora. E ancora. Permette a luce, vento e sale di modellargli la carne e i pensieri.
Luce, vento, sale facciano di lui quello che vogliono, come da millenni trasformano persino la pietra infeconda degli scogli. Dio gli ha messo in petto il cuore, ma si è dimenticato la corazza. Lo fa con ogni ragazzo e per questo per ogni ragazzo Dio è crudele.
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Che dire di questo incipit se non che ritrovo il poeta di Bianca come il latte rossa come il sangue e di Cose che nessuno sa? Mi aspetto moltissimo da questo romanzo perchè ho molto amato i precedenti in maniera diversa: il primo con la consapevolezza di non essere nell'età giusta per farmi rapire completamente; il secondo, più adulto, in cui è stato più facile ritrovarsi per una come me.
Già da queste poche righe emerge l'incredibile capacità dell'autore di utilizzare le parole. Certo, direte voi, è il suo lavoro, è un professore! E' vero, D'Avenia è un professore di lettere quindi è normale che sappia utilizzare le parole, ma quanti sono i professori che sanno utilizzarle così bene da creare delle frasi capaci di sembrare musica? Perchè è questo che sento ogni volta che leggo un suo libro: una melodia! E sono pochi gli autori che sono in grado di provocarmi questa sensazione!
Cosa ne pensate? Come vi sembra questo incipit? Avete già letto qualcosa di questo autore?

martedì 4 novembre 2014

Shopping letterario #26

Buona sera carissimi! Come state? Per me l'inizio della settimana non è stato dei più piacevoli perchè ieri ho dovuto assistere al funerale di un'amica ed oggi sono ancora un po' spaesata ma passerà...forse...
Prima di lasciarvi con il post di oggi in cui vi mostrerò i miei ultimi arrivi vorrei ringraziarvi per il grande interesse che avete dimostrato per la puntata di Ritratto di signora, GRAZIE DI CUORE!
Ed ora torniamo a noi. Era da quasi un mese che non postavo una puntata di questa rubrica quindi sono molto soddisfatta di me stessa! Anche perchè come potrete vedere la maggior parte dei libri che vi segnalerò mi sono arrivati dalle case editrici che ringrazio! :)

  • Trent'anni e li dimostro di Amabile Giusti edito da Mondadori, 261 pagine. Questo è l'unico libro che ho acquistato - trovato al 50% di sconto nella mia incursione al Libraccio - mi incuriosiva da un po' e trovarlo in offerta ha contribuito alla mia voglia di leggerlo!
Trama: Carlotta ha quasi trent'anni, e si considera una sfigata cronica: raggiunge il metro e sessanta solo con i tacchi a spillo, ha una famiglia decisamente folle e all'orizzonte non vede l'ombra di un fidanzato come si deve. Non solo: è appena stata licenziata a causa della sua irrefrenabile schiettezza... ma ora, per arrivare a fine mese, è costretta ad affittare una stanza del suo appartamento. Luca, il nuovo inquilino, ha molti prò (è bellissimo, fa lo scrittore, è dannatamente simpatico) ma altrettanti contro: è disordinato, fuma troppo e ha il pessimo vizio di portarsi a casa le sue conquiste, una diversa ogni notte. Carlotta non chiude occhio e in più si sente una vera schifezza. Non lo ammetterebbe mai, ma quel maschio predatore che tratta le donne come kleenex e gioca sul fascino tenebroso del romanziere la sta facendo innamorare. In una girandola di eventi sempre più buffi, tra una madre terribile, una sorella bellissima e gelosa, una tribù di parenti fuori controllo, un nuovo lavoro tutto da inventare e molti incontri ravvicinati con Luca e le sue fidanzatine di passaggio, Carlotta imparerà che è lei la prima a dover credere in se stessa...

  • Forte come l'onda è il mio amore di Francesco Zingoni edito da Fazi - mi è stato regalato dalle mie meravigliose amiche Alessia, Michy e Monica in occasione del nostro incontro con l'autore - 607 pagine. Voglio questo libro da sempre ma non è così semplice trovarlo nelle librerie senza ordinarlo ed io difficilmente ordino i libri. Ora ho una copia meravigliosa perchè dedicata ed autografata da Francesco. In più ho anche la versione precedente del libro, intitolata Demian Sideheart, che mi è stata regalata, dedicata e firmata, direttamente da Francesco!!!! Non conoscevo la storia di questo romanzo e ne sono rimasta così affascinata che voglio condividerla con voi. Tratta del sito internet dedicato al libro: Nel 2008 Francesco Zingoni inizia a scrivere il suo primo romanzo, Demian Sideheart, che conclude due anni dopo.
    Nel novembre del 2010, pur di farlo leggere e conoscere, lo pubblica aprendo appositamente la sua casa editrice, Outsider Edizioni, improvvisandosi anche agente e promotore. In pochissimo tempo, grazie al tam tam sul web, la travolgente storia di Demian, del suo amore e della sua identità perduta, ottiene un’attenzione e un successo inarrestabile e inimmaginabile per il giovane scrittore-editore.
    Sempre più richieste arrivano dai librai, incuriositi dal fenomeno, e il romanzo finisce in bella vista su alcune delle principali vetrine delle librerie milanesi. Anche la stampa e la televisione si accorgono del fenomeno nascente, rendendolo un vero e proprio caso.
    Fino ad arrivare sul tavolo della Fazi Editore, che a novembre 2011 ne acquista i diritti per ripubblicarlo.
    Questa storia oggi continua con Forte come l’onda è il mio amore, la nuova edizione, ancora più raffinata e coinvolgente, che già prima della pubblicazione in Italia è diventato un caso editoriale di portata internazionale, acquistato dal gruppo Random House per la pubblicazione in Germania e in Olanda.
Trama: Buttato sulla sabbia, accecato dal fulgore di un paradiso perduto, le palpebre incollate dal sale. Riapro gli occhi. La mia mente è vuota: nessun ricordo, nessuna parola. Una tabula rasa. Non posso formulare un pensiero. Non so più distinguere i miei sentimenti, dare ordine alle mie percezioni. Qualcosa che non conosco ha annientato la mia vita. È un sogno a salvarmi: il viso luminoso di una donna. Impossibile per me riconoscerla, o ricordare il suo nome. Ma quel sorriso mi riscuote dall'oblio, diventa l'unica ragione per sopravvivere e fuggire. A guidarmi è un libro, trascinato sulla spiaggia dalla mareggiata di un tifone. Tra le sue pagine distrutte si è salvata solo una misteriosa poesia. E sembra parlare di me. Attraverserò il mondo per sapere chi sei. Vestirò nuove identità per ritrovarti. Cavalcherò un'onda paurosa per scoprire cosa nasconde il suo cono d'ombra: il nostro ultimo segreto, cancellato dall'amnesia. E alla fine sapremo solo una cosa, la più grande. Forte come quest'onda che nessuno può cavalcare fino in fondo.

  • Un gatto, un cappello e un nastro di Joanne Harris edito da Garzanti - che ringrazio per avermelo inviato - 252 pagine. E' stato amore a prima vista, la sua cover mi ha stregato e l'ho richiesto senza neanche leggerne la trama. Ho scoperto solo ora, che ho cominciato a leggerlo, che si tratta di una raccolta di racconti e questo mi frena un po' ma non demordo
Trama: Che cosa vi portereste su un'isola deserta? L'autrice di "Chocolat" non ha dubbi: un gatto, un cappello e un nastro. Tre oggetti in apparenza comuni che all'occorrenza sono in grado di far scaturire una miriade di immagini e di storie. Perché raccontare per Joanne Harris è un modo di affrontare la vita e le sue sfide: niente è impossibile per l'immaginazione, e se riusciamo a immaginare ci sarà sempre un finale inaspettato per ogni giorno della nostra vita. I racconti di Joanne Harris raccolti in "Un gatto, un cappello e un nastro" sono legati tra loro come scatole cinesi: basta aprirne una per scoprirne infinite altre, nascoste a una prima occhiata e per questo ancora più preziose. Storie popolate da personaggi profondamente umani, alle prese con difficoltà come il dolore di un lutto o lo svanire di un desiderio da tempo inseguito. Personaggi che nella fantasia e nella parola trovano non solo una via di fuga, ma anche una risorsa inesauribile di speranza e di forza di volontà. È il caso di Ngok e Maleki, due ragazzine africane che rifiutano di piegarsi a un destino di privazioni. O di Faith e Hope, anziane signore che, escluse dalla gita al mare della casa di riposo in cui vivono, si vendicano smascherando, con passione da detective, un grave sopruso. O di Maggie, che nella pasticceria troverà la dolcezza che la vita le ha negato. E ancora, ragazzini abituati a viaggiare più nella rete che nella realtà...
 
  • Ciò che inferno non è di Alessandro D'Avenia edito da Mondadori - che ringrazio per avermelo spedito in formato digitale - 317 pagine. Lo voglio leggere da quando ho scoperto che sarebbe uscito quindi sarà la mia prossima lettura!
Trama: Federico ha diciassette anni e il cuore pieno di domande alle quali la vita non ha ancora risposto. La scuola è finita, l'estate gli si apre davanti come la sua città abbagliante e misteriosa, Palermo. Mentre si prepara a partire per una vacanza-studio a Oxford, Federico incontra "3P", il prof di religione: lo chiamano così perché il suo nome è Padre Pino Puglisi, e lui non se la prende, sorride. 3P lancia al ragazzo l'invito a dargli una mano con i bambini del suo quartiere, prima della partenza. Quando Federico attraversa il passaggio a livello che separa Brancaccio dal resto della città, ancora non sa che in quel preciso istante comincia la sua nuova vita. La sera torna a casa senza bici, con il labbro spaccato e la sensazione di avere scoperto una realtà totalmente estranea eppure che lo riguarda da vicino. È l'intrico dei vicoli controllati da uomini che portano soprannomi come il Cacciatore, 'u Turco, Madre Natura, per i quali il solo comandamento da rispettare è quello dettato da Cosa Nostra. Ma sono anche le strade abitate da Francesco, Maria, Dario, Serena, Totò e tanti altri che non rinunciano a sperare in una vita diversa... Con l'emozione del testimone e la potenza dello scrittore, Alessandro D'Avenia narra una lunga estate in cui tutto sembra immobile eppure tutto si sta trasformando, e ridà vita a un uomo straordinario, che in queste pagine dialoga insieme a noi con la sua voce pacata e mai arresa, con quel sorriso che non si spense nemmeno di fronte al suo assassino.
  • Sei donna? Dialogo semiserio sulle donne della TV di Platinette e Simone Gerace edito da Edizionianordest - che ringrazio per avermelo inviato - 170 pagine. Non è il genere di libri che normalmente leggo ma conosco l'autore Simone Gerace e ci tengo a leggerlo.
Trama: SEI DONNA? Nel dialogo tra Mauro Coruzzi (in arte Platinette) e Simone Gerace si parla di televisione, o meglio, delle conduttrici televisive e, in generale, del ruolo della donna in TV rispetto ai colleghi uomini.

Un excursus che parte da Enza Sampò (curatrice della prefazione), la prima donna della televisione italiana a non essere identificata come annunciatrice o valletta, per arrivare fino a Silvia Toffanin, regina del sabato pomeriggio del piccolo schermo e detentrice di un certo modo garbato di fare show.

Attraverso le tante figure femminili che hanno occupato e invaso i palinsesti televisivi dagli anni Cinquanta ad oggi, vengono svelati anche determinati meccanismi, aneddoti e curiosità legati al piccolo schermo, che cambia costantemente come cambiano i tempi e le mode.

Con SEI DONNA? Platinette, ben spalleggiata da Gerace, delinea una panoramica storica e divertente su mezzo secolo e più di televisione italica in rosa, non tralasciando mai quella vena ironica e sarcastica che le ha regalato la notorietà televisiva e radiofonica negli ultimi anni.

  • Il giardino degli aranci - Il mondo di nebbia di Ilaria Pasqua edito da Nativi Digitali Edizioni, 293 pagine. Ho comprato questo ebook su Amazon un giorno in cui era in offerta gratis. Ne avevo già molto sentito parlare quindi non me lo sono lasciata scappare.
Sinossi: Il Mondo di Nebbia, dove Aria e il fidato amico Henry vivono e frequentano un liceo come tanti altri ragazzi, nasconde dei segreti inquietanti, come incubi che prendono forma e sono in qualche modo collegati ai Cinque Sacerdoti, misteriosi individui che controllano la città.
Aria non è però una ragazza come tutte le altre: in quel mondo ha la sensazione di "girare a vuoto", e dentro di sé sospetta che dietro ai suoi incubi ci siano verità dimenticate... sarà l'incontro con Will, che come lei sembra frustrato e insoddisfatto da quella realtà, a rivelarle che tutto quello in cui credeva prima è nient'altro che un'illusione. Qual è la verità dietro quel mondo? Chi sono i Cinque? E in che modo Aria ha il potere di cambiare tutto?
"Il Mondo di Nebbia", ora con un nuovo editing, è la prima parte della trilogia fantasy-distopica "Il Giardino degli Aranci". Ilaria Pasqua ci guida in un mondo ricco di misteri, una realtà che sembra annullare i ricordi dolorosi, ma che nasconde molte ombre. Sarà la strana brigata di Aria, Will ed Henry, unita da una forte amicizia (ma non solo) a squarciare i veli della nebbia?

Ecco i miei nuovi gioiellini!!!! Io sono super entusiasta e voi cosa mi dite? Vi piacciono? Ne avete già letto qualcuno? Aspetto, come sempre, le vostre opinioni!!!

mercoledì 8 ottobre 2014

Coming soon #9 - Ciò che inferno non è di Alessandro D'Avenia

Buorngiorno carissimi, come stete? Questa puntata di coming soon è dedicata all'uscita del terzo libro di un autore che amo molto. Sto parlando di Alessandro D'Avenia e del suo Ciò che inferno non è. Ho letto entrambi i libri precedenti di D'Avenia - Bianca come il latte rossa come il sangue e Cose che nessuno sa - e li ho apprezzati in modo diverso per ragioni diverse; se cliccate sui titoli sarete rimandati alle recensioni.
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Titolo: Ciò che inferno non è
Autore: Alessandro D'Avenia

Genere: Narrativa Comtemporanea
Pagine:300
Costo: 19.00 €
Pubblicazione: 28/10/2014 - Mondadori

Descrizione: Federico ha diciassette anni e il cuore pieno di domande alle quali la vita non ha ancora risposto. La scuola è finita, l’estate gli si apre davanti come la sua città abbagliante e misteriosa, Palermo.
Mentre si prepara a partire per una vacanza-studio a Oxford, Federico incontra “3P”, il prof di religione: lo chiamano così perché il suo nome è Padre Pino Puglisi, e lui non se la prende, sorride. 3P lancia al ragazzo l’invito a dargli una mano con i bambini del suo quartiere, prima della partenza. Quando Federico attraversa il passaggio a livello che separa Brancaccio dal resto della città, ancora non sa che in quel preciso istante comincia la sua nuova vita, quella vera. La sera torna a casa senza bici, con il labbro spaccato e la sensazione di avere scoperto una realtà totalmente estranea eppure che lo riguarda da vicino. È l’intrico dei vicoli controllati da uomini che portano soprannomi come il Cacciatore, ’u Turco, Madre Natura, per i quali il solo comandamento da rispettare è quello dettato da Cosa Nostra. Ma sono anche le strade abitate da Francesco, Maria, Dario, Serena, Totò e tanti altri che non rinunciano a sperare in una vita diversa, che li porti lontano quanto il pallone quando lo si calcia fortissimo nel campetto di terra battuta. Le strade dove si muove Lucia, che ha il coraggio di guardare il mondo con occhi luminosi e di non voler fuggire, perché il solo lievito per un cambiamento possibile è nascosto tra le mani di chi apre orizzonti dove il destino prevederebbe violenza e desolazione.
Con l’emozione del testimone e la potenza dello scrittore, Alessandro D’Avenia narra una lunga estate in cui tutto sembra immobile eppure tutto si sta trasformando, e ridà vita a un uomo straordinario, che in queste pagine dialoga insieme a noi con la sua voce pacata e mai arresa, con quel sorriso che non si spense nemmeno di fronte al suo assassino, con il coraggio di chi nell’atto stesso di morire insegna come vivere a noi che restiamo. Un uomo semplice ma capace di generare la sola epica possibile oggi: quella quotidiana, conquistata passo dopo passo sul confine tra luce e lutto, parola e silenzio.

Unendo il respiro antico di una narrazione corale e l’intensità di un’invocazione, questo romanzo ci parla di noi, della possibilità – se torniamo a guardare la vita con gli occhi dei bambini che tutti siamo stati – di riconoscere anche in mezzo alla polvere ciò che inferno non è.
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Che dire, un tema importante che, se sviluppato con l'attenzione ai personaggi che D'Avenia sa avere, credo potrà essere veramente toccante. Una visione dall'interno di un problema che affligge molte delle città "difficili" del nostro paese, quelle in cui la contrapposizione tra lo sfarzo e la miseria è sempre netta e tangibile nonostante tutto. Sono contenta che l'autore parli della sua città e che parli senza paura di uno spaccato a cui molti probabilmente preferiscono non accostarsi! Quindi non mi resta che attendere il 28 per buttarmi in questa nuova lettura che mi attira tantissimo. Certo i costi dei libri Mondadori sono sempre un po' alti...
E voi cosa ne pensate? Vi piacciono i libri che parlano di queste storie vere e difficili o preferite - almeno durante la lettura - imbattervi in storie di fantasia, più leggere e meno strazianti?
Come sempre ogni vostro commento è una gioia!

lunedì 13 maggio 2013

Cose che nessuno sa

A gennaio - quando la mia avventura con questo blog è cominciata - ho dedicato uno di miei primi post al libro Bianca come il latte, rossa come il sangue.
Ora - dopo mesi dalla lettura di quel romanzo - non ho saputo resistere alla tentazione di leggere il secondo libro di Alessandro D'Avenia, dal titolo "Cose che nessuno sa". Ho avuto molti dubbi prima di cominciarlo, avevo paura di ritrovarmi nuovamente davanti ad una storia troppo adolescenziale per la mia età e invece ho avuto una bella sorpresa. Ho trovato in questo romanzo quello che leggendo il primo libro mi era mancato: personaggi adulti che ne arricchissero la trama.
Al centro della storia c'è Margherita, una quattordicenne alle prese con l'inizio del liceo e con il cambiamento profondo del suo corpo e del suo essere; l'unico punto di riferimento in questa fase delicata della sua vita è rappresentato della figura paterna cui la ragazza è particolarmente legata. Il mondo della quattordicenne viene irrimediabilmente stravolto quando, il giorno prima dell'inizio delle lezioni ascolta un messaggio nella segreteria telefonica, non un messaggio qualunque ma quello del padre che avvisa che non tornerà più a casa. Margherita si ritrova sola, con una madre con la quale non riesce a sfogare il suo stato d'animo, una madre che cerca in tutti i modi di stare vicino alla figlia anche se la sua situazione di donna abbandonata non la aiuta.
Due adulti occupano un ruolo importantissimo nella vicenda: la amata nonna Teresa - una donna siciliana che vive nel ricordo del suo caro marito defunto e dell'amore che li legava - e il professore del liceo che frequenta Margherita - un uomo che vive attraverso i libri che ama e che fatica a prendersi le sue responsabilità nella vita. E' proprio quest'ultimo, con la sua passione per il lavoro e per i libri, che con alcune frasi lette con passione dall'Odissea, incita inconsapevolmente Margherita ad andare alla ricerca del padre per convincerlo a ritornare a casa.
Compagni di avventura della ragazza in questa fase così delicata della sua vita sono Marta - la sua nuova amica capace di vivere ogni attimo con l'emozione unica di chi affronta tutto con entusiasmo - e Giulio - il ragazzo più bello ma anche più difficile della scuola, un ragazzo apparentemente ribelle che sta solo cercando il suo posto nel mondo.
Che dire, dopo una prima parte in cui ho faticato ad entrare nella storia, ne è seguita una che ho letto con molta passione. 
Di sicuro l'autore non ha voluto fare l'elogio al genere maschile, cominciando da un padre che riempie la figlia di promesse per poi sparire il giorno dopo senza dare spiegazioni e senza fare sapere dove si trova, per arrivare ad un professore, che vive la vita attraverso le frasi dei suoi libri ma che nella realtà non riesce a legarsi alla donna che dice di amare. Quest'ultima è una figura che - se devo dire la verità - non ho amato come invece è successo per "il sognatore" del libro precedente.
Fantastico è il fratellino Andrea che con la sua leggerezza - tipica dei bambini così piccoli - riesce ad alleggerire alcuni situazioni facendo anche scappare un sorriso al lettore, nonostante l'argomento trattato sia tutt'altro che gioioso.
Il tipo di scrittura di Alessandro D'Avenia si riconferma fluido e molto piacevole; credo che anche questa volta abbia fatto centro, anzi, sicuramente questo libro piacerà oltre che agli adolescenti - che credo lo ameranno visceralmente come il precedente - anche agli adulti, che - nonostante l'adolescenza l'abbiano superata da tempo - ora si ritrovano ad essere madri, padri, zii, ognuno alle prese con ragazzine come Margherita o con piccoli uomini come Giulio.
Sicuramente la passione che l'autore ha per il suo lavoro di professore emerge in ogni riga del romanzo, e sicuramente credo che ognuno di noi avrebbe fatto carte false per avere un insegnante così. Per quanto mi riguarda ormai non ho possibilità - i miei studi sono più che abbondantemente superati - ma mi auguro che mio figlio possa trovare nella vita professori come lui, innamorati del lavoro che svolgono, che possano inculcargli l'amore per quello che si fa e la necessità di inseguire i propri sogni.  In questi mesi, dopo aver letto il primo libro mi sono imbattuta nel blog di D'Avenia, prof 2.0 e l'ho seguito con passione, ammirando una dedizione in quello che fa con i suoi ragazzi che è quasi unica nel suo genere.
Quello che oltre ogni cosa mi lascia questo libro è una voglia irrefrenabile di rileggere l'Odissea, che già avevo amato ai tempi della scuola e che ora potrei sicuramente apprezzare maggiormente. 
Chissà se anche questo romanzo come il precedente diventerà un film, sicuramente credo che anche questo avrà successo soprattutto sui ragazzi, e male non fa!!!
Voi cosa ne pensate? Lo avete letto? Lo leggerete?

martedì 29 gennaio 2013

Bianca come il latte rossa come il sangue

In questo post parlerò di un libro che mi è stato regalato da un'amica, un romanzo che non ho scelto ma che avevo più volte adocchiato in libreria e che avrei comunque comprato.
Il libro in questione è quello di Alessandro D'Avenia - Bianca come il latte rossa come il sangue. 

La storia è raccontata in prima persona da Leo, un ragazzo sedicenne alla ricerca del suo essere ma convinto delle proprie, poche, certezze. E' lui stesso a descriversi nel secondo capitolo dicendo: "Una volta ho visto un documentario sui leoni, dalla boscaglia usciva un maschio dalla criniera enorme e una voce calda diceva:"il re della foresta ha la sua corona". Così sono i miei capelli: liberi e maestosi. Quanto è comodo tenerli come fanno i leoni." E più avanti continua dicendo: "Tutti mi capiscono solo dai capelli. Cioè, almeno gli altri di scuola, quelli della ciurma, gli altri Pirati: Spugna, Stanga, Ciuffo. Papà ci ha rinunciato da un pezzo. La mamma non fa altro che criticarli. La nonna quando mi vede per poco non muore di infarto (ma se hai novant'anni è il minimo)."
Bé sembra quasi di immaginarlo quel ragazzino in sella al suo cinquantino, con le cuffie nelle orecchie e questa criniera di capelli che sborda dal casco; lo immagino e mi strappa un sorriso, forse perché ho un nipote tredicenne che, proprio come Leo, non vuole tagliare la sua criniera e nessuno lo capisce, me compresa! 
Il fulcro del libro è rappresentato dall'amore adolescenziale che Leo prova per Beatrice - e per il rosso dei suoi capelli - un amore nascosto che sta per essere svelato proprio quando a Beatrice viene diagnosticata una malattia terribile, portando Leo a scontrarsi con una realtà che sa essere a volte terribile.
La lettura è scorrevole e la suddivisione in capitoli molto brevi aiuta sicuramente a divorare il libro ma...e c'è un ma!
Se fossi un'adolescente probabilmente mi sarei innamorata di Leo, della sua ingenuità, del suo modo di pensare e forse anche della sua chioma folta; se fossi un'adolescente probabilmente avrei amato questo libro in tutta la sua integrità, senza mezze misure perché ricordo bene quello che colpisce a quell'età; se avessi un figlio adolescente gli consiglierei questo libro perché sono convinta che per i ragazzi possa essere una grande fonte di insegnamento. 
Purtroppo però ho 34 anni e mio figlio ha solo 2 anni e mezzo.
Nonostante la storia sia molto carina e fluida credo che la sua articolazione e il tipo di scrittura siano poco adatte ad un adulto. Il tutto è raccontato da un adolescente e forse è questo il bello ma a volte a me è risultato banale nelle affermazioni e nei comportamenti. 
Ho sempre creduto che la bellezza di un libro non sia una cosa da poter valutare a priori, ho sempre avuto la convinzione che l'età giusta o il momento giusto per leggere un certo tipo di libri ne condizionino irrimediabilmente l'opinione che ce ne facciamo. Questo e uno di quei romanzi, letto nel mio caso nell'età sbagliata, che ricorderò come un libro carino ma che probabilmente - letto anni fa - avrei potuto apprezzare di più, mettendolo addirittura tra i miei libri preferiti.
Magari lo scrittore - che ha solo un anno più di me, insegna al liceo ed è al suo primo romanzo - voleva davvero dare questa piega adolescenziale al romanzo, e se è così il suo esperimento è totalmente riuscito. Se invece sperava di poterlo far diventare un best seller anche per un'altra fascia di pubblico avrebbe forse dovuto abbandonare ogni tanto i panni di Leo e far emergere le voci di altri personaggi.
Nonostante tutto è un libro che mi è piaciuto - anche se lasciandomi un po' l'amaro in bocca - e che consiglio soprattutto ai ragazzi.