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venerdì 31 marzo 2017

Recensione #182 - Chocolat di Joanne Harris

Buongiorno readers, eccomi nuovamente con una recensionie. Si tratta di Chocolat di Joanne Harris edito da Garzanti, pag. 338.

Sinossi: A Lansquenet, quieto villaggio al centro della Francia, la vita scorre placida. Un po' troppo placida: è una comunità chiusa, dove sono rimasti soprattutto anziani contadini e artigiani, dominata con rude benevolenza dal giovane curato Francis Reynaud. È martedì grasso - una tradizione pagana avversata dalla chiesa - quando nel villaggio arrivano Vianne Rocher e la sua giovane figlia Anouk. La donna è assai simpatica e originale, sexy e misteriosa, forse è remissaria di potenze superiori (o magari inferiori). Vianne rileva una vecchia pasticceria, ribattezzata "La Celeste Praline", che ben presto diviene - agli occhi del curato - un elemento di disordine. Anche perché Vianne non frequenta la chiesa ma inizia ad aiutare a modo suo chi si trova in difficoltà: il solitario maestro in pensione Guillaume, l'adolescente ribelle Jeannot, la cleptomane Josephine, l'eccentrica Armande. Ben presto il tranquillo villaggio diventa più disordinato, ribelle e soprattutto felice. E lo scontro tra Benpensanti e Golosi, tra le delizie terrestri offerte da Vianne e quelle celesti promesse da padre Reynaud, tra Carnevale e Quaresima, diventa inevitabile.

Vivianne è appena arrivata a Lansquenet con la figlia Anouk. I loro nomi sono inventati, sono donne in continua fuga. È martedì grasso ed il carnevale è in pieno svolgimento. La bambina resta affascinata dall’atmosfera che, in quel particolare momento, si vive in paese e prega la madre di fermarsi lì. La madre, dal canto suo, ha deciso che non darà a sua figlia l’infanzia da nomade che ha avuto lei, sempre in fuga da un ipotetico Uomo Nero; si fermeranno e cercheranno di costruirsi una vita normale.
Vianne ha un dono, c’è chi lo chiamerebbe stregoneria, chi magia, chi cartomanzia. Quello che però lei ama sottolineare è che ha il dono di percepire i desideri della gente e, invece di utilizzarlo per atti ignobili, se ne serve per capire quale tipo di cioccolato sia adatto per ogni persona che entra nella nuova Chocolaterie che decide di aprire a Lansquenet. Ed è soprattutto nella sua attività che emerge la principale magia della donna: quella di lavorare il cioccolato, plasmandolo alla forma che più preferisce, rendendolo liquido e poi ancora solido.
Mia madre preparava formule magiche e filtri, io ho sublimato tutto in un'alchimia più dolce. Non siamo mai state molto simili, io e lei. Lei sognava di levitazioni, di incontri astrali ed essenze segrete, io ho studiato attentamente ricette e menu di cui avevo fatto man bassa nei ristoranti dove non potevamo permetterci di pranzare. Lei prendeva in giro bonariamente le mie preoccupazioni materiali.
Da subito il suo arrivo in quel paese non si rivela facile: i cittadini sono molto restii a frequentare lei ed il suo negozio, soprattutto a causa dell’immediato contrasto del parroco che la vede come una nemica, una donna senza fede attaccata alle tradizioni pagane tanto da parlare di lei e della sua arte durante i suoi sermoni.
C’è solo una donna in paese che sembra esserle amica, l’anziana Armande che da sempre lotta – principalmente con la figlia, ma in realtà con tutto il paese, per non essere considerata pazza.
Questo libro mi ha da subito stupito. Non avendo mai visto il film né letto la trama – eh già, mi capita di immergermi in letture senza neanche leggere le sinossi visto che tanto, a volte mentono!!! - mi aspettavo una lettura totalmente diversa, decisamente fuori dalle mie corde, fatta di momenti romance e sdolcinati perché solo questo potevo aspettarmi dalla cover rivisitata dopo il film. In realtà non ho invece trovato nulla di tutto questo. Ho trovato un romanzo carico di leggende, di mistero, di “magia”, di cucina, di contrasti, contornato dalla vita di tutti i giorni delle persone di un paesino bigotto e legato a tradizioni ormai superate.
La Harris è una grandissima narratrice. In questo libro la narrazione è a doppia voce ed entrambi le voci sono in prima persona: da una parte Vivianne che cerca con tutte le sue forze di inserirsi in una realtà chiusa e difficile, senza però scendere a compromessi, e dall’altra il parroco Reynaud, nelle cui parti parla con un prete allettato, incapace di rispondergli – di cui solo con lo scorrere delle pagine scopriremo la storia ed i segreti -, al quale confida i suoi pensieri sulla donna e su quanto questa influenzi lo scorrere della vita, fino a quel momento tranquillo, della cittadina.
E ogni giorno che passa il suo ascendente aumenta. Questo è in parte dovuto al negozio stesso. Metà caffè, metà confiserie, spande un'aria di intimità, di confidenze. I bambini amano le forme di cioccolato e i prezzi a portata della loro paghetta. Gli adulti si divertono all'atmosfera di sottile trasgressione, di segreti sussurrati, di risentimenti ventilati. Molte famiglie hanno cominciato a ordinare una torta al cioccolato per il pranzo della domenica; li osservo mentre ritirano le scatole infiocchettate dopo la Messa.

L’astio aumenta quando un gruppo di nomadi si fermano con le loro barche sul fiume e Vivianne, memore del suo stato di vagabonda sempre in fuga, li accoglie senza riserve e cerca di convincere gli abitanti del paese a fare altrettanto.

Perché non sono in grado di vedere, mon père? Perché non riescono a vedere ciò che quella donna ci sta facendo? Demolisce il nostro spirito di comunità, il nostro fine. Gioca con quanto c'è di peggiore e di più debole nel profondo dei cuori. Si guadagna una sorta di affetto, di lealtà che io - Dio mi aiuti! - sono troppo debole da desiderare. Predica una pseudo buona volontà, la tolleranza e la pietà per i poveri reietti senza casa del fiume mentre la corruzione mette radici sempre più profonde. Il diavolo non si fa strada attraverso il male, ma attraverso la debolezza, père.
Un parroco, questo Reynaud, che a quanto pare non ha un passato totalmente pulito; da subito appare evidente che nasconda un grande segreto, qualcosa che in passato lo ha portato a macchiarsi e ad allontanarsi da Lansquenet. Un passato che aleggia per tutto lo scorrere delle pagine e di cui, pian piano, saremo messi a conoscenza.
Quello della Harris si conferma uno stile scorrevole e capace di conquistare; uno stile che piacevolmente ritrovo dopo poco tempo dall’altro suo libro letto - La classe dei misteri - tanto diverso come storia ma molto, molto simile come capacità di intrigare grazie ad una narrazione misteriosa e accattivante. Per non parlare poi della sua estrema capacità di descrizione sia dei personaggi che, soprattutto, dell’ambientazione; un’ambientazione - sia per quanto riguarda il paese tipicamente francese che per quanto riguarda la Chocolaterie - che l’autrice sa ricreare in modo nitido sia dal punto di vista descrittivo che dal punto di vista dell’atmosfera. È impossibile infatti non avere la sensazione di sentire i profumi e gli aromi che accompagnano le creazioni di Vivienne. Ed è proprio grazie alle creazioni di Vienne che conosciamo, piano piano, gli abitanti di Lansquenet e li vediamo aprirsi, giorno per giorno, ad una vita che non è poi tanto paurosa come tutti fino a quel momento hanno creduto.
E mentre il tempo scorre, in un lasso di tempo in realtà brevissimo – dal martedì grasso al giorno di Pasqua - il sacro ed il profano si intrecciano, lottano, convivono in una storia che richiama tutte le credenze pagane e le mette in discussione attraverso gli occhi del prete, le sue debolezze, il suo richiamo al peccato.
Un libro capace di portare il lettore in un mondo meraviglioso, inebriato dal profumo della cioccolata, in cui nulla è banale ed il mistero è il vero protagonista.
Ultimo dettaglio cui vorrei dare risalto è il Glossario Goloso che si trova alla fine del libro solamente leggendo il quale sono sicuramente ingrassata di almeno 5 kg! Veramente da leccarsi i baffi!
Insomma da leggere!

VOTO: 

giovedì 16 febbraio 2017

Recensione #171 - La classe dei misteri di Joanne Harris

Buon pomeriggio carissimi, come state? Io sono zzoppata... Sì, avete capito bene! Martedi pomeriggio ho pensato bene di scivolare mentre scendevo le scale di casa dei miei per tornare al lavoro (lo dico sempre che lavorare fa male!) ed ora sono bloccata sul divano con una distorsione al piede, quindici giorni di fasciatura e stampelle ed impossibilitata a guidare quindi a lavorare. Insomma, un disastro che proprio non ci voleva!!! Ma visto che la situazione è questa e piangersi addosso non servirà ad anticipare la mia guarigione ne approfitto per leggere e portarmi avanti con tutte le millemila letture che ancora ho che mi attendono! Ma prima mi sono obbligata a scrivere questo post: la recensione del libro La classe dei misteri di Joanne Harris edito da Garzanti – che ringrazio per la copia – pag.473

Sinossi: I lunghi corridoi dalle finestre a bifora sono illuminati dalla fredda luce del sole d’autunno. Sta per cominciare un nuovo anno scolastico a St Oswald, un prestigioso collegio per soli ragazzi nel Nord dell’Inghilterra. E, come ogni anno, i professori si ritrovano per la riunione inaugurale del corpo insegnante. Ma stavolta l’anziano Roy Straitley, docente di lettere classiche, si rende conto che il clima è ben diverso dal solito. Durante l’anno precedente, molti eventi inquietanti hanno minato la serenità e il buon nome della scuola. Ecco perché, per contrastare la crisi, è stato scelto un nuovo Rettore. Ed è proprio questa scelta a lasciare l’anziano professore spiacevolmente stupito: a guidare la scuola sarà Johnny Harrington, una sua vecchia conoscenza. Un suo ex studente legato a una brutta storia. Tutta la scuola ne è affascinata, ma Straitley non si fida. C’è qualcosa in lui che gli sfugge. E man mano che la nuova gestione si afferma a St Oswald, il passato ritorna senza pietà con le sue violenze nascoste. Solo il professore è in grado di fermare tutto questo. Ma quando si avvicina alla verità, Straitley capisce di dover compiere una scelta. Fare giustizia o salvare la scuola a cui ha dedicato la sua intera vita?
Dopo il grande successo di La scuola dei desideri, Joanne Harris ci riporta tra i corridoi popolati di segreti di St Oswald. L’acclamata autrice di Chocolat, che vanta un milioni di lettori in Italia ed è tradotta in 50 paesi, con impareggiabile maestria tratteggia un luogo dove niente è come sembra e dove in ogni angolo si nasconde un pericolo. Dove anche il tuo migliore amico può trasformarsi nel tuo peggiore incubo. Un romanzo sorprendente, capace di esplorare i nostri istinti più oscuri.


Di questa autrice avevo letto tempo fa solo una raccolta di racconti e, nonostante i racconti non siano la mia passione, ho avuto subito la sensazione che questa autrice potesse essere adatta a me. Dopo decenni di lettura senza sosta il mio intuito difficilmente sbaglia quindi è stato con grande slancio che quando ho saputo dell’uscita di questo libro ho deciso che lo avrei letto.
Il titolo – La classe dei misteri – non mente, questo romanzo di misteri ne ha a bizzeffe. Una trama che apparentemente può sembrare molto semplice si complica con lo scorrere di ogni pagina e diventa sempre più intricata, sempre più misteriosa, sempre più ricca di avvenimenti per niente scontati e capaci di lasciare il lettore a bocca aperta.
Tutto è ambientato in una scuola, St. Oswald, che per decenni ha mantenuto una rigidità nelle regole e nell’insegnamento che, tutto ad un tratto, vengono apparentemente stravolte dall’arrivo di un nuovo rettore Johnny Harrington, un ex studente molto particolare e dal passato per niente chiaro e cristallino.
Devo però fare necessariamente una premessa: questo romanzo è il secondo che l’autrice ambienta nella scuola – probabilmente se lo avessi saputo prima di cominciare la lettura avrei letto anche il libro precedente La scuola dei desideri – e spesso si ha la sensazione che ci siano dei chiari riferimenti alla storia antecedente che, di certo, non pregiudicano la lettura attuale, ma la cui conoscenza forse avrebbe reso il tutto più semplice e più completo.
Ma torniamo alla trama. Siamo nel 2005 ed Harrington si insedia come rettore e comincia ad apportare modifiche sostanziali sia all’estetica dell’edificio, che alle materie insegnate ed ai docenti che le insegnano.
Appare evidente sin da subito che il nuovo rettore non sia un uomo incline al dialogo ed anche che abbia non pochi problemi pregressi con, in particolare, il professor  Roy Straitley, docente di latino.
L’autrice sceglie una narrazione a due voci: da una parte è proprio Straitley a raccontarci in prima persona come vive i nuovi cambiamenti all’interno della scuola e quali siano gli avvenimenti pregressi che abbiano portato Harrington ad avercela tanto con lui; dall’altra parte la parola è lasciata ad uno studente del 1981 che, principalmente attraverso le pagine del suo diario, ci si svela piano piano in tutta la sua follia.
Non c’è un reale protagonista in questo romanzo, se non forse la scuola stessa, che non è un mero contorno ma che caratterizza moltissimo ogni singolo avvenimento che ci viene presentato. Una sorta di “fight club” in cui tutto ciò che succede all’interno si risolve all’interno, con metodi più o meno leciti.
I personaggi sono moltissimi e non vi nego che all’inizio ho fatto molta fatica ad inquadrarli – soprattutto i tre studenti principali degli anni Ottanta: Spikely, Nutter, Harrington - e a ricordarne le caratteristiche perché l’autrice quando parla di loro utilizza a volte il nome vero e a volte i loro nomignoli; un espediente che non riuscivo a capire ma che poi ho trovato geniale nel momento in cui i colpi di scena hanno cominciato a palesarsi. Pensate che fino ad un certo punto della storia ero convinta che a parlarmi fosse uno di loro ed invece in realtà era un altro!
Oltre ai tre studenti del passato – coinvolti da subito in un mistero legato ad un docente non più presente nella scuola -, sono molto importanti alcuni studenti del presente - attorno cui si dipana una storia sull’omosessualità, sul bullismo e sui meccanismi di un istituto privato cattolico e prettamente maschile - alcuni professori di collegamento tra il passato ed il presente – il professor Straitley per primo, ma anche i prof. Divine, Erik Sccones, Blackely, e non meno importante il defunto Harry Clarke – e gran parte dell’entourage del nuovo rettore. Insomma, un ricco parterre di attori che, come in una danza mai zoppicante, riesce a creare uno spettacolo convincente, intrigante, ricco di suspense e capace di portare il lettore fuori strada in diverse occasioni.
Lo stile dell’autrice poi fa sicuramente la differenza. Moltissimi scrittori al suo posto avrebbero con molta probabilità perso le fila dei tantissimi enigmi che ha deciso di intrecciare, lei invece ha sempre avuto in mano la situazione, senza mai vacillare, senza mai commettere errori, utilizzando oltretutto una scrittura lenta, particolareggiata, ricca di descrizioni ma non dandomi quasi mai l’idea che esagerasse, se non forse in pochissimi punti in cui probabilmente la storia avrebbe potuto essere un pochino ridotta.
Un bellissimo incontro quindi quello mio con Joanne Harris, di cui mi riprometto di leggere in futuro altri suoi lavori.
L’unico consiglio che vi do, se volete intraprendere questa lettura, è di leggere prima La scuola dei desideri perché, per quanto entrambi i libri siano autoconclusivi, secondo me la completezza soprattutto a livello di personaggi potrà essere maggiore leggendoli in ordine.

VOTO: 





sabato 4 febbraio 2017

BibliOmaggi #14


Buongiorno carissimi e buon sabato. Prima di immergermi nelle pulizie, vi parlo dei libri che mi sono arrivati dalle case editrici - che ringrazio infinitamente - nell'ultimo periodo.
  • La classe dei misteri di Joanne Harris edito da Garzanti, 473 pagine. Data pubblicazione:  17 novembre 2016.
Sinossi: I lunghi corridoi dalle finestre a bifora sono illuminati dalla fredda luce del sole d'autunno. Sta per cominciare un nuovo anno scolastico a St. Oswald, un prestigioso collegio per soli ragazzi nel Nord dell'Inghilterra. E, come ogni anno, i professori si ritrovano per la riunione inaugurale del corpo insegnante. Ma stavolta l'anziano Roy Straitley, docente di lettere classiche, si rende conto che il clima è ben diverso dal solito. Durante l'anno precedente, molti eventi inquietanti hanno minato la serenità e il buon nome della scuola. Ecco perché, per contrastare la crisi, è stato scelto un nuovo Rettore. Ed è proprio questa scelta a lasciare l'anziano professore spiacevolmente stupito: a guidare la scuola sarà Johnny Harrington, una sua vecchia conoscenza. Un suo ex studente legato a una brutta storia. Tutta la scuola ne è affascinata, ma Straitley non si fida. C'è qualcosa in lui che gli sfugge. E man mano che la nuova gestione si afferma a St. Oswald, il passato ritorna senza pietà con le sue violenze nascoste. Solo il professore è in grado di fermare tutto questo. Ma quando si avvicina alla verità, Straitley capisce di dover compiere una scelta. Fare giustizia o salvare la scuola a cui ha dedicato la sua intera vita?
  • L'elogio del barista di Caterina Ferraresi edito da  Corbaccio, 142 pagine. Data pubblicazione:  12 gennaio 2017.
Sinossi: Caterina Ferraresi ha raccolto in questo libro le sue riflessioni su anni di lavoro come psicoterapeuta. L'amore per la sua professione traspare da ogni pagina, ma ancor più traspare la solidarietà che la lega alle persone che a lei si rivolgono, sempre con una ragione, ma a volte con una ragione sbagliata. Il disagio esistenziale o l'infelicità, l'incapacità di vivere bene la propria vita possono derivare da traumi più o meno profondi, o da personalità particolarmente complesse, ma attenzione a non far diventare queste cause delle scuse per arrendersi, prima ancora di cominciare a voler cambiare in meglio la propria vita. In una carrellata divertente e spiritosa di piccoli esempi, di casi clinici, di psicologismi superficiali, di "trappole" tese dagli altri o peggio da se stessi, di "modelli per l'infelicità" e di "strategie per combatterli", Caterina Ferraresi invita tutti a non perdere di vista il concetto chiave: la nostra responsabilità per ciò che siamo e ciò che possiamo diventare. "Perché la vita sia una cosa leggera, da intraprendere con passo lieve e con il cuore puro."
  • La scelta decisiva di Charlotte Link edito da Corbaccio, 428 pagine. Data pubblicazione:  26 gennaio 2017.
Sinossi: Simon sognava di trascorrere le vacanze di Natale con i figli e la sua compagna in un tranquillo paesino nel sud della Francia. Ma a quanto pare il sogno è destinato a non realizzarsi: i figli gli comunicano che hanno tutt'altri progetti, e la compagna lo abbandona all'ultimo momento. Ciononostante Simon decide di partire da solo, finché, lungo la strada, incontra una giovane donna, Nathalie: disperata, senza soldi, senza documenti non sa dove andare e Simon le dà un passaggio e d'impulso le offre di ospitarla nella casa che ha affittato. Non sa che questa sua decisione lo farà precipitare in un incubo e in un mondo le cui tracce, macchiate di sangue, conducono fino in Bulgaria e a una ragazza di nome Selina che cercava una vita migliore ma che ha trovato l'inferno. Selina riesce a sfuggire ai suoi aguzzini ma la sua vicenda si intreccerà in modo drammatico e inaspettato ai destini di Simon e Nathalie a mille chilometri di distanza...
  • Madame Caludel è in un mare di guai di Aurélie Valognes  edito da Newton Compton, 320 pagine. Data pubblicazione: 09 febbraio 2017. Essendo un'anteprima e avendo finito proprio ieri il libro in lettura l'ho cominciato subito quindi probabilmente prima dell'uscita riuscirò a pubblicare la recensione!
Sinossi: Ferdinand Brun ha 83 anni, vive al numero 8 di Rue Bonaparte, ed è un uomo antipatico. Sfortunato dalla nascita - ha perso la mamma e la nonna quando era ancora piccolo -, è cresciuto nel risentimento, diventando introverso e taciturno. Purtroppo con il passare degli anni è addirittura peggiorato e così la moglie lo ha mollato di punto in bianco scappando con il postino, mentre la figlia e il nipotino sono andati a vivere addirittura dall'altra parte dell'oceano. Rimasto solo con la cagnolina Daisy, unico essere vivente degno del suo affetto, Monsieur Brun ha deciso di disertare il genere umano e di ridurre al minimo i suoi contatti con gli altri, compresi quelli con la portinaia, la detestata signora Suarez. Gli inquilini del condominio lo evitano come la peste e cominciano a girare strane voci su di lui: c'è chi lo considera un vecchio matto, chi addirittura pensa che sia un serial killer. Un infausto giorno, la cagnolina Daisy muore e la settimana dopo Monsieur Brun rimane vittima di un incidente. Tutto è contro di lui, e quando la figlia lo mette di fronte all'ipotesi dell'ospizio, non gli resta che accettare l'aiuto di Madame Claudel, un'arzilla signora di novantatré anni, che abita al secondo piano. Ma sarà l'arrivo della piccola Juliette, figlia dei nuovi condomini, l'unico evento in grado di scalfire il muro di diffidenza e scontrosità che il vecchio ha costruito intorno a sé...

Inutile dirvi che a breve resterò sommersa dai volumi letti e non... Adoro anche solo il pensiero!!! ahahahahahahahah
Cosa ne pensate? Vi piacciono? Ne avete già letto qualcuno o lo leggerete?
Vi auguro un buonissimo week end!

lunedì 24 novembre 2014

Recensione #35/2014 - Un gatto, un cappello e un nastro di Joanne Harris

Buongiorno lettori affezionati, come state? E' di nuovo lunedì ed il mio è cominciato con due ore di coda in A4. ^^'
Ma parliamo d'altro altrimenti mi innervosisco...
Oggi condividerò con voi il mio pensiero su un libro che ho finito di leggere da una decina di giorni: Un gatto, un cappello e un nastro di Joanne Harris, edito da Garzanti - che ringrazio per avermene mandato una copia cartacea da leggere in anteprima - pag. 252.

Trama: Che cosa vi portereste su un'isola deserta? L'autrice di "Chocolat" non ha dubbi: un gatto, un cappello e un nastro. Tre oggetti in apparenza comuni che all'occorrenza sono in grado di far scaturire una miriade di immagini e di storie. Perché raccontare per Joanne Harris è un modo di affrontare la vita e le sue sfide: niente è impossibile per l'immaginazione, e se riusciamo a immaginare ci sarà sempre un finale inaspettato per ogni giorno della nostra vita. I racconti di Joanne Harris raccolti in "Un gatto, un cappello e un nastro" sono legati tra loro come scatole cinesi: basta aprirne una per scoprirne infinite altre, nascoste a una prima occhiata e per questo ancora più preziose. Storie popolate da personaggi profondamente umani, alle prese con difficoltà come il dolore di un lutto o lo svanire di un desiderio da tempo inseguito. Personaggi che nella fantasia e nella parola trovano non solo una via di fuga, ma anche una risorsa inesauribile di speranza e di forza di volontà. È il caso di Ngok e Maleki, due ragazzine africane che rifiutano di piegarsi a un destino di privazioni. O di Faith e Hope, anziane signore che, escluse dalla gita al mare della casa di riposo in cui vivono, si vendicano smascherando, con passione da detective, un grave sopruso. O di Maggie, che nella pasticceria troverà la dolcezza che la vita le ha negato. E ancora, ragazzini abituati a viaggiare più nella rete che nella realtà...

Quando ho richiesto questo libro alla casa editrice l'ho fatto perchè letteralmente ammaliata dall cover - che, lasciatemelo dire, è stupenda - e non mi sono neanche soffermata a leggerne la trama. Pazza, direte voi!!!! Ebbene sì, a volte - raramente - mi capita.
Capirete il mio stupore quando ho scoperto che si tratta di una raccolta di racconti. 
Per carità, non è che una raccolta di racconti sia meno nobile di un romanzo ma, capirete bene, per una come me abituata a scegliere i libri anche per il loro numero di pagine - e più sono grossi, alti e corposi, più attirano la mia attenzione perchè ho bisogno di tempo per affezionarmi ai personaggi - l'approccio al racconto è sempre difficoltoso. 
In questo caso la mia fatica dovuta all'organizzazione del libro è stata ampiamente ricompensata dallo stile dell'autrice che sa, anche in poche pagine, arrivare dritta al lettore permettendogli di entrare in sintonia con i personaggi e con le storie che ci racconta; per me era la prima volta con la Harris, quindi non avevo precedenti esperienze da cui aspettarmi uno stile piuttosto che un altro, e devo dire che è stata un'esperienza assolutamente positiva.
Diciamo che la prima cosa che ho pensato finendo il libro è che in queste pagine credo possano esserci diversi spunti estremamente interessanti per creare dei veri e propri romanzi. 

Penso ad esempio a Faith e Hope volano al sud o ancora Faith e Hope pareggiano i conti: racconti dedicati a due vecchiette in casa di riposo - Faith e Hope appunto - a cui l'autrice aveva anche già dedicato uno spazio in "Profumi, giochi e cuori infranti". Credo infatti che queste due vecchiette sarebbero in grado di fare faville in un libro tutto loro.
E' Faith che racconta, rivolgendosi direttamente al lettore, le loro peripezie all'interno di quello che visto da fuori potrebbe sembrare un accogliente luogo di ricovero per anziani ma che, visto dall'interno, si revela il lager in cui nessuno vorrebbe pensare di trascorrere anche un solo giorno della propria vita. 
Hope è cieca, una ex professoressa colta che nella coppia ha il ruolo di fare da gambe per tutte e due, mentre Faith è in carrozzina ma ci vede benissimo, quindi il suo ruolo è quello di fare da occhi per entrambe. Una coppia in cui una non può fare a meno dell'altra sia fisicamente ma soprattutto psicologicamente. Gli avvenimenti, per quanto a volte traumatici, vengono raccontati in modo allegro e cionvolgente e questo mi ha permesso più volte di sorridere.
Ecco chi sono:
"Lasciate che vi spieghi. Qualche mese fa, Hope e io siamo scappate dalla casa di riposo, un viaggetto di un giorno a Londra, tutto qui, ma per il personale della Meadowbank è stato come se fossimo fuggite di prigione."
 "Hope è la mia più cara amica. In gioventù era professoressa di letteratura inglese, e ha ancora quel modo di fare di Cambridge, un certo tono sbrigativo, un'inclinazione del capo quasi militare, pur essendo cieca da quindici anni e non ricevendo una visita dal giorno in cui è entrata qui. Ma ha ancora tutte le rotelle in testa, di più, a dire il vero, di quante ne abbia alla nascita la maggior parte della gente, e riesce, con un aiutino da parte della mia sedia a rotelle, a conservare la dignità e l'umorismo essenziali per sopravvivere in un posto come questo.

Ma penso anche a Giorni di pioggia, il racconto dedicato al dio della pioggia. La Harris ci racconta di come gli dei amino mescolarsi tra le persone comuni senza che queste ultime si accorgano del loro ruolo. Il Dio della pioggia ci racconta quindi, in prima persona, il trascorrere della propria vita. Vive a Manhattan, un luogo dove la vita scorre di fretta, e dove ultimamente, grazie alla sua presenza, piove ancora più del solito. Quando un giorno, per caso, incontra una ragazza che illumina lo spazio che attraversa e che attira l'attenzione di tutti, si innamora perdutamente. Lei è la dea del sole, depressa per quella pioggia insistente. Il Dio della pioggia farà quindi tutto ciò che è nelle sue possibilità per far tornare il sole provocando non pochi problemi al mondo intero.
Ecco la sua presentazione:
"Ci si aspetterebbe di dover fare domanda per essere un dio della pioggia. Quando qualcuno stava distribuendo gli attributi celesti, avrebbe dovuto fermarsi per un momento per pensare a cosa avrebbe significato per chi li avesse ricevuti: bagnarsi di pioggia, un giorno dopo l'altro, inverno ed estate, mattino e sera. Anche se, a essere giusti, non è soltanto la pioggia; vale per ogni genere di precipitazione, compresi neve, nevischio, pioggerella, acquerugiola, acquazzoni improvvisi, bruma scozzese, nebbia londinese, piogge primaverili, temporali, grandine, monsoni tropicali e naturalmente la semplice vecchia pioggia: leggera, moderata, forte, e tutte le altre possibili varianti al riguardo."

Per non parlare poi del racconto Driade con protagonista la signora Josephine Clarke, seduta sulla "sua" panchina, con in mano il suo album da disegno e tanti ricordi nel cuore. Lei innamorata di un faggio - sì avete capito bene, un faggio, un albero - che ha saputo in un primo momento farmi ridere a crepapelle per la stranezza della scelta ma che poi ho apprezzato con l'evolversi della storia. Certo però continuo a pensare che questa cosa dell'albero sia un po' eccessiva! hihihihihihi
Ecco l'incipit di questo racconto:
"In un angolino tranquillo del Giardino Botanico, dfra un boschetto di alberi antichi e una folta siepe di agrifoglio, c'è una piccola panchina di metallo verde. Quasi invisibile contro lo sfondo della vegetazione, viene usata da poche persone, dato che non prende sole e offre solo una vista parziale dei prati. Una targa al centro recita: IN MEMORIA DI JOSEPHINE MORGAN CLARKE, 1912-1989. Dovrei saperlo - sono stata io a farla mettere - eppure la conoscevo appena, la notavo appena, tranne per quell'unico giorno piovoso di primavera quando le nostre strade si sono incrociate e siamo quasi diventate amiche"

Per ultimo penso al racconto che forse più mi è rimasto nel cuore: Fantsmi nella macchina. Due schermi, due persone praticamente fantasmi per il resto del mondo, che attraverso internet ma grazie alla musica entrano in contatto, dolcemente, senza aspettarsi nulla l'uno dall'altro ma con la consapevolezza che l'altro c'è, nonostante tutto.
Ecco la descrizione che l'autrice fa di uno dei protagonisti:
"La maggior parte delle persone trova difficile guardarlo alla luce del giorno. Non tanto per la forma del volto, che è eccentrica, niente di più, ma per la voglia che lo sfigura, uno schiaffo in faccia da parte di un Dio arrabbiato.
Alcune persone nascondono le proprie reazioni meglio di altre. Alcune lo fissano e basta, come se tentassero di compensare. Altre non lo guardano mai in modo diretto, e fissano perennemente lo sguardo su un punto appena oltre la sua testa. Alcune sono esageratamente cordiali, altre fanno di tutto per evitare di stargli vicino.
Le donne e i bambini sono i peggiori: i bambini per via della paura nei loro occhi, le donne per via della loro compassione. Si è accorto che certe donne sembrano curiosamente attratte da lui e ha finito per odiare soprattutto queste. Tipi di mezza età, sovrappeso, materni, che sognano di domare un mostro. Queste sono le peggiori di tutte, pensa lui, e fa il possibile per allontanarle, amche se sono tanaci come erbacce, vedendo nella sua rudezza il germe di qualcosa pronto per la redenzione. Internet è la sua fuga. Qui nessuno ha bisogno di vederlo. Può esistere come avatar, parole sullo schermo, una voce nel buio. Qui il mondo è suo e lo può esplorare; un mondo nel quale nessuno ha una faccia, non solo lui."

Insomma, tantissimi spunti interessanti, raccontati con uno stile fluido e coinvolgente. Non avendo mai letto un romanzo della Harris cercherò di rimediare per vedere se potrò confermare questa mia prima impressione.
E voi cosa mi dite? Che rapporto avete con i racconti? Conoscete questa scrittrice? Vi ispira il suo libro?

VOTO:  


martedì 4 novembre 2014

Shopping letterario #26

Buona sera carissimi! Come state? Per me l'inizio della settimana non è stato dei più piacevoli perchè ieri ho dovuto assistere al funerale di un'amica ed oggi sono ancora un po' spaesata ma passerà...forse...
Prima di lasciarvi con il post di oggi in cui vi mostrerò i miei ultimi arrivi vorrei ringraziarvi per il grande interesse che avete dimostrato per la puntata di Ritratto di signora, GRAZIE DI CUORE!
Ed ora torniamo a noi. Era da quasi un mese che non postavo una puntata di questa rubrica quindi sono molto soddisfatta di me stessa! Anche perchè come potrete vedere la maggior parte dei libri che vi segnalerò mi sono arrivati dalle case editrici che ringrazio! :)

  • Trent'anni e li dimostro di Amabile Giusti edito da Mondadori, 261 pagine. Questo è l'unico libro che ho acquistato - trovato al 50% di sconto nella mia incursione al Libraccio - mi incuriosiva da un po' e trovarlo in offerta ha contribuito alla mia voglia di leggerlo!
Trama: Carlotta ha quasi trent'anni, e si considera una sfigata cronica: raggiunge il metro e sessanta solo con i tacchi a spillo, ha una famiglia decisamente folle e all'orizzonte non vede l'ombra di un fidanzato come si deve. Non solo: è appena stata licenziata a causa della sua irrefrenabile schiettezza... ma ora, per arrivare a fine mese, è costretta ad affittare una stanza del suo appartamento. Luca, il nuovo inquilino, ha molti prò (è bellissimo, fa lo scrittore, è dannatamente simpatico) ma altrettanti contro: è disordinato, fuma troppo e ha il pessimo vizio di portarsi a casa le sue conquiste, una diversa ogni notte. Carlotta non chiude occhio e in più si sente una vera schifezza. Non lo ammetterebbe mai, ma quel maschio predatore che tratta le donne come kleenex e gioca sul fascino tenebroso del romanziere la sta facendo innamorare. In una girandola di eventi sempre più buffi, tra una madre terribile, una sorella bellissima e gelosa, una tribù di parenti fuori controllo, un nuovo lavoro tutto da inventare e molti incontri ravvicinati con Luca e le sue fidanzatine di passaggio, Carlotta imparerà che è lei la prima a dover credere in se stessa...

  • Forte come l'onda è il mio amore di Francesco Zingoni edito da Fazi - mi è stato regalato dalle mie meravigliose amiche Alessia, Michy e Monica in occasione del nostro incontro con l'autore - 607 pagine. Voglio questo libro da sempre ma non è così semplice trovarlo nelle librerie senza ordinarlo ed io difficilmente ordino i libri. Ora ho una copia meravigliosa perchè dedicata ed autografata da Francesco. In più ho anche la versione precedente del libro, intitolata Demian Sideheart, che mi è stata regalata, dedicata e firmata, direttamente da Francesco!!!! Non conoscevo la storia di questo romanzo e ne sono rimasta così affascinata che voglio condividerla con voi. Tratta del sito internet dedicato al libro: Nel 2008 Francesco Zingoni inizia a scrivere il suo primo romanzo, Demian Sideheart, che conclude due anni dopo.
    Nel novembre del 2010, pur di farlo leggere e conoscere, lo pubblica aprendo appositamente la sua casa editrice, Outsider Edizioni, improvvisandosi anche agente e promotore. In pochissimo tempo, grazie al tam tam sul web, la travolgente storia di Demian, del suo amore e della sua identità perduta, ottiene un’attenzione e un successo inarrestabile e inimmaginabile per il giovane scrittore-editore.
    Sempre più richieste arrivano dai librai, incuriositi dal fenomeno, e il romanzo finisce in bella vista su alcune delle principali vetrine delle librerie milanesi. Anche la stampa e la televisione si accorgono del fenomeno nascente, rendendolo un vero e proprio caso.
    Fino ad arrivare sul tavolo della Fazi Editore, che a novembre 2011 ne acquista i diritti per ripubblicarlo.
    Questa storia oggi continua con Forte come l’onda è il mio amore, la nuova edizione, ancora più raffinata e coinvolgente, che già prima della pubblicazione in Italia è diventato un caso editoriale di portata internazionale, acquistato dal gruppo Random House per la pubblicazione in Germania e in Olanda.
Trama: Buttato sulla sabbia, accecato dal fulgore di un paradiso perduto, le palpebre incollate dal sale. Riapro gli occhi. La mia mente è vuota: nessun ricordo, nessuna parola. Una tabula rasa. Non posso formulare un pensiero. Non so più distinguere i miei sentimenti, dare ordine alle mie percezioni. Qualcosa che non conosco ha annientato la mia vita. È un sogno a salvarmi: il viso luminoso di una donna. Impossibile per me riconoscerla, o ricordare il suo nome. Ma quel sorriso mi riscuote dall'oblio, diventa l'unica ragione per sopravvivere e fuggire. A guidarmi è un libro, trascinato sulla spiaggia dalla mareggiata di un tifone. Tra le sue pagine distrutte si è salvata solo una misteriosa poesia. E sembra parlare di me. Attraverserò il mondo per sapere chi sei. Vestirò nuove identità per ritrovarti. Cavalcherò un'onda paurosa per scoprire cosa nasconde il suo cono d'ombra: il nostro ultimo segreto, cancellato dall'amnesia. E alla fine sapremo solo una cosa, la più grande. Forte come quest'onda che nessuno può cavalcare fino in fondo.

  • Un gatto, un cappello e un nastro di Joanne Harris edito da Garzanti - che ringrazio per avermelo inviato - 252 pagine. E' stato amore a prima vista, la sua cover mi ha stregato e l'ho richiesto senza neanche leggerne la trama. Ho scoperto solo ora, che ho cominciato a leggerlo, che si tratta di una raccolta di racconti e questo mi frena un po' ma non demordo
Trama: Che cosa vi portereste su un'isola deserta? L'autrice di "Chocolat" non ha dubbi: un gatto, un cappello e un nastro. Tre oggetti in apparenza comuni che all'occorrenza sono in grado di far scaturire una miriade di immagini e di storie. Perché raccontare per Joanne Harris è un modo di affrontare la vita e le sue sfide: niente è impossibile per l'immaginazione, e se riusciamo a immaginare ci sarà sempre un finale inaspettato per ogni giorno della nostra vita. I racconti di Joanne Harris raccolti in "Un gatto, un cappello e un nastro" sono legati tra loro come scatole cinesi: basta aprirne una per scoprirne infinite altre, nascoste a una prima occhiata e per questo ancora più preziose. Storie popolate da personaggi profondamente umani, alle prese con difficoltà come il dolore di un lutto o lo svanire di un desiderio da tempo inseguito. Personaggi che nella fantasia e nella parola trovano non solo una via di fuga, ma anche una risorsa inesauribile di speranza e di forza di volontà. È il caso di Ngok e Maleki, due ragazzine africane che rifiutano di piegarsi a un destino di privazioni. O di Faith e Hope, anziane signore che, escluse dalla gita al mare della casa di riposo in cui vivono, si vendicano smascherando, con passione da detective, un grave sopruso. O di Maggie, che nella pasticceria troverà la dolcezza che la vita le ha negato. E ancora, ragazzini abituati a viaggiare più nella rete che nella realtà...
 
  • Ciò che inferno non è di Alessandro D'Avenia edito da Mondadori - che ringrazio per avermelo spedito in formato digitale - 317 pagine. Lo voglio leggere da quando ho scoperto che sarebbe uscito quindi sarà la mia prossima lettura!
Trama: Federico ha diciassette anni e il cuore pieno di domande alle quali la vita non ha ancora risposto. La scuola è finita, l'estate gli si apre davanti come la sua città abbagliante e misteriosa, Palermo. Mentre si prepara a partire per una vacanza-studio a Oxford, Federico incontra "3P", il prof di religione: lo chiamano così perché il suo nome è Padre Pino Puglisi, e lui non se la prende, sorride. 3P lancia al ragazzo l'invito a dargli una mano con i bambini del suo quartiere, prima della partenza. Quando Federico attraversa il passaggio a livello che separa Brancaccio dal resto della città, ancora non sa che in quel preciso istante comincia la sua nuova vita. La sera torna a casa senza bici, con il labbro spaccato e la sensazione di avere scoperto una realtà totalmente estranea eppure che lo riguarda da vicino. È l'intrico dei vicoli controllati da uomini che portano soprannomi come il Cacciatore, 'u Turco, Madre Natura, per i quali il solo comandamento da rispettare è quello dettato da Cosa Nostra. Ma sono anche le strade abitate da Francesco, Maria, Dario, Serena, Totò e tanti altri che non rinunciano a sperare in una vita diversa... Con l'emozione del testimone e la potenza dello scrittore, Alessandro D'Avenia narra una lunga estate in cui tutto sembra immobile eppure tutto si sta trasformando, e ridà vita a un uomo straordinario, che in queste pagine dialoga insieme a noi con la sua voce pacata e mai arresa, con quel sorriso che non si spense nemmeno di fronte al suo assassino.
  • Sei donna? Dialogo semiserio sulle donne della TV di Platinette e Simone Gerace edito da Edizionianordest - che ringrazio per avermelo inviato - 170 pagine. Non è il genere di libri che normalmente leggo ma conosco l'autore Simone Gerace e ci tengo a leggerlo.
Trama: SEI DONNA? Nel dialogo tra Mauro Coruzzi (in arte Platinette) e Simone Gerace si parla di televisione, o meglio, delle conduttrici televisive e, in generale, del ruolo della donna in TV rispetto ai colleghi uomini.

Un excursus che parte da Enza Sampò (curatrice della prefazione), la prima donna della televisione italiana a non essere identificata come annunciatrice o valletta, per arrivare fino a Silvia Toffanin, regina del sabato pomeriggio del piccolo schermo e detentrice di un certo modo garbato di fare show.

Attraverso le tante figure femminili che hanno occupato e invaso i palinsesti televisivi dagli anni Cinquanta ad oggi, vengono svelati anche determinati meccanismi, aneddoti e curiosità legati al piccolo schermo, che cambia costantemente come cambiano i tempi e le mode.

Con SEI DONNA? Platinette, ben spalleggiata da Gerace, delinea una panoramica storica e divertente su mezzo secolo e più di televisione italica in rosa, non tralasciando mai quella vena ironica e sarcastica che le ha regalato la notorietà televisiva e radiofonica negli ultimi anni.

  • Il giardino degli aranci - Il mondo di nebbia di Ilaria Pasqua edito da Nativi Digitali Edizioni, 293 pagine. Ho comprato questo ebook su Amazon un giorno in cui era in offerta gratis. Ne avevo già molto sentito parlare quindi non me lo sono lasciata scappare.
Sinossi: Il Mondo di Nebbia, dove Aria e il fidato amico Henry vivono e frequentano un liceo come tanti altri ragazzi, nasconde dei segreti inquietanti, come incubi che prendono forma e sono in qualche modo collegati ai Cinque Sacerdoti, misteriosi individui che controllano la città.
Aria non è però una ragazza come tutte le altre: in quel mondo ha la sensazione di "girare a vuoto", e dentro di sé sospetta che dietro ai suoi incubi ci siano verità dimenticate... sarà l'incontro con Will, che come lei sembra frustrato e insoddisfatto da quella realtà, a rivelarle che tutto quello in cui credeva prima è nient'altro che un'illusione. Qual è la verità dietro quel mondo? Chi sono i Cinque? E in che modo Aria ha il potere di cambiare tutto?
"Il Mondo di Nebbia", ora con un nuovo editing, è la prima parte della trilogia fantasy-distopica "Il Giardino degli Aranci". Ilaria Pasqua ci guida in un mondo ricco di misteri, una realtà che sembra annullare i ricordi dolorosi, ma che nasconde molte ombre. Sarà la strana brigata di Aria, Will ed Henry, unita da una forte amicizia (ma non solo) a squarciare i veli della nebbia?

Ecco i miei nuovi gioiellini!!!! Io sono super entusiasta e voi cosa mi dite? Vi piacciono? Ne avete già letto qualcuno? Aspetto, come sempre, le vostre opinioni!!!