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giovedì 12 maggio 2016

Recensione #127 - Agnes Browne Ragazza di Brendan O' Carroll

Buongiorno carissimi, buon giovedì. Sono riuscita a preparare per oggi la recensione che mancava per completare la saga familiare di Agnes Browne che ho adorato! Ecco quindi la recensione di Agnes Browne Ragazza di Brendan O' Carroll edito da Neri Pozza, 232 pagine.

Trama: Prima di essere mamma, prima di mettere al mondo i suoi marmocchi e prima che i suoi marmocchi la rendessero nonna, Agnes Browne era Agnes Reddin, esile e indisponente ragazzina del Jarro, figlia di Connie Parker-Willis, contabile della fonderia Parker-Willis, che fondeva ferro a Dublino fin dal 1801, e di Bosco Reddin, primogenito di Sean Gam-basvelta Reddin, malandato eroe della Fratellanza repubblicana irlandese. Quando i genitori di Agnes convolarono a nozze nella chiesa di St Jarlath, dal lato dello sposo non c'era un posto a sedere libero. Da quello della sposa, invece, erano in quattro. Tre spaesati parenti alla lontana e un ubriacone della zona. Dei Parker-Willis nemmeno l'ombra, disgustati com'erano dalla sola idea che Connie si maritasse con un operaio della loro fonderia, e per giunta un sindacalista. Agnes è venuta al mondo il 6 dicembre del 1936 nel Jarro, una zona popolare a nord di Dublino piena zeppa di operai e disoccupati con le loro famiglie numerose. Negli anni Quaranta, su strade sporche e buie, avvolte in un sudario di fumo per via delle migliaia di fuochi di torba o carbonella accesi nelle case, Agnes, capelli corvini e figura snella, sgambettava insieme con la sua amichetta del cuore Marion Delany, faccia tonda e figura a barilotto.


Ultimo capitolo – in ordine di pubblicazione - della serie Agnes Brown che rappresenta in realtà un prequel all’intera vicenda. Dopo averci narrato di Agnes mamma, dei suoi marmocchi ed infine di Agnes nonna, l’autore ci regala questa chicca che ci permette di conoscere la nostra meravigliosa protagonista negli anni precedenti al primo capitolo.
Mi aspettavo una storia limitata al fidanzamento con Rosso quindi una Agnes già ragazzina invece l’autore ha saputo stupirmi con una storia a 360° che parte ancora prima della nascita di Agnes, quando sua mamma Connie era ancora un’adolescente. Assistiamo all’incontro tra quest’ultima ed il suo futuro marito, alle lotte operaie di Dublino, alla nascita di Agnes, prima, e di sua sorella Dolly, poi; fino ad arrivare al culmine della storia con un dettagliato racconto di tutta l’infanzia di Agnes.
Ritroviamo nelle vicende di questo libro la tanto adorata Marion e viene a ricrearsi così il divertentissimo duo che mi aveva conquistata in Agnes Browne mamma.
Le due sono solo bambine quando si incontrano all’istituto religioso dove studiano e dove – diciamolo – ne combinano di tutti i colori! Inseparabili, incorreggibili, sono loro le protagoniste di questo ultimo capitolo della storia. Marion, già sgamata a causa della numerosa famiglia da cui proviene ed Agnes, che deve crescere troppo in fretta ed improvvisarsi mamma e padrona della casa.
Ho riso veramente tanto in alcuni passaggi ma ho anche avuto modo di riflettere moltissimo.
O’ Carroll si dimostra – in questo libro più che mai – un abilissimo narratore, spaziando in una vita intera di più di una generazione ed anche mostrando il lato difficile della città di Dublino e dei suoi abitanti.
Il fatto di conoscere già il dopo della vita di Agnes e degli altri personaggi non mi ha per niente fatto perdere il gusto di scoprire come gli stessi fossero giunti al punto che conoscevo; anzi, in alcuni momenti ho avuto la sensazione che alcuni meccanismi fossero maggiormente comprensibili avendo letto prima gli altri capitoli della saga.
Dolcissima è la storia d’amore tra i genitori di Agnes, un tocco romantico all’interno di una vicenda in cui emergono numerosi momenti strazianti.
L’autore ha saputo creare un intreccio tra i personaggi ben congeniato, raccontandone le storie che li ha portati ai tre volumi pubblicati precedentemente: Marion e Tommo, Agnes e Rosso, le donne del mercato… Ha saputo inoltre costruire delle storie basate su personaggi esistenti solo in questo libro e che hanno dato un tocco in più all’intera trama: la sorella di Agnes – Dolly – cui sono riservate nei libri precedenti solo delle apparizioni legate alle lettere che invia, trova in questo capitolo un ruolo quasi da protagonista; o ancora il giovane prete che sposerà Agnes e Rosso, ma anche la mamma di Agnes e quella di Marion. Ogni personaggio che troviamo tra le pagine di questi romanzi si meriterebbe un libro a se; è proprio da questo particolare che sicuramente emerge l’O’Carroll sceneggiatore, capace di concentrare l’attenzione sul singolo personaggio – pur non sminuendo il racconto globale - e renderlo nel suo piccolo un protagonista!
Una saga familiare da leggere, che mi resterà nel cuore, che mi mancherà e che mi ha permesso di ridere e di piangere nell’arco di poche pagine.
Ve la consiglio senza riserve!!!! Credo proprio che cercherò di recuperare l’altro libro dell’autore pubblicato sempre con Neri Pozza intitolato Birra e cazzotti.
Cosa ne pensate? Avete letto questa saga? Vi incuriosisce?


Libri precedenti:
  • Agnes Browne mamma – Recensione qui
  • I marmocchi di Agnes - Recensione qui
  • Agnes Browne nonna – Recensione qui

VOTO: 







mercoledì 11 maggio 2016

Recensione #126 - Agnes Browne Nonna di Brendan O' Carroll

Buongiorno lettori come state? Io sono distrutta!!! In più questa pioggia incessante che ingrigisce le giornate non mi aiuta!
Ma parliamo di cose belle: oggi sono qui per lasciarvi la recensione di Agnes Browne Nonna di Brendan O' Carroll edito da Neri Pozza, 191 pagine.

Trama: Il pub di Foley, al centro di Dublino, è famoso per molte cose, ma per i Browne soprattutto per una: è la sede tradizionale da ventisette anni a questa parte di tutti i loro festeggiamenti. Ora perciò che l'ultimo dei Browne, Aaron, il figlio di Mark, ha deciso di venire al mondo, Agnes e i suoi pargoli si sono dati appuntamento da Foley subito dopo il battesimo. Al bancone del bar Agnes, il bicchiere in mano, fa scorrere lo sguardo attraverso la sala. Sono tutti lì, i suoi piccoli orfani, tutti adulti ormai. La sua nidiata al completo, tranne il povero Frankie, il figlio derelitto e sfortunato. Mark si è sistemato, è sposato con Betty e ha un figlio meraviglioso; Rory e il suo amico Dino sono tra i più rinomati hair stylist della Wash & Blow; a Trevor manca solo un anno per completare il corso universitario di arte e diventare subito dopo un qualificato artista grafico; Simon è ora portantino-capo al St. Patrick's Hospital; Cathy è con il fidanzato Mick O'Leary e Dermot... Dermot è con Mary Carter, tossica e forse anche spacciatrice, ma ancora per poco, dato che Agnes ha deciso di porre fine alla tresca... Andrebbe tutto bene per Agnes se a Pierre non venisse in mente di sollevare il calice e di dire davanti agli ospiti del pub di Foley e alla gente del Jarro: "Alla bellissima Agnes Browne... Benvenuta, nonna!"



Terzo capitolo – in ordine di uscita – di questa saga familiare. Da subito si respirano le atmosfere già note conosciute grazie ai libri precedenti. Da subito ci si ritrova insieme alla famiglia Browne vivendone la sua quotidianità.
Come non ridere immediatamente di gusto davanti ad una Agnes in sala d’aspetto dell’ospedale che, in attesa di diventare nonna, mima i momenti del parto – che lei, si sa, ne ha fatti 7 quindi è un’esperta - lasciando basiti tutti i presenti?
Già, perché il primo nipotino – o la prima nipotina – sta per nascere e la nostra protagonista, come tutti i nonni, esce di testa; non riesce a starsene in quella saletta dell’ospedale in attesa di notizie che non arrivano mai, quando potrebbe entrare a dare una mano… o magari a dare solo una sbirciata! E proprio quando in sala travaglio i quasi neo-genitori si meraviglino di come Agnes stia riuscendo ad avere un comportamento defilato ecco che la sua testa spunta dalla tenda di divisione dei letti, lei ed il suo enorme cesto di frutta!!! L’autore ha saputo rendere benissimo questa scena tanto che mi è sembrato di viverla in prima persona ed ho riso… di gusto!
In generale ho trovato questo capitolo della saga molto divertente perché il divertimento che nel primo libro veniva dal duo Agnes/Marion si è un po’ ristabilito grazie alla coppia Dermon/Bomba che con la loro “associazione a delinquere” ne combinano di tutti i colori ricreando dei siparietti veramente divertenti.
Pur essendo in generale un libro riflessivo con avvenimenti anche molto importanti e tristi, l’autore è riuscito a bilanciare in modo molto misurato questi tratti della storia con quelli divertenti di cui vi parlavo prima dando un tocco in più alla trama.
I figli sono cresciuti, Agnes li vede pian piano abbandonare la casa dell’infanzia per crearsi delle famiglie – più o meno canoniche – e lei si ritrova ad essere una mamma sola in una casa in cui sente la desolazione dell’abbandono. I primi nipoti iniziano a nascere ma nonostante questo il non riuscire a riunire la famiglia neanche il giorno del proprio compleanno porta la donna a sentirsi, per la prima volta in vita sua, vecchia.
E se per alcuni dei figli le cose sembrano andare a gonfie vele, per altri si prospetta una vita difficile perché, si sa, le sventure sono sempre dietro l’angolo.
Per fortuna Agnes può ancora contare sull’amore incondizionato di Pierre e sugli “organismi” che sa regalarle!
Anche in questo terzo capitolo della serie l’autore sceglie di ampliarne l’ambientazione – così come aveva fatto nel secondo – portando alcuni dei figli fuori da Dublino e creando così un’alternanza di situazioni che danno corpo alla storia non facendola mai diventare banale e ripetitiva.
I personaggi sono sempre descritti in modo dettagliato, così da permettere al lettore di coglierne ogni caratteristica sia fisica che comportamentale.
Diversi sono anche i colpi di scena che Brendan O’Carroll dissemina qua e là; cose semplici ovviamente, ma che mi hanno piacevolmente colpita. Anche il finale secondo me è perfetto: un insieme studiato di tristezza e risate che non lascia niente al caso.
Un autore la cui crescita narrativa è evidente leggendo i libri in ordine di pubblicazione. A breve - se riesco già domani - anche la recensione dell’ultimo pubblicato – Agnes Browne ragazza – che rappresenta in realtà un prequel all’intera storia.

Libri precedenti:
  • Agnes Browne mamma – Recensione qui
  • I marmocchi di Agnes - Recensione qui


VOTO: 










venerdì 6 maggio 2016

Recensione #125 - I marmocchi di Agnes di Brendan O'Carroll

Buon pomeriggio carissimi, per fortuna è venerdì!!! Anche se non sarà per niente un week end all'insegna del relax questo rimane sempre il mio giorno preferito!
Ma torniamo al blog...
Ho finito ieri di leggere la saga completa di Agnes Browne quindi nei prossimi giorni vi toccheranno tutte le recensioni.
Comincio con quella de  I marmocchi di Agnes di Brendan O' Carroll edito da Neri Pozza, 186 pagine.

Trama: Sono passati tre anni dalla morte di Rosso, e Agnes Browne continua a fare da madre, padre e arbitro a sette figli scatenati, i suoi adorabili marmocchi. Il primogenito Mark la aiuta a far quadrare il bilancio, e il francese Pierre le ricorda di essere una donna, fatto che non manca di lusingare la nostra eroina.
Sembrerebbe tornato il sereno, in Larkin Court. Ma la vita non risparmia mai i colpi bassi, se ti chiami Agnes Browne: Frankie, la pecora nera della famiglia, la deruba di tutti i suoi averi e fugge in Inghilterra, dove rimarrà intrappolato nella rete della droga. Agnes dovrà lasciare l’amato Jarro, a seguito del piano di recupero del centro storico di Dublino e andrà a vivere nella periferica Finglas, una «terra selvaggia».
Nel frattempo, i figli crescono: Cathy, da bambina vivace e assetata di avventure, diventa donna e si fidanza con un poliziotto di Cork (anche se Agnes nutre più di una riserva sul mestiere del futuro genero); Mark, che ha fatto da padre ai fratelli, si sposa, dopo aver evitato il fallimento della Wise & Co.; il balbuziente e poco dotato Simon ottiene un posto da inserviente in ospedale grazie a un provvidenziale quanto esilarante colloquio di lavoro; Rory, il figlio gay, subisce le angherie di un gruppo di skinhead, ma riesce a trovare la propria strada dedicandosi con successo al lavoro di parrucchiere e conquistando l’amore di un collega; infine Trevor, il più piccolo e il più tardo di tutti, si rivela un bambino prodigio, un artista in erba, un «tesoro nazionale». E la resistenza di Agnes alla corte di Pierre si fa più debole… Agnes saprà affrontare tutto questo – drammi, tragedie, commedie – con lo spirito e l’ironia che contraddistinguono le donne dell’Isola di Smeraldo, sempre pronto a regalare una battuta o una replica sferzante. E il suo inventore, Brendan O’Carroll, ci intrattiene con questa nuova avvincente puntata della trilogia, senza mai far mancare al lettore un sorriso o una risata liberatoria, nel più puro stile dei grandi narratori irlandesi.

Sappiatelo, quando comincerete questa serie non potrete smettere di leggere finché non la avrete finita. Questo è quello che è successo a me, che ne ho interrotto la lettura solo per impegni presi precedentemente.
Anche in questo nuovo capitolo della vita di Agnes Browne, Brendan O’ Carroll è stato capace di creare un romanzo divertente – anche se più maturo rispetto al precedente – pur facendo comunque riflettere il lettore sui meccanismi di una famiglia così numerosa.
Questo libro – come appare evidente anche dal titolo – è infatti incentrato sui figli di Agnes, i suoi marmocchi ormai cresciuti.
Sono ormai passati tre lunghi anni dalla morte di Rosso ed Agnes si ritrova più che mai a fare i conti con la crescita dei figli, ognuno con le sue caratteristiche ed ognuno con un suo diverso bisogno. Perché, si sa, figli piccoli problemi piccoli, figli grandi problemi grandi.
Avevamo lasciato Mark apprendista falegname presso la fabbrica del signor Wise ed ora è in procinto di sostenere l’esame che lo farà diventare un falegname finito anche se – diciamocelo – Mark è un gran lavoratore, con una passione sfrenata per quello che ha imparato a fare e nessun esame potrà dimostrare più di quello che già ha saputo fare da solo in fabbrica. Ma spesso la dedizione non basta perché bisogna fare i conti con forze avverse esterne che in questo caso si personificano nel figlio del suo mentore che altri non è che un arrivista e spacciatore di cocaina.
Gli altri fratelli Browne studiano – o almeno ci provano anche se i risultati non sono proprio quelli che una mamma sogna – e per Agnes si prevede un periodo difficile. La testa calda della famiglia è Frankie, che facendosi trascinare da compagnie non proprio raccomandabili diventa uno skinhead neonazista, uno di quelli che in branco se la prendono spesso con i più deboli. A farne le spese è spesso Rory - apprendista parrucchiere – che paga la sua omosessualità con fughe notturne e rischi di pestaggi.
Anche i due gemelli non sono esenti da guai: Dermon arrotonda con piccoli furtarelli – aiutato dal suo degno compare di merende Bomba Brady - e Simon ha parecchie difficoltà scolastiche a causa del suo carattere chiuso e della sua balbuzie.
Cathy sta finendo i suoi studi dalle suore e coltiva la sua amicizia con l’altra Cathy ma inizia già ad attirare su di se gli sguardi dei ragazzi. Infine c’è Trevor, il più piccolino, che non eccelle a scuola ma che passa le sue giornate a disegnare.
E se oltre a 7 figli poco più che adolescenti il comune si inventa una ristrutturazione globale del quartiere popolare di Dublino dove la famiglia abita da generazioni allora il minestrone è fatto e, come in effetti avviene, il libro non può che preservare moltissime sorprese.
L’autore è bravissimo anche in questo nuovo capitolo a delineare con molta precisione i personaggi, facendoli diventare delle macchiette spesso divertenti, anche se devo confessare che il duo Agnes/Marion mi è mancato molto e questa mancanza credo sia percepibile in modo netto durante la lettura. C’è però una novità in questo secondo volume: le vicende non sono concentrate a Dublino ma si snodano tra la capitale irlandese e Londra aggiungendo, secondo me, corpo alla storia che si intreccia inesorabilmente e con maestria.
Anche il personaggio di Agnes evolve, pur rimanendo la donna un po’ “ignorantella” – passatemi il termine – dell’inizio e pur continuando ad adorare le sue interminabili partite a Bingo risulta più matura, forse grazie all’età e forse grazie anche al rapporto solido che è riuscita ad instaurare con Pierre.
Qualche colpo di scena riuscirà inoltre a dare un tocco in più alla storia.
Leggendoli tutti in fila si nota come l’autore inizi a seminare qualche dettaglio che gli servirà da aggancio nei libri successivi dando al lettore la possibilità di fantasticare sul futuro insieme ad Agnes.
Una saga familiare da non perdere!!!

Libri precedenti:
  • Agnes Browne mamma – Recensione qui

VOTO: 










mercoledì 27 aprile 2016

Recensione #122 - Agnes Browne Mamma di Brendan O' Carroll

Buongiorno lettori e buon mercoledì! Per fortuna questa è una settimana corta perchè io sono già distrutta!!!
Sono rimasta un po' indietro con le recensioni visto che questo mese le mie letture stanno viaggiando velocissime, complici delle scelte fortunate! Oggi sono qui per lasciarvi quella di Agnes Browne Mamma di Brendan O' Carroll edito da Neri Pozza, 170 pagine.

Trama: Agnes Browne, trentaquattro anni, bella, proletaria, simpatia irresistibile, ha un banco di frutta e verdura al mercato del Jarro, turbolento quartiere popolare di Dublino, sette figli come sette gocce di mercurio e un'autentica venerazione per Cliff Richard. Purtroppo ha anche un marito che lascia i suoi guadagni agli allibratori, per poi rifarsi con lei a suon di ceffoni. Ogni mattina Agnes esce di casa alle cinque per incontrare l'amica Marion e iniziare insieme la giornata in allegria. Ogni venerdì gioca a bingo, per poi finire al pub di fronte a una pinta di birra e a un bicchiere di sidro. Non una gran vita, a parte le risate con Marion e le altre, al mercato. Finché, un bel giorno, Rosso Browne muore, lei rimane sola e comincia a godersi davvero l'esistenza. E l'inizio di un carosello di vicende esilaranti, in coppia con Marion, autentico genio comico, e alle prese con i figli che le propinano dilemmi adolescenziali, obbligandola a improvvisarsi consigliera (con grande spasso dei pargoli) o a vestire i panni dell'angelo vendicatore. Insomma, senza quel treppiede del marito attorno, la nostra Agnes pare tornata la ragazza dublinese che è stata - tanto che non manca uno spasimante, un affascinante bell'imbusto francese ignaro degli equivoci della lingua inglese. Intanto la vita continua, nella Dublino di fine anni settanta, tra gioie e dolori, un colpo basso della sorte e un girotondo di risate con Marion, i figli che crescono e, in testa, un sogno che sembra irrealizzabile.

Ho cominciato questo libro per superare uno scoglio di una challenge cui sto partecipando che mi richiede di leggere una serie completa.
È moltissimo tempo che vorrei leggere Agnes Browne quindi, nonostante i quattro volumi complessivi, ho deciso che sia arrivato il momento!
Sono partita in ordine di pubblicazione perché adoro vedere come lo stile di un autore evolva durante la scrittura e contemporaneamente come faccia evolvere i suoi personaggi.
Siamo a Dublino, negli anni ’60. Agnes è appena rimasta vedova a soli 34 anni e con 7 bambini da accudire. Per fortuna era lei il sostentamento per quella famiglia numerosa, con il suo banco di vendita al mercato del Jarro, cui si reca ogni mattina con la sua amica Marion.
Che coppia Agnes e Marion!!! Divertenti, complici, decisamente un duo perfetto! Con i loro discorsi e le loro confidenze mi hanno spesso fatto ridere di gusto. Con il loro linguaggio a volte sboccato ma mai eccessivo creano dei siparietti comici che difficilmente dimenticherò.
Un libro che parla di vita, di matrimonio, di famiglia, di amicizia. Agnes è principalmente una mamma, anche se dopo la morte di Rosso si ritroverà a dover essere anche padre oltre che nuovamente donna.
7 figli: 6 maschi e una femmina. Mark, 14 anni, il più grande, è quello che, come personaggio, emerge maggiormente tra le righe di questo primo volume; il vero appoggio alla madre sola, quello che fa diversi lavoretti per svolgere a pieno il suo nuovo ruolo di capofamiglia.
Un capofamiglia sui generis visto che si trova alle prese con la pubertà e con un “pipino” che si sta riempiendo di peli provocando non poco turbamento nel suo animo e anche in quello di Agnes che, coraggio alla mano, si trova a spiegargli la cosa più ovvia: i peli servono per tenerlo al caldo!!!
Non vi dico quanto ho riso!!!
Come non amare questa donna?
Oltre al suo lato divertente, di Agnes emerge il suo essere incondizionatamente mamma, facendo di tutto per la felicità di quei ragazzini e mettendo da parte ogni suo sogno.
La donna ha poche abitudini: le chiacchiere con Marion prima di cominciare a lavorare, il bingo del venerdì sera, una birra o un po’ di sidro al pub e una passione sfrenata per il cantante Cliff Richard. La morte di Rosso libera la sua vita dalle botte che è solito darle, dai debiti che è solito lasciare in giro, dal sesso senza delicatezza, quindi a conti fatti non è che Agnes ci abbia proprio smenato.
“[…]Che cavolo mi dovrebbe mancare, poi? La puzza di patatine fritte e di Guinnes che mi si appiccicava addosso… quella carta vetrata che aveva sul mento e che mi graffiava la spalla e il collo… e poi l’attesa e l’angoscia… sarò di nuovo incinta?”
“Ma fare l’amore Aggie?”
“Fare l’amore? Che diavolo dici. Fare figli, fare pensieri tristi, fare pannolini smerdati… farlo contento!”
“E far contenta anche te. Non venirmi a dire che non l’hai mai provato?”
“Marion, vuoi controllarti! Provato cosa?”
“Lo sai… l’organismo!”
Ci fu un momento di rispettoso silenzio al cospetto di quella moderna parola magica. Agnes bevve un sorso di brodo e Marion si guardò intorno imbarazzata, come se avesse appena rivelato un segreto di stato.
“Mai” dichiarò Agnes spavalda. “E non ci credo che esiste.”
Una visione del mondo di una volta, quella degli anni ’60 in cui alcuni discorsi erano tabù, in cui una parola come orgasmo veniva storpiata dalla poca conoscenza, in cui l’atto sessuale era principalmente visto come un semplice mezzo per avere dei figli, in cui la donna era principalmente un possedimento del marito.
Un passaggio mi ha fatto molto riflettere all’interno del romanzo: quando Agnes racconta del momento in cui lei e Rosso decisero di sposarsi. Non una vera dichiarazione d’amore o una vera proposta. Solo una donna che comunica all’uomo che frequenta da qualche tempo che è incinta e lui che dopo averci pensato le comunica che forse sarebbe il caso di sposarsi.
Ma il punto è che lui non l'aveva mai più invitata a uscire. L'aveva "portata" fuori, ma le donne sanno che c'è un'enorme differenza tra l'essere "invitata a uscire" e l'essere "portata fuori".
Una tristezza infinita…
Brendan O’ Carroll nonostante sia un uomo, ha scritto un libro tutto al femminile, creando due figure difficili da dimenticare e raccontandoci i loro pensieri più intimi, le loro confidenze più nascoste, rendendole credibili e vere. Agnes e Marion sono donne forti, capaci di avere - nonostante tutto - dei sogni; capaci di trovare in se stesse e nella loro amicizia la forza per vivere giorno per giorno e per credere ancora che, prima o poi, arriverà anche il loro momento.
Oltre a due protagoniste esilaranti ed uniche O’ Carrol ci regala uno stralcio di Dublino – quello del quartiere popolare del Jarro – capace di caratterizzare in modo molto profondo il romanzo, rendendone vividi i profumi, il vociare del mercato, i pericoli.
Lo stile dell’autore è molto scorrevole, le vicende sono narrate con ironia – anche quando sono vere e proprie tragedie – e questo permette di godersi la lettura con leggerezza, leggendo senza sosta e arrivando al finale in un soffio. Nonostante questa scelta narrativa abbastanza scanzonata, sono comunque presenti numerosi spunti di riflessione capaci di lasciare il segno.
Un libro che consiglio per i momenti in cui sentite il bisogno di sorridere, di staccare un po’, perché è una lettura che, pur mostrando le brutture della vita, porta con se un messaggio meraviglioso:
Talvolta questo mondo turbolento, tragico, triste e caotico si mette a testa in giù e si ferma di colpo per realizzare i sogni di qualcuno…
Continua a sognare, Agnes Browne! Per il bene di tutti, continua a sognare!

VOTO: