venerdì 10 luglio 2015

Ti consiglio un libro #3 - Consiglia un libro il cui titolo ti ricorda una canzone

Buongiorno carissimi, buon venerdì. Siamo giunti alla terza punzata della rubrica Ti consiglio un libro nata dalla collaborazione tra  Laura de La Biblioteca di Eliza, Salvia di Desperate Bookswife e Laura de La Libridinosa. Oggi vi consigliamo un libro il cui titolo ci ricorda una canzone.



IL MIO CONSIGLIO
Autore: Sara Rattaro
Casa editrice: Garzanti
Pagine: 200
Prezzo:  14.90 €



Domanda facile questa. I primi tempi, quando aspettavo con impazienza l'uscita di questo libro e ne conoscevo solo il nome, per ricordarmelo canticchiavo il ritornello di una canzone.
Sto parlando di Due respiri di Chiara, che spopolando ad X-factor è poi riuscita ad entrare nell'olimpo della canzone italiana in pochissimo tempo proprio grazie a questo brano meraviglioso.
Due respiri è il suo primo inedito e nel testo è presente spessissimo la frase "Niente è come te e me insieme", quindi mi è da subito venuto naturale associare questo libro a questa canzone.
Solo lo scorso ottobre, durante una presentazione del libro, Sara Rattaro ha svelato che effettivamente ha scelto il titolo del libro una sera ascoltando proprio questa canzone al famosissimo programma TV.
Conoscete questo libro? Ci avevate mai abbinato questa canzone? Se volete consigliatemi voi un libro il cui titolo vi ricordi una canzone; sarà divertente scoprire così nuove letture!

Ed ora correte a scoprire i consigli di Laura, Salvia e Laura

giovedì 9 luglio 2015

Recensione #73 - La casa dei cani fantasma di Allan Stratton

Buongiorno lettori, comes state? Sono contenta di essere riuscita a riprendere il ritmo con il blog dopo il momento di diffoltà avuto a causa dei miei problemi di connessione. Oggi sono ancora qui per una nuova recensione, quella del libro che vi ho presentato ieri: La casa dei cani fantasma di Allan Stratton edito da Mondadori - che ringrazio per la copia - pag. 252.
Trama: La vita di Cameron non è quella di un qualsiasi ragazzo. Da cinque anni lui e sua madre sono braccati dal padre, un uomo violento che li tormenta. Ogni volta li trova, e ogni volta ricomincia la fuga, con un nuovo viaggio disperato in cerca di un altro posto dove stare per un po'. La vita di Cameron è fatta di sospetti, ansie, e molta paura. Sua madre non fa che ripetergli di non fidarsi di nessuno, e l'ha convinto a tal punto che Cameron comincia a non fidarsi più neppure di se stesso. Quando poi si trasferiscono in una fattoria isolata, nella speranza di passare inosservati, la vita del ragazzo diventa un vero incubo. Solitudine e paure si materializzano in visioni inquietanti: un branco di cani feroci, il fantasma di Jacky, un bambino morto tanti anni prima, di cui nessuno vuole parlare. Ma Cameron deve sapere. E comincia a fare domande che scuoteranno l'apparente tranquillità di quel posto dimenticato da tutti. Tranne che da suo padre. Età di lettura: da 12 anni.

Questo libro l'ho richiesto alla casa editrice non appena mi è stata iviata via mail la presentazione. Mi ha subito colpito per questa cover meravigliosa, per il titolo che non lascia niente al caso e soprattutto per la trama. L'unico mio dubbio era dovuto alla sua collocazione nella collana per i ragazzi e l'età di lettura consigliata dai 12 anni in su; per fortuna non mi sono fatta condizionare e l'ho letto anzi, divorato in un paio di giorni in cui non vedevo l'ora di sapere come si sarebbe evoluta la storia.
Protagonista indiscusso del libro è Cameron, un ragazzino in fuga con la madre a causa di un padre violento e pericoloso. Quando ci si ritrova a vivere cambiando città, amici, scuola per quattro volte in cinque anni la sensazione di essere braccati non può che essere vivida. Spesso si può finire ad essere paranoici, visionari, eccessivamente impauriti e si rischia di perdere il senno.
Questo è quello che il ragazzo vede in sua madre: un'ossessiva sensazione di essere spiata la rende schiva e perennemente all'erta; non ha bisogno di vedere il marito per essere sicura che è lì, nel buio, ad osservare ogni loro piccolo passo. Una valigia sempre pronta sotto il letto con i pochi oggetti personali, nessun mobile per caratterizzare una nuova casa che - di sicuro - sarà solo di passaggio. E' così che un bambino diventa adolescente ed è per questo che il futuro adolescente possa apparire in egual modo paranoico e schivo.
Ogni volta devono muoversi senza lasciare la minima traccia, non un errore, non una pagina facebook con cui il padre potrebbe cercare di carpire informazioni per raggiungerli.
E' sempre così, una storia che si ripete: ci si trasferisce, si affitta una casa ammobiliata, si comincia un nuovo lavoro, si frequenta una nuova scuola, si cerca di integrarsi facendosi degli amici e poi tutto ad un tratto si deve lasciare tutto a causa di una macchina posteggiata a fari spenti nella notte o a causa di una telefonata muta all'altro capo del telefono.
Ed ogni volta non si bada troppo alle apparenze, non importa che la nuova casa sia bella e confortevole; quello che conta è che abbia più di un'uscita in modo da poter fuggire in caso di difficoltà, che non abbia vicini ficcanaso che possano dare informazioni sul loro conto, insomma, che sia il meno appariscente e il più lontano possibile dalla precedente.
E' così che madre e figlio approdano ad una fattoria malconcia, circondata da campi e isolata dal mondo. Da subito Cameron ha la sensazione di essere osservato, di non essere al sicuro, ed inizia ad avere visioni inquietanti di un bambino morto anni prima che ha vissuto, quando era in vita, un'infanzia molto simile alla sua.
Nel paese girano voci strane sulla fattoria e sui loro vecchi proprietari ma nessuno ha intenzione di soddisfare la curiosità di un ragazzino che sembra essere un po' troppo fantasioso.
Da solo Cameron svolge le sue indagini che lo portano sempre di più ad essere emarginato da tutti, perfino da quella madre che in fondo gli assomiglia tanto.
Una storia inquietante, fatta di tensione e di turbamenti psicologici raccontata magistralmente da questo autore ed adatta senza dubbio anche ad un pubblico di adulti.
Certo, la scrittura forse è un po' semplice a causa della sua collocazione nelle letture per ragazzi, ma questo non va assolutamente ad inficiare una storia completa, ben costruita che non ha nulla da invidiare ai thriller più famosi ed apprezzati.
Con Cameron ho smesso di respirare, ho sofferto, ho reagito, ho creduto in quello che i suoi occhi vedevano e questo puo essere possibile solo grazie ad una narrazione perfetta - portata avanti proprio in prima persona dal ragazzino. Anche la caratterizzazione dei personaggi è completa, ben delineata e senza sbavature: la madre, Cameron, i compagni di scuola, il proprietario dell'agenzia immobiliare, il vicino di casa, perfino il Jacky - il bambino morto - ed i cani della fattoria sono perfettamente nitidi nella mante del lettore durante la lettura. Per non parlare poi degli ambienti della fattoria con le stanze malconcie, la stalla, la carbonaia, la cantina , i campi di grano ed il bosco circostante.
Vi dirò che appena finito di leggerlo pensavo di dargli quattro come voto, ma scrivendo la recensione mi sono accorta che l'unico difetto che potevo riscontrare era lo stile di scrittura semplice che rispetto ad altri libri letti non era paragonabile. Appunto però perchè non ritengo paragonabile un libro per ragazzi a dei thriller per adulti ho deciso che dovevo dargli il mio voto non facendomi condizionare da questo aspetto quindi ho alzato di mezzo punto il mio giudizio.
Un libro che quindi vi consiglio senza riserve e che credo non vi deluderà!
Lo conoscete? Lo avete letto? Vi ispira?
VOTO: 


mercoledì 8 luglio 2015

BibliOmaggi #5

Buongiorno e buon martedì! Come state? Anche voi devastati dal caldo umido di questi giorni? Io sono allo stremo delle forze, mi sveglio al mattino già stanca e soprattutto sudatissima. Ora, so che preferisco l'estate all'inverno, ma una temperatura vivibile non mi dispiacerebbe.
Oggi sono nuovamente qui per mostrarvi l'ultimo omaggio ricevuti dalle case editrici.So che non è passato molto tempo da quando ho pubblicato una puntata di questa rubrica ma pochissimi giorni dopo è arrivato un altro libro che ci tengo a presentarvi.
  • La casa dei cani fantasma di Allan Stratton edito da Mondadori, 252 pagine. Data pubblicazione: 07 aprile 2015. Ringrazio la casa editrice per avermi spedito una copia cartacea. Un libro che ho cominciato a leggere immediatamente anche se non era in lista per la Summer Reading Challenge a cui sto partecipando - vi avevo mostrato la lista qui -; ora vedrò se inserirlo al posto di qualche altra lettura oppure no. Anche se è un libro per ragazzi - e un po' dalla scrittura lo si nota - credo sia un thriller molto ben costruito e adatto anche ai lettori piùù attempati, a breve la mia recensione!
Trama: La vita di Cameron non è quella di un qualsiasi ragazzo. Da cinque anni lui e sua madre sono braccati dal padre, un uomo violento che li tormenta. Ogni volta li trova, e ogni volta ricomincia la fuga, con un nuovo viaggio disperato in cerca di un altro posto dove stare per un po'. La vita di Cameron è fatta di sospetti, ansie, e molta paura. Sua madre non fa che ripetergli di non fidarsi di nessuno, e l'ha convinto a tal punto che Cameron comincia a non fidarsi più neppure di se stesso. Quando poi si trasferiscono in una fattoria isolata, nella speranza di passare inosservati, la vita del ragazzo diventa un vero incubo. Solitudine e paure si materializzano in visioni inquietanti: un branco di cani feroci, il fantasma di Jacky, un bambino morto tanti anni prima, di cui nessuno vuole parlare. Ma Cameron deve sapere. E comincia a fare domande che scuoteranno l'apparente tranquillità di quel posto dimenticato da tutti. Tranne che da suo padre. Età di lettura: da 12 anni.


Come vi sembra? Io sono rimasta da subito affascinata dalla cover e dalla trama quindi sono felicissima di averlo ricevuto.Alla prossima!

martedì 7 luglio 2015

Recensione #72 - Mistero a Villa del Lieto Tramonto di Minna Lindgren

Ciao amici miei! sfidando la caldazza del nord Italia sono qui davanti a questo PC che manda fuori un caldo infernale per lasciarvi la recensione di un libro uscito la settimana scorsa e che ho avuto il piacere di leggere in anteprima. Sto parlando del libro Mistero a Villa del Lieto Tramonto di Minna Lindgren edito da Sonzogno - che ringrazio per la copia - pag. 288.

Trama: «Tic tac, tic tac, tic tac.» A Villa del Lieto Tramonto, ridente casa di riposo immersa nella foresta vicino a Helsinki, è l’ora del caffè e, come al solito, Irma e Siiri, due vivaci novantenni ospiti della residenza, amano trascorrere quel momento in perfetto relax. Dopo le partite a canasta, le lezioni di ginnastica dolce, il whiskino prescritto dal medico o le riunioni del gruppo per la memoria, un’oretta di svago ci vuole per scambiarsi ricordi di giovinezza o spettegolare sul funerale del giorno, che è pur sempre una festa e un avvenimento per curare il proprio look. Ma soprattutto, l’ora del caffè dà l’occasione per criticare il regolamento e l’incuria del personale specializzato, quello che figli e nipoti, per guarire i sensi di colpa, chiamano “servizi di eccellenza”. Per fortuna dalla Villa si può anche uscire, andare in giro in tram per rifarsi l’occhio con le bellezze della capitale finlandese, e così a Siiri, Irma e alla loro terza compagna, Anna-Liisa, capita di osservare, con bonario sarcasmo, le stranezze del mondo moderno che le circonda. A turbare la routine delle tre amiche è però un fatto terribile: la morte, in circostanze misteriose, del giovane cuoco, sempre gentile e pieno di allegria, accompagnata da una serie di episodi inquietanti che rivelano il lato sinistro di quel rifugio, ora non più così accogliente. Provette Miss Marple, Siiri, Irma e Anna-Liisa si trasformano in intraprendenti investigatrici per venire a capo degli enigmi nascosti tra le mura dell’amena residenza in un mistery arguto che tocca sapientemente le corde del giallo e della commedia, con un pizzico di suspense e molto, irresistibile, dark humor finlandese.
 
Quando ho ricevuto dalla casa editrice Sonzogno la scheda di questo libro in uscita, non ci ho pensato due volte a chiedere se fosse possibile averne una copia per recensirlo. Da sempre adoro gli autori nordici - come sapete ho anche una rubrica qui sul blog inaugurata da non molto in collaborazione con la mia sister virtuale Salvia del blog Desperate Housewife intitolata Vento del Nord - e da sempre sono una divoratrice di gialli, quindi quale connubio perfetto?
Non appena mi sono trovata a Villa del Lieto Tramonto - una residenza per anziani alle porte di Helsinki dove ogni ospite alloggia in appartamenti autonomi - sono stata immediatamente rapita dalle vecchine che ho trovato sedute nelle zone comuni della Residenza.
Siiri, simpatica novantaquattrenne con un amore, forse eccessivo, per i giri in tram; Irma la sua vicina di appartamento con cui condivide dei rituali giornalieri di amicizia e chiacchiere, Anna-Liisa, professoressa in pensione con due matrimoni alle spalle, un girello che non le servirebbe ma che - come dice lei - previene le eventuali cadute ed una fissazione per le declinazioni dei verbi e la grammatica finlandese. Come non amare i loro caffè all'insegna del pettegolezzo sugli altri ospiti della residenza, le loro partite a canasta con gli uomini, le loro battute sulla loro condizione di anziane in attesa che arrivi - finalmente dicono loro - il giorno del trapasso?
Sempre uguale la vita al Lieto Tramonto, qualche chiacchiera, poche visite da parte di parenti troppo impegnati e bizzarri corsi organizzati dalla direzione forse più per spillare soldi che per dare agli ospiti delle possibilità di svago. Sempre uguale fino a che non muore qualcuno. Normale - penseranno le tre arzille novantenni - ogni giorno, in quel luogo, gente viene ma soprattutto va; direzione quel luogo di non ritorno in cui aspettano anche loro, ardentemente, di essere chiamate.
Ma questa volta non è la morte di un anziano ad essere oggetto di chiacchiere: Tero, giovane cuoco adorato sopratutto da Siiri, ha perso la vita misteriosamente, a quanto pare a causa di un suicidio. Ma sarà vero? Cosa potrebbe portare un giovane nel fiore degli anni e sempre disponibile e gentile a compiere un gesto simile?
Come se non bastasse avvengono sempre più spesso strani ricoveri nel reparto isolamento: vispi anziani nella totalità delle loro capacità mentali vengono improvvisamente dichiarati dementi ed allontanati dalla normale attività giornaliera della Residenza. Questo non scappa all'occhio delle arzille vecchine che iniziando ad improvvisarsi detective attirano su di se le ire della caporeparto e degli inservienti del Lieto Tramono.
Sospetti, pensieri, misteriose pillole aggiunte alle prescrizioni usuali, pedinamenti strani, strani mancamenti e perdite di lucidità... ecco quello con cui le nostre protagonistre dovranno fare i conti.
Nelle prime centinaia di pagine l'autrice ha saputo creare dei personaggi esilaranti capaci di non aver neanche bisogno di una storia per essere amati, poi è cominciato il "giallo" - anche se mi sembra quasi esagerato chiamarlo così - e qualcosa si è rotto.
Se all'inizio la storia appariva briosa e calamitante, dopo la metà ha cambiato tono e si è trasformata in una storia di carattere sociale, quasi a voler fare a tutti i costi del libro un mezzo di denuncia; questo a me ha rovinato un po' il tutto, rendendomi un po' pesante la lettura e lasciandomi con la sensazione che l'autrice abbia voluto esagerare. Verso la fine la narrazione si rianima, tornando ai toni scanzonati dell'inizio e questo ha sicuramente aumentato il giudizio che mi ero fatta del romanzo fino a quel momento.
Ci sono inoltre delle parti che raccontano interminabili giri in tram con la spiegazione nel dettaglio dell'architettura e delle strade di Helsinki, parti che risultano poco fluide e occupano - secondo me - troppo spazi nel libro; chi come me non ha mai visto la città verrà oberato di indicazioni stradali e di nomi di monumenti difficili da comprendere ed inquadrare e questo alla storia non fa per niente bene.
Anche nella parte del giallo credo che la costruzione narrativa si perda un po'. Ci sono cose ripetute più e più volte che non aggiungono però nulla a quella che è la vicenda losca e anche potenzialmente interessante su cui si dovrebbe articolare la narrazione.
Certo, è un libro che fa riflettere sulla condizione degli anziani, su parenti fantasma che abbandonano i familiari in luoghi come il Lieto Tramonto per lavarsi un po' la coscienza, ma non è questo che la storia prometteva e non è questo che io volevo trovare. Sulla cover si parla di un'Agata Christie del Nord ed il lettore credo sia quello che voglia trovare acquistando un libro con una promessa del genere.
In conclusione, avrei diminuto in maniera importante la parte sociale del libro ed avrei accentuato la vita di questi fantastici personaggi che l'immaginazione dell'autrice ha sapientemente creato.
Un buonissimo esordio con un alto potenziale ma che forse si è perso un po' per strada.
A questo punto sono curiosissima di leggere il seguito per vedere se e come lo stile dell'autrice si evolverà. E voi che ne pensate? Avete letto questo libro? Lo leggerete? Come sempre sarò felice se vorrete farmi sapere la vostra opinione in merito!

VOTO: 


lunedì 6 luglio 2015

Ritratto di Signora #17 - Bethany Hamilton

Buongiorno a tutti e buon lunedì! Prrimo lunedì di luglio, torna come un orologio svizzero la rubrica Ritratto di signora. Oggi è il turno di Monica del blog Books Land che ha dedicato il suo ritratto ad una donna con una forza d'animo ed una determinazione strabiliante: Bethany Hamilton.

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Quando ero piccola, di solito, i miei genitori mi mandavano al mare con la nonna. 
Ora, voi dovete sapere, che la mia nonna (tuttora viva e vegeta alla veneranda età di 93 anni), non è la classica nonna delle favole. 
Non ha i capelli bianchi, non è particolarmente sdolcinata e non lo era neanche una trentina di anni fa, quando portava me e mia cugina a Rimini.

Se c’è una cosa che ricordo di quelle vacanze estive è il cinema all’aperto… e cosa poteva farci vedere la nostra dolce nonnina in un luogo di mare? Film come “L’orca Assassina” “Lo squalo 1-2-3” vi dicono qualcosa?

Secondo me il suo intento era quello di tenerci recluse sotto l’ombrellone, in modo da poter fare gossip con le vicine di lettino e non dover correre dentro e fuori dall’acqua ogni tre secondi. 
Devo dire che il suo piano malefico era perfetto, perché una volta che vedi lo squalo aprire la bocca e inghiottire decine di persone, con tanto di sangue e urla strazianti, la voglia di andare in acqua ti passa eccome.

Tutta questa premessa, un po’ insolita, è dovuta al fatto che oggi vorrei parlarvi di una donna molto coraggiosa, che risponde al nome di Bethany Hamilton.

Bethany è una surfista professionista, e ho conosciuto la sua storia attraverso il film “Soul Surfer”, con la splendida AnnaSophia Robb.
Quando aveva tredici anni, Bethany, che da sempre sognava di diventare una surfista professionista, era in acqua e si stava riposando sulla sua tavola da surf. Improvvisamente qualcosa la trascino sott’acqua, e Bethany ne riemerse con il braccio sinistro completamente amputato all’altezza della spalla. Uno squalo l’aveva attaccata.
Per fortuna Bethany non era sola, la sua migliore amica e la sua famiglia erano con lei.
L’aiutarono a tornare a riva, e quando la ragazzina arrivò all’ospedale aveva perso il 60% del sangue presente nel suo corpo. 
Il fatto che Bethany sia sopravvissuta quel giorno può essere definito un miracolo, dovuto anche alla prontezza di chi l’ha soccorsa e alla bravura dei medici che la operarono.
Ora, provate ad immaginare quanto deve essere stato difficile, per questa ragazzina che era poco più di una bambina, trovare la forza di andare avanti.

Non solo non poteva più surfare (si sa che l’equilibro per un surfista è tutto), ma doveva fare i conti con un corpo completamente diverso e una menomazione non facile da mostrare.

Eppure Bethany non si è arresa. Con forza e coraggio, sostenuta dalla sua famiglia, è rientrata in acqua. Già solo per questo le darei una medaglia: io ero terrorizzata dopo aver visto un film, lei è stata realmente attaccata e ferita.
Con determinazione, e grazie all’aiuto di suo padre che le ha costruito una tavola da Surf su misura, Bethany ha ripreso in mano la sua vita. Allenandosi costantemente, un anno mezzo dopo l’incidente, Bethany ha partecipato alla sua prima gara ufficiale.

Una ragazza forte, coraggiosa, che ha guardato in faccia tutte le sue paure e non si è arresa. Vorrei più
esempi sportivi come il suo a questo mondo. Vorrei più donne come lei…
Bethany continua a competere, si è sposata, e da qualche giorno è anche diventata mamma. Le sue meravigliose foto con il pancione in acqua mi hanno profondamente commossa.

Non so se i piani diabolici di mia nonna fossero tanto adatti a due bambine di undici e sei anni, ma dopo tanti anni ricordo con piacere quelle estati. Sono convinta che lo squalo abbia attaccato Bethany magari perché infastidito dai suoi movimenti, e sono felice che lei abbia trovato la forza per reagire e tornare a fare quello che più ama. Ogni giorno ci possono capitare cose orribili, ma possiamo prendere esempio da ragazze come lei, e non arrenderci… tutti abbiamo diritto ad una seconda possibilità. 
 

 
A presto
Monica


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Ho visto il film di cui parla Monica in questo ritratto e l'ho adorato. Una storia meravigliosa che consiglio di andare a cercare a tutti quelli che non la conoscono.
Ci vediamo il prossimo mese con un altro ritratto!

Potrete trovare questo post sui blog:


Grazie mille a tutti per l'attenzione.

Daniela, Monica, Miki, Francesca e Federica

venerdì 3 luglio 2015

Chi ben comincia #90 - Mistero a Villa del Lieto Tramonto di Minna Lindgren

Buongiorno lettori e buon venerdì. Come state? Cosa mi raccontate? Qualcuno di voi è già in vacanza? Io non vedo l'ora che arrivi agosto perchè, anche se non so se avrò la possibilità di andare in ferie, sarò sicuramente a casa dal lavoro e potrò dedicarmi alle mie amate letture e alla mia famiglia.
Oggi sono nuovamente qui per Chi ben comincia, la rubrica ideata dalla mia amica Alessia del blog Il profumo dei libri.
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Per l'incipit di oggi ho scelto l'ìncipit del libro Mistero a Villa del Lieto Tramonto di Minna Lindgren edito da Sonzogno, uscito ieri nelle librerie e che io ho sto leggendo in anteprima da qualche giorno. Speravo di riuscire a finirlo prima del giorno di uscita ma i troppi impegni quotidiani non me lo hanno permesso. :(
 
REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti



Ogni mattina Siiri Kettunen si svegliava con la consapevolezza di non essere ancora morta. Si alzava, si lavava, si vestiva e faceva colazione. Procedeva con calma, tanto di tempo ne aveva. Leggeva con cura il giornale e ascoltava i programmi radiofonici al mattino. Erano abitudini che la facevano sentire ancora parte del mondo. Spesso, intorno alle undici, usciva per il suo giro in tram. Quel giorno, però, non se la sentiva.
Nel salottino della residenza per anziani Villa del Lieto Tramonto le luci intense creavano un'atmosfera da studio dentistico. Alcuni vecchi se ne stavano seduti sui divani con il capo ciondolante in attesa del pranzo. Al tavolo verde nell'angolo, l'ambasciatore, Anna-Liisa e Irma giocavano a canasta. L'ambasciatore sembrava completamente assorto nelle sue carte, Anna-Liisa commentava le mosse degli altri e, visto che il gioco avanzava molto lentamente, Irma aveva un'aria annoiata. Poi noto Siiri e il suo sguardo si illuminò.
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Come vi sembrano queste arzille vecchiette? Io le ho amate fin da subito!!!
Vi auguro un meraviglioso week end!

mercoledì 1 luglio 2015

Recensione #71 - L'invito di Ruth Ware

Buongiorno lettori carissimi, come state? Come vedete fortunatamente il blog ha ripreso vita e non vi nego che questa cosa mi rende immensamente felice. Nelle scorse settimane non avendo la possibilità di starci dietro come avrei voluto ero tremendamente in ansia!
Ma passiamo al sodo ed inauguriamo il mese di luglio con una recensione, quella del libro L'invito di Ruth Ware edito da Corbaccio - che ringrazio per la copia - pag. 336.

Trama: L'invito è un thriller psicologico, opera prima della scrittrice Ruth Ware.
Non vi nego di essere stata subito attratta da questa cover e dalla trama che prometteva suspanse.
La narrazione si alterna in due periodi ben distinti: uno in cui Nora, la protagonista assoluta, si trova in ospedale con un grande vuoto nella testa ma con la sensazione che qualcosa di terribile sia successo, ed un altro temporalmente precedente in cui la vera storia si dipana.
Nora è una scrittrice, una vita monotona e riservata. Scrive, corre, ha pochi amici.
Un giorno riceve una mail tramite la quale viene invitata ad un addio al nubilato: quello della sua ex migliore amica.
Da sempre Nora cerca di dimenticare il passato, qualcosa che l'ha turbata profondamente e che l'ha portata, ancora adolescente, a lasciare il suo paese d'origine, il suo fidanzatino, i suoi amici più cari.
Di certo da adulta tutto si sarebbe aspettato tranne che ripiombare in quei momenti.

Un week end con un paio di amiche del liceo e qualche altra persona assolutamente sconosciuta. Con una certa riluttanza decide di accettare e di prendervi parte.
Da quel momento in poi assisteremo ad un intrecciarsi di situazioni tutte all'interno di una grande e lussuosa villa dispersa nei boschi del Northumberland. Una scatola di vetro da cui l'oscurità del mondo esterno incute un certo timore e dalla quale la vita degli abitanti può essere controllata dall'esterno senza che nessuno possa accorgersene. Questo, insieme alla mancanza di campo telefonico, potrebbero essere il contorno ideale per un libro del genere ma purtroppo non è sufficiente. La villa in cui il tutto è ambientato un po' troppo simile a quella di film famosi del cinema e i personaggi sono un po' troppo simili ad adolescenti senza cervello piuttosto che ad adulti con carriere del tutto rispettabili.
Per quanto il libro si legga con una certa velocità grazie allo stile dell'autrice, presenta diversi punti poco credibili e un po' lenti che non permettono al lettore di essere particolarmente coinvolto ma che lo lasciano un po' troppo spettatore.
I personaggi - pochissimi - sono descritti in modo molto approfondito e questo permette sicuramente di entrare velocemente nel vivo della storia e di visualizzarli sia fisicamente che psicologicamente. Interessante assistere ai meccanismi che si creano da una convivenza forzata, in questo l'autrice è stata capace di far emergere le difficoltà di interazione tra chi, non vedendosi da molto tempo o addirittura non conoscendosi - sia costretto a convivere in un luogo chiuso ed isolato. Una sorta di Grande Fratello letterario.
Non vi nego che dopo la metà avevo intuito come fossero andate le cose, quale fosse il grande mistero da svelare e chi ne fosse l'artefice. Probabilmente questo è dovuto alla grande quantità di thriller che leggo ed ora per stupirmi ci vuole veramente tanto.
Quello che però mi sento sicuramente di dire è che potrebbe essere un buon libro da cui partire per chi magari di libri del genere ne legge pochi o per chi da "profano" vuole approcciarsi ai thriller.
L'idea di base infatti è molto buona ed anche lo stile è parecchio fluido. Quello che mi è mancato è stato un po' di mordente un più, quella sensazione di essere sempre appesi ad un filo che dovrebbe dare un thriller psicologico con i fiocchi ed anche qualcosa che potesse stupirmi.
Di certo essendo l'opera prima dell'autrice avrà modo di crescere e di stupirci con i prossimi lavori.

VOTO: