mercoledì 13 luglio 2016

Recensione #139 - Luna di Julie Anne Peters

Buon pomeriggio lettori, come state? Eccomi finalmente!!! Scusate la latitanza ma questo è un periodo incasinato, ed è solo mercoledì... chissà come mai il week end vola mentre la settimana bisogna prenderla a calci perché passi. È da lunedì che voglio postare questa recensione ma lavorativamente parlando è un periodo di fuoco ed il tempo libero si riduce veramente al minimo necessario per sopravvivere.
Arriverà agosto e potrò finalemente ricaricare le pile…
Ma non voglio annoiarvi oltre quindi vi lascio il mio pensiero sul libro Luna di Julie Anne Peters edito da Giunti pag. 383.

Sinossi: Regan, fin da piccola, ha sempre saputo che suo fratello Liam era diverso dagli altri. Liam ha sedici anni. È alto, bello, muscoloso e corteggiatissimo ma la verità è che si sente una ragazza intrappolata dentro un corpo da ragazzo. Regan è l'unica condividere questo segreto con Liam - o Luna come preferisce farsi chiamare - che ogni notte in camera della sorella si trasforma con trucchi e vestiti da ragazza nel suo alterego femminile. All'insaputa dei genitori, una madre troppo occupata nella sua professione di wedding planner e un padre frustrato da un lavoro rutinario, Regan si trova da sola a dover aiutare e sostenere il fratello (quasi una sorella) nel difficile percorso verso la trasformazione. Ma anche per Regan è il momento del cambiamento e quando, durante una lezione di chimica, un ragazzo appena trasferito nella sua scuola, si accorge di lei, insieme ai primi turbamenti del cuore arrivano anche le complicazioni che l'avere un fratello trans comporta...

Non è semplice parlare di questa lettura perché mi è successa una cosa strana, che mi capita pochissime volte: ho letto in modo molto vorace ma poi, arrivando alla fine, non sapevo se questo libro mi fosse piaciuto, né quanto. Vi capita mai? Rimanere così, senza un pensiero ben definito, senza trovare le giuste parole per tirare insieme un’opinione.
Quando mi succede – come vi dicevo molto raramente – resto amareggiata, perché a quella sensazione preferirei provare un odio profondo. Probabilmente aver letto quest’anno The Danish girl, che parla dello stesso tema – il mondo Transgender – ma con una maturità ed una carica emotiva importante mi ha portato a vedere in questo young adult un bel libro, piacevole, sicuramente da far leggere ai più giovani, ma un po’ meno toccante. Cerco però di scostarmi da questo e di dare al libro un voto consono, sperando di riuscirci.
Liam e Regan sono fratello e sorella, anzi sorella e sorella, perché Liam, nato nel corpo di un ragazzo è in tutto e per tutto una ragazza. Transgender appunto, transessuale. Un amore fraterno unico quello provato tra i due ragazzi. Liam – che la notte si trasforma in Luna – e Regan sono complici in uno dei più importanti segreti che due fratelli possano avere. Regan sa tutto. Regan, quando sono in solitudine, chiama il fratello Luna. Regan annulla da anni i suoi sentimenti, i suoi sogni, i suoi desideri, per compiacere il fratello che giornalmente, ogni notte, compie incursioni nella stanza della sorella, travestito da Luna. In famiglia nessuno sembra vedere quello che per Regan è chiaro: Liam è nato in un corpo sbagliato e non è felice. La sua tristezza e la sua solitudine traspare ma i genitori sembrano ignari di tutto ed occupati solo alla propria vita. Due genitori che a malapena si parlano; una madre troppo occupata ad organizzare matrimoni e prendere tranquillanti – gli stessi con cui Liam cerca spesso di togliersi la vita - ed un padre con l’unico scopo di spingere Liam a giocare a baseball o football.
È Regan la narratrice della storia, è lei che racconta al lettore la loro vita, i pigiama party tra ragazze a cui il fratello bramava di partecipare, il reggiseno che da bambino chiedeva come regalo di compleanno, il suo scrigno magico in cui ora, da adolescente, racchiude le sue parrucche di tutti i colori ed i suoi acquisti femminili. Una storia raccontata principalmente al presente con dei flashback inseriti qua e là per permettere al lettore di conoscere meglio i due ragazzi, il loro rapporto e soprattutto per raccontare Liam nella sua interezza.
Il bene che Regan vuole al fratello le permette di stargli accanto senza riserve, di vegliare su di lui, sulle sue crisi, sulle sue difficoltà, non senza dubitare a volte di lui e delle sue scelte.
Eh sì, le volevo bene. Non poteva che essere così.
Lei era mio fratello
Regan al contrario è un vero maschiaccio, non le interessa la moda, non è particolarmente attratta dai trucchi, dai vestitini femminili, dalle uscite con le amiche; lei cerca solo di essere invisibile.
Una contrapposizione questa che viene sottolineata in tutto il libro: mentre Luna fa di tutto per emergere da un corpo che le sta stretto, la sorella fa di tutto per rimanere nell’ombra forse proprio per contrapposizione a quello che da sempre vive.
Nel libro – non adatto a chi ancora nel 2016 non accetta che si possa essere gay o transessuali – viene in più punti spiegata la differenza di genere, viene più volte sottolineato che Liam non è gay – ossia un ragazzo a cui piacciono i ragazzi – ma trans – ossia una donna nata nel corpo sbagliato.
Assisteremo pian piano all’avvicinamento di Liam alla transizione, conosceremo attraverso Regan i sentimenti che lei stessa prova verso quel fratello troppo spesso incline a pensare solamente alle sue necessità, senza rendersi conto di quanto lei sia condizionata da quel segreto sia in casa che nella vita di tutti i giorni. Un argomento importante, necessario, trattato in modo delicato e con un linguaggio semplice adatto perfettamente al pubblico cui si rivolge. Io, quasi quarantenne (mancano ancora due anni eh!!!), avrei preferito che mi arrivasse maggiormente il lato emotivo della storia invece ho fatto un po’ fatica a lasciarmi andare da quel punto di vista.
Un libro che consiglio sicuramente agli adolescenti – ma anche ad educatori e genitori – perché di questi argomenti è sempre utile parlare, parlare e ancora parlare! Senza paura, con atteggiamento maturo e rispettoso.

VOTO: 


venerdì 8 luglio 2016

Ti consiglio un libro #25 - Un libro da mettere in valigia

Buongiorno lettori, eccoci ad una nuova puntata di Ti consiglio un libro, la rubrica in collaborazione con Laura de La Biblioteca di Eliza, Salvia di Desperate Bookswife e Laura de La Libridinosa. Le vacanze sono dietro l'angolo, c'è chi è partito nei giorni scorsi, chi partirà nelle prossime settimane e chi magari si accontenterà di qualche gita fuori porta giornaliera o del weekend quindi oggi vi consigliamo Un libro da mettere in valigia. Come sempre cliccando sul titolo sarete rimandati alla recensione.



IL MIO CONSIGLIO 


Autore:Salvatore Basile
Casa editrice: Garzanti
Pagine: 302
Prezzo:  Cartaceo 16.90 euro - ebook 9.99 euro

Oggi è stato molto semplice scegliere il libro da consigliarvi, sicuramente perchè l'ho letto da poco quindi la sua memoria è ancora molto vivida in me, ma soprattutto perchè mi ha molto colpito per la sua dolcezza. È un libro che parla di un viaggio - quindi perfetto per una valigia - ma che parla anche di una mancanza, di un grande amore, di famiglia. Un libro che ha saputo conquistarmi con il suo protagonista Michele che da subito mi ha rubato il cuore perchè Michele è un adulto ancora bambino, che a causa di una mancanza non è riuscito a lasciarsi andare alla vita e che trova pace solamente collezionando oggetti smarriti, quegli oggetti che ogni giorno trova sul suo treno e che non possono deluderlo.
So che normalmente, per molti, vacanza vuol dire letture frivole e leggere; per me vacanza vuol dire tantissimo tempo per leggere e voglia di libri profondi che sappiano restarmi dentro ed è per questo che tra tanti ho scelto questo libro! E voi, quale libro mi consigliereste di mettere in valigia?
Chissà cosa metteanno in valigia Laura , Salvia e  Laura. Correte a scoprirlo!!!

mercoledì 6 luglio 2016

Recensione #138 - Il mio splendido migliore amico di A.G. Howard


Buonasera lettori, come state? Io ho mille cose da fare ma amo l’estate quindi non mi lamento, il sole e la voglia di vacanze rendono la sveglia mattutina molto più accettabile e la luce del sole che mi accompagna fino alle nove di sera mi migliora l'umore!
Oggi sono qui con una recensione di un libro fantasy che, come sapete, non è uno dei generi che normalmente prediligo. Se mi seguite costantemente sapete però che sono aperta a tutto quindi quando in una delle challenge cui sto partecipando mi è capitato di dover leggere un fantasy, dopo lo scoramento iniziale, mi sono buttata. Possedevo già il libro in questione perché mi aveva incuriosito la cover quindi ho colto l’attimo. Vi parlo de Il mio splendido migliore amico di A.G. Howard edito da Newton Compton pag. 406, primo volume della serie Splintered

Sinossi: Alyssa Gardner riesce a sentire i sussurri dei fiori e degli insetti. Peccato che per lo stesso dono sua madre sia finita in un ospedale psichiatrico. Questa maledizione affligge la famiglia di Alyssa fin dai tempi della sua antenata Alice Liddell, colei che ha ispirato a Lewis Carroll il suo "Alice nel Paese delle Meraviglie". Chissà, forse anche Alyssa è pazza, ma niente sembra ancora compromesso, almeno per ora, almeno fin quando riuscirà a ignorare quei sussurri. Quando la malattia mentale della madre peggiora improvvisamente, però, Alyssa scopre che quello che lei pensava fosse solo finzione è un'incredibile verità: il Paese delle Meraviglie esiste davvero, è molto più oscuro di come l'abbia dipinto Carroll e quasi tutti i personaggi sono in realtà perfidi e mostruosi. Per sopravvivere e per salvare sua madre da un crudele destino che non merita, Alyssa dovrà rimediare ai guai provocati da Alice e superare una serie di prove: prosciugare un oceano di lacrime, risvegliare i partecipanti a un tè soporifero, domare un feroce Serpente. Di chi potrà fidarsi? Di Jeb, il suo migliore amico, di cui è segretamente innamorata? Oppure dell'ambiguo e attraente Morpheus, la sua guida nel Paese delle Meraviglie?

Ho cominciato questo libro con molto timore perché non sapevo cosa aspettarmi e più di 406 pagine sono tanta roba; se non mi fosse piaciuto, per come sono fatta, lo avrei finito in ogni caso quindi non sarebbe stato per niente una passeggiata. Fortunatamente da subito mi sono resa conto che la lettura scorreva bene ed anche la storia non era malaccio.
Non ho avuto tantissimo tempo per leggere la scorsa settimana quindi in alcuni momenti ho sentito il peso della lettura ma solamente perché per stare dietro a questa storia credo sia necessaria tutta l’attenzione possibile.
Il libro è una rivisitazione del famosissimo Alice nel paese delle meraviglie, una lettura che ho sempre amato e di cui ho anche adorato le trasposizioni cinematografiche e televisive; questo ha sicuramente aiutato perché credo che stare dietro al libro senza conoscere la storia di Alice possa essere tremendamente difficile.
La protagonista del libro è Alyssa, pronipote di Alice Liddell, colei che ispirò il famoso romanzo di Lewis Carroll. Sulla famiglia di Alyssa - o meglio, sulle donne della famiglia – pende una maledizione che permette loro di sentire i sussurri di fiori ed insetti, caratteristica che negli anni ha portato i più a ritenerle delle pazze. Lo stesso è successo alla madre di Alyssa e solo la ragazza potrà provare a salvarla da una fine terribile. Per farlo dovrà riuscire a tornare nel Paese delle Meraviglie e rimediare ai danni provocati dalla sua antenata ripercorrendone i passi. È su questo che verte il romanzo che la Howard ha tessuto per noi.
Per gran parte della lettura ho pensato che, forse, ripercorrere un intero romanzo come Alice nel Paese delle Meraviglie ed usarlo come espediente per cucirgli intorno qualcosa di molto simile, anche se diverso, potesse aiutare l’autrice e fosse anche fin troppo facile; poi però man mano che la lettura procedeva mi sono anche spesso detta che potesse essere un’arma a doppio taglio per incorrere in un flop mostruoso e fare una figuraccia, quindi sicuramente l’autrice in questo ha avuto moltissimo fegato.
È riuscita nel suo intento? Credo di sì perché in ogni caso il libro mi sembra ben costruito, con un filo logico convincente; i personaggi riadattati ed inseriti ad arte per rendere questa storia più interessante mi sono sembrati azzeccati ed anche l’espediente di stravolgere un po’ il mondo fatato cui siamo abituati a pensare quando pensiamo a Carroll trasformando i suoi abitanti in figure molto più malvagie e paurose non è male!
Protagonisti indiscussi della storia insieme ad Alyssa sono Jeb, il suo migliore amico, quello di cui lei è segretamente innamorata da sempre ma che ha scelto un’altra, e Morpheus, l’amico che per anni, ogni notte attraverso i suoi sogni l’ha istruita per poter un giorno affrontare quella incredibile avventura. Ecco, forse avrei apprezzato un’originalità maggiore nel raccontare l’intreccio tra questi tre personaggi, che ho trovato un po’ banale e facilmente intuibile. Ho amato moltissimo la figura di Morpheus, un caronte dalla doppia faccia che ha saputo accompagnare Alyssa nel suo viaggio, senza svelare fino alla fine quali fossero le sue vere intenzioni e mettendo in crisi la ragazza in moltissime occasioni.
Se in generale il libro appare parecchio sviluppato e articolato, ho trovato invece un po’ affrettato e non particolarmente originale il finale che credo avrebbe potuto essere realizzato un po’ meglio ma nell’insieme è stata una lettura piacevole, con una parte fantasy non eccessivamente assurda e con un buon equilibrio tra le parti descrittive e quelle di azione. In entrambe le parti la Howard è stata molto brava nella caratterizzazione; ho immaginato in modo nitido sia i personaggi che le battaglie e le avventure cui Alyssa prende parte.
Quello che ora mi dico è: ok, questa volta le è andata bene e l’esperimento è riuscito ma cosa avrà potuto scrivere nei libri successivi? Quanto sarà stata in grado di sganciarsi dal libro di Carroll per creare qualcosa di originale e credibile? Dalle trame pare che il secondo volume sia proprio dedicato a Morpheus e quello successivo alla Regina Rossa; la prova del nove credo siano proprio questi ulteriori due libri ed io devo dire che sono parecchio curiosa di leggerli per capire. 
Un libro che sicuramente piacerà agli amanti del genere e che credo possa essere amato dagli estimatori di Alice.

VOTO: 



martedì 5 luglio 2016

Shopping letterario #41


Buongiorno lettori e buon martedì! Come state?
Boccheggiate in città o siete già in vacanza? Magari su una bella spiaggia a prendere la tintarella o in montagna a godere di un po' di fresco...
Io boccheggerò in ufficio ancora per un po' ma sono positiva, luglio passerà velocemente e finalmente potrò godere un po' di sano e meritato riposo.
Ma veniamo alla puntata di oggi di Shopping letterario.
Poco più di una settimana fa ho fatto una capatina veloce alla Libreria Giunti alla ricerca di qualcosa che mi colpisse visto che non avevo in mente nulla di particolare da acquistare ed ecco il mio bottino!!!


  • Le emozioni difettose di Laurie Halse Anderson edito da Giunti, 304 pagine, € 9.90. Di questa autrice ho già letto Wintergirls. Così leggere da bucare le nuvole - recensione qui - ed avendolo amato molto non ci ho pensato due volte a comprare questo libro che mi chiamava da uno scaffale altissimo. Ho fatto la scimmietta pur di accaparrarmi questa ultima copia esposta!!!
Sinossi: Correre e studiare, questa la terapia per Kate Malone che non vuole affrontare il dolore per la perdita della madre, morta quando lei era ancora una bambina. Ma adesso ha diciassette anni, un fratello più piccolo, un padre reverendo e tanta voglia di scappare da lì. Kate è all'ultimo anno del liceo (lo stesso frequentato da Melinda Sordino, la protagonista di "Speak") e ce la sta mettendo tutta per farsi ammettere all'università, essere una brava ragazza e tenere fede ai propri impegni.


  • La 19a moglie di David Ebershoff edito da Giunti, 736 pagine, € 6.90. Avevo già adocchiato questo libro diverso tempo fa e mi aveva incuriosito ma non così tanto da acquistarlo. Poi ho letto The Danish girl - recensione qui - e solo in quel momento ho collegato che l'autore fosse lo stesso. Mi sono subito ripromessa di acquistarlo alla prima occasione. L'occasione è arrivata quando entrando in libreria il primo libro su cui mi è caduto l'occhio è stato questo... segno del destino! 
Sinossi: Jordan ha vent'anni e vive liberamente la propria omosessualità dopo essere stato cacciato dalla comunità religiosa di Mesadale. Qui vivono i First, una setta che deriva dai Mormoni e che pratica ancora la poligamia. Un giorno Jordan scopre dai giornali che il padre è stato ucciso e che la madre è accusata di omicidio. Convinto della sua innocenza, il ragazzo torna a Mesadale per indagare: le numerose mogli del padre, esacerbate da invidie e gelosie, sembrano avere molto da nascondere; per non parlare del "Profeta", il capo della setta, che desidera tenere gli occhi indiscreti lontano dalla comunità su cui regna sovrano. Parallelamente alla storia di Jordan, si sviluppa l'autobiografia di Ann Eliza Young, diciannovesima moglie del Profeta Brigham Young, che alla fine dell'Ottocento si ribellò al marito, lasciò la comunità e iniziò una campagna di sensibilizzazione contro la poligamia. È proprio in nome di Ann Eliza che un gruppo di volontari fonderà un'associazione e aiuterà Jordan a indagare sui misteri di Mesadale e a scoprire il vero assassino.

Sono stata brava, mi sono limitata! Credo che fino al mio compleanno non comprerò altri libri... forse! ahahahahhaha

lunedì 4 luglio 2016

Ritratto di Signora #29 - Shonda Rhimes

Buongiorno lettori, siamo già al 4 luglio, primo lunedì del mese che accompagnerà moltissimi alle tanto sognate ferie.Siete già in partenza? Dovrete attendere come me agosto? Ma torniamo al blog.
Eccoci con un nuova puntata della rubrica Ritratto di signora, con un ritratto che la nostra Jennifer del blog BTS of my Soul ha dedicato a Shonda Rhimes
Buona lettura!

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Siamo nel Gennaio 1970, quando nasce una bambina inconsapevole che un giorno sarebbe diventata una delle più importanti donne della televisione americana - se non addirittura mondiale.
Shonda Rhimes è una produttrice, regista e sceneggiatrice statunitense, che al giorno d'oggi ha letteralmente preso possesso del palinsesto televisivo grazie alle sue rinomate opere: Grey's Anatomy, Scandal, How to Get Away with Murder... giusto per citare le tre più importanti.

Vissuta in una zona residenziale di Chicago, figlia di Vera P., rettore universitario, e Ilee Rhimes Jr., insegnate, Shonda è la più piccola di sei figli, con tre sorelle e due fratelli.
Laureata al Dartmouth College nel 1991, con master in belle arti conseguito anni dopo alla scuola di cinema e televisione della University of Southern California, ha da sempre avuto una grande passione nel raccontare storie.
A differenza di buona parte delle persone all'interno dell'industria cinematografica statunitense, Shonda si è dovuta costruire un futuro con le sue sole forze: terminati gli studi era uno dei tanti sceneggiatori disoccupati in attesa di una botta di fortuna, ma questo non l'ha fermata. Ha svolto diversi lavori come direttore d'ufficio e consulente in un centro per l'impiego, insegnando a persone problematiche e senza fissa dimora delle abilità lavorative.
La sua carriera in ambito cinematografico inizia nel 1995, quando ha ottenuto il ruolo di direttore alla ricerca per un documentario vincitore del premio Peabody Award - premio annuale ed internazionale dato a programmi di informazione radiofonica e televisiva.
In seguito a diversi lavori considerati di nicchia, tra cui il ruolo di autore nel film Crossroads con Britney Spears, nel 2004 diventa sceneggiatrice del film Principe azzurro cercasi, con le bellissime e piene di talento Anne Hathaway e Julie Andrews.
Arriviamo quindi all'ormai lontano 27 Marzo 2005 quando, come ripiego durante le pause di mezza stagione, debutta Grey's Anatomy, prima opera di grande successo della neonata casa di produzione ShondaLand - creata dalla stessa Shonda.
Con Grey's Anatomoy, e in seguito con tutti i suoi prodotti televisivi, Shonda ha attuato una vera e propria rivoluzione culturale; tramite storie che girano intorno a donne come protagoniste, di forte personalità e spesso afroamericane, e la scelta di cast che rappresentano ogni etnia della società statunitense.



«Quando ho creato la prima serie tv ho fatto una cosa che consideravo normale: essendo nel Ventunesimo secolo, mi sono adoperata affinché il mondo della fiction rispecchiasse il mondo di oggi. L'ho riempito di persone di tutti i colori, generi, estrazioni sociali e orientamenti sessuali.»

Non è un caso infatti se le vengano attribuiti diversi meriti, tra i quali l'aver portato sullo schermo delle protagoniste di carattere e molto complesse, poste davanti decisioni scomode e impopolari, come quella di non sposarsi, non avere figli, e addirittura abortire - come nel caso del chirurgo Cristina Yang.

«[...] non siamo tutti uguali. La Bailey è una donna in carriera con famiglia, felice di questa sua condizione, mentre la Yang è una donna in carriera che non ha intenzione di sposarsi. Non ci sono, non ci dovrebbero essere classifiche, non ci sono o non ci dovrebbero essere giudizi su questo tipo di scelte.»

Inoltre, e non è da poco soprattutto ai giorni nostri, Shonda ha dato voce a donne di colore vincenti e di potere. Quello che sta facendo per le donne afroamericane, ma anche per le donne in generale, è paragonabile al lavoro svolto da figure più conosciute come Michelle Obama e Beyoncé; la vittoria di Viola Davis, protagonista in Le regole del delitto perfetto nei panni dell'avvocato Annalise Keating, agli Emmy ne è la prova - prima donna di colore vincitrice nella storia.


Accertato il fatto che stiamo parlando di una donna con gli attributi, è però doveroso precisare che fino a un anno fa poche persone sarebbero riuscite e parlare di lei in modo così specifico perché, che ci crediate o no, Rhimes è sempre stata una donna insicura e molto timida.
Nel libro pubblicato nel 2015, L'anno del sì, la produttrice parla molto di se stessa e di tutte le sue insicurezze; spiega del suo carattere introverso e riservato, dell'avversione nei confronti di interviste, apparizioni e discorsi in pubblico; racconta di come una semplice conversazione con sua sorella l'abbia indotta a cambiare, svolgendo un grande lavoro su se stessa che le ha permesso di uscire dalla comfort zone, imparando a dire sì.

«L'unico modo per ottenere dei risultati è lavorare. Se qualcosa ti ferma, vai avanti lo stesso.»

Ecco cosa insegna agli studenti in un discorso tenuto durante il suo "anno del sì", discorso nel quale ricorda ai giovani di non limitarsi a sognare, attendendo le grandi occasioni. È proprio ciò che lei ha fatto, continuando a lottare per ciò che ama e che desiderava fare fin da bambina, nonostante le sue paure, nonostante tutte le difficoltà incontrate, e oggi può affermare con grande orgoglio di esserci riuscita.
Alla fine del libro, nei ringraziamenti, Shonda riporta una simpatica conversazione con l'attrice che interpretava Cristina Yang, Sandra Oh:

«Come facevi a dire le cose che volevi dire prima di cambiare vita?», chiede Sandra.
«Le facevo dire a te», risponde Shonda.

Ora abbiamo quindi una grandissima donna, madre single di tre figlie, capace non solo di trasmettere forza alle donne di tutto il mondo attraverso i suoi meravigliosi personaggi, ma in grado di dimostrare che gli strumenti per il raggiungimento della felicità sono tutti custoditi all'interno di noi stessi... dobbiamo solo trovare il coraggio e la volontà di tirarli fuori.



«Non avere paura, vivi con gioia e diventa la tua persona.»

Jennifer Marando


Fonti:

Shonda Rhimes - Wikipedia

Vanity Fair

Il fatto quotidiano

Cinquantamila Giorni

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Grazie mille a tutti per l'attenzione.

Daniela, Monica, Miki, Francesca, Federica e Jennifer
 

sabato 2 luglio 2016

Recensione #137 - Brucio di Christian Frascella

Buongiorno lettori e buon sabato. Finalmente smetto di correre! La piscina del mio cucciolo è finita e, oltre a dormire un po' di più, possiamo dedicarci alle cose che ci piacciono! Nel mio caso il blog è ovviamente al primo posto. Colgo l'occasione di questo tempo guadagnato per condividere con voi una nuova recensione, quella di Brucio di Christian Frascella edito da Mondadori, pag. 343.

Sinossi: "Il fuoco. La stanza invasa dalle fiamme, le grida, la paura. Ogni rumore mi crepita nelle orecchie come legna spezzata da un calcio. Il fumo mi annebbia la vista. Le narici invase, il respiro sempre più corto, disperato. Non riesco a gridare, ci provo, ma non riesco. Cerco mia madre, cerco mio padre, cerco Anna." L'incendio di quella notte gli ha sfigurato il volto e si è portato via tutto. Di quel Tommy bambino non è rimasta che l'ombra, l'unica cosa di cui gli altri non sembrano aver paura, provare ribrezzo. Da allora Tommy passa da una famiglia affidataria all'altra, su e giù per l'Italia. Ogni volta, però, insieme a lui arrivano le complicazioni. Del resto, se hai una faccia come la sua, non puoi "che essere un poco di buono, un delinquente, un ladro, un potenziale omicida". E poi la gente ha un bel dire che l'aspetto non conta. Magari andrà meglio stavolta, ora che è approdato in un paesino di provincia come ce ne sono milioni, rassicurante: "Case attaccate a case, palazzi che si strusciano con altri palazzi, e strade che ti ributtano sempre verso il centro casomai dovessi perderti". E che ad accoglierlo ci sono i Cotta, brave persone: madre avvocato, padre pompiere, un figlio diciassettenne suo coetaneo. Ma quando i guai li hai cuciti addosso c'è poco da fare. Succede così che, a poche ore dal suo arrivo, Tommy assista per caso a un rocambolesco tentativo di furto in un negozio e che venga arrestato da un ispettore di polizia in pattuglia che lo crede coinvolto, e che da quel momento gli darà il tormento. A scuola non va certo meglio, ma almeno lì c'è Sally, occhi scuri e l'aria di una "come di passaggio", che "un attimo c'è, un attimo dopo potrebbe non esserci". Conoscerla per Tommy è come tornare a respirare. Con lei accanto il futuro fa meno paura e tutto sembra possibile. Anche per lui. Se solo non fosse la nipote dell'ispettore che l'ha arrestato quella notte. E se solo quel tranquillo paesino a due passi da Asti in cui tutto sembra perfetto non nascondesse mostruosità che proprio lui si ritroverà, suo malgrado, a svelare. Con Brucio, Frascella sonda il labile confine tra giovinezza ed età adulta, tra ingenuità e colpa, tra la luce della purezza e l'ombra nera della corruzione. E ci regala un personaggio meravigliosamente complesso, negli eccessi così come nelle fragilità, strafottente e coraggioso nel suo tener testa a un destino che con lui – non c'è dubbio – ha picchiato veramente duro.

Ho ricevuto questo libro da Sara, addetta all’ufficio stampa dell’autore, che mi ha proposto questa lettura. La cover mi ha subito incuriosita, poi la trama ha fatto il resto. Solo una volta ricevuto il libro, leggendo la quarta di copertina ho scoperto che l’autore – torinese, poco più che quarant’enne – vanta al suo attivo numerosi romanzi - pubblicati da diverse ed importanti case editrici – tra cui Mia sorella è una foca monaca che voglio leggere praticamente da sempre.
Brucio è inserito nel genere young adult, uno di quei generi che normalmente spaventa il lettore un po’ “razzista”, quello che non leggerebbe mai un titolo facente parte di questa categoria perché destinata ad un pubblico di ragazzini. Ecco, in Brucio non c’è nulla che faccia pensare che sia un libro per ragazzi - se non il fatto che i due protagonisti lo siano – ma anzi credo sia proprio un libro adatto a tutti, appassionante a qualsiasi età. Lo stile dell’autore è maturo, la trama ben articolata e non banale, le emozioni tangibili.
Un libro che fin dalle prime righe risucchia il lettore in quel vortice che proprio il fuoco di cui parla genera. Da subito ci viene raccontato di quell’incendio, quello in cui un bambino di dieci anni si ritrova inghiottito, insieme alle sue speranze, ai suoi sogni, alla sua vita. È così che conosciamo Tommy ed il suo corpo bruciato. 
Un fisico deturpato da cicatrici indelebili. Brucia anche dentro Tommy, di una rabbia feroce che lo porta spesso a mettersi nei guai. Anzi, a volte sembra proprio che i siano i guai a cercare lui. Sfottuto dai compagni, guardato con orrore dagli adulti, ritenuto colpevole – sempre – senza diritto di replica a causa del suo aspetto. Un aspetto che anche lui fatica a riconoscere ed accettare.
Mi ero osservato allo specchio. Cuciture, ammaccature, carne viola andata a male, zero capelli e bruciature che salivano e scendevano sul mio corpo martoriato. Ero corso in bagno a vomitarmi persino l’anima.
Una vita sballottato tra famiglie affidatarie diverse, dopo che la sua di famiglia – madre, padre e sorellina – è stata annientata da quell’incendio che a dieci anni lo ha privato di tutto, anche della dignità, risparmiandogli però la vita, una vita che non sarà più la stessa, una vita che continuerà a farsi beffe di lui. Ogni volta un nuovo difficile inizio, ed ogni volta la storia è la stessa: adulti che quando posano gli occhi su di lui restano ammutoliti e voltano lo sguardo, coetanei che lo tengono alla larga e che lo deridono nei peggiori modi possibili, istituzioni che lo ritengono un pericolo per la quiete.
Un libro, questo, che entra nel profondo delle fragilità umane, che ci mostra il peggio e il meglio del nostro essere uomini.
La difficoltà di Tommy di mostrarsi agli altri annienta, l’emarginazione che subisce ferisce, la rabbia che prova sazia.
Un continuo vivere senza farlo realmente.
Finché Tommy incontra Sally, sola come lui. Derisa, allontanata, emarginata come lui. Annientata da demoni profondi che, a differenza di quanto avviene a Tommy, non emergono sulla sua pelle ma che sono altrettanto devastanti.
Sono loro i protagonisti di questa storia. Due ragazzi all’apparenza diversissimi, ma in realtà molto simili. Sally le scottature le ha tutte dentro; intricate, profonde, dolorose.
Bellissimo il rapporto che si crea tra loro - la bella e la bestia verrebbe da pensare – e che ci viene raccontato in modo coinvolgente dalla capacità narrativa dell’autore.
Un libro in cui la realtà non è quella che sembra, in cui i dolori di ciascuno se uniti possono smuovere mari e monti, in cui nessuna cattiveria può nulla sulla purezza dei sentimenti.
Interessanti anche i personaggi che arricchiscono la vicenda: Sterpa, il capo della polizia, colui che per tutta la lettura avrei voluto prendere a scarpate, un personaggio volutamente antipatico, gratuitamente crudele, che si integra perfettamente nella vicenda e nel ruolo che l’autore ha scelto per lui; i coniugi Cotta – pompiere lui, avvocato lei – famiglia affidataria in cui troviamo il Tommy diciassettenne che ci viene presentato; Andrea, figlio dei Cotta e leale amico per Tommy; Enrico, l’unico ragazzo che sembra accettare veramente Tommy andando oltre alla sua apparenza scomoda e molti altri meno presenti ma pur sempre importantissimi.
Anche l’ambientazione - che si muove tra l’Astigiano e il Torinese – è ben descritta, così ben descritta che probabilmente gli abitanti di quelle zone leggendo il libro potranno immaginarsi nei dettagli ogni spostamento dei nostri protagonisti.

Un libro che non annoia, in cui una tensione latente accompagna ogni pagina girata, in cui ogni emozione irrompe senza preavviso. Anche quando sapevo di aver capito quale fosse la conclusione della vicenda ho letto avidamente per capire come Frascella me l’avrebbe raccontata.
Un altro grandissimo lavoro di un autore italiano che ha il retrogusto delle opere degli autori d’oltreoceano e a cui spero venga dato il risalto che merita. Io nel mio piccolo non posso far altro che consigliarvelo, pregandovi di superare le riserve che potreste avere perché secondo me ne vale proprio la pena!
A me non resta altro da fare che procurarmi Mia sorella è una foca monaca, perché ora voglio proprio leggerlo!!! Voi lo avete letto?

VOTO: 



venerdì 1 luglio 2016

Vincitore Giveaway - Scrivere è un mestiere pericoloso di Alice Basso

Buon pomeriggio carissimi, come sapete ieri si è concluso il giveaway organizzato per permettervi di vincere una copia cartacea del libro Scrivere è un mestiere pericoloso di Alice Basso, gentilmente messa a disposizione da Garzanti. Come vi avevo comunicato ho provveduto ad inserire il vostro nominativo in ordine di commento sul sito random.org; quindi bando alle ciance… rullo di tamburi, squillino le trombe ecco lo screenshot dell’estrazione.


Il vincitore è: numero 19 - Alessandra Gulino


Complimenti, che culo! emmmm, molto fortunata Alessandra!!! Controlla la casella mail, c’è posta per te!!!!

Ringrazio tutti per la partecipazione, e spero di continuare a trovarvi qui, in questo mio angolino, anche in futuro perché le sorprese non finiscono mai!!! ;)