sabato 24 giugno 2017

Recensione #192 - Assissinio sull'Orient-Express di Agatha Cristie


Buongiorno lettori, oggi vi parlerò di un mostro sacro della letteratura gialla che io, e non dico quanto me ne vergogni, non avevo mai avuto il coraggio di leggere fino ad oggi. Per cominciare in bellezza mi sono buttata uno dei suoi libri più famosi - da cui hanno tratto film e telefilm - che tutti voi, almeno una volta, avrete sentito nominare. Si tratta Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie edito da Mondadori - pag. 238.


Sinossi: L'Orient-Express, il famoso treno che congiunge Parigi con Istanbul, è costretto ad una sosta forzata, bloccato dalla neve. A bordo qualcuno ne approfitta per compiere un efferato delitto, ma, sfortunatamente per l'assassino, tra i passeggeri c'è anche il famoso investigatore belga Hercule Poirot, al quale verranno affidate le indagini. Poirot, in effetti, risolverà il caso, non prima, però, di essersi imbattuto in una sensazionale sorpresa.

Un periodo, questo, ricco di scelte di lettura straordinarie per me! Oggi vi porto con me a fare un viaggio. Mettetevi comodi che partiamo. Faremo un viaggio affascinante. Partiremo con il Taurus Express alle 5 del mattino dalla Siria e precisamente dalla stazione di Aleppo direzione Istanbul, dove poi ci sarà la coincidenza per l’Orient Express. A farci compagnia ci sarà il famosissimo investigatore Hercule Poirot.
Quanto al Taurus non immaginatevi un treno chissà quanto grande, solo due vetture: un vagone letto e un vagone ristorante.
Anche l’Orient-Express è strutturato più o meno nello stesso modo: una vettura letto suddivisa in due - per far trovare spazio a posti di prima e seconda classe- e un vagone ristorante, ma ha anche delle vetture ordinarie a cui si aggiungeranno, durante il viaggio, vetture in arrivo da altre località. 
Sul primo treno cominciamo a conoscere alcuni dei personaggi che ritroveremo nell’intero libro ma il vero viaggio sarà quello sull’Orient-Express. Un viaggio apparentemente tranquillo fino alle 24.37 del secondo giorno quando, degli strani movimenti cominciano ad avvenire negli scompartimenti e soprattutto quando il treno si ferma, in mezzo al nulla, bloccato dalla neve in Jugoslavia. È mattina quando un viaggiatore del vagone letto Istanbul-Calais – un certo signor Ratchett – viene trovato morto nel proprio vagone letto, - pugnalato in dodici punti diversi - con la serratura chiusa dall’interno. Il viaggiatore è lo stesso che il giorno prima, conoscendo la fama di Poirot, gli aveva proposto di lavorare per lui per proteggerlo visto che aveva un nemico e si sentiva in pericolo. Tra la mezzanotte e le due del mattino è l’ora della morte ipotizzata da un medico presente, proprio l’orario in cui Poirot viene svegliato da strani movimenti e rumori poco lontani dal proprio scompartimento. Poirot viene convinto a prendere in mano le indagini in attesa che la polizia jugoslava raggiunga il convoglio.
Da questo momento ci troviamo a investigare insieme a lui spulciando nomi dei passeggeri, piantina del vagone letto e documenti di ogni tipo, nonché parlando con ogni singola persona potenzialmente informata sui fatti. L’inserimento della pianta della vettura-letto con l’abbinamento dei nomi ad ogni posto letto credo sia una chicca, che rende tutto più chiaro al lettore permettendogli di immaginare in modo preciso il luogo del delitto.
Con il suo stile incalzante l’autrice sa tenere alta l’attenzione del lettore che per tutta la lettura cercherà di scoprire l’assassino prima di Poirot, per quanto mi riguarda senza grandi risultati. Ogni passeggero ci sembrerà un possibile colpevole e ascoltando ognuna delle loro voci potremo aumentare o diminuire i nostri sospetti. Il culmine avviene ovviamente con la soluzione del delitto che appare geniale e ben congegnata. Ovviamente io non ci avevo capito nulla e solo Poirot ha potuto aiutarmi.
Un libro, questo, scritto nel 1934 in cui non c’è nulla che potrebbe essere definito vecchio e questa credo sia la grande caratteristica dell’autrice: anticipatrice dei tempi ma ancora attuale sia come stile che come storia dopo quasi un secolo.

Le pagine scorrono velocemente grazie anche ai numerosi dialoghi necessari ai fini degli interrogatori ed io mi sono trovata ad essere completamente travolta dall’indagine e dalla voglia di scoprire.
Lo stile è semplice e pulito ma capace di far emergere ogni singola caratteristica – fisica e comportamentale – dei tantissimi personaggi che arricchiscono la storia.
Particolare nello svolgimento è secondo me il personaggio di Bouc, uno degli amministratori della compagnia dei vagoni-letto che fa un po’ da grillo parlante pessimista. Per tutta la lettura, l’ho trovato affine a me nella mia parte di lettrice: mentre Poirot si muove con sicurezza e scopre dettagli su dettagli lui, palesemente, dice di non riuscire a capirci nulla e si fa abbagliare da indizi di poco conto.
Il testo è diviso in parti den distinte tra loro: i fatti, le deposizioni, le meditazioni di Hercules Poirot. La schematizzazione è sicuramente una delle caratteristiche che più salta all’occhio e che permette di non perdere il filo durante tutta la lettura.
Interessante la parte in cui la Christie fa un chiaro riferimento proprio al libro che il lettore ha per le mani:
Ah! - sospirò. - Se almeno avessi la penna di Balzaci Descriverei questa scena... - E con un gesto circolare accennò intorno.
- È un'idea - convenne Poirot.
- Vero? Non credo che sia già stato fatto; e tuttavia c'è lo spunto di un romanzo, qui. Persone di diverse classi sociali, diverse nazionalità e diversa condizione, che per tre giorni, estranee fra loro, devono stare raggruppate insieme.
Mangiare e dormire sotto lo stesso tetto, per così dire, senza potersi allontanare troppo l'una dall'altra. E dopo tre giorni si separeranno, ognuno andrà per la sua strada e non si rivedranno più, probabilmente.
- Provi inoltre a pensare se accadesse un incidente - disse Poirot.
- Ah, no, amico mio...
- Certo, dal suo punto di vista non c'è da augurarsi una simile evenienza, ma proviamo per un attimo a pensarci. Per esempio, se tutta questa gente avesse in comune... la morte.
All’ideatore del Grande Fratello dico: non hai inventato nulla che questa autrice non avesse già ideato. Ecco, però se gli autori volessero prendere spunti - visti i personaggi che normalmente partecipano al famoso reality televisivo - un omicidio all’interno non ci starebbe male ahahahhahaha
A parte gli scherzi, concludo questo mio pensiero dicendo che ora capisco perché Agatha Christie è ritenuta una delle più grandi, se non la più grande in assoluto, scrittrice di gialli di sempre.
Credo che a breve tornerò a leggerla.
E voi, quali o quanti libri di questa autrice avete letto? Siete degli appassionati o, come me, avete sempre avuto paura di affrontarla?


VOTO: 



18 commenti:

  1. L'ho comprato a poco prezzo qualche sabato fa, in previsione del film in uscita sotto Natale. Non vedo l'ora! :)

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  2. Agatha è la scrittrice di gialli più brava per me. Questo libro è grandioso.

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    1. Sono rimasta veramente impressionata che mi abbia coinvolto così tanto nella lettura! Bello! Poi farò anche la conoscenza di Miss Marple

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  3. Non ho potuto resistere al richiamo! Che bello trovare una recensione di un libro della regina del giallo. Credo di averli letti tutti: tra i 13 e i 18 anni la leggevo in modo compulsivo. Da giovane amavo Miss Marple, ma con il tempo mi sono affezionata di più a Miss Marple...anche se in quello che considero il suo capolavoro non compaiono. Benvenuta tra noi estimatori: tanti bei libri ti attendono.
    Ciao da Lea

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    1. Ops il caldo. Da giovane amavo Poirot, ora Miss Marple. ;-)

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    2. Qual è quello che consideri il suo capolavoro? Che prendo nota! ;)

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    3. Direi dieci piccoli indiani, ma ricordo con affetto tanti suoi libri a partire da L'assassinio di Roger Ackroyd che all'epoca aveva suscitato polemiche. Forse non amo tanto quelli ambientati non in Inghilterra (Assassinio sul Nilo ecc.), ma solo perché preferisco le atmosfere inglesi. Vorrei rileggerli, ma ricordo ancora tutti gli assassini. ;-)
      Lea

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  4. Provo a indovinare qual è il capolavoro secondo Lea...: Dieci piccoli indiani? :-)

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    1. Dieci Piccoli indiani è uno di quelli che ho in mente di leggere anche perché secondo me devo averlo letto da ragazzina ma non ne sono sicura! ;)

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  5. Anche io come te ero restia a leggere Agatha Christie ma un'amica mi ha consigliato proprio questo romanzo e me ne sono innamorata:)
    Un saluto,
    Destino di Carta:)

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    1. Io sono andata a caso - in base alla fama di questo libro - e mi è andata bene! ;)

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  6. Ciao Daniela,
    Come resistere a Poirot e Miss Marple? Anch'io negli anni che furono ne lessi tanti, ora dell'uno ora dell'altra. Ma sicuarmenti non tutti. E qualche volta non disdegno la lettura, quando capita... unIco vincolo, come diceva Lea, non rilettura, perchè sono talmente unici che l'assassino te lo ricordi per sempre!! 😂😂

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    1. A me a volte piace rileggere i gialli sapendo l'assassino per notare maggiormente i piccoli indizi disseminati qua e là! ;)

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  7. Salve! Io di Agata ancora nulla forse, oppure ne ho letto uno? Non mi ricordo.comunque cinque. Allora è da leggere!

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    1. Parti sister! Prendi l'Orient Espress e scopri questo giallo straordinario! ;)

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