martedì 27 giugno 2017

Recensione #193 - Confessioni audaci di un ballerino di liscio di Paola Cereda

Buongiorno, eccomi di nuovo qui con una recensione. Sono quasi spaventata da questa sfilza di letture meravigliose in cui mi sto ritrovando nell'ultimo periodo. Chi mi conosce sa che non sono solita dare il massimo dei voti facilmente quindi, se ultimamente ne state vedendo tanti capirete che sono letture che mi hanno proprio conquistato, sia emotivamente che a livello di contenuti.
Questa premessa per perlarvi di Confessioni audaci di un ballerino di liscio di Paola Cereda, edito da Baldini & Castoldi- che ringrazio per la copia - pag. 201.

Sinossi: Il Sorriso dancing club, la balera più famosa del Polesine, compie cinquant'anni. Il suo proprietario, Frank Saponara, organizza una grande festa di compleanno alla quale partecipa l'intera comunità di Bottecchio sul Po. Frank è un ballerino di liscio che ha avuto tante donne quante sono le mazurche che ha ballato, ma quelle che hanno segnato la sua carriera sentimentale sono tre: Ivana, il suo primo amore, Kristelle, una star del porno, e Barbara, musicista e cantante. La sera del compleanno del Sorriso le tre donne si ritrovano sulla stessa pista mentre, poco distante, nella golena di Ca' Silente, Vladimiro Emerenzin, amico di Saponara e poeta di paese, muore in strane circostanze. Tra le sue dita, un biglietto della festa alla quale non ha partecipato e una parola scritta a matita. Frank è chiamato a dare un senso a quell'ultimo messaggio e scopre che la vita è come il liscio: si balla in due e bisogna andare a tempo.

Come non amare questo libro? Per me è stato impossibile. Forse condizionata da un passato che conservo nel mio cuore in modo prezioso, non lo so, ma si da il caso che questo romanzo ha saputo toccarmi dentro in modo indelebile.
Nei ringraziamenti finali Paola Cereda scrive: "Ogni libro è un viaggio, questo più che mai." Io confermo che anche per me questo libro è stato più che mai un viaggio, un viaggio nei ricordi di una ragazza poco più che maggiorenne, nelle pieghe di un amore nato per caso durante una serata di liscio, di un amore continuato durante lezioni e gare di liscio, di un amore lungo più di venti anni. Un amore, quello che ti cambia e che ti fa pensare che tutto sia possibile. Ora quell'amore è diventato mio marito e, nonostante ora non ci lanciamo più nel ballo come una volta, il nostro esserci incontrati così resta un ricordo romantico e, se vogliamo, rivoluzionario. Si sa, il liscio è considerato un ballo per vecchi, quindi il nostro amarlo da ragazzi ci faceva sembrare, agli occhi dei nostri coetanei, quantomeno un tantino strani. 
Frank Saponara, la balera Il sorriso dancing club e tutti i suoi frequentatori mi hanno catapultato nuovamente in quel mondo, fatto di attese, giri di pista, conoscenze di ogni genere, corpi vicini - a volte anche troppo quando il cavaliere marpione di turno ci provava -, di walzer, polche e mazurke. Un mondo che l'autrice sa descrivere talmente bene in tutte le sue sfaccettature da sapermi strappare spessissimo grandi sorrisi.
L'aver ambientato la vicenda nel Polesine, avendo spesso introdotto delle parti in dialetto veneto, non ha fatto altro che far accentuare ancora di più quei sorrisi.
La storia è apparentemente molto semplice. È il compleanno del Sorriso - cinquant'anni - e anche dell'attuale proprietario della balera, Frank Saponara. La grande serata sembra essere destinata ad un grande successo se non fosse per dei personaggi arrivati senza invito - che non poco hanno a che fare con il passato di Frank - e per il ritrovamento, dopo la serata, del corpo di Vladimiro Emerenzin - considerato il matto del paese - sulla spiaggia in cui da tempo viveva. Tra le mani dell'Emerenzin un biglietto di invito alla festa su cui dietro lo stesso ha appuntato una parola:"Afrore".
La scoperta della morte porta Frank - che all'Emerenzin doveva il suo essere uomo - a ripercorrere la propria vita cercando di decifrare il messaggio che l'amico potrebbe aver lasciato.
Entriamo così nei ricordi di Frank, un uomo istruito dal padre al rigore del liscio di una volta, quello in cui tango, cha cha cha e balli di gruppo non venivano contemplati, un uomo che in realtà forse uomo non lo è diventato mai, perchè attaccato ancora a quella casa e a quel letto in cui dormiva da quando era bambino. Amante delle donne e del sesso, non ha mai messo la testa a posto e si ritrova a cinquantanni a fare le somme di una vita trascinata tra le proprie abitudini e la sicurezza di una famiglia.
L'autrice riesce, attraverso gli occhi di Frank, a dare una caratterizzazione accurata a tutti i personaggi che calcheranno la pista da ballo e non solo. Ne svelerà al lettore i segreti, i pregi, i difetti e soprattutto gli odori; quegli odori che caratterizzano ognuno di noi e che restano impressi nella nostra mente per sempre.
Quante volte ritrovando un odore particolare siamo stati portati a ricordare una nonna, una zia, un amore che era ma che non è più? Questo fa Frank, ripercorre gli odori della sua vita e, attraverso questi, le persone più o meno importante che la hanno caratterizzata. E forse grazie a questi odori troverà la sua strada.
In più parti mi sono ritrovata a sottolineare passaggi che mi hanno emozionata o che mi hanno fatto ricordare qualcosa o qualcuno, e tutto questo attraverso parole non eccessivamente ricercate ma scritte, si percepisce, di pancia; da chi certe cose le ha provate e vissute ed è capace di trasmetterle agli altri.
Ho adorato ogni singolo personaggio di questa storia, perchè credo di aver incontrato ognuno di loro - o almeno la loro copia - nei miei anni vissuti tra balere e circolini.
 Attorno a noi la giovane ballava con il vecchio, il grassone con la tazzina, il pelato con la svampita, la stanga con l'adolescente. Le coppie partivano alla conquista del loro metro quadrato, due passi a destra e due a sinistra, ed era tutto un incollarsi di camicie e gomiti e petti e sguardi in quel luogo così speciale che è la pista, dove la vita rinuncia a presentare il conto, anche per una sera soltanto.
C'è sempre la coppia con una differenza di età pronunciata; la coppia che non va a tempo ma nonostante tutto, in due, non sbagliano un passo - come se vivessero in un mondo musicale tutto loro, mi verrebbe da dire -; la coppia che fa scuola di ballo e crede di poter occupare la pista con evoluzioni esagerate e fuori luogo; la coppia in cui a guidare è la donna, perchè l'uomo è troppo molle o la dama è troppo generale; la coppia di vedovi che magari prima della morte dei rispettivi consorti non uscivano neanche per andare al supermercato da quanto si sentivano vecchi e stanchi; la coppia con uno dei due in abbondante sovrappeso che però balla librandosi sulla pista come fosse un libellula; insomma, ce ne sono per tutti i gusti come, per tutti i gusti, ne troverete in questo libro. Dovrete solo prenderlo in mano, mettervi comodi, sentire il tempo e farvi condurre da questa autrice che non conoscevo ma che ora passa di diritto tra quelle di cui voglio leggere tutto.  
Voglio lasciarvi con alcuni dei passaggi che più ho amato e che, spero, potranno farvi decidere di correre a leggere questo romanzo.
Ne sono certo, i suoi occhi brillavano nel rivedere momenti che riguardavano anche me e che io non sapevo di aver vissuto. Ci sono persone che abbiamo sfiorato e che non sappiamo di avere trasformato.
Ognuno di noi dovrebbe accumulare fotogrammi necessari alla sopravvivenza, scatti che restano nella mente come scorte di piacere che fanno dell'esistenza un passaggio straordinario, nonostante il dolore e i nostri corpi destinati a marcire.
La vita non ti dà tutto ciò che desideri, mi spiegava, mostra le portate e dice questo te lo do e questo te lo nego, sta a te scegliere se campare con la certezza di una mancanza oppure con l'idea che ci sia qualche cosa di buono verso il quale andare. Più delle risposte giuste, per l'Emerenzin contavano le domande utili.
A volte una persona ci occupa i pensieri e se ne sta lì, attaccata al quotidiano, per farcelo perdere di vista. È una distrazione, un nome proprio dato a un desiderio astratto. Ma non è amore, l'amore è differente.
Andrei avanti per pagine e pagine ma mi rendo conto già così di essere andata un po' troppo lunga con questa recensione. Spero mi perdonerete ma non potevo non dedicare a questa piccola chicca lo spazio che credo meriti. Paola Cereda mi ha riportato in un mondo che con il passare del tempo avevo accantonato in un angolino del mio cuore; ha saputo prendere quel mondo e riportarlo a pulsare con tutte le meravigliose emozioni che mi ha regalato. Difficilmente scorderò Frank e gli altri bislacchi, quanto esageratamente veri, personaggi di questo libro.
Ora, se vi ho incuriosito almeno un po', correte a leggerlo e poi, mi raccomando, tornate a dirmi se anche a voi ha fatto l'effetto che ha fatto a me!

VOTO: 



8 commenti:

  1. Ciao Dany! È bellissimo quando un libro fa rivivere dei ricordi preziosi che custodiamo nel cuore, e la tua recensione è venuta fuori davvero bene grazie a questo! Mi hai incuriosita tantissimo e messo voglia di conoscere un mondo, quello del ballo, da cui mi sono sempre tenuta lontana (visto che sono un legno!)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Nadia, per quanto mi riguarda è molto più semplice scrivere quando un libro mi colpisce così nel profondo!
      Il mondo del ballo è vario, colorato, caloroso, divertente e soprattutto bislacco! È un mondo dove tutto è possibile, anche per chi è un legno!! ;)

      Elimina
  2. Piaciuto, come tutti i libri di Paola.
    E' una gran bella persona, e si sente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per me è il primo ma non sarà l'ultimo!

      Elimina
  3. Un'autrice che devo recuperare!
    Ciao da Stefi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se tutti i suoi libri sono così credo proprio di sì! ;)

      Elimina
  4. Sembra davvero una lettura affascinante! E questa tua bella recensione mi ha incuriosita molto :)

    P.S. il tuo blog è molto interessante, complimenti!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me ha proprio affascinato!
      Grazie per i complimenti e benvenuta! :)

      Elimina