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martedì 3 novembre 2015

Chiacchiere, chiacchere bla, bla, bla... #10 - Speciale Bookcity 2015



Buongiorno lettori, e buon martedì. Come state? Io sto passando un periodo strano, in cui faccio fatica ad aggiornare costantemente il blog, in cui mi ritrovo ad accumulare cose da fare e poi a passare pomeriggi interi a cercare di tirarmi in pari. Infatti è da qualche giorno che avevo intenzione di scrivere questo post ma, devo essere sincera, mi è mancata la volontà. Ora eccomi qui, a cercare di rimediare.
Come praticamente tutti saprete il week end del 25 ottobre si è svolto a Milano il Bookcity ed io anche quest’anno, per fortuna, sono riuscita a partecipare. Certo, direte voi, è a Milano e tu abiti a soli 30 minuti dalla città. Avete ragione, ma questa manifestazione, per quanto la adori, ha il bruttissimo difetto di essere troppo breve – il grosso si concentra nel week end pur cominciando il giovedì e finendo la domenica – e di essere troppo dispersiva, non permettendo di godere delle numerosissime presentazioni che si tengono spesso ai poli opposti della città. Quindi ogni anno la stessa storia, sto in ballo una giornata per poi magari riuscire a vedere come è successo questa volta, solo due eventi. Mi accontento per carità, però mi innervosisce anche sapere di avere una possibilità del genere e sprecarla.
Ma smetto di sproloquiare a ruota libera e vi lascio con la mia cronaca di un week end al Bookcity.


Quest’anno avevo un punto fisso, volevo assistere alla presentazione del libro Amedeo, je t’aime di Francesca Diotallevi per – finalmente – abbracciare l’autrice e conoscerla di persona dopo tre anni di conoscenza virtuale. Se vi foste persi la mia recensione la potete trovare cliccando qui.
Armata di libro da autografare e accompagnata dalle mie amiche di sempre - Alessandra e Federica che accolgono sempre con entusiasmo le mie proposte di uscite letterarie - mi sono recata alla Mondadori in zona San Babila. La presentazione è stata un successo, Francesca ha ammaliato i presenti con i racconti delle sue ricerche effettuate per la stesura del libro e con le sue letture di parti del romanzo. Ho rivissuto le atmosfere che già avevo conosciuto leggendo la storia di Amedeo e Jeanne ed ho avuto nuovamente l’impressione di passeggiare per Parigi in una giornata di inverno, con la neve che mi si posava sul viso.
La cosa che ricorderò di più di quel pomeriggio è l’abbraccio che finalmente Francesca ed io abbiamo potuto scambiarci e che vale più di qualsiasi altra parola avremmo potuto dire. Ho trovato la ragazza umile e alla mano che conoscevo anche se solo virtualmente. Una persona vera che nonostante abbia raggiunto traguardi importantissimi e soprattutto meritati dimostra di non essersi montata la testa ed accoglie i suoi lettori come se li conoscesse da sempre.
Per chi non conoscesse l’autrice ricordo che dopo aver pubblicato Amedeo, je t’aime, con Mondadori
Electa, suo secondo lavoro dopo Le stanze buie edito da Mursia – recensione qui -, ha anche vinto il Premio Neri Pozza sezione giovani e presto il suo nuovo romanzo sarà pubblicato con quella prestigiosa casa editrice .

Quindi cosa aspettate? Correte a comprare i suoi libri!

Finito l’incontro in zona Duomo ci siamo spostate a piedi al castello – schivando orde di ragazzine piangenti che rincorrevano una macchina con dentro non abbiamo capito chi, sfidando una folla assurda che ci trasportava in galleria anche senza muovere un piede (ma non dovevano essere tutti all’Expo???) - per assistere ad un evento che mi interessava particolarmente: La banda gialla. Protagonisti Marco Malvaldi, Antonio Manzini, Gaetano Savatteri e Giampaolo Simi - tutti giallisti editi da Sellerio -  moderati da Danilo di Termini.. Devo dire che conoscevo due autori su quattro; di Malvaldi ho letto il primo libro, di Manzini ho qualcosa di pronto sul kindle mentre gli altri due mi erano ignoti. Questo incontro è stato un po’ una delusione, non tanto per i protagonisti – perché sono persone sempre pronte alla battuta e molto divertenti - ma per la sala che ospitava la presentazione: bellissima, meravigliosa e particolare sala ipogea del castello sforzesco probabilmente perfetta per ospitare una mostra ma assolutamente sbagliata per far parlare persone ad un microfono. Si capiva una parola su cinque e stare al passo con cinque persone che interagivano sul palco è stata veramente dura. Mettiamoci inoltre che il moderatore è stato un poco superficiale soffermandosi con gli autori su alcuni temi presenti nei loro ultimi libri ma non dicendone mai neanche il titolo. Abbiamo quindi assistito ad un excursus di personaggi poco e mal collocati nel discorso che poteva essere comprensibile solo a chi conosceva gli stessi da molto tempo.
In ogni caso esserci è servito perché sono rimasta affascinata da Cosa resta di noi, il libro di Giampaolo Simi e dal suo modo di raccontarlo infatti cercherò di procurarmelo al più presto; impatto opposto invece per Savatteri che credo non leggerò neanche sotto tortura…ah forse non si dice… e vabbè ormai l’ho detto.

Questi i due incontri cui sono riuscita a partecipare sabato stando fuori di casa dalle 13.30 alle 20.00, capite che speravo in qualcosa di più!
Domenica invece ho approfittato della mattina per portare mio figlio ad un incontro per bambini in un teatro dove però si è un po’ annoiato. E vabbè capita anche questo! Il pomeriggio purtroppo avevo un impegno cui non potevo assolutamente mancare quindi non sono riuscita ad andare neanche ad un incontro, nonostante ce ne fossero un paio cui avrei voluto partecipare.
E con questo il mio resoconto del Bookcity 2015 si chiude qui. Voi ci siete stati? Cosa siete riusciti a vedere? Sono curiosa di capire se sono io che non sono capace di organizzarmi oppure se tutti trovate le mie stesse difficoltà.
 



Questi i due incontri cui sono riuscita a partecipare sabato stando fuori di casa dalle 13.30 alle 20.00, capite che speravo in qualcosa di più!
Domenica invece ho approfittato della mattina per portare mio figlio ad un incontro per bambini in un teatro dove però si è un po’ annoiato. E vabbè capita anche questo! Il pomeriggio purtroppo avevo un impegno cui non potevo assolutamente mancare quindi non sono riuscita ad andare neanche ad un incontro, nonostante ce ne fossero un paio cui avrei voluto partecipare.
E con questo il mio resoconto del Bookcity 2015 si chiude qui. Voi ci siete stati? Cosa siete riusciti a vedere? Sono curiosa di capire se sono io che non sono capace di organizzarmi oppure se tutti trovate le mie stesse difficoltà.

mercoledì 7 ottobre 2015

Recensione #86 - Amedeo, je t'aime di Francesca Diotallevi

Buongiorno lettori e buon mercoledì. Oggi torno con una recensione di un libro di un'autrice che confermo di amare alla follia: Amedeo, je t'aime di Francesca Diotallevi edito da Mondadori Electa, 247 pagine. Questo post era già in programma per oggi e, come si suol dire, cade a fagiolo visto che ieri in serata ho ricevuto una notizia splendida ed emozionante che riguarda proprio questa scrittrice. Francesca Diotallevi ha infatti vinto il Premio Neri Pozza nella sezione giovani con un romanzo inedito che presto sarà pubblicato proprio con quella prestigiosa casa editrice. Lo dicevo che questa ragazza farà strada! BRAVA FRANCESCA!!!! Ora se non avete ancora letto nulla di suo vi esorto a rimediare perchè, ne sono sicura, non rimarrete delusi. Il libro vincitore del premio sarà il suo terzo, dopo Le stanzie buie - il suo lavoro di esordio, recensione qui - e dopo Amedeo, je t'aime con cui ha confermato la sua bravura di scrittrice.
Basta con le chiacchiere, vi lascio al mio pensiero! 

Trama: Parigi, 1917. Jeanne Hébuterne ha solo diciannove anni quando, a una festa di Carnevale, incontra il pittore Amedeo Modigliani. Soprannominato Maudit, maledetto, Modigliani è conosciuto nel quartiere di Montparnasse per lo stile di vita dissoluto e il carattere impetuoso, oltre che per i malinconici ritratti dagli occhi privi di pupille che nessuno vuole comprare. Lei, timida aspirante pittrice con le ali tarpate da una rigida famiglia cattolica, non può fare a meno di sentirsi finalmente attratta da quest'uomo bello e povero, che sembra vivere di sogni apparentemente irrealizzabili e affoga dolori e frustrazioni nell'alcol e nella droga. Per lui lascia ogni cosa, mettendo da parte le proprie aspirazioni, e si trasforma in una compagna fedele e devota, pronta a seguirlo ovunque, come un'ombra, anche oltre la soglia del nulla. Struggente e tormentata, la loro storia scardinerà ogni convenzione, indifferente a regole e tabù, lasciandosi guidare dall'unica legge a cui non ci si può sottrarre: quella del cuore. Amore e morte si mescolano, in questo romanzo, alla passione che anima il cuore di un artista, al desiderio di riuscire ad afferrare una scintilla di infinito.

Avevo altissime aspettative per questo nuovo libro perché ritengo Francesca un’autrice capace di prendere il lettore per mano e portarlo ovunque lei voglia.
Questa volta ha deciso di portarci nella vita vera di quel grande maestro che è stato Amedeo Modigliani, romanzando la storia d’amore tra lui e Jeanne Hébuterne. Mi ha subito attratto questa scelta perché, avendo fatto il Liceo Artistico, subisco il fascino degli artisti, delle loro vite spesso turbolente e maledette. Devo ammettere che, prima di buttarmi in questa lettura, conoscevo pochissimo della vita di Modigliani ed ora che l’ho finita vorrei saperne ancora, e ancora, e ancora.
Una storia d’amore dicevo, di quelle travolgenti, totalitarie, annientanti. Difficile stare al fianco di un uomo così complicato, dedito all’alcol, amante delle belle donne, incapace di trovare un suo posto del mondo.
Jeanne è poco più che una ragazzina quando subisce il fascino di questo pittore italiano che tutti a Parigi guardano con diffidenza. Nonostante i 14 anni di differenza, dal suo primo sguardo Jeanne diventa sua e si innamora di lui. L’amore che lei prova la porta ad abbandonare ogni sua precedente ambizione, ad allontanarsi da ogni sua amicizia, a mentire ripetutamente alla sua famiglia. 
Non volevo sentirmi in colpa per un peccato che non avevo ancora commesso ma c’era qualcosa, nel modo in cui Modigliani mi guardava, nei suoi stessi occhi, che mi portava a pensare che, se ne avessi avuto la possibilità, avrei trasgredito qualunque regola. C’era, nel modo in cui mi guardava, la promessa dell’impossibile, e avrei mentito a me stessa se avessi negato che avevo sentito quel richiamo fin dal primo momento in cui il suo sguardo si era posato su di me.
Gli anni sono quelli della prima guerra mondiale, in una Parigi segnata dalla partenza degli uomini al fronte e dalla difficoltà di reperire molti generi di prima necessità.
Francesca conferma con questo libro la sua bravura di narratrice. Come nel libro precedente ha saputo immergersi completamente nel periodo storico in cui la storia è ambientata, utilizzando uno stile consono e raffinato. Non credo sia facile partire da una storia vera e conosciuta a molti – soprattutto alla critica – e crearne un romanzo che sia in grado di coinvolgere totalmente il lettore, facendogli prendere le sembianze di uno o dell’altro personaggio.
La storia è narrata in prima persona da Jeanne, è quindi il suo pensiero che più di tutti conosceremo, il suo punto di vista di donna innamorata, il suo amore totalitario, il suo quasi uniformarsi al suo uomo prendendone anche lo stile artistico. Se la Jeanne ragazzina dipingeva paesaggi e ritratti il più possibile simili al vero, la Jeanne innamorata comincia a dipingere occhi neri e profondi, rappresentati senza pupilla per dare il senso della profondità dell’anima, proprio come il suo Modì – soprannome di Modigliani, dal francese maudit, maledetto – ama fare.
La bravura dell’autrice è quella di farci vestire spesso i panni di Amedeo nonostante la narrazione sia sempre dal punto di vista della donna e, credetemi, ho potuto vedere con i miei occhi – così come era successo leggendo Le stanze buie – tutti i luoghi che nel libro vengono raccontati, tutte le persone che ruotano attorno alla vicenda, tutte i quadri che Amedeo ha dipinto.
Ho sentito la puzza di alcol e tabacco dei loro baci, la passione delle loro notti d’amore, ho sofferto della sofferenza di Jeanne davanti ai tradimenti, ho dipinto nella stanza dell’Accademia insieme a tutti i più famosi pittori di Parigi. Questo è il dono di Francesca, rende reale tutto ciò che scrive e credo sia una dote molto rara. Con la sua maestria ha provato a trovare una spiegazione ed una sorta di giustificazione ai gesti sconsiderati che Jeanne ha fatto per amore, diventando totalmente dipendente da quello che, nonostante fosse il padre dei suoi figli, non divenne mai suo marito. Anche sapendo come sarebbe finita la vicenda, sono riuscita ad assaporare ogni momento, bramando lo scorrere delle pagine per sapere tutto su questa coppia così chiacchierata.
Un libro che consiglio assolutamente! Se volete maggiori informazioni potete dare una sbirciata al blogtour - qui - cui ho partecipato, insieme ad altri blogger, per l’uscita del romanzo. 
Conoscete questa autrice? Se la risposta è no, non indugiate oltre e correte a comprare e leggere i suoi meravigliosi libri. Io intanto aspetto il prossimo!!! Vista la vittoria del premio Neri Pozza spero di non dover aspettare molto!!

VOTO: 


giovedì 17 settembre 2015

BibliOmaggi #6

Ciao a tutti, rieccomi qui con voi per mostrarvi i libri che mi sono stati inviati in omaggio dalle Case Editrici o dagli autori. Settembre è un momento ricco per le pubblicazioni ma io non ho voluto strafare richiedendo più libri di quelli che riuscirei a leggere quindi ecco qui le mie scelte!
  • Amedeo, je t'aime di Francesca Diotallevi edito da Mondadori Electa, 247 pagine. Data pubblicazione: 15 settembre 2015. Ringrazio la casa editrice per avermi spedito il cartaceo. Il mio blog ha inoltre partecipato al blogtour per la presentazione in esclusiva ai lettori di questo libro. Se ve lo siete perso cliccate qui.
Trama: Parigi, 1917. Jeanne Hébuterne ha solo diciannove anni quando, a una festa di Carnevale, incontra il pittore Amedeo Modigliani. Soprannominato Maudit, maledetto, Modigliani è conosciuto nel quartiere di Montparnasse per lo stile di vita dissoluto e il carattere impetuoso, oltre che per i malinconici ritratti dagli occhi privi di pupille che nessuno vuole comprare. Lei, timida aspirante pittrice con le ali tarpate da una rigida famiglia cattolica, non può fare a meno di sentirsi finalmente attratta da quest'uomo bello e povero, che sembra vivere di sogni apparentemente irrealizzabili e affoga dolori e frustrazioni nell'alcol e nella droga. Per lui lascia ogni cosa, mettendo da parte le proprie aspirazioni, e si trasforma in una compagna fedele e devota, pronta a seguirlo ovunque, come un'ombra, anche oltre la soglia del nulla. Struggente e tormentata, la loro storia scardinerà ogni convenzione, indifferente a regole e tabù, lasciandosi guidare dall'unica legge a cui non ci si può sottrarre: quella del cuore. Amore e morte si mescolano, in questo romanzo, alla passione che anima il cuore di un artista, al desiderio di riuscire ad afferrare una scintilla di infinito.

  • Un giorno come un altro di Filippo Venturi edito da Pendragon, 221 pagine. Data pubblicazione: 13 maggio 2015. Ringrazio l'autore per avermi spedito il cartaceo. Un libro che mi ha incuriosito da subito per la trama e per il richiamo al famosissimo dipinto La ragazza con l'orecchino di perla. Ho letto questo libro non appena mi è arrivato e mi è piaciuto moltissimo! A breve la recensione.
Trama: Bologna, 2014: la mostra "Il mito della Golden Age", che espone, tra gli altri, il celeberrimo dipinto di Vermeer "La ragazza con l'orecchino di perla", è nel suo pieno svolgimento. Grazie a un'incredibile serie di circostanze favorevoli, Martino, meccanico spiantato dedito ai furti di cerchioni, in una tranquilla serata di maggio riesce a intrufolarsi a Palazzo Fava, sede dell'esposizione, e a entrare in possesso del quadro. Parte così la storia del furto del secolo che, tra ricerche disperate e strampalate richieste di riscatto, vede protagonisti ladri dal cuore buono e funzionari tutt'altro che ineccepibili, in un crescendo di colpi di scena che porteranno a un finale inaspettato...

  • Florence Gordon di Brian Morton edito da Sonzogno, 320 pagine. Data pubblicazione: 17 rettembre 2015. Ringrazio la casa editrice per avermi spedito l'ebook.
Trama Florence Gordon ha settantacinque anni e vive a Manhattan. Femminista ebrea divorziata, scrittrice scorbutica, attivista testarda e orgogliosa, detesta la maggior parte delle cose che la gente trova piacevoli e ama mettere gli altri in difficoltà. Mentre è alle prese con la sua settima fatica, un libro di memorie, un articolo del «New York Times» la definisce “patrimonio nazionale”, catapultandola sotto le luci della ribalta e obbligandola a superare quel fi lo spinato che aveva eretto intorno a sé. La situazione precipita quando i suoi “cari” si trasferiscono da Seattle a New York: il figlio Daniel (che ha snobbato le orme letterarie dei genitori per diventare poliziotto), la nuora Janine (psicologa, pronta ad avere una relazione con il suo capo) e la nipote Emily (che sta cercando di capire cosa fare di una problematica storia d’amore). Tra i quattro, giorno dopo giorno, si intreccia una commedia irresistibile, all’insegna di una crudele sincerità ma anche di una sorprendente complicità emotiva. L’anziana signora, i cui corrosivi commenti sono una sorta di “versione di Barney” al femminile, non risparmia niente e nessuno. E forse proprio per questo i personaggi che la circondano (e i lettori di questo libro) finiranno per affezionarsi a lei e non poter più fare a meno della sua voce - See more at: http://www.sonzognoeditori.it/component/marsilio/libro/4542606-florence-gordon?eprivacy=1#sthash.nAgLXxml.dpuf

  • Io non ti conosco di S.J Watson edito da Piemme, 456 pagine. Data pubblicazione: 08 settembre 2015. Ringrazio la casa editrice per avermi spedito l'ebook. Ero così curiosa di leggere questo libro - in quanto si tratta del secondo lavoro dell'autore che io avevo conosciuto con Non ti addormentare, la mia recensione qui - che l'ho cominciato durante un seminario di aggiornamento professionale ed ora sono già oltre la metà! E' una droga!
TramaJulia Plummer ama suo marito. ma è ossessionata da un uomo che nemmeno conosce. E’ una madre affettuosa. eppure ha messo in pericolo suo figlio. Crede di sapere quello che fa, ma sta perdendo il controllo.,sta vivendo due vite. Potrebbe perderle entrambe…
Da quando sua sorella Kate è morta, aggredita a Parigi da uno sconosciuto, la vita di Julia Plummer non è più la stessa: la stabilità che si era conquistata è in pericolo, e lei sente il richiamo del suo vecchio insidioso nemico, l’alcol. L’unica persona con cui Julia può parlare di Kate è Anna, la coinquilina di Parigi, la persona che forse conosceva Kate meglio di tutti. È lei a confidarle una cosa che nessuno sa: Kate si divertiva a vivere mille vite. Andava on-line fingendosi una persona diversa ogni volta, conosceva uomini, li incontrava. Così, Julia non resiste alla tentazione e, usando le credenziali della sorella, decide di provarci anche lei, e vivere per una volta la vita, almeno quella virtuale, di Kate, per capire cosa può esserle successo. È così che, protetta dal nome falso di Jayne, Julia contatta Lukas, uno degli ultimi amanti di sua sorella. All’inizio, lo tratta con sospetto, poi pian piano tra i due nasce qualcosa che Julia scambia per amore. Finché, quando Lukas comincia a cambiare, Julia sarà costretta a domandarsi se le mani che adesso la toccano, con dolcezza ma anche con violenza, non siano le stesse che hanno fatto del male a sua sorella… In un vortice di colpi di scena e rovesci di trama, il nuovo thriller dell’autore del successo planetario Non ti addormentare ci racconta com’è facile perdere tutto, mostrandoci la doppiezza delle vite degli altri.


E con questo è tutto, cosa ne dite? Ci sono generi per tutti i gusti! Quali di questi stuzzica di più la vostra curiosità?

lunedì 14 settembre 2015

Blogtour "Amedeo, je t'aime" di Francesca Diotallevi - Tappa #2 Incipit + Estratto


Buongiorno lettori e buon lunedì. E' con estrema emozione che ospito qui, oggi, il Blogtour del libro Amedeo, je t'am nuovo romanzo di Francesca Diotallevi, autrice del libro Le stanze buie che, per quanto mi riguarda, è stata la migliore lettura del 2014. 
Venerdì Denise del blog Reading is Believing ha ospitato la prima tappa dove ha presentato il romanzo, se ve la siete persa cliccate qui.
Oggi io condividerò con voi l'incipit ed un estratto. Nelle prossime tappe sui blog Diario di una dipendenza e Il libro che pulsa troverete rispettivamente la recensione in anteprima ed una fantastica intervista all'autrice quindi non perdetevi nessun appuntamento! Vi ricordo inoltre che Francesca ha messo in palio una copia con dedica del romanzo che potrete provare a vincere compilando il form che troverete nell'ultima tappa.

INCIPIT
 
Parigi, gennaio 1920
Il buio è sempre più intenso prima dell’alba, è quell’incerto istante in cui non è più notte e non è ancora mattino. Un limbo scuro dove vagano, irrequieti, gli insonni e in cui ogni cosa sembra già scritta, inevitabile.
I rumori sono attutiti dalla neve; le prime luci si accendono nelle case, puntini luminosi simili a lucciole. Sembra un mondo irreale e forse lo è. Tutto si sta trasformando, tutti hanno una direzione.
Gli uomini che sono tornati dalla guerra vogliono solo dimenticare, tra feste folli e automobili ruggenti. Le donne accorciano le gonne e tagliano i capelli, chiedono più libertà e sfoggiano un’aggressività che non mi appartiene e che mai mi apparterrà.
È un mondo nuovo e affrontarlo da sola mi fa paura, non sono così coraggiosa. Non lo sono mai stata, nemmeno quando danzavo sull’abisso tentando di sfiorare le stelle. Non è stato coraggio, quello, ma cieca determinazione, come lo è sempre la speranza.
Ora quella speranza non mi appartiene più, è colata via, goccia a goccia, come pioggia su un vetro appannato. Per chi dovrei combattere?
Ho solo ventuno anni, ma me ne sento mille addosso, come se avessi vissuto innumerevoli vite. E se davvero le ho vissute, sono finite tutte nel medesimo modo: con lui.
La sua assenza mi disorienta, mi lascia inerme e tremante come quei gattini neonati che la madre rifiuta, che non riconosce più suoi, abbandonandoli al loro destino. La sua assenza mi fa sentire inutile, mutilata. Mutilata dentro, nell’anima. Nel cuore. Sono ore che non lo sento più battere. È tempo che vada.
Appoggio le mani alla ringhiera; è ghiacciata e il gelo brucia le mie dita. La strada, sotto, sembra un fiume lontano che si perde nella nebbia. È così lontana, da qui… sembra irraggiungibile.
Guardarla mi fa girare la testa ma non distolgo lo sguardo. Voglio guardare in faccia il destino che ho scelto. Deglutisco e sento una lacrima rigarmi la guancia.
Lo so, lo sento. Non ci sarà perdono per quanto sto per fare.
Mi chiamo Jeanne e questa è la mia ultima alba.

Quello che avete appena letto in realtà è il prologo del romanzo. È Jeanne che parla, inquadrando immediatamente il pediodo storico e mettendo il lettore a conoscenza dei grandi cambiamenti in corso durante i primi anni del dopoguerra. Un incipit malinconico, che mostra subito come la trasformazione in atto all'esterno non combaci con la sensazione di statiticità interiore che la ragazza ventunenne esprime invece attraverso le sue paure. 
Inquietante l'ultima riga dove finalmente si presenta comese fosse un'inizio, ma dove subito ci svela che quella è la sua ultima alba quindi in realtà la fine.
Un prologo d'impatto che fa venire la voglia di sapere cosa abbia portato in Jeanne quegli stati d'animo così negativi.

ESTRATTO

«Buongiorno, Jeanne.»
Sollevai gli occhi dal disegno e lui era lì, davanti a me. Il lapis mi cadde di mano e rimasi alcuni secondi immobile, la bocca spalancata per la sorpresa. Il mio attimo di smarrimento diede modo a Modigliani di prendere posto sulla sedia che Germaine aveva lasciato vuota, allontanandosi per andare a ordinare al bancone.
«Monsieur Modigliani…» balbettai, colta alla sprovvista. Lui, nel frattempo, si era piegato per raccogliere la mia matita. L’appoggiò sul tavolo, tra di noi, e mi rivolse un’occhiata penetrante.
«Vi ho aspettato a lungo» disse semplicemente. Alla luce del sole vidi che i suoi occhi erano di un caldo marrone, l’iride accesa da pagliuzze dorate. Era passata qualche settimana dal nostro primo incontro.
«Sono stata molto impegnata, Monsieur» risposi, con una certa cautela. Con la coda dell’occhio controllai che Germaine non fosse già di ritorno. Non volevo che ci vedesse parlare.
«Sì, questo lo vedo…» Modigliani stava guardando il foglio su cui avevo iniziato ad abbozzare il profilo di una donna che sedeva alcuni tavolini più avanti. «Posso?» mi domandò, indicandolo.
Esitai, poi annuii controvoglia, spingendo la cartelletta verso di lui. Non volevo che vedesse i miei lavori, ma non avrei saputo in che modo negarglielo.
Si mise a scrutare i fogli con aria assorta, e mentre lo faceva io studiai lui. Gli zigomi ampi, il naso dritto e le labbra piene, che sembravano disegnate tanto erano perfette, conferivano al suo volto un fascino indiscusso. Che le donne impazzissero per lui non era affatto strano. Indossava un cappello a falda larga, di feltro nero, una giacca di velluto a coste e una camicia a quadri. Erano abiti dimessi, da cui trasudava povertà, ma sembravano puliti e lui li indossava con estrema dignità, come se portasse un completo elegante. Attorno al collo aveva legato un foulard di seta rossa.
«Avete una mano sicura» disse in quel momento, sollevando lo sguardo. «C’è una mente decisa dietro questi disegni.»
«Lo… prenderò come un complimento» risposi abbassando gli occhi, imbarazzata per essere stata sorpresa a osservarlo.
«Dovreste.»
«Beh, grazie allora.»
Modigliani estrasse dalla giacca la scatola del tabacco e si arrotolò una sigaretta.
«Allora, Jeanne, quando poserete per me?» mi domandò, accavallando le gambe e facendo guizzare la fiamma di un fiammifero.
Sembrava totalmente a suo agio, mentre io avevo l’impressione di trovarmi sui carboni ardenti. Per qualche strano motivo la sua sola vicinanza era sufficiente a minare la mia razionalità. Strinsi la matita nella mano al punto da sentire la mina premere dolorosamente contro il palmo.
«Ecco…»
«Jeanne…» la voce di Germaine arrivò prima del suo sguardo perplesso. Quando mi voltai la mia amica era in piedi al mio fianco e stava guardando Modigliani con aria di sufficienza.
«Temo, Monsieur, che siate seduto al mio posto» disse, gelida.
Modigliani non si scompose davanti alla scortesia di Germaine. Si sollevò, togliendosi il cappello che usò per spolverare il sedile della sedia.«Voilà!» esclamò, rimettendosi il copricapo con aria beffarda.
Germaine sedette, ignorandolo, e appoggiò le tazze di café crème sul tavolino. Non c’era zucchero, per via dei razionamenti, ma Germaine iniziò a muovere il cucchiaino nella tazza producendo un suono ritmico e fastidioso. La tensione era palpabile ma Modigliani non accennava ad andarsene, dondolandosi sui talloni di fianco al tavolo.
«Avevate altro da dire?» gli chiese acida Germaine.
«Veramente stavo aspettando una risposta da Jeanne.»
La mia amica arricciò le labbra.
«Jeanne non poserà per voi, se è questo che volevate sapere.»
Spalancai la bocca per la sfacciataggine di Germaine. Capivo il suo desiderio di proteggermi, ma non accettavo quell’intromissione nelle mie decisioni.
«Immagino che Jeanne abbia una sua opinione e mi piacerebbe sentirlo dalla sua bocca…» stava dicendo Modigliani.
«Sì. Lo farò, poserò per voi, Monsieur Modigliani» esclamai, interrompendolo. Sollevai il mento, sfidando Germaine a contraddirmi. Lui sorrise, quel sorriso enigmatico che avevo già imparato a riconoscere.
«Era quello che speravo» disse soltanto. Non spiegò quando, né dove. Accennò una riverenza e si incamminò, una mano in tasca e l’altra stretta saldamente alla cartelletta azzurra che conteneva i suoi disegni.
Lo seguii con lo sguardo mentre Germaine sospirava, roteando gli occhi al cielo.
«Sei tutta matta, Jeanne» fu il suo laconico commento.
E forse, matta, lo ero davvero.

L'estratto che avete appena letto racconta di uno dei primi incontri tra Jeanne e Modigliani. La descrizione che Jeanne fa del pittore - attraverso la capace scrittura di Francesca - è chiara, precisa; immaginiamo esattamente ogni suo dettaglio fisico ma anche ogni atteggiamento e movimento che compie durante tutto il dialogo. Un uomo affascinante, ci racconta la ragazza, adorato dalle donne e capace di dare ad abiti dimessi e piuttosto poveri una parvenza di eleganza data dal suo portamento. Non vedo l'ora di sapere tutto su questo amore e sui suoi risvolti! E voi cosa ne pensate di quello che avete letto? Attendo le vostre impressioni.

Prima di salutarvi vi lascio il calendario delle prossime tappe con link e date:

11/9 TAPPA #1 ‹‹ Reading is believing ›› Presentazione romanzo
14/9 TAPPA #2 ‹‹ Un libro per amico ›› Incipit + estratto
16/9 TAPPA #3 ‹‹ Diario di una dipendenza ›› Recensione
18/9 TAPPA #4 ‹‹ Il libro che pulsa ›› Intervista + giveaway

Vi lascio inoltre il codice del bellissimo banner realizzato da Denise per questa iniziativa e che potrete utilizzare nelle sidebar dei vostri blog:



Per oggi è tutto, mi raccomando, non perdetevi la prossima tappa con la recensione in anteprima!