venerdì 11 dicembre 2015

Ti consiglio un libro #11 - Un libro ambientato al freddo

Buongiorno carissimi! Venerdììììììì - esultiamo gente! - e dopo due settimane torna l'appuntamento con la rubrica Ti consiglio un libro, nata dalla collaborazione tra  Laura de La Biblioteca di Eliza, Salvia di Desperate Bookswife e Laura de La Libridinosa. Oggi vi consigliamo Un libro ambientato al freddo.



IL MIO CONSIGLIO


Titolo: Acquanera
Autore: Valentina d'Urbano
Casa editrice: Longanesi - Tea
Pagine: 357
Prezzo:  14.90 € - 10.00 €


Un paesino abbarbicato su una montagna a picco su un lago gelido che racchiude non pochi misteri; è questa l'ambientazione di questo libro meraviglioso che ci regala Valentina. Una giovane autrice italiana che ha la grande capacità di prendere per mano il lettore ed accompagnarlo in questa storia buia, inquietante, di dolore, rendendolo schiavo ed assetato di sapere. E niente è lasciato al caso, niente è banale, niente ci farà intuire quello che è successo veramente e quello che ci verrà svelato nelle ultime pagine di questo romanzo.
Una storia tutta al femminile con delle protagoniste che sapranno fare breccia nel vostro cuore!

Prima di lasciarvi ci tengo a comunicarvi che eccezionalmente ci ritroveremo la prossima settimana con uno speciale natalizio di Ti consiglio un libro quindi non mancate! Ed ora correte a scoprire i consigli di Laura, Salvia e Laura

giovedì 10 dicembre 2015

Recensione #99 - Il vestito della sposa di Margherita Antonelli

Buongiorno carissimi come va? Io conto i giorni che mi mancano alle vacanze di Natale e spero volino! Ho voglia di relax e lettura, un connubio perfetto!!!!
Oggi torno con una recensione, quella di un libro scoperto per caso all'ultima Rassegna della Microeditoria di Chiari svoltasi in novembre. Eh già perchè spesso le cose capitano per caso ed il caso ha voluto che una mia ex compagna di università ed il suo ragazzo abbiano una piccola casa editrice ed io li abbia incontrati lì, ed al loro stand abbia adocchiato questo libro, con la sua cover che ammalia. Il libro è Il vestito della sposa di Margherita Antonelli, attrice, scrittrice per teatro, televisione e radio, al suo primo romanzo edito da La memoria del mondo libreria editrice che ringrazio per la copia, pag. 224.

Trama: Il romanzo narra la storia di due donne e una bambina. Primi anni '90. Eleonora è una giovane donna milanese, attrice alle prime armi, in procinto di sposarsi con Giovanni, promettente medico in carriera. Il giorno del matrimonio, il suo vestito da sposa viene sporcato da un maldestro bacio della suocera. Il vestito da sposa non arriverà mai alla lavanderia sotto casa; partirà, involontariamente, per la Bosnia. Cosa riserverà il destino a Eleonora? Sull'altra sponda dell'Adriatico, nella ex Jugoslavia, c'è un conflitto in atto. Qui incontriamo Karin, una giovane donna la cui vita è scandita dai ritmi della guerra: dovrà scappare per rifugiarsi in un campo profughi in Albania, dove darà alla luce una bimba. Nata morta, a detta dell'ostetrica. Le vite delle donne sono intervallate dalle fiabe di Maria, una bimba di soli nove anni, che inventa per far addormentare la sua bambola. Chi è Maria? Cosa c'entra il vestito da sposa di Eleonora? Cosa c'entra la bionda Karin con lei? Il romanzo parla di conflitti fuori e dentro di noi; conflitti laceranti, sordi e inspiegabili; conflitti che lasciano rovine nel cuore e nelle città, negli animi e nei popoli.

Un libro delicato questo, che tratta parallelamente più storie apparentemente lontanissime tra loro ma, in realtà, molto più simili e più vicine di quello che possa sembrare.
Il romanzo inizia con Karin, una ragazza bosniaca che cerca di portare avanti una vita fatta di lavoro e di quotidianità. Un'infanzia per niente facile, una famiglia che non è una delle migliori in cui una ragazza vorrebbe vivere ed un paese il suo che si sta sgretolando sotto i suoi occhi. Vive infatti in una Bosnia ferita, piombata da un momento all'altro in un conflitto a  fuoco che rivoluziona per forza di cose le vite di tutti i suoi abitanti, prima fra tutti quella della ragazza che vede il suo promesso sposo partire per il fronte tra i soldati dell'esercito nemico. Perchè ciò che fino al giorno prima del conflitto era possibile ora non lo è più, e gli amici diventano nemici.
C'è poi Eleonora, ad un passo dal matrimonio con il suo Giovanni, il fidanzato di sempre, un uomo solido e risoluto che saprà sicuramente renderla felice, forse.
Perchè la notte prima del grande giorno la ragazza è attanagliata dai dubbi, dal senso di abbandono per dover lasciare la propria casa di sempre e fa un'analisi del suo rapporto facendoci conoscere se stessa e il suo futuro sposo.
Cos'hanno in comune Karin ed Eleonora? Forse la loro smania di felicità che ricercano senza paura anche quando la vita sembra remare contro ed anche la loro voglia di non piegarsi alla vita che gli altri vorrebbero per loro, che la società in cui vivono - seppur agli antipodi - si aspetterebbe.
È interessare assistere all'inizio di un matrimonio cercando insieme alla protagonista di capire se il passo è stato quello giusto ed è altrettanto interessante assistere al trascorrere di una vita, cercando che sia la più normale possibile, nonostante il proprio paese venga raso al suolo, nonostante per farlo sia necessario scappare, rischiando tutto.
L'autrice sceglie di alternare i capitoli dedicati alle due donne, utilizzando la prima persona quando tratta si di Eleonora ed utilizzando invece la terza persona nel caso di Karin; questa scelta narrativa permette al lettore di non confondere mai le due voci e di rendere immediata la lettura.
Qualche capitolo viene inoltre dedicato a Maria, un bambina che racconta delle fiabe tenerissime alla sua bambola per farla addormentare; un personaggio che all'inizio non riusciamo ad inquadrare perfettamente ma che pian piano inizieremo a collocare nella trama che l'autrice ha architettato per noi.
La Antonelli è stata moltro brava a intrecciare queste tre storie creando un romanzo delicato, scritto in modo semplice ma incisivo e facendo trasparire i sentimenti che i personaggi vivono quotidianiamente; personaggi delineati in modo preciso ed impeccabile nella loro semplicità di persone assolutamente comuni.
Il lettore si troverà ad assistere alla loro evoluzione in un contesto storico difficile come quello della guerra nella ex Jugoslavia; un conflitto che tutti noi sicuramente conosciamo ma che forse non abbiamo mai approfondito dal punto di vista dei protagonisti. E non mancano neanche i colpi di scena che sanno dare alla storia una conclusione credibile ed intensa.
Un libro che ho letto in un paio di sere e che ha saputo tenermi incollata alle sue pagine.
Una bellissima scoperta che consiglio.
VOTO: 



mercoledì 9 dicembre 2015

Calendario dell'Avvento con Harry Potter - Capitolo 3


Buon pomeriggio lettori, siamo arrivati al terzo capitolo con questa sorta di calendario dell'Avvento che abbiamo pensato di dedicare ad Harry Potter. Per chi ancora non sapesse di cosa sto parlando può trovare tutte le informazioni necessarie nel post di presentazione qui.
Prima di entrare nel vivo della tappa di oggi vi ricordo il calendario:

Lunedì 7: Capitolo 1 su Desperate Bookswife 
Martedì 8: Capitolo 2 su La Libridinosa
Mercoledì 9: Capitolo 3 su Un libro per amico
Giovedì 10: Capitolo 4 su La Biblioteca di Eliza
Venerdì 11: Capitolo 5 su Scribacchiando in soffitta
Sabato 12: Capitolo 6 su Desperate Bookswife
Domenica 13: Capitolo 7 su La Libridinosa
Lunedì 14: Capitolo 8 su Un libro per amico
Martedì 15: Capitolo 9 su La Biblioteca di Eliza
Mercoledì 16: Capitolo 10 su Scribacchiando in soffitta
Giovedì 17: Capitolo 11 su Desperate Bookswife
Venerdì 18: Capitolo 12 su La Libridinosa
Sabato 19: Capitolo 13 su Un libro per amico
Domenica 20: Capitolo 14 su La Biblioteca di Eliza
Lunedì' 21: Capitolo 15 su Scribacchiando in soffitta
Martedì 22: Capitolo 16 su Desperate Bookswife
Mercoledì 23: Capitolo 17 su Lettrici Geograficamente Sparpagliate

Passiamo quindi al capitolo di oggi. 

Con questo capitolo si entra nel vivo della storia. Delle strane lettere iniziano ad arrivare ad Harry che - essendo indirizzate al Signor H. Potter Ripostiglio del sottoscala 4 - inquietano non poco zia Petunia e zio Vernon. Lettere che Harry non potrà neanche leggere. Ma, si sa, non si può scappare al magico mondo di Hogwarts e la famiglia Dursley se ne renderà conto il giorno dell'undicesimo compleano di quel nipote poco desiderato.

CURIOSITA': Harry Potter nella finzione e J. K. Rowling nella realtà compiono gli anni lo stesso giorno, il 31 luglio.


Avete letto il terzo capitolo? Cosa ne pensate?
Per oggi è tutto, vi ricordo che domani troverete il post inerente il capitolo 4 sul blog La Biblioteca di Eliza

lunedì 7 dicembre 2015

Ritratto di signora #21 - Yeonmi Park

Buongiorno e buon lunedì! Oggi è finalmente Sant'Ambrogio!!! Lo so, lo so, a molti di voi questo santo non dirà nulla ma per i milanesi come la sottoscritta oggi si entra ufficialmente nel periodo natalizio e generalmente si fanno riemergere gli addobbi dalle cantine. Quindi modalità natalizia ON.
Ok, ok, la smetto e torno seria.
Come ogni primo lunedì del mese, torna oggi la rubrica Ritratto di signora; oggi tocca a Francesca del blog Franci lettrice sognatrice che ci parla di Yeonmi Park . Prima di lasciarvi al ritratto vorrei dare il benvenuto a Jennifer del blog BTS of my Soul che da questo mese si unisce a noi in questa nostra avventura!

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Yeonmi Park nasce nel 1993 a Hyesan, lungo la frontiera con la Cina.
Park come gli altri bambini viene addestrata all'adorazione divina dei leader e oltre alla scuola è la madre, infermiera dell'esercito della Corea del Nord a insegnare a lei e alla sorella maggiore Eunmi le regole di una sopravvivenza pacifica.
Mi è stato insegnato a non esprimere mai la mia opinione e a non fare domande, a seguire semplicemente quello che il governo ordinava di dire o pensare. Mia madre mi diceva di non sussurrare perché gli uccelli e i topi potevano sentirmi.
La sua infanzia non scorre felice perché la sua famiglia non ha cibo a sufficienza, tanto che finito il riso lei e la sorella mangiano libellule e cavallette e a 9 anni assiste all'esecuzione della madre delle sua migliore amica. La colpa della donna? Aver visto film prodotti in Corea del Sud e averli fatti circolare tra gli amici!
Anche Yeonmi riesce una volta a vedere una copia pirata di un film, Titanic, dove scopre che gli americani non sono dei mostri occidentali come vogliono farle credere e capisce che la soluzione è fuggire.
La fuga verso la Cina avviene dopo che il padre, condannato a 17 anni di carcere per traffico nel mercato nero, riesce a uscire di prigione, luogo in cui viene torturato e privato di acqua e cibo, con l'aiuto di funzionari pubblici corrotti. E' molto debilitato e ha un cancro.
A partire però sono solo Park e la madre, perché la sorella maggiore fugge senza avvisarli e il padre decide di non partire per non rallentarle.
Nella notte del 30 marzo 2007 con l'aiuto di trafficanti di esseri umani attraversano un fiume ghiacciato e tre montagne per entrare nel confine cinese. Uno dei trafficanti però le minaccia di denunciarle a meno che la madre non abbia rapporti sessuali con lui. La madre per la loro sicurezza accetta e viene violentata di fronte alla figlia.
Nello stesso anno riescono a far entrare anche il padre in Cina, ma nel gennaio del 2008 mentre vivono in segreto il padre muore per cancro al colon: aveva 45 anni.

Non ci fu nessun funerale. Niente. (…) Non potevo chiamare nessuno per dire che mio padre era morto.

Nel febbraio 2009 dopo aver ricevuto aiuto da attivisti dei diritti umani e missionari cristiani si recano in Mongolia per cercare asilo dai diplomatici coreani del sud. Quando raggiungono il confine mongolo vengono fermate e minacciate dalle guardie di essere riportate indietro. Park e la madre minacciano di uccidersi con i coltelli.

Ho pensato che fosse la fine della mia vita. (…)

Le loro azioni per fortuna persuadono le guardie che decidono di farle proseguire, ma vengono inserite sotto custodia presso un centro di detenzione nella capitale della Mongolia.
Il 1° aprile 2009 vengono mandate all'aeroporto, destinazione Seoul. Finalmente sono libere! Park una volta arrivata in Corea del Sud si trova di fronte a un nuovo mondo.

Alla vista delle scale mobili non riuscivo a capire come mai la terra si muovesse. E in bagno la carta igienica era così profumata che non osavo usarla, per quanto era bella.

Dopo le prime difficoltà lei e la madre riescono a trovare un lavoro: Park come assistente di negozio e la madre come cameriera. Yeonmi continua anche la sua formazione all'università Dongguk di Seoul, e grazie all'intelligence sudcoreana riesce anche a riunirsi con la sorella maggiore Eunmi.
Yeonmi attraverso i libri (ne legge in media 100 all'anno) comprende molte cose. Con 1984 di Orwell vede la realtà del suo paese, tramite Jane Eyre trova le parole che esprimono la libertà e grazie ai romanzi comincia a comprendere anche la compassione.

(…) L'empatia va insegnata, ma non può sbocciare in una prigione con 25 milioni di persone.

Yeonmi Park ora ha 22 anni, è un'attivista che si batte per l'affermazione dei diritti nella Corea del Nord del dittatore Kim Jong-U, che vuole dar voce alle decine di migliaia di nordcoreani che scappano da un paese dove le esecuzioni ci sono tutti i giorni, è presente la censura su Internet, gli oppositori vengono dati in pasto ai cani e sono presenti i campi di lavoro, luoghi in cui vengono compiute atrocità simili a quelle commesse dai nazisti, dove si trovano almeno 120 mila prigionieri politici e anche bambini.
A ottobre Park ha partecipato al One Young World Summit dove si è confrontata con personaggi come Kofi Annan e ha scritto un libro La mia lotta per la libertà.


Non conoscevo la storia di questa ragazza e neanche tutto ciò che accade ogni giorno in Corea del Nord. Leggere la sua storia è stato commovente, ma mi ha fatto provare anche tanta rabbia perché non è giusto che una persona debba passare tutto ciò. Ho voluto dedicarle questo ritratto per aiutarla nel mio piccolo con la sua battaglia, visto che i media non ne fanno parola.
Al prossimo mese,
Francesca

Fonti
http://www.repubblica.it/cultura/2015/11/06/news/yeonmi_park_vi_racconto_la_mia_fuga_dal_lager_nordcorea_-126778029/?refresh_ce
http://www.ilfoglio.it/libri/2015/11/11/la-mia-lotta-per-la-libert___1-vr-134839-rubriche_c297.htm
https://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&tl=it&u=https%3A%2F%2Fen.wikipedia.org%2Fwiki%2FPark_Yeon-mi&anno=2&sandbox=1
http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/coraggio_yoenmi_park_esilio_lotta_diritti_civili_corea_del_nord/notizie/1052326.shtml
http://www.huffingtonpost.it/2015/10/12/kim-jong-un-appello-yeonmi-parkoccidente_n_8279072.html

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Potrete trovare questo post sui blog:


Grazie mille a tutti per l'attenzione.

Daniela, Monica, Miki, Francesca, Federica e Jennifer

venerdì 4 dicembre 2015

Chi ben comincia #103 - Il segreto della crisalide di Denise Aronica

Buongiorno lettori come va? Periodo incasinatissimo per me che ho passato mesi a non avere particolare lavoro - con i problemi del caso - ad ora che, arriva Natale, tutti sembrano impazziti. Possibile che si sveglino sempre tutti all'ultimo momento? E poi insomma, arriva la fine dell'anno, non la fine del mondo ahahahah. Comunque, questo significa salti mortali per fare lavori per altri, fare lavori miei, casa, famiglia, feste e impegni scolastici vari, lettura e blog! Non vedo l'ora che arrivino le tanto sognate vacanze natalizie! Per il momento mi godrò questo ponte lungo in arrivo, con mille cose da fare ma almeno senza dovermi recare in ufficio fino a mercoledì!
Ma torniamo al blog e alla sua normale programmazione con una nuova puntata della rubrica Chi ben comincia, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri.
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Per l'incipit di oggi ho scelto di attigere da uno dei libri che penso di leggere entro la fine dell'anno: Il segreto della crisalide di Denise Aronica autopubblicato.    
 
REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti


Sono passati esattamente otto mesi, trentaquattro settimane, duecentoquaranta giorni e cinquemilasettecentosessanta ore da quando ho parlato per l'ultima volta con i miei genitori. Lo so, continuare a tenere il conto non ha senso - ed è anche un po' maniacale a dire il vero - eppure mi fa stare meglio. A volte mi sembra che sia stato solo ieri, altre invece mi sento come se fossero trascorsi anni interi.
Tengo nota del tempo con un pennarello nero, sul braccio destro. Nonna Margherita, poco incline ad accettare stramberie dall'alto dei suoi settandue anni, alza gli occhi al cielo ogni volta che per caso lo vede e, di tanto in tanto, accompagna il gesto facendosi il segno della croce, bisbigliando qualche preghiera sottovoce.
C'è stato un momento in cui, a forza di scrivere, ero arrivata al punto da non riuscire più a far andare via l'inchiostro. Strofinavo e strofinavo, ma non voleva saperne di sparire. Ricordo di aver pensato che la macchia non sarebbe mai scomparsa e di aver continuato a strofinare finchè la mia pelle non si è irritata al punto da diventare dello stesso colore di un peperone. La nonna ha dato i numeri, ha fatto sparire tutti i pennarelli e mi ha sequestrato il portafogli affinchè non ne comprassi altri. Sembrava furiosa, ma allo stesso tempo era come se non se la sentisse di sgridarmi. Era una guerra silenziosa, la sua, e io ero intenzionata a vincerla a tutti i costi così ho iniziato a utilizzare ciò che c'era a portata di mano: matite per il trucco, rossetti, eye liner, persino pastelli a cera.
Dopo qualche giorno, la nonna ha ceduto e mi ha comprato dei pennarelli lavabili speciali, di quelli che all'asilo fanno usare ai bambini. Adesso riesco ad aggiornare il conto quando ne ho voglia senza che il mio braccio ne risenta.
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Ho trascritto un po' più dell'incipit e devo dire che questa parte mi incuriosisce. Voi cosa ne pensate? Vi incuriosisce questo libro? O magari lo avete già letto? Come sempre sarò felice di conoscere il vostro pensiero!
Vi auguro un meraviglioso week end!

giovedì 3 dicembre 2015

Recensione #98 - Voli acrobatici e pattini a rotelle di Fannie Flagg

Buongiorno lettori, come state? Come potete vedere ho cominciato ad agghindare il blog per le feste così magari inizierò a rendermi conto che tra pochissimo sarà Natale.
Come fioretto di fine anno mi sono imposta di tirarmi in pari con le recensioni arretrate quindi eccomi qui con quella di un libro letto mesi fa: Voli acrobatici e pattini a rotelle di Fannie Flagg, pag. 400, edito da BUR Rizzoli che era stato protagonista di una puntata della rubrica Letture Geograficamente Sparpagliate sul blog LGS

Trama: La signora Sookie Poole di Point Clear, Alabama, ha appena accompagnato all'altare l'ultima delle sue figlie e si prepara a godersi un po' di meritato riposo. Certo, c'è ancora l'anziana madre Lenore Simmons Krackenberry, con qualche momento di follia di troppo, da dover gestire, ma la vita sembra finalmente in discesa. Finché, un giorno, Sookie viene inaspettatamente a sapere qualcosa che mette in discussione tutto ciò che pensava di conoscere di se stessa, della sua famiglia e del suo futuro. Inizia così un viaggio di scoperta che la porta in California, nel Midwest, e persino indietro nel tempo, precisamente negli anni Quaranta, quando un'irrefrenabile donna di nome Fritzi rileva assieme alle sorelle la stazione di servizio del padre. La pompa di benzina gestita da sole ragazze, per di più in pattini a rotelle, riscuote un tale successo che i camionisti cominciano a modificare i loro itinerari pur di fermarsi alla leggendaria Wink's Phillips 66. Ma questa sarà solo la prima di molte avventure in cui Fritzi, spirito libero e anticonformista, si getterà a capofitto nel corso della sua vita. E che insegneranno a Sookie che non è mai tardi per rompere gli schemi e reinventarsi davvero.


Ho conosciuto questa autrice grazie ad uno dei suoi primi libri - Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle stop che avevo recensito qui - ed ho subito deciso che avrei letto altri suoi romanzi. 
Sono stata felicissima che questa sia stata scelta come lettura di gruppo.
Sin dalle prime pagine, ho da subito ritrovato lo stile particolare che mi aveva ammaliato già in Pomodori verdi fritti nonostante il tema trattato sia totalmente diverso.
La Flagg ha saputo creare, con questo romanzo, una storia avvincente e per niente banale in cui le protagoniste - Sookie e Lenore, figlia e madre - tengono banco per tutte le quattrocento pagine creando dei siparietti divertentissimi che mi hanno fatto letteralmente morire dal ridere.
Lenore è la classica madre ingombrante, la donna perfetta, che riesce bene in tutto, e che interviene nelle vite dei propri familiari in modo un po' troppo irruento; Sookie è la madre perfetta - anche se con l'esempio di madre che si ritrova non si capisce come sia possibile - quattro figli cui ha dedicato la vita, un matrimonio felice ed un sano amore ed odio per quella madre di ottantotto anni che non voleva cedere all'avanzare del tempo.
Sookie è reduce dai matrimoni delle sue tre figlie: le gemelle Ce Ce e Le Le, e la primogenita Dee Dee, al secondo matrimonio con lo stesso uomo.
Tutto poteva pensare fuorchè la sua vita - ora che in casa sarebbero rimasti solo lei ed Earle - potesse sconvolgersi in modo totale ed inaspettato.
Provate ad immaginare di essere voi, a 59 anni, ad occuparvi della corrispondenza di vostra madre, e di scoprire proprio attraverso quella corrispondenza di essere state adottate, di non avere 59 anni ma già sessanta - per una donna questa è tragedia vera!!! - e di essere figlia illegittima, con padre ignoto, di una donna cattolica di origini polacche.
Dopo una scoperta del genere tutte le certezze di Sookie crollano una dopo l'altra e devo dire che il momento della scoperta - seppur nella sua tragicità - sia stato uno dei momenti più divertenti del libro per il modo in cui l'autrice sceglie di raccontarlo:
 
"Ora che sa che non sono io, smetterai di amarmi?"
"No! Sei mia moglie e ti amo. Sarai sempre la persona splendida che sei sempre stata. Non è cambiato niente".
"Come fai a dirlo? È cambiato tutto, invece. Sono una persona totalmente diversa da quella che ero fino a qualche minuto fa."
"Stupidaggini."
"È così, ti dico. Ieri ero un'inglese metodista del sud. Oggi, una cattolica polacca con padre ignoto."
Da questo momento il poi il libro si anima alternando capitoli raccontati in prima persona da Sookie e in cui assistiamo alla sua elaborazione della notizia, a capitoli in terza persona dove, facendo un salto temporale di sessant'anni, facciamo pian piano la conoscenza degli Jurdabralinski, la vera famiglia di origine della donna.
Devo dire che i capitoli del passato sono quelli che più hanno saputo colpirmi. Conoscere le figlie di quella grandissima ed unita famiglia - madre, padre, zie e zio di Sookie - assistera alle loro imprese sia nell'attività di famiglia - una pompa di benzina - che durante la guerra, ha saputo trasportarmi e farmi immergere completamente nel periodo storico che l'autrice ha voluto raccontarci. E man mano che le pagine scorrono passato e presente si mischiano, le cose non sono come appaiono, e Sookie dovrà scoprire più di una difficile verità dal suo scavare nella vita della sua famiglia.
E lo fa in modo del tutto segreto, senza mai rivelare a Lenore di avere scoperto il segreto, portando avanti una ricerca non scevra da siparietti divertenti.
Con questo libro la Flagg ha saputo portare alla luce degli avvenimenti storici importantissimi e poco conosciuti tessendo una trama originale, divertentem intrigante e ricca di colpi di scena. Ogni personaggio che appare in questo romanzo è nel suo piccolo un protagonista; nessuno è lasciato al caso, ad ognuno viene data una caratterizzazione importante e rappresenta un tassello necessario all'intera storia.
Un lavoro meraviglioso quello compiuto da questo libro che rimarrà sicuramente nel mio cuore tra quelli più belli letti in assuoluto.
E voi, lo avete letto? Se non lo avete ancora fatto non indugiate e buttatevi in questa storia spledida!

VOTO: 


martedì 1 dicembre 2015

Recensione #97 - La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi

Buongiorno lettori! In questo primo novembre non posso non fare gli auguri alla mia sister virtuale Salvia del blog Desperate Bookswife che oggi compie gli anni!!!!! AUGURI SISTERRRRRRRRR!!!
Ed ora veniamo a noi. Riesco finalmente a dedicare qualche minuto al blog quindi ne approfitto per lasciarvi una recensione di un libro uscito da una settimana e che non vedevo l'ora di leggere. Sto parlando del libro La ragazza nella nebbia di Donato Carrisi, pag. 373, edito da Longanesi che ringrazio per la copia.

Trama: La notte in cui tutto cambia per sempre è una notte di ghiaccio e nebbia ad Avechot, un paese rintanato in una valle profonda fra le ombre delle Alpi. Forse è stata proprio colpa della nebbia se l'auto dell'agente speciale Vogel è finita in un fosso. Un banale incidente. Vogel è illeso, ma sotto shock. Non ricorda perché è lì e come ci è arrivato. Eppure una cosa è certa: l'agente speciale Vogel dovrebbe trovarsi da tutt'altra parte, lontano da Avechot. Infatti, sono ormai passati due mesi da quando una ragazzina del paese è scomparsa nella nebbia. Due mesi da quando Vogel si è occupato di quello che, da semplice caso di allontanamento volontario, si è trasformato prima in un caso di rapimento e, da lì, in un colossale caso mediatico. Perché è questa la specialità di Vogel. Non gli interessa nulla del dna, non sa che farsene dei rilevamenti della scientifica, però in una cosa è insuperabile: manovrare i media. Attirare le telecamere, conquistare le prime pagine. Ottenere sempre più fondi per l'indagine grazie all'attenzione e alle pressioni del "pubblico a casa". Santificare la vittima e, alla fine, scovare il mostro e sbatterlo in galera. Questo è il suo gioco, e questa è la sua "firma". Perché ci vuole uno come lui, privo di scrupoli, per far sì che un crimine riceva ciò che gli spetta: non tanto una soluzione, quanto un'audience. Sono passati due mesi da tutto questo, e l'agente speciale Vogel dovrebbe essere lontano, ormai, da quelle montagne inospitali. Ma allora, cosa ci fa ancora lì?

Donato Carrisi ha abituato i suoi lettori a letture al cardiopalma piene di colpi di scena e ricche di azione.
In questo caso l’approccio cambia, e ci regala un libro più riflessivo, in cui più che soffermarsi sul caso da scoprire ne analizza i risvolti televisivi e giornalistici.
Chi di voi non ha mai dato una sbirciata ai programmi TV come Quarto grado o Chi la visto? Chi di voi non ha pensato almeno una volta a quanto parlare di una scomparsa o di una morte sospetta in TV facesse apparire la stessa più tragica e la sua risoluzione più necessaria?
Ed è proprio in una di quelle puntate che sembra di essere catapultati leggendo questo libro, in uno di quei misteri che – purtroppo – tanto hanno accompagnato le nostre giornate negli anni passati: c’è un po’ di Yara, un po’ di Cogne, un po’ di Meredith, un po' di Sarah Scazzi, addirittura un po’ di Unabomber – ricordate quel tizio che nel nord est inseriva degli esplosivi nei cibi? – c’è un po’ di Angela Celentano… ecco forse c’è un po’ troppo di questi casi, una ribollita che all’inizio mi ha affascinato e che con il passare delle pagine mi ha un po’ infastidito e annoiato.
Detto questo il libro fila, come un treno, verso la meta.
Siamo ad Avechot, un paesino delle Alpi, una sola via che attraversa il paese. Uno di quei paesi di montagna dove tutto scorre tranquillo finchè una ragazzina di 16 anni non scompare misteriosamente senza lasciare traccia. Una marachella? Troppo seria quella ragazza, tutta casa e chiesa; impossibile che abbia commesso un colpo di testa. Niente che possa farlo pensare.
Il caso viene affidato all’agente Vogel, il vero protagonista di questo libro. Un uomo ossessionato dai media, che svolge le sue indagini pensando solo al teatrino mediatico che ne potrà far scaturire, disposto ad utilizzare mezzi leciti ed illeciti pur di raggiungere il suo scopo.
Poco ci viene detto di questo personaggio dal punto di vista personale se non che abbia la necessità di risollevare la sua immagine dopo un grave errore del passato e che, con i suoi completi eleganti ed impeccabili, viva la sua vita legato all’immagine.
La storia ci viene raccontata al contrario – espediente che nei thriller viene utilizzato sempre più spesso – facendoci capire che il caso sia ormai risolto – ma ovviamente non dicendoci come -; Vogel riappare in paese dopo un incidente d’auto che mobilita nuovamente le autorità. Assistiamo ad un suo immediato colloquio con uno psicologo - Froser - che capiamo abbia avuto un ruolo nelle indagini. Ed è proprio parlando con lui che Vogel riparte a ritroso a raccontare cosa sia accaduto nei due mesi precedenti ed è grazie al suo racconto che veniamo pian piano a conoscenza di ogni singola sfaccettatura della questione.
Analizzando in modo approfondito le dinamiche che prendono vita in un caso del genere Carrisi ci mostra l’evoluzione delle vite degli abitanti di Avechot, le reazioni che ognuno di loro ha quando si fa strada l’ipotesi di un sospetto, l’approccio differente che due genitori possono avere quando scompare una figlia, e confonde le acque per portarci a credere quello che vuole e noi ci caschiamo in pieno, sospettando a volte di uno, a volte dell’altro. Il mistero anzi i misteri, - ma non posso svelarvi di più per non fare spoiler – si risolvono a poche pagine dalla fine, in modo forse un po’ troppo frettoloso rispetto al resto del libro. Uno dei due misteri mi ha lasciato a bocca aperta e mi ha fatto pensare a Carrisi come ad un genio; per il secondo in realtà ci ero arrivata qualche pagina prima che me lo svelasse ma comunque non mi ha tolto il piacere della scoperta.
Quello che più ho adorato in questo libro è stata l'ambientazione che ho trovato assolutamente azzeccata e descritta in modo magistrale.
Diciamo che nell'insieme mi aspettavo qualcosa di più da questa lettura, che ho trovato comunque interessante nonostante non mi abbia saputo lasciare a bocca aperta come invece aveva fatto Il suggeritore che avevo recensito qui.
E voi cosa mi dite? Lo leggerete? Siete amanti di questo autore?


VOTO: