venerdì 13 aprile 2018

Recensione #235 - Invidia il prossimo tuo di John Niven

Buongiorno lettori, finalmente venerdì! Speriamo che il weekend ci regali un po' di sole perchè qui al nord in questi giorni ci stanno crescendo le branchie! Oggi sono qui per parlarvi di un libro ricevuto grazie alla collaborazione nata tra il blog e Unilibro.  Si tratta di Invidia il prossimo tuo di John Niven edito da Einaudi, 296 pagine.

Sinossi: Alan è un celebre critico gastronomico. È felicemente sposato, ha tre figli e una grande casa a pochi minuti dal centro di Londra. Quando all'uscita della metropolitana rivede quello che in gioventù era il suo «migliore amico», sulle prime non crede ai propri occhi. Craig, il Craig che sembrava destinato a diventare una rockstar di fama internazionale, è invece ridotto a chiedere l'elemosina ai passanti. Alan non deve pensarci su più di tanto, giusto il tempo di una birra. Lo aiuterà. Lo ospiterà a casa sua fino a quando Craig non si sarà rimesso in carreggiata. Lo fa perché è generoso? Oh, certo. Perché i vecchi amici vanno aiutati? Sicuro, come no. Ma diciamocelo, sostenere Craig gli dà un piacere sottile e feroce: lui ce l'ha fatta, Craig no. Alan sconterà il bene che sta facendo, non c'è dubbio. Perché non c'è nulla di più odioso del successo degli altri. E nulla ci dà più gioia del vederli crollare.


Di Niven ho letto e adorato, qualche anno fa, A volte ritorno, recensione qui. A seguito di quella lettura ho comprato tutti i libri successivi di questo autore - anche se non sono ancora riuscita a leggerli - quindi quando ho saputo che era uscito questo nuovo romanzo non ci ho pensato due volte e l'ho voluto subito. Un libro molto diverso questo, rispetto a quello di cui vi parlavo, con una trama più "normale" ma che porta nella stessa maniera alla riflessione. Un libro che parla di quella linea sottile su cui ci si muove per fare del bene e da cui spesso si cade facendo un gesto più per compiacere se stessi ed ostentare le proprie possibilità che per effettivo buon cuore. È su questa linea che si muove Alan per tutte le quasi trecento pagine senza però rendersi bene conto di quanto questa linea possa essere fragile.
Alan è un critico gastronomico ed è sposato con Katie, una bellissima donna di origini aristocratiche. Ne hanno fatta di strada insieme da quando con un minimo prestito da parte del suocero hanno acquistato la prima proprietà a Londra riuscendo poi ad azzeccare tutta una serie di investimenti costruendosi così un'esistenza agiata e senza pensieri. Una famiglia perfetta insomma: una coppia affiatata con due lavori prestigiosi, una mastodontica ed elegante casa a pochi chilometri da Londra, tre figli che frequentano le più costose ed importanti scuole possibili, nessun neo a parte i normali battibecchi dovuti all'adolescenza della figlia di mezzo.
È un giorno qualunque quando Alan incontra Craig, uno dei suoi più vecchi e cari amici. Craig da ragazzo era una rockstar. Diventato famoso grazie al suo talento musicale era stato l'invidia e l'esempio per i suoi coetanei. Quando Alan lo incontra Craig sta mendicando ai bordi di una strada, è sporco, non curato e non assomiglia neanche lontanamente a quel ragazzo che aveva fatto successo.
I ruoli si sono invertiti: Alan adesso è molto famoso e temuto nel suo ambiente, mentre Craig è stato dimenticato dal mondo.
Dopo qualche chiacchiera ed un caffè insieme Alan si ritrova ad invitare l'amico a casa sua per qualche giorno e ad offrirgli una doccia e dei vestiti puliti. Alan lo fa per buon cuore o per ostentare il suo benessere? Forse un po' per entrambi i motivi. È così che Craig entrerà nuovamente nella sua vita, occupando per diversi mesi la camere degli ospiti, diventando quasi uno di famiglia.
Niven ci racconta, con un'ironia un po' più velata rispetto a quanto fatto in A volte ritorno, la rinascita di un'amicizia sotto cui può però nascondersi invidia, gelosia, rancore.
Da subito fa capire al lettore che Craig nasconde qualcosa e che in realtà quella convivenza apparentemente tanto felice può nascondere delle insidie.
Le pagine scorrono senza freni, lo stile è quello che avevo imparato a conoscere ed amare, i personaggi sono caratterizzati alla perfezione così come lo sono gli ambienti in cui questi si muovono. Quello che forse tra tutto mi ha convinto un po' meno è proprio la trama che regge, è ben costruita ma forse è un po' troppo banale rispetto quello che mi aspettavo da un autore come lui.
La capacità di Niven resta però quella di saper ponderare perfettamente la serietà dei temi su cui tra le righe ci fa riflettere e la leggerezza con cui questi temi in alcuni momenti vengono affrontati. Storia di amicizia, come vi dicevo, ma anche di amore, di famiglia, di lealtà, di fedeltà, tutto racchiuso in poco meno di trecento pagine.
La vita ci insegna che quando un elemento esterno scalfigge la quotidianità e le abitudini di un contesto familiare tutto, sia in positivo che in negativo, può succedere. E Niven ce lo mostra bene, analizzandone ogni sfaccettatura e creando una sorta di catena in cui ad ogni azione, corrispone una reazione, che a sua volta ne scaturisce una successiva tirando così le fila di tutto il romanzo.
Quante volte ci siamo chiesti se comportandoci diversamente avremmo potuto cambiare le sorti degli eventi? Sicuramente questo romanzo ci dimostra che basta una scelta dettata da un attimo a condizionare irrimediabilmente una vita intera.
Un libro che nell'insieme mi è piaciuto pur lasciandomi qualche perplessità.

Ringrazio ancora Unilibro.it per la copia.
Se questo libro vi incuriosisce, per saperne di più ed eventualmente acquistarlo potete cliccare qui!

VOTO:




8 commenti:

  1. Mi ispira, ma partirò da qualcos'altro dell'autore. ;)

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    1. Non hai mai letto nulla? A volte ritorno è spassoso!!!

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  2. Anch'io ho adorato A volte ritorno e voglio leggere anche questo al più presto!

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    1. Ecco, brava, così ne parliamo per bene!! ;)
      E comunque io finalmente sono riuscita a iniziare Schegge :)

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    2. Eh, bravissima è un parolone... Troppi impegni! ;)

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