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lunedì 7 agosto 2017

Recensione #202 - Il libro di Charlotte di R.J. Palacio

Buongiorno lettori, eccoci nuovamente qui con la recensione di uno dei libri della serie Wonder Story, di R.J. Palacio, edita da Giunti. Oggi vi parlo del terzo volume, intitolato Il libro di Charlotte, pag. 160.

Sinossi: Charlotte, insieme ad altri due studenti, è stata scelta per dare il benvenuto ad Auggie nella nuova scuola. Il suo sogno è di diventare una star della danza, anche se è una ragazzina un po' insicura, ed è combattuta tra la lealtà verso Auggie e il desiderio di poter entrare nel gruppo delle ragazze popolari. Ma, quando inizia la guerra tra i sostenitori del nuovo arrivato e quelli che lo vorrebbero cacciare, non ha dubbi: è lei a passare a Jack la lista di "chi sta con chi". Perché in nome dell'amicizia, prima o poi bisogna essere capaci di prendere posizione...

Ultimo volume della serie che ci regala il pensiero di Charlotte, l'unica ragazza chiamata dal signor Kiap, nel primo libro, a fare da tutor a August.
Charlotte è una figura che nei libri precedenti non si riusciva a capire fino in fondo a causa di alcuni suoi comportamenti che da subito apparivano contraddittori. In questo libro abbiamo la possibilità, come per i personaggi precedenti, di conoscerla meglio e di provare a capirne il punto di vista.
Diciamo che forse, fra tutti, questo e il volume che ho apprezzato meno anche se resta un libro piacevole e da leggere. Diciamo che mi è apparso un po' superficiale il modo in cui le ragazzine ci vengono dipinte, intente a fare colpo sui ragazzi ed incapaci di prendere una posizione per il bene di qualcuno. In queste pagine ci viene principalmente raccontato di un'amicizia che nasce a poco a poco e cresce grazie ad un balletto scolastico, un'amicizia tra ragazze apparentemente diversissime tra loro ma che, guardandosi nel profondo, sapranno trovare più di una cosa in comune.
Charlotte prova a spiegare al lettore il suo punto di vista, parlando di se stessa come neutrale ma mostrandoci invece come, in fondo, non abbia meno colpe di quelli che apertamente si dimostrano contro Auggie. Certo essere in prima media non è facile, non è facile essere vista in modo negativo - per di più senza una ragione - da quelle che fanno parte del "gruppo perfetto", non è facile avere il coraggio di andare controcorrente come, da subito fa Summer, la mia preferita in assoluto in tutta la serie.
L'autrice mette molto in evidenza le gelosie, le invidie, le stranezze che possono nascere quando si è così piccole e ancora poco capaci di trovare un proprio posto nella vita. Come sempre riesce in modo egregio a renderci partecipi dei sentimenti dei personaggi e a raccontarcene i caratteri e le sfaccettature in modo molto realistico ed umano. Lo stile resta quello che ormai siamo abituati a conoscere: scorrevole, semplice ma non troppo, capace di venire al punto senza pietismi e falsi moralismi. Insomma, una serie nel complesso assolutamente da leggere e da consigliare!

VOTO: 



giovedì 3 agosto 2017

Recensione #201 - Il libro di Christopher di R.J. Palacio

Buongiorno lettori, ancora due giorni e poi sarò ufficilmente in ferieeeeee!!!! Voi? Già partiti o ancora al lavoro? Ma torniamo al blog...
Oggi sono nuovamente qui con la recensione di uno dei libri della serie Wonder Story, di R.J. Palacio, edita da Giunti. Oggi vi parlo del terzo volume, intitolato Il libro di Christopher, pag. 128.

Sinossi: Christopher e Auggie si conoscono da sempre. Nati nello stesso ospedale, da subito sono diventati migliori amici. In terza elementare, però, Christopher si è trasferito e ha perso un po' i contatti con Auggie. Adesso sono entrambi in prima media e Christopher non sta vivendo un momento felice: i genitori si stanno separando e sembra che tutto vada storto. Per questo, quando viene a sapere della morte di Daisy, la cagnetta di Auggie, non se la sente di chiamarlo. Non ha voglia di brutti pensieri.

Terzo libro della serie Wonder Story. Chritopher è uno dei personaggi che nel primo libro sono stati nominati dall'autrice ma cui la stessa non aveva dedicato spazio. Qui la Palacio ci regala il pensiero del ragazzo che da sempre è stato il migliore amico di August e che, da qualche anno, si è trasferito in un'altra città.
Christpher ci racconta come sia essere amico di un ragazzo come Auggie, di come da sempre si fosse dovuto abituare ad essere fissato ogni volta che lui e l'amico venivano in contatto con persone nuove; racconta di come la propria madre e quella di Auggie fossero indispensabili l'una per l'altra tanto che spesso la sua famiglia veniva messa in secondo piano per correre in aiuto durante i tanti ricoveri improvvisi del bambino. Christopher è un ragazzo come tanti altri che non chiede altro se non un po' di attenzione; un ragazzo da sempre fagocitato in una situazione più grande di lei, e che allontanandosene inizia a vederla con distacco. La Palacio, come nei libri precedenti, ci sa fare, cambiando pelle e modo di scrivere in base a quale sia il personaggio che vuole raccontarci. Anche in questo volume i temi trattati sono importanti: si passa dall'amicizia, ai rapporti famigliari, ai rapporti scolastici e vengono mostrati al lettore i pensieri di un ragazzo che evidentemente ha delle mancanze dovute al divorzio dei genitori ma anche al peso che Auggie ha sempre avuto sulle loro vite. Un libro che ancora una volta mi ha permesso di riflettere e di credere che sia necessario che questa serie venga letta nelle scuole, dai ragazzi ma anche dai professori. Poco più di centoventi pagine che racchiudono un mondo che ci viene svelato pian piano e che si inserisce perfettamente nella serie grazie all'espediente dei diversi volumi che trovo sia una scelta azzeccata, capace di tenere alta l'attenzione del lettore sul tutti i personaggi che intervengono nella storia.
Un libro che consiglio senza riserve!
Che ne pensate? Lo avete letto? Avete voglia di dirmi come lo avete trovato?

VOTO: 


lunedì 31 luglio 2017

Recensione # 200 - Il libro di Julian di R.J. Palacio - Domino letterario

Buon pomeriggio carissimi, come state? Siamo finalmente giunti all'ultimo giorno di luglio, ultima settimana lavorativa per me e, come potete immaginare, il mio umore è alle stelle!
Oggi vi propongo una recensione che fa parte di una iniziativa cui partecipo per la prima volta e che coinvolge deversi blog, si tratta del Domino letterario. In cosa consiste? È molto semplice: nell'immagine sottostante trovate l'elenco dei blog che partecipano e le date di pubblicazione delle recensioni. Il primo blog della lista ha scelto un libro cui il secondo blog si ricollega - può essere il colore della cover, la casa editrice, il fatto che l'autore sia maschio o femmina, insomma un qualsiasi collegamento - in una sorta di domino. In questo modo tutti i libri di cui ognuno dei blog partecipanti vi proporrà la recensione saranno collegati al precedente della lista. Io sono l'ultima della catena quindi se vi va troverete già tutte le recensioni precedenti pubblicate. Nello specifico io mi dovevo ricollegare al blog Leggendo Romance che, prima di me, ha scelto di recensire Silver di Kerstin Gier edito da Corbaccio; io mi ricollego per libro scritto da una donna e facente parte di una serie lasciandovi la recensione de Il libro di Julian di R.J. Palacio edito da Giunti, 121 pagine.

Sinossi: Julian non si capacita di come siano andate le cose nell'ultimo anno scolastico. Era il ragazzo più popolare della classe e si ritrova ad essere escluso dai compagni e costretto a cambiare scuola. Solo per aver fatto delle battute! Ma lui ha sempre fatto dell'ironia, e tutti ridevano, prima! Appena arrivato in classe, Auggie, il nuovo compagno di scuola affetto dalla sindrome di Treacher-Collins, lo aveva veramente turbato. Fin da piccolissimo, infatti, Julian aveva il terrore degli zombi e la faccia deforme di Auggie gli aveva fatto tornare gli incubi infantili. Era questo il vero motivo del suo accanimento. Era stato sospeso da scuola quando il preside aveva scoperto i bigliettini che Julian faceva trovare ad Auggie e al suo ex amico Jack e così non aveva potuto partecipare alla gita scolastica. Un provvedimento che i genitori non avevano mai accettato, accusando la scuola di aver sottovalutato la difficoltà della situazione che l'inserimento di Auggie in classe avrebbe comportato. Durante l'estate, però, Julian scopre una verità sconvolgente sulla sua nonna francese. Lei, ebrea, gli confessa che durante la guerra era stata salvata dallo "storpio" della classe, il "Tartaruga", come lo chiamavano tutti deridendolo. Solo pochi giorni prima di essere deportato egli stesso, perché non "perfetto", le aveva dato il suo primo bacio. Il suo nome era Julian... Età di lettura: da 13 anni.

Secondo volume della serie Wonder in cui l'autrice sceglie di dare voce a Julian, un personaggio particolarmente importante incontrato nel primo libro che però, a differenza di altri, non aveva avuto modo di farci conoscere il suo punto di vista. Un punto di vista che io ho atteso con ansia visto che il suo comportamento da bullo e la sua convinzione di essere nel giusto - anche grazie alla madre che si ritrova - mi avevano non poco urtato durante la lettura del primo libro.
Questo nuovo volume si divide in due parti: la prima in cui Julian ci parla del suo anno scolastico dal suo punto di vista cercando di spiegare e di giustificarsi - senza riuscirci secondo me - per il comportamento adottato fin dall'inizio nei confronti di August; la second in cui la scuola è finita ed il ragazzo racconta della sua estate solitaria a Parigi a casa della nonna paterna.
Nonna che all'inizio sembrava un personaggio marginale ma che invece è l'unica a dimostrare di avere del sale iun zucca e soprattutto è l'unica che cerca di far capire al ragazzo quanto il suo atteggiamento sia stato sbagliato.
Ho adorato la seconda parte, ho adorato quella nonna apparentemente un po' indifferente ed arcigna che poi sboccia raccontandoci una storia dolcissima fatta di gentilezza incondizionata che sa far riflettere ed emozionare.
Sono tornata con lei alla deportazione nazista, ho sofferto per le sorti della sua famiglia, ho vissuto insieme a lei il pentimento verso quel ragazzo tanto deriso e attraverso i suoi occhi ho visto nascere un sentimento profondo e unico.
Devo dire che mi piace molto come l'autrice abbia deciso di far evolvere la storia introducendo anche un'ulteriore fonte di riflessione su un tema di cui tanto si parla e che è sempre bene ricordare, soprattutto ai ragazzi. E in questo caso è un tema trattato in modo molto chiaro e diretto, con un linguaggio adatto a trasmettere le giuste emozione e portando il lettore a sentirsi coinvolto.
Se avete amato Wonder non potrete rimanere delusi da questo seguito che ne mantiene lo stesso stile semplice ma diretto e che permette di divorare il libro in pochissimo tempo.
Anche in questo caso ne consiglio la lettura sia ai ragazzi ma anche agli adulti anzi, sarebbe bello che gli adulti lo facessero leggere nelle scuole e magari ne creassero un dibattito perchè sono temi di cui non si parla mai abbastanza e soprattutto non lo si fa mai portando esempi concreti come fa l'autrice. Come lei cerca di estrapolare le sfaccettature dei possibili comportamenti che possono emergere in una situazione simile, sarebbe bello che lo facessero anche i ragazzi sia in ambito familiare che scolastico.
Questa è una di quelle serie che sicuramente terrò da parte per mio figlio e che gli consiglierò di leggere a tempo debito.
E voi cosa ne pensate? Lo avete letto? Se ancora non lo avete fatto io vi consiglio di dargli una possibilità anche se magari non siete particolarmente avvezzi al genere young adult.

VOTO: 


giovedì 13 luglio 2017

Leggendo SerialMente - Gruppo di Lettura #3 - Terza Tappa - Il libro di Julian di R.J. Palacio

Buongiorno carissimi! Eccoci giunti alla terza tappa di questo terzo Gruppo di Lettura seriale che ci porterà tra le pagine della serie Wonder Story di R.J. Palacio edito da Giunti. Oggi parliamo de Il libro di Julian, secondo volume della serie.
Chiunque può partecipare a questo gruppo di lettura, unica regola: voglia di spoilerare con noi su questa serie per ragazzi tanto famosa e di cui si è tanto parlato in rete.
Prima di cominciare vi ricordo le tappe relative ai diversi volumi.

WONDER
29 giugno 2017 - Un libro per amico: commento da pag. 0 a pag. 168 (prime quattro parti). Link qui.
06 luglio 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag. 171 a pag. 285 (dalla parte quinta fino alla fine del libro). Link qui.




IL LIBRO DI JULIAN
Ci comportiamo come se la quadrilogia fosse raccolta in un unico volume, quindi abbiamo appena terminato il volume uno ma senza ulteriori presentazioni iniziamo a leggere il secondo.
13 luglio 2017 - Un libro per amico: commento da pag. 0 a pag. 121, ovvero tutto il libro.





IL LIBRO DI CHRISTOPHER
20 luglio 2017 - Desperate Bookswife: commenteremo da pag. 0 a pag. 120 ovvero l'intero libro







 

IL LIBRO DI CHARLOTTE
27 luglio 2017 - Un libro per amico: commenteremo da pagina 0 fino a pagina 156, ovvero tutto il volume.








ATTENZIONE SPOILER!!!!!

Che dire di questo libro? L'autrice dà giustamente voce al punto di vista di Julian, personaggio particolarmente discusso del primo libro che spiccava per la sua antipatia.
Verso la fine di Wonder scoprivamo che Julian non sarebbe andato al campeggio e, successivamente, che avrebbe lasciato la scuola l'anno successivo. In questo nuovo libro è proprio lui a raccontarci il motivo di tutto questo.
Queste centoventi pagine sono suddivise in due parti: la prima in cui Julian ci racconta il suo anno scolastico e le sue motivazione per il trattamento che da sempre ha riservato a Auggie e la seconda in cui ci parla del periodo successivo alla fine della scuola passato a Parigi a casa della nonna paterna.
Devo dire che la prima parte mi ha fatto ancor più imbestialire rispetto a Wonder visto che le motivazioni di Julian - gli stati d'ansia con incubi annessi che la presenza di August gli avrebbe fatto riaffiorare - mi sono sembrati alcuanto assurde e imbarazzanti. E se lui in quanto ragazzino di dieci anni poteva essere non giustificato, ma quantomeno capito, il comportamento della madre è veramente inclassificabile.
È vero che noi mamme sentiamo la necessità perenne di vedere i nostri figli felici, ma arrivare a questo giustificando degli atti di bullismo inclassificabili è una cosa ripugnante. Purtroppo però questa tendenza non è poco comune anzi, non sapete quante volte in un solo anno di scuola primaria, a seguito di atti veramente gravi fatti da bambini ad altri bambini, ho sentito genitori affermare: "eh ma sono bambini... eh ma era solo uno scherzo innocente...". Con questo atteggiamento non si fa altro che non permettere ai bambini di capire la gravità delle cose e di ferli sentire giustificati per qualsiasi loro azione.
Anche l'atteggiamento che i genitori di Julian hanno verso il preside Kiap è un atteggiamento che, normalmente, chiunque abbia un figlio che frequenti una scuola può notare tra i genitori: il vittimismo. E se il padre di Julian poteva apparentemente sembrare quello con più sale in zucca della famiglia, con la sua volontà di fare causa alla scuola mi è veramente scaduto.
Per fortuna però ci viene in aiuto la nonna. Quanto ho adorato la nonna? All'inizio poteva sembrare una figura schiva e abbastanza insulsa, poi però ha fortunatamente preso in mano la situazione e ha aperto il suo cuore a Julian, mossa da un ricordo che da sempre la tormenta e che la situazione del nipote le fa sentire la necessità di raccontare. Quando la nonna era solo una ragazzina ha infatti vissuto una situazione simile a quella di Julian: nella sua classe c'era un bambino con difficoltà di deambulazione dovute alla poliomelite che tutti - lei compresa - schivavano e schernivano. Un bambino che addirittura nessuno in classe chiamava con il suo nome ma con un nomignolo; un bambino che però aveva un animo talmente gentile che, durante l'arrivo dei tedeschi non ci pensò due volte a nascondere la nonna di Julian nel granaio di casa sua, evitandole la deportazione e la morte certa. La nonna, che ai tempi aveva solo quattordici anni, era rimasta sola - aveva perso la madre deportata e uccisa, ed era senza padre in quanto nascosto in Svizzera - quindi rimase due anni nascosta nel granaio della famiglia del suo salvatore e venne trattata come una figlia.
Solo durante il suo nascondiglio la ragazza scopre il carattere dolce di colui che scopre chiamarsi Julian; un ragazzo di cui si innamora e a cui darà il primo bacio della sua vita. Purtroppo però Julian venne catturato e ucciso dai nazisti perchè disabile lasciando così il cuore della ragazza distrutto. Per quello, scopriamo, suo figlio venne poi chiamato Julian, che è poi anche il nome di suo nipote, il Julian che noi conosciamo. È con una tenerezza incredibile e con un dolore che emerge prepotentemente dalle pagine che la nonna spiega al nipote che dopo aver saputo della morte del suo Julian ha promesso a se stessa che mai più si sarebbe comportata così male con qualcuno.
Il racconto colpisce Julian, che decide finalmente di scrivere una lettera di scuse ad August, ed August da gran signore gli risponde.
Un bell'epilogo che fa rinsavire il bulletto e gli fa comprendere quanto fossero stati gravi i suoi insulti e le sue azioni tanto da arrivare addirittura a mettersi contro la famiglia che, ancora, insisteva per una causa alla scuola.
Lo stile è rimasto quello accattivante del libro precedente che mi ha permesso di divorare le pagine in un attimo.
Non vedo l'ora di scoprire cosa avranno da dirci Christopher e Charlotte quindi corro a leggere. Ovviamente attendo le vostre impressioni.
Vi ricordo che giovedì 20 luglio sul blog Desperate Bookswife commenteremo appunto Il libro di Christopher.

venerdì 7 luglio 2017

Recensione #195 - Wonder di R.J. Palacio

Buongiorno carissimi e buon venerdì. Prima di immergermi nell'ultima giornata lavorativa della settimana, vi lascio una recensione. È quella di un libro di cui avete già sentito parlare grazie al Gruppo di lettura, ma ora sono pronta per il mio pensiero completo.
Questa premessa per perlarvi di Wonder di R.J. Palacio, edito da Giunti, pag. 288.

Sinossi: È la storia di Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale, che, dopo anni passati protetto dalla sua famiglia per la prima volta affronta il mondo della scuola. Come sarà accettato dai compagni? Dagli insegnanti? Chi si siederà di fianco a lui nella mensa? Chi lo guarderà dritto negli occhi? E chi lo scruterà di nascosto facendo battute? Chi farà di tutto per non essere seduto vicino a lui? Chi sarà suo amico? Un protagonista sfortunato ma tenace, una famiglia meravigliosa, degli amici veri aiuteranno Augustus durante l'anno scolastico che finirà in modo trionfante per lui. Il racconto di un bambino che trova il suo ruolo nel mondo. Il libro è diviso in otto parti, ciascuna raccontata da un personaggio e introdotta da una canzone (o da una citazione) che gli fa da sfondo e da colonna sonora, creando una polifonia di suoni, sentimenti ed emozioni. Età di lettura: da 13 anni.

Vi è mai capitato di notare per strada qualcuno con problemi fisici evidenti e di fissarlo, anche senza volerlo? A me, purtroppo, sì. Sto cercando di insegnare a mio figlio di sette anni che non si fissano le persone, soprattutto se hanno problemi fisici che possono saltare all'occhio ma non è semplice. Purtroppo il diverso attira, spaventa e non sempre noi comuni mortali siamo capaci di rapportarci a ciò che ci spaventa.
Perchè vi dico queste cose? Perchè alla base di questa storia c'è appunto un'evidente malformazione fisica e tutto quello che una tale malformazione provoca a livello familiare ma anche a livello più ampio e nel risvolto di copertina l'autrice dice proprio di aver avuto l'idea per questa storia perchè lei, al parco, con i figli, si è allontanata velocemente vedendo un bambino malformato per paura che i suoi bambini potessero fare degli apprezzamenti non carini per poi rendersi conto che la sua potesse essere sembrata una fuga agli occhi di quel bambino. Quel bambino è diventato August, il protagonista di questa storia: un bambino che ama Halloween per poter andare in giro mascherato, un bambino che per anni ha indossato un casco da astronauta per evitare di mostrare al mondo il suo volto, un bambino che spesso si trova a dire di essere deforme ma non stupido, un bambino che, purtroppo, deve lottare per affrontare la stupidità del mondo, un bambino cui i medici hanno diagnosticato alla nascita un importante e praticamente incurabile malattia nata dalla concatenazione di diversi fattori. Un evento rarissimo che ha portato Auggie a nascere con la faccia totalmente deformata. Un problema evidente che da subito lo mette alla prova con numerosissime operazioni chirurgiche che accompagnano la sua infanzia e con l'atteggiamento sbagliato della gente che accompagna invece tutta la sua vita.
Quando noi lo conosciamo August è un bambino di dieci anni, e sta per affrontare per la prima volta in vita sua la scuola, infatti frequenterà, come tutti i ragazzini della sua età, la prima media e smetterà di studiare a casa con la madre.
Comincia da qui la nostra avventura con Auggie: nuova scuola, nuovi "amici", un'esposizione alla gente cui non è abituato e la necessità di cominciare a cavarsela da solo, rompendo quella spessa campana di vetro che i genitori gli hanno costruito intorno per proteggerlo dalla sua malattia ma soprattutto dalla gente.
Lo stile dell'autrice - nonostante il libro sia uno young adult, quindi adatto per un pubblico di ragazzini dai tredici anni in su - è semplice ma non scarno ed arriva alle cose in modo molto diretto senza utilizzare falsi pietismi o luoghi comuni.
Ogni capitolo è raccontato in prima persona da un ragazzo o una ragazza che in questo primo anno di scuola media si ritrova sulla strada di Auggie, in questo modo l'autrice è riuscita a dare voce a quasi tutti i personaggi che popolano la nuova vita di August - quelli che non troviamo in questo libro hanno addirittura un volume a parte nei seguiti della serie - permettendo al lettore di riflettere sui diversi punti di vista di ognuno.
È molto semplice amare questo libro e soprattutto adorare il suo protagonista che, nonostante la giovane età e la difficoltà cui la vita lo ha costretto, riesce sempre ad affrontare le sue paure, i suoi limiti e l'ignoranza della gente. Attenzione però, August non è per niente descritto come un indistruttibile ragazzo sempre sul pezzo, anzi, le sue difficoltà emergono in modo preponderante perchè lui ce ne mette a conoscenza, ma emergono in modo positivo, senza piagnistei, senza vittimismo e con la forza di chi, nonostante tutto, si rende conto di dover convivere con qualcosa di più grande di se.
Ogni personaggio che l'autrice ha scelto di rappresentare, raffigura un po' ogni singola sfaccettatura della vita infatti in ognuno di essi c'è un differente atteggiamento che, nel bene o nel male, si può ritrovare ogni giorno nella realtà.
Un libro che ho trovato di una dolcezza infinita, ma che in alcuni momenti mi ha fatto anche tantissimo arrabbiare e rattristare. Insomma, un libro vero, che andrebbe letto da tutti - adulti e ragazzi - soprattutto in questa nostra era in cui i social sono diventati il mezzo per offendere, prendere in giro e sparlare degli altri. C'è tantissimo da imparare da August, basta volerlo!!!
Inutile dire che ve lo consiglio e che vi consiglio di farlo leggere a tutti i ragazzini che conoscete affinchè si rendano conto che il diverso non deve fare paura e che anche dal diverso di può imparare. E per chi starà storcendo il naso perchè non ha figli che leggono può sempre deviare l'attenzione sul film - sempre meglio di niente! - che vanta oltretutto un cast di grande rispetto.


Che ne pensate? Lo avete letto? Avete voglia di dirmi come lo avete trovato? Io nel frattempo sto andando avanti con la serie quindi presto troverete anche le recensioni dei libri successivi.

VOTO: