Buongiorno carissimi! Eccoci giunti alla terza tappa di questo terzo Gruppo di Lettura seriale che ci porterà tra le pagine della serie Wonder Story di R.J. Palacio edito da Giunti. Oggi parliamo de Il libro di Julian, secondo volume della serie.
Chiunque
può partecipare a questo gruppo di lettura, unica regola: voglia di
spoilerare con noi su questa serie per ragazzi tanto famosa e di cui si è
tanto parlato in rete.
Prima di cominciare vi ricordo le tappe relative ai diversi volumi.
WONDER
29 giugno 2017 - Un libro per amico: commento da pag. 0 a pag. 168 (prime quattro parti). Link
qui.
06 luglio 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag. 171 a pag. 285 (dalla parte quinta fino alla fine del libro). Link
qui.
Ci
comportiamo come se la quadrilogia fosse raccolta in un unico volume,
quindi abbiamo appena terminato il volume uno ma senza ulteriori
presentazioni iniziamo a leggere il secondo.
13 luglio 2017 - Un libro per amico: commento da pag. 0 a pag. 121, ovvero tutto il libro.
IL LIBRO DI CHRISTOPHER
20 luglio 2017 - Desperate Bookswife: commenteremo da pag. 0 a pag. 120 ovvero l'intero libro
IL LIBRO DI CHARLOTTE
27 luglio 2017 - Un libro per amico: commenteremo da pagina 0 fino a pagina 156, ovvero tutto il volume.
ATTENZIONE SPOILER!!!!!
Che dire di questo libro? L'autrice dà giustamente voce al punto di vista di Julian, personaggio particolarmente discusso del primo libro che spiccava per la sua antipatia.
Verso la fine di Wonder scoprivamo che Julian non sarebbe andato al campeggio e, successivamente, che avrebbe lasciato la scuola l'anno successivo. In questo nuovo libro è proprio lui a raccontarci il motivo di tutto questo.
Queste centoventi pagine sono suddivise in due parti: la prima in cui Julian ci racconta il suo anno scolastico e le sue motivazione per il trattamento che da sempre ha riservato a Auggie e la seconda in cui ci parla del periodo successivo alla fine della scuola passato a Parigi a casa della nonna paterna.
Devo dire che la prima parte mi ha fatto ancor più imbestialire rispetto a Wonder visto che le motivazioni di Julian - gli stati d'ansia con incubi annessi che la presenza di August gli avrebbe fatto riaffiorare - mi sono sembrati alcuanto assurde e imbarazzanti. E se lui in quanto ragazzino di dieci anni poteva essere non giustificato, ma quantomeno capito, il comportamento della madre è veramente inclassificabile.
È vero che noi mamme sentiamo la necessità perenne di vedere i nostri figli felici, ma arrivare a questo giustificando degli atti di bullismo inclassificabili è una cosa ripugnante. Purtroppo però questa tendenza non è poco comune anzi, non sapete quante volte in un solo anno di scuola primaria, a seguito di atti veramente gravi fatti da bambini ad altri bambini, ho sentito genitori affermare: "eh ma sono bambini... eh ma era solo uno scherzo innocente...". Con questo atteggiamento non si fa altro che non permettere ai bambini di capire la gravità delle cose e di ferli sentire giustificati per qualsiasi loro azione.
Anche l'atteggiamento che i genitori di Julian hanno verso il preside Kiap è un atteggiamento che, normalmente, chiunque abbia un figlio che frequenti una scuola può notare tra i genitori: il vittimismo. E se il padre di Julian poteva apparentemente sembrare quello con più sale in zucca della famiglia, con la sua volontà di fare causa alla scuola mi è veramente scaduto.
Per fortuna però ci viene in aiuto la nonna. Quanto ho adorato la nonna? All'inizio poteva sembrare una figura schiva e abbastanza insulsa, poi però ha fortunatamente preso in mano la situazione e ha aperto il suo cuore a Julian, mossa da un ricordo che da sempre la tormenta e che la situazione del nipote le fa sentire la necessità di raccontare. Quando la nonna era solo una ragazzina ha infatti vissuto una situazione simile a quella di Julian: nella sua classe c'era un bambino con difficoltà di deambulazione dovute alla poliomelite che tutti - lei compresa - schivavano e schernivano. Un bambino che addirittura nessuno in classe chiamava con il suo nome ma con un nomignolo; un bambino che però aveva un animo talmente gentile che, durante l'arrivo dei tedeschi non ci pensò due volte a nascondere la nonna di Julian nel granaio di casa sua, evitandole la deportazione e la morte certa. La nonna, che ai tempi aveva solo quattordici anni, era rimasta sola - aveva perso la madre deportata e uccisa, ed era senza padre in quanto nascosto in Svizzera - quindi rimase due anni nascosta nel granaio della famiglia del suo salvatore e venne trattata come una figlia.
Solo durante il suo nascondiglio la ragazza scopre il carattere dolce di colui che scopre chiamarsi Julian; un ragazzo di cui si innamora e a cui darà il primo bacio della sua vita. Purtroppo però Julian venne catturato e ucciso dai nazisti perchè disabile lasciando così il cuore della ragazza distrutto. Per quello, scopriamo, suo figlio venne poi chiamato Julian, che è poi anche il nome di suo nipote, il Julian che noi conosciamo. È con una tenerezza incredibile e con un dolore che emerge prepotentemente dalle pagine che la nonna spiega al nipote che dopo aver saputo della morte del suo Julian ha promesso a se stessa che mai più si sarebbe comportata così male con qualcuno.
Il racconto colpisce Julian, che decide finalmente di scrivere una lettera di scuse ad August, ed August da gran signore gli risponde.
Un bell'epilogo che fa rinsavire il bulletto e gli fa comprendere quanto fossero stati gravi i suoi insulti e le sue azioni tanto da arrivare addirittura a mettersi contro la famiglia che, ancora, insisteva per una causa alla scuola.
Lo stile è rimasto quello accattivante del libro precedente che mi ha permesso di divorare le pagine in un attimo.
Non vedo l'ora di scoprire cosa avranno da dirci Christopher e Charlotte quindi corro a leggere. Ovviamente attendo le vostre impressioni.
Vi ricordo che giovedì 20 luglio sul blog
Desperate Bookswife commenteremo appunto Il libro di Christopher.