venerdì 7 luglio 2017

Recensione #195 - Wonder di R.J. Palacio

Buongiorno carissimi e buon venerdì. Prima di immergermi nell'ultima giornata lavorativa della settimana, vi lascio una recensione. È quella di un libro di cui avete già sentito parlare grazie al Gruppo di lettura, ma ora sono pronta per il mio pensiero completo.
Questa premessa per perlarvi di Wonder di R.J. Palacio, edito da Giunti, pag. 288.

Sinossi: È la storia di Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale, che, dopo anni passati protetto dalla sua famiglia per la prima volta affronta il mondo della scuola. Come sarà accettato dai compagni? Dagli insegnanti? Chi si siederà di fianco a lui nella mensa? Chi lo guarderà dritto negli occhi? E chi lo scruterà di nascosto facendo battute? Chi farà di tutto per non essere seduto vicino a lui? Chi sarà suo amico? Un protagonista sfortunato ma tenace, una famiglia meravigliosa, degli amici veri aiuteranno Augustus durante l'anno scolastico che finirà in modo trionfante per lui. Il racconto di un bambino che trova il suo ruolo nel mondo. Il libro è diviso in otto parti, ciascuna raccontata da un personaggio e introdotta da una canzone (o da una citazione) che gli fa da sfondo e da colonna sonora, creando una polifonia di suoni, sentimenti ed emozioni. Età di lettura: da 13 anni.

Vi è mai capitato di notare per strada qualcuno con problemi fisici evidenti e di fissarlo, anche senza volerlo? A me, purtroppo, sì. Sto cercando di insegnare a mio figlio di sette anni che non si fissano le persone, soprattutto se hanno problemi fisici che possono saltare all'occhio ma non è semplice. Purtroppo il diverso attira, spaventa e non sempre noi comuni mortali siamo capaci di rapportarci a ciò che ci spaventa.
Perchè vi dico queste cose? Perchè alla base di questa storia c'è appunto un'evidente malformazione fisica e tutto quello che una tale malformazione provoca a livello familiare ma anche a livello più ampio e nel risvolto di copertina l'autrice dice proprio di aver avuto l'idea per questa storia perchè lei, al parco, con i figli, si è allontanata velocemente vedendo un bambino malformato per paura che i suoi bambini potessero fare degli apprezzamenti non carini per poi rendersi conto che la sua potesse essere sembrata una fuga agli occhi di quel bambino. Quel bambino è diventato August, il protagonista di questa storia: un bambino che ama Halloween per poter andare in giro mascherato, un bambino che per anni ha indossato un casco da astronauta per evitare di mostrare al mondo il suo volto, un bambino che spesso si trova a dire di essere deforme ma non stupido, un bambino che, purtroppo, deve lottare per affrontare la stupidità del mondo, un bambino cui i medici hanno diagnosticato alla nascita un importante e praticamente incurabile malattia nata dalla concatenazione di diversi fattori. Un evento rarissimo che ha portato Auggie a nascere con la faccia totalmente deformata. Un problema evidente che da subito lo mette alla prova con numerosissime operazioni chirurgiche che accompagnano la sua infanzia e con l'atteggiamento sbagliato della gente che accompagna invece tutta la sua vita.
Quando noi lo conosciamo August è un bambino di dieci anni, e sta per affrontare per la prima volta in vita sua la scuola, infatti frequenterà, come tutti i ragazzini della sua età, la prima media e smetterà di studiare a casa con la madre.
Comincia da qui la nostra avventura con Auggie: nuova scuola, nuovi "amici", un'esposizione alla gente cui non è abituato e la necessità di cominciare a cavarsela da solo, rompendo quella spessa campana di vetro che i genitori gli hanno costruito intorno per proteggerlo dalla sua malattia ma soprattutto dalla gente.
Lo stile dell'autrice - nonostante il libro sia uno young adult, quindi adatto per un pubblico di ragazzini dai tredici anni in su - è semplice ma non scarno ed arriva alle cose in modo molto diretto senza utilizzare falsi pietismi o luoghi comuni.
Ogni capitolo è raccontato in prima persona da un ragazzo o una ragazza che in questo primo anno di scuola media si ritrova sulla strada di Auggie, in questo modo l'autrice è riuscita a dare voce a quasi tutti i personaggi che popolano la nuova vita di August - quelli che non troviamo in questo libro hanno addirittura un volume a parte nei seguiti della serie - permettendo al lettore di riflettere sui diversi punti di vista di ognuno.
È molto semplice amare questo libro e soprattutto adorare il suo protagonista che, nonostante la giovane età e la difficoltà cui la vita lo ha costretto, riesce sempre ad affrontare le sue paure, i suoi limiti e l'ignoranza della gente. Attenzione però, August non è per niente descritto come un indistruttibile ragazzo sempre sul pezzo, anzi, le sue difficoltà emergono in modo preponderante perchè lui ce ne mette a conoscenza, ma emergono in modo positivo, senza piagnistei, senza vittimismo e con la forza di chi, nonostante tutto, si rende conto di dover convivere con qualcosa di più grande di se.
Ogni personaggio che l'autrice ha scelto di rappresentare, raffigura un po' ogni singola sfaccettatura della vita infatti in ognuno di essi c'è un differente atteggiamento che, nel bene o nel male, si può ritrovare ogni giorno nella realtà.
Un libro che ho trovato di una dolcezza infinita, ma che in alcuni momenti mi ha fatto anche tantissimo arrabbiare e rattristare. Insomma, un libro vero, che andrebbe letto da tutti - adulti e ragazzi - soprattutto in questa nostra era in cui i social sono diventati il mezzo per offendere, prendere in giro e sparlare degli altri. C'è tantissimo da imparare da August, basta volerlo!!!
Inutile dire che ve lo consiglio e che vi consiglio di farlo leggere a tutti i ragazzini che conoscete affinchè si rendano conto che il diverso non deve fare paura e che anche dal diverso di può imparare. E per chi starà storcendo il naso perchè non ha figli che leggono può sempre deviare l'attenzione sul film - sempre meglio di niente! - che vanta oltretutto un cast di grande rispetto.


Che ne pensate? Lo avete letto? Avete voglia di dirmi come lo avete trovato? Io nel frattempo sto andando avanti con la serie quindi presto troverete anche le recensioni dei libri successivi.

VOTO: 



2 commenti:

  1. Non posso che essere d'accordo con te.
    Non sarà alta letteratura ne un classico, ma sicuramente fa riflettere. E secondo me un bambino, un minimo sensibile ed intelligente, viene scosso da una storia simile. Il che è un bene, non siamo più abituati ad essere scombussolati nelle emozioni profonde ne a riflettere su questioni delicate, limitandoci a bollarle, ingnorarle o parlarne male punto.
    Una meravigliosa scoperta anche per me col Gdl. Come sai ero diffidentissima, peggio che con Miss Peregrine!

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    1. È sempre bello quando un libro riesce a stupire!

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