lunedì 16 dicembre 2013

Evento: Henning Mankell premiato al Courmayeur Noir in Festival

Buonpomeriggio mondo, e buon lunedì!!!
Ultima settimana prenatalizia questa, quindi per quanto mi riguarda piena di commissioni, di pensieri e di lavori da finire! Nonostante so già che sarà super stancante, il mio umore è positivo perchè poi mi attende finalmente un periodo di meritato riposo!
Ma veniamo a noi ed al meraviglioso mondo dei libri.
Avrei voluto scrivere questo post nei giorni scorsi ma non ne ho proprio avuto il tempo quindi rimedio oggi.
La scorsa settimana si è svolto il Courmayeur Noir Festival ed è stato assegnato il RAYMOND CHANDLER AWARD ossia il maggior riconoscimento italiano alla carriera di un maestro del genere letterario thriller e noir che dal 1993 viene assegnato dalla direzione del Festival ogni anno nel mese di dicembre. Quest'anno il riconoscimento è andato allo svedese Henning Mankell ed io non potrei essere più d'accordo. Ritengo Mankell uno dei migliori tra gli attuali giallisti in circolazione a cui si deve anche il merito di aver aperto la strada ai molti giallisti svedesi che negli ultimi anni sono approdati anche nelle nostre librerie, arricchendo non poco il panorama letterario del genere.
Essendo un'appassionata di questo scrittore ho deciso di parlare di alcuni libri che lui ha scritto e che io ho amato moltissimo.
Mankell è conosciuto principalmente per i libri della serie Le inchieste del commissario Wallander ma ha scritto anche altri gialli non legati a quel personaggio ed altrettanto interessanti. In questo post vi segnalerò uno dei libri con protagonista Wallander e due volumi autoconclusivi, tutti editi in Italia da Marsilio.

  • Il primo libro che vi segnalo è Delitto di Mezza estate. Le inchieste del commissario Wallander vol.7. Nonostante facciano parte della stessa serie ci tengo però a specificare che i gialli che la compongono hanno un inizio ed una fine ben precisa, ed è possibile leggerli anche non in ordine in quanto il filo conduttore tra tutti non è la trama ma il personaggio che evolve nei vari volumi.
Trama: Notte di solstizio: tre giovani in una macchia isolata del bosco nei pressi di Osterlen. Qualcuno li spia. La loro festa si tinge di sangue. Intanto, la quiete della centrale di polizia di Ystad è spezzata dal ritrovamento del corpo di Svedberg, da anni collega di Wallander, ucciso da tre colpi di pistola sparati in pieno volto. Due foto tra le carte di Svedberg convincono Wallander dell'inesorabile intreccio tra i due casi di omicidio, ma l'assassino è sempre un passo in anticipo sulle mosse degli investigatori, che sono alle prese con gli inquietanti segreti di "uno di loro", un uomo che credevano di conoscere. È impossibile intuirne i movimenti, prevedere chi sarà la sua prossima vittima: in una calma apparente cova la follia criminale.

I volumi che compongono la serie sono:
- Assassino senza volto. Vol.1
- I cani di Riga. Vol. 2 
- La leonessa bianca. Vol. 3
- L'uomo che sorrideva. Vol. 4
- La falsa pista. Vol. 5
- La quinta donna. Vol. 6 
- Delitto di mezza estate. Vol. 7
- Muro di fuoco. Vol. 8
- Piramide. Vol. 9 
Poi ci sono tre libri in cui appare come protagonista la figlia di Wallender e sono:
- Prima del gelo
- L'uomo inquieto
- La mano
  • Il secondo libro che vorrei proporvi è Il ritorno del maestro di danza, a cui sono molto legata perchè è il primo romanzo di Menkell che ho letto in assuoluto e quindi quello che mi ha fatto venire una pazza voglia di leggerne anche altri.
Trama: Lo Härjedalen, nel nord della Svezia, è una terra di foreste sterminate, i cui lunghi inverni  sono a stento rischiarati dal bagliore della neve. È qui, in un casolare sperduto, che Herbert Molin, ex poliziotto in pensione, decide di ritirarsi. E qui, un brutale assassino lo raggiunge per accompagnarlo in un ultimo, terribile ballo con la morte. Quando la polizia arriva sulla scena del delitto, trova delle impronte di sangue che sembrano tracciare i passi del tango. Il trentasettenne Stefan Lindman, ispettore della polizia di Boràs, un tempo collega della vittima, per non doversi confrontare con la malattia che lo tormenta si butta a capofitto nelle indagini e scopre ben presto l'inquietante passato nazista di Molin. Esiste un legame tra la sua morte atroce e le sue convinzioni politiche? E qual è il ruolo della rete neonazista che, sempre più nitida, viene alla luce e sembra toccare lo stesso Lindman molto da vicino? Sulle tracce dell'assassino, che dalla Svezia portano in Germania e Argentina, la sua inchiesta ripercorre un pezzo doloroso della nostra storia. Lo attende una rivelazione sconvolgente, oltre all'amara consapevolezza che la follia che per anni devastò l'Europa non è affatto sepolta.
  • Ultimo di cui vi parlo, ma non per importanza e piacevolezza, è Scarpe italiane che io avevo trovato in libreria in un edizione super economica.
Trama: Fredrik Welin, ex-chirurgo, vive in una delle tante, piccole isole che popolano l'arcipelago al  largo di Stoccolma, circondato da un mare di ghiaccio. Solo l'arrivo del postino interrompe il silenzio delle giornate, segnate dalle immersioni e da qualche scarna annotazione in un diario, cronaca di un'esistenza che si è persa. C'è un mistero nella vita di Fredrik Welin, una "catastrofe" che l'ha spinto a cercare la solitudine e a creare una barriera tra sé e il mondo. Ma un mattino, quasi un miraggio, lo raggiunge una donna. L'ombra nera che si staglia contro il bianco tutt'intorno è Harriet, tanto amata in gioventù e abbandonata senza spiegazioni. Ora, dopo quasi quarant'anni, vuole che Fredrik mantenga un'antica promessa. Con lei inizia un emozionante viaggio verso nord, pieno di incontri inaspettati, una ricerca serrata alle radici di un segreto del passato. Con "Scarpe italiane", Henning Mankell, il maestro del giallo scandinavo, rivela un registro sorprendente, che come "l'eco di un colpo sulla superficie ghiacciata del mare risuona nel cuore del lettore". Il suo è un romanzo intenso sulla forza dei sentimenti e dell'amore che rinasce, dove il protagonista, che a molti critici ha ricordato Wallander, è alle prese con una caccia che non dà tregua. Ma, questa volta, la caccia non è all'assassino.

Cosa ne pensate? Siete come me amanti di questo scrittore o non avete mai letto i suoi romanzi?
Se siete amanti dei gialli/thriller non potete farveli scappare e neanche se volete fare un bel regalo di Natale ad un amante del genere!

venerdì 13 dicembre 2013

Chi ben comincia #14

Buon venerdì miei cari lettori! Natale è ormai alle porte ed io ho ancora un sacco di cose da organizzare: devo finire alcuni lavori, devo comprare i regali, devo spedirne alcuni via posta (aiutoooooooo....non arriveranno mai.....). Insomma la prossima settimana si prospetta decisamente impegnativa ma la cosa che mi consola è che sarà l'ultimo sforzo prima di un po' di sano e meritato riposo! Non vedo l'ora, anche perchè sono ancora un po' malaticcia.
Purtroppo non sto riuscendo neanche a dedicare il giusto tempo al blog, ma spero di rimediare a breve!
Oggi è venerdì ed è il giorno dedicato alla rubrica Chi ben comincia, la rubrica ideata dalla mia amica Alessia del blog "Il profumo dei libri".
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Per l'incipit di oggi non ho avuto dubbi. Ho scelto di leggere insieme a voi quello di un libro acquistato da poco, di cui ho sentito parlare molto bene e che vi ho presentato nell'ultima puntata di Shopping letterario. Sto parlando di L'amore bugiardo di Gillian Flynn edito da Rizzoli

REGOLE:
- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti



Quando penso a mia moglie, penso sempre alla sua testa. Alla forma che ha, per cominciare. La prima volta che l'ho vista, è stata la sua nuca che ho notato, e nelle sue curve c'era qualcosa di incantevole. Come un chicco di mais, duro e lucente, o un fossile nel greto di un fiume. La sua è quella che i vittoriani definirebbero una testa dalle proporzioni squisite, che lascia intuire la forma del cranio. La riconoscerei ovunque, quella testa.
E ciò che contiene. Penso anche a quello: la sua mente. Il suo cervello, con tutte quelle circonvoluzioni, e i suoi pensieri che vi fanno avanti e indietro rapidi e frenetici come scolopendre. Con la curiosità di un bambino, m'immagino di aprirle il cranio, srotolarle il cervello e frugarci dentro, per catturare i suoi pensieri. A cosa pensi, Amy? La domanda che ho fatto più spesso durante il nostro matrimonio, magari non ad alta voce, magari non alla persona che avrebbe potuto rispondermi. Suppongo che domande simili incombano come nuvole nere su ogni matrimonio: A cosa pensi? Come ti senti? Chi sei veramente? Che cosa ci siamo fatti? Cosa faremo?
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Uhhhhhhhh....che inizio!
Allora, comincio col dire che dal basso della mia ignoranza ho dovuto cercare cosa fossero le scolopendre....bleahhhhhhhh!!!
Un incipit molto particolare, perchè quello che inizialmente sembra presentato al lettore come una dichiarazione d'amore assume, del mio punto di vista, un risvolto molto macabro.
Un marito che ha come sogno quello di aprirti il cranio e srotolarti il cervello non è proprio il massimo del romanticismo, e neanche che ti associ in qualche modo a una scolopendra - ora difficilmente mi dimenticherò di questo termine - mi sembra proprio una cosa carina!
Ed è proprio questo che mi fa venire una voglia irrefrenabile di continuare a leggere.
Il narratore - diciamocelo - mi sembra un po' un pazzo, e non mi meraviglierei se qualche riga più avanti scoprissi che la sua narrazione avviene da un carcere di massima sicurezza. Me lo immagino che parla della propria mogliettina con un'espressione tipo quella di Jack Nicholson in Shining, con gli occhi a palla un po' fuori dalle orbite...avete presente?
Sicuramente se il libro mantiene questo ritmo incalzante non potrà che farmi tenere attaccata alle sue pagine - digitali in questo caso ahahahahahhaha!
Voi cosa ne pensate? Siete tra i tanti che lo hanno già letto? Oppure state ancora valutando se può attrarvi? Spero che questo incipit possa darvi un aiutino!
Fatemi sapere come vi sembra e se vi va postate nei commenti il vostro pensiero e magari anche il vostro incipit di oggi.

giovedì 12 dicembre 2013

Volevo solo una vita tranquilla!

Ciao amici!!!! Scusate se ultimamente latito un po' ma siamo a ridosso delle feste e le cose da fare si accumulano.
Sono riuscita però a preparare una delle recensioni a cui tenevo di più quindi posso ritenermi soddisfatta!
Oggi vi parlerò di un libro che ho scoperto per caso grazie alla presentazione a cui ho assistito a Milano per il Bookcity e di cui vi ho raccontato qui. Sto parlando di Volevo solo una vita tranquilla! scritto da Anna Talò edito da Corbaccio. L'incipit di questo libro era stato protagonista di una puntata di Chi ben comincia che se vi va potete leggere qui.

Trama: Teresa scrive manuali di auto-aiuto, in cui consiglia alle lettrici di andare incontro al domani
piene di fiducia e ottimismo. Un insegnamento che proprio lei, però, si guarda bene dal seguire: vive praticamente reclusa in casa, frequenta solo lo zio magistrato e pochissime amiche storiche, e respinge da anni un vicino aitante e sciupafemmine che la corteggia implacabile. Per sfuggire alla noia apre un blog di piccola posta, sotto il falso nome di Lucilla, sul quale si scatena con risposte ciniche e spietate ai problemi di cuore che le vengono sottoposti, riscuotendo grandissimo successo. Proprio il suo stile corrosivo stuzzica il Vendicatore, uno stalker che si dimostrerà davvero pericoloso. Teresa sarà costretta a uscire dal proprio guscio per risolvere l’enigma che le sta rovinando un’esistenza che aveva costruito faticosamente perché fosse la più ordinata possibile; al suo fianco ci saranno lo zio e due inaspettati cavalieri che faranno la loro parte per tirarla fuori dai guai. Lei, che voleva solo una vita tranquilla, si trova a dover fare i conti con una lunga sfilza di imprevisti e di colpi di scena, usando solo l’arma della sua intelligenza e dell’umorismo.


Leggere questo libro è stato come bere un bicchiere di acqua fresca in una giornata torrida di estate.
Lucilla - o Teresa - credo rappresenti un pochino ognuna di noi: una donna con una paura folle di buttarsi in una relazione per il timore di soffrire, una donna che fa battute sugli uomini ma che in fondo trovare l'uomo giusto non le farebbe poi proprio schifo, una donna che si isola per non sentirsi sbagliata e per non doversi mettere più di tanto in gioco, ma anche una donna in alcuni tratti molto decisa, incurante del pericolo e intenzionata a non farsi piegare dagli avvenimenti.
Teresa è una donna come tante, che per riuscire ad emergere dal suo isolamento assume l'identità di Lucilla ed attraverso il suo blog Cara Lucilla - che esiste davvero proprio qui su blogspot! - dà suggerimenti disarmanti alle sue lettrici in pena, generalmente per colpa di un uomo.
Nessuno conosce la vera identità di Lucilla, ed è proprio questo che la aiuta a non avere peli sulla lingua, potendo finalmente dire quello che pensa, senza vergogna, senza paura!
Ma forse qualcosa non è stato considerato fino in fondo da Teresa; forse qualcuno ha scoperto che è proprio lei a nascondersi dietro quello pseudonimo e forse quello che lei scrive nel blog non è proprio apprezzato da tutti.
Uno stalker inizia ad importunarla, inizialmente scrivendo un commento un po' poco carino ad un suo post e successivamente arrivando addirittura a perseguitarla nella vita vera. E' lui, il vendicatore del testosterone!(questo nome scelto dall'autrice per lo stalker mi ha fatto veramente ridere di gusto!)
Inizialmente la cosa viene presa un po' sotto gamba ma poi, pian piano, è necessario scoprire chi si cela dietro al vendicatore del genere maschile che sembra aver proprio deciso di spaventarla, perchè in fondo la faccenda potrebbe non essere solo uno stupido scherzo.
Nessuno sarà immune da sospetti, neanche le persone più vicine possono essere escluse dal dubbio.
La sottile ironia che ci accompagna in tutto il libro ci permette di sorridere spesso. Ogni capitolo comincia con una domanda che una lettrice del blog pone a Lucilla seguita da una risposta sempre pungente ed adeguata. E' un libro che si legge tutto d'un fiato, in poche ore, perchè lo stile è molto piacevole e la voglia di scoprire il colpevole cresce di pagina in pagina riservando al lettore non pochi colpi di scena.
E' assolutamente una lettura adatta ad ogni età ed anche ad ogni sesso perchè credo che l'ironia di Lucilla - molto misurata e mai eccessiva - possa essere divertente anche per un uomo. Mi aspettavo un libro divertente e poco impegnativo ma ho trovato al suo interno molto di più: mi ha ricordato un po' i libri di Andrea Vitali, con il suo paesino di provincia, i suoi personaggi poco impegnativi ma molto veri, il mistero da svelare. Insomma un romanzo italiano con all'interno un mondo, senza effetti speciali ma tanto carico di vita vera. Una lettura che consiglio di leggere e perchè no, visto il Natale alle porte, anche di regalare (io ne ho già impacchettato una copia che regalerò!).

Voto:

lunedì 9 dicembre 2013

Il silenzio della neve

Ciao miei cari amici! Come state? Io ancora super raffreddata. In più fa freddissimo quindi ristabilirsi non è proprio facile dovendo uscire prestissimo al mattino per andare al lavoro. Per fortuna mancano solo due settimane alle vacanze natalizie e poi potrò godermi un po' di calduccio casalingo.
Oggi cercherò di portarmi avanti con le recensioni che ho indietro - troppe e da troppo tempo - cominciando con quella di un libro che ho letto ormai da più di un mese.
Si tratta del libro Il silenzio della neve romanzo d'esordio di  Jenny Milchman che la Sperling & Kupfer mi aveva gentilmente inviato prima delle vacanze estive.

Trama: È una mattina gelida come tante altre nella grande casa di Nora Hamilton, sepolta tra le nevi dei monti Adirondack, nello Stato di New York. Eppure, al risveglio, Nora capisce subito che qualcosa non va. Il tempo di guardarsi intorno, e lasciare che la nebbia del sonno si diradi, e un'agghiacciante verità le si presenta davanti: suo marito Brendan è morto. Si è impiccato, senza un apparente motivo, senza lasciare nemmeno un biglietto. Dopo le prime ore di disperazione e incredulità, però, Nora comincia a riflettere: perché Brendan, marito affettuoso, poliziotto innamorato del suo lavoro, avrebbe dovuto togliersi la vita? C'è qualcosa che lei non sa? Forse qualcuno l'ha spinto a quel gesto? Tormentata dal dubbio e dal sospetto, nonostante il dolore Nora decide che è arrivato il momento di aprire gli occhi. Ha passato tutta la vita a evitare verità scomode, ma ora deve trovare il coraggio di affrontare quel che forse non ha mai voluto vedere. Indagando sul passato di Brendan, Nora incontra una sconcertante resistenza da parte degli amici, dei colleghi, persino della madre di lui, e si rende conto che sta facendo domande a cui nessuno vuole rispondere. Perché, sotto la coltre di ghiaccio, si nasconde qualcosa - un terribile segreto - che deve restare sepolto il più a lungo possibile.

Questo libro è ambientato in un piccolo paese - Wedeskyull - non molto lontano da New York; uno di quei paesi dove tutti si conoscono, dove i lavori passano ancora di generazione in generazione, - anche il lavoro del poliziotto - dove tutti sembrano essere amici. Sembrano...
La storia ci viene raccontata dalla protagonista - Nora - e comincia proprio quando qualcosa di irrimediabile è successo nella sua vita: si sveglia, ma suo marito non è accanto a lei, la sensazione che lei ha è quella di stordimento, stanchezza, spossatezza, nonostante si sia appena svegliata dopo una notte di sonno. E' strano che Brendan non l'abbia svegliata nonostante sapesse che aveva un appuntamento importante, è strano che alzandosi non trovi suo marito nella doccia, e non ci sia neanche nell'aria quel profumo di bagnoschiuma che indica una doccia consumata da poco. Anche in cucina qualcosa non va: nessuna traccia di resti di una colazione. Il marito di Brendan è un poliziotto, e non esce mai senza essersi fatto una doccia, e senza aver bevuto un buon caffè. Non molto tempo prima, dopo il matrimonio, lei e Brendan sono ritornati in paese, e lui ha cominciato a fare il poliziotto proprio suo padre.
Non c'è una ragione specifica, ma è come se quel piccolo paese fosse per lui l'unico posto dove sentirsi veramente a casa.
Per Nora non è proprio così. Come tutti i piccoli paesi anche Wedeskyull fatica ad accettare i nuovi arrivati e Nora lo vive sulla sua pelle. E' nuova, un'estranea nella sua casa - prestata al marito da una cara zia - ed un'estranea nel suo nuovo paese - nonostante lei faccia di tutto per integrarsi addirittura cominciando un'attività come restauratrice di case.
Certe cose però si superano quando il proprio matrimonio è perfetto, tranquillo, solido e senza segreti...
Ma il matrimonio di Nora e Brendan è veramente così???
Dopo la disperazione e le urla è questa domanda che la donna comincia a porsi quando trova il cadavere del marito, impiccato con una vecchia corda nel suo rifugio, al piano superiore della casa. Qualcosa di assolutamente grave deve essere successo nella vita del marito per averlo portato ad un gesto simile, qualcosa che la neve - caduta copiosa per tutta la durata del libro - sembra voler celare agli occhi di tutti.
Niente negli atteggiamenti di Brendan potevano presagire la sua volontà di togliersi la vita, quindi qualcosa di terribile deve essere successo e Nora è assolutamente intenzionata a scoprire di che cosa si tratta. E' così che si ritrova ad essere suo malgrado detective.
Spera di avere i colleghi del marito dalla sua parte ma capisce molto presto di non potersi fidare di nessuno, neanche di loro, quei poliziotti che fino a quel momento riteneva amici, quasi una seconda famiglia.
In una cittadina piccola come quella un segreto può essere nascosto in maniera molto semplice, la cappa di omertà che si può creare è profonda e difficilmente superabile e chi vuole approfondire facendo domande e ficcando il naso può ritrovarsi in guai molto seri. Lo sa la madre di Brendan, lo sa la zia Jean, lo sa persino Dugger, quel ragazzo un po' fuori dal mondo che con le sue rime apparentemente senza senso sembra saperne più di tutti gli altri.
Questo è un libro con una trama che sa essere ricca di avvenimenti inattesi e personaggi pieni di segreti; ha un ottimo potenziale in cui forse emerge in alcuni tratti la mancanza di una maggiore tensione emotiva che mi sarei aspettata da un trauma simile. 
In alcuni momenti lo sviluppo della storia mi è sembrato un po' lento e poco intuitivo ma credo che questo possa essere dipeso dal fatto che - come svelato dalla scrittrice nei ringraziamenti - la stesura sia durata dieci anni. Nel complesso ho comunque trovato il libro scorrevole e fluido; un ottimo lavoro per un'autrice al suo primo romanzo.
Cosa ne pensate? Conoscete questo thriller?
 
Voto:


sabato 7 dicembre 2013

Shopping letterario #12

Buongiorno a tutti miei cari lettori. Cosa mi raccontate di bello?
Oggi a Milano festa grande, è Sant'Ambrogio, il giorno del nostro patrono ed anche se io ormai abito in periferia e non più in città questo rimane il mio giorno...quello in cui si da il via ai festeggiamenti natalizi! Il giorno in cui si fa l'albero di natale! Io sono costretta a casa per l'influenza quindi non potrò andare in giro per mercatini vari ma non sono più di tanto dispiaciuta perché da oggi per me è natale! Anche sul blog, come potete vedere, mi sono infilata un bel cappellino natalizio che terrò rigorosamente indossato fino alla befana!
Oltre a presentarvi il blog in versione natalizia, oggi sono qui per raccontarvi il mio bottino di libri dello scorso week end - a causa dell'influenza ho dovuto rimandare questo post perché non ho proprio avuto la forza di scriverlo prima....
Lo so cosa starete pensando...Dany hai comprato ancora libri?????
Ebbene sì, non ho saputo trattenermi e domenica ho convinto il mio maritino a portarmi al negozio Il Libraccio che si trova in un cento commerciale non molto lontano da casa. Ha sempre un po' paura quando si tratta di librerie perchè sa che nonostante lui cerchi in tutti i modi di farmi ragionare io posso essere assolutamente insaziabile e distruttiva - dal punto di vista del conto in banca già resecato - ahahahahahah.
In fondo al Libraccio si possono trovare ottime occasioni di libri a metà prezzo quindi convincerlo non è stato poi così difficile e poi ormai, dopo tanti anni, so come farmi dire di sì!
A volte però il diavolo tentatore è proprio dietro l'angolo infatti mentre seduta, in auto, nel mio posticino del passeggero, mi facevo scarrozzare alla libreria, do una sbirciata a Twitter e cosa vedo??? Una super promozione di ebook su amazon: ben dieci titoli di best sellers a solo 1.99 €!!! Parlando tra me e me mi dico che dare un'occhiata non costa nulla, tanto saranno sicuramente dei titoli poco allettanti e invece...danno...ne compro ben due - il fatto che con il mio cellulare trasformato in Kindle basti solo un click è assolutamente, irrimediabilmente deleterio - con mio marito che mi guarda attonito, ai limiti della disperazione!
Bottino totale viaggio + giro al Libraccio = quattro nuovi gioiellini!!!!
Quindi eccomi qui, a raccontarvi ben bene i miei nuovi acquisti!

I libri acquistati in ebook sono:
  • Tu sei il male di Roberto Costantino edito da Marsilio che rappresenta il primo volume di una trilogia poliziesca.
Trama: La sera della vittoria italiana al Mundial spagnolo Elisa Sordi, giovane impiegata di una società immobiliare del Vaticano, scompare nel nulla. L'inchiesta viene affidata a Michele Balistreri, giovane commissario di Polizia dal passato oscuro. Arrogante e svogliato, Balistreri prende sottogamba il caso, e solo quando il corpo di Elisa viene ritrovato sul greto del Tevere si butta a capofitto nelle indagini. Qualcosa però va storto e il delitto rimarrà insoluto. Roma, 6 luglio 2006. Mentre gli azzurri battono la Francia ai Mondiali di Germania, Giovanna Sordi, madre di Elisa, si uccide gettandosi dal balcone. Il commissario Balistreri, ora a capo della Sezione Speciale Stranieri della Capitale, tiene a bada i propri demoni a forza di antidepressivi. Il suicidio dell'anziana donna alimenta i suoi rimorsi, spingendolo a riaprire l’inchiesta. Ma rendere finalmente giustizia a Elisa Sordi dopo ventiquattro anni avrà un prezzo ben più alto del previsto. Balistreri dovrà portare alla luce una verità infinitamente peggiore del cumulo di menzogne sotto cui è sepolta, e affrontare un Male elusivo quanto tenace, che ha molteplici volti uno più spaventoso dell'altro. Tu sei il male è un congegno narrativo di precisione diabolica che risucchia il lettore in un vortice di rivelazioni e colpi di scena a cui è impossibile sottrarsi, ma è anche un romanzo capace di gettare uno sguardo lucido sui conflitti che attraversano la nostra società e di allestire una riflessione non banale su quanto sia labile il confine che separa il bene dal male, i colpevoli dagli innocenti.
  • L'amore bugiardo di Gillian Flynn edito da Rizzoli, un altro thriller che cerca di inoltrarsi nei lati oscuri del matrimonio promettendo una serie di colpi di scena ed una trama coinvolgente.
Trama: Amy e Nick si incontrano a una festa in una gelida sera di gennaio. Uno scambio di sguardi ed è subito amore. Lui la conquista con il sorriso sornione, l’accento ondulato del Missouri, il fisico statuario. Lei è la ragazza perfetta, bella, spigliata, battuta pronta, il tipo che non si preoccupa se bevi una birra di troppo con gli amici. Sono felici, innamorati, pieni di futuro. Qualche anno dopo però tutto è cambiato. Da Brooklyn a North Carthage, Missouri. Da giovani professionisti in carriera a coppia alla deriva. Amy e Nick hanno perso il lavoro e sono stati costretti a reinventarsi: lui proprietario del bar di quartiere accanto alla sorella Margo, lei casalinga in una città di provincia anonima e sperduta. Fino a che, la mattina del loro quinto anniversario, Amy scompare. È in quel momento, con le tracce di sangue e i segni di colluttazione a sfregiare la simmetria del salotto, che la vera storia del matrimonio di Amy e Nick ha inizio. Che fine ha fatto Amy? Quale segreto nasconde il diario che teneva con tanta cura? Chi è davvero Nick Dunne? Un marito devoto schiacciato dall’angoscia, o un cinico mentitore e violento, forse addirittura un assassino? Raccontato dalle voci alternate di Nick e Amy.

Ed ora passiamo ai miei acquisti cartacei:
  • Finchè non sei arrivato tu di Kristan Higgins edito da Harlequin Mondadori. Un libro che desideravo da un po' e che mi fa sperare in una lettura che si prospetta divertente.
Trama: Chi di voi non ha sognato di imbattersi, ad anni di distanza, nell'uomo che le ha spezzato il cuore scagli la prima pietra. Magari in una serata in cui siete in forma smagliante, al braccio del vostro fidanzato bellissimo, stupendo e super innamorato che non riesce a tenere le mani a posto nemmeno in pubblico. Non riesce a non accarezzarvi, a non posarvi un bacio sul collo o a mascherare la propria felicità. E a un tratt… no, non può essere lui, l'uomo che ha trattato il vostro cuore come uno straccio, ci si è pulito i piedi e lo ha buttato in un bidone. Oh, ma gli anni non sono stati clementi, con lui, poverino… Peccato che a Posey Osterhagen non sia successo esattamente così. La divisa da cameriera del ristorante di famiglia, con quei nanetti ricamati e i collant verdi, non ha proprio l’effetto di esaltare la sua bellezza, quando Liam Decla Murphy fa il suo ingresso. Ancora bello e affascinante come un tempo, porta scritta in faccia la parola guai.


  • La fabbrica dei cattivi di Diego Agostini edito da Giunti. Un libro che non conoscevo e che mi ha colpito per prima cosa per la copertina e che poi mi ha affascinato per la trama.
Trama: In vacanza in Florida, una coppia di italiani viene arrestata in un centro commerciale perché, contravvenendo a una legge dello Stato, ha lasciato un figlio piccolo in auto per una manciata di minuti. Nulla di grave è accaduto, ma lo sceriffo prende la faccenda terribilmente sul serio al punto da alterare prove e dichiarazioni: i due figli - il piccolo e quello più grande - vengono perciò affidati a un'assistente sociale e i genitori arrestati e condotti alla prigione della contea. La prospettiva è agghiacciante: la coppia rischia una pesante condanna per abbandono di minore e il conseguente affido dei bambini. A narrare la vicenda è Alex, che in Italia fa il Product Manager e che ama da sempre gli Stati Uniti; un uomo normale, un padre e un marito affettuoso, un professionista responsabile, che però si ritrova al centro di un'esperienza imprevista e angosciante: è innocente, non ha mai commesso reati, si considera un "buono", ma al momento è un passivo ingranaggio di un meccanismo repressivo che funziona secondo logiche di cui non possiede la chiave di lettura.

Che ve ne pare? Ora dovrò cercare di trattenermi perché natale è alle porte e non vorrei mettere in difficoltà chi ha deciso di attingere dalla mia lista dei desideri per farmi un regalo quindi....non comprerai niente??? direte voi!!! Mi sacrificherò a comprare solo libri che non rientrano nella mia lista dei desideri!!! dico io!!! ahahahahahahahaahah

venerdì 6 dicembre 2013

Chi ben comincia #13

Buongiorno amici miei? Come state? Io malissimo, infatti questa settimana ho dovuto per forza di cose abbandonare un po' il blog. E' da mercoledì sera che sono a letto con l'influenza. Ma non è tanto la febbre che si tiene a bada in qualche modo con le medicine, la cosa tragica è il mal di testa che è diventato parte di me e ha deciso di non abbandonarmi mai, nonostante pastiglie di ogni genere. Uffffffffffff...E' una cosa che non sopporto, che mi butta a terra totalmente e che non mi ha fatto pensare neanche lontanamente nei giorni scorsi di accendere il pc, nonostante avessi il blog da coccolare e dei lavori da fare.
Stamattina mi sono obbligata a tirarmi fuori dal letto e ad entrare qui per la nostra rubrica settimanale, sperando di non pagarla più tardi con l'aumento del mal di testa.
Ed ora passiamo all'appuntamento con Chi ben comincia, la rubrica ideata dalla mia amica Alessia del blog "Il profumo dei libri" che ho deciso di adottare ormai da circa tre mesi. Come vola il tempo...
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Per l'incipit di oggi ho pensato di prendere in mano un libro acquistato da un po', che non ho ancora letto solo a causa della mancanza di tempo, ma che ogni volta che passo vicino alla libreria attira la mia attenzione. Sto parlando di L'imprevedibile viaggio di Harold Fry di Rachel Joyce edito da Sperling & Kupfer.

REGOLE:
- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti



Era un martedì quando arrivò la lettera che avrebbe cambiato ogni cosa. Un normalissimo mattino di metà aprile che profumava di bucato fresco e di erba tagliata. Harold Fry era seduto a far colazione, sbarbato a puntino, con la camicia immacolata e la cravatta, in mano una fetta di pane tostato che però non stava mangiando. Dalla finestra della cucina guardava il prato tosato, trafitto a metà dal filo telescopico del bucato di Maureen e intrappolato sui tre lati dallo steccato dei vicini.
"Harold" lo chiamò Maureen, urlando per sovrastare il rombo dell'aspirapolvere. "Posta!"
Ebbe la tentazione di uscire, ma l'unica cosa da fare era falciare il prato, e l'aveva già fatto il giorno prima. L'aspirapolvere piombò nel silenzio e apparve sua moglie, con la faccia arrabbiata. Si sedette di fronte a Harold.

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Ho trascritto quasi tutta la prima pagina del libro. In realtà della storia per ora si capisce poco, se non che la lettera in arrivo avrebbe cambiato ogni cosa nella vita di Harold. 
Devo dire che il modo in cui fino a questo momento sono raccontate le cose mi piace molto, il quadro della situazione è molto chiaro e descritto nei dettagli. Harold, il suo abbigliamento, il profumo dell'erba tegliata e persino la descrizione del giardino.
Sicuramente la voglia di sapere cosa succederà è fortissima. L'arrivo della lettera che pare essere la protagonista delle successive pagine del racconto è l'avvenimento focale di tutto il libro quindi, probabilmente, la storia entrerà nel vivo da subito.
Cosa ne pensate? Lo avete letto? Se no, vi ispira?
Se vi fa piacere potete lasciarmi nei commenti le vostre impressioni e magari anche i vostri incipit.

lunedì 2 dicembre 2013

Florence

Buongiorno a tutti!! Come state?
E' lunedì, il primo lunedì di dicembre, l'inizio di una nuova settimana e l'inizio del mese che ci porterà alle festività natalizie. Un periodo che per alcune cose amo molto e per altre invece non sopporto proprio.
La cosa positiva è che avrò parecchi giorni di festa e potrò leggere molto e dedicarmi un po' di più al blog - almeno spero perchè i lavori improvvisi ed imprevisti con il mio lavoro sono sempre dietro l'angolo.
Come vi dicevo qualche tempo fa, sono un po' indietro con le recensioni, oggi infatti - cercando di portarmi un po' a pari - vorrei parlarvi di un libro che ho finito di leggere da un po'. E' un libro che non conoscevo, che mi è stato proposto ed inviato direttamente della casa editrice e che ho letto con molto piacere. Si tratta di Florence, di Monica Becco, in edizione digitale.
L'ho sempre detto che è necessario a volte allontanarsi un po' dal clamore dei grandi numeri e dei grandi nomi per scoprire qualcosa di interessante. In questo libro di poco più di 100 pagine ho scoperto un mondo fatto di luoghi e personaggi descritti con un maestria eccezionale, capaci di farmi venire i brividi più volte nel corso della lettura.

Trama: Le Chat curieux è una rinomata pasticceria nel centro di Montpellier gestita da Juliette e dalla figlia, Florence. La loro vita è scandita dalle visite dei clienti affezionati come Monsieur Girard, che tutti i giorni fa colazione lì da ventanni, Claire, compagna di giochi dai tempi dellinfanzia, e Madame Marie, la proprietaria della pensione dove si è sistemato Alain, giovane architetto parigino che ha abbandonato lavoro, famiglia, amici per girare il mondo. E poi cè Didier, scapestrato senza futuro e senza affetti, sempre in bilico tra lonestà e i piccoli reati, che abita le pagine di un romanzo di cui Florance è lautrice.

Se vi ricordate questo libro è stato protagonista anche di una puntata della rubrica Chi ben comincia, se quel post vi è scappato potete dargli una sbirciatina qui.
La prima cosa a colpirmi in modo molto positivo è stata la copertina che ci permette di entrare in sintonia con i luoghi che ci vengono poi raccontati all'interno.
Già dalle prime righe del romanzo si riesce a capire quanto la descrizione dei luoghi e dei personaggi sia dettagliata, tanto da far immedesimare il lettore in modo molto immediato.
Il fulcro di tutto il racconto è lo "Chat curieux", la pasticceria del centro di Montpellier gestita da Florence e dalla mamma Juliette. Il luogo è così familiare e intimo che attira molti clienti affezionati ma anche tanti turisti che ritrovano in quel luogo l'atmosfera casalinga e gioviale della propria casa.
La vita di Florence e di sua madre scorre quasi parallelamente a quella dei personaggi che la protagonista ama inventare per i suoi racconti ed a volte le stesse vite paiono incrociarsi se non addirittura fondersi.
La capacità dell'autrice di tirare le fila del romanzo è notevole ed anche alcune descrizioni sono assolutamente realistiche.
Molte frasi mi hanno colpito in questo libro ed ho voglia di condividerne qualcuna con voi, perchè credo vi possano far comprendere lo stile dell'autrice molto più delle mie parole:

"La vita parallela di Florence si dipanava attraverso i suoi sogni e la scrittura; era una vita crata non per fuggire da qualcosa, ma per avere a disposizione un mondo in cui poter far accadere ciò che voleva. Un mondo da popolare con i personaggi che più le piacevano, con i caratteri e i temperamenti che più la affascinavano o perchè simili a lei o perchè così distanti e diversi da rappresentare per lei una scoperta continua nel vederli crescere e trasformarsi seguendo il filo sottile del suo pennino sul foglio"

"Quando Florence scriveva si sentiva in uno stato di profondo benessere, come vicina al cielo a cui riconosceva il merito della propria ispirazione. Proprio in quei momenti i suoi personaggi prendevano vita, animandosi magicamente tra le pagine di quei quaderni a quadretti che lei continuava ostentamente ad usare, nonostante fosse sottoposta alla pressione psicologica dei tasti del computer; per il momento, lei li ignorava con sussiego e loro, pazientemente, aspettavano di essere premuti."

"Si lasciò scivolare accanto a lei, sfiorandola con delicatezza, percorrendo tutto il suo corpo nell’affannata ricerca del contatto con la sua pelle; il chiffon opponeva resistenza alzando nuvole leggere di tessuto a ostacolare il varco che i movimenti di Didier cercavano di aprire attraverso il vestito.
Non parlavano ma i loro respiri esprimevano il desiderio e l’urgenza di soddisfare un bisogno ancestrale che nasceva dall’amore; da quel sentimento così profondo e totalizzante che non può accontentarsi della vicinanza spirituale ma ha necessità di sentire un corpo diventare tutt’uno con l’altro.
Corinne si sentiva attraversare dalle mani di Didier che cercavano avide, egoiste, curiose tra le curve dei suoi fianchi, risalendo lente verso i seni turgidi e tesi, per poi afferrare con decisione e stringere, e voler possedere. E ridiscendere attraverso la schiena, fino ad arrivare di nuovo al centro più sacro e inaccessibile del suo essere. Scosse elettriche di felicità allo stato puro. Sentiva il fiato di lui, tiepido e ansante, insinuarsi come una brezza per asciugare la rugiada delle sue labbra che la esploravano bramose, ingorde, per assaggiare di lei ogni sapore, ogni delicato profumo, ogni sfumatura di gusto che potesse provenire dalla sua pelle calda, accogliente, desiderosa di ricevere e di donare allo stesso tempo.
Si fece condurre verso luoghi sconosciuti e inesplorati, assecondando il movimento sapiente delle mani di lui; si lasciò inondare dalla sua linfa che la pervase come un’onda impetuosa, ardente, dolce, capace di arrivare fino ai pensieri più nascosti della sua coscienza, fino ad annientarli. Per un attimo. Per l’eternità. Fu un viaggio che arrivò dritto al centro del cuore attraverso la sperimentazione di un piacere intenso ed elettrizzante che scosse tutte le sue membra; giù, giù, sino alle viscere; e poi tornando di nuovo sulla punta esterna della pelle, capace di provocare un’emozione talmente violenta da diventare quasi dolore. Insopportabile."

"Quando si ha la consapevolezza precisa di quanta vita rimane da vivere cambiano tutti i punti di riferimento; è come se ci si muovesse in un nuovo scenario, anche se apparentemente è sempre quello nel quale si è vissuti fino al giorno prima. E così cambiano le prospettive, come in un quadro di Escher, dove le scale che apparentemente salgono, si scopre che invece stanno scendendo o viceversa. Allora si trova il coraggio di aggrapparsi a quelle scale sbilenche e fare cose che altrimenti non si sarebbero fatte, per paura dei giudizi altrui, della reputazione, delle conseguenze; sotto un certo punto di vista, si è più liberi, più disinibiti. Si diventa più spericolati dei funamboli."

Ho trovato in questo racconto uno stile fresco, pulito e coinvolgente ed anche la trama credo sia molto originale e ben articolata. L'unico appunto che mi viene da fare è la velocità con cui tutti i colpi di scena si sono svelati; se nella prima parte ogni cosa è stata spiegata con molta calma e tantissimi particolari la conclusione l'ho trovata un po' troppo veloce, frettolosa. Mi sarebbe piaciuto avere più tempo per capire come l'evolversi degli avvenimenti avrebbe cambiato la vita dei protagonisti, permettendomi di immaginare un mio possibile evolversi della trama prima di saperne effettivamente lo svolgimento.
Nell'insieme mi sono trovata ad affrontare una lettura molto piacevole avendo inoltre la possibilità di conoscere una scrittrice da cui in futuro mi aspetto grandi cose.

Voto: