venerdì 12 dicembre 2014

Chi ben comincia #65 - Topi di Gordon Reece

Buon venerdì carissimi followers! Come state? Ancora due settimane esatte e Natale sarà già archiviato... non mi sembra possibile! Per molti questa notte si festeggerà l'arrivo di Santa Lucia, che in alcune parti di Italia è una festività ancora più importante del Natale. A casa mia succede un fatto strano perchè mio marito - bergamasco - è da sempre abituato a festeggiarla mentre io - milanese - non sapevo neanche della sua esistenza finchè non ho incontrato lui. Mio figlio avrà le idee un po' confuse perchè mia suocera gliene parla mentre io no! ahahahah povero bambino!!!!
Ma la smetto di parlarvi dei fatti miei e passo alla rubrichetta del venerdì, Chi ben comincia, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri
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Anche per questa puntata ho scelto di condividere con voi l'incipit del libro che ho cominciato questa settamana e che sto leggendo in questi giorni: Topi di Gordon Reece edito da Giunti.

REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti



Io e la mamma abitavamo in una villetta a mezz'ora circa dalla città.
Non era stato facile trovare una casa che rispondesse alle nostre esigenze: in campagna, senza vicini, tre stanze da letto, giardino davanti e dietro; una casa che fosse vecchia (doveva avere stile) ma al tempo stesso dotata di tutti i comfort - un moderno impianto di riscaldamento era fondamentale, dato che entrambe non sopportavamo il freddo. Doveva essere silenziosa. Doveva essere tranquilla. Eravamo topi, dopotutto. Non cercavamo una casa. Cercavamo un posto in cui nasconderci.
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Come potete vedere rispetto al solito ho trascritto veramente solo l'incipit. Pochissime righe che rendono, senza troppi giri di parole, la situazione che l'autore vuole sbatterci in faccia sin da subito.
Un discorso chiaro e diretto. Qualcuno sta cercando di nascondersi. Ma da chi? Cosa porta la protagonista e la madre a cercare un luogo tranquillo e silenzioso in cui rifugiarsi? Non rimarrà per molto un segreto, anzi, verrà svelato praticamente subito facendoci piombare in un mondo inaspettato e difficile da accettare. Un libro il cui stile mi sta prendendo molto e che mi attira così tanto da portarmi a leggere in ogni momento libero. Vedrò se il resto del libro sarà all'altezza dell'incipit.
Voi cosa ne pensate? Vi attira? Lo avete letto? Fatemi sapere!

giovedì 11 dicembre 2014

Recensione #37/2014 - La ragazza con l'orecchino di perla di Tracy Chevalier

Buongiorno lettori cari, come state? Settimana super corta per me questa, infatti oltre al lunedì di festa oggi non sono al lavoro perchè mi tocca partecipare ad un corso di aggiornamento professionale per riuscire a raccimolare qualche credito entro la fine dell'anno... noia mortale!!! Per non abbandonarvi ho programmato questa recensione. Il libro di cui vi parlerò è La ragazza con l'orecchino di perla di Tracy Chevalier edito da Neri Pozza, pag. 240.

Trama: Delft, Olanda, XVII secolo. La vita scorre tranquilla nella prospera città olandese: ricchi e poveri, cattolici e protestanti, signori e servi, ognuno è al suo posto in un perfetto ordine sociale. Così, quando viene assunta come domestica in casa del celebre pittore Johannes Vermeer, Griet, una bella ragazza di sedici anni, riceve con precisione il suo compito: dovrà accudire con premura i sei figli dell'artista, non urtare la suscettibilità della scaltra suocera e, soprattutto, non irritare la sensuale, irrequieta, moglie del pittore e la sua gelosa domestica privata. Inesorabilmente, però, le cose andranno in modo diverso... Griet e Johannes Vermeer, divideranno complicità e sentimenti, tensione e inganni. 

Avrei voluto leggere questo libro già da anni ma, sapete come vanno queste cose con alcuni libri, li si mette nella lista dei desideri e poi il pensiero rimane lì fino a quando, quasi per caso, non li si trovano su uno scaffale della libreria che cercano di attirare prepotentemente la nostra attenzione. E ci si ritrova con il libro tra le mani, davanti alla cassa, con in mano quei dieci euro che, ve lo sentite, avreste già dovuto spendere da un po'. Poi arrivati a casa lo si appoggia su uno scaffale della nostra libreria, promettendogli che il prossimo sarà sicuramente lui, perchè lo volevate da così tanto che figurarsi se lo farete attendere; e invece il libro attende la sua occasione - che se potesse urlare chissà quante ce ne tirerebbe dietro - finchè finalmente prima o poi la sua occasione arriva.
Ecco, il suo momento è arrivato e l'ho letto, divorato ed anche amato!
Amante dell'arte da sempre - la scelta del Liceo Artistico come  scuola superiore lo dimostra - non avrei potuto non essere affascinata dalla cover di questo libro per cui è stata utilizzata un'immagine dell'omonima opera d'arte.
La ragazza con l'orecchino di perla - o Ragazza col turbante - è veramente un'opera dell'artista olandese Jan Vermeer da cui Tracy Chevalier prende spunto per lo svolgimento del suo romanzo.
Devo premettere che questa è la mia prima volta con questa autrice, in quanto non ho mai letto nessun suo altro libro quindi non avevo aspettative se non legate a pareri di altre persone circa il suo stile ed i suoi romanzi.
La ragazza con l'orecchino di perla è ambientato a Delft, nel periodo che va dal 1665 al 1677, periodo in cui - presumibilmente - il quadro in questione è stato dipinto.
Tutto si svolge in realtà nell'arco di tre anni, ognuno corrispondente ad un "capitolo" del libro, e solo l'epilogo è invece ambientato nel decennio successivo ma serve solo a tirare le somme sull'evolversi della questione.
La storia ci viene raccontata in prima persona di Griet, una ragazza - poco più che bambina - che viene mandata a lavorare nella casa del famoso pittore come domestica. Griet proviene da una famiglia protestante - la maggioranza a Delft - e l'economia della sua famiglia ha subito un duro colpo a causa di un incidente sul lavoro del padre - decoratore di mattonelle - che, ritrovatosi cieco, perde da un giorno all'altro la possibilità di lavorare. Per la ragazza quello è il primo servizio. Oltre alla tensione logica del dover abbandonare la propria famiglia per trasferirsi nella casa in cui dovrà prestare servizio, si aggiunge il fatto che il padrone è un pittore famoso e che l'intera famiglia è cattolica, abitante quindi in una zona particolare della città a cui i protestanti non si azzardano ad avvicinarsi.
Griet si ritrova quindi in una casa sconosciuta, con cinque bambini a cui badare, una padrona che la guarda con diffidenza ed un'altra domestica da cui traspare tutto tranne che amicizia e solidarietà. L'unico rifugio che riesce a trovare è nell'atelier del padrone; è lei infatti l'unica persona autorizzata da Vermeer ad entrarvi per spolverare con la richiesta però che non sposti neanche di un centimetro gli oggetti che vi trova.
Dal primo momento in cui Griet varca la soglia dell'atelier, nel libro si comincia a respirare un'aria diversa, fatta di impasti di colori, di opere d'arte, di pose infinite e di ritocchi per rendere un quadro assolutamente perfetto. Da semplice domestica la ragazza diventerà piano piano un aiuto importante ed insostituibile per Vermeer e lo diventerà anche per il lettore: sarà lei infatti a descrivere - attraverso i suoi racconti al padre cieco - tutti i quadri meravigliosi a cui il pittore lavora; sarà sempre lei a metterci a conoscenza della pazienza di cui la preparazione di un nuovo dipinto ha bisogno; sarà grazie a lei che respireremo quei profumi di colori appena creati, che avremo la sensazione di avere addosso quell'odore di olio di lino che aleggia nell'aria dell'atelier. Un libro magico che - con uno stile incalzante, particolareggiato ma mai noioso - ci accompagna per mano fino alla realizzazione del famosissimo quadro La ragazza con l'orecchino di perla dandoci la sensazione che le cose debbano per forza essere andate così, dandoci l'illusione che quello raccontato non sia un romanzo frutto della fantasia ma un fatto reale.
Chissà se esisteva veramente una Griet a casa Vermeer, una domestica che con i suoi sedici anni e un'istruzione pari a zero, avesse però nell'anima il gusto e l'occhio per l'arte... è bello crederlo!!! Di sicuro mi sarebbe piaciuto essere una mosca per poter vedere cosa sia successo realmente in quell'atelier, cosa abbia dato lo spunto al pittore per decidere di ritrarre proprio quella ragazza nel quadro e non un'altra, cosa lo abbia convinto a raffigurarla a mezzo busto - e non a ficura intera - senza creare per lei uno sfondo che facesse anche da contorno ma lasciandolo totalmente nero.
Ma non è solo il ruolo di Griet all'interno della famiglia che ci viene raccontato in modo approfondito, anche gli altri personaggi sono descritti in modo molto paricolareggiato e questo permette di renderli reali, quasi vivi.
Nonostante tutto si svolga prevalentemente nell'atelier sono molti infatti i personaggi che arricchiscono la trama: ci sono i figli del pittore ed in particolare Cornelia, da subito ribelle rispetto a Griet ed al suo nuovo ruolo all'interno della famiglia; c'è Tannake, l'altra domestica, che sembra quasi provare verso Griet una sorta di invidia; c'è Catharina, moglie di Vermeer, il cui ruolo è ralegato a "sfornatrice di bambini", una figura debole, che non è capace di imporsi nel suo ruolo di moglie e madre; c'è Pieter, il macellaio da cui ogni giorno Griet si deve recare per comprare la carne necessaria alla famiglia e poi ci sono tantissimi altri... la famiglia di Griet - madre, padre, un fratello e una sorella - ci sono Van Ruijven - il principale committente delle opere di Vermeer - e van Leeuwenhoek - amico fidato del pittore - e ci sono delle comparse capaci però di avere una propria personalità ed importanza all'interno della storia.
Un libro veramente ricco, completo ed affascinante che ci permette di fantasticare ma anche di avere un'immagine approfondita dell'abisso che ci fosse a quel tempo tra padroni e domestiche, tra cattolici e protestanti, tra genitori e figli; rapporti destinati sin dall'inizio ad andare in un certo modo, anche se l'animo interiore ne chiedesse uno svolgimento diverso.
Un solo appunto mi sento di fare all'autrice ed è legato al finale. Un finale che, rispetto al resto del romanzo, mi è parso affrettato, poco particolareggiato, meno coinvolgente e che mi ha portato a non dare quel cinque che il resto del romanzo avrebbe assolutamente meritato.
Consiglio questa lettura a tutti voi. Io di sicuro cercherò di procurarmi le altre opere della Chevalier perchè mi ha veramente colpito positivamente. E voi lo avete letto? Vi è piaciuto?

VOTO:  

 

mercoledì 10 dicembre 2014

Chi bussa? #17

Buong pomeriggio carissimi! Vi siete già iscritti alla Lotto Reading Challange 2015? Noooooooooooooooooooooooo? Cosa aspettate? Ecco qui il link per partecipare! :)))))
A parte cercare di trovare nuovi iscritti alla challenge - ahahahahahahahah - sono qui per una nuova segnalazione di un autore emergente e del suo libro. Pronti a vedere Chi bussa?
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Titolo: Solstice - L'incantesimo d'Inverno
Serie: Solstice - Primo volume
AutoreC. E. A. Bennet

Genere: Fantasy - Romance - Young adults
Pagine: 641 (PDF formato A5)
Costoebook 3,99 €, in vendita su tutti gli store online
Pubblicazione: Self Publishing

Sinossi: Emma ha quasi sedici anni e due sorelle, Eileen e Constance. Vivono a Saint Claire, tranquilla cittadina del Connecticut, insieme alla madre Kate e alla misteriosa donna comparsa nelle loro vite da quando il padre le ha abbandonate, Miranda. 

Le Hataway non sono donne normali, ma streghe costrette a nascondere la loro natura e i loro poteri per rispettare le leggi dei Custodi, ai quali devono obbedienza. Leggi che Emma ha infranto quando era solo una bambina per aiutare quelli che sarebbero diventati i suoi migliori amici, Sam e Alec. Da allora i tre sono inseparabili nonostante Emma sia costretta a nascondere il segreto che più le sta a cuore. Non è l’unica, però, a mentire alle persone che ama. Cosa nascondono Kate e Miranda? Quali sono i terribili segreti seppelliti nel loro passato? Perché il padre è scomparso all’improvviso senza lasciare traccia?

Alec Stevens ha sedici anni e molte domande. Spesso ha la sensazione che Emma conosca tutte le risposte. Emma. Cosa lo lega a lei e allo stesso tempo la rende irraggiungibile? Che cosa nasconde?

Nel tentativo di svelare e nascondere i segreti che li circondano, Alec ed Emma non si accorgono che qualcuno si muove e li osserva nell’ombra in attesa che arrivi il momento di mettere in atto la sua vendetta.

La storia, raccontata in prima persona da Emma e Alec, inizia con due episodi dell’infanzia destinati a cambiare per sempre le loro vite. Dopo un salto di dieci anni li ritroveremo alle prese con un sentimento molto umano, un passato famigliare turbolento e dei poteri che non facilitano le cose, anzi… Una storia d’amore, di amicizia e di legami famigliari burrascosi, ma profondi. Con un pizzico di magia.
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Autrice: C.E. A Bennet. Laureata in Giornalismo, è nata e cresciuta a Verona. Attualmente vive a Bologna dove lavora come copy e addetta stampa. L’incantesimo d’Inverno è il suo romanzo d’esordio, nonché il primo capitolo della saga Solstice.
Ah già. Le piacciono i treni.

www.thesolsticesaga.it
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Che ve ne pare? Normalmente non sono attratta da storie di streghe ma questa trama mi incuriosisce molto!

sabato 6 dicembre 2014

Lotto Reading Challenge

Buongiorno lettori!!Come state? Avete già fatto l'albero o il presepe? Negli ultimi anni si comincia sempre prima, quindi ci sarà sicuramente chi li ha già fatti o chi approfitterà di questo week end per mettere in modalità ON il suo spirito natalizio. Natale... c'è chi lo adora e chi vorrebbe eclissarsi per almeno una settimana per non doversi sorbire pranzi e cene infinite insieme a parenti, più o meno cari. Comunque, generalmente, sia che ci si senta il più laborioso tra gli elfi, o il più tremendo dei Grinch tra Natale e la fine dell'anno si tirano le somme dell'anno in corso e di fanno propositi e progetti per quello in arrivo.
Quale momento migliore quindi per decidere di iscriversi ad una challenge di lettura?
Le mie amiche ed io - Lettrici Geograficamente Sparpagliate dei blog La Libridinosa, La ragazza che annusava i libri e Scribacchiando in soffitta - abbiamo pensato ad una challenge che accompagni voi, lettori dei nostri blog, per tutto il 2015! Ecco di cosa di tratta.

 

SPIEGAZIONE E TAPPE

La Lotto Reading Challenge prenderà il via Lunedì 12 gennaio 2015 e terminerà Lunedì 14 dicembre 2015.
Vi chiederete: cosa c'entra il Lotto con una gara di lettura? E' molto semplice. Il tabellone che potete vedere qui sotto è un classico tabellone con 90 numeri e come nel lotto sarete chiamati a scegliere dei numeri tentando la sorte. Ogni numero contiene un obiettivo da raggiungere per la challenge, ovviamente sono tutti obiettivi molto generali riguardanti libri da leggere. Tra i 90 numeri ci sono anche 10 numeri bonus: otto contengono dei segnalibri omaggio e due contengono la possibilità di scegliere una lettura libera, purchè di almeno 200 pagine. 
Tutti i libri scelti per soddisfare le richieste di un obiettivo - quando non specificato dallo stesso - dovranno avere un minimo di 200 pagine.  Per il numero di pagine faremo riferimento a quelle riportate da Amazon.


La Challenge avrà tre tappe fondamentali:

PRIMA TAPPA: 06/12/2015 - 12/01/2015
I partecipanti avranno il tempo di iscriversi e scegliere i primi 10 numeri che corrisponderanno ad altrettanti obiettivi;

SECONDA TAPPA: 12/05/2015 - 26/05/2015 
Durante questo periodo chi vorrà potrà scegliere altri 10 numeri;

TERZA TAPPA: 12/10/2015 - 26/10/2015
I giocatori che vorranno concorrere per il primo premio potranno scegliere altri 5 numeri

FINE CHALLENGE 14/12/2015
Entro questa data dovrete aver postato tutti i link alle vostre recensioni di modo che entro la settimana successiva possano essere decretati i vincitori. Per una questione di velocità delle poste attenderemo la fine delle vacanze natalizie per la spedizione dei premi.

Ogni tappa sarà inaugurata attraverso un post che voi commenterete scegliendo i nuovi numeri.
Ad ogni tappa sarà nostra premura rimescolare gli obiettivi presenti nel tabellone; sarà quindi la sorte a decidere quali saranno gli obiettivi che dovrete completare. 
Ogni giocatore potrà scegliere anche dei numeri già scelti da altri giocatori, ovviamente i segnalibri saranno regalati al primo che sceglierà le caselle corrispondenti, poi quelle caselle si tramuteranno in obiettivi come gli altri.
Nel caso in cui un lettore peschi invece un obiettivo doppio avrà la facoltà - ma solo una volta per ogni tappa - di scegliere un altro numero.
Ognuno di voi potrà decidere l'ordine e la quantità dei libri da leggere, quindi avrete la possibilità decidere di partecipare alla seconda e alla terza tappa anche se non avrete concluso tutti gli obiettivi delle tappe precedenti. 

 PREMI E VINCITORI


PRIMO PREMIO: una gift card del valore di € 20.00 
SECONDO PREMIO: una mistery box contenente due libri cartacei
TERZO PREMIO: una mistery box contenente un libro cartaceo
 
Vincerà il primo premio chi riuscirà a completare 25 obiettivi nell'arco dell'anno.; vincerà il secondo premio chi completerà 20 obiettivi nell'arco dell'anno e si aggiudicherà il terzo premio chi completerà 15 obiettivi nell'arco dell'anno. Per dimostrare le letture completate dovrete pubblicare sul vostro blog o su qualsiasi altro social libresco una recensione che non si limiti ovviamente a dire bello o brutto e lasciarcene il link nei commenti.
In caso di parità tra più persone verrà assegnato loro un numero e verrà estratto a sorte il vincitore.
 
ISCRIZIONI 
 
Le nuove iscrizioni possono avvenire dal 06/12/2014 al  12/01/2015 e dal 12/05/2015 al 26/05/2015; dopo tali date non saranno accettate nuove iscrizioni ed alla terza tappa concorrerà unicamente chi si è già iscritto alle tappe precedenti. Chi si iscriverà con l'inizio della seconda tappa potrà scegliere se darci 20 numeri per provare a concorrere al primo premio, oppure se darcene solo 10 e concorrere unicamente alla gara per il secondo e terzo premio. Il 12/01/2015 i partecipanti riceveranno una mail in cui saranno indicati gli obiettivi corrispondenti ai numeri scelti e comincerà uffucialmente la challenge.

Per iscrivervi dovrete:
  • commentare questo post - basta un solo commento in uno dei quattro blog partecipanti - comunicandoci la vostra intenzione a partecipare, indicandoci i 10 numeri che scegliete per la prima tappa e la vostra mail affinchè noi possiamo comunicarvi gli obiettivi nascosti dietro i numeri che avete scelto.
  • essere follower di tutti e quattro i blog partecipanti
  • cliccare mi piace alle pagine facebook dei quattro blog: 
La Libridinosa 
Un libro per amico 
La ragazza che annusava i libri
Scribacchiando in soffitta
  • condividere il banner della Challenge sul vostro blog - se ne avete uno - o sui social postandoci il link della condivisione.

  • avere tanta voglia di leggere e divertirvi! 
Per qualsiasi necessità o dubbio non esitate a contattarci alle nostre mail: 

Laura - La Libridinosa: tatuccia76@gmail.com
Daniela - Un libro per amico: unlibroperamico.dany@gmail.com
Stefania - La ragazza che annusava i libri: cosedalettoriofficialpage@gmail.com
Salvia e Menta - Scribacchiando in soffitta: scribacchiandoinsoffitta@gmail.com

Ed ora viaaaaaaaaaaaa...a dare i numeriiiiiiiiiiiiiii!!!!! :))) 

venerdì 5 dicembre 2014

Chi ben comincia #64 - La ragazza con l'orecchino di perla di Tracy Chevalier

Buongiorno amici e buon venerdì! Quello in arrivo si prospetta un week end speciale perchè per me, milanese, da sempre Sant'Ambrogio e l'Immacolata significano Natale e inizio dei preparativi!!! In più io e le mie amiche LGS abbiamo in serbo una bellissima sorpresa per voi che vi sveleremo domani mattina.; quindi mi raccomando, passate da queste parti se volete sapere di cha cosa si tratta!
Ed ora passiamo alla nostra rubrichetta, perchè il venerdì è il giorno dedicato alla rubrica Chi ben comincia, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri
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Proprio due giorni fa ho cominciato una nuova lettura, quindi ho pensato che condividerne l'incipit fosse la scelta più azzeccata! Il libro in questione è La ragazza con l'orecchino di perla di Tracy Chevalier edito da Neri Pozza.

REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti



La mamma non mi aveva detto che sarebbero venuti. Non voleva che sembrassi nervosa, mi spiegò in seguito. Mi stupii, perchè pensavo che mi conoscesse bene. Gli estranei mi avrebbero vista serena. Da bambina non piangevo mai. Solo mia madre si accorgeva di una certa tensione nelle mie mascelle e dello sgranarsi dei miei occhi, già grandi per loro natura.
Ero in cucina e stavo tritando le verdure quando udii delle voci provenire dalla porta d'ingresso: quella d'unna donna, quillante come rame lucidato, e quella d'un uomo, grave e cupa come il legno del tavolo su cui stavo lavorando. Voci di un genere che raramente si udivano in casa nostra. Mi suggerivano immagini di tappeti preziosi, libri, perle e pellicce.
Pensai con sollievo che solo poco prima avevo sfregato ben bene il gradino della porta d'ingresso.
La voce di mia madre - un tegame sul fuoco, una brocca - si avvicinava dalla stanza anteriore della casa. Venivano tutti verso la cucina. Misi al loro posto i porri che avevo tritato, quindi posai il coltello sul tavolo, mi ripulii le mani nel grambiule e strinsi le labbra per spianarle.
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Poche righe possono far veramente capire se un libro fa per noi? Io ci credo! E in questo caso vedo che sicuramente lo stile di questa scrittrice rispecchia quello che cerco in un libro: frasi brevi, pochi giri di parole, dritti al punto della questione.
Anche la descrizione della scena mi mette subito a mio agio e mi fa venire voglia di andare avanti a leggere e sapere chi sono le due persone, chi  è la protagonista e come si evolverà la trama.
Un bell'incipit per quanto mi riguarda. Ora spero che il libro sia altrettanto bello.
Voi cosa ne pensate? Vi piace l'incipit? E il libro, lo conoscete? Fatemi sapere il vostro pensiero e, se vi va, condividete con me i vostri incipit! :)))

mercoledì 3 dicembre 2014

Recensione #36/2014 - Borgo Propizio di Loredana Limone

Ciao a tutti, carissimi lettori. Come state? Cosa mi raccontate di bello? Io sono particolarmente felice perchè nell'ultimo tempo sto leggendo ad un buon ritmo nonostante le mille cose da fare! Proprio per questo motivo posso regalarvi più recensioni rispetto al solito e spero che questo possa essere di vostro interesse.
Oggi vi parlerò di Borgo Propizio di Loredana Limone edito da Tea, pag.288; un libro di cui vi avevo parlato qui.
Devo ringraziare le mie amiche blogger LGS - lettrici geograficamente sparpagliate - che mi hanno calorosamente consigliato le letture di questa autrice! Vi adoroooooo!!!! :-********

Trama: Quasi tutte le fiabe cominciano con C'era una volta, ma questa è diversa. Questa comincia con C'è una volta... Perché è oggi che Belinda ha intenzione di ripartire e Borgo Propizio, un paese in collina, in un'Italia che può sembrare un po' fuori dal tempo, le pare il luogo ideale per realizzare il suo sogno: aprire una latteria. Il borgo è decaduto e si dice addirittura che vi aleggi un fantasma... ma che importa! A eseguire i lavori nel negozio, un tempo bottega di ciabattino, è Ruggero, un volenteroso operaio che potrebbe costruire grattacieli se glieli commissionassero (o fare il poeta se sapesse coniugare i verbi). Le sue giornate sono piene di affanni, tra attempati e tirannici genitori, smarrimenti di piastrelle e ritrovamenti di anelli... Ma c'è anche una grande felicità: l'amore, sbocciato all'improvviso, per Mariolina, che al borgo temeva di invecchiare zitella con la sorella Marietta, maga dell'uncinetto. Un amore che riaccende i pettegolezzi: dalla ciarliera Elvira alla strabica Gemma, non si parla d'altro, mentre in casa di Belinda la onnipresente zia Letizia ordisce piani, ascoltando le eterne canzoni del Gran Musicante. Intanto i lavori nella latteria continuano, generando sorprese nella vita di tutti...

Ho cominciato questo libro con tantissime aspettative visto il grandissimo slancio con cui le mie amiche blogger mi hanno sempre parlato di Loredana Limone e dei suoi romanzi e devo dire che non sono stata delusa.
Lo stile di questa scrittrice mi ha regalato quelle emozioni che mi aspettavo, quella freschezza che normalmente trovo nei libri di Andrea Vitali o di Luca Bianchini ed è stato amore assoluto e a prima vista.
Borgo Propizio è un luogo inventato ma assolutamente tangibile per chi lo legge. Un borgo praticamente abbandonato, sulle colline dell'entroterra, con pochissimi abitanti e una vita pari a zero.
Nessuno si sarebbe aspettato di vedere dei giornali sulle vetrine del vecchio ciabattino dovute ad una ristrutturazione, nessuno avrebbe potuto credere che qualcuno avrebbe ancora avuto il coraggio di rilevare quel negozio triste - ed anche abitato dai fantasmi, diciamola tutta - e vuoto da tempo.
Ma a volte è proprio quello che uno non si aspetta che può rivelarsi la scelta giusta. E Belinda ci prova, investe tutte le sue energie - perchè i soldi no, quelli li investe il padre avvocato! - per tirare a nuovo quel locale e realizzare il suo sogno di sempre: aprire una latteria.
Lascia la sua vita di città - con la scusa anche di dimenticare un amore finito - e si trasferisce nel piccolo appartamento che si trova sopra la latteria, sperando di trovare pace in quel posto così dimenticato da tutti.
Ma i lavori e la nascita della latteria saranno, per il borgo, l'input per una rinascita e per la realizzazione di nuovi incontri.  
E' proprio grazie ai lavori infatti che Ruggero, muratore, ma anche piastrellista, ma anche imbianchino, insomma factotum dell'edilizia, incontra - o meglio si scontra - con Mariolina, impiegata dell'ufficio tributi del comune che da tempo aspetta la sua occasione per sbocciare - nonostante i suoi 46 anni - e soddisfare i suoi bisogni di donna.
E' grazie a questi lavori che la vita del borgo non sarà più la stessa visto che ogni giorno i suoi abitanti avranno qualcosa di nuovo da osservare e da raccontare. E cosa c'è di più bello per un borgo di poco più di 100 abitanti che vedere gente "forestiera" e far volare la fantasia?
I personaggi di questo libro ci mettono un solo istante ad entrare nel cuore del lettore e ci rimangono in pianta stabile per tutta la sua durata. Già i loro nomi ritengo siano splendidi ed azzeccati per ognuno di essi.
Ci sono Marietta e Mariolina - sorelle, sole, unite da un nome simile ma tanto diverse per aspetto e per atteggiamento - c'è Ruggero - muratore, poco istruito ma tanto attento al proprio aspetto ed al proprio stile di vita, con due genitori da accudire ed una vita privata pari a zero - c'è Belinda - la ragazza di città un po' viziata con dei sogni però molto umili  - c'è la zia Letizia - fan scatenata del Grande Maestro (Gianni Morandi) mai nominato apertamente ma presente in tutto e per tutto nello svolgimento del libro, dal nome della latteria allo spasmodico tentativo della donna di poterlo incontrare - ci sono Cesare e Cludia - padre e madre di Belinda alla ricerca di se stessi - c'è Ornella - da poco separata da un marito violento, in cerca di un suo posto nel mondo - e poi ci sono tanti personaggi apparentemente di contorno senza i quali la vita di Borgo Propizio non potrebbe essere la stessa.
Immagine di Gradara a cui l'autrice si è ispirata per la decrizione del borgo.
Anche i luoghi che fanno da scena al libro sono descritti in modo così realistico che sembra proprio di vederli: il Castelluccio con il suo fantasma e le sue leggende, la latteria con i suoi prodotti, i vicoli, la piazza del Comune; nulla è lasciato al caso.
Un libro, questo, che si presenta all'apparenza leggero, ma che al suo interno contiene riflessioni molto profonde su temi assolutamente duri ed importanti.
Loredana Limone sa entrare nel cuore del lettore con il suo stile fresco, divertente, confortante come solo i bravi narratori sanno fare.
Ieri sera ho concluso il seguito di Borgo Propizio intitolato E le stelle non stanno a guardare e il Borgo con i suoi splendidi personaggi mi mancano già... ma questa è un'altra storia! :)))

VOTO:  

 

lunedì 1 dicembre 2014

Ritratto di signora #9

Buongiorno carissimi. Oggi è il primo di dicembre ed anche il primo lunedì del mese. Come consuetudine è il giorno della rubrica Ritratto di signora.
E' il turno della scrittrice Bianca Marconero che, come accaduto in passato, torna a trovarci per un nuovo ritratto in cui ci parla di una donna illustre: Margherita Hack.

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Exempla, vite di santi, e viaggiatori, il vangelo stesso sono la prova che alle persone come me e come voi  le biografie dei grandi interessano eccome. Le ragioni sono lampanti e credo si possano riassumere in due parole: edificazione e consolazione. L'esempio illustre , infatti, ci pone un obiettivo ideale. Qualcosa a cui si tende. Un motivational   che ci appiccichiamo, da qualche parte, nella coscienza. Ma, se accantoniamo per un attimo il valore totale della parabola di una vita -e il suo contenuto 'edificante'-,  quello che amiamo, quello che resta, quello che consola e nel quale ci si riconosce non è il successo,  ma il fallimento. Il fallimento come parte del percorso, il fallimento come banco di prova della determinazione. Scuotiamo il capo mentre Giuseppe Verdi viene respinto dal conservatorio di Milano;  battiamo una pacca sulla spalla di Arthur Conan Doyle mentre si vede rifiutare Uno studio in rosso,  e, ovviamente, massima solidarietà ad Albert Einstein, bocciato in matematica. Poco ci importa che alcune di queste cose, in effetti, non siano mai accadute, questi tre aneddoti biografici ci dicono che agli sbagli si può rimediare. E la cosa, ovviamente, ci piace. Quindi al grido di "c'è chi ha fatto peggio" e di "c'è sempre una speranza" hanno trovato consolazione milioni (forse miliardi) di musicisti, scrittori e studenti, negli ultimi 180 anni.  E, considerando che nel 1921 Albert era già premio Nobel per la Fisica e dando per vera la nota 'agiografica' sulla più celebre bocciatura di tutti i tempi, si sarebbe consolata anche Margherita Hack, quando, in seconda ginnasio, si ritrovò rimandata in matematica.
Già quella Margherita Hack, docente di astronomia, membro dell'accademia dei Lincei, presenzialista della divulgazione scientifica: rimandata in matematica. Questo è ciò che mi piace nelle parabole di una vita: i dettagli imperfetti, di cui potrei tessere un elogio, citando un'altra grandissima italiana.  Ma non lo faccio. Parlo invece, per quel che posso, di Margherita.
Io e lei ci assomigliamo. Certo, sto a lei come il granello di sabbia sta alla montagna, ma l'ho sempre sentita molto vicina. Abbiamo cose in comune. L'approccio alla moda, per esempio. La sua unica regola era che un indumento doveva farla sentire a suo agio. Ecco. Esattamente come me. Ho un guardaroba in cui ci sono repliche, in gradazione cromatica, degli stessi indumenti di comodità certificata. Secondo punto che abbiamo in comune: l'università. Ci siamo entrambe iscritte a Lettere.  Lei la scelse perché gli unici laureati nella cerchia dei suoi genitori erano passati per Lettere. E per me fu lo stesso: approdai all'inferno in mancanza di un quadro decente dell'offerta universitaria e, in seguito, la mia pigrizia -noto fattore di crescita della massa inerziale- fece il resto. Come una biglia sparata nel vuoto, proseguii nel mio moto perpetuo. Lei invece no. Lei non perseverò. «Capii subito di aver fatto un errore madornale» scrive. «Mi dissi ho sbagliato strada!"». Quindi si iscrisse a Fisica, dopo un solo giorno trascorso alla facoltà di Lettere.
Tornando alle analogie, condividiamo una certa passione per la due ruote e, proprio come me, la Hack ha cercato di mediare il suo contenzioso con Dio presentandosi in chiesa e parlando coi preti. Non è andata bene a nessuna delle due. Ci sono troppi preti che non sanno parlare di un  Dio plausibile. E ancor di più che sono cattivi ministri. Pensare che il loro datore di lavoro sia un essere infallibile sembra pura ostinazione contro l'evidenza. Oppure fede, fate voi.
Certo, resta la questione del libero arbitrio, ed è solo per questo che, a differenza della mia illustre omonima, non sono ancora approdata a un ateismo radicale.
Qui mi fermo, ma vi giuro che potrei continuare l'elenco di cose che abbiamo in comune. Ma mi fermo, dicevo, perché Margherita all'età di 91 anni suonati ha chiuso gli occhi e ha salutato tutti. Restano una pletora di testi, filmati di interventi televisivi, contributi alla divulgazione e al mondo accademico. La voce resta, esattamente come la luce di quelle stelle ormai spente, che ancora viaggia fino a noi e le fa sembrare vive, accese nel cielo. La voce resta, e che altro?


La domanda me la faccio perché, come dicevo prima, non sono atea. Non credo fino in fondo nel Dio dei cristiani, ma considero comunque la sopravvivenza dello spirito come una possibilità; ne segue che considero anche il paradiso (o comunque lo si voglia chiamare), come una possibilità.
Per questa ragione mi sono fatta una domanda. Ragionando per assurdo e dando per certo il paradiso, come luogo deputato alla gloria delle anime giuste, cosa succede agli atei?
Ci si salva per meriti oggettivi e oggettivamente 'cristiani' o bisogna per forza avere la tessera del partito? È un esame in cui è obbligatoria la frequenza, o basta dimostrare di avere i requisiti minimi della decenza umana?
Quindi, col massimo rispetto e in puro spirito dialettico, cosa sarebbe successo SE  in quel 29 giugno del 2013 l'anima di Margherita Hack, atea e presidentessa degli agnostici, fosse arrivata davvero alle porte del paradiso?
Con molte licenze poetiche, io immagino che sia andata così.


din don
«Un altro?» domanda Mister P. scambiando uno sguardo con l'angelo portinaio. «E io che pensavo di staccare. Vedi un po' chi è, Gennaro! E speriamo di far presto». Gennaro, l'angelo portinaio, si dilegua; Mister P. prende un libro che immagineremo di proporzioni bibliche. Lo sfoglia e intanto torna l'angelo. «Si chiama Margherita» dice, trattenendo l'affanno (e su questo punto sospendiamo l'incredulità e accettiamo una visione antropica dell'altrimenti misteriosa fisiologia degli angeli).
«Margherita come?»
 L'angelo controlla meglio. «Margherita Hack, ma tranquillo, capo» aggiunge in affanno, «sembra un caso semplice: è atea».
«Ah. Nessuna conversione sul letto di morte?» è una domanda d'ufficio, Mister P. deve farla, così sta scritto.
«No. Era un'astronoma».

Atea, scienziata. Non potrebbe essere così semplice neppure se si fosse ripresentato Charles Darwin in persona. Questo caso si archivierà alla velocità della luce. Ma Mister P. è zelante. E fermo restando che è suo dovere mettere a verbale la violazione del punto uno e del punto due del Decalogo, chiede comunque il resoconto del resto delle infrazioni.
«Che mi dici del punto tre? Ha nominato il nome di Dio, invano?»
L'angelo arrossisce. «Capo, non ho moltissimi dati, ma era toscana. Fiorentina».
«Ah, ah» esclama con l'aria trionfante. «Progenie di Capaneo! Bestemmiatori certificati».
«Già, ma sa, capo,  c'è quella direttiva recente…»
«Quale?»

«Insomma la toscana è regione a statuto speciale. Il boss ha deciso di non essere troppo fiscale. Non lo fanno mica per disprezzare l'Onnipotente. È un intercalare. E poi, nel nostro caso, Margherita ce l'aveva più con gli essere umani che hanno -perdoni la parola-  inventato Dio. Aspetti…» si infila una mano in tasca tira fuori un libro, lo apre a colpo sicuro. «Ecco cito testuale non solo abbiamo inventato un creatore che vive nei cieli. Ma pecchiamo così tanto di presunzione da avergli dato la nostra faccia. Ecco  era il dio a immagine e somiglianza, a non piacerle. Prova dell'egocentrismo umano. E  poi, sì, ce l'aveva con il clero. Ma anche il boss» e indica in alto, «ce l'ha col clero, perché, con rispetto parlando, lì nel mucchio non è che ci sono solo stinchi di santo. E non parlo delle Crociate, anche se la propaganda ancora le rinfaccia.  E neanche dell'Inquisizione. Ma di tutta l'altra roba brutta veramente, che succede adesso…»
«Non si fa guerra al clero, in nessun caso» pontifica. «Non si fa»
«Si, capo, però non ha risparmiato neppure i fascisti, eh! Era ancora al liceo quando ha difeso gli ebrei. Per via delle leggi razziali! E lo ha detto ad alta voce, quando dirlo ad alta voce non era una faccenda senza conseguenze» lancia uno sguardo allusivo. «Ha rischiato l'espulsione da tutte le scuole del regno! E, mi corregga se sbaglio, capo, ma  non è nella nostra politica spedire all'inferno chi si batte per le ingiustizie, perché, lei mi insegna i santi martiri…»
«Ho il quadro. Grazie» lo interrompe. Mister P. ci pensa un attimo poi lascia in sospeso il punto tre. Né a favore né contro. Neutrale.  Siamo sempre 2 a 0 a favore dell'Inferno. «Passiamo oltre: che mi dici del punto quattro? Lavorava di sabato?»
«Signore, con tutto il rispetto, era italiana. Lei ha presente il governo Monti? Hanno liberalizzato gli orari. Se hai la fortuna di avere un lavoro, lo fai anche di sabato. Sono tempi duri, capo».
«Torniamo al soggetto» dice. «Cosa faceva nel week end?»
L'angelo sfoglia il suo quaderno. «Se la spassava, direi! Giocava a pallavolo. L'ha fatto fino a ottant'anni.  E poi scampagnate in bicicletta. Le è capitato qualche volta di tornare a casa con piccoli animali abbandonati. Li adottava».
Mister P. guarda la casella. E alla fine lascia in sospeso anche il punto quattro. Vince ancora l'inferno, ma comincia a sospettare che sia possibile una rimonta.
«Sull'onorare il padre e la madre, che mi dici?»
L'angelo annuisce. «Rispetto, amore, affetto, considerazione. Figlia ideale».
Un punto per il paradiso. Magari il punto della bandiera, ma intanto...
«Ha ucciso?»

«Macché scherza? Manco gli animali mangiava. Vegetariana dalla nascita. Le ripugnava l'idea di ingoiare qualcosa che era stato vivo, prima di essere morto. Direi che sul punto non uccidere era un'integralista».
Pareggio. Inferno 2 paradiso 2. Sono tempi complicati, non è più facile mandare all'inferno neppure gli scienziati… Mister P. scuote il capo. «E la vita privata?»
«Monogamia associata a una longevità notevole. Sono arrivati insieme alla fine. E si erano incontrati da marmocchi. Aldo, il futuro marito, aveva tipo 10 anni e lei 8. Erano al Bobolino d'estate. Aldo voleva giocare a palla e Margherita ne aveva una» ammicca. «Sa come vanno queste cose».
Mister P. non lo sa, ma immagina. «Hanno vissuto nel peccato, però!»
«No, sposati in chiesa».
Oh diavolo! 3 a 2! Il paradiso passa in vantaggio.
«Ha desiderato la roba d'altri?»
«No, era comunista».
Mister P. rizza la schiena. Potrebbe essere la svolta, i politici sono figli dell'inferno. «Si è sicuramente appropriata di qualche seggio, solo per arricchirsi alle spalle del suo paese».
«A dire il vero ha vinto un seggio, ma ha rinunciato. Poi ne ha vinto un altro e lo ha ceduto».
«Ne sei certo?»
«Sicuro sì».
Mister P. guarda il risultato. 4 per il paradiso, 2 per l'inferno. Ci sarebbero ancora due punti per la falsa testimonianza e il desiderio della roba d'atri. Ma qualcosa gli dice che non farebbero altro che aumentare il divario. Ha vinto il paradiso.
A questo punto stabiliscono che Margherita Hack, scienziata, sì, ma anche ecologista, animalista, attivista per i diritti civili merita la gloria dei cieli. E io sono d'accordo. Non sono del tutto sicura però che una volta che le hanno dato il permesso di entrare e accomodarsi, lei lo abbia fatto davvero.
Su questo finale, il vero finale, lascio pensare al lettore ciò che vuole e mi riservo di chiederlo alla diretta interessata, se mai ci incontreremo davvero, da qualche parte. Dall'altra parte.



bibliografia minima
La mia vita in bicicletta – Ediciclo, 2011 
Nove vite come i gatti – Rizzoli, 2012
Dove nascono le stelle-  Sperling & Kupfer, 2004
Vi racconto l'astronomia- Laterza, 2002

Ritratto eseguito sulle note de "Il Piccolo Diavolo -  OST" di Evan Lurie.

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Bianca ci regala un bellissimo ritratto che mi ha strappato più di un sorriso! Spero possa fare altrettanto con voi!

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Stasera cucino io
Franci lettrice sognatrice

Grazie mille a tutti per l'attenzione.

Daniela, Monica, Miki, Francesca e Federica