venerdì 13 febbraio 2015

Chi ben comincia #72 - Innamorarsi istruzioni per l'uso di Cecelia Ahern

Buon pomeriggio carissimi, come state? Io sono reduce da un'influenza micidiale che spero - oltre alle forze e alle mie facoltà mentali - si sia portata via almeno qualche grammo di ciccia!!! Ho toccato picchi di oltre 39°, cosa che non mi succedeva da credo oltre quindici anni - una botta paurosa - il tutto accompagnato da un mal di testa da paura e un malessere generale diffuso...uno staccio insomma. Oggi, per fortuna, dopo tre giorni va meglio e per la prima volta il termometro non ha chiesto pietà; speriamo regga! :)
Spero che a voi vada un po' meglio!
Ma passiamo a noi, come tutti i venerdì è tempo di una nuova puntata di Chi ben comincia, la rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri
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Oggi ho pensato di scegliere un libro che parli d'amore visto che domani - piaccia o no - è San Valentino, la festa degli innamorati! Per me, se mi seguite da un po' sapete che il 14 febbraio è la festa dell'amore eccome, visto che il mio maritino compie gli anni proprio quel giorno!!! Data l'occasione ho scelto quindi di scoprire con voi l'incipit di Innamorarsi. Istruzioni per l'uso di Cecelia Ahern edito da Rizzoli.

REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti


Un fulmine non colpisce mai due punti nello stesso momento, dicono.
Falso. O meglio: sì, c'è chi lo dice, ma chi lo dice sbaglia.
Una ricerca finanziata dalla NASA ha scoperto che i fulmini spesso scaricano a terra in due o più punti, e che le probabilità di essere colpiti sono del quarantacinque per cento più alte di quanto si creda. Ma lo stesso punto non può essere colpito da un fulmine più di una volta, giusto? Falso anche questo. Malgrado la probabilità di essere colpiti sia una su tremila, tra il 1942 e il 1977 il ranger Roy Cleveland Sullivan, una guardia forestale della Virginia, è stato centrato da ben sette fulmini in sette momenti diversi. Roy è sempre sopravvissuto, ma ha finito per uccidersi a settantun anni sparandosi un colpo in pancia a causa, pare, di un amore non corrisposto.
Ma anche tralasciando la metafora del fulmine, ciò che si vuol dire di solito è che un evento estremamente raro non capita mai due volte alla medesima persona. 
Falso.
Roy, se ciò che si racconta sulla sua morte è vero, sapeva meglio di chiunque altro che una disgrazia tanto improbabile come il cuore spezzato sarebbe potuta accadergli di nuovo. Il che mi porta al punto della mia storia: il primo dei due eventi estremamente rari che mi sono capitati.
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Che dire di questo incipit se non che questo Roy Cleveland Sullivan sia effettivamente un po' sfigato???? ahahahahahahha
A parte gli scherzi, non scopriamo praticamente nulla della storia che ci attende in questo libro. L'unica domanda che possiamo porci è quali siano questi due eventi così rari che sono capitati al protagonista - che oltretutto non si capisce neanche se sia maschio o femmina - ma credo siano eventi che abbiano a che fare con l'amore altrimenti il titolo non si spiega!
Un incipit che non mi appaga molto.
E voi, cosa ne pensate? Leggerete questo libro?

martedì 10 febbraio 2015

Shopping letterario #30

Buongiorno carissimi lettori e buon pranzo! Come state? Io, dopo un periodo un po' particolare in ufficio, riprendo in mano la mia quotidianità e riesco ad essere più rilassata e soprattutto più presente! Yeahhhhhhhhhhhhh.
Ma veniamo al motivo di questo post: presentarvi i miei ultimi acquisti libreschi! Lo so, lo so, starete pensando che ho già dato sfogo alla mia voglia di libri con le vacanze natalizie. E' verissimo, ma mi mancavano pochissimi punti alla Mondadori per arrivare a 2500 e ottenere un buono da 20 euro; in più a metà gennaio ho ricevuto altri 3 buoni Mondadori - che ormai credevo persi per sempre - grazie ai miei acquisti cioccolatosi Ferrero fatti prima di Natale, quindi mi sono data nuovamente allo shopping sfrenato acuistando però rigorosamente libri appartenenti a case editrici che erano in sconto al 25%! Minima spesa massima resa è il mio motto hihihihihihi,
Ed ecco il mio bottino meraviglioso!


  • Il rumore dei tuoi passi di Valentina D'Urbano edito da TEA da catalogo Longanesi, 319 pagine. Dopo aver letto Acquanera della stessa autrice - di cui trovate la recensione qui - non ho resistito! Ho intenzione di leggere tutti i libri scritti da Valentina!.
Trama: In un luogo fatto di polvere, dove ogni cosa ha un soprannome, dove il quartiere in cui sono nati e cresciuti è chiamato "la Fortezza", Beatrice e Alfredo sono per tutti "i gemelli". I due però non hanno in comune il sangue, ma qualcosa di più profondo. A legarli è un'amicizia ruvida come l'intonaco sbrecciato dei palazzi in cui abitano, nata quando erano bambini e sopravvissuta a tutto ciò che di oscuro la vita può regalare. Un'amicizia che cresce con loro fino a diventare un amore selvaggio, graffiante come vetro spezzato, delicato e luminoso come un girasole. Un amore nato nonostante tutto e tutti, nonostante loro stessi per primi. Ma alle soglie dei vent'anni, la voce di Beatrice è stanca e strozzata. E il cuore fragile di Alfredo ha perso i suoi colori. Perché tutto sta per cambiare.

  • L'ultima vittima di Tess Gerritsen edito da TEA da catalogo Longanesi, 330 pagine. Un'autrice a quanto pare famosissima nel mondo e che io non avevo mai avuto il piacere di leggere! Ho acquistato il libro a pelle, mi ha chiamato lui. In realtà l'ho anche già letto quindi spero di riuscire presto a condividere con voi il mio pensiero.
Trama: A una prima occhiata sembra un college come tanti, forse solo un po' più esclusivo e curato degli altri. Immerso negli splendidi boschi del Maine, ha un immenso parco, lunghi corridoi, aule luminose, un attrezzato laboratorio di scienze e uno di informatica. Ma a fare la differenza, a Evensong, sono gli alunni. Qui, infatti, vengono accolti ragazzi che hanno subito gravi traumi, che devono riaprire gli occhi e tornare a vivere, perché la morte li ha sfiorati troppo da vicino. Il posto giusto per Teddy Clock: ha solo quattordici anni, ma è già sopravvissuto a due spaventosi massacri. Due anni fa la sua famiglia d'origine è stata sterminata; da poco una misteriosa e spietata mano omicida gli ha strappato anche i genitori adottivi... Solo a Evensong Teddy potrà ricevere l'aiuto di cui ha un disperato bisogno e riuscire a trovare le parole per raccontare al detective Jane Rizzoli quello che ha visto. Ma per Teddy non sembra esistere un posto sicuro e la morte varca anche l'alto cancello del college. Per Jane e la sua amica Maura Isles, l'anatomopatologa, è l'inizio di un'indagine complessa, a caccia di un assassino che sembra mosso solo da un istinto sadico e crudele e che invece ha un piano preciso ed efferato. Un piano che va compreso e sventato prima che sia troppo tardi...
 
  • Una lontana follia di Kate Morton edito da Pickwick, 576 pagine. Le mie amiche LGS mi hanno a tal punto condizionato con i loro commenti entusiasti su questa autrice che io, senza averne letto la trama in libreria e senza ancora aver letto nulla di suo, ho comprato questo libro nonostante avessi già L'ombra del silenzio - lo avevo presentato qui - che mi è stato regalato da Laura per Natale. Inutile che vi dica che ho aspettative altissime.
Trama: Edie Burchill ha un'anima appassionata e un bruciante amore per i libri. Forse per questo non capisce sua madre Meredith, una donna fredda, scostante e silenziosa, che ha passato una vita intera assorta in pensieri che solo lei conosce. Ma un giorno a casa Burchill arriva una lettera con il timbro di cinquant'anni prima: sulla busta, l'indirizzo di Milderhurst Castle, la dimora di campagna dove Meredith, sfollata da Londra, trovò accoglienza quando aveva tredici anni. Di fronte a quella lettera ingiallita dal tempo, Meredith è sconvolta. E la figlia comprende che sua madre nasconde un segreto. È così che Edie comincia un viaggio nel passato di quella donna che non ha mai conosciuto davvero; un viaggio che inizia proprio dall'imponente castello ormai in rovina, con il suo giardino vasto e impenetrabile, dove Meredith ha vissuto i giorni che hanno segnato il suo destino. Il castello è ancora abitato dalle tre figlie del famoso scrittore Raymond Blythe, allora giovani e bellissime, con una vita piena di promesse davanti a sé. Ma di quelle promesse la vita non ne ha mantenuta nessuna, e loro oggi non sono che tre ombre, prigioniere di una lontana follia, destinate a vagare senza pace tra i corridoi dell'antica dimora. Un luogo che, scoprirà Edie, porta impresso il ricordo di un incendio rovinoso, e di una morte che non ha mai trovato un senso. Solo immergendosi nei misteri di Milderhurst Castle, Edie potrà liberare sua madre da ciò che la opprime. Imparando, finalmente, a volerle bene. 
  • Joyland di Stephen King edito da Sperling & Kupfer, 378 pagine. King è stato il mio autore preferito per tantissimo tempo quando la sua scrittura era agli albori! Ultimamente ho un po' perso per strada i suoi libri ma mi sono ripromessa di rimediare ed ecco spiegato questo acquisto!!! :)
Trama: Estate 1973, Heavens Bay, Carolina del Nord. Devin Jones è uno studente universitario squattrinato e con il cuore a pezzi, perché la sua ragazza lo ha tradito. Per dimenticare lei e guadagnare qualche dollaro, decide di accettare il lavoro in un luna park. Arrivato nel parco divertimenti, viene accolto da un colorito quanto bizzarro gruppo di personaggi: dalla stramba vedova Emmalina Shoplaw, che gli affitta una stanza, ai due coetanei Tom ed Erin, studenti in bolletta come lui e ben presto inseparabili amici; dall'ultranovantenne proprietario del parco al burbero responsabile del Castello del Brivido. Ma Dev scopre anche che il luogo nasconde un terribile segreto: nel Castello, infatti, è rimasto il fantasma di una ragazza uccisa macabramente quattro anni prima. E così, mentre si guadagna il magro stipendio intrattenendo i bambini con il suo costume da mascotte, Devin dovrà anche combattere il male che minaccia Heavens Bay. E difendere la donna della quale nel frattempo si è innamorato.
   

L'ultimo libro che voglio presentarvi lo desideravo da molto e sono riuscita a prenderlo in ebook su Amazon un giorno che è stato messo in offerta gratis.
  • Albion di Bianca Marconero, autopubblicato, 474 pagine, un libro che non è prettamente il mio genere ma di cui ho sentito parlare benissimo e che mi incuriosisce tantissimo.
Trama:  Cresciuto senza madre, e dopo aver perduto il fratello maggiore – morto in circostanze misteriose –, nel giorno del funerale dell’amatissimo nonno, Marco Cinquedraghi riceve la notizia che gli cambierà la vita: deve lasciare Roma e partire per la Svizzera. È infatti giunto il momento di iscriversi all’Albion College, la scuola in cui, da sempre, si diplomano i membri della sua famiglia.
Ma il blasonato collegio riserva molte sorprese. Tra duelli di spade e lezioni di filologia romanza, mistici poteri che riaffiorano e verità sepolte dal tempo che riemergono, Marco scoprirà il valore dell’amicizia e capirà che l’amore, quello vero, non si ottiene senza sacrificio.
Nelle trame ordite dal più grande dei maghi e nell’eco di un amore indimenticabile si ridestano legami immortali, scritti nel sangue. Fino all’epilogo, tra le mura di un’antica abbazia, dove Marco conoscerà la strada che le stelle hanno in serbo per lui.
Il destino di un re il cui nome è leggenda.

Ecco fatto, un'altra lunghissima carrellata di nuove entrate. Credo di aver bisogno di qualche vita in più per leggere tutto quello che possiedo e quello che vorrei possedere, ma credo sia un problema di moltissimi lettori.
Per il momento vi saluto ma, come vi ho detto prima, ho 20 euro di buono da spendere alla Mondadori entro fine febbraio quindi tornerò presto con una nuova puntata di questa rubrica! E' una minaccia! ahahahahahahah
Che ve ne pare dei miei nuovi piccolini? 

lunedì 9 febbraio 2015

Gruppo di Lettura Tour: Noi di David Nicholls - Inizio seconda tappa

Buongiorno lettori! Con immensa emozione ospito oggi, nel mio piccolo angolino, la prima tappa del Gdl dedicato al libro Noi di David Nicholls in collaborazione con i blog La ragazza che annusava i libri, La Libridinosa Scribacchiando in soffitta
Oggi commenteremo insieme le prime due parti del libro: Inghilterra e Francia.


Premetto che per me è la prima esperienza con questo autore e dopo aver sentito commenti entusiasti per Un giorno - il suo lavoro precedente - ho cominciato questo libro con aspettative molto alte, ma senza la possibilità di fare paragoni.
Lo stile dell'autore è riuscito a conquistami già dalle prime pagine - anzi, forse più nelle prime pagine che nelle altre - creando in me la curiosità di capire quale fosse il vero fulcro del romanzo. Devo dire che sono stata accontentata molto presto.
L'impostazione che Nicholls ha deciso di utilizzare per il romanzo diventa immediatamente chiaro dopo aver letto qualche pagina: ogni parte del libro rappresenta un luogo toccato nel Grand Tour, quello che la famiglia Petersen intraprenderà attraverso l'Europa.
Ma chi sono i protagonisti del viaggio e, quindi, del libro?

Douglas
" Mi chiamo Douglas Timothy Petesen e ho cinquantaquattro anni. Avete notato l'esotica "e" finale in Petersen? Dicono che sia segno di un retaggio scandinavo, un qualche bisnonno; non sono mai stato in Scandinavia e non ho storie interessanti da raccontare in proposito. Gli scandinavi in genere sono biondi, belli, cordiali e disinibiti, io no. Sono inglese. [...] ho una faccia gradevole, con occhi che saranno forse buoni ma di un marrone dei più insignificanti, un naso di proporzioni ragionevoli e un sorriso di quelli che ti fanno buttare via le fotografie. [...] Insomma, ho cinquantaquattro anni - l'avevo già detto? - e un figlio, Albert detto Albie, cui voglio un gran bene; a volte però mi scruta con un tale disprezzo, che quasi non riesco a parlare per la tristezza."
Connie
"Aveva dei capelli bellissimi. Ben tagliati e lucenti, un nero quasi innaturale, le punte (si dice così?) sopra la fronte e le orecchie, a incorniciare un viso stupendo. Non sono bravo a descrivere le pettinature delle donne, mi mancano le parole, ma aveva qualcosa delle dive degli anni Cinquanta, una bella acconciatura avrebbe detto mia madre, però moderna, cioè alla moda... almeno credo. [...] Connie sapeva ascoltare. [...] Aveva una voce sensuale, bassa, leggermente rauca e con un marcato accento londinese. Col tempo è cambiata, ma allora si mangiava un po' le consonanti. [...] Beveva forte, riempiendosi il bicchiere prima che fosse vuoto, quasi temesse di rimanere senza vino. [...] Era molto fine. Non vestiva in modo costoso o appariscente, ma giusto."
Albert
"Albert è moro, come sua madre, i capelli lunghi e arruffati gli penzolano davanti agli occhi sfiorando le cornee e devo sempre trattenermi per non liberargli la fronte. Ha gli occhi grandi, bruni e umidi - "espressivi" è l'aggettivo ricorrente . e la pelle che li circonda è scura come il caffè. Con il naso affilato e la bocca carnosa è, a detta di tutti, un bel ragazzo."

Tre personaggi apparentemente normali, una famiglia come tante altre se non fosse per l'avvenimento che Nicholls decide di presentarci già nella prima pagina: è estate, una notte qualsiasi quando, con una tranquillità che mi ha lasciata basita, Connie sveglia il marito per comunicargli che il loro matrimonio è al capolinea e che pensa che lo lascerà - beh credo di aver iniziato a detestare Connie proprio da quel momento, dalla prima pagina quindi - ma gli dice anche che non andrà via subito, lo farà in autunno, quando Albert lascerà la loro casa per andare al college. Da quel momento Douglas comincia un percorso interiore che credo sia normale per chiunque si possa trovare in una situazione simile non aspettandoselo minimamente: ripensa all'inizio della loro storia, a quando tutto sembrava possibile, ripensa al loro inesorabile invecchiare fianco a fianco, si pone domande per capire quando sua moglie si sia resa conto di non voler più vivere al suo fianco.
"Mi rendo conto di essere partito per la tangente, crogiolandomi nel ricordo dei giorni più felici. Forse sto esagerando con le tinte rosa. Del resto gli sposi tendono sempre a infiorare l'evento che li ha fatti conoscere, riempiendolo di dettagli significativi. Diamo forma a quel nostro primo incontro in chiave sentimentale, facendone un mito della creazione, quasi per confermare a noi stessi e alla progenie che "era destino". Allora, sarà meglio fermasi un momento, un quarto di secolo dopo, quando la stessa donna così sagace, spiritosa e attraente mi svegliò per dirmi che forse sarebbe stata più felice, con un futuro più pieno e ricco di possibilità, ovvero che tutto sommatosi sarebbe sentita più "viva" senza di me".
E inizia a cercare delle soluzioni, ma Connie è inamovibile; la loro vita insieme senza Albert diventerà inutile, il loro lavoro di genitori è finito e lei ha bisogno di un nuovo inizio.
Diciamo che credo che Nicholls abbia avuto proprio la volontà di far emergere la superficialità di questa donna. Forse da uomo ha provato a descrivere il suo punto di vista cercando di portare il lettore a vedere Douglas come una vittima dell'evolversi degli eventi e credo ci sia riuscito alla perfezione.
In ogni pagina di queste due parti del libro ho avuto davanti ai miei occhi una donna superficiale, dura verso un marito che forse ha scelto per sbaglio, troppo complice di un figlio che avrebbe bisogno di crescere un po' e che - lasciatemelo dire - avrebbe bisogno anche di un paio di scapaccioni ogni tanto! Douglas dal canto suo si rivela spesso debole, incapace di reagire all'atteggiamento dei suoi familiari, troppo chiuso nella sua mente calcolatrice e poco artista - un po' sfigato insomma - ma tanto, tanto attaccato a quella famiglia sgangherata che ha costruito negli anni e che lo ritiene più un peso che altro.
E' proprio Douglas la voce narrante. Siamo con lui, in quella stanza, quando sente pronunciare da Connie quelle frasi che non si aspetta. Siamo nei suoi pensieri quando ci descrive il suo incontro con Connie, le loro prime uscite, la loro relazione. Non possiamo non essere tristi per lui, e non provare un po' di pena.
Ma, come avviene nella vita reale, dopo la botta iniziale la vita deve andare avanti e bisogna capire cosa fare.
E' estate e c'è un viaggio organizzato e già pagato che li attende. Mentre Douglas propone di farlo saltare Connie non ne vuole sapere, si partirà alla volta dell'Europa, per permettere ad Albie di conoscere il mondo, per farlo diventare adulto. Il Grand Tour si farà!
Quello che è chiaro fin da subito è che non si tratterà di un viaggio qualunque: rappresenterà l'ultima possibilità per rimettere a posto i cocci di un matrimonio allo sbando.
"Era come andare in giro con un'ascia piantata nel cranio."
"La vita senza di lei mi pareva inconcepibile, in senso letterale: non riuscivo a concepirla. Per questo decisi che non poteva finire così."
E' proprio così che finisce la prima parte e comincia la seconda parte del libro, con il nostro protagonista che parte con tutti i più buoni propositi per cercare di riconquistare sua moglie.
Con degli intermezzi ironici Nicholls fa emergere il lato super organizzatore di Douglass e ci rende partecipi del suo promemoria pre-partenza.

"Linee guida per la riuscita del Grand Tour:
1. Sii dinamico! Non mostrarti mai "troppo stanco" o "non dell'umore giusto".
2. Evita le discussioni con Albert. Accetta le canzonature e non reagire con astio o penose recriminazioni. Sii sempre allegro.
3. Non pretendere di avere ragione su tutto, anche se ce l'hai.
4. Sii disponibile e aperto a nuove esperienze, tipo cibi strani cucinati in precarie condizioni igieniche, arte sperimentale, punti di vista insoliti e così via.
5. Sii spiritoso. Ridi delle frecciatine di C e A.
6. Cerca di rilassarti. Non pensare al futuro. Per ora.
7. Sii organizzato ma...
8. Disponibile e pronto all'avventura.
9. Presta sempre attenzione a Connie. Ascoltala.
10. Cerca di non litigare con Albert."

Sicuramente tutti buonissimi propositi che per la riuscita hanno però bisogno dello stesso impegno dalle altre due parti coinvolte. E Connie non sembra proprio volerci provare. Albert poi, se può cerca pretesti per creare momenti di litigio.
Si parte! La prima tappa del viaggio è appunto la Francia, titolo della seconda parte del libro. Connie ovviamente è già stata in quasi tutti i posti che toccherà il loro viaggio - mi chiedo... c'è un posto del mondo in cui Connie non abbia vissuto e in cui non sia stata a letto con qualcuno? Douglas anche tu, non è che ti sei sposato proprio una santa eh!!!!! - e questo porta Douglas a ripensare alla loro gioventù, al suo incontro con quella donna così particolare, tanto diversa dal suo essere e tanto lontana dal suo mondo. Ed è così che ci racconta le loro vite: alternando nella narrazione qualche capitolo dedicato al presente e a quel giro per l'Europa tanto aspettato, ed altri capitoli dedicati al passato, alla loro vita precedente, a quando tutto sembrava scorrere normalmente come accade in tutte le famiglie.
Assistiamo inesorabilmente alla complicità tra Albie e la madre, spesso uniti nello scherno contro quel padre che non può capire la loro arte; succede nel treno che li porterà a Parigi, succede al museo in cui Douglas si sente un pesce fuor d'acqua e pur di compiacere la famiglia fa commenti che rasentano il ridicolo, succede al ristorante quando per una leggerezza Albert arriva addirittura a ferirlo davanti alle risate stupide e ridicole di Connie.
E le speranze di Douglas si affievoliscono.
"Non volevo illudermi, ma ero partito con la speranza che quel viaggio potesse giovare al nostro matrimonio, forse avrebbe perfino indotto Connie a cambiare idea. Penso che ti lascerò, così aveva detto, dunque c'era ancora spazio per il dubbio, e magari sarei riuscita a dissuaderla... Forse la "novità" dei luoghi avrebbe ricordato i giorni quando anche noi eravamo "nuovi" l'uno per l'altra. Ma era assurdo credere che una città potesse fare la differenza, che dipinti a olio, statue di marmo e vetrate potessero cambiare le cose fra noi. Il posto non c'entrava nulla." 
E' in questa maniera che finisce quindi la seconda parte con la consapevolezza che non basta un luogo a fare la differenza ma anche con una speranza che contraddice assolutamente questo pensiero.
"L'indomani saremmo stati ad Amsterdam. Forse sarebbe stato diverso ad Amsterdam. Forse tutto si sarebbe aggiustato ad Amsterdam."
Pensieri da uomo innamorato che mi hanno messo addosso una tristezza infinita e ancora più rabbia verso madre e figlio tanto crudeli e superficiali.
Devo dire che fino ad ora lo stile mi piace  molto perchè nonostante tutto l'autore riesce a stemperare la tristezza della situazioni con battute che riescono a far sorridere il lettore anche nei momenti più difficili.
E' giusto però che dica che la storia per ora non mi ha travolta, non mi ha rapito il cuore ma spero possa farlo andando avanti nel libro.
Punto negativo di queste due parti è quello dedicato alla famiglia al museo; ammetto che mi ha un po' annoiato - nonostante ami l'arte - perchè l'ho trovato un po' fine a se stesso, senza uno scopo preciso o una reale necessità ai fini della trama se non continuare, ancora una volta, a fare apparire Douglas come una povera vittima.
Ed ora ditemi, come vi sono sembrate le pagine che abbiamo letto? Chi tra i tre personaggi vi è piaciuto di più, quali sono le frasi che avete amato o odiato? Aspetto con curiosità i vostri commenti!!!
Prima di salutarvi vi ricordo che oggi parte la lettura per la seconda tappa.

Dal 9 febbraio al 16 febbraio lettura Parte 3 e 4

16 febbraio: 
Sul blog La ragazza che annusava i libri con Stefania si discuterà delle parti lette.

venerdì 6 febbraio 2015

Chi ben comincia #71 - Noi di David Nicholls

Ciao carissimi, come state? Felici che un'altra settimana sia finita? Io da morire!!!! :)))
E come tutti i venerdì torno con Chi ben comincia, la rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri
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Eh lo so! In questo ultimo periodo il blog è un po' monotematico... portate pazienza ancora per un po'! Se mi seguite regolarmente sapete che è cominciato il primo Gdl del blog in collaborazione con le mie pazze amiche LGS. Lunedì abbiamo cominciato la lettura di Noi di David Nicholls edito da Neri Pozza quindi quale appuntamento migliore di questo per condividerne l'incipit?

REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti



L'estate scorsa, poco prima che nostro figlio partisse per il college, mia moglie mi svegliò nel cuore della notte.
Subito pensai che fosse per i ladri. Da quando ci eravamo trasferiti in campagna bastava uno scricchiolio, uno schiocco, un fruscio a farla trasalire. Io cercavo di rassicurarla: sono i caloriferi, dicevo, le travi che si contraggono o si espandano, le volpi. Sì, volpi che si portano via il laptop o le chiavi della macchina! rispondeva, e restavamo sdraiati con le orecchie tese. C'era sempre il pulsante dell'antifurto, accanto al letto, ma non mi pareva il caso di usarlo, col rischio di dar fastidio a qualcuno... ai ladri, per esempio.
Non sono particolarmente coraggioso, né dotato di un fisico imponente, ma quella notte guardai l'ora - le quattro e qualcosa - sospirai, sbadigliai e scesi di sotto, scavalcando il nostro inutile cane.  Mi trascinai di stanza in stanza e dopo aver controllato porte e finestre risalii in camera.
"E' tutto a posto" dissi. "Dev'essere l'aria nei tubi dell'acqua".
"Ma di che stai parlando?" Fece Connie, tirandosi su.
"Non ci sono ladri in giro".
"E chi ha parlato di ladri? Ho detto che secondo me il nostro matrimonio è arrivato al capolinea, Douglas. Penso che ti lascerò".
Mi sedetti sul bordo del letto. "Bé, sempre meglio che avere i ladri in casa!" dissi, ma nessuno di noi due rise, e per quella notte non dormimmo più.
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Ho adorato questo incipit immediatamente! Per come la vicenda è raccontata, per la battuta finale, per lo stile che mi ha da subito fatto venire voglia di leggere, leggere e ancora leggere!
Che ne pensate? Vi ispira? Se la risposta è sì e non lo avete ancora fatto, siete in tempo ad iscrivervi al gruppo di lettura per chiacchierarne con noi!!! Trovate il post introduttivo qui. :)))

mercoledì 4 febbraio 2015

Recensione #45 - I diari dell'angelo custode di Carolyn Jess-Cooke

Buon pomeriggio a tutti! Come state? Io tutto bene a parte le mille cose da fare tra lavoro e casa.
Oggi torno con una recensione: quella di I diari dell'angelo custode di Carolyn Jess-Cooke edito da Longanesi e TEA, 360 pagine.  

Trama: Margot ha quarant'anni e la sua vita è stata tutta un errore. Cresciuta senza genitori, oggi è una donna incapace di ricambiare un grande amore, una madre incapace di salvare il proprio figlio da un destino di infelicità. Il giorno in cui muore in circostanze misteriose, Margot è sola. Ma la sua vita non si conclude. Ciò che sembrava la fine è in realtà una trasformazione: Margot diventa un angelo custode e dovrà proteggere una vita mortale. Scopre però che per volere divino, o forse del fato, l'essere umano che le è stato affidato altri non è che se stessa. Costretta a tornare sulla terra per rivivere la propria vita, dovrà così assistere nuovamente alla vertiginosa altalena dei suoi giorni, fatti di molti dolori e rari momenti di felicità. Da angelo custode di se stessa, Margot dovrà capire quanto e come potrà intervenire per cambiare il corso degli avvenimenti e sostenere quella fragile bambina, poi ragazza e infine donna nelle mille scelte, a volte felici, più spesso tragiche, della sua esistenza. Fra i tanti dubbi e rimpianti ha solo una certezza: è disposta a tutto pur di cambiare almeno un evento, uno solo...

Ho desiderato questo libro per tantissimo tempo, da quando anni fa lo regalai ad un'amica. Ero rimasta abbagliata da questa splendida cover e dalle emozioni che mi trasmetteva, poi la trama aveva fatto il resto. Michy quest'anno me lo ha regalato per Natale - ma quanto adoro quella ragazza!!!!! - , soddisfando il mio desiderio di leggere questa storia.
Una storia non semplice, che tratta un tema particolare e per cui si ha la necessità di impegnarsi a fondo per entrare a pieno nella questione. A me purtroppo è mancato il tempo e mi sono trascinata questa lettura per ben 10 giorni, troppo per quanto mi riguarda. Non posso negare che questo abbia inciso sul mio pensiero finale riguardo al romanzo ma cercherò, in questa recensione, di valutarlo a prescindere dal mio poco tempo per leggere.
Come dicevo I diari dell'angelo custode è un libro molto particolare, che parla appunto di angeli, un argomento per cui è necessario essere propensi, che io adoro ma che bisogna anche essere capaci di trattare nel modo giusto.
Margot muore e si risveglia Ruth, angelo custode. Non angelo custode di una persona qualunque bensì angelo custode di Margot, se stessa. Le toccherà rivivere tutta la sua vita sapendo già che sarà un disastro. Il suo unico pensiero per tutto il libro sarà quello di cambiare le cose, soprattutto una, la più tragica, che riguarda suo figlio Theo. La sua accompagnatrice/guida sarà Nan, cui già nelle prime righe del libro sarà dato il compito di dire a Ruth che Margot è morta, e che lei è un angelo. Nan apparirà e scomparirà per tutto il libro spiegando a Ruth l'essenziale della sua nuova "vita".
Ruth comincia il suo viaggio dalla nascita di Margot, una nascita per niente canonica. Con lei riviviamo la sua infanzia dettata dalla sfortuna e dal dolore, la sua adolescenza disperata ed il suo continuo tentativo di trovare un posto nel mondo. La vedremo alcolista, tormentata, disperata... insomma una vita infernale che Ruth non potrà cambiare. La sua voglia di intervenire è tangente in ogni pagina del libro ma non tutto è nel suo potere anzi, può fare ben poco se non sperare che Margot questa volta, sotto suo consiglio, faccia le scelte giuste, ci metta impegno per cambiare le cose.
La particolarità di questo libro sta nel mondo degli angeli e dei demoni. Ruth riesce a vedere ed interagire con gli angeli custodi di ogni persona che incontra, e con tutti i demoni che tentano di strappare le loro anime dalla retta via; assistiamo quindi spesso a lotte - più o meno credibili - tra le figure angeliche e i demoni attraverso cui l'autrice cerca di rendere reale l'aldilà. Forse a volte esagera, rendendo la questione troppo finta, a volte troppo dettagliata.
Di sicuro per tutta la lettura mi sono ritrovata a fantasticare. Come sarebbe poter "rinascere" angelo? Angelo di se stessi per di più! 
Non so dirvi se credo o meno a queste figure... a volte mi illudo che le persone a me care siano proprio qui, vicino a me, e che con un amore infinito mi stiano accarezzando i capelli o stringendo una mano, ci sono momenti in cui mi sembra quasi di poterli sentire. Altre volte invece sono più cinica, meno sognatrice e non credo a nulla. Di certo con questo libro l'autrice ha cercato di darci una spiegazione logica su qualcosa che di logico non ha nulla e forse, in diversi punti, mi è proprio mancata la magia, quella dettata dal cuore, e non dalle ali a cascata che invece mi hanno spesso strappato un sorriso.
Mi sono arrabbiata con questa protagonista così superficiale, testona, insensibile, ed ho adorato invece il suo alter ego alato. 
I personaggi, non pochi, sono tutti caratterizzati in modo molto dettagliato ed arricchiscono la storia arrivando però a volte a far perdere un po' il filo della questione.
Mi sono molto, molto emozionata sul finale dove sono riuscita a trovare quelle sensazioni che cercavo dall'inizio e che un po' mi sono mancate durante lo scorrere delle pagine. Quelle emozioni che ci si aspetta leggendo un libro di questo genere se non altro perchè sappiamo già che si parlerà di mancanza.
Un buon libro comunque, soprattutto se si tiene ben presente che rappresenta l'esordio di questa scrittrice. Una scrittrice di cui vorrò leggere il secondo lavoro - Cose che il buio mi dice - perchè credo abbia ottime potenzialità!

VOTO:  


lunedì 2 febbraio 2015

Gruppo di Lettura Tour: Noi di David Nicholls - Post di partenza


Buongiorno amici! Finalmente ci siamo. Oggi, dopo tanta attesa, attraverso la collaborazione dei blog La ragazza che annusava i libri, La Libridinosa, Un libro per amico e Scribacchiando in soffitta. cominceremo a leggere tutti insieme Noi di David Nicholls edito da Neri Pozza. Se vi siete persi il post di introduzione ed iscrizione al GdL potete rimediare subito cliccando qui
Ovviamente se state parteciapando alla nostra Challenge e Noi dovessere rientrare nei vostri obiettivi potete tranquillamente inserirlo tra le vostre letture!!! :)

IL LIBRO

Titolo: Noi
Autore: David Nicholls 
Editore: Neri Pozza - collana Bloom
Data di pubblicazione: 30/11/2014
Prezzo: 18.00 € 
Pagine: 431

Descrizione: Douglas e Connie si conoscono alla fine degli anni Ottanta, quando il muro di Berlino era ancora in piedi. Trent'anni e dottore in biochimica, Douglas trascorreva allora i giorni feriali e gran parte del weekend in laboratorio a studiare il moscerino della frutta. Connie, invece, divideva il suo tempo con una "combriccola di artistoidi", come li chiamavano i genitori di Douglas: aspiranti attori, commediografi e poeti, musicisti e giovani brillanti che rincorrevano carriere improbabili, facevano tardi la sera e si radunavano a volte a casa di Karen, la sorella di Douglas piuttosto promiscua in fatto di amicizie, a bere e discutere animatamente. Ed è durante una festa nell'appartamento di Karen, che Douglas si imbatte per la prima volta in Connie: capelli ben tagliati e lucenti, un viso stupendo, una voce sensuale, distinta ed elegante con i suoi vestiti vintage cuciti su misura, attillati e perfetti. Sono trascorsi più di vent'anni da allora e Douglas e Connie sono sposati da decenni e hanno un figlio, Albie. Douglas ha cinquantaquattro anni e la sensazione di scivolare verso la vecchiaia come la neve che cade dal tetto. Connie è sempre attraente e Douglas la ama cosi tanto che non sa nemmeno come dirglielo, e dà per scontato che concluderanno le loro vite insieme. Una sera, però, a letto, Connie proferisce le parole che Douglas non avrebbe mai voluto sentire: "Il nostro matrimonio è arrivato al capolinea, Douglas. Penso che ti lascerò".


Ci siamo chieste a lungo che cosa scrivere in questo post di partenza poi abbiamo avuto una folgorazione: un nostro amico blogger ha letto e recensito questo libro  qualche settimana fa.
Il blogger in questione è Michele del blog Mr. Ink diario di una dipendenza . Chi lo conosce sa che le sue recensioni sono sempre speciali ed appassionate, quindi abbiamo pensato - con il suo consenso - di condividerne con voi una parte perchè se ancora non siete convinti di leggere questo libro, dopo aver letto le parole di Michele non potrete proprio farne a meno.Ed ora ecco una parte della recensione di Michele:
Quando ho iniziato Noi avevo avuto una discussione con i miei. La chiamata era durata due minuti ed era stata troncata bruscatamente. Si discute e poi ci si dimentica il motivo. Benedivo, in quel giorno, quell'oretta e mezza che mi rendeva lontano da loro. La mia piccola indipendenza la devo al mensile che versano ai padroni di casa ogni primo del mese e sono loro grato. Per i sacrifici che fanno per mantenermi e per la stanza, a settecento metri dall'università, in cui decido di rimanere in quei weekend di studio in cui, in realtà, non faccio altro che scappare da vent'anni di solite discussioni. Io ho sempre pensato troppo. Io mi sono sempre fatto troppi problemi. Sempre, mi sono sentito dire tu sei il figlio, non il genitore. Dal mio primo giorno da matricola ho imparato che l'egoismo mi donava. 
Noi è il mio quasi in “la mia famiglia mi piace quasi sempre”, ed è anche il romanzo che più ho aspettato quest'anno. L'ultima fatica di quel David Nicholls che, da Un giorno in poi, se potessi lo odierei con tutto me stesso. Ma se proprio potessi: non posso, invece. Fa ridere di gusto e ti strozza, ogni tanto, il cuore. Diverte e commuove, come la veritiera quarta di copertina assicura, con una storia che – sarà una frase fatta, ma non se si parla di quest'autore – vorresti fosse interminabile e, giunti a malincuore a pagina quattrocentoventi, spereresti continuasse e sciversi da sé. Come grazie a quella magia invisibile che aveva permesso a Douglas, un timidissimo chimico, di averla vinta su ex dai nomi italiani e villosi trapezisti e di conquistare, ai margini di un tavolo che era in verità un asse da stiro, la capricciosa e appassionata Connie. Una ragazza al di fuori dalla sua portata che diventa una moglie al di fuori dalla sua portata, quando gli annuncia che vuole la separazione: pensavate anche voi che la fede nuziale fosse per sempre? Douglas, in realtà, non si era mai cullato sugli allori. Si racconta e, adorabile illimitatamente, ma pragmatico al limite massimo del fastidio, emoziona per il suo sentirsi un miracolato. Come me quando faccio a gara di grazie. Vuole ripagare Connie per il suo amore, vuole ripagare Albie per averlo reso papà. Insicuro, troppo, ma gli si vuole bene per quello. Veniva spontaneo fare un biglietto, prendere un treno e andargli incontro nella sua ricerca di sé. Non è coraggioso, ma invece sbaglia. Lui è coraggiosissimo. 



Quando vuole rompere un silenzio che non si può rompere, con battute che non fanno ridere. Quando ci confessa che vorrebbe essere un eroe. Quando ci confida una cosa brutta, indicibile, ma di un'onestà micidiale: il desiderio di vedere suo figlio in difficoltà, in pericolo, solo per poterlo salvare e sentirsi dire, quella volta lì, grazie. Dopo averci incantati e spezzati in due con la storia di Emma e Dexter, e loro chi se li scorda più?, Nicholls torna con una prova del nove che è anche un'agognata conferma. Non delude, con i suoi dialoghi deliziosi alla Richard Curtis e il suo modo semplice di parlare dell'arte e dell'arte segreta dei battiti del cuore. Mi piacerebbe vedere il mondo con i suoi occhi, anche se a volte il brutale realismo può prendere il sopravvento e gettare cupe ombre su tutto, ma ci si accontenta di vedere stupendi scorci di Europa mentre lui e il suo Douglas, con osservazioni ora brillanti ora elementari, ti fanno da Cicerone. Un romanzo di formazione scritto dal padre di un figlio confuso e ribelle. La dura consapevolezza che quella sia sola una parentesi nella vita di un altro che fa tanto, tanto male. Noi è un po' come un trasloco. Tutto un prendere o lasciare, un rimanere o abbandonare. Un bellissimo pronome personale che, lungo andare, si fa aggettivo possessivo. Noi è tutto ciò che è nostro. La nostra vita, le nostre cose, le nostre strane famiglie da cui poi, telefoni sbattuti in faccia e ti odio sputati in cielo che però ci cascano in testa, alla fine torniamo. Sarà che il Natale dà libero sfogo alle ipocrisie; sarà che la nostra cameretta ci mancava davvero, insieme a quelle fredde attese in stazione e agli abbracci paterni che odorano di macchina.

Il mio voto: ★★★★½
Il mio consiglio musicale: One Republic – Come Home
Per prima cosa ringraziamo Michele per averci concesso di attingere dal suo blog, ed ora per non farci mancare niente chiudiamo questo post con i suoi tre motivi per cui bisogna assolutamente leggere questo libro:
  1.  Al prezzo di un libro, fai infiniti viaggi. Visiti l'europa accanto a personaggi spendidi e puoi vantarti di avere le guide turistiche più originali, simpatiche e disorganizzate del pianeta terra. La differenza è che ti rivolgi al tuo libraio di fiducia, non a un'agenzia di vuaggi. Un affare.
  2. E' una storia nostra, che ci sembrerà familiare e vicinissima dalla prima pagina. Ti aspetti le risate e, come nei pranzi rumorosissimi coi parenti, non mancano affatto; quando però ti vengono anche i brividi a fior di pelle, be'. non puoi che rimanerne assolutamente sorpreso. E ringraziare Douglas, Connie e Albie per le battute stupide e per l'immediatezza con cui ti raccontano il dolore, l'assenza, l'abbandono.
  3. E' di David Nicholls. Non basta? Per chi lo conosce, dopo il malinconico e romantico Un giorno, è una sperata conferma. Chi non lo conosce, può considerare Noi un perfetto punto di partenza.  
Con questo è tutto! 
Vi ricordiamo che potete iscrivervi al Gruppo di Lettura in qualsiasi momento lo deciderete. 
Siete pronti? Viaaaaaa!!! Che la lettura abbia inizio.

Dal 2 febbraio al 9 febbraio lettura Parte 1 e 2

9 febbraio: 
Sul blog  Un libro per amico con Daniela si discuterà delle parti lette.

Ritratto di signora #11

Ciao amici miei, buon lunedì! Oggi sarà un giorno particolare perchè adesso vi lascio con la consueta rubrica del primo lunedì del mese: Ritratto di signora. Nel primo pomeriggio invece ci sarà il post di partenza per il GdL di Noi. finalmente ci siamo, oggi si comincia!
Ma ora passiamo a Ritratto di signora.
Oggi tocca  Monica del blog Books Land con il suo ritratto. 


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Il nuovo volto del terrore è alto poco più di un metro e ha grandi occhi scuri.
Ho attirato la vostra attenzione?
Ho deciso di iniziare così questo post perché non c’è un altro modo per commentare quello che sta accadendo nel mondo.
Il mese scorso, mentre tutti noi eravamo attaccati alla televisione, scossi e impauriti da quello che stava succedendo a Parigi, è passato quasi in silenzio il massacro messo in atto da Boko Haram in Nigeria. 
Di questo gruppo avevamo già parlato nell'articolo scritto da Federica (qui) . Ci eravamo unite a chi chiedeva a gran voce di liberare le studentesse rapite, attraverso lo slogan #BringBackOurGirls.
Di quelle studentesse, poco si è saputo in questi mesi. Potrebbero essere ancora nelle mani dei propri rapitori, oppure essere state rivendute come schiave ad altri gruppi di fondamentalisti.
Non avete anche voi l’impressione che più il paese è povero, più l’indifferenza sia grande? Poco importa di quello che succede “laggiù” tanto è lontano dalla nostra vita quotidiana.
Subito dopo la strage al giornale satirico Charlie Hebdo, subito dopo i fatti di Parigi, subito dopo il clamore, l’indignazione tutto è tornato a spegnersi.
E dire che proprio in quei giorni gli attivisti di Boko Haram hanno trucidato circa duemila persone nella città di Baqa, e non contenti hanno utilizzato delle bambine di solo dieci anni come Kamikaze, per farle esplodere nei mercati affollati di gente.

Nessuno fa caso ai bambini giusto? Sono piccoli, sono indifesi, possono passare inosservati tra la gente, perché un bambino è il simbolo della purezza, della gioia, dell’innocenza.

Quanto bisogna essere “UOMINI” per mandare un bambino al macello? E soprattutto perché nessuno ne parla? Prima di scrivere questo post ho rimuginato tanto! Volevo dare un certo taglio all’articolo, ma appena ho iniziato a scrivere ho capito che non sarei mai riuscita a trasmettere su carta quello che volevo realmente dire. Davanti a tanto orrore, vengono a mancare persino le parole.


Potrei stare qui per ore ad urlare la mia indignazione, ma preferisco parlarvi di chi si è ribellato, con forza e coraggio, a tali atrocità. Preferisco raccontarvi le storie di Sarah, una studentessa che è riuscita a fuggire, o quella di Zahràu una bambina di soli 13 anni il cui destino era quello di farsi esplodere in un mercato.
Sarah ha diciannove anni ed è una delle cinquantatre studentesse che sono riuscite a fuggire a Boko Haram. Subito dopo essere stata rapita dal gruppo di guerriglieri, durante una sosta ha avuto il coraggio di nascondersi tra i cespugli insieme ad altre studentesse. In questo modo sono riuscite a sfuggire ai loro carcerieri, e nonostante la paura di tornare a scuola le sue parole oggi sono le seguenti:

“Sono davvero spaventata all’idea di tornare là (a scuola). Ma non ho scelta, devo completare il mio esame finale lasciato a metà”.

Il destino di Zahràu è ancora più triste e infimo. E’ stata la sua stessa famiglia a lasciarla nelle mani dei guerriglieri, la bambina (che dovrebbe avere circa 13 anni) poteva essere utile per addentrarsi in un mercato pieno di persone e farsi saltare in aria.
Zahràu non era sola quel giorno, accanto a lei c’era un’altra bambina. Me le immagino, spaventate, non consapevoli di quello che stavano andando a fare, minacciate e indottrinate da uomini adulti, che non guardano in faccia a nulla e a nessuno per raggiungere i loro scopi.
Appena entrate al mercato la bambina vicina a Zahràu ha azionato la sua cintura esplosiva, e la piccola è stata investita dalla stessa detonazione. A quel punto avrebbe dovuto fare altrettanto, ma Zahràu è solo una bambina, spaventata si è rialzata, ed è fuggita nell’ospedale più vicino per farsi curare.


Sarah e Zahràu sono solo due tra le centinaia di bambine e ragazze che devono subire questo tutti i giorni. La domanda nasce spontanea nella mia testa, come si ferma tutto ciò? Purtroppo non ho la risposta, mi piacerebbe tanto averne una.
Sicuramente non è con l’indifferenza, non è ignorando quello che accade ogni giorno nel mondo, non è pensando che tutte le persone che professano la fede islamica siano come i guerriglieri di Boko Haram.

C’è una bella differenza tra seguire la propria religione ed essere dei fanatici.

Sarah e Zahràu sono vive. Potranno continuare i loro studi, hanno avuto la forza di ribellarsi ad un destino avverso e di dire no.

No alla violenza, no al fanatismo, no alla morte.

Spesso penso alle parole di Malala Yousafzai, premio Nobel per la pace:

“Un bambino, un insegnante, un libro e una biro possono cambiare il mondo”.

E’ notizia di questi giorni che  L'ONU ha finalmente rilasciato una dichiarazione ufficiale che assegna alla Nigeria e alle nazioni vicine primaria responsabilità nel proteggere i civili e nel far rispettare i diritti umani, e richiama la necessità di una operazione militare locale efficace con maggiore sostegno. Una piccola goccia può cambiare le cose, se volete potete mantenere viva l’attenzione su questo argomento firmando la seguente petizione https://secure.avaaz.org/it/stop_boko_haram_terror_global/?sZDpkdb

Facciamo sì che Sarah e Zahràu non rimangano casi isolati, non ignoriamo le loro sorti solo perché vivono in un continente diverso e lontano. Non ci tocca da vicino oggi, ma potremmo essere al loro posto un giorno.


FONTE: 





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Ringrazio Monica per aver approfondito un argomento che ci sta a cuore.

Potrete trovare questo post anche sui blog:


Grazie mille a tutti per l'attenzione.

Daniela, Monica, Miki, Francesca e Federica