lunedì 12 gennaio 2015

Chi bussa? #19

Buon pomeriggio lettori! Qui c'è un sole meraviglioso che rasserena anche l'umore!
Dopo una pausa dovuta alle festività natalizie e alle diverse iniziative del blog, torno oggi con una puntata di Chi bussa?, la rubrica dedicata alle segnalazioni di autori emergenti e dei loro lavori. Pronti per scoprire Chi bussa?
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Titolo: Eleinda - Una leggenda dal futuro
Autore: Valentina Bellettini

Genere: Fantasy - Fantascienza
Pagine: 246 pagine
Costo: cartaceo 20.00, acquistabile qui
Pubblicazione: Nulla Die

Trama: In un futuro non molto lontano, uno scienziato a capo della European Technology utilizza le tecniche di clonazione fino a riprodurre il DNA di una creatura leggendaria. L’esperimento è un segreto dell’azienda, ma per una serie di eventi finisce nelle mani dell’universitaria Eleonora Giusti, già contraria agli animali creati dalla E.T. destinati alla vendita. Quando Eleonora incontra la creatura, però, percepisce che c’è qualcosa di particolare in lei, una forza misteriosa che arriva addirittura a proteggerla durante una visita alla E.T, decisa a riprendersi l’esemplare con qualsiasi mezzo. È l’inizio di un viaggio tra leggende e fatti reali, tra ideali e progresso, tra la Natura e l’uomo che dimentica di farne parte, verso la libertà, la verità, e la riscoperta di sé. Perché il potere più grande dell’uomo è amare. 
Anche una creatura diversa dall’uomo.

Autrice: Valentina Bellettini è nata nel 1983 a Rimini. Lavora come commerciante, ma scrive da sempre: il suo primo libro, “Profumo d’incenso”, (2008, Giraldi Editore) è entrato nel programma di una scuola media. È collaboratrice di TrueFantasy e gestisce il blog Universi Incantati. "Eleinda - Una leggenda dal futuro" è il suo secondo romanzo.

Link utili

Link per l'acquisto del libro nel sito dell'editore (spedizione gratuita!): http://nulladie.wordpress.com/2013/10/29/eleinda/

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Un libro che parla di clonazione e strane creature. Un misto tra fantasy e fantascienza. Che ve ne pare? Vi ispira?

venerdì 9 gennaio 2015

Chi ben comincia #67: Acquanera di Valentina D'Urbano

Buon pomeriggio carissimi. Finalmente questa settimana corta di ripresa post vacanze natalizie si è conclusa. Che pesantezza riprendere a lavorare dopo 15 giorni!!!! Comunque ora ci attende un week end per riprenderci dalla ripresa e si va avanti così! ahahahahaha
Purtroppo, come avevo previsto, durante la vacanze non sono riuscita ad essere costante con questa rubrica perchè, sinceramente, mi pesava anche solo il pensiero di prendere in mano il PC. Ma adesso di torna alla normalità quindi eccomi per una nuova puntata di Chi ben comincia, la rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri
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Non ho avuto dubbi su quale incipit scegliere per la puntata di oggi. Sto leggendo un libro che sta diventando la mia droga. Purtroppo dopo le vacanze gli impegni sono tantissimi ed ho rallentato il ritmo ma leggerei questo libro in ogni momento e quando non leggo ci penso! Si tratta di Acquanera di Valentina D'Urbano edito da Longanesi.

REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti





Oggi, 12 marzo 1992

Dieci anni senza mai tornare.
Quando arrivo è quasi mattina e piove, una pioggia di traverso, gelida, che ti taglia la faccia.
A Roccachiara è sempre così. Fa freddo e piove, oppure l'umidità è talmente densa che fa lo stesso, è come se piovesse.
Mi incammino per la via principale del paese e tutto è uguale a come me lo ricordavo, sembra una fotografia, non cambia mai.
Le case costruite una addosso all'altra, le inferriate dei negozi ancora chiusi, le stesse insegne di trent'anni fa. Le strade strette e desolate, i vicoli con le fioriere appese accanto alle porte.
Non c'è nessuno, solo la pioggia.
Tutto il resto è silenzio.
Dicono che tutto questo silenzio provenga dal lago. Si solleva come nebbia, si spande per il paese, soffoca tutti i rumori.
Attraverso l'intero abitato senza incontrare anima viva e arrivo fino alle ultime case in fondo. Lì c'è uno sputo di piazzetta a picco sulla valle e sul lago. E' il belvedere degli eroi. Lo ricordavo spoglio e malandato, una manciata di metri quadri strappati allo strapiombo.
Adesso è molto diverso. Lo spiazzo lastricato, le panchine di metallo con la vernice bianca e scrostata. Una brutta fontana ornamentale, le targhe alla memoria dei caduti. Una balaustra in ferro battutto ha sostituito il vecchi muro in mattoni da cui ci si affacciava per vedere il lago.
Quel lago nero, che non ha vita.
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Difficile fermarsi con un incipit così e infatti non mi sono più fermata. Ho cominciato a leggere questo libro quando l'ultimo giorno di vacanza in montagna, non lavoravo e le mie giornate erano di puro relax. Ho cominciato questo libro ed in mezza giornata ero già quasi a metà, perchè è una droga che conquista. Poi ovviamente sono tornata, ho cominciato a lavorare, ad avere gli impegni di sempre e quindi ho rallentato ma appena posso apro il kindle e divoro anche solo poche pagine.
Con l'incipit la D'Urbano ci presenta subito il luogo in cui si svolgerà l'intero romanzo: Rocchiachiara ma soprattutto il belvedere ed il suo lago, quel lago nero, senza vita che per tutto lo scorrere delle pagine sarà per il lettore una presenza pesante e "macabra".
Uno stile che conquista - dicevo - già in queste poche righe e ci permette di capire subito l'atmosfera cupa in cui gli avvenimenti  si svolgeranno e ci verranno raccontati. Spero non mi deluda arrivando alla fine ma per ora è promosso!
Cosa ne pensate? Lo avete letto? Vi piace l'incipit?
Vi saluto e vi do appuntamentp con questa rubrica a venerdì prossimo.

mercoledì 7 gennaio 2015

Recensione 41# - Forte come l'onda è il mio amore di Francesco Zingoni

Rieccoci qui, spirito natalizio impacchettato - in realtà il mio albero non è ancora stato impacchettato ma rimedieremo presto - pronti per tornare alla normalità; forse pronti è un parolone ma ci si prova.
Come sono andate le vostre vacanze? Anche voi, come me, rientrati al lavoro oggi dopo 15 giorni? Oppure non avete mai smesso se non nei giorni prettamente festivi?
Io dopo Santo Stefano sono stata in vacanza in montagna, sulla neve, e mi sono divertita molto a vedere mio figlio scatenato con il bob o con i pattini sul ghiaccio; in più ho letto, letto, letto, per mattinate intere seduta sotto i raggi di un sole meraviglioso! Quindi periodo proficuo sia per il relax che per le mie letture!
Oggi sono entrata qui, senza avere bene in mente cosa fare. Ho delle recensioni arretrate, delle segnalazioni in attesa, dei libri da presentarvi, delle puntate della rubrica Curiosità tra le righe da preparare, degli incipit da cercare... insomma di carne al fuoco ce n'è, e anche molta.
Con le nuove entrate vorrei aspettare perchè devo ancora recuperare dei pacchi vaganti tra corrieri e parenti, quindi visto che la cosa più impellente sono le recensioni partirò da lì, con la recensione dell'ultimo libro letto nel 2014. Così poi archivierò l'anno. Mi sono resa conto di non aver recensito tutti i libri letti lo scorso anno, non so bene neanche io perchè... ma per ora va così e non so se in futuro recupererò!
Oggi vi parlerò quindi di Forte come l'onda è il mio amore di Franzesco Zingoni edito da Fazi pag. 606.

Trama: Buttato sulla sabbia, accecato dal fulgore di un paradiso perduto, le palpebre incollate dal sale. Riapro gli occhi. La mia mente è vuota: nessun ricordo, nessuna parola. Una tabula rasa. Non posso formulare un pensiero. Non so più distinguere i miei sentimenti, dare ordine alle mie percezioni. Qualcosa che non conosco ha annientato la mia vita. È un sogno a salvarmi: il viso luminoso di una donna. Impossibile per me riconoscerla, o ricordare il suo nome. Ma quel sorriso mi riscuote dall'oblio, diventa l'unica ragione per sopravvivere e fuggire. A guidarmi è un libro, trascinato sulla spiaggia dalla mareggiata di un tifone. Tra le sue pagine distrutte si è salvata solo una misteriosa poesia. E sembra parlare di me. Attraverserò il mondo per sapere chi sei. Vestirò nuove identità per ritrovarti. Cavalcherò un'onda paurosa per scoprire cosa nasconde il suo cono d'ombra: il nostro ultimo segreto, cancellato dall'amnesia. E alla fine sapremo solo una cosa, la più grande. Forte come quest'onda che nessuno può cavalcare fino in fondo.

Voglio cominciare a parlarvi di questo libro ricordandovi l'incipit:
C'era una volta la spiaggia segreta. Avrei voluto iniziarla così questa storia, credimi. Purtroppo tutto quello che segue non è una favola. Non so dirti nemmeno se ci sarà un lieto fine. Certo, ci sono dentro alcune - chiamiamole coincidenze - che potranno sembrarti di pura fantasia. Ma si tratta di una storia vera. Della tua storia e della mia. Una storia che entrambi abbiamo dimenticato. E no, nessuna favola.
No, nessuna favola. Francesco vuole metterci in guardia così, con poche parole ad incipit di questo libro meraviglioso. Forse così sperava di evitarci le lacrime, il dolore, la disperazione. Bè, con me non ci è riuscito, per niente. Perchè non appena ho cominciato a leggere, queste parole le ho dimenticate e mi sono fatta trasportare senza corazza dalle pagine di questo librone che mai avrei voluto finisse.
Immaginate una spiaggia: la sabbia, l'oceano, il sole che brucia la pelle, le vacanze, la gioia, il paradiso...
Ecco adesso cancellate tutto e pensate al dolore, al vuoto, alla mancanza... Ora sì, siete nel posto giusto, con il protagonista di questo libro, in un'isola sconosciuta, accerchiati da una tribù indigena di cui non conoscete neanche la lingua; non ricordate chi siete, nè da dove venite, nè cosa vi sia successo ed avete un'unica certezza: una profonda e dolorosa ferita a forma di sorriso sulla vostra schiena. E poi ci sono i sogni, quelli non vi abbandonano, il viso di quella donna che prepotentemente vi appare nei momenti di riposo, ma anche nei momenti di veglia. Immaginate di avere come unico scopo la necessità di ritrovare quella donna, perchè sentite che fa parte di voi e che non sarete mai più in grado di vivere senza di lei. Forse adesso potete provare a capire quello di cui vi parlerò!
Questo libro è un viaggio: fisico perchè ci porta in un'isola del Pacifico, poi in Galles, poi in America e ancora in Giappone; onirico perchè è un viaggio attraverso se stessi, le proprie sensazioni, le coincidenze della vita. Ed arrivati alla fine non si riesce a capire quale dei due viaggi sia stato il più importante ed emozionante.
Avete mai provato il grande amore? Quello incondizionato, in cui i pensieri di uno diventano i pensieri dell'altro? Quello in cui si dice le cose contemporaneamente, cose che in quel momento non hanno senso ma a voi è venuto in mente insieme? Io sì, l'ho provato e me lo sono anche sposato quel grande amore! Quando ci capitano queste cose diciamo che è la costoletta... sapete, la donna nata dalla costola dell'uomo. Noi diciamo sempre che la sua costola è veramente dentro di me ed è quella a farci avere gli stessi pensieri, le stesse parole. 
Il Signore Dio plasmò con la costola,che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. Allora l'uomo disse:
"Questa volta essa
è carne dalla mia carne
e osso dalle mie ossa
.
perché dall'uomo è stata tolta".
Questo libro mi ha fatto vivere costantemente con il pensiero che l'amore di cui parla è così, immenso, e che i due protagonisti sono proprio l'uno la metà indiscussa dell'altro, altrimenti non si spiega.
Difficile definire questo romanzo, inserirlo in un genere piuttosto che in un altro perchè è tanti generi, tante storie, tante vite, tante anime.
Il protagonista di questa storia si ritrova ad avere tre vite: una, quella reale, l'ha persa a causa di un naufragio di cui non ha alcuna memoria ed è quella che rincorrerà per tutto lo scorrere delle pagine; la seconda l'ha avuta in dono dalla tribù che lo ha salvato, curato ed aiutato e ritrovare uno scopo; l'ultima l'ha dovuta comprare al mercato nero, per provare ad intraprendere il viaggio per ritrovare se stesso ed i tasselli di un'esistenza che sembra ormai perduta.
Durante il suo viaggio il protagonista è guidato da un libro, ormai quasi cancellato dall'acqua dell'oceano ma che riesce a far riemergere in lui delle sensazioni che nient'altro riesce più a fargli provare; questo libro lo porta in un paese lontano, il Galles, alla ricerca delle sue origini, alla scoperta di qualcosa che sembra svanito.
Più volte il destino lo porta ad incrociare la sua vita reale ma evidentemente non è quello il momento, il viaggio non è ancora compiuto.
Tutti i personaggi che incontriamo nel libro hanno la propria storia da raccontare e riescono ad accompagnarci in nuovi mondi e nuove vite senza farci allontanare dalla trama principale. 
In ognuna delle cinque parti in cui il libro è suddiviso ci viene raccontata una fase della vita del protagonista ed in ognuna di queste il lettore verrà assuefatto dal mistero - un mistero che mi ha ricordato molto le atmosfere dei libri di Zafon - dall'emozione per nuovi incontri - persone apparentemente distanti dal protagonista ma alla fine molto simili a lui - dall'amore - quella continua ricerca della donna che rappresenta l'aria per respirare - dalla magia - quella che abbonda tra le pagine di questo libro - dalla poesia - quella di Dylan Thomas, resa elemento essenziale ed importantissimo della storia. 
Niente nella narrazione è lasciato al caso, dalla scelta dei nomi, alla scelta dei luoghi, alle azioni di ogni singolo personaggio, principale o di minima importanza che sia. Il tutto è arricchito da uno stile che conquista, che rapisce il lettore per tutte le sue 600 pagine e più, che lascia un senso di mancanza una volta che la parola fine è stata scritta.
Ottimo esordio quello di Zingoni, uno scrittore che mi aspetto di rivedere presto, nuovamente, nelle librerie. Se mi seguite da tempo sapete che ho ricevuto da lui la prima versione del romanzo, quella intitolata Demian Sideheart che pubblicò lui stesso creando una casa editrice - ve ne avevo parlato qui; ho intenzione di leggere presto anche quella versione del romanzo per vedere quanto sia stato modificato per la pubblicazione con una grande casa editrice come Fazi.
Chi di voi lo ha letto? Cosa ne pensate?

VOTO:




lunedì 5 gennaio 2015

Ritratto di signora #10

Ciao amici miei, come state? Io un po' triste, le vacanze stanno ormai finendo e tra pochi giorni mi ritroverò ancora in ufficio, con i soliti pensieri di sempre. Di pari passo con la tristezza c'è però euforia perchè tra una settimana esatta comincerà la Lotto Reading Challenge 2015 che ho ideato con le mie amiche e blogger LGS; vi siete iscritti? Avete ancora una settimana per farlo quindi se vi siete persi il post introduttivo cliccate qui.
Ma ora passiamo all'appuntamento di oggi. Primo lunedì del nuovo anno, è quindi il giorno della rubrica Ritratto di signora.
Oggi tocca  alla nostra Francesca del blog Franci lettrice sognatrice con il suo ritratto dedicato a Roberta Benetti. 


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Questo mese vi voglio parlare di una ricercatrice dell'Università di Udine che ha fatto una scoperta importantissima, che spero possa essere applicata molto presto.
Sto parlando di Roberta Benetti.


Quando ho letto la notizia tempo fa ho deciso che sarebbe stata lei la protagonista di Ritratto di signora, perché la ricerca su cui sta lavorando mi tocca personalmente.
Ho perso anni fa a causa di un tumore mio zio, poi è stata la volta di mio nonno, di mio padre e più recentemente il mostro si è preso anche l'altro mio nonno.
Non è facile per me parlarne, essendo molto riservata, ma anche perché riapre uno squarcio nel cuore che è tenuto chiuso con un cerotto malandato che si stacca facilmente e infatti non posso negarvi che in questo momento i rubinetti delle lacrime si sono aperti, però aprire una finestra sul mio mondo mi serve per farvi capire quanto questa ricerca sia importante per me e per tutti.
Sapere che una persona a cui vuoi bene viene diagnosticato un tumore è come cadere in un precipizio e non sapere se qualcuno verrà ad aiutarti, è una cosa terribile che ti fa aggrappare solo alla speranza, speranza che non soffra, speranza che guarisca, speranza che se anche è un tumore terminale venga scoperta la cura in quel momento.
La vita diventa in bianco e nero perché fa male vedere la persona soffrire, cambiare sia nell'aspetto, che nel carattere a volte e non poter fare più di tanto e quando arriva la notizia che purtroppo è venuto a mancare cambi un po' anche tu, non sei più la stessa e la vita è un po' meno bella.
E ora cerco di chiudere i rubinetti e parlarvi di Roberta e della speranza che ha acceso.
Roberta, 37 anni, nel 2010 insieme ad altri ricercatori ha scoperto la molecola miR-335, una piccola molecola di RNA, responsabile della sintesi e delle funzioni della proteina Rb, coinvolta nella protezione dello sviluppo dei tumori. Questa molecola potrebbe quindi bloccare la proliferazione tumorale!
La molecola poi influisce in modo diretto nel bilanciare il delicato equilibrio di protezione contro lo sviluppo tumorale, perché intacca attraverso l’indiretta influenza anche sull’oncosoppressore p53, gli effetti di due fondamentali proteine note per essere deregolate nella genesi dei tumori.
L'obiettivo è perciò curare il cancro con molecole prodotte dal nostro corpo, che andrebbero ad attaccare solo le cellule tumorali evitando forse di ricorrere alla chemioterapia e radioterapia e ai loro effetti collaterali.

Dare e ricevere amore come mamma e moglie mi fa lavorare meglio, mi avvicina a capire meglio chi se ne deve privare troppo presto

Non si sa quando questo studio - pubblicato sulla rivista Cancer Research dell'American Association for Cancer Research e sostenuto dall'AIRC (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) - potrà essere messo in pratica negli ospedali, ma spero molto presto, perché potrebbe aiutare le persone malate di cancro a soffrire un po' meno e  inoltre sapere che ci sono persone che stanno  lavorando nel campo dei tumori fa sentire meno soli e apre la speranza ad altri importanti obiettivi nella lotta contro il cancro.
Roberta sulla ricerca in generale ha detto che è frenata da scarse risorse da parte dello Stato - cosa che mi fa arrabbiare tantissimo, perché sono questi campi che lo Stato dovrebbe aiutare se ci tiene davvero ai suoi cittadini e anche a se stesso – ed è grazie ai ricercatori se la ricerca sul cancro in Italia rimane ad alti livelli.
Un enorme grazie a queste persone!


Un bacione,
Franci

bibliografia

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Ringrazio Francesca per averci aperto il suo cuore. E incrociamo le dita affinchè questa ricerca porti veramente ad una soluzione.

Potrete trovare questo post anche sui blog:


Grazie mille a tutti per l'attenzione.

Daniela, Monica, Miki, Francesca e Federica

giovedì 1 gennaio 2015

Top Ten 2014

Buongiorno lettori!!! E' proprio vero? Questa notte abbiamo detto addio al 2014???
Mi sembra ancora così strano pensare che un altro anno sia passato eppure è così.
Come ho fatto lo scorso anno, ho deciso di pubblicare la mia Top Ten dell'anno appena trascorso, i libri che mi sono entrati dentro, quelli che non mi stancherò di consigliare!!!
Vi elencherò 10 libri in ordine di gradimento - opinione personalissima - ed inserirò nel titolo il collegamento alla recensione in modo da poterla leggere se ve la siete persa oppure rileggerla se lo avete già fatto una volta.
Sono stata fortunatissima in termini di letture nell'anno appena passato, molti libri hanno ottenuto il punteggio pieno e rimarranno nel mio cuore per parecchio tempo. Nel 2014 due categorie sono emerse dalla top ten: gli autori emergenti - sono presenti numerosissime opere prime perlopiù di italiani - e il genere thriller!
Ma basta chiacchiere. Siete pronti? Si comincia!

1° POSTO: 

LE STANZE BUIE di Francesca Diotallevi.
Una scoperta meravigliosa. Uno dei primi libri letti lo scorso anno, il primo cinque in assoluto! E nonostante molte letture si siano avvicendate in questo angolino durante tutto il 2014 mi sento di decretarlo vincitore assoluto.
Un libro completo, con la giusta dose di mistero e la giusta dose di amore; oltre ad una scrittura matura nonostante l'esordio della Diotallevi.
Un viaggio che consiglio a tutti perchè racchiude diversi generi e diverse storie che si avvicendano e si incastrano in modo magistrale.
Trama: Torino 1864. Un impeccabile maggiordomo di città viene catapultato nelle Langhe: per volere testamentario di un lontano zio, suo protettore, dovrà occuparsi della servitù nella villa dei conti Flores. Il protagonista si scontra così con il mondo provinciale, completamente diverso da quello dorato e sfavillante dell'alta società torinese, e con le abitudini dei nuovi padroni e dei loro dipendenti. Nella casa ci sono un conte burbero, una donna eccentrica e anti-conformista, ma anche sola e infelice, un cameriere dalla doppia faccia e una vecchia che sa molte cose, ma soprattutto c'è una stanza chiusa da anni nella quale non si può assolutamente entrare. A partire da questo e da altri misteri il maggiordomo si troverà, suo malgrado, a scavare nel passato della famiglia per scoprire segreti inconfessati celati da molto tempo e destinati a cambiare per sempre la sua vita.


2° POSTO:

CIO' CHE INFERNO NON E' di Alessandro D'Avenia.
Quanto è emozionante questo romanzo? Quanto devastante la storia che si porta dentro? Con la sua scrittura ormai collaudata D'Avenia è riuscito con questo libro a parlare in modo poetico di una delle tragedie più grandi che la nostra Italia ha dovuto sopportare. E lo ha fatto senza banalità, senza frasi fatti ma unicamente attraverso le emozioni.
Trama: Federico ha diciassette anni e il cuore pieno di domande alle quali la vita non ha ancora risposto. La scuola è finita, l'estate gli si apre davanti come la sua città abbagliante e misteriosa, Palermo. Mentre si prepara a partire per una vacanza-studio a Oxford, Federico incontra "3P", il prof di religione: lo chiamano così perché il suo nome è Padre Pino Puglisi, e lui non se la prende, sorride. 3P lancia al ragazzo l'invito a dargli una mano con i bambini del suo quartiere, prima della partenza. Quando Federico attraversa il passaggio a livello che separa Brancaccio dal resto della città, ancora non sa che in quel preciso istante comincia la sua nuova vita. La sera torna a casa senza bici, con il labbro spaccato e la sensazione di avere scoperto una realtà totalmente estranea eppure che lo riguarda da vicino. È l'intrico dei vicoli controllati da uomini che portano soprannomi come il Cacciatore, 'u Turco, Madre Natura, per i quali il solo comandamento da rispettare è quello dettato da Cosa Nostra. Ma sono anche le strade abitate da Francesco, Maria, Dario, Serena, Totò e tanti altri che non rinunciano a sperare in una vita diversa... Con l'emozione del testimone e la potenza dello scrittore, Alessandro D'Avenia narra una lunga estate in cui tutto sembra immobile eppure tutto si sta trasformando, e ridà vita a un uomo straordinario, che in queste pagine dialoga insieme a noi con la sua voce pacata e mai arresa, con quel sorriso che non si spense nemmeno di fronte al suo assassino.

3° POSTO:

IL PASSATO DI SARA di Chevy Stevens.
Ricordo che lo scorso anno, stilando la top ten, mi lamentavo di non riuscire più a trovare dei thriller mozzafiato, che riuscissero a stupirmi ed a coinvolgermi nella lettura in modo completo. Quest'anno ne ho trovato più di uno, principalmente perchè ho scoperto la Stevens!
Un libro che consiglio a tutti per la carica emotiva che riesce a trasmettere al lettore e per la sua capicità di non permettere di staccarsi finchè non si è giunti alla parola fine.
Trama: Sara sta per sposarsi, trentaquattro anni, restauratrice di mobili antichi e madre di Ally, una bambina di sei anni nata da una relazione precedente. È una fase della vita costruttiva, ogni giorno è da affrontare con pienezza e Sara rovista nei pensieri, non smette di fare somme e sottrazioni, di definire se stessa quanto più possibile. Per questo le è inevitabile andare a cercare i propri genitori naturali: da figlia adottiva non li ha mai conosciuti, ma ora l'urgenza è inarrestabile, Sara è pronta per iniziare la ricerca delle proprie origini. Ma Julia Laroche, la madre naturale, appena se la trova di fronte la respinge con durezza, una reazione comprensibile sulle prime, che nasconde però un segreto custodito da oltre trent'anni. È da qui che iniziano a serpeggiare i primi sospetti di una storia molto più nera di quanto la donna potesse mai immaginare, nella quale si trova a dover fronteggiare le insidie di un padre il cui profilo umano è quel che di più basso possa realizzarsi nella nostra specie. Narrato attraverso capitoli corrispondenti a una sequenza di sedute psicanalitiche, Il passato di Sara è il racconto di una discesa agli inferi, dove i pericoli sono mortali e minacciano ciò che di più caro ha la protagonista. Sara confessa le terribili scoperte incontro dopo incontro.

4° POSTO:

FORTE COME L'ONDA E' IL MIO AMORE di Francesco Zingoni.
Ecco un'altra rivelazione del 2014. Un autore al suo primo libro che inizialmente, pur di far conoscere la propria opera, fondò una sua casa editrice e mise in circolazione il romanzo. Successivamente grazie al passaparola le case editrici iniziarono ad accorgersi del grande lavoro fatto da Francesco finchè fu pubblicato dalla Fazi.
Ho finito di leggere questo libro ieri sera, qualche ora prima della mezzanotte e l'ho adorato! Un romanzo che consiglio per le forti emozioni che sa trasmettere al lettore, per una storia mai banale e dei personaggi così intensi da saper conquistare il lettore. Purtroppo dovrete aspettare un po' per la recensione. ;)
Trama: Buttato sulla sabbia, accecato dal fulgore di un paradiso perduto, le palpebre incollate dal sale. Riapro gli occhi. La mia mente è vuota: nessun ricordo, nessuna parola. Una tabula rasa. Non posso formulare un pensiero. Non so più distinguere i miei sentimenti, dare ordine alle mie percezioni. Qualcosa che non conosco ha annientato la mia vita. È un sogno a salvarmi: il viso luminoso di una donna. Impossibile per me riconoscerla, o ricordare il suo nome. Ma quel sorriso mi riscuote dall'oblio, diventa l'unica ragione per sopravvivere e fuggire. A guidarmi è un libro, trascinato sulla spiaggia dalla mareggiata di un tifone. Tra le sue pagine distrutte si è salvata solo una misteriosa poesia. E sembra parlare di me. Attraverserò il mondo per sapere chi sei. Vestirò nuove identità per ritrovarti. Cavalcherò un'onda paurosa per scoprire cosa nasconde il suo cono d'ombra: il nostro ultimo segreto, cancellato dall'amnesia. E alla fine sapremo solo una cosa, la più grande. Forte come quest'onda che nessuno può cavalcare fino in fondo.

5° POSTO:

IL SUGGERITORE di Donato Carrisi.
Un libro assolutamente perfetto, costruito in modo impeccabile con protagonista un serial killer dei più spietati e brutali. Con il suo stile incalzante e coinvolgente l'italianissimo Carrisi sa come far rimanere a bocca aperta i lettori grazie ad un colpo di scena dopo l'altro per niente banali e prevedibili. Grande scrittore di cui mi sono ripromessa di leggere le opere successive.
Trama: Qualcosa di sconvolgente è accaduto, qualcosa che richiede tutta l'abilità degli agenti della Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila. Il loro è un nemico che sa assumere molte facce, che li mette alla prova in un'indagine in cui ogni male svelato porta con sé un messaggio. Ma, soprattutto, li costringe ad affacciarsi nel buio che ciascuno si porta dentro. Sarà con l'arrivo di Mila Vasquez, un'investigatrice specializzata nella caccia alle persone scomparse, che gli inganni sembreranno cadere uno dopo l'altro. Ma un disegno oscuro è in atto, e ogni volta che la Squadra sembra riuscire a dare un nome al male, ne scopre un altro ancora più profondo...

6° POSTO:

NON AVERE PAURA DEI LIBRI di Christian Mascheroni.
Un libro che parla di libri, che parla di amore, ma anche di malinconia, di difficoltà. Un libro di una sensibilità disarmante che prende per mano il lettore facendolo sentire un membro di quella famiglia che ci viene raccontata.
Descrizione: "Sono qui per raccontarvi la storia della meravigliosa metamorfosi del libro che avete tra le mani. Questo è un libro speciale, per numerose ragioni. Inizio a dirvene tre. Perché al suo interno contiene innumerevoli libri. Perché è il memoir di un lettore incantato che, sogno dopo sogno, ferita dopo ferita, da bambino si trasforma in uomo adulto. Perché ha il potere di ricordarci - ridendo di gioia, piangendo di commozione, gridando con forza che noi non siamo solo ciò che mangiamo: siamo anche quello che leggiamo (e quindi bisognerebbe fare attenzione a ciò che si legge come si fa per il cibo che si mette in bocca). Siamo tutte le vite dei personaggi che abbiamo amato. Nel nostro sangue scorrono brani di libri." (Chicca Gagliardo) 

7° POSTO:

A PASSO DI TARTARUGA di Rosario Centorrino
Un libro di un emergente. Un uomo che parla di amore, un amore diverso, un amore a 360 gradi. Un uomo che dà voce ad una protagonista donna risultando assolutamente credibile, centrando in pieno i suoi pensieri. Una lettura che mi ha fatto piangere come una bambina e che ho letto avidamente, senza riuscire a staccarmene.
Questo libro fa parte delle scoperte meravigliose che ho potuto fare attravetrso il blog.
Sinossi: Ale è una ragazza travolta dalla spirale della vita e dal susseguirsi di inaspettati eventi. Continui flashback le fanno ricordare la dolcezza del passato, lasciandole il retrogusto amaro del presente. Ricorda di essere stata insicura, vulnerabile, combattuta tra le emozioni di chi desiderava amare con tutta se stessa e di chi, però, ha avuto paura. È costantemente alla ricerca di un posto nel mondo. Sogni, fallimenti e conquiste l’accompagnano nella crescita. A spese proprie ha imparato a fare delle scelte, ad arrendersi e a osare.
Bea e Marco sono gli amici di sempre. Complici e parti attive della sua tumultuosa esistenza. Tre giovani inseparabili ma, inaspettatamente, flessibili alle inclinazioni impalpabili dell’amore dalle mille sfaccettature.
Tre personaggi avvolti in un misterioso rapporto fatto di complicità e sorprendenti rivelazioni. Riescono a raggiungere un equilibrio perfetto quando qualcosa destabilizza, definitivamente, la loro condizione.
A passo di tartaruga racconta di come, a volte, l’amore e l’amicizia possano intrecciarsi, diventando un unico e misterioso sentimento che annienta la razionalità e condiziona l’esistenza umana.

8° POSTO:

SCOMPARSA di Chevy Stevens.
Ecco un altro Thriller, ecco ancora la Stevens. Anche la prima opera di questa autrice entra di diritto in questa top ten. Come già detto per il Passato di Sara anche in questo caso ho trovato uno stile accattivante e coinvolgente che porta il lettore a provare le ansie e le emozioni che la protagonista vive sulla propria pelle.
Di sicuro questa autrice ci sa fare e non mi perderò i suoi futuri lavori.
Trama: È una mattina d'estate qualunque per la giovane agente immobiliare Annie O'Sullivan. Quel giorno, le sue uniche preoccupazioni sono l'ennesima lite con la madre, l'open house da organizzare in una casa in vendita nel pomeriggio e la cena con Luke, il suo fidanzato. L'open house va per le lunghe, ma quando si presenta un potenziale acquirente dal sorriso gentile, Annie pensa che possa essere il suo giorno fortunato. Non è così. L'uomo le punta una pistola addosso e, dopo averla drogata, la chiude in un furgone. Al risveglio, Annie scopre di essere stata portata in una casa sperduta tra le montagne. Dove si trova? E chi è quell'uomo? Intrecciato con la storia dell'anno di prigionia che viene svelata durante gli incontri con la psichiatra - un secondo filo narrativo racconta l'incubo del ritorno dopo la liberazione: la lotta di Annie per ricomporre un'esistenza ormai spezzata, le ricerche della polizia per identificare il rapitore e il turbamento per la consapevolezza che questa esperienza, sebbene conclusa, è molto lontana dall'essere superata. Un thriller mozzafiato, una storia di paura e dolore, ma anche di sopravvivenza, della forza di raccontare e di esplorare i recessi più oscuri della psiche umana, dove la verità non sempre rende liberi.

9° POSTO:


L'AMORE BUGIARDO di Gillian Flinn. 
Di sicuro in questo periodo avrete sentito nominare spesso questo libro visto che proprio prima di Natale ne è uscita in italia la trasposizione cinematografica che io, putroppo, non sono ancora riuscita a vedere.
Come potete vedere un altro thriller entra con prepotenza nella top ten spodestando molte altre letture che pur hanno meritato lo stesso voto durante tutto il 2014.
Perchè Amy e Nick non sono una coppia qualunque ed anche questo libro non è un libro qualunque. Solo l'inizio con il suo ritmo un po' meno incalzante lo fa arrivare in ottava posizione e non più in alto.
Trama: Amy e Nick si incontrano a una festa in una gelida sera di gennaio. Uno scambio di sguardi ed è subito amore. Lui la conquista con il sorriso sornione, l'accento ondulato del Missouri, il fisico statuario. Lei è la ragazza perfetta, bella, spigliata, battuta pronta, il tipo che non si preoccupa se bevi una birra di troppo con gli amici. Sono felici, innamorati, pieni di futuro. Qualche anno dopo però tutto è cambiato. Da Brooklyn a North Carthage, Missouri. Da giovani professionisti in carriera a coppia alla deriva. Amy e Nick hanno perso il lavoro e sono stati costretti a reinventarsi: lui proprietario del bar di quartiere accanto alla sorella Margo, lei casalinga in una città di provincia anonima e sperduta. Fino a che, la mattina del loro quinto anniversario, Amy scompare. È in quel momento, con le tracce di sangue e i segni di colluttazione a sfregiare la simmetria del salotto, che la vera storia del matrimonio di Amy e Nick ha inizio. Che fine ha fatto Amy? Quale segreto nasconde il diario che teneva con tanta cura? Chi è davvero Nick Dunne? Un marito devoto schiacciato dall'angoscia, o un cinico mentitore e violento, forse addirittura un assassino? Raccontato dalle voci alternate di Nick e Amy, "L'amore bugiardo" è una incursione nel lato oscuro del matrimonio. Un thriller costruito su una serie di rovesciamenti e colpi di scena che costringerà il lettore a chiedersi se davvero sia possibile conoscere la persona che gli dorme accanto.

10° POSTO:

BORGO PROPIZIO e E LE STELLE NON STANNO A GUARDARE di Loredana Limone.
Un pari merito al decimo posto, non me la sentivo di dividerli. Due libri che hanno saputo conquistarmi con i loro personaggi genuini e con la storia di quel Borgo inventato ma così reale. Una scrittrice che sa conquistare i lettori con uno stile fresco e divertente. Due letture da intraprendere per staccare la spina e rilassarsi!!!

TramaQuasi tutte le fiabe cominciano con C'era una volta, ma questa è diversa. Questa comincia con C'è una volta... Perché è oggi che Belinda ha intenzione di ripartire e Borgo Propizio, un paese in collina, in un'Italia che può sembrare un po' fuori dal tempo, le pare il luogo ideale per realizzare il suo sogno: aprire una latteria. Il borgo è decaduto e si dice addirittura che vi aleggi un fantasma... ma che importa! A eseguire i lavori nel negozio, un tempo bottega di ciabattino, è Ruggero, un volenteroso operaio che potrebbe costruire grattacieli se glieli commissionassero (o fare il poeta se sapesse coniugare i verbi). Le sue giornate sono piene di affanni, tra attempati e tirannici genitori, smarrimenti di piastrelle e ritrovamenti di anelli... Ma c'è anche una grande felicità: l'amore, sbocciato all'improvviso, per Mariolina, che al borgo temeva di invecchiare zitella con la sorella Marietta, maga dell'uncinetto. Un amore che riaccende i pettegolezzi: dalla ciarliera Elvira alla strabica Gemma, non si parla d'altro, mentre in casa di Belinda la onnipresente zia Letizia ordisce piani, ascoltando le eterne canzoni del Gran Musicante. Intanto i lavori nella latteria continuano, generando sorprese nella vita di tutti...

Trama: Tanti sono gli avvenimenti che scombussolano le giornate di Borgo Propizio e dei suoi numerosi abitanti, come la sempreverde zia Letizia, indaffarata a gestire la latteria insieme a Belinda, nipote acidina; le due sorelle Mariolina e Marietta, con il loro teatrino di litigi e riappacificazioni; l'amabile Ruggero, rozzo-che-piace; Dora, più pettegola che giornalaia; il maresciallo capo Bartolomeo Saltalamacchia... Con a capo il sindaco Rondinella, il paese sfoggia una nuova zelante giunta, il cui assessore alla Cultura, il nevrotico professor Tranquillo Conforti, incarica Ornella di organizzare un evento per l'inaugurazione della biblioteca. Sì, perché il paese ora vuole la sua biblioteca civica. E dovrà essere un evento speciale, o meglio spaziale, addirittura un festival letterario, sotto le luccicanti e propizie stelle del borgo. Be', non sempre propizie. Le chiacchiere ricominciano il giorno in cui giunge Antonia, una forestiera dai boccoli ramati, che porta un misterioso bagaglio interiore. Scappando da se stessa, è alla ricerca di un luogo dove curare l'anima, tanto da decidere che lì organizzerà la propria vendetta d'amore. Una vendetta contro chi? E perché? Quale che sia il motivo, è un piatto che andrà servito freddo. Ma Antonia non sa che Borgo Propizio ha il dono di cambiare la vita di coloro che varcano la sue mura merlate...

Ecco fatto, questa è la lista delle mie dieci migliori letture dell'anno che ci ha appena salutato. Ora attendo la vostra perchè ho bisogno di spunti per l'anno nuovo!!! :)))))

Buon 2015

Ciao carissimi!!! No, non sono una folle che a mezzanotte dell'ultimo dell'anno è al PC, non arrivo ancora a tanto. Anche in questo caso, come ho fatto lo scorso anno, ho utilizzato la pianificazione di blogger perchè ci tenevo ad esserci con i miei auguri, in contemporanea allo scoppio dei tappi dello spumante e dei botti di fine anno. Vi auguro un nuovo anno ricco di felicità e di soddisfazioni, ma anche di libri eh!!!!! ;)
Un caloroso abbraccio e un grandissimo GRAZIE per esserci stati, numerosi, per tutto l'anno appena passato! Vero che non perderete le buone abitudini? ahahahah
Buon festeggiamento e buona notte!!! :P

lunedì 29 dicembre 2014

Recensione #40/2014 - Apnea di Lorenzo Amurri

Buongiorno a tutti, ancora vivi dopo le abbuffate natalizie?
Io sono ancora in vacanza ma, nonostante questo sia un periodo di ferie per me, mi dispiaceva lasciare il blog incustodito quindici giorni, quindi ho programmato alcuni post per evitarlo.
Oggi è il turno di una recensione, quella di Apnea di Lorenzo Amurri edito da Fandango pag. 251.

Trama: La faccia immersa nella neve, come ovatta soffice che gli toglie il fiato. È la vertigine dell'apnea. Pochi attimi prima Lorenzo stava sciando insieme a Johanna, la sua fidanzata. Un momento spensierato come tanti, ormai irrimediabilmente ricacciato indietro, in un passato lontano. Poi la corsa in ospedale in elicottero, il coma farmacologico e un'operazione di nove ore alla colonna vertebrale. Dai capezzoli in giù la perdita completa di sensibilità e movimenti. D'ora in avanti Lorenzo e il suo corpo vivranno da separati in casa. Ma l'unica cosa che conta, adesso, sono le mani. Poter riprendere a muoverle, poter ricominciare a suonare la chitarra, perché la musica è tutta la sua vita. Dalla terapia intensiva ai lunghi mesi di riabilitazione in una clinica di Zurigo, fino al momento di lasciare il nuovo grembo materno che lo ha tenuto recluso ma lo ha accudito e protetto durante la convalescenza. E il difficile reinserimento in un mondo dove all'improvviso tutto è irraggiungibile e tutti sono diventati più alti, giganti minacciosi dalle ombre imponenti. Con coraggio e determinazione Lorenzo Amurri racconta il suo ritorno alla vita. La voglia di vedere, di toccare, di sentire. Di riprendere a far tardi la notte insieme agli amici, di abbandonarsi all'amore della sua donna e riconquistare la libertà che gli è stata rubata. Ogni tappa è una lenta risalita verso la superficie, un'apnea profonda che precede un perfetto e interminabile respiro.
Non sempre la neve appare come nell'immagine qui in fianco; a volte può essere una trappola mortale o comunque può cambiare radicalmente l'esistenza.
Lo prova sulla sua pelle Lorenzo quel giorno in cui, pur non avendone voglia, si reca sulle piste per una sciata e si ritrova contro il pilone di una seggiovia. Il suo passato finisce lì, il suo futuro comincia lì. Il viaggio in elicottero; il lungo coma; il risveglio; il corpo totalmente insensibile dal busto in giù; le mani che promettevano di farlo diventare un famoso chitarrista che restano chiuse a pugno, senza riuscire ad aprirsi; dover imparare a convivere con un corpo che non sembra essere più il suo; doversi relazionare con chi crede di aver capito tutto e invece non può capire.
Una storia vera questa, da cui mi aspettavo emozioni, sensazioni, anche pugni nello stomaco.
Dopo un inizio apparentemente al cardiopalma, che mi prometteva quello che cercavo, questo libro ha cambiato registro ed è diventato un po' piatto, incolore.
Lorenzo ci racconta tutta la sua convalescenza divisa tra l'ospedale di Zurigo all'inizio e casa di sua madre dopo, ma ce la racconta in modo troppo meccanico, poco coinvolto e coinvolgente. Forse un modo per difendersi il suo, per non soffrire troppo durante la scrittura o forse è proprio il suo modo di scrivere; fatto sta che ho trovato alcune parti troppo incentrate su spiegazioni tecniche - dal come farsi mettere in macchina, alla scelta particolareggiata del nuovo letto elettrico da acquistare, alle terapie a cui tentavano di sottoporlo - che mi hanno allontanato dalla parte emozionale della questione trascinandomi su un binario differente da quello che avevo intrapreso all'inizio. Un binario che non si è più ricongiunto al precedente. Gli si è avvicinato leggermente verso la fine parlando del rapporto e dei problemi con la fidanzata ma non è stato capace di ripercorrerlo allontanandosene definitiavamente.
Peccato, perchè ovviamente mi sarebbe piaciuto sentire Lorenzo sulla pelle, essere inondata dalle emozioni che un ragazzo di 27 anni può provare perdendo la sua vita normale e ritrovandone un'altra, nuova, da invalido.
Lo so, io non sono nessuno e non posso neanche lontanamente immaginare come si possa affrontare un dramma simile, però sono una lettrice e purtroppo se un libro non mi convince ho il dovere di dirlo e di spiegarne le ragioni. E questo libro non mi ha convinto.
E' anche vero che le emozioni sono soggettive quindi, magari, ad altri questa lettura potrebbe provocare reazioni totalmente differenti dalle mie arrivando dritta al cuore.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate, se lo avete letto. Perchè magari la mia chiave di lettura non era quella giusta, magari sono io che non ho capito.

VOTO: