venerdì 31 luglio 2015

Chi ben comincia #93 - Leggimi di te di Christian Mascheroni

Buongiorno lettori! Finalmente è venerdì!!! Ultimo prima delle ferie per quanto mi riguarda! Cosa succederà da domani al blog? Beh, la settimana prossima tutto andrà più o meno come al solito visto che ho programmato delle recensioni di libri che ho già letto e di cui voglio assolutamente parlarvi prima delle vacanze; per quanto riguarda le altre tre settimane di agosto in generale ancora non so bene. Il blog non chiuderà per ferie, ma di sicuro sarà molto rallentato e difficilmente troverete in quel periodo nuove recensioni. Di certo non mancherà la rubrica di mia invenzione nata nell'estate 2013 intitolata Libri sotto l'ombrellone in cui vi svelerò quali sono i libri che veramente - sarà tutto ampiamente documentato - gli italiani leggono in spiaggia. Se vi siete persi le puntate degli anni precedenti basterà cliccare qui
Detto questo vi auguro delle meravigliose vacanze di relax e libri! Spero comunque che troverete il tempo di seguirmi anche nel mese di agosto durante i miei appostamenti da 007!
Ma torniamo alla normale programmazione del blog. Oggi torno - dopo due settimane - con una nuova puntata di Chi ben comincia, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri.
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Per la puntata di oggi ho deciso di condividere con voi l'incipit di un libro che ho ricevuto dalla casa editrice. L'autore è un ragazzo che ho avuto l'onore di conoscere e di cui lessi lo scorso anno - proprio in vacanza - il libro precente. Lui è Christian Mascheroni, il suo libro precedente è Non avere paura dei libri - di cui trovate la recensione qui - ed il nuovo libro si intitola Leggimi di te edito da Vanda E-publishing. Si tratta di un libro di racconti dove i libri sono i protagonisti, ed oggi condividerò con voi l'incipit del primo racconto.
 
REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti


I libri stanno tutti bene
La neve picchietta contro il finestrino. Ogni fiocco è sospinto dal soffio inarrestabile di una vita. Difficile dire da dove arrivi questo messaggio di promessa. Attorno ci sono solo altre automobili cariche di valigie e l'insegna luminosa del punto di ristoro che crepita; la brace rovente di un camino.
Alessio spalanca lentamente gli occhi. Sbadiglia con le sue piccole fauci di leone.
"Dove siamo?" dice con voce impastata.
Sua madre, Giuliano, abbassa il libro e lo chiude, lasciando fra le pagine il mignolo come segnalibro.
"Mi sono fermata a un Autogrill. Non sentivo più il piede destro".
Il bambino allunga le braccia e sfiora il tettuccio.
"E' ancora notte?"
"Sono quasi le cinque del mattino."
"Non hai sonno?"
GIuliana muore dalla stanchezza, ma abbozza un sorriso. Le labbra screpolate si spezzano anche nei silenzi. Alessio ormai è consapevole che il volto di sua madre sia una lingua straniera da imparare giorno dopo giorno.
"Hai fame?" dice Giuliana.
"Ci sono ancora succhi di frutta?"
"Ne ho uno nel borsone, aspetta che lo prendo."
Mentre si allunga scavalcando il sedile, il libro le scivola dalle ginocchia e cade di lato, accanto al freno a mano tirato.
Alessio si slaccia la cintura e lo raccoglie.
Un brivido gli corre lungo la schiena. Nonostante sia acceso il riscaldamento, il freddo si è arrampicato lungo la spina dorsale e intride le ossa.
"Cosa stai leggendo?" chiede fissanto l'illustrazione del libro, un lacrima che scivola lungo la guancia della copertina. 
"Bonjour tristesse."
"Di cosa parla?" 
Giuliana raccoglie il romanzo dalle mani del figlio. Con il palmo della mano asciuga una lacrima, poi le dita spalancano la palpebra della prima pagina.
"Parla dell'amore e della tristezza."
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Scusate, sono andata un po' lunga ma quando mi trovo per le mani un libro di Christian questo è l'effetto che ha su di me. Non riesco a smettere di leggere. Sarà l'estrema delicatezza con cui sa raccontare ogni singolo gesto trasformandolo dal più banale al più poetico, sarà la profonda tristezza ma anche la grandissima speranza che ripone in ogni suo singolo capoverso.
Insomma, da queste poche righe so già che adorerò questa lettura come la precente!
E voi cosa ne pensate? Conoscete questo scrittore? Vi ispira questo libro?
Vi auguro uno strepitoso week end e vi do appuntamento alla prossima puntata di questa rubrica che spero di riuscire a programmare per tutto il mese!

mercoledì 29 luglio 2015

Recensione #75 - Dov'è finita Audrey? di Sophie Kinsella

Buongiorno lettori, buon mercoledì, come va? Giro di boa per me in questa ultima settimana di lavoro...crollo ma non mollo!!!
Ma non voglio scocciarvi con le mie chiacchiere, quindi passo subito all'argomento di oggi: la recensione del libro Dov'è finita Audrey? di Sophie Kinsella edito da Mondadori - che ringrazio per la copia -, 180 pagine.

Trama: Audrey ha 14 anni ed è da tempo che non esce più di casa. Qualcosa di brutto è successo a scuola, un episodio di bullismo che l'ha profondamente segnata e ora lei è in terapia per rimettersi da gravi attacchi d'ansia e panico che non le permettono di avere contatti con il mondo esterno. Per questo indossa perennemente dei grandi occhiali scuri, il suo modo di proteggersi e sfuggire al rapporto con gli altri. Il fratello invece è un simpatico ragazzino ossessionato dai videogiochi che, con grande disperazione della madre nevrotica, non si stacca un attimo dal suo computer e dal suo amico Linus che condivide la sua stessa mania. Ma quando Audrey incontra Linus nasce in lei qualcosa di diverso... deve poter trovare un modo per comunicargli le sue emozioni e le sue paure. Sarà questa scintilla romantica ad aiutare non solo lei, ma la sua intera famiglia scombinata. Dov'è finita Audrey? è un romanzo caratterizzato da una grande empatia in cui si ride tanto e ci si commuove e in cui Sophie Kinsella riesce magistralmente a alternare momenti di puro humour a momenti più seri e teneri con grandissima sensibilità.

Ho preso in mano questo libro della Kinsella con un enorme timore. E' un'autrice che amo da sempre ma che mi ha profondamente delusa nel suo ultimo I love shopping - di cui vi avevo parlato qui - ed avevo paura che avesse perso il suo smalto.
Mi sono dovuta ricredere perchè con questo suo ultimo libro mi ha totalmente conquistata e stupita.
Un genere nuovo per lei - young adult - che non è oltretutto uno dei generi che leggo più spesso per questioni di età. In questo caso ho trovato una lettura adulta, che ha sì per protagonista una ragazzina ma che è scritto con uno stile leggibile da qualsiasi età.
Una ragazzina dicevo, Audrey, ed è proprio lei che per tutto il libro ci narra le vicende in cui ci troviamo coinvolti. Lei, con i suoi occhialoni scuri con cui si protegge dal mondo, lei con la sua incapacità di avere un contatto con le persone a causa di un atto di bullismo subito a scuola, lei che riesce ad abbassare le sue difese solo in presenza del suo piccolo fratellino.
Non è un argomento facile quello che la Kinsella ha scelto di trattare in questo libro, anzi; è un argomento che se non affrontato con la giusta ponderazione può diventare pesante oppure può addirittura diventare banale. Non è questo il caso. Con la sua estrema capacita di unire momenti di totale divertimento ad altrettanti di serietà e riflessione, l'autrice permette al lettore di entrare totalmente nella famiglia di Audrey, di viverne i meccanismi, di comprenderne gli atteggiamenti. Non ci verrà mai detto quali sono gli abusi che la ragazzina ha subito - è lei stessa a dirci che è troppo difficile parlarne e noi lo capiamo nonostante questo sia un espediente letterario - ma riusciamo comunque ad essere solidali con lei, a giustificare le sue paure ed anche i suoi colpi di testa.
Una famiglia come tante che si vede piovere addosso un macigno e che, come tante altre famiglie, cerca di rialzarsi nel miglior modo possibile, nonostante i tre figli da crescere ed i problemi che ogni giorno l'adolescenza crea.
Perfetta la caretterizzazione dei personaggi:
  • Audrey, diretta, senza troppi giri di parole, ci mette a conoscenza della sua situazione
Fobia sociale, disturbo d'ansia generalizzato ed episodi depressivi. Episodi. Come se la depressione fosse una sit-com con la battuta divertente alla fine di una scena. O una serie televisiva con un sacco di suspense. L'unica suspense nella mia vita è "Mi libererò mai di questa merda?" e, credetemi, ormai lo trovo parecchio monotono.
  • Frank, il fratello maggiore con una esagerata dipendenza dai videogames ed in continua lotta con la madre;
  • La Dottoressa Sara, l'analista di Audrey, una presenza molto importante all'interno del libro e all'interno della vita della ragazzina;
  • La mamma, con il suo difficile ruolo, alle prese con due figli adolescenti ed un bimbetto curioso. Una figura estremamente divertente che crea spesso dei siparietti che mi hanno fatto ridere di gusto;
  • Il padre, perennemente chiuso nel suo studio o assorbito dal suo cellulare;
  • Felix, il fratellino minore, l'unico con cui Audrey riesca ad abbassare le difese;
  • Linus, amico di Frank, figura importantissima all'interno della famiglia.
Insomma, in questo libro non manca nulla, delicatezza, ironia, serietà; un mix perfetto di elementi che hanno saputo conquistarmi. Kinsella assolutamente promossa in questa nuova veste! Le consiglierei di abbandonare il filone I love shopping che ormai ha fatto la sua ora e di concentrarsi nell'esplorazione di generi differenti proprio come ha fatto qui.
E voi? Avete letto questo libro? Amate la Kinsella? Come la vedete in questo nuovo genere? Fatemi sapere le vostre impressioni.

VOTO: 


lunedì 27 luglio 2015

Curiosità tra le righe #3 - Il cervello lucertola

Rubrica inventata da me in cui, a cadenza casuale, condividerò con voi le curiosità che scoverò tra le righe dei libri. 
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Buongiorno carissimi, come va? Nelle scorse settimane ho fatto tutto al rallentatore a causa del caldo allucinante. Ho ridotto le attività non necessarie ed obbligatorie ed è per questo che mi avete visto anche meno attiva sia qui che sui social. Non ce la potevo proprio fare. Per fortuna da un paio di giorni sembra essersi un po' rinfrescato e la situazione è diventata assolutamente più vivibile.
Ultima settimana di lavoro per me quindi affronto questo lunedì con grinta! Hihihihihihi
Oggi torno - dopo tantissimo tempo - con una curiosità trovata in una della mie ultime letture.
L'argomento cui si fa riferimento oggi è il cervello lucertola.

Ho scovato questa curiosità nel libro Dov'è finita Audrey? di Sophie Kinsella che ho finito di leggere da pochissimi giorni.



Ecco il passaggio che ho sottolineato:

"Va bene" ribatto cercando di sembrare normale e rilassata. "Okay."
Normale e rilassata? Che ridere. Il mio corpo è già tutto in tensione. Ho il respiro affannoso. Il panico mi prende d'assalto. Perdo il controllo. Sento la voce della dottoressa Sarah e cerco di rievocare la sua presenza tranquillizzante. 
Accetta le tue sensazioni. 
Entra in contatto con il tuo cervello lucertola. 
Rassicura il tuo cervello lucertola.
Il mio maledetto cervello lucertola
Il problema del cervello, cosa che voi forse non sapete, è che non è un'unica palla di gelatina. E' diviso in tanti pezzetti, e ci sono pezzi fantastici e altri pezzi che rappresentano soltanto uno spreco di spazio. Secondo la mia umile opinione.
E quello di cui potrei proprio fare a meno è il cervello lucertola, detto anche "amigdala" nei libri. Ogni volta che restate bloccati dalla paura, è il cervello lucertola che prevale. Si chiama cervello lucertola perchè ne avevamo uno così anche quando eravamo ancora lucertoloni, a quanto pare. E' una roba preistorica, tipo. Ed è proprio difficile da controllare, ma il cervello lucertola è il peggiore. In sostanza dice al nostro corpo cosa deve fare tramite segnali chimici ed elettrici. Non aspetta di essere sicuro e non pensa, è puro istinto.
Il cervello lucertola è assolutamente irrazionale e quindi non ragione: vuole soltanto proteggerci.
Scappa, scappa, immobilizzati.

Il cervello lucertola. Al primo impatto potrebbe far sorridere...
Ho provato a cercare informazioni per saperne qualcosa in più ed effettivamente i ricercatori ritengono che
il cervello sia costituito da tre parti sovrapposte, ciascuna delle quali si differenzia per forma, struttura, chimica e funzionamento. Queste tre riflettono lo sviluppo della storia evolutiva dell'uomo. Le tre formazioni, ben integrate tra loro, costituiscono un unico organo e l'ordine gerarchico dei tre cervelli ci comunicano importanti informazioni sull'evoluzione e sulla struttura del cervello.
La parte più "antica" ed interna viene appunto definita Cervello antico o rettiliano
Il tronco encefalico, è stato il primo ad evolversi 500 milioni di anni fa, segue il midollo spinale.
È definito cervello rettiliano perché assomiglia al cervello dei rettili che costituisce la maggior parte di materia grigia nelle lucertole e nei coccodrilli. Regola i movimenti involontari della vita vegetativa come battito cardiaco espirazione, escrezione e la temperatura corporea.
Scientificamente viene chiamato Amigdala, o corpo amigdaloideo, e gestisce in particolar modo le emozioni - soprattutto la paura. Chiamato così perchè ha una struttura ovoidale (in graco antico amygdala significa mandorla).
Posizione dell'amigdala nel cervello

Menomazioni, patologie, difetti della amigdala cambiano radicalmente il rapporto con il mondo esterno, possono impedire di riconoscere, nelle situazioni, nei gesti, addirittura nello sguardo degli altri quei segnali sottili che fanno scattare il meccanismo del "fuggi o lotta", presente in tutti gli animali superiori.
Nello Iowa hanno studiato come cavia una donna che non conosce la paura ed hanno scoperto che il motivo per cui riesce tranquillamente ad accarezzare tarantole, a passeggiare di notti nei cimiteri, a chiacchierare amabilmente con serial killer e stupraori senza provare la minima reazione di terrore è appunto per la sua mancanza di Amigdala. Nessuna reazione è stata infatti segnalata dai sensori applicati sul suo corpo durante queste raccapriccianti imprese.
A questo punto non dovremo quindi più meravigliarci quando qualcuno di nostra conoscenza mostrerà una paura eccessiva per qualcosa che magari a noi non crea nessun disturbo, dipenderà tutto dalla differente grandezza di quella parte di cervello.

Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Amigdala
http://www.repubblica.it/scienze/2010/12/17/news/donna_senza_paura-10304502/?refresh_ce
http://www.lastampa.it/2013/09/09/scienza/lamigdala-la-centralina-del-cervello-che-anticipa-dolore-9nhz6teXSiy2o6XP6vuMqM/pagina.html
http://www.treccani.it/enciclopedia/amigdala_%28Enciclopedia_della_Scienza_e_della_Tecnica%29/


Conoscevate questa curiosità?
E voi? Siete eccessivamente paurosi o avete un coraggio al di sopra della norma?
Alla prossima con un'altra curiosità tra le righe.

venerdì 24 luglio 2015

Ti consiglio un libro #4 - Ti sconsiglio un libro con una bella copertina ma che poi non mi è piaciuto

Buongiorno lettori e buon venerdì. Siamo ormai alla fine di luglio! Io non vedo l'ora che arrivi agosto perchè, anche se non so ancora se riuscirò a fare qualche giorno di mare, sono però sicura che sarò a casa dal lavoro per tutto il mese quindi sarà comunque relax puro!
Proprio perchè ormai ci si avvicina ad agosto questa quarta puntata della rubrica Ti consiglio un libro - nata dalla collaborazione tra  Laura de La Biblioteca di Eliza, Salvia di Desperate Bookswife e Laura de La Libridinosa - sarà anche l'ultima prima di una pausa estiva che la riporterà sui nostri blog a settembre. Oggi vi consigliamo anzi vi sconsigliamo un libro con una bella copertina ma che poi non ci è piaciuto.



IL MIO (S)CONSIGLIO
Autore: John Green
Casa editrice: Rizzoli
Pagine:347
Prezzo:  16.00 €



Ebbene sì, proprio lui, l'osannato, adorato, venerato John Green con il suo Colpa delle stelle; un libro la cui cover ancora adesso mi affascina tantissimo ma che poi, per quanto mi riguarda, si è rivelato un libro banale, scritto in modo troppo infantile, sminuendo una malattia che va trattata con rispetto e non utilizzata per creare lacrime facili e vendere copie.Sarà io troppo adulta per questo libro, troppo disincantata dalla vita e magari sì, anche un po' arida ormai ma questo libro non si è neanche lontanamente avvicinato a quel capolavoro letterario che mi aspettavo sentendone parlare. Qui vi spiego in modo approfondito il motivo.

Ed ora correte a scoprire i consigli di Laura, Salvia e Laura

lunedì 20 luglio 2015

Letture Geograficamente Sparpagliate #3 - I misteri di Chalk Hill di Susanne Goga

Buongiorno, come state? Dopo un mese siamo tornate attive e vi proponiamo un'altra puntata della nostra rubrica condivisa. Cosa sono le "Letture Geograficamente Sparpagliate"? Una volta al mese scegliamo - estraiamo un libro che più o meno potrebbe interessare tutte o quasi, scriviamo una piccola recensione e la pubblichiamo in un unico post, in modo che voi lettori possiate avere tanti pareri al prezzo di uno.


Anche questo mese abbiamo una comunicazione di servizio da darvi prima di cominciare: Stefania del blog "La ragazza che annusava i libri" per motivi personali non parteciperà più a questa iniziativa ed è per questo che da oggi in avanti non troverete più il suo parere nei post delle Letture geograficamente sparpagliate.
Ma torniamo al nostro libro: "I Misteri di Chalk Hill".
Abbiamo fatto una lista ( si, si ho scritto lista, siamo malate, almeno due di noi ne scrivono come se non ci fosse un domani), scegliendo due libri a testa, abbiamo democraticamente votato e...ta daaaaa!!!! E' uscito questo titolo, il secondo romanzo storico della rubrica.
Non è stato un successone, nessuna blogger ha assegnato il voto più alto, qualcuna l'ha apprezzato di più mentre un'altra l'ha proprio detestato. Insomma, il libro della vita è un'altra cosa.
Ah, dimenticavo, questa è l'ultima puntata prima della pausa estiva, perchè ad agosto andiamo in vacanza anche noi! A settembre torniamo, tranquilli, ma ci sarà qualche piccolo cambiamento, così strada facendo vi daremo degli indizi, fino a svelarvi la novità.
Adesso però vi lasciamo leggere in santa pace, ma sopratutto siamo curiose di scoprire che effetto vi ha fatto questo libro oppure se avete intenzione di leggerlo durante questa afosa estate.


Titolo: I Misteri di Chalk Hill
Autore: Susanne Goga
Casa Editrice: Giunti
Pagine: 416
Prezzo: 12,00€
Anno: 2015

Sinossi: Un romanzo storico pieno di mistero e romanticismo. Atmosfere vittoriane per una storia ambientata nella campagna inglese che unisce brivido e sentimento in un crescendo di suspense e colpi di scena. I misteri di Chalk Hill Susanne Goga riesce a fondere due generi letterari, il thriller e il romanzo storico collocando l'intera vicenda sulle colline del Surrey alla fine dell'Ottocento. Quando Charlotte vi approda per la prima volta e si trova davanti alla splendida tenuta di Chalk Hill rimane senza fiato: l’imponente villa, sormontata da una torretta e circondata da alberi secolari, è il luogo più affascinante che abbia mai visto. Qui potrà finalmente iniziare una nuova vita, dopo aver lasciato Berlino a causa di uno scandalo che ha compromesso la sua reputazione di istitutrice.
Chiamata a occuparsi della piccola Emily, Charlotte si rende subito conto che una strana atmosfera di mistero aleggia sulla casa: la quiete è quasi irreale, il papà di Emily è gelido e altezzoso, la bambina è tormentata ogni notte da terribili incubi e dice di vedere la madre, scomparsa un anno prima in circostanze misteriose.
L’affetto per Emily spinge Charlotte a voler capire cosa stia succedendo a Chalk Hill, ma nessuno dei domestici osa rompere il silenzio imposto dal vedovo sulla morte di Lady Ellen. Solo con l’aiuto dell’affascinante giornalista Thomas Ashdown, Charlotte si avvicina alla verità, una verità sconvolgente, ben sepolta tra il mistero e il romanticismo di quelle antiche mura.

IL COMMENTO DI SALVIA (Desperate Bookswife) :
Cosa dire...che mi vergogno? Certamente. Non per il voto, ma per non essere riuscita a portare a termine questa lettura. Partiamo da un punto fermo: io adoro Jane Austen. Ecco, vi ho detto tutto. L'autrice sembra aver preso spunto dai grandi classici britannici , forse però si è fatta prendere troppo la mano. La Goga non scrive male, però le consiglierei di lasciar stare, magari di dedicarsi ad un argomento contemporaneo, perchè le capacità di scrittura ci sono, almeno quelle. Ho trovato tutto molto forzato, argomenti e situazioni già lette, tutti i personaggi mi hanno infastidita, l'istitutrice tedesca poi, non ne parliamo, impicciona, autoritaria, convinta di conoscere il mondo e tutte le sue sfaccettature. Voi potreste rimproverarmi per il fatto di non averlo terminato, ma non l'ho abbandonato al 20% ma bensì al 76%, e credo che sia ancora più grave arrivare quasi alla fine di una storia e non aver voglia di scoprirne l'epilogo. E' un sintomo molto molto grave, se fossimo in pronto soccorso, sarebbe un codice rosso!
Detto questo...mi dispiace, ma questa lettura non posso proprio consigliarvela.

IL COMMENTO DI DANY ( Un libro per amico):


Un libro strano questo, iniziato con lo slancio di una trama intrigante, piaciuto durante tutta la lettura ma ma non ha mai spiccato il volo; non ha mai tirato fuori quel particolare in pi che lo facesse diventare IL libro.
Ottimo lo stile di scrittura di questa autrice che non conoscevo anche se diversi sono stati i difetti che hanno purtroppo portato ad abbassare il mio giudizio.
Troppe volte durante la lettura - ma troppe, troppe, troppe - ho pensato ci fossero moltissime somiglianze con Jane Eyre, un classico intramontabile che ho adorato e che credo sia difficile superare. Questo mi ha portato a fare paragoni che di sicuro non hanno aiutato.
Altra nota negativa è il finale, che avevo già capito da molto prima di far scorrere sul mio kindle l'ultima pagina.
Inoltre spesso, durante la lettura, ho notato dei salti improvvisi di luogo, argomento, tempo che non so se sono frutto della traduzione o se è una scelta dell'autrice - scelta che personalmente non condivido.
Dalla sua però ha dei personaggi molto ben delineati, un'ambientazione storica impeccabile e uno stile scorrevole e mai pesante.
Insomma niente di speciale ma neanche un libro che sconsiglio. Una lettura piacevole senza troppe pretese!
IL COMMENTO DI LAURA (La Libridinosa):



La pesantezza! Ecco se dovessi attribuire un titolo alternativo a questo romanzo, direi proprio "la pesantezza".
Me lo sono trascinata dietro per quasi una settimana, ogni alternativa alla lettura era presa come un barlume di luce. 
I personaggi sono odiosi, non sono mai riusciti a suscitare in me un minimo di empatia o di solidarietà.
Per una buona metà, sembra di leggere una scopiazzatura (fatta male) di Jane Austen.
L'unica nota positiva, se tale vogliamo definirla, è che l'autrice sa scrivere bene.
Ma da qui a dire che si tratti di un bel libro, sinceramente, ce ne passa.
Io diffido quasi sempre dei titoli editi da Giunti e mi sono lasciata tentare solo perché si trattava del libro scelto per la Lettura Sparpagliata. 
Sinceramente, dopo l'ennesima cantonata, non credo che mi riavvicinerò più a qualcosa di loro.

IL COMMENTO DI CUORE (Il cuore in un libro) :

Io che non amo i romanzi storici, nelle votazioni di gruppo, per decidere la nuova lettura sparpagliata, con una furbizia che mi contraddistingue, per la seconda volta ho dato il mio voto proprio a questo genere...non ridete per favore, mi sono già picchiata sulle mani da sola!
Però devo dire che  I misteri di Chalk Hill, mi rimarrà nel cuore a modo suo, non per lo stile, né per il mistero, ma perché mi sono innamorata dell'affascinante Thomas Ashdown, il critico teatrale che con ironia e padronanza infligge con la sua "penna-stiletto", un giudizio ad opere e libri.
Mi sono affezionata subito anche a Charlotte, l'istitutrice tedesca che vuole subito imporsi e curiosare tra le faccende della famiglia Clayworth; bella l'ambientazione, descritta in modo semplice ma preciso, che mette a proprio agio anche il lettore più moderno.
Discreto lo stile scorrevole, anche se, troppo di questa epoca per il genere.
E il mistero? Anche io che non sono una svegliona, ho intuito troppo presto dove la storia andava a parare, ma l'ho trovata comunque una lettura piacevole anche se abbastanza scontata.
Alla prossima lettori!

IL COMMENTO DI LAURA (La biblioteca di Eliza):


I Misteri di Chalk Hill non è un romanzo particolarmente romantico o inquietante, come invece la fascetta ci dice. E’ un bel romanzo, con una trama che mi ha intrattenuta e un’atmosfera che mi ha conquistato. Datemi una dimora inglese, misteriosa, cupa, un mistero e mi farete felice. Ma proprio qui sta il problema di questo libro. Se l’ambientazione e il clima che si respira in ogni pagina mi hanno fatto venire gli occhi a cuoricino, il mistero un po’ delude. Diciamocelo: si intuisce a metà libro cosa c’è dietro a questi strani eventi. E questo non è bene. 
Ma la grossa pecca di questo romanzo è per me quella saputella della sua protagonista, Charlotte-so-tutto-io. Proprio antipatica sta donna! E anche un bel po’ impicciona, o almeno questa è la sensazione che mi ha dato.
Lo consiglierei? Si, ma attenzione, vi devono piacere le atmosfere un po’ decadenti, il boschi oscuri e intricati, le regole di una società d’altri tempi. Insomma vi deve piacere il genere, altrimenti diventa un incubo!

Alla prossima Lettura Sparpagliata, ma sopratutto non dimenticate di farci conoscere il vostro parere!

Salvia, Dany, Laura, Cuore e Laura

venerdì 17 luglio 2015

Chi ben comincia #92 - Il ladro di nebbia di Lavinia Petti

Buon pomeriggio carissimi!!! Finalmente un altro venerdì è arrivato e potremo gustarci un week end - seppur bollente ed umido - in tutta tranquillità! Che po', tranquillità... non so voi ma i miei week end tra spesa, pulizie di casa e mille cose da fare diventa quasi sempre più impegnativo dei giorni lavorativia ma vabbè!!! Oggi torno come di consueto con una nuova puntata di Chi ben comincia, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri.
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Oggi è stato facilissimo decidere da quale libro trarre l'incipit. Visto il grande interesse suscitato per il libro Il ladro di nebbia di Lavinia Petti edito da Longanesi - di cui trovate la recensione qui - ho pensato che avreste avuto piacere a farvi un'idea dello stile di questa scrittrice. 
 
REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti



Preludio
 
L'erba della Collina sospira. Dicono che se la si ascolta attentamente, nelle grandi notti della merla, si possono udire le storie che narra. Sono le storie delle genti straordinarie che per poco vissero e per sempre morirono, e che nell'oblio di questo cimitero un giorno svanirono.
Io sono una di quelle storie smarrite. Perchè una volta fu decisa per me una sorte peggiore del morire... e fu allora che io smisi di esistere.
 
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Antonio M. Fonte
 
La pioggia punzecchiava i vetri appannati del bar. Oltre le finestre le figure si muovevano frettolose, i contorni sfocati come negativi di fotografie, e si precipitavano dentro negozi e locali già affollati, in attesa che il cielo si consolasse e ritrovasse il sorriso.
Un acquazzone improvviso nel bel mezzo di una giornata tersa è un evento piuttosto improbabile, ma a marzo, il mese più pazzo dell'anno, ogni cosa appare meravigliosamente possibile.
In un angolo del bar, in mezzo a un dedalo di tavoli e sedie, di adolescenti isteriche, di cameriere annoiate e di uomini d'affari frustrati, spuntava una massa informe di capelli neri e ricci con strie d'argento che si allungavano qua e là con eccessiva prepotenza. Sotto la chioma ingarbugliata si affacciava la punta di un naso importante, sormontato da un paio di storti occhialetti.
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Ecco qui, vi ho trascritto sia il preludio che l'inizio del primo capitolo perchè mi sembrava potesse darvi una visione più completa. Come sapete ho adorato questo libro ed ora vorrei che lo leggesse il mondo intero!!!! Cosa ve ne pare di questo incipit? Vi stuzzica la curiosità?
Vi auguro un meraviglioso week end!

giovedì 16 luglio 2015

Shopping letterario #33

Buongiorno lettori, come state? E' tantissimo che non pubblico una puntata di questa rubrica perchè, complici i moltissimi omaggi delle case editrici e le mie ristrettezze economiche, ho cercato di darmi una regolata. Ovviamente una accumulatrice compulsiva come me non può resistere all'infinito alle tentazioni e complice un giro in libreria di un paio di settimane fa - con moltissimi libri al 25% di sconto - ed un sabato al Libraccio eccomi qui con i miei nuovissimi gioielli letterari.

Cominciamo con i libri presi in libreria con lo sconto del 25%


  • E le stelle non stanno a guardare di Loredana Limone edito da Tea catalogo Salani, 388 pagine. Come sapete adoro Loredana ed ho già letto tutti i suoi libri dedicati a Borgo Propizio, ma questo - che è il secondo in ordine cronologico - era l'unico che non avevo in cartaceo quindi ho dovuto necessariamente rimediare. Se vi siete persi la mia recensione la trovate qui.
Trama: Tanti sono gli avvenimenti che scombussolano le giornate di Borgo Propizio e dei suoi numerosi abitanti, come la sempreverde zia Letizia, indaffarata a gestire la latteria insieme a Belinda, nipote acidina; le due sorelle Mariolina e Marietta, con il loro teatrino di litigi e riappacificazioni; l'amabile Ruggero, rozzo-che-piace; Dora, più pettegola che giornalaia; il maresciallo capo Bartolomeo Saltalamacchia... Con a capo il sindaco Rondinella, il paese sfoggia una nuova zelante giunta, il cui assessore alla Cultura, il nevrotico professor Tranquillo Conforti, incarica Ornella di organizzare un evento per l'inaugurazione della biblioteca. Sì, perché il paese ora vuole la sua biblioteca civica. E dovrà essere un evento speciale, o meglio spaziale, addirittura un festival letterario, sotto le luccicanti e propizie stelle del borgo. Be', non sempre propizie. Le chiacchiere ricominciano il giorno in cui giunge Antonia, una forestiera dai boccoli ramati, che porta un misterioso bagaglio interiore. Scappando da se stessa, è alla ricerca di un luogo dove curare l'anima, tanto da decidere che lì organizzerà la propria vendetta d'amore. Una vendetta contro chi? E perché? Quale che sia il motivo, è un piatto che andrà servito freddo. Ma Antonia non sa che Borgo Propizio ha il dono di cambiare la vita di coloro che varcano la sue mura merlate...

  • La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin di Enrico Ianniello edito da Feltrinelli, 267 pagine. Ho scoperto questo libro perchè finalista del premio Bancarella di cui vi avevo parlato qui. Ne sono rimasta totalmente affascinata quando ne ho letto l'incipit per una puntata di Chi ben comincia qui
Trama: Sulla caviglia dello stivale Italia, là dove sta l'osso pezzillo, nasce il nostro eroe, Isidoro Sifflotin. Nella casetta di Mattinella, che sta su da trecento anni e "non crollerà mai", il prodigioso guagliunciello Isidoro affina una dote miracolosa, ricevuta non si sa come da Quirino, il padre strabico, poetico e comunista, e da Stella, la mamma pastaia. Qual è questa dote? La più semplice: Isidoro sa fischiare, e fischia in modo prodigioso. Con il suo inseparabile merlo indiano Alì dagli sbaffi gialli, e l'aiuto di una combriccola stralunata, crea una lingua nuova, con tanto di Fischiabolario, e un messaggio rivoluzionario comincia magicamente a diffondersi. Proprio quando il progetto di un'umanità felice e libera dal bisogno sta per prendere forma, succede qualcosa che mette sottosopra l'esistenza di Isidoro. "Tutto quello che cresce si separa": con addosso questo insegnamento di mamma Stella, Isidoro, ormai ragazzo, scopre Napoli e si imbatte, senza neanche rendersene davvero conto, in un altro linguaggio prodigioso e muto: quello dell'amore.

Ed ora i libri provenienti da Libraccio che però sono nuovi... ricordatemi di non andare mai più al libraccio appena prima o appena dopo l'apertura della scuole: pochissimi libri usati e un delirio inimmaginabile a causa dei testi scolastici. Ma non mi sono fatta prendere dal panico e ho approfittato di un'iniziativa RCS che permetteva di comprare due libri a 15,00 euro tra una selezione scelta da loro.
Eccoli qui! A parte Peter Pan che è un libro usato comprato per il mio piccolino! ;)

  • Shining di Stephen King edito da Bompiani, 576 pagine. Un libro che ho già letto da adolescente ma che voglio rileggere da un po'. Nonostante io abbia sicuramente in cantina una copia vecchissima non ho saputo resistere a questa nuova versione che desideravo da moltissimo tempo.
 Trama:  L'Overlook, uno strano e imponente albergo che domina le alte montagne del Colorado, è stato teatro di numerosi delitti e suicidi e sembra aver assorbito forze maligne che vanno al di là di ogni comprensione umana e si manifestano soprattutto d'inverno quando l'albergo chiude e resta isolato per la neve. Uno scrittore fallito, Jack Torrance, con la moglie Wendy e il figlio Danny di cinque anni, accetta di fare il guardiano invernale all'Overlook ed è allora che le forze del male si scatenano. Dinanzi a Danny, che è dotato di potere extrasensoriale, lo shine, si materializzano gli orribili fatti accaduti nelle stanze dell'albergo, ma se il bambino si oppone con forza a insidie e presenze, il padre ne rimane vittima.
  • Marina Bellezza di Silvia Avallone, edito da Rizzoli,  509 pagine. Un'autrice di cui voglio da sempre leggere qualcosa e che un'amica mi ha caldamente consigliato. Trovato a questo prezzo in questa formula non ho saputo resistere!
Trama:  Marina ha vent'anni e una bellezza assoluta. È cresciuta inseguendo l'affetto di suo padre, perduto sulla strada dei casinò e delle belle donne, e di una madre troppo fragile. Per questo dalla vita pretende un risarcimento, che significa lasciare la Valle Cervo, andare in città e prendersi la fama, il denaro, avere il mondo ai suoi piedi. Un sogno da raggiungere subito e con ostinazione. La stessa di Andrea, che lavora part time in una biblioteca e vive all'ombra del fratello emigrato in America, ma ha un progetto folle e coraggioso in cui nessuno vuole credere, neppure suo padre, il granitico ex sindaco di Biella. Per lui la sfida è tornare dove ha cominciato il nonno tanti anni prima, risalire la montagna, ripartire dalle origini. Marina e Andrea si attraggono e respingono come magneti, bruciano di un amore che vuole essere per sempre. Marina ha la voce di una dea, canta e balla nei centri commerciali trasformandoli in discoteche, si muove davanti alle telecamere con destrezza animale. Andrea sceglie invece di lavorare con le mani, di vivere secondo i ritmi antichi delle stagioni. Loro due, insieme, sono la scintilla.

E con questo è tutto! Cosa ve ne pare? Avete letto questi libri? Vi va di dirvi quale vi ispira?

mercoledì 15 luglio 2015

Recensione #74 - Il ladro di nebbia di Lavinia Petti

Buongiorno carissimi, come va?  Oggi sono qui per parlarvi di un libro che ho ormai finito di leggere da un paio di settimane ma di cui fino ad ora non avevo ancora avuto il tempo di scrivere. Sto parlando de Il ladro di nebbia, esordio letterario di Lavinia Petti edito da Longanesi - che ringrazio per la copia -, 420 pagine.

Trama: Antonio M. Fonte è uno scrittore di enorme successo, ma per lui fama e ricchezza non hanno alcun significato. Stralunato e sociopatico, vive in una vecchia casa dei Quartieri Spagnoli di Napoli con la gatta Calliope, e se non ci fosse il suo agente letterario a ricordargli scadenze e doveri sarebbe incapace di distinguere ciò che è reale da ciò che forse non lo è. Ma un giorno, in mezzo alle migliaia di lettere dei suoi ammiratori, Antonio ne riceve una che non può ignorare. Datata quindici anni prima, è indirizzata a una donna che Antonio non crede di avere mai conosciuto. Solo il nome del mittente gli è familiare, perché è il suo. Quella lettera l'ha scritta lui, senza alcun dubbio. Quelle parole accennano a un ricordo smarrito e a un uomo che è stato ucciso, forse da lui stesso. Ma Antonio di tutto questo non ricorda nulla. Il giorno del suo cinquantesimo compleanno, si perde nei vicoli di Napoli e in un palazzo mai visto prima incontra uno strano personaggio che ha la mania di raccogliere tutto ciò che gli uomini perdono: nel suo Ufficio Oggetti Smarriti non si trovano solo mazzi di chiavi, libri o calzini spaiati, ma anche ricordi di giochi infantili, amori giovanili, speranze e sogni dimenticati. Antonio intuisce che è da lì che deve partire per ritrovare il filo del suo passato e risolvere l'enigma della lettera. Ma quell'enigma nasconde arcani ancora più insondabili: il segreto di una città che cambia forma e aspetto, l'avventura di un viaggio imprevedibile...

Provate ad immaginare se esistesse un luogo, un mondo parallelo, in cui potessero confluire tutte le cose perse; ma non solo gli oggetti, anche le persone, i ricordi, i nomi dimenticati, i profumi incapaci di tornarci in mente, un particolare della nostra vita apparentemente perso per sempre.
Questo è il Regno delle Cose Perdute, quello che ha immaginato e sapientemente creato Lavinia Petti con il suo libro. Un libro magico sì, ma di quella magia non surreale, credibile, verosimile anche se pur sempre magia. Immaginate se una volta arrivata in questo mondo ogni cosa avesse un tempo definito, una volta finito il quale tutto fosse obbligato a rimanere lì per sempre, senza la minima possibilità di tornare indietro. E se la vostra unica possibilità fosse quella di scoprire in tempo le porte ritrovate?
Un libro particolare questo, che mi ha colpito veramente tanto. Mi ha colpito per diversi motivi: perchè è il primo romanzo di una giovane italiana e perchè ha saputo differenziarsi dalla massa creando una storia convincente, mai monotona, le cui vicende si intrecciano in maniera complessa e mai confusionaria. Nel mondo parallelo che troviamo in questo libro è possibile viaggiare, attraverso porte di collegamento tra altri mondi, incontrando personaggi che spesso ci chiediamo se siano reali oppure solo frutto della nostra fantasia.
Il protagonista della storia è Antonio M. Fonte - M. come Maria, un secondo nome che pesa come un macigno - uno scrittore famoso, con una vita ritirata e un passato non propriamente felice. Un aspetto fisico curioso così come lo sono le sue abitudini ed i suoi atteggiamenti. 
Aveva eletto a sua unica musa la gatta orba Calliope, e l'ispirazione la prendeva dai sogni, fonte inesauribile di visioni e immagini. Ogni sera seguiva un preciso rituale: bere latte caldo, ficcarsi uno stuzzicadenti in bocca, accarezzare il morbido pelo di Calliope. Poi sprofondava nella poltrona con una chiave in mano, una vecchia chiave di ferro con un perno spezzato che non apriva nessuna porta. Così Antonio si addormentava.
Un'infanzia segnata da un padre inesistente e da una madre che doveva fargli anche da padre a causa del fardello di un figlio sulle spalle; una casa ai Quartieri Spagnoli di Napoli in cui è ritornato dopo un matrimonio fallito nei paesi dell'estremo nord. E' in quella casa di famiglia che si barrica perchè intollerante agli esseri umani.
Qualche incontro fugace con qualche donna di cui non ricorda neanche il nome ed un amore spropositato per l'alcool che allieta i suoi momenti di solitudine.
Oltre al gatto orbo nessuna compagnia. Pochi amici - chiamarli amici è anche eccessivo - e tantissime lettere di stima da parte dei suoi ammiratori che Antonio non apre neanche e lascia accatastate nel gabbiotto del portiere. 
Qualcosa di sinistro sconvolge la routine di Antonio: un ritratto - scappato dal retro di una cornice rotta -  raffigurante una ragazza - i cui occhi lo colpiscono profondamente - con dietro uno strano messaggio da parte di una certa Genève Poitier ed una lettera indirizzata a lui - uscita dal mucchio dei messaggi dimenticati - scritta con la sua grafia quindici anni prima e destinata alla stessa Genève Poitier. Una lettera inquietante che accenna ad un uomo ucciso e ad un ricordo che è necessario dimenticare.
E' a questo punto che per Antonio ricordare diventa una questione di vita o di morte ed è a questo punto che noi ci ritroviamo con lui nel Regno delle Cose Perdute, alla ricerca di una donna, ma anche di un ricordo lontano che sembra avergli condizionato - pur senza saperlo - l'esistenza.
Un'atmosfera meravigliosa quella che Lavinia Petti sa farci vivere tra le pagine di questo romanzo, una sensazione che prima d'ora avevo provato solo leggendo Il circo della notte di Erin Morgenstern di cui vi avevo parlato qui.
Quella sensazione di essere sempre sul filo del reale e dell'irreale, quel continuo smarrimento dovuto al non capire,  quei viaggi meravigliosi da un mondo all'altro e quei personaggi così tremendamente folli ma anche così tremendamente reali.
Difficile collocare questo libro in un genere. Ricorda Zafon come molti hanno detto? Forse un pochino sì con quei suoi paesaggi surreali pur nella loro meravigliosa e incredibile realtà. Quel che è certo è che, pur ricordando alcune atmosfere di autori conosciuti, è un libro assolutamente unico nel suo genere, con una storia così particolare, così articolata e così capace di far viaggiare la fantasia anche di chi - come me - di solito preferisce letture con i piedi per terra, meno fantasy. 
Una scrittura semplice - ma non per questo scarna - descrittiva al punto giusto ed uno stile capace di catturare il lettore dalla prima all'ultima pagina porteranno sicuramente tanta fortuna a questa scrittrice emergente.
L'unico appunto che faccio - e che porta il voto a scendere di mezzo voto - è il finale che mi è sembrato un po' forzato, quasi come a voler lasciare aperta una finestra su un possibile ritorno al Mondo delle Cose Perdute... Ecco, forse avrei concluso tutto un capitolo prima e la storia sarebbe stata, per quanto mi riguarda, perfetta.
E' comunque vero che se mai ci sarà un seguito lo leggerò senza riserve!
E voi? Avete letto questo libro? Siete incuriositi dai mondi fantastici? Aspetto come sempre le vostre impressioni!!!

VOTO: 


martedì 14 luglio 2015

Chiacchiere tra Laura & Laura (+ Ospite): Sei lepre o tartaruga?


Buongiorno lettori! Oggi sono qui per condividere con voi un post particolare, nato dalla mia partecipazione come ospite alla rubrica Chiacchiere tra Laura & Laura ideata dai blog La biblioteca di Eliza e La Libridinosa. Che cosa fanno le mie due amiche in questa bella rubrica? Chiacchierano di un argomento specifico legato al mondo dei libri e della lettura. Questa volta l'argomento è: sei lepre o tartaruga?
Onorata per questo invito vi lascio alle chiacchiere di oggi.

Il pensiero di Eliza

Eh amici lettori, vi siete spaventati?? Pensate che mettiamo su uno zoo? Che poi, tra me e Laura ad animali in casa non si scherza. No no! Questo 4 appuntamento della nostra rubrica chiacchierona viene dritto dritto dalla nostra ospite Daniela. Nella lettura siete lepre o tartaruga? Leggete veloci accumulando libri su libri o per voi ogni libro è sacro, quindi pochi, piano piano, con gusto?
Io sono una lepre in vacanza (pure loro si meritano un po’ di riposo!). I mesi autunnali e invernali sono per me i periodi ideali per leggere, complice il freddo e magari un po’ di pioggia mi accoccolo sul divano con un bella copertina e leggo come se non ci fosse un domani. E leggo leggo leggo! La mia pila precaria di libri si riduce velocemente… e altrettanto velocemente provvedo a ricomporla!
L’estate invece il cervello mette fuori il cartello “chiuso per spolvero” e le mie letture si diradano: ogni pretesto è buono per una doccia, un gelato, un pisolino e quindi leggo poco e a volte mi trascino i libri per giorni.
Ok, ora sta a voi! partecipate alla nostra chiacchierata (thè freddo per tutti!) e fateci sapere se siete una morbida lepre o una rassicurante tartaruga!

Il pensiero di Daniela

Per prima cosa vorrei ringraziare le mie amiche chiacchierone per avermi invitata in questa puntata della loro strepitosa e divertentissima rubrica. 
Lepre o tartaruga? Mamma mia che domanda difficile! Una lepre tartarugosa si può? No??? Allora una tartaruga leprosa? ahahahahahah
Va bene, va bene, torno seria!
Non mi considero velocissima nella lettura infatti se guardo la media mensile o annuale dei libri che riesco a leggere sono molto, molto meno numerose delle mie carissime amiche Laura & Laura.
Pensate che a volte il mio Kindle quando tiene il tempo mancante alla fine del capitolo o alla fine del libro lo aumenta con il passare delle pagine invece che diminuirlo e questa non è per niente una cosa di cui vado fiera.
Quindi forse dovrei definirmi tartaruga e invece no! 
Diciamo che assomiglio molto di più ad uno struzzo. Avete presente quell'uccello che sembra apparentemente tanto calmo e pacifico mentre passeggia beatamente nel suo abitat, con una calma quasi inquietante, e poi, ad un certo punto, succede qualcosa e si mette a correre come una saetta? Ecco, quando leggo io sono un po' così: spesso lenta e distratta dal mondo che mi circonda fino a quando non decido che un libro è da troppo tempo nelle mie mani e metto il turbo, leggendo magari in qualche ora quello che precedentemente ho letto in una settimana. 
Ecco sì, sono proprio uno struzzo!!!! ;)

Il pesiero della Libridinosa 
  
Bene, abbiamo uno struzzo e una lepre in ferie.
Io non sono né lepre né tartaruga. Mi divido equamente tra gazzella e bradipo! Non fate quella faccia, lo so che l'animale più veloce in natura è il ghepardo, ma so anche che riesce a mantenere la velocità massima per poco tempo; la gazzella, invece, è veloce, lo è sempre e riesce anche a correre a zig-zag!
Ed è proprio ciò che faccio io nei mesi compresi tra settembre e maggio: sono una gazzella che zigzaga tra gli scaffali ogni libreria che mi capita sulla strada. E, ovviamente, leggo leggo leggo. Il freddo è il mio elemento, la pioggia il mio alter ego! Quindi, munita di coperta e tè caldo e in compagnia di un numero indefinito di animali, mi piazzo in poltrona e nessuno riesce a fermarmi!
D'estate, invece, mentre lepre-Laura chiude per spolvero, io mi trasformo in bradipo. Odio il caldo, odio sudare, mi va giù la pressione, svengo... insomma, fosse per me mi spiaggerei davanti ad un climatizzatore acceso, berrei acqua ghiacciata dalla mattina alla sera e non farei nulla, assolutamente nulla per l'intera giornata.
E questo, ovviamente, influisce anche sulle mie letture, che diminuiscono di numero e, anche quei pochi libri che riesco a leggere, li porto avanti con fatica, trascinandomeli dietro per giorni interi sino al punto di diventare insofferente nei confronti di ciò che sto leggendo. Ecco, è questo il mio più grande problema: io non amo trascinarmi i libri... Io sono una di quelle persone che un libro ha bisogno di divorarlo; e quando non riesco a farlo, la storia mi sfugge e perdo il piacere della lettura. Quindi, per me essere gazzella è fondamentale!
Dite che dovrei trasferirmi? Eh? In Norvegia? In Finlandia? Quasi quasi... Lauraaaaaaa, vieni con me?
Bene, lettori, adesso tocca a voi dirci in quale animale vi identificate? Struzzi, lepri, gazzelle, bradipi...?

sabato 11 luglio 2015

Chi ben comincia #91 - La casa dei cani fantasma di Allan Stratton

Hola amici miei e buon week end. Anche questa settimana torno di sabato con la nuova puntata di Chi ben comincia, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri visto che ieri c'è stata la rubrica bimensile Ti consiglio un libro.
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Per l'incipit di oggi ho scelto il libro La casa dei cani fantasma di Allan Stratton edito da Mondadori, di cui trovate la recensione qui. E' un libro che mi è particolarmente piaciuto e che ho visto interessa a parecchi di voi, quindi ho deciso di renderlo il protagonista di questa puntata in modo che possiate farvi un'idea dello stile dell'autore.
 
REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti


Sono le dieci di sera. La mamma, alla finestra del soggiorno, guarda la macchina dall'altra parte della strada. La tiene d'occhio da un'ora. In casa le luci sono spente, così da fuori non possono vederla.
Io sono al piano di sotto, nella stanza dei giochi, e faccio una partita a Zombie Attack. Ho tolto il volume. Non voglio che la mamma lo sappia, anche se sono quasi certo che lo immagini. Più rimaniamo al buio e in silenzio, più mi vengono i brividi.
Mamma immagina le cose.
Ma se non fosse così? Mi concentro sugli zombie. Ancora silenzio.
"Probabilmente non è nulla" le grido.
"Ssssh. Fa' piano."
"Sono nel seminterrato, mamma. Credi che da fuori qualcuno possa sentirmi?"
"Smettila, Cameron. Spegni quel gioco e va' a letto."
"Ma mamma..."
"Cameron"
Da dietro un albero salta fuori uno zombie che mi stacca la testa dal collo. Grazie tante, mamma, tu sì che sai come aiutarmi a non perdere la concentrazione. Spengo il gioco e salgo in soggiorno.
La mamma ha il cellulare stretto in pugno. "Io chiamo la polizia."
"Perchè?" Mi sforzo di usare un tono normale. "Ci vorranno ore prima che arrivino. E quando saranno qui, chiunque sia là fuori se ne sarà già andato."
"Non è chiunque. E' lui,lo so." Intanto fa il numero.
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Cosa ve ne pare? Continua ad incuriosirvi? Io continuo a consigliarlo: ideale per adulti ma anche come lettura estiva per figli, nipoti o amici adolescenti!
Vi auguro un meraviglioso week end!

venerdì 10 luglio 2015

Ti consiglio un libro #3 - Consiglia un libro il cui titolo ti ricorda una canzone

Buongiorno carissimi, buon venerdì. Siamo giunti alla terza punzata della rubrica Ti consiglio un libro nata dalla collaborazione tra  Laura de La Biblioteca di Eliza, Salvia di Desperate Bookswife e Laura de La Libridinosa. Oggi vi consigliamo un libro il cui titolo ci ricorda una canzone.



IL MIO CONSIGLIO
Autore: Sara Rattaro
Casa editrice: Garzanti
Pagine: 200
Prezzo:  14.90 €



Domanda facile questa. I primi tempi, quando aspettavo con impazienza l'uscita di questo libro e ne conoscevo solo il nome, per ricordarmelo canticchiavo il ritornello di una canzone.
Sto parlando di Due respiri di Chiara, che spopolando ad X-factor è poi riuscita ad entrare nell'olimpo della canzone italiana in pochissimo tempo proprio grazie a questo brano meraviglioso.
Due respiri è il suo primo inedito e nel testo è presente spessissimo la frase "Niente è come te e me insieme", quindi mi è da subito venuto naturale associare questo libro a questa canzone.
Solo lo scorso ottobre, durante una presentazione del libro, Sara Rattaro ha svelato che effettivamente ha scelto il titolo del libro una sera ascoltando proprio questa canzone al famosissimo programma TV.
Conoscete questo libro? Ci avevate mai abbinato questa canzone? Se volete consigliatemi voi un libro il cui titolo vi ricordi una canzone; sarà divertente scoprire così nuove letture!

Ed ora correte a scoprire i consigli di Laura, Salvia e Laura

giovedì 9 luglio 2015

Recensione #73 - La casa dei cani fantasma di Allan Stratton

Buongiorno lettori, comes state? Sono contenta di essere riuscita a riprendere il ritmo con il blog dopo il momento di diffoltà avuto a causa dei miei problemi di connessione. Oggi sono ancora qui per una nuova recensione, quella del libro che vi ho presentato ieri: La casa dei cani fantasma di Allan Stratton edito da Mondadori - che ringrazio per la copia - pag. 252.
Trama: La vita di Cameron non è quella di un qualsiasi ragazzo. Da cinque anni lui e sua madre sono braccati dal padre, un uomo violento che li tormenta. Ogni volta li trova, e ogni volta ricomincia la fuga, con un nuovo viaggio disperato in cerca di un altro posto dove stare per un po'. La vita di Cameron è fatta di sospetti, ansie, e molta paura. Sua madre non fa che ripetergli di non fidarsi di nessuno, e l'ha convinto a tal punto che Cameron comincia a non fidarsi più neppure di se stesso. Quando poi si trasferiscono in una fattoria isolata, nella speranza di passare inosservati, la vita del ragazzo diventa un vero incubo. Solitudine e paure si materializzano in visioni inquietanti: un branco di cani feroci, il fantasma di Jacky, un bambino morto tanti anni prima, di cui nessuno vuole parlare. Ma Cameron deve sapere. E comincia a fare domande che scuoteranno l'apparente tranquillità di quel posto dimenticato da tutti. Tranne che da suo padre. Età di lettura: da 12 anni.

Questo libro l'ho richiesto alla casa editrice non appena mi è stata iviata via mail la presentazione. Mi ha subito colpito per questa cover meravigliosa, per il titolo che non lascia niente al caso e soprattutto per la trama. L'unico mio dubbio era dovuto alla sua collocazione nella collana per i ragazzi e l'età di lettura consigliata dai 12 anni in su; per fortuna non mi sono fatta condizionare e l'ho letto anzi, divorato in un paio di giorni in cui non vedevo l'ora di sapere come si sarebbe evoluta la storia.
Protagonista indiscusso del libro è Cameron, un ragazzino in fuga con la madre a causa di un padre violento e pericoloso. Quando ci si ritrova a vivere cambiando città, amici, scuola per quattro volte in cinque anni la sensazione di essere braccati non può che essere vivida. Spesso si può finire ad essere paranoici, visionari, eccessivamente impauriti e si rischia di perdere il senno.
Questo è quello che il ragazzo vede in sua madre: un'ossessiva sensazione di essere spiata la rende schiva e perennemente all'erta; non ha bisogno di vedere il marito per essere sicura che è lì, nel buio, ad osservare ogni loro piccolo passo. Una valigia sempre pronta sotto il letto con i pochi oggetti personali, nessun mobile per caratterizzare una nuova casa che - di sicuro - sarà solo di passaggio. E' così che un bambino diventa adolescente ed è per questo che il futuro adolescente possa apparire in egual modo paranoico e schivo.
Ogni volta devono muoversi senza lasciare la minima traccia, non un errore, non una pagina facebook con cui il padre potrebbe cercare di carpire informazioni per raggiungerli.
E' sempre così, una storia che si ripete: ci si trasferisce, si affitta una casa ammobiliata, si comincia un nuovo lavoro, si frequenta una nuova scuola, si cerca di integrarsi facendosi degli amici e poi tutto ad un tratto si deve lasciare tutto a causa di una macchina posteggiata a fari spenti nella notte o a causa di una telefonata muta all'altro capo del telefono.
Ed ogni volta non si bada troppo alle apparenze, non importa che la nuova casa sia bella e confortevole; quello che conta è che abbia più di un'uscita in modo da poter fuggire in caso di difficoltà, che non abbia vicini ficcanaso che possano dare informazioni sul loro conto, insomma, che sia il meno appariscente e il più lontano possibile dalla precedente.
E' così che madre e figlio approdano ad una fattoria malconcia, circondata da campi e isolata dal mondo. Da subito Cameron ha la sensazione di essere osservato, di non essere al sicuro, ed inizia ad avere visioni inquietanti di un bambino morto anni prima che ha vissuto, quando era in vita, un'infanzia molto simile alla sua.
Nel paese girano voci strane sulla fattoria e sui loro vecchi proprietari ma nessuno ha intenzione di soddisfare la curiosità di un ragazzino che sembra essere un po' troppo fantasioso.
Da solo Cameron svolge le sue indagini che lo portano sempre di più ad essere emarginato da tutti, perfino da quella madre che in fondo gli assomiglia tanto.
Una storia inquietante, fatta di tensione e di turbamenti psicologici raccontata magistralmente da questo autore ed adatta senza dubbio anche ad un pubblico di adulti.
Certo, la scrittura forse è un po' semplice a causa della sua collocazione nelle letture per ragazzi, ma questo non va assolutamente ad inficiare una storia completa, ben costruita che non ha nulla da invidiare ai thriller più famosi ed apprezzati.
Con Cameron ho smesso di respirare, ho sofferto, ho reagito, ho creduto in quello che i suoi occhi vedevano e questo puo essere possibile solo grazie ad una narrazione perfetta - portata avanti proprio in prima persona dal ragazzino. Anche la caratterizzazione dei personaggi è completa, ben delineata e senza sbavature: la madre, Cameron, i compagni di scuola, il proprietario dell'agenzia immobiliare, il vicino di casa, perfino il Jacky - il bambino morto - ed i cani della fattoria sono perfettamente nitidi nella mante del lettore durante la lettura. Per non parlare poi degli ambienti della fattoria con le stanze malconcie, la stalla, la carbonaia, la cantina , i campi di grano ed il bosco circostante.
Vi dirò che appena finito di leggerlo pensavo di dargli quattro come voto, ma scrivendo la recensione mi sono accorta che l'unico difetto che potevo riscontrare era lo stile di scrittura semplice che rispetto ad altri libri letti non era paragonabile. Appunto però perchè non ritengo paragonabile un libro per ragazzi a dei thriller per adulti ho deciso che dovevo dargli il mio voto non facendomi condizionare da questo aspetto quindi ho alzato di mezzo punto il mio giudizio.
Un libro che quindi vi consiglio senza riserve e che credo non vi deluderà!
Lo conoscete? Lo avete letto? Vi ispira?
VOTO: