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giovedì 29 aprile 2021

Lettori intorno al mondo - Nord America - Vi porto in North Carolina

 


Buongiorno lettori, torna la rubrica dei viaggi. Questo mese vi portiamo in Nord America. Dopo Nadia che vi ha portato in South Dakota - post cliccando qui -Viviana che vi ha portato nel Vermont - post qui - Marina a New York - qui - e Baba nel Maine - qui - oggi tocca a me e vi porto al mare, esattamente in North Carolina! Siete pronti? Prendete passaporto e costume da bagno perchè si parte.

Per questo viaggio ho preso spunto dal libro di Stephen King, Joyland dove in realtà ci sono pochissimi spunti di viaggio che, qui, sono perlopiù presi da internet.
Per saperne di più sul libro vi rimando alla recensione qui.

Troverete nel post delle parti in corsivo rosso, che sono citazioni prese dal libro.



Da settembre a ottobre, il cielo della Carolina del Nord era limpido e l'aria calda fin dalle sette del mattino. [...] Il litorale che univa la città alla chiassosa e rutilante paccottiglia di Joyland era fiancheggiato da case di villeggiatura, molte dall'aspetto costoso e per la maggior parte chiuse a doppia mandata dopo la festa del Lavoro, all'inizio di settembre.

Questa è la prima descrizione che King fa di questa parte d'America e, seppur nel romanzo non siano nominati luoghi reali (Heavens Bay infatti è una cittadina inventata), sicuramente questa descrizione ci fa subito capire quali sono i luoghi che ci circonderanno in questo viaggio. Trecento miglia di spiagge sono infatti la caratteristica di questo stato e a noi poco importa se quella del libro sia inventata perchè non è molto diversa da quelle che invece ogni anno garantiscono divertimento alle famiglie in vacanza.

La Carolina del Nord è uno dei tredici stati originari degli Stati Uniti d'America. È uno stato del Sudest degli Stati Uniti con un paesaggio molto variegato, che va dalle spiagge dell'Oceano Atlantico fino alla catena montuosa degli Appalachi. La Blue Ridge Parkway percorre 252 miglia nelle montagne della Carolina del Nord.






PRIMA TAPPA: Charlotte

Arriviamo in aereo dall'Europa quindi Charlotte sarà la nostra prima tappa.
Capoluogo della Contea di Mecklenbur. Nel 2018 aveva una popolazione di 872 498 abitanti, piazzandosi al sedicesimo posto tra le città più popolose degli Stati Uniti d'America. Il suo nome ha origine dalla principessa Charlotte, moglie di Giorgio III.
Nella città visiteremo il Carolinas Aviation Museum, faremo un giro sul Roller-Coaster del Paramount's Carowinds (per rimanere a tema con il libro da cui ho preso spunto) il parco dei divertimenti per tutte le età, passeggeremo nei quasi cento acri del Freedom Park, ci immergeremo nelle atmosfere di questi luoghi lasciando l'Uptown e recandoci all'Historic Rosedale Plantation con i suoi 9 ettari di terreno paesaggistico conosciuto per i suoi maestosi alberi in fiore.
Fonti:
 https://www.charlottesgotalot.com/
https://www.visitnc.com/
https://it.wikipedia.org/
https://it.theplanetsworld.com/



SECONDA TAPPA:
 Dopo aver percorso la Route 74 verso la costa faremo la nostra prima tappa in una città di mare, Wilmington, capoluogo della Contea di New Hanover, città che molti di voi (probabilmente gli over 40 come me) la ricorderanno per l'ambientazione di Dawson's Creek, che fu girato completamente in questa città anche se con il nome di finzione di Capeside.
Gli amanti della storia americana invece la ricorderanno il suo coinvolgimento in tre importanti avvenimenti della storia americana: la guerra d'indipendenza, la guerra civile e il massacro di Wilmington. A Wilmington visiteremo la Battleship North Carolina, la prima di dieci corazzate a entrare nella flotta americana nella seconda guerra mondiale, completamente accessibile, in cui potremo salire nelle cuccette dei marinai, entrare nell'enorme sala macchine, pianificare strategie nel Combat Information Centre e prendere la mira da dietro i grandi cannoni. Poi faremo una lunga passeggiata lungo il Riverwalk, una passerella lunga un miglio che confina con il Cape Fear River e che offre grandi scorci e la possibilità di gite in barca. Infine ci recheremo nel Quartiere storico del centro di Wilmington che ospita il più grande distretto storico del registro nazionale dello stato, che comprende centinaia di edifici del XIX e XX secolo.

TERZA TAPPA: Percorrendo la Route 17 giungeremo a Jacksonville, città nella Contea di Onslow, sede della più grande base del Corpo dei Marines sulla costa orientale. È la città con l'età degli abitanti più bassa degli USA: l'età media è di 22,8 anni. In questa città visiteremo il Lynwood Park Zoo, con i suoi oltre ottanta tipi di animali distribuiti su dieci acri, ci avventureremo in un tour in kayak sul New River, dove potremo avvistare cervi, uccelli rapaci e altri animali selvatici nel loro habitat naturale. Infine, per non farci mancare un po' di avventura, parteciperemo al Grand Prix USAA, una serie di eventi di corsa che dura tutto l'anno e consente ai partecipanti di correre insieme ai Marines in servizio attivo, presso il Camp Lejeune di Jacksonville.

 
QUARTA TAPPA:
 Da Jacksonville percorreremo la Route 24 per raggiungere l'Hammocks Beach State Park, dove potremo piantare la nostra tenda praticamente sulla spiaggia, ammirando l'alba sull'oceano. Questo luogo offre chilometri di meravigliose distese di sabbia e l'opportunità di fare escursioni e pescare. Potremo anche noleggiare kayak, canoe o paddleboard per esplorare i percorsi per bambini che portano alle paludi, Bear Island e Huggins Island, nota per la sua foresta marittima incontaminata.


Finisce qui il nostro soggiorno, trascorrendo qualche giorno sdraiati su una meravigliosa spiaggia, immaginando di essere nel libro di King e di vedere con i suoi occhi le spiagge che il protagonista, Devin Jones, tutti i giorni, percorreva per raggiungere il parco dei divertimenti. 
 
Mi piace concludere questo post proprio con le parole di Devin che osserva il paesaggio dalla ruota panoramica del parco:

A ovest si stendevano i bassopiani della Carolina del Nord, incredibilmente verdi per un ragazzo del New England che considerava marzo un mese gelido e piovoso, pallido anticipo della primavera autentica. A est l'oceano, di un blu metallico finchè non si abbatteva a cavalloni sul litorale, dove io sarei andato a passeggiare pochi mesi più tardi portandomi appresso il mio povero cuore martoriato. [...] 


Vi saluto lasciandovi gli appuntamenti di giugno!

 Calendario Giugno:

3 giugno Nadia sul blog Desperate Bookswife
7 giugno Viviana sul blog Cara carissima me
10 giugno Marina sul blog Un libro per amico
17 giugno Baba su Desperate Bookswife
24 giugno Io sul blog Un libro per amico


martedì 13 aprile 2021

Recensione #390 - Joyland di Stephen King

Buongiorno lettori, eccomi di nuovo qui con una recensione, si tratta di quella di Joyland, di Stephen King, edito da Sperling & Kupfer, pag. 351.


Trama:
Estate 1973, Heavens Bay, Carolina del Nord. Devin Jones è uno studente universitario squattrinato e con il cuore a pezzi, perché la sua ragazza lo ha tradito. Per dimenticare lei e guadagnare qualche dollaro, decide di accettare il lavoro in un luna park. Arrivato nel parco divertimenti, viene accolto da un colorito quanto bizzarro gruppo di personaggi: dalla stramba vedova Emmalina Shoplaw, che gli affitta una stanza, ai due coetanei Tom ed Erin, studenti in bolletta come lui e ben presto inseparabili amici; dall'ultranovantenne proprietario del parco al burbero responsabile del Castello del Brivido. Ma Dev scopre anche che il luogo nasconde un terribile segreto: nel Castello, infatti, è rimasto il fantasma di una ragazza uccisa macabramente quattro anni prima. E così, mentre si guadagna il magro stipendio intrattenendo i bambini con il suo costume da mascotte, Devin dovrà anche combattere il male che minaccia Heavens Bay. E difendere la donna della quale nel frattempo si è innamorato.

Sono stata per anni un'appassionata di Stephen King. Avevo circa quindici anni quando l'ho scoperto su una bancarella dell'usato in una località di mare in cui mi trovavo con i miei genitori. Da quel momento per un periodo lessi solo King, recuperando tutti i libri che fino a quel momento erano stati pubblicati. Poi sono diventata adulta, King ha virato le sue opere più sul genere misto fantasy ed io ho preso altre strade senza però mai rinnegare il mio amore per lui. Qualche tempo fa ho poi riprovato con i libri più recenti leggendo Mr Mercedes che non mi è piaciuto ma non mi ha fatto impazzire. Nei giorni scorsi ci ho riprovato con Joyland, che sonnecchiava nella mia libreria da tantissimo tempo. Ho letto diversi pareri su questo romanzo e la pecca che gli viene contestata e che sia molto diverso dal vero King. Non so se esista un vero King e quale sia a questo punto perché io, dopo quasi trent'anni, ho invece ritrovato sulla pelle quel brivido che mi regalava il King che amavo, quella voglia irrefrenabile di leggere senza staccarmi e quel immergermi completamente nelle atmosfere che mi venivano raccontate che ho sempre vissuto ai miei "tempi d'oro con King".

giovedì 21 novembre 2019

Recensione #331 - L'ombra dello scorpione di Stephen King

Buon pomeriggio lettori. Per prima cosa mi scuso per la latitanza ma ho avuto delle settimane davvero complicate e piene di cose da fare quindi ho dovuto, per forza di cose, abbandonare un pochino il blog. Oggi però riesco finalmente ad essere nuovamente qui con la recensione del libro L'ombra dello scorpione di Stephen King, pubblicato da Bompiani, pag. 1376. 

Sinossi: L'errore di un computer, l'incoscienza di pochi uomini e si scatena la fine del mondo. Il morbo sfuggito a un segretissimo laboratorio semina morte e terrore. Il novantanove per cento della popolazione della terra non sopravvive all'apocalittica epidemia e per i pochi scampati c'è una guerra ancora tutta da combattere, una lotta eterna e fatale tra chi ha deciso di seguire il Bene e appoggiarsi alle fragili spalle di Mother Abagail, la veggente ultracentenaria, e chi invece ha scelto di calcare le orme di Randall, il Senza Volto, il Male, il Signore delle Tenebre.


Se mi seguite sui social sapete che, circa un mesetto fa, la follia mia e di Baba del blog Desperate Bookswife ci ha portato a cominciare su instagram un gruppo di lettura del romanzo L'ombra dello scorpione in versione espansione del romanzo originale, pubblicata nel 2017 da Bompiani. La colpa è stata mia che, circa 25 anni fa (ahimè!) lessi questo romanzo e me ne innamorai. Da quel momento divenni una fan sfegatata di King e lessi tutto il leggibile, fino a quando la sua scrittura non virò più sul Fantasy che sull'horror.
Mi sembrava una bella idea rileggere quello che per me fu IL LIBRO, quello che mi fece diventare la lettrice che sono ora. Ma come sarà andata? Ora cerco di spiegarvi cosa mi ha convinto e cosa no.

lunedì 21 agosto 2017

Recensione #204 - Mr Mercedes di Stephen King

Buongiorno lettori, eccoci nuovamente qui con una recensione. Oggi vi parlo di Mr Mercedes, di Stephen King, edito da Sperling & Kupfer, 470 pagine.

Sinossi: All'alba di un giorno qualsiasi, davanti alla Fiera del Lavoro di una cittadina americana colpita dalla crisi economica, centinaia di giovani, donne, uomini sono in attesa nella speranza di trovare un impiego. Invece, emergendo all'improvviso dalla nebbia, piomba su di loro una rombante Mercedes grigia, che spazza via decine di persone per poi sparire alle prime luci del giorno. Il killer non sarà mai trovato. Un anno dopo William Hodges, un poliziotto da poco in pensione, riceve il beffardo messaggio di Mr. Mercedes, che lo sfida a trovarlo prima che compia la prossima strage. Nella disperata corsa contro il tempo e contro il killer, il vecchio Hodges può contare solo sull'intelligenza e l'esperienza per fermare il suo sadico nemico. Inizia quindi un'incalzante caccia all'uomo, una partita a scacchi tra bene e male, costruita da uno Stephen King maestro della suspense. Un thriller ad alta tensione, con due antagonisti: il sanguinario Brady - Mr. Mercedes - che ignora il significato della parola coscienza, e l'ironico Hodges, superlativo erede del Marlowe di Chandler, dolente e assetato di giustizia.

Ogni tanto mi piace tornare al mio primo amore: Stephen King, quell'autore di cui mi sono innamorata a quattordici anni e che mi ha fatto diventare una lettrice vorace. Mr Mercedes, primo volume di una serie - cui sono seguiti Chi perde paga e Fine turno - albergava da tantissimo tempo sul mio kindle quando, ormai un sacco di tempo fa, ho deciso di leggerlo. Poi ho scritto questa recensione su un quaderno, ed è rimasta lì fino ad ora, mai pubblicata sul blog, abbandonata a causa forse di quel sentimento tiepido chela lettura mi aveva trasmesso. Oggi è finalmente giunto il momento di parlarvene.
Primo libro, dicevo, di una trilogia, quella dedicata al detective in pensione Bill Hodges.
Quando ho preso in mano questa lettura sapevo, ovviamente, cosa aspettarmi per quanto riguarda lo stile. Amo King proprio perchè maestro nelle descrizioni, nella caratterizzazione dei personaggi, e nella capacità di tessere delle storie articolate e ben architettate.
Protagonisti del libro sono principalmente il Killer della Mercedes ed il tenente Hodges.
Quello che è stato soprannominato Mr Mercedes altri non è che un folle che con una Mercedes rubata si fionda a tutta velocità sulla folla, in attesa dell'apertura di una fiera del lavoro, uccidendo senza pietà diverse persone. Questa scena mi ha parecchio scossa, perchè ormai sembra una cosa all'ordine del giorno, una cosa che accompagna la nostra quotidianità; una quotidianità che spesso, purtroppo, si rivela molto più terribile di ogni qualsiasi fantasia.
Bill Hodges è ormai in pensione e uno dei pochi casi rimasti aperti dopo il suo pensionamento è proprio quello del serial kille della Mercedes.
King sceglie di svelare presto al lettore la vera identità del killer e le sue mosse; e mentre Hodges si ritrova alla caccia di un'ombra che gli manda una lettera per elogiarsi della sua capacità di fuga, noi invece ci ritroviamo a sapere.
Questo forse toglie un pizzico di mistero alla storia visto che ogni avvenimento ci viene anticipato minuziosamente dai capitoli che sono dedicati al killer.
Nonostante questo particolare resta, però, la voglia, durante tutta la lettura, di sapere come l'ex detective si muoverà per scoprire l'identità del killer e per provare ad anticipare le sue mosse ed anche la voglia di vedere se i piani del folle riusciranno ad essere portati a termine e come.
Ottimo come sempre il lavoro che l'autore da con gli altri personaggi che ci vengono inizialmente presentati come mero contorno alla storia ma che man mano che cominciano ad acquistare importanza diventano a loro volta protagonisti. Hodges viene infatti affiancato da detective improvvisati, che saranno per lui un grande aiuto nella risoluzione del caso.
Quello che più mi ha lasciato perplessa - e che non mi ha permesso di dare un voto maggiore a questa lettura - è l'epilogo della faccenda che mi è sembratto affrettato e, putroppo, a tratti inverosimile; insomma dal Re mi sarei aspettata decisamente qualcosa in più.
Ho comunque in mente di leggere i seguenti libri della trilogia per vedere se è stato solo uno scivolone a cui ha posto rimedio con i volumi successivi.
Un libro che consiglio a chi ama l'autore anche se non lo considero uno dei suoi lavori più riusciti.

VOTO: 

domenica 8 gennaio 2017

Top Ten 2016



Buongiorno lettori e, anche se in ritardo, buon 2017!!! Rieccomi finalmente con voi dopo una lunghissima pausa non voluta. Sono partita il 27 dicembre in camper per la mia calssica vacanza invernale e, come sempre, ero munita di chiavetta per poter condividere con voi i libri che più ho amato nell'anno appena concluso ma, putrtoppo, una connessione praticamente inesistente me lo ha impedito. Quindi eccomi qui, oggi, a pubblicare la mia personalissima top ten del 2016.
Prima però vorrei fare, come sempre, un piccolo bilancio.
Un anno che per quanto riguarda le letture si è rivelato molto fruttuoso infatti sono riuscita a superare la sfida con me stessa: nel 2015 avevo letto 65 libri per un totale di 22231 mentre nel 2016 sono riuscita a raggiungere 70 libri con 23733 pagine - elenco completo qui.
Per quanto riguarda il blog invece non sono pienamente soddisfatta. Con mio figlio in prima elementare e con l'inizio di una sua impegnativa attività sportiva il mio tempo libero si è notevolmente ridotto quindi ho fatto fatica a stare dietro al blog come avrei voluto perchè arrivando a casa alle otto quattro sere a settimana eccendere il PC mi è diventato un peso. Spero di riuscire a fare meglio quest'anno, magari organizzandomi con anticipo ma, ovviamente, se dovrò dare una priorità la darò alla famiglia. Ringrazio comunque voi, i miei lettori, che nonostante questo avete continuato a crescere e a seguirmi con interesse.
Per il resto boh... è stato un anno strano, che mi ha dato tanto ma mi ha anche tolto tanto; un anno che mi ha fatto capire che a quasi quarant'anni do ancora troppa fiducia al genere umano, alle parole dette che spesso si rivelano fumo, alla finzione che spesso si nasconde dietro a gesti esagerati; un anno che mi ha dato la conferma che i rapporti migliori sono sempre quelli in cui non c'è bisogno di dire nulla perchè bastano la presenza costante - anche se silenziosa - e l'appoggio nei momenti di difficoltà, perchè è troppo semplice essere amici solo nei momenti di gioia. 
Insomma, un anno ricco di novità, positive e negative. Ma ora smetto di tediarvi e vi lascio alla mia personalissima top ten che quest'anno è stata particolarmente impegnativa.

1° POSTO: 

TEMPO ASSASSINO di Michel Bussi

Un autore questo che non conoscevo e quindi una lettura da cui non mi aspettavo nulla ma che è stata una vera rivelzione!!! Un thriller che sa essere anche una storia familiare. Un libro ricco di mistero, con un giallo congegnato con intelligenza e precisione non lasciando nulla al caso. Ho amato tutto di questo libro: lo stile capace di assorbirmi completamente per oltre cinquecento pagine, ho amato i personaggi - sia quelli positivi che quelli volutamente negativi -, ho amato la scelta di non concentrarsi unicamente su mistero ma di darci un quadro completo di vita.
Recensione qui.

Trama: Estate 1989
Corsica, penisola della Revellata, tra mare e montagna. Una strada che segue la costa a precipizio sul mare, un’auto che corre troppo veloce… e sprofonda nel vuoto. Una sola sopravvissuta: Clotilde, quindici anni... I genitori e il fratello sono morti sotto i suoi occhi.

Estate 2016
Clotilde torna per la prima volta nei luoghi dell’incidente, con suo marito e la figlia adolescente, in vacanza, per esorcizzare il passato. Nel posto esatto dove trascorse l’ultima estate assieme ai genitori, riceve una lettera. Una lettera firmata da sua madre. Ma allora è viva?

Tradotto in circa trenta lingue, Michel Bussi è il maestro riconosciuto dell’alchimia tra manipolazione, emozione e suspense. È l’autore francese di noir attualmente più venduto oltralpe. I suoi libri hanno scalato le classifiche mondiali, tra cui anche quella del Times britannico. Le sue trame sono congegni diabolici dove il lettore è invitato a perdersi e ritrovarsi tra miraggi, prospettive ingannevoli e giochi di prestigio. Ma anche tra desiderio di vendetta e sentimenti d’amore.


2° POSTO:

L'OMBRA DELLA MONTAGNA di Gregory David Roberts

Seguito del merviglioso Shantaram, questo libro mi ha stupito! Difficile per un autore ripetere il successo avuto con un best seller ma, per quanto mi riguarda, in questo caso ci è riuscito.
Ho chiuso l'ultima pagina soddisfatta di come l'autore abbia saputo creare una storia per niente banale, non ripetitiva rispetto alla precedente e capace di chiudere quel cerchio rimasto aperto più di dieci anni fa con il suo libro d'esordio.
Ho chiuso l'ultima pagina con la stessa consapevolezza che provai leggendo Shantaram, la consapevolezza che ogni singolo personaggio mi mancherà ancora come fosse la prima volta.
 

Recensione qui.

Trama: Non c’è forse nel mondo lettore di Shantaram, il romanzo d’esordio di Gregory David Roberts, che non abbia partecipato con l’intensità emotiva, che soltanto i grandi libri sono soliti suscitare, alle sorti di Lin, il giovane studioso dell’università di Melbourne che, diventato uno dei «most wanted men» australiani, condannato a 19 anni di carcere per rapina a mano armata, catturato e scappato da un carcere di massima sicurezza, si rifugia a Bombay, dove viene chiamato Shantaram, «uomo della pace di Dio», allestisce un ospedale per i mendicanti e gli indigenti, recita nei film di Bollywood, stringe relazioni pericolose con la mafia indiana, ama perdutamente una donna sfuggente. Salutato al suo apparire come un vero e proprio «capolavoro letterario», capace di conquistare milioni di lettori nel mondo, Shantaram ha ora un seguito che si annuncia come uno degli eventi più importanti della presente stagione letteraria: L’ombra della montagna. Bombay è al centro di una sanguinaria guerra tra le nuove generazioni di mafiosi che si contendono il controllo dei traffici illegali della metropoli. Lin non ha più accanto a sé Kaderbhai, il boss che lo aveva preso sotto la sua ala come un figlio. Si accompagna con la giovane americana Lisa, ma Karla, andata in sposa a un magnate dei media, non cessa di lasciare ferite profonde nel suo cuore. Lin sente che tutto, per lui, è irrimediabilmente perduto, il suo vecchio mondo, il suo grande amore. Che cosa fare, allora, per ritrovare sé stesso? Lin conosce già la risposta: deve smettere di vivere all’ombra della montagna. Smettere di tornare lungo il sentiero da cui è venuto, e decidersi a scalare la montagna degli ostacoli e degli impedimenti che oscurano la sua vita. Solo una volta raggiunta la vetta, Shantaram potrà osservare l’orizzonte in totale liberta e capire chi è diventato, e che cosa gli riserva il futuro.

3° POSTO:

DOCTOR SLEEP di Stephen King

Seguito di Shining, un colosso scritto nel 1977 che rese questo autore famosissimo. Come riuscire, dopo quasi quarant’anni a creare un seguito credibile e all’altezza del precedente romanzo? Se si è il re dell'horror si può, infatti King ha creato una storia convincente, appassionate, collegata a doppia mandata, se non tripla, a quella di Shining.
Ogni cosa al suo posto, ogni catena chiusa e salda, ogni ricordo ripercorso, ogni scheletro del passato affrontato e distrutto. Impossibile, secondo me, rimanere indifferenti e non adorare questo libro. 
Recensione qui.

Trama: Perseguitato dalle visioni provocate dallo shining, la luccicanza, il dono maledetto con il quale è nato, e dai fantasmi dei vecchi ospiti dell'Overlook Hotel dove ha trascorso un terribile inverno da bambino, Dan ha continuato a vagabondare per decenni. Una disperata vita on the road per liberarsi da un'eredità paterna fatta di alcolismo, violenza e depressione. Oggi, finalmente, è riuscito a mettere radici in una piccola città del New Hampshire, dove ha trovato un gruppo di amici in grado di aiutarlo e un lavoro nell'ospizio in cui quel che resta della sua luccicanza regala agli anziani pazienti l'indispensabile conforto finale. Aiutato da un gatto capace di prevedere il futuro, Torrance diventa Doctor Sleep, il Dottor Sonno. Poi Dan incontra l'evanescente Abra Stone, il cui incredibile dono, la luccicanza più abbagliante di tutti i tempi, riporta in vita i demoni di Dan e lo spinge a ingaggiare una poderosa battaglia per salvare l'esistenza e l'anima della ragazzina. Sulle superstrade d'America, infatti, i membri del Vero Nodo viaggiano in cerca di cibo. Hanno un aspetto inoffensivo: non più giovani, indossano abiti dimessi e sono perennemente in viaggio sui loro camper scassati. Ma come intuisce Dan Torrance, e come imparerà presto a sue spese la piccola Abra, si tratta in realtà di esseri quasi immortali che si nutrono proprio del calore dello shining.


4° POSTO:

DENTRO SOFFIA IL VENTO di Francesca Diotallevi

Questa è una di quelle storie capaci di farmi provare così tante emozioni che quasi mi sembrano troppe.
Ho chiuso l’ultima pagina con una lacrima che mi rigava la guancia, con un senso di vuoto ma anche di appagamento tale che mi lascia quasi perplessa.
Anche questa volta Francesca ha fatto centro. E non parlo solo di una storia orignale, con un’ambientazione unica e ricercata ma parlo anche di una capacità narrativa che cresce ogni opera sempre di più.
Quello che mi lascia sempre affascinata una volta conclusi i libri di Francesca è l’estrema capacità di portare il lettore ovunque lei voglia, sia attraverso i luoghi che attraverso il tempo.
Recensione qui.

Trama: In un avvallamento tra due montagne della Val d’Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile.
Al calare della sera, da una di quelle case, con il volto opportunamente protetto dall’oscurità, qualche «anima pia» esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino.
Come faceva sua madre quand’era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni… Infusi d’erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano «pozioni » approntate da una «strega» che ha venduto l’anima al diavolo. Così, mentre al calare delle ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta, alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano persino di guardarla negli occhi.
Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono perciò l’unica realtà che Fiamma conosce, l’unico luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphaël Rosset se n’è andato.
Era inaspettatamente comparso un giorno al suo cospetto, Raphaël, quando era ancora un bambino sparuto, con una folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di lentiggini sul naso a patata. Le aveva parlato normalmente, come si fa tra ragazzi ed era diventato col tempo il suo migliore e unico amico. Poi, a ventuno anni, in un giorno di sole era partito per la guerra con il sorriso stampato sul volto e la penna di corvo ben lucida sul cappello, e non era più tornato. Ora, ogni sera alla stessa ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco, fino alla fattoria dei Rosset. Prima di scomparire inghiottita dal buio della notte, se ne sta a guardare a lungo la casa dove, in preda ai sensi di colpa per non essere andato lui in guerra, si aggira sconsolato Yann, il fratello zoppo di Raphaël… il fratello che la odia.
Ritornando su un tema caro alla letteratura di ogni tempo – l’amore che dissolve il rapporto tra una comunità e il suo capro espiatorio – Francesca Diotallevi costruisce un romanzo che sorprende per la maturità della scrittura e la solidità della trama, un’opera che annuncia un nuovo talento della narrativa italiana.


5° POSTO:

LA TRISTEZZA HA IL SONNO LEGGERO di Lorenzo Marone

Questo libro mi ha ricordato una commedia alla Totò e Peppino in una Napoli che fa da contorno – ma anche da protagonista – dove il primo attore è uno – Erri - ma sono anche tanti, tenuti insieme da una sceneggiatura perfetta, in cui l’autore spazia dal presente al passato senza mai perdere il filo del discorso, senza mai lasciare che il lettore si distragga. Il sipario si apre già alla prima pagina, con una faro puntato su questa grande famiglia allargata, tanto strana, difficile, imperfetta, bugiarda, piena di casini ma pur sempre famiglia. Quelle famiglie tanto poco mulino bianco che, io l’ho sempre detto, per me non esistono; quelle famiglie sgangherate che riescono, pur con i loro giganteschi casini e difetti, ad andare avanti, giorno per giorno.
Leggendo questo libro ho provato un’infinità di emozioni differenti, dovute al taglio sì riflessivo che Lorenzo ha dato alla storia ma anche a quegli sprazzi divertenti, siparietti simbolo della nostra Italia, delle nostre famiglie numerose, di quel sud da cui quasi tutti, alla vicina o alla lontana ormai proveniamo.
Recensione qui.

Trama: Erri Gargiulo ha due padri, una madre e mezzo e svariati fratelli. È uno di quei figli cresciuti un po’ qua e un po’ là, in bilico tra due famiglie e ancora in cerca di se stesso. Sulla soglia dei quarant’anni è un uomo fragile e ironico, arguto ma incapace di scegliere e di imporsi, così trattenuto che nella sua vita, attraversata in punta di piedi, Erri non esprime mai le sue emozioni ma le ricaccia nel¬lo stomaco, somatizzando tutto.
Finché un giorno la moglie Matilde, con cui ha cer¬cato per anni di avere un bambino, lo lascia.
Da quel momento Erri non avrà più scuse per rimandare l’appuntamento con il suo destino.
Circondato da un carosello di personaggi mai banali, Erri deciderà di affrontare, una per una, le piccole e grandi sfide a cui si è sempre sottratto. Imparerà così che per essere felici dobbiamo essere pronti a liberarci del nostro passato, capire che noi non siamo quello che abbiamo vissuto e che, se non vogliamo vivere una vita che non ci appartiene, a volte è indispensabile ribel¬larci. Anche a chi ci ama.
Sarà pronto, ora, a prendere la decisio¬ne più difficile della sua esistenza?

6° POSTO:

SCRIVERE È UN MESTIERE PERICOLOSO di Alice Basso

Seguito del libro L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome. Se già Alice con il primo romanzo era stata superba nel raccontare le vicissitudini della nostra ghostwriter dark, paladina degli scrittori incapaci o in blocco, in questo secondo capitolo si è veramente superata.
In questo nuovo lavoro ho ritrovato la scrittura divertente ed ironica ma anche molto colta che mi aveva colpito nel libro d'esordio. Se nel primo libro Alice Basso faceva sfoggio di un'ampia conoscenza di letteratura americana, in questo cita moltissimi libri gialli facendo venire voglia di leggerli tutti. Ed è proprio la parte del mistero da scoprire - quel tocco di giallo che già era stato accennato nel primo libro - che in questo secondo volume mi è sembrata più completa, meno affrettata, più intricata ed interessante. 
Recensione qui.

Trama: Un gesto, una parola, un'espressione del viso. A Vani bastano piccoli particolari per capire una persona, per comprenderne il modo di pensare. Una dote speciale di cui farebbe volentieri a meno. Perché Vani sta bene solo con sé stessa, tenendo gli altri alla larga. Ama solo i suoi libri, la sua musica e i suoi vestiti inesorabilmente neri. Eppure, questa innata empatia è essenziale per il suo lavoro: Vani è una ghostwriter di una famosa casa editrice. Un mestiere che la costringe a rimanere nell'ombra. Scrive libri al posto di altri autori, imitando alla perfezione il loro stile. Questa volta deve creare un ricettario dalle memorie di un'anziana cuoca. Un'impresa più ardua del solito, quasi impossibile, perché Vani non sa un accidente di cucina, non ha mai preso in mano una padella e non ha la più pallida idea di cosa significhino termini come scalogno o topinambur. C'è una sola persona che può aiutarla: il commissario Berganza, una vecchia conoscenza con la passione per la cucina. Lui sa che Vani parla solo la lingua dei libri. Quella di Simenon, di Vázquez Montalbán, di Rex Stout e dei loro protagonisti amanti del buon cibo. E, tra un riferimento letterario e l'altro, le loro strambe lezioni diventano di giorno in giorno più intriganti. Ma la mente di Vani non è del tutto libera: che le piaccia o no, Riccardo, l'affascinante autore con cui ha avuto una rocambolesca relazione, continua a ripiombarle tra i piedi. Per fortuna una rivelazione inaspettata reclama la sua attenzione: la cuoca di cui sta raccogliendo le memorie confessa un delitto. Un delitto avvenuto anni prima in una delle famiglie più in vista di Torino. Berganza abbandona i fornelli per indagare e ha bisogno di Vani. Ha bisogno del suo dono che le permette di osservare le persone e scoprirne i segreti più nascosti.
Eppure la strada che porta alla verità è lunga e tortuosa. A volte la vita assomiglia a un giallo. È piena di falsi indizi. Solo l'intuito di Vani può smascherarli.
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome è stato uno degli esordi più amati dai lettori e dalla stampa più autorevole. Lo stile unico e la forza narrativa di Alice Basso hanno conquistato tutti. Come la sua esilarante protagonista, Vani, che torna con un nuovo libro da scrivere, un nuovo caso da risolvere e un nuovo inaspettato nodo sentimentale da sciogliere.

7° POSTO:

FLAWED - GLI IMPERFETTI di Cecelia Ahern

Un libro che mi ha conquistata anche se fuori dai canoni delle mie solite letture.
Uno young adult distopico da cui non emerge assolutamente una semplificazione dello stile o della trama, ma che risulta essere adatto ad ogni età, anche per chi, come me, legge pochissimo questo tipo di libri.
Un esperimento riuscito quello dell’autrice, conosciuta normalmente per i suoi lavori un po' più romance, che ha saputo mettersi alla prova con un genere nuovo, dimostrando ancora una volta di essere una bravissima narratrice ed anche una grande inventrice di storie. Adoro quando una scrittrice evolve senza paura, quando nonostante sia famossissima prova a buttarsi in qualcosa di nuovo, senza avere il timore che i suoi lettori affezionati le voltino le spalle.
Recensione qui.

Trama: In un futuro non molto lontano, il giudice ​Crevan conduce una spietata guerra contro l’immoralità.
È lui e lui solo a decidere chi è un cittadino modello, e chi invece è un “imperfetto”, un essere Fallato da marchiare a ​ ​ fuoco con una ​F sulla pelle e da allontanare dalla società civile. 
Celestine ha diciassette anni e non ha mai avuto dubbi sul suo ruolo nel mondo: è una figlia perfetta, una studentessa perfetta, ed è anche una fidanzata perfetta. La fidanzata di Art, il figlio del giudice Crevan. Ma un giorno tutto cambia. Celestine vede un Fallato in fin di vita e sente di doverlo aiutare. D’un tratto tutto ciò che ha sempre ritenuto giusto non lo è più. Perché la compassione è più forte. Più forte della legge e delle rigide regole del giudice Crevan. Celestine decide quindi di aiutare il pover’uomo e quella decisione cambia la sua vita in un attimo.
Allontanata dalla famiglia, arrestata e umiliata, la ragazza viene ​ ​ trascinata in processo davanti a Crevan. E proprio lui, incurante delle suppliche di Art, la condanna a essere marchiata a fuoco come Fallata. Sarà durante il processo che la strada di Celestine incrocerà quella di Carrick Vane, un Fallato misterioso e affascinante: l’unico amico su cui d’ora in poi Celestine potrà contare.

8° POSTO:

LO STRANO VIAGGIO DI UN OGGETTO SMARRITO di Salvatore Basile

Che tenerezza questo libro. Mi ha conquistato con il suo intercedere lento e malinconico. Un viaggio fisico alla ricerca di una madre scomparsa ma anche un viaggio interiore alla ricerca di se stessi, dei propri sentimenti, del proprio animo. L’autore è stato bravissimo ad imprimere sulla storia quella sensazione di vuoto e di mancanza; una sensazione che non mi ha mai abbondata, durante tutta la lettura e che alla fine mi è mancata, lasciandomi orfana di una tensione emotiva che mi ha colpito più di quanto mi abbiano colpito le parole. E quando un libro mi arriva così non posso che adorarlo, consigliarlo, regalarlo!
Recensione qui.

Trama: Il mare è agitato e le bandiere rosse sventolano sulla spiaggia. Il piccolo Michele ha corso a perdifiato per tornare presto a casa dopo la scuola, ma quando apre la porta della sua casa nella piccola stazione di Miniera di Mare, trova sua madre di fronte a una valigia aperta. Fra le mani tiene il diario segreto di Michele, un quaderno rosso con la copertina un po’ ammaccata. Con gli occhi pieni di tristezza la donna chiede a suo figlio di poter tenere quel diario. Lo ripone nella valigia, promettendo di restituirlo. Poi, sale sul treno in partenza dalla banchina. Sono passati vent’anni da allora. Michele vive ancora nella piccola casa dentro la stazione ferroviaria. Addosso, la divisa di capostazione di suo padre. Negli occhi, una tristezza assoluta, profonda e lontana. Perché sua madre non è mai più tornata. Michele vuole stare solo, con l’unica compagnia degli oggetti smarriti che vengono trovati ogni giorno nell’unico treno che passa da Miniera di Mare. Perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano. Finché un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, incastrato tra due sedili, Michele ritrova il suo diario. Non sa come sia possibile, ma Michele sente che è sua madre che l’ha lasciato lì. Per lui. E c’è solo una persona che può aiutarlo: Elena, una ragazza folle e imprevedibile come la vita, che lo spinge a salire su quel treno e ad andare a cercare la verità. E, forse, anche una cura per il suo cuore smarrito. Salvatore Basile ci regala una favola piena di magia, emozione e speranza. Una nuova voce italiana indimenticabile, che disegna un sorriso sul nostro cuore.

9° POSTO:


SARO' COME MI VUOI di Greta Simeone

Un libro che ha saputo stupirmi perchè in questa lettura c’è ironia, freschezza, sagacia, cultura cinematografica oltre che una storia d’amore divertente, coinvolgente e anche un po’ improbabile. La protagonista di questo libro mi ha ammaliato sin dalle prime righe. Gina: anonima, triste, sciatta, pessimista ed anche un po’ sfigata. Un brutto anatroccolo perso in questo immenso stagno che è la vita. Uno stagno in cui ogni giorno vede sfilare davanti a se dei meravigliosi cigni che lei non può far altro che invidiare. Ma, per fortuna, a volte la vita fa un po’ da se, ed uno scossone lo regala anche a chi come Gina non è di certo incline a svoltare la propria esistenza. Lo stile dell’autrice è impeccabile, divertente al punto giusto, ma anche capace di acquisire toni più seri in alcuni punti o più sensuali in altri. Una capacità di parlare di sesso e di mostrarcene anche alcune scene in modo mai volgare ma, anzi, raccontandole in modo piacevole e convincente.
Recensione qui.

Trama: A Gina sta andando tutto storto: sola da un po’, ora ha anche perso il lavoro. Risponde ad annunci di tutti i tipi, per paura di dover rinunciare alla propria casa e tornare a vivere dai suoi, che sono freddi come l’inverno, anche se ormai si è convinta che non l’assumerà nessuno. Troppa la concorrenza, con la crisi che c’è, e lei non brilla in niente. Una sera però arriva, a sorpresa, una telefonata. A chiamarla è Paolo, socio in una catena di sexy shop, che cerca una venditrice a domicilio, e con cui aveva avuto un colloquio poche ore prima. Lei era certa di aver fatto una pessima figura, ma secondo Paolo ha le carte in regola per riuscire.
Però … però dovrà rifarsi il look, acquisire le giuste competenze, seguire tutte le sue indicazioni, affidarsi a lui senza remore: è disponibile?
Gina accetta con riluttanza l’unica proposta ricevuta. Presto, inaspettatamente, le si aprirà un mondo nuovo: sotto la guida di Paolo imparerà molto su se stessa e sulle sue capacità. Troverà l’amore, perderà le sue inibizioni. Fino a quando ogni sua certezza sarà spazzata via da una terribile scoperta.

10° POSTO:

L'ARMONIA SEGRETA di Geraldine Brooks

Un romanzo storico, ricostruzione della vita del re David d'Israele
Quello che spicca maggiormente – oltre ovviamente ad una caratterizzazione storica perfetta – sono i personaggi, resi in modo perfetto sia a livello fisico che emotivo. Un intreccio di vite che costituiscono l’elemento principale di questo libro.
Uno stile chiaro, diretto, capace di non appesantire la storia dandone una visione troppo storica, pur lasciando che questo tratto emerga ed anche in modo molto approfondito. Insomma un mix tra nozioni storiche necessarie ad inquadrare il periodo, le condizioni di vita, le abitudini dei protagonisti ed una parte narrativa più leggera ed intrigante, capace di far appassionare il lettore.
Recensione qui.

Trama: È l’alba di una calda estate del X secolo a.C. quando il piccolo Natan è destato dal sonno da grida atroci, provenienti da ogni parte del villaggio lungo le rive del Mar Rosso, dove da tempo immemorabile la sua famiglia esercita il mestiere di vignaioli. Si precipita fuori casa, e la scena che si apre davanti ai suoi occhi è raccapricciante. Suo padre e suo zio giacciono in un lago di sangue, e davanti ai suoi occhi, la daga ancora stretta nella mano, si erge l’assassino: David, il figlio di Yshay di Bet Lehem.
Accampato nei pressi del villaggio, chiedeva da qualche giorno una decina di otri di vino e qualche sacco di datteri per sé e i suoi uomini e, dinanzi al rifiuto del padre di Natan, è penetrato furtivamente di notte tra le case per vendicarsi.
Col volto rigato di lacrime, Natan fissa negli occhi quel giovane uomo noto nell’intero Israel per il suo coraggio, la sua audacia e il suo talento nel trarre le armonie più segrete dall’arpa che tiene sempre con sé. Da ragazzo, a Emeq Elah, ha messo in fuga i Filistei, uccidendo con un colpo di fionda ben assestato il gigante Golyat. Valente guerriero, è stato a capo di tutte le armate di re Shaul, finché un giorno il re, accecato dalla gelosia, gli ha scagliato contro una lancia, e lo ha costretto alla fuga e a una vita da brigante e predatore di villaggi indifesi.
Natan dovrebbe esplodere d’ira e di rabbia, ma, mentre una strana calma si impadronisce di lui, comincia a proferire delle parole che non riesce a sentire, ma che turbano profondamente David e i suoi compagni. Parole dettate da una Voce che parla attraverso la sua bocca. Parole che annunciano una grande profezia: il figlio di Yshay di Bet Lehem, il guerriero divenuto brigante per volontà di Shaul, sarà incoronato re di Yehudah, farà un solo popolo delle tribù del Nome, fonderà il regno imperituro di Israel. E lui, Natan, piccolo pastore e vignaiolo del Mar Rosso, sarà il suo profeta.

Ecco qui, ogni volta sempre più difficile, perchè creare una classifica in cui rientrino generi così differenti mi mette a dura prova. Ovviamente il pensiero è personalissimo ed è condizionato dal ricordo che, dopo un anno di letture, mi rimane di determinati libri. Purtroppo 10 posti sono pochissimi e rimangono fuori dalla classifica libri che ho comunque amato molto.
E voi? Avete fatto una classifica? Siete soddisfatti dei libri letti lo scorso anno?
Io quest'anno proverò a superare ancora me stessa ma chissà, l'anno è ancora lungo!

venerdì 23 settembre 2016

Ti consiglio un libro #27 - Un libro che ti ha fatto venire i brividi

Buongiorno lettori,finalmente torniamo con l'appuntamento della rubrica Ti consiglio un libro, in collaborazione con Laura de La Biblioteca di Eliza, Baba di Desperate Bookswife e Laura de La Libridinosa. C'è stata una lunga pausa estiva ma ora siamo di nuovo qui. Oggi vi consiglieremo Un libro che ci ha fatto venire i brividi. Come sempre cliccando sul titolo sarete rimandati alla recensione.



IL MIO CONSIGLIO 

http://libroperamico.blogspot.it/2015/10/recensione-89-shining-di-stephen-king.html

Titolo: Shining
Autore: Stephen King
Casa editrice: Bompiani
Pagine: 576
Prezzo:  Cartaceo 13.00 euro - ebook 3.99 euro in inglese


Un argomento bellissimo quello di oggi… brividi. Non è stato semplice scegliere e non è stato così scontato.
Alla fine però ho optato per questo perché racchiude in se tantissimi tipi di brividi.
Ho provato brividi di freddo pensando ai protagonisti bloccati in un hotel disabitato in mezzo alla neve che lo ricopre, ho provato brividi di paura immedesimandomi nei protagonisti – che se ti impazzisce il padre/marito e tu sei solo con lui in luogo sperduto senza poter comunicare con il mondo esterno non è bello eh! – ho provato brividi di disgusto assistendo alle visioni cui spesso Danny è costretto ad assistere. Insomma un libro che per, quanto mi riguarda, è tutto un brivido e che non potete non aver letto!!! Se in più penasate che io tutto questo l'ho provato conoscendo a menadito il film, non si può che essere d'accordo con la fama di King come re del brivido.
Il film è molto ben fatto ma… che ve lo dico a fare? È molto meglio il libro.

E adesso a vedere quali letture hanno fatto venire i brividi alle nostre Laura , Baba e  Laura. 

martedì 2 febbraio 2016

Recensione #106 - Doctor sleep di Stephen King

Buongiorno amici, come va?
Vi lascio quindi con il mio pensiero sul libro Doctor sleep di Stephen King edito da Sperling & Kupfer  516 pagine, seguito di Shining, recensione qui

Trama: Perseguitato dalle visioni provocate dallo shining, la luccicanza, il dono maledetto con il quale è nato, e dai fantasmi dei vecchi ospiti dell'Overlook Hotel dove ha trascorso un terribile inverno da bambino, Dan ha continuato a vagabondare per decenni. Una disperata vita on the road per liberarsi da un'eredità paterna fatta di alcolismo, violenza e depressione. Oggi, finalmente, è riuscito a mettere radici in una piccola città del New Hampshire, dove ha trovato un gruppo di amici in grado di aiutarlo e un lavoro nell'ospizio in cui quel che resta della sua luccicanza regala agli anziani pazienti l'indispensabile conforto finale. Aiutato da un gatto capace di prevedere il futuro, Torrance diventa Doctor Sleep, il Dottor Sonno. Poi Dan incontra l'evanescente Abra Stone, il cui incredibile dono, la luccicanza più abbagliante di tutti i tempi, riporta in vita i demoni di Dan e lo spinge a ingaggiare una poderosa battaglia per salvare l'esistenza e l'anima della ragazzina. Sulle superstrade d'America, infatti, i membri del Vero Nodo viaggiano in cerca di cibo. Hanno un aspetto inoffensivo: non più giovani, indossano abiti dimessi e sono perennemente in viaggio sui loro camper scassati. Ma come intuisce Dan Torrance, e come imparerà presto a sue spese la piccola Abra, si tratta in realtà di esseri quasi immortali che si nutrono proprio del calore dello shining.

Difficile approcciarsi a questa recensione, difficile riuscire a rendervi partecipi di tutte le cose che mi sono passate per la testa leggendo questo libro. Il riassunto sarebbe: WOW!!! Ma mi rendo conto che una parola può rendere il pensiero ma non può bastare, non per una recensione che si rispetti quindi proverò a spiegarmi meglio.
1977, credo sia giusto partire da questa data. Io non ero ancora nata e un trent’enne, praticamente esordiente, Stephen King pubblicava il suo terzo libro: Shining, un colosso, un lavoro che ancora oggi terrorizza – così come il film – al solo pensiero.
Nel 2013 il Re ci riprova, pubblica il seguito, Doctor sleep, lanciando nel mondo dei suoi fan un misto di aspettative, terrore e scetticismo. Come riuscire, dopo quasi quarant’anni a creare un seguito credibile e all’altezza del precedente romanzo?
Per quanto mi riguarda King ci è riuscito alla grande creando una storia convincente, appassionate, collegata a doppia mandata, se non tripla, a quella di Shining.
La storia riparte lì dove l’avevamo lasciata: Danny e Wendy si stanno riprendendo dalla tremenda avventura dell’Overlook e ne stanno combattendo i fantasmi. Nonostante gli anni passino Danny non perde la luccicanza che, anzi, sembra attanagliarlo sempre più in una morsa da cui non riesce a liberarsi. È così che ripercorre gli stessi errori del padre diventando già nell’adolescenza un alcolizzato dal cazzotto facile.
Solo il toccare veramente il fondo gli permetterà di dare una svolta alla sua misera vita, trovando lavoro come inserviente in una casa di riposo dove per tutti diventerà presto il Dottor sonno. Ma, si sa, il passato non si può mai lasciare alle spalle senza prima averlo affrontato e presto quel vecchio passato tornerà a chiedere il conto, con gli interessi.
Tante le cose da svelare durante la lettura: chi è Abra, e perché quel nome affolla la mente di Dan con tanta insistenza? Perché Tony – l’amico immaginario – ritorna a chiedere l’attenzione dell’ormai adulto Danny Torrance? Cos’è il Vero Nodo? Perché Dan risulta essenziale per gli ospiti dell’ospizio in fin di vita? Dove finiscono tutti quei ragazzini che ogni anno spariscono nel nulla senza lasciare traccia e senza mai essere ritrovati? Queste e tantissime altre…
Lasciatemelo dire: l’autore anche questa volta ci ha preso. Il libro sembra il seguito naturale di quello del 1977, come se fossero nati e cresciuti in coppia, come se King lo avesse tenuto chiuso in un cassetto per tutto questo tempo ma, lo sapremo a fine lettura grazie alle esilaranti note dell’autore, non è così. Per tutta la lettura ho pensato che niente sarebbe potuto andare diversamente, che l’evoluzione naturale delle cose non sarebbe potuta essere nessun’altra.
Ho amato l’ambientazione, così apparentemente lontana da quel terribile hotel, il modo così particolareggiato che ha l’autore di far sentire il lettore parte del luogo che gli sta raccontato; ho amato ogni singolo personaggio, dai più buoni ai più tremendamente spaventosi. Come rimanere indifferenti al Dan adulto e dannato e, successivamente a quello più riflessivo e sobrio; come non essere affascinati da Abra, dalla sua luccicanza potente, dalla sua capacità di essere quella co-protagonista di cui un libro del genere aveva bisogno per non farci avere nostalgia del Danny bambino; come non amare il Vero Nodo con i suoi protagonisti più brutali ma, in molte occasioni, anche buffi; come non pensare che ogni singolo personaggio della storia dovesse essere lì, in quel preciso istante, con quel preciso ruolo, con quelle stesse sembianze e con quegli atteggiamenti.
Ogni cosa al suo posto, ogni catena chiusa e salda, ogni ricordo ripercorso, ogni scheletro del passato affrontato e distrutto. Impossibile, secondo me, rimanere indifferenti e non adorare questo libro. Impossibile chiuderlo e non sentirne la mancanza! E chissà che prima o poi non ne facciano il film… perché io adesso lo voglio!! Che faccio, scrivo a King? ;)
Lo avete letto? Che ne pensate? Io vi consiglio di leggerlo, ma solo dopo aver letto e amato Shining e... che luccicanza sia!
VOTO: 

giovedì 14 gennaio 2016

Chiacchiere, chiacchiere, bla bla bla... #13 - Regali natalizi

Buongiorno lettori, lo so, lo so, da Natale è passato molto tempo ormai, ma essendo ancora in fase "prima settimana da rientro post-vacanze" credo di essere ancora in tempo per condividere con voi con estrema gioia i miei tesorucci natalizi! Eccoli in tutto il loro splendore!


Tanti libri regalati dalle amiche e un card preziosa - che spenderò nei prossimi giorni visto gli innumerevoli sconti presenti in libreria - regalatami dal mio maritino (che in realtà è stato minacciato di non tornare a casa senza un libro o una card come regalo! ihihihihi).

Ora vi racconterò dei libri:
  • Ritorno a Riverton Manor di Kate Morton edito da Sonzogno, pag. 528.  L'ultimo libro della Morton che mancava alla mia collezione! Ora ho tutte le sue opere, devo solo avere il tempo per leggerle! Un regalo apprezzatissimo fatto da Laura La Libridinosa. Grazieeee!!! *_*
Trama:  Riverton Manor, Inghilterra 1924. È la festa di inaugurazione della sontuosa dimora degli Hartford, e il fragore di uno sparo si confonde con i botti dei fuochi d'artificio che illuminano il cielo. Il poeta Robert Hunter giace senza vita nei pressi del laghetto della tenuta, con la pistola ancora fumante in mano. È suicidio? Di sicuro è uno scandalo che scuote fin dalle fondamenta l'aristocratica casata, perché le uniche testimoni del fatto sono le sorelle Hannah ed Emmeline Hartford. Che da allora non si parleranno mai più. Inverno 1999. Sono passati più di settant'anni da quella notte, e la quasi centenaria Grace Bradley, nella casa di riposo in cui trascorre i suoi ultimi giorni, è convinta di essersi lasciata per sempre alle spalle i fantasmi del passato e i tristi ricordi. Ma una giovane regista americana, che vuole realizzare un film sulle sorelle Hartford e su quel misterioso suicidio, chiede la sua consulenza. Grace, infatti, oltre che testimone di tempi ormai remoti, è stata anche direttamente coinvolta nella vita della famiglia: cameriera personale di Hannah, fin da bambina aveva servito come domestica a Riverton Manor. Dapprima riluttante, accetta poi di collaborare e comincia a rievocare le vicende dei giovani Hartford, destinati a un'esistenza tanto fulgida quanto breve: il promettente David, partito giovanissimo per il fronte e mai più tornato; la sensuale e intelligente Hannah; la gaia e capricciosa Emmeline; e soprattutto l'enigmatico Robert Hunter, del quale entrambe le sorelle erano innamorate...

  • Musica dalla spiaggia del paradiso di John Ajvide Lindqvist edito da Marsilio, pag. 426. Un nordico che non conoscevo, che mi è stato regalato dalla mia amica Elena, e la cui trama mi ispira da morire! Grazieeee!! *_*  
Trama:  Una mattina d'estate, un gruppo di ospiti di un campeggio non lontano da Stoccolma si risveglia in mezzo al nulla. Ogni cosa è stata cancellata, gli alberi, il lago, gli scogli e il chiosco, è tutto scomparso. Intorno ai villeggianti increduli - dieci persone, un cane e un gatto - c'è solo una landa desolata, ricoperta da un prato perfettamente rasato e sovrastata da un cielo blu e senza sole, così uniforme da apparire artificiale. Ogni contatto con la realtà è interrotto. Non rimane che il segnale di una misteriosa stazione radiofonica, che trasmette senza sosta le canzoni di Peter Himmelstrand, uno dei più noti cantautori svedesi di musica leggera. Musica pop a ripetizione, Abba in testa. Com'è possibile che queste persone siano finite lì con le loro roulotte? Sono state spostate oppure è la realtà a essere svanita? In questo luogo surreale, capace di scatenare le reazioni più violente e irrazionali, ogni adulto si troverà a fare i conti con gli spettri del passato. Sovvertendo gli schemi classici della "camera chiusa" della letteratura del terrore, Lindqvist non intrappola i suoi personaggi in uno spazio angusto e senza via d'uscita, ma li cala in un luogo sconfinato e senza ostacoli, da cui tuttavia è impossibile fuggire. Perché non esiste un altrove se non l'abisso altrettanto minaccioso della coscienza.
  • Torta al caramello in paradiso di Fannie Flagg edito da BUR, pag. 327. Questo libro - ricevuto da Laura del blog La biblioteca di Eliza - era nella mia wish list insieme a tutti i libri di questa autrice che ancora mi mancano. Adoro lo stile e le storie di questa donna e questo è un regalo assolutamente super gradito! Grazieeee! *_*
Trama:  La vita è proprio strana... Lo può ben dire l'ultraottantenne Elner Shimfissle, che un momento prima si inerpica sulla scala per raccogliere i fichi dall'albero e un momento dopo si ritrova a terra, priva di sensi dopo essere stata punta da uno sciame di vespe. I vicini la soccorrono subito e la portano in ospedale dove purtroppo i medici non possono far altro che constatarne il decesso. Alla notizia, parenti, amici e l'intera comunità della cittadina di Elmwood Springs sono colti da un'infinita tristezza e da un rimpianto inconsolabile: con i suoi saggi consigli e la sua purezza di cuore quella generosa e intrepida vecchietta era stata un punto di riferimento prezioso per tutti. Iniziano i preparativi per il funerale e da tutto il paese arrivano fiori e condoglianze. Ma nessuno ha fatto i conti con la defunta... Elner, stesa su una barella in camera mortuaria, apre gli occhi con l'impressione di sentirsi molto meglio e, benché stupita che nessuno si accorga più di lei, si alza, esce dalla porta, percorre il corridoio fino a un ascensore, vi sale e, dopo un viaggio che ha dell'incredibile, si ritrova in Paradiso a vivere un'avventura che non si sarebbe mai aspettata, incontrando persone che non avrebbe mai creduto di poter vedere, esaudendo il suo grande sogno: domandare tutto ciò che ha sempre voluto sapere riguardo alla Vita. Ma forse la sua ora non è ancora giunta, ed Elner potrebbe tornare indietro, nel mondo dei vivi, a rivelare qual è il segreto della felicità.


  • Doctor sleep di Stephen King edito da Sperling & Kupfer, pag. 516.  Ho riletto nel mese di agosto Shining - recensione qui - e non vedo l'ora di leggere questo che è il seguito. Devo ringraziare Salvia per il bellissimo regalo desiderato!!! Grazieeeee!!! *_*
Trama:  Perseguitato dalle visioni provocate dallo shining, la luccicanza, il dono maledetto con il quale è nato, e dai fantasmi dei vecchi ospiti dell'Overlook Hotel dove ha trascorso un terribile inverno da bambino, Dan ha continuato a vagabondare per decenni. Una disperata vita on the road per liberarsi da un'eredità paterna fatta di alcolismo, violenza e depressione. Oggi, finalmente, è riuscito a mettere radici in una piccola città del New Hampshire, dove ha trovato un gruppo di amici in grado di aiutarlo e un lavoro nell'ospizio in cui quel che resta della sua luccicanza regala agli anziani pazienti l'indispensabile conforto finale. Aiutato da un gatto capace di prevedere il futuro, Torrance diventa Doctor Sleep, il Dottor Sonno. Poi Dan incontra l'evanescente Abra Stone, il cui incredibile dono, la luccicanza più abbagliante di tutti i tempi, riporta in vita i demoni di Dan e lo spinge a ingaggiare una poderosa battaglia per salvare l'esistenza e l'anima della ragazzina. Sulle superstrade d'America, infatti, i membri del Vero Nodo viaggiano in cerca di cibo. Hanno un aspetto inoffensivo: non più giovani, indossano abiti dimessi e sono perennemente in viaggio sui loro camper scassati. Ma come intuisce Dan Torrance, e come imparerà presto a sue spese la piccola Abra, si tratta in realtà di esseri quasi immortali che si nutrono proprio del calore dello shining.

  • La stranezza che ho nella testa di Orhan Pamuk edito da Einaudi, pag. 584. Anche questo come il libro nordico mi è stato regalato dalla mia amica Elena. Un libro che non conoscevo anche se conosco il suo famosissimo autore. Lessi ormai tre anni fa una delle sue opere più conosciute Il mio nome è rosso - recensione qui - e mi piacque molto. Un libro che mi intriga molto ma che avrà bisogno di un tempo adeguato: di sicuro avrà bisogno di tutta la mia attenzione e non potrà essere letto nei ritagli di tempo.
Trama:  Un ragazzo ama una ragazza. Tutte le storie, anche quelle piú complicate, nascono da questa semplice, universale premessa. Mevlut l'ha incontrata una sola volta: i loro sguardi si sono incrociati di sfuggita al matrimonio di un parente a Istanbul. Eppure è bastato quell'attimo di perfezione e felicità a farlo innamorare. Süleyman, il cugino, gli ha detto che delle tre figlie di Abdurrahman, quella che ha visto Mevlut, quella di cui si è innamorato, è senz'altro Rayiha. Da allora non l'ha piú rivista ma, per tre anni, Mevlut le scrive le lettere piú appassionate che il suo cuore riesce a creare. Finché un giorno capisce che l'unico modo di coronare il suo sogno è scappare con Rayiha, di fatto rapendola dalla casa paterna in cui è rinchiusa. Cosí, una notte di tempesta, mentre Süleyman aspetta con un furgone in una strada poco lontana, Mevlut e la sua amata si riuniscono. Nulla potrà andare storto ora, nulla potrà piú dividerli, pensa lui. Poi un lampo illumina la scena e rivela il volto di Rayiha: quella non è la ragazza a cui Mevlut ha creduto di scrivere per tutto quel tempo, non è la ragazza di cui si è innamorato a prima vista tre anni prima! Chi ha ingannato Mevlut? E come si comporterà ora il nostro eroe? Questa è la sua storia, caro lettore: la storia di Mevlut Karataþ, venditore di boza (la bevanda, leggermente alcolica, tipica della Turchia), lavoratore indefesso, inguaribile ottimista (qualcuno direbbe ingenuo), sognatore, profondo conoscitore delle strade e dei vicoli di Istanbul. Perché questa è anche la storia di una città e del tempo che l'attraversa, una saga grandiosa e potente degli individui e delle famiglie che lottano, si alleano, si amano e si dividono per trovare il proprio posto nel mondo. Il premio Nobel Orhan Pamuk ha fatto della sua città, Istanbul, il personalissimo teatro in cui mettere in scena l'universale dei destini umani. Con La stranezza che ho nella testa ha saputo scrivere un romanzo rutilante in cui le storie piccole di uomini e donne comuni hanno la forza irresistibile della Storia di tutti.
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E con questo è tutto! Cosa ne pensate dei miei regalucci? Ce n'è qualcuno che vi ispira particolarmente? Di certo ce n'è per tutti i gusti ed io - amando spaziare tra i generi - non potrei essere più felice.