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domenica 8 gennaio 2017

Top Ten 2016



Buongiorno lettori e, anche se in ritardo, buon 2017!!! Rieccomi finalmente con voi dopo una lunghissima pausa non voluta. Sono partita il 27 dicembre in camper per la mia calssica vacanza invernale e, come sempre, ero munita di chiavetta per poter condividere con voi i libri che più ho amato nell'anno appena concluso ma, putrtoppo, una connessione praticamente inesistente me lo ha impedito. Quindi eccomi qui, oggi, a pubblicare la mia personalissima top ten del 2016.
Prima però vorrei fare, come sempre, un piccolo bilancio.
Un anno che per quanto riguarda le letture si è rivelato molto fruttuoso infatti sono riuscita a superare la sfida con me stessa: nel 2015 avevo letto 65 libri per un totale di 22231 mentre nel 2016 sono riuscita a raggiungere 70 libri con 23733 pagine - elenco completo qui.
Per quanto riguarda il blog invece non sono pienamente soddisfatta. Con mio figlio in prima elementare e con l'inizio di una sua impegnativa attività sportiva il mio tempo libero si è notevolmente ridotto quindi ho fatto fatica a stare dietro al blog come avrei voluto perchè arrivando a casa alle otto quattro sere a settimana eccendere il PC mi è diventato un peso. Spero di riuscire a fare meglio quest'anno, magari organizzandomi con anticipo ma, ovviamente, se dovrò dare una priorità la darò alla famiglia. Ringrazio comunque voi, i miei lettori, che nonostante questo avete continuato a crescere e a seguirmi con interesse.
Per il resto boh... è stato un anno strano, che mi ha dato tanto ma mi ha anche tolto tanto; un anno che mi ha fatto capire che a quasi quarant'anni do ancora troppa fiducia al genere umano, alle parole dette che spesso si rivelano fumo, alla finzione che spesso si nasconde dietro a gesti esagerati; un anno che mi ha dato la conferma che i rapporti migliori sono sempre quelli in cui non c'è bisogno di dire nulla perchè bastano la presenza costante - anche se silenziosa - e l'appoggio nei momenti di difficoltà, perchè è troppo semplice essere amici solo nei momenti di gioia. 
Insomma, un anno ricco di novità, positive e negative. Ma ora smetto di tediarvi e vi lascio alla mia personalissima top ten che quest'anno è stata particolarmente impegnativa.

1° POSTO: 

TEMPO ASSASSINO di Michel Bussi

Un autore questo che non conoscevo e quindi una lettura da cui non mi aspettavo nulla ma che è stata una vera rivelzione!!! Un thriller che sa essere anche una storia familiare. Un libro ricco di mistero, con un giallo congegnato con intelligenza e precisione non lasciando nulla al caso. Ho amato tutto di questo libro: lo stile capace di assorbirmi completamente per oltre cinquecento pagine, ho amato i personaggi - sia quelli positivi che quelli volutamente negativi -, ho amato la scelta di non concentrarsi unicamente su mistero ma di darci un quadro completo di vita.
Recensione qui.

Trama: Estate 1989
Corsica, penisola della Revellata, tra mare e montagna. Una strada che segue la costa a precipizio sul mare, un’auto che corre troppo veloce… e sprofonda nel vuoto. Una sola sopravvissuta: Clotilde, quindici anni... I genitori e il fratello sono morti sotto i suoi occhi.

Estate 2016
Clotilde torna per la prima volta nei luoghi dell’incidente, con suo marito e la figlia adolescente, in vacanza, per esorcizzare il passato. Nel posto esatto dove trascorse l’ultima estate assieme ai genitori, riceve una lettera. Una lettera firmata da sua madre. Ma allora è viva?

Tradotto in circa trenta lingue, Michel Bussi è il maestro riconosciuto dell’alchimia tra manipolazione, emozione e suspense. È l’autore francese di noir attualmente più venduto oltralpe. I suoi libri hanno scalato le classifiche mondiali, tra cui anche quella del Times britannico. Le sue trame sono congegni diabolici dove il lettore è invitato a perdersi e ritrovarsi tra miraggi, prospettive ingannevoli e giochi di prestigio. Ma anche tra desiderio di vendetta e sentimenti d’amore.


2° POSTO:

L'OMBRA DELLA MONTAGNA di Gregory David Roberts

Seguito del merviglioso Shantaram, questo libro mi ha stupito! Difficile per un autore ripetere il successo avuto con un best seller ma, per quanto mi riguarda, in questo caso ci è riuscito.
Ho chiuso l'ultima pagina soddisfatta di come l'autore abbia saputo creare una storia per niente banale, non ripetitiva rispetto alla precedente e capace di chiudere quel cerchio rimasto aperto più di dieci anni fa con il suo libro d'esordio.
Ho chiuso l'ultima pagina con la stessa consapevolezza che provai leggendo Shantaram, la consapevolezza che ogni singolo personaggio mi mancherà ancora come fosse la prima volta.
 

Recensione qui.

Trama: Non c’è forse nel mondo lettore di Shantaram, il romanzo d’esordio di Gregory David Roberts, che non abbia partecipato con l’intensità emotiva, che soltanto i grandi libri sono soliti suscitare, alle sorti di Lin, il giovane studioso dell’università di Melbourne che, diventato uno dei «most wanted men» australiani, condannato a 19 anni di carcere per rapina a mano armata, catturato e scappato da un carcere di massima sicurezza, si rifugia a Bombay, dove viene chiamato Shantaram, «uomo della pace di Dio», allestisce un ospedale per i mendicanti e gli indigenti, recita nei film di Bollywood, stringe relazioni pericolose con la mafia indiana, ama perdutamente una donna sfuggente. Salutato al suo apparire come un vero e proprio «capolavoro letterario», capace di conquistare milioni di lettori nel mondo, Shantaram ha ora un seguito che si annuncia come uno degli eventi più importanti della presente stagione letteraria: L’ombra della montagna. Bombay è al centro di una sanguinaria guerra tra le nuove generazioni di mafiosi che si contendono il controllo dei traffici illegali della metropoli. Lin non ha più accanto a sé Kaderbhai, il boss che lo aveva preso sotto la sua ala come un figlio. Si accompagna con la giovane americana Lisa, ma Karla, andata in sposa a un magnate dei media, non cessa di lasciare ferite profonde nel suo cuore. Lin sente che tutto, per lui, è irrimediabilmente perduto, il suo vecchio mondo, il suo grande amore. Che cosa fare, allora, per ritrovare sé stesso? Lin conosce già la risposta: deve smettere di vivere all’ombra della montagna. Smettere di tornare lungo il sentiero da cui è venuto, e decidersi a scalare la montagna degli ostacoli e degli impedimenti che oscurano la sua vita. Solo una volta raggiunta la vetta, Shantaram potrà osservare l’orizzonte in totale liberta e capire chi è diventato, e che cosa gli riserva il futuro.

3° POSTO:

DOCTOR SLEEP di Stephen King

Seguito di Shining, un colosso scritto nel 1977 che rese questo autore famosissimo. Come riuscire, dopo quasi quarant’anni a creare un seguito credibile e all’altezza del precedente romanzo? Se si è il re dell'horror si può, infatti King ha creato una storia convincente, appassionate, collegata a doppia mandata, se non tripla, a quella di Shining.
Ogni cosa al suo posto, ogni catena chiusa e salda, ogni ricordo ripercorso, ogni scheletro del passato affrontato e distrutto. Impossibile, secondo me, rimanere indifferenti e non adorare questo libro
Recensione qui.

Trama: Perseguitato dalle visioni provocate dallo shining, la luccicanza, il dono maledetto con il quale è nato, e dai fantasmi dei vecchi ospiti dell'Overlook Hotel dove ha trascorso un terribile inverno da bambino, Dan ha continuato a vagabondare per decenni. Una disperata vita on the road per liberarsi da un'eredità paterna fatta di alcolismo, violenza e depressione. Oggi, finalmente, è riuscito a mettere radici in una piccola città del New Hampshire, dove ha trovato un gruppo di amici in grado di aiutarlo e un lavoro nell'ospizio in cui quel che resta della sua luccicanza regala agli anziani pazienti l'indispensabile conforto finale. Aiutato da un gatto capace di prevedere il futuro, Torrance diventa Doctor Sleep, il Dottor Sonno. Poi Dan incontra l'evanescente Abra Stone, il cui incredibile dono, la luccicanza più abbagliante di tutti i tempi, riporta in vita i demoni di Dan e lo spinge a ingaggiare una poderosa battaglia per salvare l'esistenza e l'anima della ragazzina. Sulle superstrade d'America, infatti, i membri del Vero Nodo viaggiano in cerca di cibo. Hanno un aspetto inoffensivo: non più giovani, indossano abiti dimessi e sono perennemente in viaggio sui loro camper scassati. Ma come intuisce Dan Torrance, e come imparerà presto a sue spese la piccola Abra, si tratta in realtà di esseri quasi immortali che si nutrono proprio del calore dello shining.


4° POSTO:

DENTRO SOFFIA IL VENTO di Francesca Diotallevi

Questa è una di quelle storie capaci di farmi provare così tante emozioni che quasi mi sembrano troppe.
Ho chiuso l’ultima pagina con una lacrima che mi rigava la guancia, con un senso di vuoto ma anche di appagamento tale che mi lascia quasi perplessa.
Anche questa volta Francesca ha fatto centro. E non parlo solo di una storia orignale, con un’ambientazione unica e ricercata ma parlo anche di una capacità narrativa che cresce ogni opera sempre di più.
Quello che mi lascia sempre affascinata una volta conclusi i libri di Francesca è l’estrema capacità di portare il lettore ovunque lei voglia, sia attraverso i luoghi che attraverso il tempo.
Recensione qui.

Trama: In un avvallamento tra due montagne della Val d’Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile.
Al calare della sera, da una di quelle case, con il volto opportunamente protetto dall’oscurità, qualche «anima pia» esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino.
Come faceva sua madre quand’era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni… Infusi d’erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano «pozioni » approntate da una «strega» che ha venduto l’anima al diavolo. Così, mentre al calare delle ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta, alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano persino di guardarla negli occhi.
Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono perciò l’unica realtà che Fiamma conosce, l’unico luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphaël Rosset se n’è andato.
Era inaspettatamente comparso un giorno al suo cospetto, Raphaël, quando era ancora un bambino sparuto, con una folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di lentiggini sul naso a patata. Le aveva parlato normalmente, come si fa tra ragazzi ed era diventato col tempo il suo migliore e unico amico. Poi, a ventuno anni, in un giorno di sole era partito per la guerra con il sorriso stampato sul volto e la penna di corvo ben lucida sul cappello, e non era più tornato. Ora, ogni sera alla stessa ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco, fino alla fattoria dei Rosset. Prima di scomparire inghiottita dal buio della notte, se ne sta a guardare a lungo la casa dove, in preda ai sensi di colpa per non essere andato lui in guerra, si aggira sconsolato Yann, il fratello zoppo di Raphaël… il fratello che la odia.
Ritornando su un tema caro alla letteratura di ogni tempo – l’amore che dissolve il rapporto tra una comunità e il suo capro espiatorio – Francesca Diotallevi costruisce un romanzo che sorprende per la maturità della scrittura e la solidità della trama, un’opera che annuncia un nuovo talento della narrativa italiana.


5° POSTO:

LA TRISTEZZA HA IL SONNO LEGGERO di Lorenzo Marone

Questo libro mi ha ricordato una commedia alla Totò e Peppino in una Napoli che fa da contorno – ma anche da protagonista – dove il primo attore è uno – Erri - ma sono anche tanti, tenuti insieme da una sceneggiatura perfetta, in cui l’autore spazia dal presente al passato senza mai perdere il filo del discorso, senza mai lasciare che il lettore si distragga. Il sipario si apre già alla prima pagina, con una faro puntato su questa grande famiglia allargata, tanto strana, difficile, imperfetta, bugiarda, piena di casini ma pur sempre famiglia. Quelle famiglie tanto poco mulino bianco che, io l’ho sempre detto, per me non esistono; quelle famiglie sgangherate che riescono, pur con i loro giganteschi casini e difetti, ad andare avanti, giorno per giorno.
Leggendo questo libro ho provato un’infinità di emozioni differenti, dovute al taglio sì riflessivo che Lorenzo ha dato alla storia ma anche a quegli sprazzi divertenti, siparietti simbolo della nostra Italia, delle nostre famiglie numerose, di quel sud da cui quasi tutti, alla vicina o alla lontana ormai proveniamo.
Recensione qui.

Trama: Erri Gargiulo ha due padri, una madre e mezzo e svariati fratelli. È uno di quei figli cresciuti un po’ qua e un po’ là, in bilico tra due famiglie e ancora in cerca di se stesso. Sulla soglia dei quarant’anni è un uomo fragile e ironico, arguto ma incapace di scegliere e di imporsi, così trattenuto che nella sua vita, attraversata in punta di piedi, Erri non esprime mai le sue emozioni ma le ricaccia nel¬lo stomaco, somatizzando tutto.
Finché un giorno la moglie Matilde, con cui ha cer¬cato per anni di avere un bambino, lo lascia.
Da quel momento Erri non avrà più scuse per rimandare l’appuntamento con il suo destino.
Circondato da un carosello di personaggi mai banali, Erri deciderà di affrontare, una per una, le piccole e grandi sfide a cui si è sempre sottratto. Imparerà così che per essere felici dobbiamo essere pronti a liberarci del nostro passato, capire che noi non siamo quello che abbiamo vissuto e che, se non vogliamo vivere una vita che non ci appartiene, a volte è indispensabile ribel¬larci. Anche a chi ci ama.
Sarà pronto, ora, a prendere la decisio¬ne più difficile della sua esistenza?

6° POSTO:

SCRIVERE È UN MESTIERE PERICOLOSO di Alice Basso

Seguito del libro L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome. Se già Alice con il primo romanzo era stata superba nel raccontare le vicissitudini della nostra ghostwriter dark, paladina degli scrittori incapaci o in blocco, in questo secondo capitolo si è veramente superata.
In questo nuovo lavoro ho ritrovato la scrittura divertente ed ironica ma anche molto colta che mi aveva colpito nel libro d'esordio. Se nel primo libro Alice Basso faceva sfoggio di un'ampia conoscenza di letteratura americana, in questo cita moltissimi libri gialli facendo venire voglia di leggerli tutti. Ed è proprio la parte del mistero da scoprire - quel tocco di giallo che già era stato accennato nel primo libro - che in questo secondo volume mi è sembrata più completa, meno affrettata, più intricata ed interessante. 
Recensione qui.

Trama: Un gesto, una parola, un'espressione del viso. A Vani bastano piccoli particolari per capire una persona, per comprenderne il modo di pensare. Una dote speciale di cui farebbe volentieri a meno. Perché Vani sta bene solo con sé stessa, tenendo gli altri alla larga. Ama solo i suoi libri, la sua musica e i suoi vestiti inesorabilmente neri. Eppure, questa innata empatia è essenziale per il suo lavoro: Vani è una ghostwriter di una famosa casa editrice. Un mestiere che la costringe a rimanere nell'ombra. Scrive libri al posto di altri autori, imitando alla perfezione il loro stile. Questa volta deve creare un ricettario dalle memorie di un'anziana cuoca. Un'impresa più ardua del solito, quasi impossibile, perché Vani non sa un accidente di cucina, non ha mai preso in mano una padella e non ha la più pallida idea di cosa significhino termini come scalogno o topinambur. C'è una sola persona che può aiutarla: il commissario Berganza, una vecchia conoscenza con la passione per la cucina. Lui sa che Vani parla solo la lingua dei libri. Quella di Simenon, di Vázquez Montalbán, di Rex Stout e dei loro protagonisti amanti del buon cibo. E, tra un riferimento letterario e l'altro, le loro strambe lezioni diventano di giorno in giorno più intriganti. Ma la mente di Vani non è del tutto libera: che le piaccia o no, Riccardo, l'affascinante autore con cui ha avuto una rocambolesca relazione, continua a ripiombarle tra i piedi. Per fortuna una rivelazione inaspettata reclama la sua attenzione: la cuoca di cui sta raccogliendo le memorie confessa un delitto. Un delitto avvenuto anni prima in una delle famiglie più in vista di Torino. Berganza abbandona i fornelli per indagare e ha bisogno di Vani. Ha bisogno del suo dono che le permette di osservare le persone e scoprirne i segreti più nascosti.
Eppure la strada che porta alla verità è lunga e tortuosa. A volte la vita assomiglia a un giallo. È piena di falsi indizi. Solo l'intuito di Vani può smascherarli.
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome è stato uno degli esordi più amati dai lettori e dalla stampa più autorevole. Lo stile unico e la forza narrativa di Alice Basso hanno conquistato tutti. Come la sua esilarante protagonista, Vani, che torna con un nuovo libro da scrivere, un nuovo caso da risolvere e un nuovo inaspettato nodo sentimentale da sciogliere.

7° POSTO:

FLAWED - GLI IMPERFETTI di Cecelia Ahern

Un libro che mi ha conquistata anche se fuori dai canoni delle mie solite letture.
Uno young adult distopico da cui non emerge assolutamente una semplificazione dello stile o della trama, ma che risulta essere adatto ad ogni età, anche per chi, come me, legge pochissimo questo tipo di libri.
Un esperimento riuscito quello dell’autrice, conosciuta normalmente per i suoi lavori un po' più romance, che ha saputo mettersi alla prova con un genere nuovo, dimostrando ancora una volta di essere una bravissima narratrice ed anche una grande inventrice di storie. Adoro quando una scrittrice evolve senza paura, quando nonostante sia famossissima prova a buttarsi in qualcosa di nuovo, senza avere il timore che i suoi lettori affezionati le voltino le spalle.
Recensione qui.

Trama: In un futuro non molto lontano, il giudice ​Crevan conduce una spietata guerra contro l’immoralità.
È lui e lui solo a decidere chi è un cittadino modello, e chi invece è un “imperfetto”, un essere Fallato da marchiare a ​ ​ fuoco con una ​F sulla pelle e da allontanare dalla società civile. 
Celestine ha diciassette anni e non ha mai avuto dubbi sul suo ruolo nel mondo: è una figlia perfetta, una studentessa perfetta, ed è anche una fidanzata perfetta. La fidanzata di Art, il figlio del giudice Crevan. Ma un giorno tutto cambia. Celestine vede un Fallato in fin di vita e sente di doverlo aiutare. D’un tratto tutto ciò che ha sempre ritenuto giusto non lo è più. Perché la compassione è più forte. Più forte della legge e delle rigide regole del giudice Crevan. Celestine decide quindi di aiutare il pover’uomo e quella decisione cambia la sua vita in un attimo.
Allontanata dalla famiglia, arrestata e umiliata, la ragazza viene ​ ​ trascinata in processo davanti a Crevan. E proprio lui, incurante delle suppliche di Art, la condanna a essere marchiata a fuoco come Fallata. Sarà durante il processo che la strada di Celestine incrocerà quella di Carrick Vane, un Fallato misterioso e affascinante: l’unico amico su cui d’ora in poi Celestine potrà contare.

8° POSTO:

LO STRANO VIAGGIO DI UN OGGETTO SMARRITO di Salvatore Basile

Che tenerezza questo libro. Mi ha conquistato con il suo intercedere lento e malinconico. Un viaggio fisico alla ricerca di una madre scomparsa ma anche un viaggio interiore alla ricerca di se stessi, dei propri sentimenti, del proprio animo. L’autore è stato bravissimo ad imprimere sulla storia quella sensazione di vuoto e di mancanza; una sensazione che non mi ha mai abbondata, durante tutta la lettura e che alla fine mi è mancata, lasciandomi orfana di una tensione emotiva che mi ha colpito più di quanto mi abbiano colpito le parole. E quando un libro mi arriva così non posso che adorarlo, consigliarlo, regalarlo!
Recensione qui.

Trama: Il mare è agitato e le bandiere rosse sventolano sulla spiaggia. Il piccolo Michele ha corso a perdifiato per tornare presto a casa dopo la scuola, ma quando apre la porta della sua casa nella piccola stazione di Miniera di Mare, trova sua madre di fronte a una valigia aperta. Fra le mani tiene il diario segreto di Michele, un quaderno rosso con la copertina un po’ ammaccata. Con gli occhi pieni di tristezza la donna chiede a suo figlio di poter tenere quel diario. Lo ripone nella valigia, promettendo di restituirlo. Poi, sale sul treno in partenza dalla banchina. Sono passati vent’anni da allora. Michele vive ancora nella piccola casa dentro la stazione ferroviaria. Addosso, la divisa di capostazione di suo padre. Negli occhi, una tristezza assoluta, profonda e lontana. Perché sua madre non è mai più tornata. Michele vuole stare solo, con l’unica compagnia degli oggetti smarriti che vengono trovati ogni giorno nell’unico treno che passa da Miniera di Mare. Perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano. Finché un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, incastrato tra due sedili, Michele ritrova il suo diario. Non sa come sia possibile, ma Michele sente che è sua madre che l’ha lasciato lì. Per lui. E c’è solo una persona che può aiutarlo: Elena, una ragazza folle e imprevedibile come la vita, che lo spinge a salire su quel treno e ad andare a cercare la verità. E, forse, anche una cura per il suo cuore smarrito. Salvatore Basile ci regala una favola piena di magia, emozione e speranza. Una nuova voce italiana indimenticabile, che disegna un sorriso sul nostro cuore.

9° POSTO:


SARO' COME MI VUOI di Greta Simeone

Un libro che ha saputo stupirmi perchè in questa lettura c’è ironia, freschezza, sagacia, cultura cinematografica oltre che una storia d’amore divertente, coinvolgente e anche un po’ improbabile. La protagonista di questo libro mi ha ammaliato sin dalle prime righe. Gina: anonima, triste, sciatta, pessimista ed anche un po’ sfigata. Un brutto anatroccolo perso in questo immenso stagno che è la vita. Uno stagno in cui ogni giorno vede sfilare davanti a se dei meravigliosi cigni che lei non può far altro che invidiare. Ma, per fortuna, a volte la vita fa un po’ da se, ed uno scossone lo regala anche a chi come Gina non è di certo incline a svoltare la propria esistenza. Lo stile dell’autrice è impeccabile, divertente al punto giusto, ma anche capace di acquisire toni più seri in alcuni punti o più sensuali in altri. Una capacità di parlare di sesso e di mostrarcene anche alcune scene in modo mai volgare ma, anzi, raccontandole in modo piacevole e convincente.
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Trama: A Gina sta andando tutto storto: sola da un po’, ora ha anche perso il lavoro. Risponde ad annunci di tutti i tipi, per paura di dover rinunciare alla propria casa e tornare a vivere dai suoi, che sono freddi come l’inverno, anche se ormai si è convinta che non l’assumerà nessuno. Troppa la concorrenza, con la crisi che c’è, e lei non brilla in niente. Una sera però arriva, a sorpresa, una telefonata. A chiamarla è Paolo, socio in una catena di sexy shop, che cerca una venditrice a domicilio, e con cui aveva avuto un colloquio poche ore prima. Lei era certa di aver fatto una pessima figura, ma secondo Paolo ha le carte in regola per riuscire.
Però … però dovrà rifarsi il look, acquisire le giuste competenze, seguire tutte le sue indicazioni, affidarsi a lui senza remore: è disponibile?
Gina accetta con riluttanza l’unica proposta ricevuta. Presto, inaspettatamente, le si aprirà un mondo nuovo: sotto la guida di Paolo imparerà molto su se stessa e sulle sue capacità. Troverà l’amore, perderà le sue inibizioni. Fino a quando ogni sua certezza sarà spazzata via da una terribile scoperta.

10° POSTO:

L'ARMONIA SEGRETA di Geraldine Brooks

Un romanzo storico, ricostruzione della vita del re David d'Israele
Quello che spicca maggiormente – oltre ovviamente ad una caratterizzazione storica perfetta – sono i personaggi, resi in modo perfetto sia a livello fisico che emotivo. Un intreccio di vite che costituiscono l’elemento principale di questo libro.
Uno stile chiaro, diretto, capace di non appesantire la storia dandone una visione troppo storica, pur lasciando che questo tratto emerga ed anche in modo molto approfondito. Insomma un mix tra nozioni storiche necessarie ad inquadrare il periodo, le condizioni di vita, le abitudini dei protagonisti ed una parte narrativa più leggera ed intrigante, capace di far appassionare il lettore.
Recensione qui.

Trama: È l’alba di una calda estate del X secolo a.C. quando il piccolo Natan è destato dal sonno da grida atroci, provenienti da ogni parte del villaggio lungo le rive del Mar Rosso, dove da tempo immemorabile la sua famiglia esercita il mestiere di vignaioli. Si precipita fuori casa, e la scena che si apre davanti ai suoi occhi è raccapricciante. Suo padre e suo zio giacciono in un lago di sangue, e davanti ai suoi occhi, la daga ancora stretta nella mano, si erge l’assassino: David, il figlio di Yshay di Bet Lehem.
Accampato nei pressi del villaggio, chiedeva da qualche giorno una decina di otri di vino e qualche sacco di datteri per sé e i suoi uomini e, dinanzi al rifiuto del padre di Natan, è penetrato furtivamente di notte tra le case per vendicarsi.
Col volto rigato di lacrime, Natan fissa negli occhi quel giovane uomo noto nell’intero Israel per il suo coraggio, la sua audacia e il suo talento nel trarre le armonie più segrete dall’arpa che tiene sempre con sé. Da ragazzo, a Emeq Elah, ha messo in fuga i Filistei, uccidendo con un colpo di fionda ben assestato il gigante Golyat. Valente guerriero, è stato a capo di tutte le armate di re Shaul, finché un giorno il re, accecato dalla gelosia, gli ha scagliato contro una lancia, e lo ha costretto alla fuga e a una vita da brigante e predatore di villaggi indifesi.
Natan dovrebbe esplodere d’ira e di rabbia, ma, mentre una strana calma si impadronisce di lui, comincia a proferire delle parole che non riesce a sentire, ma che turbano profondamente David e i suoi compagni. Parole dettate da una Voce che parla attraverso la sua bocca. Parole che annunciano una grande profezia: il figlio di Yshay di Bet Lehem, il guerriero divenuto brigante per volontà di Shaul, sarà incoronato re di Yehudah, farà un solo popolo delle tribù del Nome, fonderà il regno imperituro di Israel. E lui, Natan, piccolo pastore e vignaiolo del Mar Rosso, sarà il suo profeta.

Ecco qui, ogni volta sempre più difficile, perchè creare una classifica in cui rientrino generi così differenti mi mette a dura prova. Ovviamente il pensiero è personalissimo ed è condizionato dal ricordo che, dopo un anno di letture, mi rimane di determinati libri. Purtroppo 10 posti sono pochissimi e rimangono fuori dalla classifica libri che ho comunque amato molto.
E voi? Avete fatto una classifica? Siete soddisfatti dei libri letti lo scorso anno?
Io quest'anno proverò a superare ancora me stessa ma chissà, l'anno è ancora lungo!

mercoledì 9 novembre 2016

Recensione #156 - L'armonia segreta di Geraldine Brooks


Buongiorno lettori, oggi vi lascio la recensione di un libro di cui – se mi seguite assiduamente – avrete sicuramente sentito parlare; si tratta di L’armonia segreta di Geraldine Brooks, edito da Neri Pozza, pag. 304 che è stato protagonista di un blogtour proprio qui sul blog qualche settimana fa.
 
Sinossi: È l’alba di una calda estate del X secolo a.C. quando il piccolo Natan è destato dal sonno da grida atroci, provenienti da ogni parte del villaggio lungo le rive del Mar Rosso, dove da tempo immemorabile la sua famiglia esercita il mestiere di vignaioli. Si precipita fuori casa, e la scena che si apre davanti ai suoi occhi è raccapricciante. Suo padre e suo zio giacciono in un lago di sangue, e davanti ai suoi occhi, la daga ancora stretta nella mano, si erge l’assassino: David, il figlio di Yshay di Bet Lehem.
Accampato nei pressi del villaggio, chiedeva da qualche giorno una decina di otri di vino e qualche sacco di datteri per sé e i suoi uomini e, dinanzi al rifiuto del padre di Natan, è penetrato furtivamente di notte tra le case per vendicarsi.
Col volto rigato di lacrime, Natan fissa negli occhi quel giovane uomo noto nell’intero Israel per il suo coraggio, la sua audacia e il suo talento nel trarre le armonie più segrete dall’arpa che tiene sempre con sé. Da ragazzo, a Emeq Elah, ha messo in fuga i Filistei, uccidendo con un colpo di fionda ben assestato il gigante Golyat. Valente guerriero, è stato a capo di tutte le armate di re Shaul, finché un giorno il re, accecato dalla gelosia, gli ha scagliato contro una lancia, e lo ha costretto alla fuga e a una vita da brigante e predatore di villaggi indifesi.
Natan dovrebbe esplodere d’ira e di rabbia, ma, mentre una strana calma si impadronisce di lui, comincia a proferire delle parole che non riesce a sentire, ma che turbano profondamente David e i suoi compagni. Parole dettate da una Voce che parla attraverso la sua bocca. Parole che annunciano una grande profezia: il figlio di Yshay di Bet Lehem, il guerriero divenuto brigante per volontà di Shaul, sarà incoronato re di Yehudah, farà un solo popolo delle tribù del Nome, fonderà il regno imperituro di Israel. E lui, Natan, piccolo pastore e vignaiolo del Mar Rosso, sarà il suo profeta.


Da eroe a brigante, da re amato a despota, tutti i volti di re David emergono in questo libro, in cui l’autrice di Annus mirabilis ripercorre l’appassionante storia di un uomo che oscilla tra verità e leggenda, creando un magnifico romanzo d’avventura e, insieme, una magistrale epopea sulla fede, il desiderio, l’ambizione, l’amore e il tradimento.


Un libro che ho letto con slancio perché la trama mi intrigava come mi affascinava il pensiero di conoscere attraverso un romanzo la storia di un grande Re.
In questo caso il protagonista assoluto è Re David d’Israele ma questo libro non sarebbe nulla senza gli importantissimi e necessari personaggi che popolarono la sua vita a cui l’autrice ha saputo dare voce in maniera magistrale.
Il narratore della storia è Natan, profeta del Re, che chiede il permesso al sovrano di raccontare la sua storia; lui acconsente sottraendosi però alle domande di Natan e comandandogli di andare a parlare direttamente con i protagonisti. È così che Natan parte per un viaggio fisico e mentale, incontrando anche persone che mai aveva avuto modo di conoscere – come la madre ed il fratello di David – e ci racconta questa storia, da quando un giovane sovrano si recò a saccheggiare il suo villaggio privandolo del padre e sancendo un legame che durò una vita intera, fino alla vecchiaia di quel re tanto chiacchierato.
Quello che spicca maggiormente – oltre ovviamente ad una caratterizzazione storica perfetta – sono i personaggi, resi in modo perfetto sia a livello fisico che emotivo. Un intreccio di vite che costituiscono l’elemento principale di questo libro. La Brooks sceglie infatti di raccontare la parte più intima di David, quella meno istituzionale e più privata, facendo emergere il rapporto con le sue mogli, con i suoi figli, con il suo popolo, con il suo profeta pur non mancando di raccontare i punti salienti di un regno in costituzione.
Ma non pensiate che emergano unicamente i pregi del Re anzi, a fianco del David bellissimo, attaccato ai propri figli, grande condottiero, amante della musica emerge il lato lussurioso del sovrano, quello vendicativo, quello capace di prendere una donna con la forza, metterla incinta ed ucciderne il marito per evitare che il misfatto si scopra; insomma un racconto a trecentosessanta gradi che porta il lettore nei meandri più profondi di un regno, da quelli più felici a quelli più sanguinosi.
Non conoscevo l’autrice, se non di fama; devo ammettere che avevo un po’ di paura ad approcciarmi ad un premio Pulitzer perché ho sempre il terrore di ritrovarmi incastrata in stili troppo ricercati, invece in questo libro ho trovato uno stile chiaro, diretto, capace di non appesantire la storia dandone una visione troppo storica, pur lasciando che questo tratto emerga ed anche in modo molto approfondito. Insomma un mix tra nozioni storiche necessarie ad inquadrare il periodo, le condizioni di vita, le abitudini dei protagonisti ed una parte narrativa più leggera ed intrigante, capace di far appassionare il lettore. Ho studiato al Liceo Artistico e di David, che ho visto rappresentato mille volte ed in tutte le salse, fino ad oggi non conoscevo praticamente nulla; ora mi chiedo perché non si approfitti nelle scuole di opere come queste – ce ne sono a bizzeffe – per appassionare maggiormente gli studenti, per farli entrare nel personaggio senza limitarsi a mostrare e descrivere dipinti e statue come una lista della spesa. Se mi avessero raccontato il suo amore per la musica, per il canto e per l’arpa, forse avrei avuto meno difficoltà a ricordarlo rappresentato con questo strumento tra le mani… Insomma, tanto tempo sprecato ad imparare praticamente a memoria colori, pose, influenze artistiche senza mai arrivare a capire fino in fondo il soggetto rappresentato. Consiglio questo libro agli amanti dei romanzi storici senza riserve!!!

 VOTO: 



lunedì 10 ottobre 2016

Blogtour: L'armonia segreta di Geraldine Brooks - Tappa 1 - Presentazione e incipit

Buongiorno lettori, è con estremo orgoglio che ospito oggi la prima tappa del blogtour dedicato al libro L’armonia segreta di Geraldine Brooks edito da Neri Pozza, un libro che porta alla luce il personaggio di Re David mostrandone il lato umano più che quello istituzionale, normalmente raccontato.
Non conoscevo in modo particolareggiato il personaggio protagonista di questa storia ma, grazie a questo libro, ne sono rimasta affascinata.
Quando l’ufficio stampa Neri Pozza mi ha proposto questo blogtour ho accettato subito con slancio, perché questa è una di quelle letture che mi affascinano per la scelta di creare un romanzo partendo da un personaggio realmente esistito.
In questo caso si parla di David, Re d’Israele, da tutti conosciuto in quanto spessissimo raffigurato attraverso opere d’arte famosissime (ne troverete anche due post dedicati). Ma quanti conoscono la storia di questo Re? Io ho studiato arte, ho infatti frequentato il Liceo Artistico, ma mai nessuno si è preoccupato di farmi andare oltre, facendomi capire chi fosse veramente quell’adone riccioluto che spesso veniva raffigurato dagli artisti che ero costretta a studiare. Con questo libro la Brooks me lo ha fatto conoscere ed amare anche per le sue debolezze; l’autrice fa infatti emergere il lato “casalingo” del Re, la sua storia tormentata, il suo amore per la musica ed il suo rapporto con le mogli e i figli. Se amate questo genere di libri non potrete rimanerne delusi.


Ma andiamo con ordine.
Il blogtour sarà ospitato da nove blog, secondo questo calendario:

Tappa 1 Un libro per amico – Presentazione e incipit - 10 ottobre 2016
Tappa 2Desperate Bookswife – Intervista a Geraldine Brooks - 11 ottobre 2016
Tappa 3Last Century Girl - I personaggi - 12 ottobre 2016
Tappa 4Un profondo oceano di libri - Le mogli di David - 13 ottobre 2016
Tappa 5 Every Book Has its story - David nell’arte 1 - 14 ottobre 2016
Tappa 6MemoriaRem - David nell’arte 2  - 17 ottobre 2016
Tappa 7 Books in Kensington Gardens- Estratti - 18 ottobre 2016
Tappa 8 The bookworm - Recensione - 19 ottobre 2016
Tappa 9La casa del del gioco perduto - Estrazione vincitore - 21 ottobre 2016

Ogni blog affronterà un tema legato al libro, all’autrice o al personaggio di David. Alla fine dell’iniziativa uno di voi potrà ricevere una copia cartacea autografata del libro, messa gentilmente a disposizione da Neri Pozza.

Regole per partecipare:
  • Commentare questo post indicando il vostro interesse a partecipare e la vostra mail per contattarvi in caso di vincita;
  • Unirsi ai lettori fissi di tutti i blog che partecipano all’iniziativa;
  • Cliccare Mi piace alla pagina Facebook della Casa Editrice Neri Pozza;
  • Commentare tutte le tappe del blogtour.
Il vincitore sarà estratto tramite il sito random.org tra tutti quelli che avranno seguito correttamente le regole.
Ma ora passiamo alla parte più interessante: il libro!!!

Titolo: L'armonia segreta
Autrice: Geraldine Brooks
Pag: 304
Casa editrice: Neri Pozza


Trama: È l’alba di una calda estate del X secolo a.C. quando il piccolo Natan è destato dal sonno da grida atroci, provenienti da ogni parte del villaggio lungo le rive del Mar Rosso, dove da tempo immemorabile la sua famiglia esercita il mestiere di vignaioli. Si precipita fuori casa, e la scena che si apre davanti ai suoi occhi è raccapricciante. Suo padre e suo zio giacciono in un lago di sangue, e davanti ai suoi occhi, la daga ancora stretta nella mano, si erge l’assassino: David, il figlio di Yshay di Bet Lehem.
Accampato nei pressi del villaggio, chiedeva da qualche giorno una decina di otri di vino e qualche sacco di datteri per sé e i suoi uomini e, dinanzi al rifiuto del padre di Natan, è penetrato furtivamente di notte tra le case per vendicarsi.
Col volto rigato di lacrime, Natan fissa negli occhi quel giovane uomo noto nell’intero Israel per il suo coraggio, la sua audacia e il suo talento nel trarre le armonie più segrete dall’arpa che tiene sempre con sé. Da ragazzo, a Emeq Elah, ha messo in fuga i Filistei, uccidendo con un colpo di fionda ben assestato il gigante Golyat. Valente guerriero, è stato a capo di tutte le armate di re Shaul, finché un giorno il re, accecato dalla gelosia, gli ha scagliato contro una lancia, e lo ha costretto alla fuga e a una vita da brigante e predatore di villaggi indifesi.
Natan dovrebbe esplodere d’ira e di rabbia, ma, mentre una strana calma si impadronisce di lui, comincia a proferire delle parole che non riesce a sentire, ma che turbano profondamente David e i suoi compagni. Parole dettate da una Voce che parla attraverso la sua bocca. Parole che annunciano una grande profezia: il figlio di Yshay di Bet Lehem, il guerriero divenuto brigante per volontà di Shaul, sarà incoronato re di Yehudah, farà un solo popolo delle tribù del Nome, fonderà il regno imperituro di Israel. E lui, Natan, piccolo pastore e vignaiolo del Mar Rosso, sarà il suo profeta.

Da eroe a brigante, da re amato a despota, tutti i volti di re David emergono in questo libro, in cui l’autrice di Annus mirabilis ripercorre l’appassionante storia di un uomo che oscilla tra verità e leggenda, creando un magnifico romanzo d’avventura e, insieme, una magistrale epopea sulla fede, il desiderio, l’ambizione, l’amore e il tradimento.

Ed ecco l’incipit:
C'era un fiore di mandorlo, ieri. Aveva dischiuso i petali chiari sul ramo che sale ritorto fin sul mio davanzale. Stamane il fiore non c'è più: è neve il chiarore sul ramo. Il primo tepore è spesso ingannevole su queste colline.
Il mio corpo è ritorto come quella fronda. Il freddo mi morde le ossa. So che il raccolto di quest'anno sarà l'ultimo che vedrò. Spero solo di godere ancora una volta i frutti dell'estate, la carezza del sole sulla schiena, i fichi maturi appena colti, il dolce nettare che cola fra le mie dita indolenzite. Sono affezionato a questa semplice dimora fra gli alberi. Ho posato il capo ovunque, sulle pelli di pecora degli accampamenti, sotto i neri tendoni di pelo di capra, sulla pietra fredda delle caverne e sulle lenzuola profumate dei palazzi. Ma solo qui mi sono sentito a casa mia.
È Natan che parla,  profeta di Re David, suo compagno in molte battaglie nonché fedele amico. Sa di essere quasi alla fine della propria vita e tira le somme di quello che è stato l'esistenza in fianco al Re. Sarà proprio Natan che per tutto il libro ci farà da narratore accompagnandoci attraverso la storia di David, raccontandoci il proprio punto di vista, le proprie rinunce e mettendoci a parte delle sue visioni. Già da queste poche righe dell’incipit si può notare l’estrema capacità narrativa dell’autrice nel descrivere l'ambientazione da cui Natan ci parla.
Per oggi è tutto, domani vi aspetta Marina che viene ospitata dal blog Desperate Bookswife con l’intervista a Geraldine Brooks.