martedì 29 giugno 2021

Recensione #399 - Come inciampare nel principe azzurro di Anna Premoli

Buongiorno lettori, eccomi anche oggi con una nuova recensione. Si tratta di quella di Come inciampare nel principe azzurro di Anna Premoli, edito da Newton Compton editori, pag. 318.



Trama:
 Quale ragazza non sogna di sfondare nel proprio lavoro sfruttando la possibilità di trascorrere un anno all’estero? È proprio questa la grande opportunità che un giorno si presenta a Maddison: ma l’inaspettata promozione arriva sotto forma di un trasferimento dall’altra parte del mondo, in Corea del Sud! Maddison, però, è solo all’apparenza una donna in carriera. In realtà è molto meno motivata delle sue colleghe e per nulla attratta dall’idea di stravolgere la sua vita. Come è possibile che abbiano pensato proprio a lei, che del defilarsi ha fatto da sempre un’arte, che ha il terrore delle novità e di mettersi alla prova? Una volta arrivata in Corea, il suo capo, occhi a mandorla e passaporto americano, non le rende affatto facile adattarsi al nuovo ambiente. Catapultata in un mondo inizialmente ostile, di cui non conosce nulla, di cui detesta le abitudini alimentari e non solo, Maddison si vedrà costretta a tirar fuori le unghie e a crescere una volta per tutte. E non è detto che sulla sua strada non si trovi a inciampare in qualcosa di bello e del tutto imprevisto!


Dopo Zazie nel metrò, volevo qualcosa di semplice e leggero, che potesse farmi trascorrere qualche ore leggendo solo per il piacere di farlo, senza la necessità di scoprire messaggi nascosti o stili particolari. Ho quindi optato - su consiglio della cara Ines - per questo libro di Anna Premoli, autrice che volevo leggere da tempo e che speravo facesse al caso mio. Come è andata? Ve lo spiego subito...

lunedì 28 giugno 2021

Recensione #398 - Zazie nel Metrò di Raymond Queneau

Buongiorno lettori, fine mese si avvicina ed è tempo di recuperare parte delle recensioni arretrate. Oggi vi parlo di  Zazie nel Metrò di Raymond Queneau, edito da Einaudi, pag. 194.

Per prim cosa mi scuso per la foto un po' fai da te, ma ho restituito il libro cartaceo a chi me lo ha prestato, prima di fare la foto. Quando dico che la vecchiaia avanza...



Trama:
 Zazie, una ragazzina ribelle e insolente, arriva nella Parigi degli anni '50 dalla provincia. Il suo sogno è vedere il metró; ma se uno sciopero glielo impedisce, nessuno può trattenerla dal salire su quella giostra vorticosa che per lei diviene Parigi. Fugge disinvolta dall'olezzo dello zio, ballerino travestito, per incontrare, grazie alla sua vitalità straripante, una galleria eterogenea di personaggi: un conducente di taxi, diabolici flic, la dolce Marceline, una vedova consolabile, un calzolaio malinconico e un querulo pappagallo.


Se mi seguite, lo sapete, amo organizzare sfide di lettura ma amo anche parteciparvi e quest'anno con Baba Desperate Bookswife, e Ombretta Ombre di carta oltre ad averla organizzato abbiamo deciso di parteciparvi, divise in squadre con le nostre ciurme.
Come mai ho letto questo libro? Perché questo mese per la sfida mi serviva un autore il cui cognome cominciasse con la Q e siccome mi veniva in mente solo Rebecca Quasi, che non avevo voglia di leggere, mi è stato consigliato questo e mi è sembrato che potesse fare al caso mio.
Per carità, il suo dovere lo ha fatto, ho letto un libro con autore con la Q quindi potrò tranquillamente finire il mese in bellezza con le mie recensioni ma per il resto devo dire che non è stata una grande esperienza.

venerdì 25 giugno 2021

Letture con Marina #140 - Recensione de L'imbrogliona e il mago che la mise nel sacco di Miss Black

Buongiorno lettori, è venerdì quindi torna il consueto appuntamento con Marina e una delle sue recensioni. Buon week end!


Dopo averlo letto, me lo immagino così: una scanzonata graphic novel, sullo stile di “Valentina”, o forse più tipo gli “ero manga” o gli “hentai” giapponesi…



Ti
tolo: L'imbrogliona e il mago che la mise nel sacco
Autore: Miss black
Casa editrice: StreetLib Write, 2016
Pagine: 139

Trama: Darien Ashtiaend è un mago leggendario: le sue imprese vengono raccontate attorno al fuoco, le sue magie hanno stupito il mondo. Si mormora che abbia scoperto la formula dell’eterna giovinezza e dell’infinita ricchezza... insomma, è la vittima ideale per Lesdra Lawerban, detta Les. Les è una truffatrice. In teoria sarebbe una maga, ma non ha mai potuto permettersi un maestro decente, anche perché i maghi sono tutti dei vecchi porci e nessuna allieva giovane e carina può illudersi di fare l’apprendistato “gratis”. Ora Les ha messo a punto un piano difficile e avventato per introdursi nella torre al confine delle terre fatate di Darien, per sedurlo e per portargli via tutto. È un piano davvero complicatissimo e Darien è smaliziato, pericoloso e anche un po’ bastardo... come potrebbe non funzionare? C’è un unico problema: Darien si accorge subito delle intenzioni di Les, le trova divertenti e si spinge fino a darle consigli su come raggirarlo meglio. Non è così che una vittima dovrebbe comportarsi. E i suoi suggerimenti su come venire sedotto sono... piuttosto immorali.
 

RECENSIONE:   

giovedì 24 giugno 2021

Lettori intorno al mondo - Sud America: vi porto in Brasile, nella Foresta Amazzonica

 


Buongiorno lettori, torna la rubrica dei viaggi. Questo mese vi portiamo in Sud America. Dopo Nadia che vi ha portato in Argentina - post cliccando qui -Viviana che vi ha portato nella Foresta Amazzonica Ecuatoriana - post qui - Marina in Bolivia - qui - e Baba nelle favelas brasiliane - qui - oggi tocca a me e vi porto a fare un viaggio un po' avventuroso, non adatto per chi è abituato ai resort a cinque stelle. Perché? Perché vi porto in mezzo agli insetti e la natura incontaminata - e a volte pericolosa - della Foresta Amazzonica brasiliana. Quindi preparate scarpe comode perché si parte.

Per questo viaggio ho preso spunto dal libro di James Rollins, Amazzonia.

Troverete nel post delle parti in corsivo rosso, che sono citazioni prese dal libro.

Prima di entrare nel vivo del viaggio concedetemi qualche parola per inquadrare la nostra meta.

La FORESTA AMAZZONICA ricopre la maggior parte del nord ovest del Brasile, è la più grande foresta pluviale del pianeta ed è famosa per la sua biodiversità.



PRIMA TAPPA: villaggio missionario


Un insieme eterogenero di capanne dai tetti di foglie di palma e di case di legno s'estendeva su un'area di terreno strappata alla giungla. [...] Alcune case erano su palafitte, com'era consuetudine per gli indios Apalai, mentre altre, costruite con fango e foglie di palma, erano le case tipiche delle tribù Waiwai e Tirios. Ma il numero maggiore degli abitanti della missione era costituito dagli Yanomamo, la cui presenza era indicata dalla loro casa comune circolare.
Fonte:  https://www.survival.it


Fonte:  https://www.survival.it
Gli Yanomami sono una delle più numerose tribù del Sud America a vivere in relativo isolamento.
In Brasile, il territorio yanomami ha un’estensione pari al doppio della Svizzera (oltre 9,6 milioni di ettari).
Le comunità Yanomami vivono nello yano, una grande casa comune capace di ospitare fino a 400 persone.
Lo yano, detto anche sciabono, ha la forma di un grande anello. Al centro c’è un ampio spazio aperto destinato alle danze, alle cerimonie e ai giochi; la circonferenza, invece, è coperta, ed è lì che le famiglie si riuniscono, ciascuna attorno al suo focolare. Di notte le amache si dispongono attorno al fuoco per scaldare e delimitare lo spazio di ogni famiglia. 
Gli Yanomami hanno un’immensa conoscenza delle piante e ne usano circa 500 tipi differenti per nutrirsi, curarsi, costruire le abitazioni e altri utensili. Provvedono al proprio sostentamento in parte con la caccia, la raccolta e la pesca, ma anche coltivando ortaggi e frutta in ampi orti ricavati nella foresta. Poiché il suolo amazzonico non è molto fertile, ogni due o tre anni gli Yanomami abbandonano il vecchio orto per aprirne uno nuovo.
Fonti:
 https://www.survival.it/popoli/yanomami
https://it.wikipedia.org/


SECONDA TAPPA: in canoa sul Rio Negro

Il fiume li avrebbe portati a São GabrielPercorsero in silenzio i quindici chilometri del tragitto.[...]
Mentre proseguivano a navigazione, ammirò il fitto fogliame che incorniciava entrambe le rive. Tutt'intorno a lui la vita ronzavam cinguettava, strideva, fischiava e grugniva.
Sulle sponde, branchi di scimmie urlatrici dal pelo rosso lanciavano in coro le loro grida e saltavano irnientemente dalla cima di un albero all'altro. Lungo le rive, dove i fondali erano poco profondi, tarabusi dalle piume bianche e dai lunghi becchi arancione erano intenti a dare la caccia ai pesci, mentre i musi coperti di scaglie dei caimani marcavano le zone in cui i coccodrilli dell'Amazzonia avevano fatto la tana.
Lì la giungla, infinita, impenetrabile, piena di mistero, dominava in tutte le sue forme. Era una delle ultime zone del pianeta che ancora doveva essere veramente esplorata: c'erano luoghi in cui l'uomo non aveva mai messo piede. 

Fonte: https://www.getyourguide.it/

Il Rio negro è un fiume dell'America Meridionale di ca. 2000 km, principale affluente del Rio delle AmazzoniEntrato interritorio brasiliano, il Rio Negro scorre prevalentemente verso ESE, allargando progressivamente il suo letto fino a un massimo di 30 km, e confluisce da sinistra nel Rio delle Amazzoni presso Manaus. I suoi principali affluenti sono il Rio Branco da sinistra e il Rio Uaupés da destra. È navigabile negli ultimi 800 km.
Girovagando online ho trovato delle "crociere" sul Rio Negro che possono fare al caso nostro, quindi non mi invento nulla e vi consiglio di dare un'occhiata qui.

Fonti: 
https://www.sapere.it
https://www.getyourguide.it/


TERZA TAPPA: São Gabriel da Cachoeira

Esausto, zuppo di sudore, procedette barcollando lungo il ripido sentiero che scendeva dalla sommità del monte della Sacra Via. Di fronte a lui, un varco nel fogliame gli offrì la vista di São Gabriel. La cittadina era adagiata in un'ansa del Rio Negro, un affluente settentrionale del grande Rio delle Amazzoni.[...] L'intera São Gabriel da Cachoeira era di fronte a Manny: un conglomerato di baracche e funzionali strutture di cemento armato ammassate lungo il corso del Rio Negro.
Il paesaggio era costellato di hotel e di altre nuove costruzioni, erette nel corso degli ultimi cinque anni per ospitare il crescente numero di turisti in visita alla regione. In lontananza, si trovava la pista dell'aeroporto: il nero dell'asfalto era come una cicatrice nel verde della giungla. Era chiaro che nemmeno nelle remote regioni selvagge il progresso poteva essere fermato.

Fonte: https://www.ecured.cu/

São Gabriel da Cachoeira (San Gabriele della Cascata) è un comune situato sulla sponda settentrionale del fiume Rio Negro, nella regione di Cabeça do Cachorro , stato dell'Amazzonia , Brasile. È il terzo comune più grande del Brasile per area territoriale e il secondo più grande dell'Amazzonia.
La maggior parte degli abitanti di São Gabriel da Cachoeira sono indigeni.

Fonti: 
https://en.wikipedia.org/


QUARTA TAPPA: Manaus

[...] prima che potessi rendermene conto, stavo atterrando a Manaus
Città storica

Manaus è una città brasiliana, capitale dello Stato di Amazonas e principale centro urbano, finanziario e industriale della Regione Nord del Brasile. È la città più popolosa di Amazonas e di tutta l'Amazzonia con oltre 2,1 milioni di abitanti.
Faremo un tour della città storica, visiteremo il Teatro dell'Opera, e non ci faremo mancare una visita al Mercato del pesce dove la materia prima non viene solo esposta sui banchi ma anche lavorata. Il pesce dell'Amazzonia cibandosi di frutti, erba e bacche ha un sapore delicato ed aromatico.

Fonti: 
https://it.wikipedia.org/


Per questo mese è tutto, spero di avervi interessato un pochino con un viaggio che non è proprio sulle normali rotte turistiche. Vi saluto lasciandovi gli appuntamenti di agosto, in cui si volerà in Africa!

 Calendario Agosto:

5 agosto Nadia sul blog Desperate Bookswife
15 agosto Viviana sul blog Cara carissima me
12 agosto Marina sul blog Un libro per amico
19 agosto Baba su Desperate Bookswife
26 agosto Io sul blog Un libro per amico


martedì 22 giugno 2021

Recensione #397 - La ragazza delle perle di Lucinda Riley

Buongiorno lettori, cercando di ottimizzare il tempo, anche oggi torno con una nuova recensione. Si tratta di quella de La ragazza delle perle di Lucinda Riley, edito da Giunti, pag. 672.


Trama:
 Da quando Star ha trovato la sua vera famiglia e un nuovo amore, CeCe si sente sola, vulnerabile e inadeguata. Ha ormai perso tutto: il rapporto speciale che aveva con la sorella, e anche l’ispirazione per i suoi quadri. In fuga da una vita in cui non si riconosce più, si ritrova in volo per l’Australia, sulle tracce che il padre le ha lasciato prima di morire: una foto in bianco e nero e il nome di una donna sconosciuta. Ma quello che doveva essere lo scalo di una notte a Bangkok si trasforma nella prima tappa di un viaggio eccitante e avventuroso. Sulle meravigliose spiagge di Krabi, CeCe incontra Ace, un giovane affascinante, solitario e alquanto misterioso. Tra un bagno nelle acque cristalline e una cena romantica, Ace l’aiuta a scoprire la storia della sua antenata Kitty McBride, donna forte e coraggiosa, emigrata in Australia agli inizi del Novecento: sulla scia fatale di una rarissima perla rosata, Kitty si ritrova divisa tra l’amore di due fratelli rivali, e al centro delle trame di una famiglia che possiede un vero e proprio impero... Quando infine CeCe arriva nel caldo feroce del deserto australiano, la sua creatività si risveglia all’improvviso: forse questo continente immenso e selvaggio è davvero casa.


La ragazza delle perle è il quarto libro della serie Le sette sorelle. Se i primi tre mi avevano fatto storcere non poco il naso, devo dire che questo è quello tra i quattro che finora ho trovato il più equilibrato sia come storia del presente e del passato, sia come completezza dei personaggi, sia come ambientazione.
Certo non posso dire che questa serie sia diventata improvvisamente la mia preferita, non posso dire che da oggi consiglierò a tutti di leggerla ma devo dire che sicuramente se tutti i libri che la compongono fossero come questo di certo sarebbe tutta un'altra cosa.
Ma partiamo dall'inizio.

lunedì 21 giugno 2021

Recensione #396 - Uccelli di rovo di Colleen McCullough

Buongiorno lettori, e buon inizio settimana. Oggi vi parlo di Uccelli di rovo di Colleen McCullough, edito da Bompiani, pag. 663.


Trama:
 La storia dei Cleary inizia ai primi del '900 e si conclude ai giorni nostri, nel grandioso scenario naturale dell'Australia. Gli anni consumano le vite in una vicenda di sentimenti e passioni, di fede e amore, sulla quale si stende grave e inesorabile il senso della giustizia divina. I personaggi soprattutto memorabili figure femminili, tenere e orgogliose - vanno incontro al destino come gli uccelli di rovo della leggenda australiana, che cercano le spine con cui si danno la morte.
Sara Rattaro torna con un nuovo lavoro e lo fa con la sua solita semplicità ma anche con la sua grande carica di sentimenti.






venerdì 18 giugno 2021

Letture con Marina #139 - Recensione de Storia Meravigliosa dei viaggi in treno di Per J. Anderson

Buongiorno lettori, è venerdì quindi torna il consueto appuntamento con Marina e una delle sue recensioni. Avrei avuto diverse recensioni da pubblicare ma tra lavoro e vita reale è stato un periodo particolarmente impegnativo. Per fortuna Marina mi salva e, come un orologio svizzero, ecco la sua recensione settimanale.


Sarà il colore finalmente tenue delle nostre Regioni, sarà l’estate che alfine si fa viva: fatto sta che le vacanze ed i viaggi sembrano alle porte ed anch’io mi sono fatta nuovamente affascinare dal mitico viaggio sull’Orient Express!





Ti
tolo: Storia Meravigliosa dei viaggi in treno
Autore: Per J. Anderson
Casa editrice: UTET, 2020
Pagine: 352

Trama: «Quando Watt e Stephenson costruirono la prima locomotiva, si può dire che così facendo inventarono il tempo.» Era il 1936 e Aldous Huxley rifletteva sulla portata rivoluzionaria del treno a vapore; già da un secolo la terra si stava coprendo di uno scintillante reticolo di binari, su cui correvano, puntuali come l'orologio di Greenwich, le icone della velocità e del progresso. Oggi, invece, ai lunghi viaggi su rotaia associamo un sentimento diverso. Un desiderio di fuga nel passato, la fantasia dell'attesa prima di raggiungere la meta, la volontà di perdersi e confondersi tra i passeggeri. Sembra quasi che il treno risvegli non più la speranza in un futuro migliore, ma la nostalgia per un mondo quasi scomparso. Queste due sensibilità, apparentemente così distanti, animano entrambe lo spirito girovago di Per J. Andersson e del suo libro, che è sia una storia delle ferrovie dalle origini ai giorni nostri, sia un invito a mettersi in viaggio alla riscoperta dello slow travel. Il reporter svedese guida il nostro sguardo fuori dal finestrino e racconta i segreti nascosti sotto la ruggine: dai sanguinosi delitti letterari tra gli scompartimenti dell'Orient Express alla vera e tragica fine del primo finanziatore dell'impresa ferroviaria, travolto sui binari dalla locomotiva Rocket all'arrivo inaugurale in stazione; dalle grandi rapine ai vagoni in corsa sulle praterie nel West più selvaggio al cuore della giungla indiana, dove un treno azzurro arrampicandosi sulle cime del Nilgiri all'incontrario va... E a ritroso sembriamo andare anche noi, trasportati magicamente da un paese all'altro oltre i confini di quella che crederemmo essere solo immaginazione e invece è la Storia che, secondo Andersson, possiamo continuare a scrivere: la Storia meravigliosa dei viaggi in treno.
 

RECENSIONE:   


Viaggi, rispetto per l’ambiente e al contempo comodità, storia e cultura a tutto tondo, nostalgia per il passato e visione d’insieme per il futuro. Può un libro racchiudere tutto questo?

Vi risparmio il titolo originale in svedese, anche se qualcuno potrebbe restarne affascinato. Incomprensibile. Simpaticamente. Così come allegro e scritto come fosse un romanzo è questo libro dall’accattivante copertina. E complimenti all’autore ed evidentemente anche alla traduttrice, perchè il libro si legge veramente con piacere e curiosità crescenti. Come qualche altro lettore ha tenuto a specificare, leggendo la trama non avevo capito che molte parti fossero appannaggio dell’estremo nord Europa, e con questo intendo i paesi scandinavi. Però non è affatto vero che riporta solo le esperienze, la storia e la “ferrovia” dell’estremo nord. Che poi, nonostante l’autore sia un esperto viaggiatore, sembra comunque naturale che si soffermi soprattutto sulla Svezia e sui paesi limitrofi, che chiaramente conosce come le sue tasche.

Suddiviso in una ventina di capitoli dai titoli evocativi, Andersson ci racconta la storia del treno, ma anche la sua infanzia come nipote di nonni che proprio grazie alla ferrovia hanno potuto abbandonare le fattorie dei luoghi natii per trasferirsi in una cittadina e snodo ferroviario, ottenere un impiego statale sicuro e così svincolarsi dal pesante e poco remunerativo destino di contadini. In breve, almeno per la sua famiglia svedese, benessere, fiducia, possibilità di una vita migliore rispetto anche solo alla generazione precedente, e possibilità di poter avere quattro figli e riuscire a mantenerli più che dignitosamente.

Abbandoniamo la storia della famiglia di questo giramondo stipendiato e facciamo nostre le argomentazioni sull’ambiente che sembrano essere diventate punto focale di discussione di tutti i Paesi. Sarebbe qui troppo lungo riuscire a riportare anche solo una parte delle considerazioni di cui Andersson ci fa partecipi. Però… Non avevo mai riflettuto sul diverso inquinamento che porta il mondo ferroviario, rispetto al mondo degli aerei. I numeri che riporta l’autore sono impressionanti. Se da un lato ad un certo punto il viaggio in aereo ha consentito viaggi molto più rapidi e con l’avvento delle compagnie aeree low-cost lo ha reso alla portata di tutti, è anche vero che l’inquinamento ha raggiunto valori assurdi. Il treno, che aveva anch’esso consentito alle persone “normali” di poter viaggiare e trasportare merci più velocemente ed agilmente, ad un certo punto, un po’ alla volta, è stato pressochè abbandonato a favore dell’aereo, più veloce e molto più inquinante. Il discorso del più veloce tra l’altro, per quanto riguarda le tratte coperte dall’alta velocità, non è nemmeno più veritiero.

Come puntualizza ogni tanto l’autore con tono speranzoso ed incitante, il treno negli ultimissimi anni sta tornando un po’ in auge, perché a differenza dell’aereo, ad esempio, consente anche la visione dei paesi e delle città che attraversa. Per non parlare dei panorami. Eppure… Eppure, come ci racconta rattristato Andersson, proprio nel 2009 quando c’era a Copenhagen il vertice sul clima delle Nazioni Unite, in Svezia, con il parere contrario di molti, è stato deliberato il via libera alla costruzione di un altro aeroporto nel Dalarna settentrionale. Per attirare turisti da Gran Bretagna, Germania e Russia, Cina e Giappone sui loro bassi rilievi, per una sciata su piste veramente insignificanti. Quando poco distante da queste modeste cime, ci sono massici montuosi molto più maestosi e con piste sciistiche molto più lunghe e belle. A che pro, quindi? “La progettazione dell’aeroporto è stata molto strana. Non tutte le parti hanno avuto voce in capitolo. Sospettiamo che ci siano stati degli imbrogli”… A chi dare ragione? Ai verdi, ai naturalisti? Alle persone apartitiche e lungimiranti, impegnate nella salvaguardia del nostro pianeta? Oppure agli imprenditori ? E’ un punto questo che va attentamente considerato, avendo ben presente tutti gli aspetti, non solo quello puramente economico.

Ma in questo libro c’è tanto altro, oltre ai molteplici viaggi ferroviari intrapresi sin dall’adolescenza da quest’uomo che ha fatto della sua passione un lavoro. Lo dice chiaramente Andersson che – anche – con questo libro sta cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema ambiente, cercando di essere di esempio non solo a parole - e al contempo dando informazioni puntuali sulla rete ferroviaria europea, per invogliare i futuri viaggiatori a considerare per gli spostamenti mezzi alternativi, quando possibile.

Non dispiace poi per i lettori leggere e nello stesso tempo farsi incuriosire dai vari capitoli, leggendoli anche in ordine sparso… e perché no? Ad esempio imperdibile il capitolo “La nuova via della seta”, con digressioni su Cina, America, Africa e India… E altrettanto stupefacente, ricco di aneddoti e storia il capitolo successivo “Con la locomotiva a vapore sopra le nuvole”, dove si viaggia su logori e anciens treni, un po’ ovunque nel mondo per essere sinceri, non solo sul mitico Orient Express, del quale non Vi parlerò volutamente, per stimolarvi a cercare, curiosare, sognare… Ma anche in un titolo apparentemente meno nobile, come “Alte montagne e valli profonde”, tornando in Europa fra gli alti picchi, ci sono più che soddisfacenti pagine da “percorrere”, come dei provetti scalatori che affrontano le amate Alpi. Ci fermiamo un po’ a Poschiavo, all’Hotel Albrici à la Poste, che nel 1862 era addirittura la residenza del sindaco e dove qualche anno fa è venuto alla luce un dipinto di 350 anni fa, raffigurante il dio del mare, Nettuno. Ci si ferma anche per gustare una cucina che ha fatte sue le specialità di diverse culture, essendo una zona di confine e di transito.

Ve lo sareste aspettato Thomas Cook?, o se per questo anche The Grest Exhibition of the Works of Industry of all Nations di Londra del 1851? E allora perchè non ingolosirsi anche con alcuni intellettuali europei che non disdegnavano di viaggiare in treno o di soggiornare a Zurigo? Come ad esempio Kandinskij, Paul Klee, Max Ernst, James Joyce – o anche figuri più… come dire?, grigi – come Mussolini e Lenin! Oppure, sempre per persone a la page o comunque famose e/o danarose, scendere con il treno da Zurigo fino a Landquart, proseguire con il treno a scartamento ridotto fino a Davos Platz, dove una ripida funicolare ti conduceva alle case di cura che promettevano sollievo dai sintomi della tubercolosi. Ci andarono Robert Louis Stevenson e nel 1895 Arthur Conan Doyle – e ancora Thomas Mann che accompagnava la moglie Katia, e che qui si prese il tempo per scrivere “La Montagna Incantata”.

Beh Sig. Andersson: grazie per i reportage… Non hai fatto che acuire il bisogno di ritornare a viaggiare e soprattutto hai stimolato il pensiero che viaggiare non è solo uno svago fine a sé stesso, perché anche in questo ci deve essere il giusto rispetto per il nostro mondo. Ecco, se c’è un appunto che mi sento di muovere a questo libro, è che ti fa scalpitare per partire. E soprattutto mi ha messa nuovamente davanti al tipo di viaggio che mi organizzavo in solitaria quando avevo vent’anni. Viaggi lunghi, organizzati sì ma con la possibilità di perdere tanto tempo che in realtà non era una perdita, ma un guadagno per mente, occhi e cuore.

A presto