lunedì 16 gennaio 2017

Recensione #164 - Il profumo delle foglie di limone di Clara Sanchez

Buongiorno readers e buon lunedì! Eccomi finalmente con la mia prima recensione del 2017 - anche se ho in arretrato anche parecchie recensioni del 2016 ma ci sarà tempo - quella di un libro letto anni fa e ripreso in mano in questi primissimi giorni del nuovo anno in prospettiva di leggerne il seguito. Si tratta de Il profumo delle foglie di limone di Clara Sanchez edito da Garzanti, pag. 364

Sinossi: Spagna, Costa Blanca. Il sole è ancora caldo nonostante sia già settembre inoltrato. Per le strade non c’è nessuno, e l’aria è pervasa dal profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. Si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti. Sono come i nonni che non ha mai avuto. Momento dopo momento, le regalano una tenera amicizia, le presentano persone affascinanti, come Alberto, e la accolgono nella grande villa circondata da splendidi fiori. Un paradiso. Ma in realtà si tratta dell’inferno.Perché Fredrik e Karin sono criminali nazisti. Si sono distinti per la loro ferocia e ora covano il sogno di ricominciare. Lo sa bene Julián, scampato al campo di concentramento di Mauthausen, che da giorni segue i loro movimenti. Sa bene che le loro mani rugose si sono macchiate del sangue degli innocenti. Ma ora, forse, può smascherarli e Sandra è l’unica in grado di aiutarlo. Non è facile convincerla della verità. Eppure, dopo un primo momento di incredulità, la donna comincia a guardarli con occhi diversi e a leggere dietro quella fragile apparenza. Adesso Sandra l’ha capito: lei e il suo piccolo rischiano molto. Ma non importa. Perché tutti devono sapere. Perché è impossibile restituire la vita alle vittime, ma si può almeno fare in modo tutto ciò che è successo non cada nell’oblio. E che il male non rimanga impunito. Un romanzo che ha sorpreso e ha scosso le coscienze, rivelandosi un caso editoriale unico. Uscito in sordina in Spagna, ben presto ha scalato le classifiche vendendo migliaia di copie grazie al passaparola del pubblico. Poi è venuta la consacrazione della critica: la vittoria del Nadal, il premio letterario spagnolo più antico e prestigioso. Il profumo delle foglie di limone racconta una storia di amore e di coraggio, di memoria e di colpa, di speranza e forza, una storia che rimane impressa nell’animo per sempre.
 

Da sempre dico che mi capita rarissime volte di dedicarmi alla lettura di romanzi già letti ma evidentemente quest’anno sarà un’eccezione, infatti dopo L’ombra del vento riletto per il Gruppo di Lettura della quadrilogia di Zafon ho riletto questo che avevo amato ad un primo approccio.
Fortunatamente si è rivelata ancora una volta una lettura coinvolgente nonostante io sapessi a grande linee – visto gli anni passati dalla prima volta – come si sarebbe evoluta la storia.
La narrazione si suddivide tra i due protagonisti: Julian, ex deportato nel campo di concentramento di Mauthausen, da sempre sulle tracce dei suoi carcerieri sopravvissuti, con lo scopo di attuare una propria vendetta e Sandra, una donna incinta, con tantissimi dubbi circa il suo futuro, che si rifugia nella casetta di proprietà della sorella per riflettere. I due si alternano nella narrazione, sempre in prima persona, narrandoci gli avvenimenti dal proprio punto di vista.
Le loro storie si intrecciano perché Sandra viene soccorsa una mattina in spiaggia da due vecchietti - Fredrik e Karin - all’apparenza innocui, diventando quasi parte della loro famiglia; mentre Julian è proprio sulle tracce di quei vecchietti - che in realtà sono dei sanguinari assassini nazisti – per fargliela pagare del male che gli hanno recato.
Il lettore si troverà così catapultato in una storia ricca di mistero - in cui i due diventeranno per forza di cose alleati – che gli farà anche ripercorrere la vita di Julian attraverso i suoi racconti legati ai ricordi tragici del passato.
L’autrice è molto brava ad intrecciare le vicende dei singoli personaggi ed è anche brava a far dialogare il presente, in cui la storia è ambientata, con il passato, le cui barbarie aleggiano sopra le teste dei protagonisti senza mai però prendere il sopravvento.
Questo non è uno dei classici libri sui campi di concentramento che da tempo spopolano nelle librerie; di quella parte di storia se ne parla, spesso anche in modo crudo, ma sempre come pretesto attorno cui far ruotare la storia.
Anche l’ambientazione è particolarmente interessante. Siamo in Costa Blanca, una cittadina chiamata Dianium e l’autrice gioca tantissimo sul contrasto tra questa cittadina di mare, con le sue ville ordinate e inoffensive e la vera natura degli abitanti che le abitano, dietro cui si nasconde una Confraternita nazista ancora convinta di poter essere immortale.
I momenti di suspance non mancano anche perché Julian e Sandra si ritrovano spesso a dover osare eccessivamente per raccogliere indizi sulle persone che stanno tenendo d’occhio; un gioco al massacro che rischia seriamente di metterli in pericolo di vita in diverse occasioni.
E se Sandra è assorbita dagli avvenimenti che la circondano, ha anche parallelamente la necessità di pensare a se stessa, a quel bambino che porta in grembo, al padre di quel bambino che continua a non vedere adatto ad una vita insieme a lei, ad una famiglia che spesso resta troppo defilata e non si preoccupa di quello che le accade, alla necessità di crescere.
Una storia che tocca tantissimi temi e lo fa senza risultare superficiale o, al contrario, eccessivamente pesante.
Un libro che per la seconda volta promuovo e di cui ora sono ancora più curiosa di leggere il seguito.
 
 VOTO: 






venerdì 13 gennaio 2017

Letture con Marina #5

Buon pomeriggio lettori! Oggi torna, dopo la pausa natalizia, l'appuntamento con Marina e le sue letture e torna con la recensione del libro di uno dei miei autori nordici preferiti! Quindi mettetevi comodi...


Autore: Henning Mankell
Titolo: Assassino senza volto / Mördare Utan Ansikte
Casa editrice: Marsilio Editori SpA
Pagine: 368
Genere: romanzo giallo
Anno Pubblicazione: 2001

Sinossi: Agli inizi della sua carriera, il futuro ispettore capo Chen Cao è considerato dai suoi colleghi uno strano poliziotto. Ama infatti tradurre e comporre versi, ed è finito al dipartimento di polizia di Shanghai per una stravagante decisione del governo che lo ha strappato ai suoi studi di letteratura. Col tempo, alla guida della squadra speciale che si occupa di casi politicamente sensibili, Chen sempre più capisce che la poesia rappresenta per lui la via per contrastare la crudeltà e la follia che incontra nel corso delle sue inchieste, il mezzo per vedere le cose con il necessario distacco e per meglio comprendere le circostanze nelle quali i crimini hanno avuto luogo. I versi qui raccolti sono stati scritti o scoperti da Chen nel corso degli anni, hanno accompagnato le sue cacce al colpevole e i suoi scontri con le autorità. Sono un omaggio a una delle figure di poliziotto più riuscite della narrativa di genere degli ultimi anni, un detective, raffinato poeta e gourmet, le cui indagini ci raccontano la Cina contemporanea.
Buongiorno a tutti e Buon Anno Nuovo!

Avevo pensato di riprendere il nostro discorso con i romanzi polizieschi di Qiu Xiaolong, dato che con l’ultimo post di Dicembre ci eravamo lasciati con il Libro delle sue Poesie, ma visti i recenti, continui e tragici accadimenti, ho pensato di iniziare con un altro autore, che mi dà il là per un tema che evidentemente è già (e continuerà nei prossimi mesi, tristi presentimenti) tema scottante di un’attualità di cui faremmo volentieri a meno.

Il tema centrale di questo romanzo è il giallo sul quale l’autore costruisce tutta la vicenda, ma al contempo co-protagonisti sono anche una Svezia diversa da come ce la siamo sempre immaginata e soprattutto lo straniero – e la paura dello straniero, con le varie ripercussioni a livello politico e sociale – e di chi fisicamente, giorno dopo giorno e seguendo la legge, deve occuparsi della persone che emigrano dal loro Paese di origine e si stabiliscono in un altro Paese. In questo caso, in Svezia- appunto.

Desidero quindi farVi conoscere il commissario di polizia Kurt Wallander, poliziotto nato nel lontano 1991 dalla penna feconda di Henning Mankell, autore svedese. Devo ammettere che colmo finalmente una lacuna enorme, in quanto pensavo che quest’autore fosse scrittore di thriller, mentre per una serie di ragioni, ora che mi ci sono imbattuta seriamente, scopro che in realtà scriveva romanzi gialli.

Assassino senza Volto è la prima storia della saga del commissario di polizia Kurt Wallander ed è ambientata, come le altre che la seguiranno, in Scania, nel sud della Svezia (fino al 1658 territorio della Danimarca).
Come detto, il tema affrontato è la problematica dell'immigrazione vista dalla tradizionalmente tollerante e libera società svedese; sul suo sito Henning Mankell racconta di aver deciso di scrivere una storia sul razzismo crescente che aveva notato al rientro in patria alla fine degli anni 1980, dopo aver vissuto per anni all'estero.
Nel 1992 il romanzo ha ricevuto il premio Glasnyckeln come miglior giallo scandinavo.

RECENSIONE:

Questo è, prima di tutto, un bel giallo. La mattina dell'8 gennaio 1990, in un villaggio nel sud della Svezia, un vecchio contadino scopre all’alba che i suoi vicini di casa, Johannes e Maria, sono stati barbaramente torturati; l'uomo è morto e la donna è in fin di vita. Maria muore poco dopo all'ospedale di Ystad; in punto di morte il poliziotto Rydberg, collega di Wallander, la sente pronunciare il nome del marito e la parola "stranieri". Sul caso indaga la polizia di Ystad, e a capo della squadra investigativa c'è il commissario Kurt Wallander. Inizialmente non hanno molto su cui lavorare, tranne le ultime parole della donna e l'insolito nodo usato per legarla, che fanno pensare che i colpevoli vadano cercati tra gli immigranti, regolari o meno, che in numero sempre maggiore vivono in Svezia. Basta una fuga di notizie e i cittadini organizzano una caccia all'uomo. Wallander deve arginare la loro determinazione a farsi giustizia da soli, ma presto scoprirà anche che l'uomo ucciso conduceva un’incredibile doppia vita.
Tra punti morti e nuove rivelazioni, la soluzione del caso arriverà solo alla fine di luglio, dopo quasi sette mesi di indagine. Contemporaneamente Kurt Wallander sta vivendo una difficile situazione personale. Da poco divorziato, coltiva ancora la speranza di riconciliarsi con l'ex moglie Mona, ma si innamora del pubblico ministero che è appena arrivata a Ystad da Stoccolma. Non sa come comportarsi con suo padre, “pittore della domenica” che pare dare segni di demenza senile. Il rapporto con Linda, la figlia diciannovenne, vive di alti e bassi.

E se tutto questo ancora non Vi basta, inseriteci dentro una Scania che, se d’estate è bellissima con il mare ed i turisti, in inverno è brutta e deprimente, tra buio sempre presente, ghiaccio, bufere di neve, freddo onnipresente e grigiore sempre diffuso, almeno a detta dei suoi abitanti.
E soprattutto un poliziotto quarantenne, amante della lirica, che farete fatica a lasciare andare, un po’
come sto facendo io, che volevo leggere solo un paio di avventure di questo commissario ed invece mi ritrovo incatenata alla sua quarta storia. Desiderando scoprire di volta in volta quale tema ha deciso di affrontare l’autore, in che modo sviluppa il giallo e soprattutto che ne è di questo commissario che si innamora di tutte le donne che incontra. Una cosa questa che ha fatto imbestialire i suoi lettori appassionati, ma che rende Kurt Wallander così umano e così simile a noi, che non posso che ringraziare l’autore per questa scelta.
Un poliziotto testardo, che usa soprattutto il ragionamento come modus operandi per riuscire a risolvere i casi che di volta in volta gli vengono assegnati. Ma anche un uomo che lavora troppe ore e che vede sfasciarsi la famiglia sotto gli occhi: la moglie ed anche la figlia Linda. Il padre oramai anziano che ha bisogno di continua assistenza. L’unica sorella, con cui oramai non c’è nemmeno quasi più rapporto.
Insomma, una vita che potrebbe essere pure la nostra. E senza andare tanto lontano, tutto il romanzo è
permeato dalla presenza di questi stranieri, gli emigrati. Affollati in baraccopoli, più o meno regolari, che diventano capro espiatorio di tutti i problemi che la Svezia inizia ad avere. Una Svezia lontana ed
immaginata sempre come nazione e popolo di grande civiltà, all’avanguardia dei diritti sociali ed umani. E che nei romanzi di Henning ci viene invece presentata sotto una luce diversa, una nazione che a ben vedere non è tanto diversa alla nostra Italia, seppur con le opportune differenze dovute al diverso numero di popolazione, di eventi storici e di posizione geografica.
Mi piacerebbe ora rivalutare la situazione qui presentata dall’autore – dato che lo aveva così colpito da dedicargli un romanzo: cosa è cambiato negli ultimi venti anni in Svezia, a livello di immigrazione.
Bene, allora Vi lascio alle Vostre letture di inizio anno: magari scopro che tra Voi c’è già un’estimatrice della Svezia e di Gialli Nordici e perché no, anche di Kurt Wallander! Nel caso, fatevi vive e ditemi se dopo il 4° volume quest’uomo che alle volte mi pare un po’ pasticcione riesce finalmente a fare dei pasti seri e a non farsi fracassare le ossa a ogni piè sospinto!


giovedì 12 gennaio 2017

If I say... #5 - Acqua


Buongiorno, eccoci di ritorno dopo la pausa natalizia con la rubrica If I say, la rubrica in collaborazione con Baba Desperate Bookswife.
Nello scorso post avete dovuto scegliere tra cavallo e acqua. Con pochissimi voti di scarto ha vinto: ACQUA.

C'è un libro che mi viene in mente immediatamente pensando a questa parola, perchè ce l'ha nel titolo ma soprattutto perchè l'acqua di un lago è la protagonista di molti avvenimenti importantissimi della storia. Si tratta di Acquanera di Valentina d'Urbano edito da Longanesi che mi ha stregato fin da subito per questa sua particolarissima ambientazione. Recensione qui.


Un altro libro che mi viene in mente sonnecchia invece nella mia libreria da troppo tempo; acquistato con slancio e poi superato da letture più impellenti.
Chissà perchè a volte mi accade...
Compro un libro pensando di leggerlo subito, poi passa il tempo, le mie voglie cambiano e alcuni libri restano quasi abbandonati tra i tantissimi - troppi - acquistati ed ancora da leggere. In questo caso è toccato a Le donne del lago di Lars Rambe edito da Newton Compton. Chissà se il 2017 sarà il momento buono per dargli il giusto spazio.



Ecco qui le mie associazioni! E voi, a cosa pensate se vi diciamo acqua?
Prima di correre a vedere cosa è venuto in mente a Baba ragistrate nel modulo qui sotto la vostra risposta per la parola che utilizzeremo nella prossima puntata!


martedì 10 gennaio 2017

GDL - Leggendo Serialmente #1 - L'ombra del vento: seconda tappa


Buongiorno amici, il gran giorno è arrivato! È tempo di condividere con voi il post relativo alla seconda tappa del gruppo di lettura della quadrilogia di Zafon - Il cimitero dei libri dimenticati. Con oggi giungiamo a circa i due terzi de L'ombra del vento, e ci apprestiamo a risolvere il mistero che accompagna questa lettura. Ma prima di entrare nel vivo delle pagine lette fino ad oggi vi ricordo le tappe relative a questo primo volume.

L'OMBRA DEL VENTO

03 gennaio 2017 - Desperate Bookswife: abbiamo discusso la parte da pag. 0 a pag. 196 (i primi 25 capitoli) - Link qui
10 gennaio 2017 - Un libro per amico: commenteremo insieme da pag. 197 a pag. 310 (vi dovrete fermare al capitolo che inizia riportando queste date: 1933-1954).
17 gennaio 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag. 311 ( Parte intitolata: Nuria Monfort: Memorie di spettri 1933 - 1954) a pag. 471, ovvero fino al termine del romanzo.

ATTENZIONE SPOILER!!!! 
Avevamo concluso la tappa precedente con Daniel e Fermin a colloquio con Padre Fernando che aveva condiviso con i due i suoi ricordi relativi alla vita al San Gabriel, l'istituto in cui convergevano i figli delle famiglie più ricche di Barcellona e in cui Julian Carax era stato ammesso grazie all'intervento di Ricardo Aldaya, che aveva inspiegabilmente preso a cuore le sorti del ragazzo. Molte rivelazioni di padre Fernando hanno aumentato la nostra curiosità circa i veri rapporti che intercorrevano, a quel tempo, tra Julian, Jorge Aldaya, Miquel Moliner e colui che sarebbe diventato il temutissimo ispettore Fumero.
Sicuramente l'entrata in scena di Fumero nella vita di Julian e il suo tentativo di ucciderlo a causa della gelosia, dopo averlo visto baciare Penelope Aldaya, rappresentano per Daniel e Fermin - ma anche per il lettore - il colpo di scena maggiore e quindi, lo vediamo, anche il fulcro delle indagini dei due in questa nuova parte letta. Oltre a questo ci eravamo lasciati con un grande interrogativo: che fine aveva fatto Penelope?
È questo che cervano di scoprire i due uomini durante lo scorrere delle pagine ed un grande aiuto è dato loro dal colloquio con Jacinta, la vecchia balia degli Aldaya, rinchiusa in un ospizio, seppur ancora lucida. Jacinta dà un grosso aiuto ai due improvvisati detective raccontando dell'amore tra Julian e Penelope, di come lei li avesse aiutati ad incontrarsi di nascosto, di come quell'amore clandestino crescesse sempre più con il passare del tempo, di come i due progettassero di scppare insieme a Parigi finchè non furono scoperti dalla madre di lei e tutto andò in fumo. Julian perse tutto quello che quella importante famiglia gli aveva garantito fino a quel momento - la scuola, i libri, un lavoro futuro, l'accesso alla loro casa - ma soprattutto perse Penelope. Neanche Jacinta riesce però a svelare il mistero. Lei non conosce la sorte della ragazza perchè fu allontanata da quella casa come fosse un'estranea, nonostante avesse lavorato per quella famiglia per più di un decennio e nonostante fosse stata come una madre per la ragazza.
Un altro punto importante di questa parte è il momento in cui Bea accompagna Daniel nella vecchia casa degli Aldaya; suo padre infatti fa parte della società che possiede la casa e che l'ha messa in vendita e la ragazza riesce a sottrarre le chiavi. Proprio quella casa diventa per Bea e Daniel un nido d'amore, un luogo dove potersi incontrare senza dare nell'occhio e senza essere scoperti dalla famiglia della ragazza. È così che anche noi entriamo per la prima volta in quella casa chiamata L'angelo della nebbia ed assistiamo allo sbocciare dell'amore tra Bea e Daniel, proprio come un tempo era sbocciato quello tra Julian e Penelope. Moltissime sono infatti le analogie tra la storia di Daniel e quella di Julian e l'autore è bravissimo a raccontarcele parallelmente.
Ma Zafon sa il fatto suo e in poco più di duecento pagine aggiunge alla storia - già complicata - altri tasselli ed altri avvenimenti importanti: Fumero continua a far perdinare Daniel e Fermin, forse perchè si stanno avvicinando trroppo alla verità; Daniel incontra dopo parecchi anni Clara; Nuria Monfort viene assassinata proprio dopo aver incontrato Daniel, e Fumero dà la colpa a Fermin; Daniel e Bea si incontrano nuovamente alla vecchia residenza degli Aldaya e Daniel, oltre a scoprire al suo intetrno una cripta con la bara di Penelope, si rende conto che in quella casa non sono soli infatti, nel buio, si nasconde qualcuno. Insomma, un intrigo dopo l'altro capace di tenere il lettore con il fiato sospeso.
Per quanto mi riguarda, sto leggendo questo libro per la terza volta e mi sto meravigliando di come abbia comunque la capacità di conquistarmi pagina dopo pagina come se fosse la prima volta; è vero che sono passati tanti anni ma Zafon ha comunque la capacità di coinvolgermi con le atmosfere magiche che crea.
Come non avere i brividi per la prima volta di Daniel e Bea al buio di quella casa così piena di misteri? Come non parteggiare per Fermin nello scontro con Fumero? Come non essere affascinati dalla storia di Julian e dal suo amore sconfinato per Penelope? 
In una Barcellona cupa e piovosa, in cui le vicende si svolgono principalmente al buio della notte, Zafon ha creato un capolavoro capace di sorprendermi ad ogni nuova pagina! 
Ma ancora molti sono gli interrogativi che questa parte ci lascia:
  • Chi ha ucciso Nuria?
  • Cosa ha scritto Nuria nella lettera per Daniel che ha affidato a suo padre prima della sua morte? E perchè si fida così tanto di lui?
  • Perchè ad un certo punto di questa parte Daniel ci dice che quella sarebbe stata la sua ultima settimana di vita? Davvero morirà?
  • Chi si nasconde veramente dietro il volto bruciacchiato di Lain Coubert?
  • Che ne sarà dell'amore tra Daniel e Bea?
  • Fermin riuscirà a sfuggire a Fumero e a dimostrare di non aver ucciso Nora?
  • Dove si trova Miquel Moliner visto che non è in carcere?
  • Come è morta Penelope? E a chi appartiene quella piccola bara trovara al suo fianco nella cripta?
Con tutte queste domande ancora da svelare non ci resta che correre a leggere. Ma prima, ditemi, vi sta piacendo questo libro? 
Vi ricordo che la prossima tappa sarà il 17 gennaio sul blog Desperate Bookswife.
Prima di salutarvi vi lascio l'intero calendario delle prossime tappe relative anche ai libri successivi.
 

domenica 8 gennaio 2017

Top Ten 2016



Buongiorno lettori e, anche se in ritardo, buon 2017!!! Rieccomi finalmente con voi dopo una lunghissima pausa non voluta. Sono partita il 27 dicembre in camper per la mia calssica vacanza invernale e, come sempre, ero munita di chiavetta per poter condividere con voi i libri che più ho amato nell'anno appena concluso ma, putrtoppo, una connessione praticamente inesistente me lo ha impedito. Quindi eccomi qui, oggi, a pubblicare la mia personalissima top ten del 2016.
Prima però vorrei fare, come sempre, un piccolo bilancio.
Un anno che per quanto riguarda le letture si è rivelato molto fruttuoso infatti sono riuscita a superare la sfida con me stessa: nel 2015 avevo letto 65 libri per un totale di 22231 mentre nel 2016 sono riuscita a raggiungere 70 libri con 23733 pagine - elenco completo qui.
Per quanto riguarda il blog invece non sono pienamente soddisfatta. Con mio figlio in prima elementare e con l'inizio di una sua impegnativa attività sportiva il mio tempo libero si è notevolmente ridotto quindi ho fatto fatica a stare dietro al blog come avrei voluto perchè arrivando a casa alle otto quattro sere a settimana eccendere il PC mi è diventato un peso. Spero di riuscire a fare meglio quest'anno, magari organizzandomi con anticipo ma, ovviamente, se dovrò dare una priorità la darò alla famiglia. Ringrazio comunque voi, i miei lettori, che nonostante questo avete continuato a crescere e a seguirmi con interesse.
Per il resto boh... è stato un anno strano, che mi ha dato tanto ma mi ha anche tolto tanto; un anno che mi ha fatto capire che a quasi quarant'anni do ancora troppa fiducia al genere umano, alle parole dette che spesso si rivelano fumo, alla finzione che spesso si nasconde dietro a gesti esagerati; un anno che mi ha dato la conferma che i rapporti migliori sono sempre quelli in cui non c'è bisogno di dire nulla perchè bastano la presenza costante - anche se silenziosa - e l'appoggio nei momenti di difficoltà, perchè è troppo semplice essere amici solo nei momenti di gioia. 
Insomma, un anno ricco di novità, positive e negative. Ma ora smetto di tediarvi e vi lascio alla mia personalissima top ten che quest'anno è stata particolarmente impegnativa.

1° POSTO: 

TEMPO ASSASSINO di Michel Bussi

Un autore questo che non conoscevo e quindi una lettura da cui non mi aspettavo nulla ma che è stata una vera rivelzione!!! Un thriller che sa essere anche una storia familiare. Un libro ricco di mistero, con un giallo congegnato con intelligenza e precisione non lasciando nulla al caso. Ho amato tutto di questo libro: lo stile capace di assorbirmi completamente per oltre cinquecento pagine, ho amato i personaggi - sia quelli positivi che quelli volutamente negativi -, ho amato la scelta di non concentrarsi unicamente su mistero ma di darci un quadro completo di vita.
Recensione qui.

Trama: Estate 1989
Corsica, penisola della Revellata, tra mare e montagna. Una strada che segue la costa a precipizio sul mare, un’auto che corre troppo veloce… e sprofonda nel vuoto. Una sola sopravvissuta: Clotilde, quindici anni... I genitori e il fratello sono morti sotto i suoi occhi.

Estate 2016
Clotilde torna per la prima volta nei luoghi dell’incidente, con suo marito e la figlia adolescente, in vacanza, per esorcizzare il passato. Nel posto esatto dove trascorse l’ultima estate assieme ai genitori, riceve una lettera. Una lettera firmata da sua madre. Ma allora è viva?

Tradotto in circa trenta lingue, Michel Bussi è il maestro riconosciuto dell’alchimia tra manipolazione, emozione e suspense. È l’autore francese di noir attualmente più venduto oltralpe. I suoi libri hanno scalato le classifiche mondiali, tra cui anche quella del Times britannico. Le sue trame sono congegni diabolici dove il lettore è invitato a perdersi e ritrovarsi tra miraggi, prospettive ingannevoli e giochi di prestigio. Ma anche tra desiderio di vendetta e sentimenti d’amore.


2° POSTO:

L'OMBRA DELLA MONTAGNA di Gregory David Roberts

Seguito del merviglioso Shantaram, questo libro mi ha stupito! Difficile per un autore ripetere il successo avuto con un best seller ma, per quanto mi riguarda, in questo caso ci è riuscito.
Ho chiuso l'ultima pagina soddisfatta di come l'autore abbia saputo creare una storia per niente banale, non ripetitiva rispetto alla precedente e capace di chiudere quel cerchio rimasto aperto più di dieci anni fa con il suo libro d'esordio.
Ho chiuso l'ultima pagina con la stessa consapevolezza che provai leggendo Shantaram, la consapevolezza che ogni singolo personaggio mi mancherà ancora come fosse la prima volta.
 

Recensione qui.

Trama: Non c’è forse nel mondo lettore di Shantaram, il romanzo d’esordio di Gregory David Roberts, che non abbia partecipato con l’intensità emotiva, che soltanto i grandi libri sono soliti suscitare, alle sorti di Lin, il giovane studioso dell’università di Melbourne che, diventato uno dei «most wanted men» australiani, condannato a 19 anni di carcere per rapina a mano armata, catturato e scappato da un carcere di massima sicurezza, si rifugia a Bombay, dove viene chiamato Shantaram, «uomo della pace di Dio», allestisce un ospedale per i mendicanti e gli indigenti, recita nei film di Bollywood, stringe relazioni pericolose con la mafia indiana, ama perdutamente una donna sfuggente. Salutato al suo apparire come un vero e proprio «capolavoro letterario», capace di conquistare milioni di lettori nel mondo, Shantaram ha ora un seguito che si annuncia come uno degli eventi più importanti della presente stagione letteraria: L’ombra della montagna. Bombay è al centro di una sanguinaria guerra tra le nuove generazioni di mafiosi che si contendono il controllo dei traffici illegali della metropoli. Lin non ha più accanto a sé Kaderbhai, il boss che lo aveva preso sotto la sua ala come un figlio. Si accompagna con la giovane americana Lisa, ma Karla, andata in sposa a un magnate dei media, non cessa di lasciare ferite profonde nel suo cuore. Lin sente che tutto, per lui, è irrimediabilmente perduto, il suo vecchio mondo, il suo grande amore. Che cosa fare, allora, per ritrovare sé stesso? Lin conosce già la risposta: deve smettere di vivere all’ombra della montagna. Smettere di tornare lungo il sentiero da cui è venuto, e decidersi a scalare la montagna degli ostacoli e degli impedimenti che oscurano la sua vita. Solo una volta raggiunta la vetta, Shantaram potrà osservare l’orizzonte in totale liberta e capire chi è diventato, e che cosa gli riserva il futuro.

3° POSTO:

DOCTOR SLEEP di Stephen King

Seguito di Shining, un colosso scritto nel 1977 che rese questo autore famosissimo. Come riuscire, dopo quasi quarant’anni a creare un seguito credibile e all’altezza del precedente romanzo? Se si è il re dell'horror si può, infatti King ha creato una storia convincente, appassionate, collegata a doppia mandata, se non tripla, a quella di Shining.
Ogni cosa al suo posto, ogni catena chiusa e salda, ogni ricordo ripercorso, ogni scheletro del passato affrontato e distrutto. Impossibile, secondo me, rimanere indifferenti e non adorare questo libro
Recensione qui.

Trama: Perseguitato dalle visioni provocate dallo shining, la luccicanza, il dono maledetto con il quale è nato, e dai fantasmi dei vecchi ospiti dell'Overlook Hotel dove ha trascorso un terribile inverno da bambino, Dan ha continuato a vagabondare per decenni. Una disperata vita on the road per liberarsi da un'eredità paterna fatta di alcolismo, violenza e depressione. Oggi, finalmente, è riuscito a mettere radici in una piccola città del New Hampshire, dove ha trovato un gruppo di amici in grado di aiutarlo e un lavoro nell'ospizio in cui quel che resta della sua luccicanza regala agli anziani pazienti l'indispensabile conforto finale. Aiutato da un gatto capace di prevedere il futuro, Torrance diventa Doctor Sleep, il Dottor Sonno. Poi Dan incontra l'evanescente Abra Stone, il cui incredibile dono, la luccicanza più abbagliante di tutti i tempi, riporta in vita i demoni di Dan e lo spinge a ingaggiare una poderosa battaglia per salvare l'esistenza e l'anima della ragazzina. Sulle superstrade d'America, infatti, i membri del Vero Nodo viaggiano in cerca di cibo. Hanno un aspetto inoffensivo: non più giovani, indossano abiti dimessi e sono perennemente in viaggio sui loro camper scassati. Ma come intuisce Dan Torrance, e come imparerà presto a sue spese la piccola Abra, si tratta in realtà di esseri quasi immortali che si nutrono proprio del calore dello shining.


4° POSTO:

DENTRO SOFFIA IL VENTO di Francesca Diotallevi

Questa è una di quelle storie capaci di farmi provare così tante emozioni che quasi mi sembrano troppe.
Ho chiuso l’ultima pagina con una lacrima che mi rigava la guancia, con un senso di vuoto ma anche di appagamento tale che mi lascia quasi perplessa.
Anche questa volta Francesca ha fatto centro. E non parlo solo di una storia orignale, con un’ambientazione unica e ricercata ma parlo anche di una capacità narrativa che cresce ogni opera sempre di più.
Quello che mi lascia sempre affascinata una volta conclusi i libri di Francesca è l’estrema capacità di portare il lettore ovunque lei voglia, sia attraverso i luoghi che attraverso il tempo.
Recensione qui.

Trama: In un avvallamento tra due montagne della Val d’Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile.
Al calare della sera, da una di quelle case, con il volto opportunamente protetto dall’oscurità, qualche «anima pia» esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino.
Come faceva sua madre quand’era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni… Infusi d’erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano «pozioni » approntate da una «strega» che ha venduto l’anima al diavolo. Così, mentre al calare delle ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta, alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano persino di guardarla negli occhi.
Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono perciò l’unica realtà che Fiamma conosce, l’unico luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphaël Rosset se n’è andato.
Era inaspettatamente comparso un giorno al suo cospetto, Raphaël, quando era ancora un bambino sparuto, con una folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di lentiggini sul naso a patata. Le aveva parlato normalmente, come si fa tra ragazzi ed era diventato col tempo il suo migliore e unico amico. Poi, a ventuno anni, in un giorno di sole era partito per la guerra con il sorriso stampato sul volto e la penna di corvo ben lucida sul cappello, e non era più tornato. Ora, ogni sera alla stessa ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco, fino alla fattoria dei Rosset. Prima di scomparire inghiottita dal buio della notte, se ne sta a guardare a lungo la casa dove, in preda ai sensi di colpa per non essere andato lui in guerra, si aggira sconsolato Yann, il fratello zoppo di Raphaël… il fratello che la odia.
Ritornando su un tema caro alla letteratura di ogni tempo – l’amore che dissolve il rapporto tra una comunità e il suo capro espiatorio – Francesca Diotallevi costruisce un romanzo che sorprende per la maturità della scrittura e la solidità della trama, un’opera che annuncia un nuovo talento della narrativa italiana.


5° POSTO:

LA TRISTEZZA HA IL SONNO LEGGERO di Lorenzo Marone

Questo libro mi ha ricordato una commedia alla Totò e Peppino in una Napoli che fa da contorno – ma anche da protagonista – dove il primo attore è uno – Erri - ma sono anche tanti, tenuti insieme da una sceneggiatura perfetta, in cui l’autore spazia dal presente al passato senza mai perdere il filo del discorso, senza mai lasciare che il lettore si distragga. Il sipario si apre già alla prima pagina, con una faro puntato su questa grande famiglia allargata, tanto strana, difficile, imperfetta, bugiarda, piena di casini ma pur sempre famiglia. Quelle famiglie tanto poco mulino bianco che, io l’ho sempre detto, per me non esistono; quelle famiglie sgangherate che riescono, pur con i loro giganteschi casini e difetti, ad andare avanti, giorno per giorno.
Leggendo questo libro ho provato un’infinità di emozioni differenti, dovute al taglio sì riflessivo che Lorenzo ha dato alla storia ma anche a quegli sprazzi divertenti, siparietti simbolo della nostra Italia, delle nostre famiglie numerose, di quel sud da cui quasi tutti, alla vicina o alla lontana ormai proveniamo.
Recensione qui.

Trama: Erri Gargiulo ha due padri, una madre e mezzo e svariati fratelli. È uno di quei figli cresciuti un po’ qua e un po’ là, in bilico tra due famiglie e ancora in cerca di se stesso. Sulla soglia dei quarant’anni è un uomo fragile e ironico, arguto ma incapace di scegliere e di imporsi, così trattenuto che nella sua vita, attraversata in punta di piedi, Erri non esprime mai le sue emozioni ma le ricaccia nel¬lo stomaco, somatizzando tutto.
Finché un giorno la moglie Matilde, con cui ha cer¬cato per anni di avere un bambino, lo lascia.
Da quel momento Erri non avrà più scuse per rimandare l’appuntamento con il suo destino.
Circondato da un carosello di personaggi mai banali, Erri deciderà di affrontare, una per una, le piccole e grandi sfide a cui si è sempre sottratto. Imparerà così che per essere felici dobbiamo essere pronti a liberarci del nostro passato, capire che noi non siamo quello che abbiamo vissuto e che, se non vogliamo vivere una vita che non ci appartiene, a volte è indispensabile ribel¬larci. Anche a chi ci ama.
Sarà pronto, ora, a prendere la decisio¬ne più difficile della sua esistenza?

6° POSTO:

SCRIVERE È UN MESTIERE PERICOLOSO di Alice Basso

Seguito del libro L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome. Se già Alice con il primo romanzo era stata superba nel raccontare le vicissitudini della nostra ghostwriter dark, paladina degli scrittori incapaci o in blocco, in questo secondo capitolo si è veramente superata.
In questo nuovo lavoro ho ritrovato la scrittura divertente ed ironica ma anche molto colta che mi aveva colpito nel libro d'esordio. Se nel primo libro Alice Basso faceva sfoggio di un'ampia conoscenza di letteratura americana, in questo cita moltissimi libri gialli facendo venire voglia di leggerli tutti. Ed è proprio la parte del mistero da scoprire - quel tocco di giallo che già era stato accennato nel primo libro - che in questo secondo volume mi è sembrata più completa, meno affrettata, più intricata ed interessante. 
Recensione qui.

Trama: Un gesto, una parola, un'espressione del viso. A Vani bastano piccoli particolari per capire una persona, per comprenderne il modo di pensare. Una dote speciale di cui farebbe volentieri a meno. Perché Vani sta bene solo con sé stessa, tenendo gli altri alla larga. Ama solo i suoi libri, la sua musica e i suoi vestiti inesorabilmente neri. Eppure, questa innata empatia è essenziale per il suo lavoro: Vani è una ghostwriter di una famosa casa editrice. Un mestiere che la costringe a rimanere nell'ombra. Scrive libri al posto di altri autori, imitando alla perfezione il loro stile. Questa volta deve creare un ricettario dalle memorie di un'anziana cuoca. Un'impresa più ardua del solito, quasi impossibile, perché Vani non sa un accidente di cucina, non ha mai preso in mano una padella e non ha la più pallida idea di cosa significhino termini come scalogno o topinambur. C'è una sola persona che può aiutarla: il commissario Berganza, una vecchia conoscenza con la passione per la cucina. Lui sa che Vani parla solo la lingua dei libri. Quella di Simenon, di Vázquez Montalbán, di Rex Stout e dei loro protagonisti amanti del buon cibo. E, tra un riferimento letterario e l'altro, le loro strambe lezioni diventano di giorno in giorno più intriganti. Ma la mente di Vani non è del tutto libera: che le piaccia o no, Riccardo, l'affascinante autore con cui ha avuto una rocambolesca relazione, continua a ripiombarle tra i piedi. Per fortuna una rivelazione inaspettata reclama la sua attenzione: la cuoca di cui sta raccogliendo le memorie confessa un delitto. Un delitto avvenuto anni prima in una delle famiglie più in vista di Torino. Berganza abbandona i fornelli per indagare e ha bisogno di Vani. Ha bisogno del suo dono che le permette di osservare le persone e scoprirne i segreti più nascosti.
Eppure la strada che porta alla verità è lunga e tortuosa. A volte la vita assomiglia a un giallo. È piena di falsi indizi. Solo l'intuito di Vani può smascherarli.
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome è stato uno degli esordi più amati dai lettori e dalla stampa più autorevole. Lo stile unico e la forza narrativa di Alice Basso hanno conquistato tutti. Come la sua esilarante protagonista, Vani, che torna con un nuovo libro da scrivere, un nuovo caso da risolvere e un nuovo inaspettato nodo sentimentale da sciogliere.

7° POSTO:

FLAWED - GLI IMPERFETTI di Cecelia Ahern

Un libro che mi ha conquistata anche se fuori dai canoni delle mie solite letture.
Uno young adult distopico da cui non emerge assolutamente una semplificazione dello stile o della trama, ma che risulta essere adatto ad ogni età, anche per chi, come me, legge pochissimo questo tipo di libri.
Un esperimento riuscito quello dell’autrice, conosciuta normalmente per i suoi lavori un po' più romance, che ha saputo mettersi alla prova con un genere nuovo, dimostrando ancora una volta di essere una bravissima narratrice ed anche una grande inventrice di storie. Adoro quando una scrittrice evolve senza paura, quando nonostante sia famossissima prova a buttarsi in qualcosa di nuovo, senza avere il timore che i suoi lettori affezionati le voltino le spalle.
Recensione qui.

Trama: In un futuro non molto lontano, il giudice ​Crevan conduce una spietata guerra contro l’immoralità.
È lui e lui solo a decidere chi è un cittadino modello, e chi invece è un “imperfetto”, un essere Fallato da marchiare a ​ ​ fuoco con una ​F sulla pelle e da allontanare dalla società civile. 
Celestine ha diciassette anni e non ha mai avuto dubbi sul suo ruolo nel mondo: è una figlia perfetta, una studentessa perfetta, ed è anche una fidanzata perfetta. La fidanzata di Art, il figlio del giudice Crevan. Ma un giorno tutto cambia. Celestine vede un Fallato in fin di vita e sente di doverlo aiutare. D’un tratto tutto ciò che ha sempre ritenuto giusto non lo è più. Perché la compassione è più forte. Più forte della legge e delle rigide regole del giudice Crevan. Celestine decide quindi di aiutare il pover’uomo e quella decisione cambia la sua vita in un attimo.
Allontanata dalla famiglia, arrestata e umiliata, la ragazza viene ​ ​ trascinata in processo davanti a Crevan. E proprio lui, incurante delle suppliche di Art, la condanna a essere marchiata a fuoco come Fallata. Sarà durante il processo che la strada di Celestine incrocerà quella di Carrick Vane, un Fallato misterioso e affascinante: l’unico amico su cui d’ora in poi Celestine potrà contare.

8° POSTO:

LO STRANO VIAGGIO DI UN OGGETTO SMARRITO di Salvatore Basile

Che tenerezza questo libro. Mi ha conquistato con il suo intercedere lento e malinconico. Un viaggio fisico alla ricerca di una madre scomparsa ma anche un viaggio interiore alla ricerca di se stessi, dei propri sentimenti, del proprio animo. L’autore è stato bravissimo ad imprimere sulla storia quella sensazione di vuoto e di mancanza; una sensazione che non mi ha mai abbondata, durante tutta la lettura e che alla fine mi è mancata, lasciandomi orfana di una tensione emotiva che mi ha colpito più di quanto mi abbiano colpito le parole. E quando un libro mi arriva così non posso che adorarlo, consigliarlo, regalarlo!
Recensione qui.

Trama: Il mare è agitato e le bandiere rosse sventolano sulla spiaggia. Il piccolo Michele ha corso a perdifiato per tornare presto a casa dopo la scuola, ma quando apre la porta della sua casa nella piccola stazione di Miniera di Mare, trova sua madre di fronte a una valigia aperta. Fra le mani tiene il diario segreto di Michele, un quaderno rosso con la copertina un po’ ammaccata. Con gli occhi pieni di tristezza la donna chiede a suo figlio di poter tenere quel diario. Lo ripone nella valigia, promettendo di restituirlo. Poi, sale sul treno in partenza dalla banchina. Sono passati vent’anni da allora. Michele vive ancora nella piccola casa dentro la stazione ferroviaria. Addosso, la divisa di capostazione di suo padre. Negli occhi, una tristezza assoluta, profonda e lontana. Perché sua madre non è mai più tornata. Michele vuole stare solo, con l’unica compagnia degli oggetti smarriti che vengono trovati ogni giorno nell’unico treno che passa da Miniera di Mare. Perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano. Finché un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, incastrato tra due sedili, Michele ritrova il suo diario. Non sa come sia possibile, ma Michele sente che è sua madre che l’ha lasciato lì. Per lui. E c’è solo una persona che può aiutarlo: Elena, una ragazza folle e imprevedibile come la vita, che lo spinge a salire su quel treno e ad andare a cercare la verità. E, forse, anche una cura per il suo cuore smarrito. Salvatore Basile ci regala una favola piena di magia, emozione e speranza. Una nuova voce italiana indimenticabile, che disegna un sorriso sul nostro cuore.

9° POSTO:


SARO' COME MI VUOI di Greta Simeone

Un libro che ha saputo stupirmi perchè in questa lettura c’è ironia, freschezza, sagacia, cultura cinematografica oltre che una storia d’amore divertente, coinvolgente e anche un po’ improbabile. La protagonista di questo libro mi ha ammaliato sin dalle prime righe. Gina: anonima, triste, sciatta, pessimista ed anche un po’ sfigata. Un brutto anatroccolo perso in questo immenso stagno che è la vita. Uno stagno in cui ogni giorno vede sfilare davanti a se dei meravigliosi cigni che lei non può far altro che invidiare. Ma, per fortuna, a volte la vita fa un po’ da se, ed uno scossone lo regala anche a chi come Gina non è di certo incline a svoltare la propria esistenza. Lo stile dell’autrice è impeccabile, divertente al punto giusto, ma anche capace di acquisire toni più seri in alcuni punti o più sensuali in altri. Una capacità di parlare di sesso e di mostrarcene anche alcune scene in modo mai volgare ma, anzi, raccontandole in modo piacevole e convincente.
Recensione qui.

Trama: A Gina sta andando tutto storto: sola da un po’, ora ha anche perso il lavoro. Risponde ad annunci di tutti i tipi, per paura di dover rinunciare alla propria casa e tornare a vivere dai suoi, che sono freddi come l’inverno, anche se ormai si è convinta che non l’assumerà nessuno. Troppa la concorrenza, con la crisi che c’è, e lei non brilla in niente. Una sera però arriva, a sorpresa, una telefonata. A chiamarla è Paolo, socio in una catena di sexy shop, che cerca una venditrice a domicilio, e con cui aveva avuto un colloquio poche ore prima. Lei era certa di aver fatto una pessima figura, ma secondo Paolo ha le carte in regola per riuscire.
Però … però dovrà rifarsi il look, acquisire le giuste competenze, seguire tutte le sue indicazioni, affidarsi a lui senza remore: è disponibile?
Gina accetta con riluttanza l’unica proposta ricevuta. Presto, inaspettatamente, le si aprirà un mondo nuovo: sotto la guida di Paolo imparerà molto su se stessa e sulle sue capacità. Troverà l’amore, perderà le sue inibizioni. Fino a quando ogni sua certezza sarà spazzata via da una terribile scoperta.

10° POSTO:

L'ARMONIA SEGRETA di Geraldine Brooks

Un romanzo storico, ricostruzione della vita del re David d'Israele
Quello che spicca maggiormente – oltre ovviamente ad una caratterizzazione storica perfetta – sono i personaggi, resi in modo perfetto sia a livello fisico che emotivo. Un intreccio di vite che costituiscono l’elemento principale di questo libro.
Uno stile chiaro, diretto, capace di non appesantire la storia dandone una visione troppo storica, pur lasciando che questo tratto emerga ed anche in modo molto approfondito. Insomma un mix tra nozioni storiche necessarie ad inquadrare il periodo, le condizioni di vita, le abitudini dei protagonisti ed una parte narrativa più leggera ed intrigante, capace di far appassionare il lettore.
Recensione qui.

Trama: È l’alba di una calda estate del X secolo a.C. quando il piccolo Natan è destato dal sonno da grida atroci, provenienti da ogni parte del villaggio lungo le rive del Mar Rosso, dove da tempo immemorabile la sua famiglia esercita il mestiere di vignaioli. Si precipita fuori casa, e la scena che si apre davanti ai suoi occhi è raccapricciante. Suo padre e suo zio giacciono in un lago di sangue, e davanti ai suoi occhi, la daga ancora stretta nella mano, si erge l’assassino: David, il figlio di Yshay di Bet Lehem.
Accampato nei pressi del villaggio, chiedeva da qualche giorno una decina di otri di vino e qualche sacco di datteri per sé e i suoi uomini e, dinanzi al rifiuto del padre di Natan, è penetrato furtivamente di notte tra le case per vendicarsi.
Col volto rigato di lacrime, Natan fissa negli occhi quel giovane uomo noto nell’intero Israel per il suo coraggio, la sua audacia e il suo talento nel trarre le armonie più segrete dall’arpa che tiene sempre con sé. Da ragazzo, a Emeq Elah, ha messo in fuga i Filistei, uccidendo con un colpo di fionda ben assestato il gigante Golyat. Valente guerriero, è stato a capo di tutte le armate di re Shaul, finché un giorno il re, accecato dalla gelosia, gli ha scagliato contro una lancia, e lo ha costretto alla fuga e a una vita da brigante e predatore di villaggi indifesi.
Natan dovrebbe esplodere d’ira e di rabbia, ma, mentre una strana calma si impadronisce di lui, comincia a proferire delle parole che non riesce a sentire, ma che turbano profondamente David e i suoi compagni. Parole dettate da una Voce che parla attraverso la sua bocca. Parole che annunciano una grande profezia: il figlio di Yshay di Bet Lehem, il guerriero divenuto brigante per volontà di Shaul, sarà incoronato re di Yehudah, farà un solo popolo delle tribù del Nome, fonderà il regno imperituro di Israel. E lui, Natan, piccolo pastore e vignaiolo del Mar Rosso, sarà il suo profeta.

Ecco qui, ogni volta sempre più difficile, perchè creare una classifica in cui rientrino generi così differenti mi mette a dura prova. Ovviamente il pensiero è personalissimo ed è condizionato dal ricordo che, dopo un anno di letture, mi rimane di determinati libri. Purtroppo 10 posti sono pochissimi e rimangono fuori dalla classifica libri che ho comunque amato molto.
E voi? Avete fatto una classifica? Siete soddisfatti dei libri letti lo scorso anno?
Io quest'anno proverò a superare ancora me stessa ma chissà, l'anno è ancora lungo!

sabato 24 dicembre 2016

If I Say... #4 - Natale



Buongiorno, eccoci alla nuovissima puntata di If I say, la rubrica in collaborazione con Baba Desperate Bookswife . Ultimo appuntamento con la rubrica prima della pausa natalizia.
Prima di tutto vi auguro buone feste! State già cucinando? Io sì! Madre sicula insegna che si comincia a preparare la mattina del 24 e si finisce la sera del 26 in un meraviglioso tour de force familiare e mangereccio. Quindi anche nei prossimi giorni tenete d’occhio i profili social del blog perchè vi farò vedere qualche manicaretto!!!
Ma passiamo alla rubrica. La partola di oggi sarà Natale.
Non sono abituata ad intraprendere letture prettamente natalizie; non l’ho mai fatto e quindi non ho dei libri particolari per questo periodo dell’anno. Però c’è un libro che da quando è uscito stuzzica la mia curiosità e che mi è subito venuto in mente pensando al Natale perché a quanto pare sembra perfetto per questo periodo. Si tratta de: Il tredicesimo dono di  Joanne Huirst Smith edito da Garzanti. Un libro che devo assolutamente leggere nel nuovo anno che si sta irrimediabilmente avvicinando.


Un altro libro cui ho subito pensato è un libriccino di mio figlio, che quest’anno per la prima volta ha potuto leggere da solo – prima elementare speedy -; si tratta di un libro che le mie amiche di sempre gli regalarono al suo primo natale e che è stato creato apposta per lui. Un pensiero dolcissimo che ai tempi mi fece emozionare e che ancora oggi conservo come un oggetto prezioso.
All’interno c’è il suo nome, una storia creata in modo personalizzato ed una dedica che rimarrà impressa per sempre; insomma un pensiero unico da parte di qualcuno che ha fatto un regalo ragionato e non tanto per fare!
Se per caso conoscete bimbi importanti per cui crearlo sono sicura possa essere un regalo graditissimo e diverso dal solito. Ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le occasioni, li trovate cliccando qui



















Normalmente, come ben sapete, questa rubrica potete trovarla su entrambi i blog - qui e in quello di Baba - ma per questa volta sarà diverso perchè purtroppo la mia sister virtuale ha avuto dei problemi familiari - un abbraccio fortissimo sorella!!! - e non ha potuto preparare il post. Ci penso comunque io a segnalarvi il libro che Baba vi avrebbe consigliato. Si tratta di Fuga dal Natale di John Grisham edito da Mondadori.
Ecco cosa dice Baba di questo libro: "È un romanzo che mi ha fatto sorridere, senza essere demenziale. Un romanzo vintage scritto da un autore che non conoscevo ma che ho imparato ad apprezzare. Ed è l'unico libro che ho letto ad alta voce per la mia famiglia, dalla prima all'ultima riga."



Un'ultima cosa, prima di andare a mangiare come se non ci fosse un domani vi chiediamo di votare nel format qui sotto per decidere la parola che utilizzeremo la prossima puntata!!!
BUON NATALE!!!!!!!