venerdì 27 febbraio 2015

Chi ben comincia #73 - La casa di tutte le guerre di Simonetta Tassinari

Buongiorno a tutti, come va? Pronti per un nuovo week end? Io, nei prossimi giorni, ho solo voglia di riposare. Ho troppa stanchezza arretrata che necessita di essere spazzata via!
Ma passiamo al nostro appuntamento fisso del venerdì, la rubrica Chi ben comincia, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri
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Oggi ho deciso di lasciarvi l'incipit di un libro uscito da pochissimo che mi è stato inviato proprio nei giorni scorsi dalla casa editrice che ringrazio. Sto parlando di La casa di tutte le guerre di Simonetta Tassinari edito da Corbaccio.

REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti



Vorrei premettere che nell’estate del 1967 io non avevo undici anni, come suggerirebbe il calendario, bensì dieci e mezzo, perché sono nata il trenta dicembre, e approfitterei dell’occasione per spezzare una lancia in favore di quelli che, come me, corrono sempre il rischio di sembrare più vecchi. Si capisce che la gente non può nascere tutta il primo gennaio, come ci si potrebbe augurare per evitare complicazioni. Tuttavia, se si riuscisse a rieducare le persone a non ficcare il naso nelle faccende altrui, si eviterebbe la seccatura, soprattutto alla mia età attuale, di dover immancabilmente precisare, mentre chi ti sta davanti fa i suoi stupidi conti e ti attribuisce un mezzo annetto in più che non meriti affatto: Ma guardi che sono della fine di dicembre, io!
A ogni modo dal 1967, e forse anche prima, ho sempre pensato due cose: che in fondo c’era chi stava peggio di me (per esempio, i nati il trentun dicembre); e che la mia irritazione nei confronti del mio giorno natale fosse, in buona parte, causata da mia madre. Fino alla fine della quinta elementare mi facevano le treccine o i codini, mi vestivano con abitini col carrè e calzini col pon pon. Perdipiù ero una brunetta piuttosto bassa e magrolina, sicché gli estranei mi davano generalmente otto anni o perfino sette. E mia madre, quando rispondeva, dopo aver ammesso che effettivamente non ero una stanga, non mancava mai di aggiungere: "In realtà Silvia va per gli undici, ma è nata il trenta dicembre, e ci vuole ancora un mucchio di tempo per il suo compleanno!" Regolarmente mi domandavo che cosa avrebbe risposto se io fossi stata, mettiamo, di marzo o proprio del primo gennaio, senza neanche la speranza che in quel mucchio di tempo la mia statura potesse aumentare: "In realtà ne ha undici, ma è così bassa perché purtroppo ha preso dalla zia Prospera, che è quasi una nana, mentre la poverina avrebbe voluto tanto assomigliare a sua nonna Mary Frances, che è un metro e settanta".
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Silvia ci parla direttamente dall'alto dei suoi 10 anni e mezzo raccontandoci subito i suoi problemi legati all'età, all'aspetto fisico ed anche al modo in cui sua mamma la pettinava o la vestiva. 
Me la immagino Silvia, mentre riflette su queste "banalità" che per una bambina di quell'età possono essere importantissime. E mi fa tenerezza. 
Avrei proprio voglia di continuare a leggere per sapere come continua questa lettura.Cosa ne pensate di questo incipit? Vi stuzzica la curiosità o vi lascia indifferenti? Aspetto i vostri pareri! :)

mercoledì 25 febbraio 2015

Recensione #48 - La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone

Buon pomeriggio a tutti! Come state? Io tutto bene a parte le mille cose da fare tra lavoro e casa.
Oggi torno con una recensione: quella di La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone edito da Longanesi, 268 pagine.  

Trama: Cesare Annunziata potrebbe essere definito senza troppi giri di parole un vecchio e cinico rompiscatole. Settantasette anni, vedovo da cinque e con due figli, Cesare è un uomo che ha deciso di fregarsene degli altri e dei molti sogni cui ha chiuso la porta in faccia. Con la vita intrattiene pochi bilanci, perlopiù improntati a una feroce ironia, forse per il timore che non tornino. Una vita che potrebbe scorrere così per la sua china, fino al suo prevedibile e universale esito, tra un bicchiere di vino con Marino, il vecchietto nevrotico del secondo piano, le poche chiacchiere scambiate malvolentieri con Eleonora, la gattara del condominio, e i guizzi di passione carnale con Rossana, la matura infermiera che arrotonda le entrate con attenzioni a pagamento per i vedovi del quartiere. Ma un giorno, nel condominio, arriva la giovane ed enigmatica Emma, sposata a un losco individuo che così poco le somiglia. Cesare capisce subito che in quella coppia c'è qualcosa che non va, e non vorrebbe certo impicciarsi, se non fosse per la muta richiesta d'aiuto negli occhi tristi di Emma... I segreti che Cesare scoprirà sulla sua vicina di casa, ma soprattutto su se stesso, sono la scintillante materia di questo romanzo, capace di disegnare un personaggio in cui convivono, con felice paradosso, il più feroce cinismo e la più profonda umanità. 

Cesare, Cesare, ma quanto mi manchi?!?!?!?!?
Chi è veramente Cesare? Un vecchio acido e cinico o un uomo che ha imparato dalla vita che non c'è il tempo per perdersi in inutili giri di parole? Probabilmente è entrambi. 
Burbero, poco incline ai sentimentalismi, amante delle donne prosperose, litigioso con la figlia, indifferente con il figlio e poco adatto a fare il nonno. Ma Cesare è anche profondo, dolce, un uomo che la vita la prende a morsi per non rimanere con l'amaro in bocca, un uomo che tiene alla sua famiglia molto più di quanto apparentemente voglia far credere e che sa farsi in quattro per gli altri anche quando il buon senso gli direbbe di lasciar perdere. 
Credetemi, sono qui, davanti a questo spazio bianco a cercare di spiegare come possa un personaggio così apparentemente negativo e scorbutico entrare nel cuore, lacerargli la corazza e fargli un taglio così profondo da farlo sanguinare per giorni dopo che la parola fine è stata letta. 
Forse riesce a farlo perchè in Cesare c'è un po' ognuno di noi, tutto quello che vorremmo e non vorremmo essere nella nostra vita; il suo essere così se stesso ed il suo contrario; la sua sincerità che ci viene sbattuta in faccia fin dalla prima riga, senza sotterfugi, senza nascondersi davanti a ciò che un uomo della sua età dovrebbe essere.
Ecco come si presenta ai nostri occhi nelle prime righe del romanzo:
"Mio figlio è omosessuale. 
Lui lo sa. Io lo so. Eppure non me l'ha mai confessato. Niente di male, sono molte le persone che attendono la morte dei genitori per lasciarsi andare e vivere liberi la propria sessualità. Solo che con me non funzionerà, ho intenzione di campare ancora a lungo, almeno una decina di anni. Se Dante vorrà emanciparsi, quindi, dovrà fregarsene del sottoscritto. Io a morire per i suoi gusti sessuali non ci penso proprio." 
Cesare è anziano ma vivo e per tutto il libro vuole sottolinearlo e dimostrarlo, andando contro tutto quello che il suo essere anziano sembrerebbe volergli togliere.
Vedovo, più libero che mai, con due figli con cui non riesce ad avere un rapporto sereno, Cesare ci mostra la sua vita. Una vita fatta di incontri amorosi con Rossana, la sua formosa - quanto anziana direi io! - infermiera cui è più legato di quello che ci vuole far credere; una vita fatta di chiacchiere con il suo amico Marino che dalla morte della moglie si è chiuso in casa aspettando che giunga anche la sua ora; una vita fatta di continui tentativi di fuggire agli approcci della gattara del palazzo, con la sua puzza che inonda il pianerottolo e ti insudicia i vestiti. 
Cesare osserva in silenzio. Cesare ha l'occhio lungo. E' anziano ma molto sveglio. Ha capito da anni che Dante è omosessuale; ha capito che qualcosa nella vita della figlia non va nel verso giusto; ha da subito creduto che i suoi due nuovi vicini fossero strani e troppo solitari. Capisce tutto Cesare, ma in fondo anche niente perchè molte cose della sua vita passata gli sono ignote; mentre con il suo fare da sbruffone crede di poter controllare la vita degli altri si rende conto che, in fondo, non ha mai potuto controllare neanche la sua. E' a questo che assistiamo, all'evolversi di una consapevolezza che all'inizio del libro Cesare non aveva, all' insorgere di riflessioni che prima o poi una vita ti sbatte in faccia mostrandoti il conto da pagare.
Come può un uomo come lui, incapace di avere un rapporto sereno con i suoi figli, attaccarsi così tanto ad Emma, una qiovane vicina in difficoltà, essere per lei come un padre, tirarare fuori quella saggezza che spesso gli manca nelle discussioni con Sveva e Dante? Quante volte ci capita di essere più disponibili con un estraneo che con un nostro familiare? E' questo che succede a Cesara, con Emma tutto è più semplice, con lei non c'è bisogno di avere una maschera, lei tanto fragile e bisognosa di una spalla su cui piangere e riversare tutta la sua sofferenza.
Ed ecco che assistiamo all'evoluzione di cui parlavo prima. La vicinanza con questa donna lo cambia, lo fa riflettere, lo rende consapevole, gli fa capire un po' di più quei figli che fino a quel momento gli sembravano tanto lontani.
Un personaggio, Cesare, che resta nel cuore grazie alle sue sfaccettature, alla sua caratterizzazione così reale ed umana, alla sua impertinenza ma anche alla sua infinita voglia di vivere; ma di vivere sul serio, non di sopravvivere. Il suo scopo è quello di essere felice, cascasse il mondo, anche a costo di non essere capito. E invece alla fine Cesare lo capiamo, eccome, e facciamo il tifo per lui perchè è così che vorremmo diventare una volta anziani: non facenti parte della tappezzeria di una poltrona sgualcita ma con la necessità di essere ancora parti attive nel mondo, con la voglia di affrontare la vita senza barriere, senza peli sulla lingua e soprattutto senza rimpianti. 
Insomma, questo libro lo consiglio senza riserve, sicura che spesso andrò a riaprirlo per leggerne i passaggi che ho sottolineato (e sono moltissimi!) perchè mi ha fatto ridere ma mi ha anche fatto venire gli occhi lucidi!
Voi lo avete letto? Se sì come vi è sembrato? Se no, vi ispira? Aspetto le vostre impressioni!! :)

VOTO:  


martedì 24 febbraio 2015

Chi bussa? #20

Ciao carissimi, cosa mi raccontate di bello? Io sono in un periodo particolarmente incasinato ed anche pieno di pensieri ma per fortuna c'è il blog e ci siete voi a rasserenarmi un po'.
E' parecchio tempo che non vi presento qualche novità quindi oggi sono qui con una nuova puntata di Chi bussa?, la rubrica dedicata alle segnalazioni di autori emergenti e dei loro lavori. Pronti per scoprire Chi bussa?
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Titolo: Gold Apple School
Autore: Veronica Piras

Genere: Narrativa
Pagine: 428 pagine
Costo: cartaceo 9.93, ebook 1.18 € acquistabile qui
Pubblicazione: Autopubblicato

Trama: Dopo diversi tentennamenti alla fine Giada ce l’ha fatta: si è iscritta alla Gold Apple School, la scuola di cucina più famosa al mondo. È consapevole del fatto che dovrà rinunciare al sole di Roma per la grigia Londra, ma iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza non è il suo sogno, è quello del padre. Le valigie sono pronte, il suo cuore un po’ meno. A soli 19 anni dovrà lasciare gli amici, la famiglia, il suo cane Spank e la sua adorata nonna, che le ha trasmesso l’amore per la cucina. Ma Londra la attende e la Gold Apple School ha in serbo per lei emozioni indimenticabili.
Un romanzo che racchiude una storia di speranza, d’amore e di amicizia. Non si è mai troppo giovani, né troppo vecchi, per incominciare ad inseguire i propri sogni.


Autrice: Veronica Piras, classe 84′, nasce a Villanovatulo, un piccolo paese in provincia di Cagliari. Attualmente vive a Roma, dove si è specializzata in Informazione e Sistemi Editoriali con una tesi sul self-publishing. Si è anche laureata in Lingue e Comunicazione a Cagliari con una tesi in antropologia dal titolo “Il rituale dell’argia sarda e il tarantismo pugliese”. Ha inoltre conseguito un master in Editoria e da maggio 2011 è iscritta all’albo dei giornalisti pubblicisti. 
Gold Apple School è il suo secondo romanzo. È fermamente convinta che qualunque scrittore debba cimentarsi in generi diversi e reinventarsi continuamente.
Le piace l’arte in tutte le sue forme, in particolar modo adora leggere, scrivere e recitare. Ama viaggiare e guardare film. È fautrice del fai da te: da quando ha scoperto il mondo della cosmesi naturale e di come sia possibile realizzare prodotti cosmetici a casa, non ne può più fare a meno!

Link utili
 
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/pages/Veronica-Piras-autrice/506229849435282

Indirizzo e-mail: vero.piras@gmail.com


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Un libro che parla di sogni e che promette di parlarci di sentimenti importanti come amore, amicizia, speranza. Che ne dite? Vi ispira? Lo leggerete?

lunedì 23 febbraio 2015

Coming soon #10 - Fiore di fulmine di Vanessa Roggeri

Buorngiorno lettori! Come state? Io felicissima e tristissima allo stesso tempo. Eh già! Ieri è stata una giornata splendidaaaaaaaaaaa, perchè l'ho trascorsa interamente con le mie adorate, dolcissime, uniche LGS. Solo che si sa, quando si fanno delle cose belle il tempo purtroppo vola ed oggi sono triste perchè mi mancano da morire!!! Mi manca chiacchierare con loro nella stanza librosa di Laura, guardarle negli occhi, ridere con loro non dovendo utilizzare le emoticons di MSN, mi manca vedere i nostri figli che giocano insieme come se fossero fratelli, mi manca vedere i nostri mariti che chiacchierano come se si conoscessero da sempre... insomma mi mancano, troppo!!!
Detto questo torniamo al blog. Dopo moltissimo tempo torno con una puntata di coming soon. Non appena ho scoperto questa prossima uscita - che non è immediata visto che parliamo di maggio ma mi piace portarmi avanti - ho pensato a questo post. L'appuntamento di cui parlo è l'uscita del secondo libro di un'autrice che ho apprezzato molto nel suo lavoro di esordio e che non vedo l'ora di incontrare nuovamente tra le mie mani. Sto parlando di Vanessa Roggeri e del suo Fiore di fulmine che pubblicherà nuovamente con Garzanti. Il suo primo lavoro è Il cuore selvatico del ginepro, un romanzo ricco di tradizione che avevo recensito qui.
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Titolo: Fiore di fulmine
Autore: Vanessa Roggeri

Genere: Narrativa Comtemporanea
Pagine:280
Costo: da definire
Pubblicazione: Maggio 2015 - Grazanti

Trama: 1899. È quasi sera, quando all’improvviso il cielo si fa livido mentre enormi nuvole nere galoppano a colorare gli ultimi raggi di sole. Da sempre, la prima cosa da fare è rintanarsi in casa, coprire gli specchi e pregare che il temporale svanisca presto. Eppure la piccola Nora, undici anni e il coraggio più scellerato che la gente di Monte Narba abbia mai visto, non ha nessuna intenzione di mettersi al riparo. Nora vuole sfidare il vento che soffia sempre più forte e correre sulla cima della collina. È appena arrivata sotto una grande quercia quando un fulmine la colpisce sbalzandola lontano, esanime. Per tutto il piccolo villaggio sardo dove è cresciuta la bambina è morta. Ma non è quello il suo destino. Nora riapre i suoi enormi occhi verdi, torna alla vita. Il fulmine le ha lasciato il segno di un fiore rosso sulla pelle bianca e la capacità di vedere quello che gli altri non vedono. Nella sua famiglia nessuno la riconosce più. Non sua madre, con cui amava ricamare la sera alla luce fioca di una candela, né i suoi fratelli, adorati compagni di scorribande nei boschi. C’è un nome per quelle come lei, bidemortos, coloro che vedono i morti, e tutti ne hanno paura. È diventata una reietta, una maledetta. Nel piccolo paese non c’è più posto per lei. La sua nuova casa è Cagliari, in un convento, dove Nora chiude la sua anima in un guscio di dolore, mentre aspetta invano che qualcuno venga a prenderla. Finché un giorno, una donna vestita di nero, elegante e altera, si staglia sulla soglia dell’istituto. È Donna Trinez, una ricca viscontessa. Lei conosce la storia di Nora, sa cosa significa perdere una parte della propria anima e decide di aiutarla. Perché uno sguardo buono e una carezza possono far rifiorire anche un cuore ferito…

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Ancora una volta Vanessa ci porta in Sardegna - la sua terra - per farci conoscere le leggende e le tradizioni che la popolano. Se nel primo libro le protagoniste erano le cogas - streghe vampire capaci secondo le credenze di traformarsi in insetti, generalmente mosche, e di entrare durante la notte nelle stanze dei neonati per succhiargli il sangue fino ad ucciderli - nel suo prossimo lavoro ci parla delle bidemortos - coloro che vedono i morti - anche queste fulcro delle leggende sarde. Sicuramente raccontare una storia su qualcosa che si conosce aiuta a rendere il tutto credibile ed appassionante!
Mi aspetto grandi cose da questo romanzo e non vedo l'ora che arrivi maggio per leggerlo.
E voi cosa ne pensate? Conoscete questa autrice e il suo libro d'esordio? Comprerete il suo nuovo lavoro?

venerdì 20 febbraio 2015

Blogtour "Te lo dico sottovoce" di Lucrezia Scali - 2° TAPPA

Buongiorno lettori e buon venerdì! Un giorno speciale questo, perchè la rubrica Chi ben comincia lascia il posto ad un blogtour cui tengo molto e sono fierissima di partecipare. Il 7 marzo uscirà il primo libro di una ragazza che conosco solo virtualmente, ma che è un punto di riferimento per me qui su blogger da sempre, da quando il mio blog ha visto la luce. E' una delle prime blogger che ho "conosciuto" quando sono approdata in questo mondo magico ma anche immenso. Con lei ho chiacchierato spesso, sia dei blog ma anche di cose molto personali ed ho seguito molto da vicino le vicissitudini che ha vissuto per arrivare a pubblicare il suo romanzo. Se la seguite sapete di chi sto parlando, se invece non la conoscete la blogger in questione è Lucrezia Scali del blog Il libro che pulsa ed il libro è Te lo dico sottovoce, auto-pubblicato dalla stessa Lucrezia.
Dopo tanti sogni e tanto lavoro ora è tutto pronto e tra pochissimo potrete trovarlo su Amazon e caricarlo sui vostri amati E-Reader. In occasione dell'uscita del libro è stato organizzato un blogtour con Giveaway finale dove l'autrice metterà in palio ben due copie per altrettanti fortunati partecipanti.
Oggi trovate qui la seconda tappa dove, in tema con la solita rubrica del venerdì vi presenterò l'incipit del romanzo.
Ma prima voglio ricordarvi come sarà organizzato il tutto e quali sono le regole per poter partecipare al giveaway.

Calendario:

1° Tappa 13/02/2015: Scribacchiando in soffitta - Presentazione del libro Cover + quarta di copertina
2° Tappa 20/02/2015: Un libro per amico - Incipit del romanzo
3° Tappa 27/02/2015: Books Land - Recensione in anteprima
4° Tappa 03/03/2015: I libri ci salvano - Intervista all'autrice
5° Tappa 06/03/2015: Beira's heart - Estratto in anteprima e giveaway
6° Tappa 13/03/2015: Il libro che pulsa - Conclusione giveaway

Ed ora le regole per partecipare al giveaway:

1. I lettori dovranno seguire questo blog e diventare follower anche degli altri che ospitano il blogtour
2. Mettere il "like" alla pagina facebook dell'autrice qui
3. Commentare tutte le tappe del blogtour
4. Condividere il banner e il link all'iniziativa sui vostri social


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Ed ora siete prontiiiiiiii??? Mettetevi comodi e scopriamo insieme in anteprima l'incipit di Te lo dico sottovoce di Lucrezia Scali


Il sole splendeva sulla spiaggia sabbiosa, costellata di palme da cocco curvate dal vento, e tingeva d'oro quell'angolo di paradiso. Il cielo vestiva i colori del turchese, nessuna nuvola si levava all'orizzonte e la brezza disegnava sottili strisce trasparenti sulla superficie dell'acqua.
Adagiata su un lettino vicino alla riva, mandai giù un sorso di cocktail alla frutta. Il mio palato percepì una nota di fragole mature e ananas, insieme al retrogusto di cannella.
Scacciai ogni preoccupazione per godermi appieno il meritato riposo. Un uomo emerse dell'acqua a diversi metri da me e, con passo lento, avanzò nella mia direzione. Ancora qualche istante e avrei potuto osservarne il viso.
E invece no, anche quella mattina le note di A Beautiful Day suonarono all'improvviso. Sfortunatamente ero ancora nello stesso identico mondo di sempre e di paradisiaco rimaneva solo la cartolina incollata con lo scotch sullo specchio sopra la cassettiera.
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Inizio a leggere. Con una cover del genere tutto mi aspetto fuorché la prima immagine in un paradiso tropicale... devo ammettere che ho avuto un momento di mancamento ma poi, tacccc, per fortuna suona la sveglia e ci fa rendere conto che non siamo nel mondo perfetto, con una storia perfetta dove la perfetta lei di turno trova il perfetto uomo sgocciolante a bordo piscina. Per fortuna è solo un sogno e Lucrezia ci fa tornare nel mondo reale, ci fa capire senza mezzi termini che parlerà di un mondo normale, per niente paradisiaco e che potrebbe probabilmente essere quello di ognuno di noi! Brava Lucrezia bell'incipit.
Che poi una vita così sai che noia? Espediente azzeccato per cominciare il tutto anche con un filo di ironia.
Quindi via, cancelliamo dalla mente il fustacchione e torniamo anche noi alla realtà! Ora non ci resta che leggere il seguito della storia per sapere tutto di una ragazza normale con una vita normale che, tirando le somme, sono le storie che ci piacciono di più! :))))
Cosa ne pensate di questo incipit? Vi ha incuriosito? Se sì non perdetevi le prossime tappe del blogtour e soprattutto partecipate al giveaway finale per provare a vincere la due copie digitali in palio.

giovedì 19 febbraio 2015

Recensione #47- La briscola in cinque di Marco Malvaldi

Buongiorno a tutti! Come state? Io sono incoraggiata dal fatto che siamo a giovedì e che il week end si avvicina. Un week end specialissimo!!!!! *_*
Bando alle chiacchiere e torniamo al blog. Oggi sono di nuovo qui con una recensione: quella di La briscola in cinque di Marco Malvaldi edito da Sellerio, 163 pagine.  

Trama: La rivalsa dei pensionati. Da un cassonetto dell'immondizia in un parcheggio periferico, sporge il cadavere di una ragazza giovanissima. Siamo in un paese della costa intorno a Livorno, l'immaginaria Pineta, "diventata località balneare di moda a tutti gli effetti, e quindi la Pro Loco sta inesorabilmente estinguendo le categorie dei vecchietti rivoltandogli contro l'architettura del paese: dove c'era il bar con le bocce hanno messo un discopub all'aperto, in pineta al posto del parco giochi per i nipoti si è materializzata una palestra da body-building all'aperto, e non si trova più una panchina, solo rastrelliere per le moto". L'omicidio ha l'ovvio aspetto di un brutto affare tra droga e sesso, anche a causa della licenziosa condotta che teneva la vittima, viziata figlia di buona famiglia. E i sospetti cadono su due amici della ragazzina nel giro delle discoteche. Ma caso vuole che, per amor di maldicenza e per ammazzare il tempo, sul delitto cominci a chiacchierare, discutere, contendere, litigare e infine indagare il gruppo dei vecchietti del BarLume e il suo barista. In realtà è quest'ultimo il vero svogliato investigatore. I pensionati fanno da apparato all'indagine, la discutono, la spogliano, la raffinano, passandola a un comico setaccio di irriverenze. Sicché, sotto all'intrigo giallo, spunta la vita di una provincia ricca, civile, dai modi spicci e dallo spirito iperbolico, che sopravvive testarda alla devastazione del consumismo turistico modellato dalla televisione.

Marco Malvaldi, autore pressochè sconosciuto per me fino a qualche mese fa quando nei lunghissimi chiacchiericci che io e le mie amiche Lettrici Geograficamente Sparpagliate intraprendiamo ogni giorno su MSN è venuto fuori prepotentemente il nome di Malvaldi.
Chi mi conosce sa che prediligo i libroni lunghi e pesanti - di peso fisico eh, non di noia mortale - quindi forse per quello Malvaldi era sempre rimasto un po' defilato nelle mi scelte di lettrice; ai libri di meno di 200 pagine ho sempre prediletto quelli con più di 500 perchè riesco ad affezionarmi meglio ai personaggi, a sentirli più vicini, più parte della mia vita.
Questa volta però, complice il Gruppo di Lettura di Noi che mi condiziona parecchio l'organizzazione del tempo, avevo bisogno di un libro corto, leggibile in pochissimo tempo, quindi mi sono buttata su Malvaldi e precisamente sul suo primo libro, scritto nel lontano 2007, La briscola in cinque.
Un giallo, ma anche un libro di vita vera, quella che si respira nei bar di paese. Ed è proprio il BarLume il protagonista di questo libro. Poco importa se è stato trovato il cadavere di una ragazza e se lo scopo del libro sia trovare il colpevole; quello che conta è quello che si dice al bar ed il profumo di familiarità e congregazione che si respira varcandone la soglia.
Come in tutti i bar di paese gli utenti principali sono gli anziani, quegli anziani che ogni giorno, lasciando a casa le loro mogli con le loro continue raccomandazioni, vanno al bar per una partitella e briscola con gli amici di sempre. Se poi ci scappa il delitto e si ha anche qualcosa su cui spettegolare ben venga!!!
Ed eccoli qui i simpatici vecchietti che allietano le 163 pagine di questo libro:
"Ampelio Viviani, anni 82, ferroviere in pensione, discreto ex ciclista dilettante e incontestato trionfatore della gara di moccoli introdotta (ufficiosamente) all'interno della festa dell'Unità di Navacchio per ventisei anni consecutivi dal 1956, si alza fieramente con l'ausilio del bastone e si dirige garibaldino verso il bar."
"Aldo, quello del ristorante Boccaccio, è lì che mescola le carte e chiede: 
- Scopa, briscola, tresette?
Gli altri due avventori seduti al tavolo alzano la testa; esordisce Gino Rimediotti, 75 portati male, pensionato delle poste, col suo solito: 
- A me va bene tutto. Mi basta d'un gioa' in coppia con lui lì."
"Il quarto uomo si chiama Pilade Del Tacca, ha assistito al placido scorrere di settantaquattro primavere ed è felicemente soprappeso. Anni di duro lavoro al Comune di Pineta, in cui se non fai colazione quattro volte per mattina non sei nessuno, lo avevano forgiato sia fisicamente che caratterialmente: infatti, oltre che maleducato, era anche rompicoglioni."
Ditemi voi come sia anche solo lontanamente immaginabile, dopo aver conosciuto questi arzilli vecchietti, non appassionarsi immediatamente a loro, al bar, alle loro battute in dialetto toscano ed ai loro battibecchi di gioco. Per fortuna a stemperare gli animi c'è Massimo, proprietario del BarLume, nipote di uno di loro nonchè ritrovatore del cadavere della ragazza uccisa e improvvisato detective di provincia.
Con uno stile divertente, fresco e molto familiare Malvaldi ci accompagna così all'interno di un mondo fatto di chiacchiere, bugie, sguardi tesi, investigazioni improvvisate ed anche maldicenze di paese che rendono la lettura coinvolgente e velocissima; tanto veloce che alla fine del libro si resta anche un po' male per la sua brevità.
Mi sono piaciuti i personaggi con i loro nomi impronunciabili, la scelte del titolo del libro legato, come i successivi, al gioco delle carte, la scelta dell'ambientazione toscana in un paese di mare con il suo contrasto con la città, la decisione di scegliere Massimo come protagonista delle indagini ufficiose. Perchè il Massimo detective ci piace, e le tesi strampalate che vengono fuori ad ogni pagina ci fanno sembrare il personaggio molto reale!
In più Malvaldi non si accontenta di averci fatto divertire e alla fine il colpo di scena ce lo dà, degno di un giallo che si rispetti. 
Di sicuro il primo approccio con questo autore è stato ottimo quindi non mi resta che recuperare gli altri libri e buttarmi a capofitto nella lettura.
E voi? Conoscete questo autore e le sue opere? Se siete appassionati qual è il suo libro che vi è rimasto di più nel cuore?
Aspetto i vostri commenti e consigli!!! :)))

VOTO:  


mercoledì 18 febbraio 2015

Chi ben comincia #70 - La dittatura dell'inverno di Valeria Ancione - ERRATA CORRIGE

Buongiorno carissimi, so che oggi non è venerdì ma, come vedete dal titolo sono qui per fare un post di rettifica ad una delle scorse puntate di Chi ben comincia, la rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri
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Complice una formattazione particolare dell'ebook ricevuto da Anna della Mondadori in quella puntata mi è scappato il vero incipit del romanzo La dittatura dell'inverno di Valeria Ancione edito da Mondadori. Mi scuso con l'autrice e con Anna per la svista, e vi lascio l'incipit vero del romanzo. 

REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti


Non sapevo chi fosse, ma avrei dovuto capire chi sarebbe diventata, perché quando si muove nella mia vita Eva fa rumore.
La prima volta che mi ha parlato è stato a settembre di due anni fa, eravamo a un ricevimento di matrimonio. Avevo cercato di scambiare qualche parola con gli sconosciuti che sedevano al mio tavolo, non ricavandone che mezze risposte. Dopo la cena per fortuna la musica aveva aperto le danze in una sala adibita a discoteca. Ballare mi estranea di solito, mi mette a mio agio. Michele, al contrario, quando non è nel suo ambiente sta nell’angolo, accenna qualche passo a tempo per farmi compagnia e subito si ritira.
Anche quella sera si teneva in disparte.
Di fronte a me ballava una giovane donna, o una ragazza; con le luci a intermittenza non ne distinguevo i tratti del volto. Mi guardava e sorrideva. D’improvviso mi aveva tirata a sé urlandomi all’orecchio: «Mi piace come balli, come ti muovi». Mi viene ancora da ridere se ci penso: ero compiaciuta. Ma la cosa più divertente era stata il balzo di Michele in mezzo a noi. «Che vuole quella?
Ci sta provando con te, lo capisci?»
Non avevo mai ricevuto avance da una donna. E tuttora non so se mi aveva lusingato di più quel complimento, quel “mi piace come ti muovi”, o se mi aveva sorpreso la reazione di mio marito.
Non so dire se sia stata semplice gelosia o sesto senso, forse Michele aveva fiutato il pericolo, certo però con gentilezza mi aveva allontanata, prima con la scusa di bere qualcosa, poi perché faceva troppo caldo, infine per uscire a prendere una boccata d’aria.
Insomma, eravamo andati via dalla festa poco dopo. Di quella ragazza coi capelli rossi non avevo conservato alcun ricordo.
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Sicuramente un inizio diverso e più intrigante rispetto alla parte che avevo condiviso con voi. Mi chiedo quindi cosa ne pensate e se il vostro pensiero rispetto a questo libro sia cambiato leggendo il vero inizio.
Fatevi sotto, aspetto i vostri commenti e mi scuso ancora per il disguido.

lunedì 16 febbraio 2015

Recensione #46 - Ogni giorno come fossi bambina di Michela Tilli

Buon pomeriggio a tutti! Come state? Io finalmente ripresa dall'influenza pronta per affrontare questa settimana che si prospetta dura ed impegnativa.
Ma non ci voglio pensare adesso. Ora sono qui per lasciarvi una recensione: quella di Ogni giorno come fossi bambina di Michela Tilli edito da Garzanti, - di cui ringrazio la sempre gentilissima Francesca per avermene fornito una copia - 254 pagine.  

Trama: I lunghi capelli di Argentina, un tempo corvini, ormai sono percorsi da fili argentei, ma i suoi occhi non hanno smesso di brillare. Perché Argentina, a ottant'anni, si sveglia ancora come fosse bambina, mentre attende con ansia quella sorpresa che le cambierà la giornata. Quella sorpresa che nasconde un segreto da non rivelare a nessuno. A scoprirlo è Arianna, che a sedici anni si sente goffa e insicura come se non ci fosse un posto giusto per lei nel mondo. È felice solo quando è circondata dai libri. Le loro pagine sono capaci di portarla lontana dai suoi genitori e dai suoi compagni di scuola che non la capiscono. Essere costretta a fare compagnia ad Argentina è l'ultima cosa che avrebbe voluto. Soprattutto perché quest'ultima, burbera e autoritaria, dice sempre quello che pensa. Ma quando Arianna fa luce sul mistero di quelle lettere che riescono a portare un sorriso sul viso di Argentina, tutto cambia. Qualcosa di forte inizia ad unirle. Perché quelle righe custodiscono una storia e un ricordo d'amore. La storia di Argentina, ancora ragazza, e di Rocco che con un solo sguardo è stato capace di leggerle l'anima, facendo vacillare le sue certezze di sposa promessa. La storia di un sentimento cresciuto sulle note di una poesia tra i viottoli e gli scorci di un piccolo paese. Un paese di cui Argentina ricorda perfettamente gli odori, i sapori, le voci delle feste in piazza. Un paese dove non è più tornata. Ma Arianna è lì per darle il coraggio per affrontare un viaggio che la donna desidera fare...

Chi non vorrebbe una nonna come Argentina? E chi non si è sentito almeno una volta come Arianna?
Due donne così diverse: una al volgere della vita l'altra, giovane, goffa, spaventata da una vita che non ha ancora imparato ad affrontare; entrambe prigioniere del proprio tempo.
Argentina legata ai ricordi del proprio passato lasciato a Grassano - nel sud Italia - per cercare un nuovo presente a Milano dopo il matrimonio.
Arianna incapace di confrontarsi con gli altri se non attraverso il suo blog, la rete ed il mondo virtuare che ogni giorno, per ore, percorre trascinando i suoi chili di troppo strizzati nel suo pigiama rosa.
Argentina incompresa e assillata da una figlia troppo invadente ed Arianna prigioniera di un mondo che gli altri non riescono ad accettare e comprendere.
Tanto diverse dicevo ma anche molto simili: ognuna, a modo suo, alla ricerca di qualcosa.
Con uno stile capace di emozionare ma anche di divertire Michela Tilli riesce, con questo libro, a toccare ed analizzare due mondi apparentemente agli antipodi nella maniera più semplice: facendoli incontrare - scontrare - e mettendoli a confronto.
Ed è attraverso questo confronto che conosciamo le due protagoniste e le incertezze della loro età.
Tutto nasce da una punizione, una punizione che apparentemente per Arianna può sembrare un macigno - occuparsi di una vecchietta sconosciuta abbandonando il suo blog ed i suoi amici virtuali - e che si rivela invece un'occasione per la nascita di un'amicizia. L'amicizia tra una vecchietta arzilla ed impertinente e una ragazzina taciturna e solitaria.
Un'amicizia che saprà arricchire entrambe: Arianna farà conoscere ad Argentina il mondo della rete mentre Argentina riporterà Arianna alla scoperta dei veri valori.
Un libro che rappresenta un viaggio attraverso due generazioni ma anche attraverso l'Italia, alla ricerca di qualcosa per cui possa valere la pena di rischiare.
Ho adorato la delicatezza nella scrittura, la profondità con cui queste due splendide protagoniste sono state analizzate e poi mostrate al lettore.
Mi sono ritrovata a ridere di gusto per gli atteggiamenti che spesso Argentina riserva alla figlia o anche al resto del mondo, con quella trasparenza che solo gli anziani sanno avere; ma mi sono anche ritrovara a riflettere, su quanto si possa restare legati al passato e quanto questo possa aiutare o fare male.
Mi sono spesso rivista nell'animo di Arianna che seppur molto più giovane di me rispecchia il modo in cui spesso noi ci sentiamo, bisognosi di un mondo che non sia quello reale per mostrare il nostro nostro vero essere senza riserve. Ed ho trovato queste due donne - apparentemente molto diverse - molto più simili di quello che mi potessi aspettare perche se per Arianna lo schermo del PC racchiude un mondo da celare agli altri, per Argentina il suo mondo sono quelle lettere che tanto gelosamente custodisce dentro una scatola di latta nel mobile della macchina da cucire. E se per Arianna le costrizioni sono i genitori, per Argentina lo è la figlia.
Un libro con un epilogo divertente ed emozionante.
Una lettura che fa bene al cuore e che consiglio senza riserve.

VOTO:  


venerdì 13 febbraio 2015

Chi ben comincia #72 - Innamorarsi istruzioni per l'uso di Cecelia Ahern

Buon pomeriggio carissimi, come state? Io sono reduce da un'influenza micidiale che spero - oltre alle forze e alle mie facoltà mentali - si sia portata via almeno qualche grammo di ciccia!!! Ho toccato picchi di oltre 39°, cosa che non mi succedeva da credo oltre quindici anni - una botta paurosa - il tutto accompagnato da un mal di testa da paura e un malessere generale diffuso...uno staccio insomma. Oggi, per fortuna, dopo tre giorni va meglio e per la prima volta il termometro non ha chiesto pietà; speriamo regga! :)
Spero che a voi vada un po' meglio!
Ma passiamo a noi, come tutti i venerdì è tempo di una nuova puntata di Chi ben comincia, la rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri
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Oggi ho pensato di scegliere un libro che parli d'amore visto che domani - piaccia o no - è San Valentino, la festa degli innamorati! Per me, se mi seguite da un po' sapete che il 14 febbraio è la festa dell'amore eccome, visto che il mio maritino compie gli anni proprio quel giorno!!! Data l'occasione ho scelto quindi di scoprire con voi l'incipit di Innamorarsi. Istruzioni per l'uso di Cecelia Ahern edito da Rizzoli.

REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti


Un fulmine non colpisce mai due punti nello stesso momento, dicono.
Falso. O meglio: sì, c'è chi lo dice, ma chi lo dice sbaglia.
Una ricerca finanziata dalla NASA ha scoperto che i fulmini spesso scaricano a terra in due o più punti, e che le probabilità di essere colpiti sono del quarantacinque per cento più alte di quanto si creda. Ma lo stesso punto non può essere colpito da un fulmine più di una volta, giusto? Falso anche questo. Malgrado la probabilità di essere colpiti sia una su tremila, tra il 1942 e il 1977 il ranger Roy Cleveland Sullivan, una guardia forestale della Virginia, è stato centrato da ben sette fulmini in sette momenti diversi. Roy è sempre sopravvissuto, ma ha finito per uccidersi a settantun anni sparandosi un colpo in pancia a causa, pare, di un amore non corrisposto.
Ma anche tralasciando la metafora del fulmine, ciò che si vuol dire di solito è che un evento estremamente raro non capita mai due volte alla medesima persona. 
Falso.
Roy, se ciò che si racconta sulla sua morte è vero, sapeva meglio di chiunque altro che una disgrazia tanto improbabile come il cuore spezzato sarebbe potuta accadergli di nuovo. Il che mi porta al punto della mia storia: il primo dei due eventi estremamente rari che mi sono capitati.
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Che dire di questo incipit se non che questo Roy Cleveland Sullivan sia effettivamente un po' sfigato???? ahahahahahahha
A parte gli scherzi, non scopriamo praticamente nulla della storia che ci attende in questo libro. L'unica domanda che possiamo porci è quali siano questi due eventi così rari che sono capitati al protagonista - che oltretutto non si capisce neanche se sia maschio o femmina - ma credo siano eventi che abbiano a che fare con l'amore altrimenti il titolo non si spiega!
Un incipit che non mi appaga molto.
E voi, cosa ne pensate? Leggerete questo libro?

martedì 10 febbraio 2015

Shopping letterario #30

Buongiorno carissimi lettori e buon pranzo! Come state? Io, dopo un periodo un po' particolare in ufficio, riprendo in mano la mia quotidianità e riesco ad essere più rilassata e soprattutto più presente! Yeahhhhhhhhhhhhh.
Ma veniamo al motivo di questo post: presentarvi i miei ultimi acquisti libreschi! Lo so, lo so, starete pensando che ho già dato sfogo alla mia voglia di libri con le vacanze natalizie. E' verissimo, ma mi mancavano pochissimi punti alla Mondadori per arrivare a 2500 e ottenere un buono da 20 euro; in più a metà gennaio ho ricevuto altri 3 buoni Mondadori - che ormai credevo persi per sempre - grazie ai miei acquisti cioccolatosi Ferrero fatti prima di Natale, quindi mi sono data nuovamente allo shopping sfrenato acuistando però rigorosamente libri appartenenti a case editrici che erano in sconto al 25%! Minima spesa massima resa è il mio motto hihihihihihi,
Ed ecco il mio bottino meraviglioso!


  • Il rumore dei tuoi passi di Valentina D'Urbano edito da TEA da catalogo Longanesi, 319 pagine. Dopo aver letto Acquanera della stessa autrice - di cui trovate la recensione qui - non ho resistito! Ho intenzione di leggere tutti i libri scritti da Valentina!.
Trama: In un luogo fatto di polvere, dove ogni cosa ha un soprannome, dove il quartiere in cui sono nati e cresciuti è chiamato "la Fortezza", Beatrice e Alfredo sono per tutti "i gemelli". I due però non hanno in comune il sangue, ma qualcosa di più profondo. A legarli è un'amicizia ruvida come l'intonaco sbrecciato dei palazzi in cui abitano, nata quando erano bambini e sopravvissuta a tutto ciò che di oscuro la vita può regalare. Un'amicizia che cresce con loro fino a diventare un amore selvaggio, graffiante come vetro spezzato, delicato e luminoso come un girasole. Un amore nato nonostante tutto e tutti, nonostante loro stessi per primi. Ma alle soglie dei vent'anni, la voce di Beatrice è stanca e strozzata. E il cuore fragile di Alfredo ha perso i suoi colori. Perché tutto sta per cambiare.

  • L'ultima vittima di Tess Gerritsen edito da TEA da catalogo Longanesi, 330 pagine. Un'autrice a quanto pare famosissima nel mondo e che io non avevo mai avuto il piacere di leggere! Ho acquistato il libro a pelle, mi ha chiamato lui. In realtà l'ho anche già letto quindi spero di riuscire presto a condividere con voi il mio pensiero.
Trama: A una prima occhiata sembra un college come tanti, forse solo un po' più esclusivo e curato degli altri. Immerso negli splendidi boschi del Maine, ha un immenso parco, lunghi corridoi, aule luminose, un attrezzato laboratorio di scienze e uno di informatica. Ma a fare la differenza, a Evensong, sono gli alunni. Qui, infatti, vengono accolti ragazzi che hanno subito gravi traumi, che devono riaprire gli occhi e tornare a vivere, perché la morte li ha sfiorati troppo da vicino. Il posto giusto per Teddy Clock: ha solo quattordici anni, ma è già sopravvissuto a due spaventosi massacri. Due anni fa la sua famiglia d'origine è stata sterminata; da poco una misteriosa e spietata mano omicida gli ha strappato anche i genitori adottivi... Solo a Evensong Teddy potrà ricevere l'aiuto di cui ha un disperato bisogno e riuscire a trovare le parole per raccontare al detective Jane Rizzoli quello che ha visto. Ma per Teddy non sembra esistere un posto sicuro e la morte varca anche l'alto cancello del college. Per Jane e la sua amica Maura Isles, l'anatomopatologa, è l'inizio di un'indagine complessa, a caccia di un assassino che sembra mosso solo da un istinto sadico e crudele e che invece ha un piano preciso ed efferato. Un piano che va compreso e sventato prima che sia troppo tardi...
 
  • Una lontana follia di Kate Morton edito da Pickwick, 576 pagine. Le mie amiche LGS mi hanno a tal punto condizionato con i loro commenti entusiasti su questa autrice che io, senza averne letto la trama in libreria e senza ancora aver letto nulla di suo, ho comprato questo libro nonostante avessi già L'ombra del silenzio - lo avevo presentato qui - che mi è stato regalato da Laura per Natale. Inutile che vi dica che ho aspettative altissime.
Trama: Edie Burchill ha un'anima appassionata e un bruciante amore per i libri. Forse per questo non capisce sua madre Meredith, una donna fredda, scostante e silenziosa, che ha passato una vita intera assorta in pensieri che solo lei conosce. Ma un giorno a casa Burchill arriva una lettera con il timbro di cinquant'anni prima: sulla busta, l'indirizzo di Milderhurst Castle, la dimora di campagna dove Meredith, sfollata da Londra, trovò accoglienza quando aveva tredici anni. Di fronte a quella lettera ingiallita dal tempo, Meredith è sconvolta. E la figlia comprende che sua madre nasconde un segreto. È così che Edie comincia un viaggio nel passato di quella donna che non ha mai conosciuto davvero; un viaggio che inizia proprio dall'imponente castello ormai in rovina, con il suo giardino vasto e impenetrabile, dove Meredith ha vissuto i giorni che hanno segnato il suo destino. Il castello è ancora abitato dalle tre figlie del famoso scrittore Raymond Blythe, allora giovani e bellissime, con una vita piena di promesse davanti a sé. Ma di quelle promesse la vita non ne ha mantenuta nessuna, e loro oggi non sono che tre ombre, prigioniere di una lontana follia, destinate a vagare senza pace tra i corridoi dell'antica dimora. Un luogo che, scoprirà Edie, porta impresso il ricordo di un incendio rovinoso, e di una morte che non ha mai trovato un senso. Solo immergendosi nei misteri di Milderhurst Castle, Edie potrà liberare sua madre da ciò che la opprime. Imparando, finalmente, a volerle bene. 
  • Joyland di Stephen King edito da Sperling & Kupfer, 378 pagine. King è stato il mio autore preferito per tantissimo tempo quando la sua scrittura era agli albori! Ultimamente ho un po' perso per strada i suoi libri ma mi sono ripromessa di rimediare ed ecco spiegato questo acquisto!!! :)
Trama: Estate 1973, Heavens Bay, Carolina del Nord. Devin Jones è uno studente universitario squattrinato e con il cuore a pezzi, perché la sua ragazza lo ha tradito. Per dimenticare lei e guadagnare qualche dollaro, decide di accettare il lavoro in un luna park. Arrivato nel parco divertimenti, viene accolto da un colorito quanto bizzarro gruppo di personaggi: dalla stramba vedova Emmalina Shoplaw, che gli affitta una stanza, ai due coetanei Tom ed Erin, studenti in bolletta come lui e ben presto inseparabili amici; dall'ultranovantenne proprietario del parco al burbero responsabile del Castello del Brivido. Ma Dev scopre anche che il luogo nasconde un terribile segreto: nel Castello, infatti, è rimasto il fantasma di una ragazza uccisa macabramente quattro anni prima. E così, mentre si guadagna il magro stipendio intrattenendo i bambini con il suo costume da mascotte, Devin dovrà anche combattere il male che minaccia Heavens Bay. E difendere la donna della quale nel frattempo si è innamorato.
   

L'ultimo libro che voglio presentarvi lo desideravo da molto e sono riuscita a prenderlo in ebook su Amazon un giorno che è stato messo in offerta gratis.
  • Albion di Bianca Marconero, autopubblicato, 474 pagine, un libro che non è prettamente il mio genere ma di cui ho sentito parlare benissimo e che mi incuriosisce tantissimo.
Trama:  Cresciuto senza madre, e dopo aver perduto il fratello maggiore – morto in circostanze misteriose –, nel giorno del funerale dell’amatissimo nonno, Marco Cinquedraghi riceve la notizia che gli cambierà la vita: deve lasciare Roma e partire per la Svizzera. È infatti giunto il momento di iscriversi all’Albion College, la scuola in cui, da sempre, si diplomano i membri della sua famiglia.
Ma il blasonato collegio riserva molte sorprese. Tra duelli di spade e lezioni di filologia romanza, mistici poteri che riaffiorano e verità sepolte dal tempo che riemergono, Marco scoprirà il valore dell’amicizia e capirà che l’amore, quello vero, non si ottiene senza sacrificio.
Nelle trame ordite dal più grande dei maghi e nell’eco di un amore indimenticabile si ridestano legami immortali, scritti nel sangue. Fino all’epilogo, tra le mura di un’antica abbazia, dove Marco conoscerà la strada che le stelle hanno in serbo per lui.
Il destino di un re il cui nome è leggenda.

Ecco fatto, un'altra lunghissima carrellata di nuove entrate. Credo di aver bisogno di qualche vita in più per leggere tutto quello che possiedo e quello che vorrei possedere, ma credo sia un problema di moltissimi lettori.
Per il momento vi saluto ma, come vi ho detto prima, ho 20 euro di buono da spendere alla Mondadori entro fine febbraio quindi tornerò presto con una nuova puntata di questa rubrica! E' una minaccia! ahahahahahahah
Che ve ne pare dei miei nuovi piccolini? 

lunedì 9 febbraio 2015

Gruppo di Lettura Tour: Noi di David Nicholls - Inizio seconda tappa

Buongiorno lettori! Con immensa emozione ospito oggi, nel mio piccolo angolino, la prima tappa del Gdl dedicato al libro Noi di David Nicholls in collaborazione con i blog La ragazza che annusava i libri, La Libridinosa Scribacchiando in soffitta
Oggi commenteremo insieme le prime due parti del libro: Inghilterra e Francia.


Premetto che per me è la prima esperienza con questo autore e dopo aver sentito commenti entusiasti per Un giorno - il suo lavoro precedente - ho cominciato questo libro con aspettative molto alte, ma senza la possibilità di fare paragoni.
Lo stile dell'autore è riuscito a conquistami già dalle prime pagine - anzi, forse più nelle prime pagine che nelle altre - creando in me la curiosità di capire quale fosse il vero fulcro del romanzo. Devo dire che sono stata accontentata molto presto.
L'impostazione che Nicholls ha deciso di utilizzare per il romanzo diventa immediatamente chiaro dopo aver letto qualche pagina: ogni parte del libro rappresenta un luogo toccato nel Grand Tour, quello che la famiglia Petersen intraprenderà attraverso l'Europa.
Ma chi sono i protagonisti del viaggio e, quindi, del libro?

Douglas
" Mi chiamo Douglas Timothy Petesen e ho cinquantaquattro anni. Avete notato l'esotica "e" finale in Petersen? Dicono che sia segno di un retaggio scandinavo, un qualche bisnonno; non sono mai stato in Scandinavia e non ho storie interessanti da raccontare in proposito. Gli scandinavi in genere sono biondi, belli, cordiali e disinibiti, io no. Sono inglese. [...] ho una faccia gradevole, con occhi che saranno forse buoni ma di un marrone dei più insignificanti, un naso di proporzioni ragionevoli e un sorriso di quelli che ti fanno buttare via le fotografie. [...] Insomma, ho cinquantaquattro anni - l'avevo già detto? - e un figlio, Albert detto Albie, cui voglio un gran bene; a volte però mi scruta con un tale disprezzo, che quasi non riesco a parlare per la tristezza."
Connie
"Aveva dei capelli bellissimi. Ben tagliati e lucenti, un nero quasi innaturale, le punte (si dice così?) sopra la fronte e le orecchie, a incorniciare un viso stupendo. Non sono bravo a descrivere le pettinature delle donne, mi mancano le parole, ma aveva qualcosa delle dive degli anni Cinquanta, una bella acconciatura avrebbe detto mia madre, però moderna, cioè alla moda... almeno credo. [...] Connie sapeva ascoltare. [...] Aveva una voce sensuale, bassa, leggermente rauca e con un marcato accento londinese. Col tempo è cambiata, ma allora si mangiava un po' le consonanti. [...] Beveva forte, riempiendosi il bicchiere prima che fosse vuoto, quasi temesse di rimanere senza vino. [...] Era molto fine. Non vestiva in modo costoso o appariscente, ma giusto."
Albert
"Albert è moro, come sua madre, i capelli lunghi e arruffati gli penzolano davanti agli occhi sfiorando le cornee e devo sempre trattenermi per non liberargli la fronte. Ha gli occhi grandi, bruni e umidi - "espressivi" è l'aggettivo ricorrente . e la pelle che li circonda è scura come il caffè. Con il naso affilato e la bocca carnosa è, a detta di tutti, un bel ragazzo."

Tre personaggi apparentemente normali, una famiglia come tante altre se non fosse per l'avvenimento che Nicholls decide di presentarci già nella prima pagina: è estate, una notte qualsiasi quando, con una tranquillità che mi ha lasciata basita, Connie sveglia il marito per comunicargli che il loro matrimonio è al capolinea e che pensa che lo lascerà - beh credo di aver iniziato a detestare Connie proprio da quel momento, dalla prima pagina quindi - ma gli dice anche che non andrà via subito, lo farà in autunno, quando Albert lascerà la loro casa per andare al college. Da quel momento Douglas comincia un percorso interiore che credo sia normale per chiunque si possa trovare in una situazione simile non aspettandoselo minimamente: ripensa all'inizio della loro storia, a quando tutto sembrava possibile, ripensa al loro inesorabile invecchiare fianco a fianco, si pone domande per capire quando sua moglie si sia resa conto di non voler più vivere al suo fianco.
"Mi rendo conto di essere partito per la tangente, crogiolandomi nel ricordo dei giorni più felici. Forse sto esagerando con le tinte rosa. Del resto gli sposi tendono sempre a infiorare l'evento che li ha fatti conoscere, riempiendolo di dettagli significativi. Diamo forma a quel nostro primo incontro in chiave sentimentale, facendone un mito della creazione, quasi per confermare a noi stessi e alla progenie che "era destino". Allora, sarà meglio fermasi un momento, un quarto di secolo dopo, quando la stessa donna così sagace, spiritosa e attraente mi svegliò per dirmi che forse sarebbe stata più felice, con un futuro più pieno e ricco di possibilità, ovvero che tutto sommatosi sarebbe sentita più "viva" senza di me".
E inizia a cercare delle soluzioni, ma Connie è inamovibile; la loro vita insieme senza Albert diventerà inutile, il loro lavoro di genitori è finito e lei ha bisogno di un nuovo inizio.
Diciamo che credo che Nicholls abbia avuto proprio la volontà di far emergere la superficialità di questa donna. Forse da uomo ha provato a descrivere il suo punto di vista cercando di portare il lettore a vedere Douglas come una vittima dell'evolversi degli eventi e credo ci sia riuscito alla perfezione.
In ogni pagina di queste due parti del libro ho avuto davanti ai miei occhi una donna superficiale, dura verso un marito che forse ha scelto per sbaglio, troppo complice di un figlio che avrebbe bisogno di crescere un po' e che - lasciatemelo dire - avrebbe bisogno anche di un paio di scapaccioni ogni tanto! Douglas dal canto suo si rivela spesso debole, incapace di reagire all'atteggiamento dei suoi familiari, troppo chiuso nella sua mente calcolatrice e poco artista - un po' sfigato insomma - ma tanto, tanto attaccato a quella famiglia sgangherata che ha costruito negli anni e che lo ritiene più un peso che altro.
E' proprio Douglas la voce narrante. Siamo con lui, in quella stanza, quando sente pronunciare da Connie quelle frasi che non si aspetta. Siamo nei suoi pensieri quando ci descrive il suo incontro con Connie, le loro prime uscite, la loro relazione. Non possiamo non essere tristi per lui, e non provare un po' di pena.
Ma, come avviene nella vita reale, dopo la botta iniziale la vita deve andare avanti e bisogna capire cosa fare.
E' estate e c'è un viaggio organizzato e già pagato che li attende. Mentre Douglas propone di farlo saltare Connie non ne vuole sapere, si partirà alla volta dell'Europa, per permettere ad Albie di conoscere il mondo, per farlo diventare adulto. Il Grand Tour si farà!
Quello che è chiaro fin da subito è che non si tratterà di un viaggio qualunque: rappresenterà l'ultima possibilità per rimettere a posto i cocci di un matrimonio allo sbando.
"Era come andare in giro con un'ascia piantata nel cranio."
"La vita senza di lei mi pareva inconcepibile, in senso letterale: non riuscivo a concepirla. Per questo decisi che non poteva finire così."
E' proprio così che finisce la prima parte e comincia la seconda parte del libro, con il nostro protagonista che parte con tutti i più buoni propositi per cercare di riconquistare sua moglie.
Con degli intermezzi ironici Nicholls fa emergere il lato super organizzatore di Douglass e ci rende partecipi del suo promemoria pre-partenza.

"Linee guida per la riuscita del Grand Tour:
1. Sii dinamico! Non mostrarti mai "troppo stanco" o "non dell'umore giusto".
2. Evita le discussioni con Albert. Accetta le canzonature e non reagire con astio o penose recriminazioni. Sii sempre allegro.
3. Non pretendere di avere ragione su tutto, anche se ce l'hai.
4. Sii disponibile e aperto a nuove esperienze, tipo cibi strani cucinati in precarie condizioni igieniche, arte sperimentale, punti di vista insoliti e così via.
5. Sii spiritoso. Ridi delle frecciatine di C e A.
6. Cerca di rilassarti. Non pensare al futuro. Per ora.
7. Sii organizzato ma...
8. Disponibile e pronto all'avventura.
9. Presta sempre attenzione a Connie. Ascoltala.
10. Cerca di non litigare con Albert."

Sicuramente tutti buonissimi propositi che per la riuscita hanno però bisogno dello stesso impegno dalle altre due parti coinvolte. E Connie non sembra proprio volerci provare. Albert poi, se può cerca pretesti per creare momenti di litigio.
Si parte! La prima tappa del viaggio è appunto la Francia, titolo della seconda parte del libro. Connie ovviamente è già stata in quasi tutti i posti che toccherà il loro viaggio - mi chiedo... c'è un posto del mondo in cui Connie non abbia vissuto e in cui non sia stata a letto con qualcuno? Douglas anche tu, non è che ti sei sposato proprio una santa eh!!!!! - e questo porta Douglas a ripensare alla loro gioventù, al suo incontro con quella donna così particolare, tanto diversa dal suo essere e tanto lontana dal suo mondo. Ed è così che ci racconta le loro vite: alternando nella narrazione qualche capitolo dedicato al presente e a quel giro per l'Europa tanto aspettato, ed altri capitoli dedicati al passato, alla loro vita precedente, a quando tutto sembrava scorrere normalmente come accade in tutte le famiglie.
Assistiamo inesorabilmente alla complicità tra Albie e la madre, spesso uniti nello scherno contro quel padre che non può capire la loro arte; succede nel treno che li porterà a Parigi, succede al museo in cui Douglas si sente un pesce fuor d'acqua e pur di compiacere la famiglia fa commenti che rasentano il ridicolo, succede al ristorante quando per una leggerezza Albert arriva addirittura a ferirlo davanti alle risate stupide e ridicole di Connie.
E le speranze di Douglas si affievoliscono.
"Non volevo illudermi, ma ero partito con la speranza che quel viaggio potesse giovare al nostro matrimonio, forse avrebbe perfino indotto Connie a cambiare idea. Penso che ti lascerò, così aveva detto, dunque c'era ancora spazio per il dubbio, e magari sarei riuscita a dissuaderla... Forse la "novità" dei luoghi avrebbe ricordato i giorni quando anche noi eravamo "nuovi" l'uno per l'altra. Ma era assurdo credere che una città potesse fare la differenza, che dipinti a olio, statue di marmo e vetrate potessero cambiare le cose fra noi. Il posto non c'entrava nulla." 
E' in questa maniera che finisce quindi la seconda parte con la consapevolezza che non basta un luogo a fare la differenza ma anche con una speranza che contraddice assolutamente questo pensiero.
"L'indomani saremmo stati ad Amsterdam. Forse sarebbe stato diverso ad Amsterdam. Forse tutto si sarebbe aggiustato ad Amsterdam."
Pensieri da uomo innamorato che mi hanno messo addosso una tristezza infinita e ancora più rabbia verso madre e figlio tanto crudeli e superficiali.
Devo dire che fino ad ora lo stile mi piace  molto perchè nonostante tutto l'autore riesce a stemperare la tristezza della situazioni con battute che riescono a far sorridere il lettore anche nei momenti più difficili.
E' giusto però che dica che la storia per ora non mi ha travolta, non mi ha rapito il cuore ma spero possa farlo andando avanti nel libro.
Punto negativo di queste due parti è quello dedicato alla famiglia al museo; ammetto che mi ha un po' annoiato - nonostante ami l'arte - perchè l'ho trovato un po' fine a se stesso, senza uno scopo preciso o una reale necessità ai fini della trama se non continuare, ancora una volta, a fare apparire Douglas come una povera vittima.
Ed ora ditemi, come vi sono sembrate le pagine che abbiamo letto? Chi tra i tre personaggi vi è piaciuto di più, quali sono le frasi che avete amato o odiato? Aspetto con curiosità i vostri commenti!!!
Prima di salutarvi vi ricordo che oggi parte la lettura per la seconda tappa.

Dal 9 febbraio al 16 febbraio lettura Parte 3 e 4

16 febbraio: 
Sul blog La ragazza che annusava i libri con Stefania si discuterà delle parti lette.

venerdì 6 febbraio 2015

Chi ben comincia #71 - Noi di David Nicholls

Ciao carissimi, come state? Felici che un'altra settimana sia finita? Io da morire!!!! :)))
E come tutti i venerdì torno con Chi ben comincia, la rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri
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Eh lo so! In questo ultimo periodo il blog è un po' monotematico... portate pazienza ancora per un po'! Se mi seguite regolarmente sapete che è cominciato il primo Gdl del blog in collaborazione con le mie pazze amiche LGS. Lunedì abbiamo cominciato la lettura di Noi di David Nicholls edito da Neri Pozza quindi quale appuntamento migliore di questo per condividerne l'incipit?

REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti



L'estate scorsa, poco prima che nostro figlio partisse per il college, mia moglie mi svegliò nel cuore della notte.
Subito pensai che fosse per i ladri. Da quando ci eravamo trasferiti in campagna bastava uno scricchiolio, uno schiocco, un fruscio a farla trasalire. Io cercavo di rassicurarla: sono i caloriferi, dicevo, le travi che si contraggono o si espandano, le volpi. Sì, volpi che si portano via il laptop o le chiavi della macchina! rispondeva, e restavamo sdraiati con le orecchie tese. C'era sempre il pulsante dell'antifurto, accanto al letto, ma non mi pareva il caso di usarlo, col rischio di dar fastidio a qualcuno... ai ladri, per esempio.
Non sono particolarmente coraggioso, né dotato di un fisico imponente, ma quella notte guardai l'ora - le quattro e qualcosa - sospirai, sbadigliai e scesi di sotto, scavalcando il nostro inutile cane.  Mi trascinai di stanza in stanza e dopo aver controllato porte e finestre risalii in camera.
"E' tutto a posto" dissi. "Dev'essere l'aria nei tubi dell'acqua".
"Ma di che stai parlando?" Fece Connie, tirandosi su.
"Non ci sono ladri in giro".
"E chi ha parlato di ladri? Ho detto che secondo me il nostro matrimonio è arrivato al capolinea, Douglas. Penso che ti lascerò".
Mi sedetti sul bordo del letto. "Bé, sempre meglio che avere i ladri in casa!" dissi, ma nessuno di noi due rise, e per quella notte non dormimmo più.
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Ho adorato questo incipit immediatamente! Per come la vicenda è raccontata, per la battuta finale, per lo stile che mi ha da subito fatto venire voglia di leggere, leggere e ancora leggere!
Che ne pensate? Vi ispira? Se la risposta è sì e non lo avete ancora fatto, siete in tempo ad iscrivervi al gruppo di lettura per chiacchierarne con noi!!! Trovate il post introduttivo qui. :)))

mercoledì 4 febbraio 2015

Recensione #45 - I diari dell'angelo custode di Carolyn Jess-Cooke

Buon pomeriggio a tutti! Come state? Io tutto bene a parte le mille cose da fare tra lavoro e casa.
Oggi torno con una recensione: quella di I diari dell'angelo custode di Carolyn Jess-Cooke edito da Longanesi e TEA, 360 pagine.  

Trama: Margot ha quarant'anni e la sua vita è stata tutta un errore. Cresciuta senza genitori, oggi è una donna incapace di ricambiare un grande amore, una madre incapace di salvare il proprio figlio da un destino di infelicità. Il giorno in cui muore in circostanze misteriose, Margot è sola. Ma la sua vita non si conclude. Ciò che sembrava la fine è in realtà una trasformazione: Margot diventa un angelo custode e dovrà proteggere una vita mortale. Scopre però che per volere divino, o forse del fato, l'essere umano che le è stato affidato altri non è che se stessa. Costretta a tornare sulla terra per rivivere la propria vita, dovrà così assistere nuovamente alla vertiginosa altalena dei suoi giorni, fatti di molti dolori e rari momenti di felicità. Da angelo custode di se stessa, Margot dovrà capire quanto e come potrà intervenire per cambiare il corso degli avvenimenti e sostenere quella fragile bambina, poi ragazza e infine donna nelle mille scelte, a volte felici, più spesso tragiche, della sua esistenza. Fra i tanti dubbi e rimpianti ha solo una certezza: è disposta a tutto pur di cambiare almeno un evento, uno solo...

Ho desiderato questo libro per tantissimo tempo, da quando anni fa lo regalai ad un'amica. Ero rimasta abbagliata da questa splendida cover e dalle emozioni che mi trasmetteva, poi la trama aveva fatto il resto. Michy quest'anno me lo ha regalato per Natale - ma quanto adoro quella ragazza!!!!! - , soddisfando il mio desiderio di leggere questa storia.
Una storia non semplice, che tratta un tema particolare e per cui si ha la necessità di impegnarsi a fondo per entrare a pieno nella questione. A me purtroppo è mancato il tempo e mi sono trascinata questa lettura per ben 10 giorni, troppo per quanto mi riguarda. Non posso negare che questo abbia inciso sul mio pensiero finale riguardo al romanzo ma cercherò, in questa recensione, di valutarlo a prescindere dal mio poco tempo per leggere.
Come dicevo I diari dell'angelo custode è un libro molto particolare, che parla appunto di angeli, un argomento per cui è necessario essere propensi, che io adoro ma che bisogna anche essere capaci di trattare nel modo giusto.
Margot muore e si risveglia Ruth, angelo custode. Non angelo custode di una persona qualunque bensì angelo custode di Margot, se stessa. Le toccherà rivivere tutta la sua vita sapendo già che sarà un disastro. Il suo unico pensiero per tutto il libro sarà quello di cambiare le cose, soprattutto una, la più tragica, che riguarda suo figlio Theo. La sua accompagnatrice/guida sarà Nan, cui già nelle prime righe del libro sarà dato il compito di dire a Ruth che Margot è morta, e che lei è un angelo. Nan apparirà e scomparirà per tutto il libro spiegando a Ruth l'essenziale della sua nuova "vita".
Ruth comincia il suo viaggio dalla nascita di Margot, una nascita per niente canonica. Con lei riviviamo la sua infanzia dettata dalla sfortuna e dal dolore, la sua adolescenza disperata ed il suo continuo tentativo di trovare un posto nel mondo. La vedremo alcolista, tormentata, disperata... insomma una vita infernale che Ruth non potrà cambiare. La sua voglia di intervenire è tangente in ogni pagina del libro ma non tutto è nel suo potere anzi, può fare ben poco se non sperare che Margot questa volta, sotto suo consiglio, faccia le scelte giuste, ci metta impegno per cambiare le cose.
La particolarità di questo libro sta nel mondo degli angeli e dei demoni. Ruth riesce a vedere ed interagire con gli angeli custodi di ogni persona che incontra, e con tutti i demoni che tentano di strappare le loro anime dalla retta via; assistiamo quindi spesso a lotte - più o meno credibili - tra le figure angeliche e i demoni attraverso cui l'autrice cerca di rendere reale l'aldilà. Forse a volte esagera, rendendo la questione troppo finta, a volte troppo dettagliata.
Di sicuro per tutta la lettura mi sono ritrovata a fantasticare. Come sarebbe poter "rinascere" angelo? Angelo di se stessi per di più! 
Non so dirvi se credo o meno a queste figure... a volte mi illudo che le persone a me care siano proprio qui, vicino a me, e che con un amore infinito mi stiano accarezzando i capelli o stringendo una mano, ci sono momenti in cui mi sembra quasi di poterli sentire. Altre volte invece sono più cinica, meno sognatrice e non credo a nulla. Di certo con questo libro l'autrice ha cercato di darci una spiegazione logica su qualcosa che di logico non ha nulla e forse, in diversi punti, mi è proprio mancata la magia, quella dettata dal cuore, e non dalle ali a cascata che invece mi hanno spesso strappato un sorriso.
Mi sono arrabbiata con questa protagonista così superficiale, testona, insensibile, ed ho adorato invece il suo alter ego alato. 
I personaggi, non pochi, sono tutti caratterizzati in modo molto dettagliato ed arricchiscono la storia arrivando però a volte a far perdere un po' il filo della questione.
Mi sono molto, molto emozionata sul finale dove sono riuscita a trovare quelle sensazioni che cercavo dall'inizio e che un po' mi sono mancate durante lo scorrere delle pagine. Quelle emozioni che ci si aspetta leggendo un libro di questo genere se non altro perchè sappiamo già che si parlerà di mancanza.
Un buon libro comunque, soprattutto se si tiene ben presente che rappresenta l'esordio di questa scrittrice. Una scrittrice di cui vorrò leggere il secondo lavoro - Cose che il buio mi dice - perchè credo abbia ottime potenzialità!

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