giovedì 13 novembre 2014

Chiacchiere chiacchiere, bla, bla, bla... #4 - Incontro con Loredana Limone e il suo Borgo Propizio

Buonasera lettori, come ve la passate? Io ho un po' di pensieri che mi fanno stare in ansia ma cerco di essere positiva, anche se in questo caso la vedo proprio dura.
Oggi però sono qui per parlarvi di cose belle!
Due giorni fa, Martedì 11 novembre alle ore 21.00 - dopo una giornata estenuante con sveglia alle 5.50, diluvio universale, appuntamento di lavoro post-ufficio e salto di cena - sono riuscita a trascinarmi alla presentazione di una scrittrice, che si teneva al Centro Commerciale La Corte Lombarda, a 10 minuti da casa. Una presentazione a cui tenevo particolarmente perchè le mie amiche blogger - LGS - mi consigliano la lettura dei suoi libri praticamente ogni giorno. Sto parlando di Loredana Limone ed i suoi libri E le stelle non stanno a guardare. Le storie di Borgo Propizio - ultimo pubblicato - e Borgo Propizio - il primo della serie; due libri che non ho ancora letto ma che, se già prima di conoscere l'autrice mi ispiravano da matti, ora DEVO assolutamente leggere! Ci tengo a presentarveli prima di raccontarvi altro.

Edizione Guanda
Edizione TEA
Titolo: Borgo Propizio
Autore: Loredana Limone
Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 288
Costoebook 6.99 €, cartaceo 9.00 € TEA - 16.50 € Guanda,
Pubblicazione: TEA edizione tascabile 2013 - Guanda edizione copertina rigida 2012

Trama: Quasi tutte le fiabe cominciano con C'era una volta, ma questa è diversa. Questa comincia con C'è una volta... Perché è oggi che Belinda ha intenzione di ripartire e Borgo Propizio, un paese in collina, in un'Italia che può sembrare un po' fuori dal tempo, le pare il luogo ideale per realizzare il suo sogno: aprire una latteria. Il borgo è decaduto e si dice addirittura che vi aleggi un fantasma... ma che importa! A eseguire i lavori nel negozio, un tempo bottega di ciabattino, è Ruggero, un volenteroso operaio che potrebbe costruire grattacieli se glieli commissionassero (o fare il poeta se sapesse coniugare i verbi). Le sue giornate sono piene di affanni, tra attempati e tirannici genitori, smarrimenti di piastrelle e ritrovamenti di anelli... Ma c'è anche una grande felicità: l'amore, sbocciato all'improvviso, per Mariolina, che al borgo temeva di invecchiare zitella con la sorella Marietta, maga dell'uncinetto. Un amore che riaccende i pettegolezzi: dalla ciarliera Elvira alla strabica Gemma, non si parla d'altro, mentre in casa di Belinda la onnipresente zia Letizia ordisce piani, ascoltando le eterne canzoni del Gran Musicante. Intanto i lavori nella latteria continuano, generando sorprese nella vita di tutti...


Titolo: E le stelle non stanno a guardare
Autore: Loredana Limone

Genere: Narrativa contemporanea
Pagine: 387
Costo: ebook 9.99, cartaceo 14.90 €
Pubblicazione: Salani editore

Trama: Tanti sono gli avvenimenti che scombussolano le giornate di Borgo Propizio e dei suoi numerosi abitanti, come la sempreverde zia Letizia, indaffarata a gestire la latteria insieme a Belinda, nipote acidina; le due sorelle Mariolina e Marietta, con il loro teatrino di litigi e riappacificazioni; l'amabile Ruggero, rozzo-che-piace; Dora, più pettegola che giornalaia; il maresciallo capo Bartolomeo Saltalamacchia... Con a capo il sindaco Rondinella, il paese sfoggia una nuova zelante giunta, il cui assessore alla Cultura, il nevrotico professor Tranquillo Conforti, incarica Ornella di organizzare un evento per l'inaugurazione della biblioteca. Sì, perché il paese ora vuole la sua biblioteca civica. E dovrà essere un evento speciale, o meglio spaziale, addirittura un festival letterario, sotto le luccicanti e propizie stelle del borgo. Be', non sempre propizie. Le chiacchiere ricominciano il giorno in cui giunge Antonia, una forestiera dai boccoli ramati, che porta un misterioso bagaglio interiore. Scappando da se stessa, è alla ricerca di un luogo dove curare l'anima, tanto da decidere che lì organizzerà la propria vendetta d'amore. Una vendetta contro chi? E perché? Quale che sia il motivo, è un piatto che andrà servito freddo. Ma Antonia non sa che Borgo Propizio ha il dono di cambiare la vita di coloro che varcano la sue mura merlate...

Loredana Limone è un persona splendida: energica, fresca, coinvolgente e simpaticissima!
Ha raccontato senza riserve una grande quantità di aneddoti su Borgo Propizio, la nascita del nome del libro, la scelta dei nomi dei personaggi, il periodo in cui il progetto è nato, creando un clima assolutamente amichevole e piacevolissimo.
Loredana ha anche letto dei passi del secondo libro catapultandoci immediatamente nel mondo che lei ha creato e che sembra tanto un luogo reale.

Qualche piccola curiosità:
  • Borgo Propizio era stato pensato da Loradena con il titolo Fatti mandare dalla mamma; fu l'editor a scegliere il nome attuale che è entrato subito nel cuore dei lettori;
  • La cittadina a cui l'autrice si è ispirata per creare il Borgo è Gradara;
  • Francesco, uno dei personaggi della storia è ispirato a suo figlio;
  • Il terzo libro della "serie" uscirà nella prossima primavera;
  • Loredana sta già scrivendo il quarto libro.
Onorata di aver fatto la sua conoscenza, sono uscita arricchita e con la voglia esagerata di conoscere quel Borgo così particolare che mi è stato raccontato. Mi spiace solo di essere scappata un po' prima della fine dell'incontro perchè sia io che il mio piccolino eravamo stanchissimi - sì ho portato anche lui! *_* - a causa della lunga giornata che avevamo sulle spalle. Spero di riuscire ad incontrare nuovamente Loradana, magari con un po' più di calma, perchè sono veramente rimasta conquistata dalla sua persona.
Conoscete questa scrittrice e i suoi libri? Se non li avete ancora letti e vi intrigano affrettatevi perchè fino a fine novembre Borgo Propizio in edizione economica TEA è scontato del 25%!!!!
Prima di salutarvi vi lascio con qualche immagine della serata.

mercoledì 12 novembre 2014

Chi bussa #15

Buogniorno miei cari!! Cosa mi raccontate di bello? Io sono super incasinata perchè ho il bambino con la febbre - un'altra volta - ed ho una marea di appuntamenti di lavoro che mi ero già presa, quindi corse su corse! In più questo week end c'è il book city e spero proprio che lui si riprenda!
Ma non pensiamoci adesso...oggi sono qui per una nuova puntata di Chi bussa? la rubrica dedicata alle segnalazioni di autori emergenti.
Pronti a vedere Chi bussa? oggi?
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Titolo: Poteri spezzati
Autore: Federica Nalbone

Genere: Urban Fantasy
Pagine: 217
Costo: ebook 2.49, in vendita su Amazon
Pubblicazione: Lettere animate editore

Trama: Alison è una coraggiosa cacciatrice di creature soprannaturali che possiede il dono della preveggenza, ma quando il suo potere, inaspettatamente, comincia a ritorcersi contro di lei si ritrova in grave pericolo. Accorre in suo aiuto un misterioso e affascinante cacciatore, Dave, che la coinvolge in una corsa contro il tempo per tentare di scoprire perché i poteri di alcuni cacciatori siano diventati di colpo tanto pericolosi. Saranno avventure rischiose e i due ragazzi, nella splendida cornice di Chicago, verranno a contatto con molte altre creature: potenti stregoni, vampiri assetati di sangue, un misterioso fantasma e persino altri cacciatori con un'idea di giustizia ben differente dalla loro. L'amore busserà alle loro porte, ma i pericoli sono molti: qualcuno ha alterato un equilibrio precario e i due dovranno, prima di tutto, riuscire a salvarsi.

Autrice: Federica è nata in Sicilia nel Novembre del 1987. Da sempre lettrice di libri Thriller, si è avvicinata da alcuni anni al mondo dell'Urban Fantasy sino a trovarlo fonte di ispirazione anche per i suoi scritti. E' proprio la scrittura infatti, la sua più grande passione, un piacere che coltiva da tempo con entusiasmo. Ama anche il cinema, segue svariate serie televisive e nutre un grande interesse per il mondo Disney.

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Un urban fantasy che potrà sicuramente incuriosire gli amanti del genere. Le recensioni sono, fino ad ora, particolarmente positiva. Devo dire che trovo la cover particolarmente bella! Cosa ve ne pare? Mi piacerebbe sapere le vostre impressioni!

lunedì 10 novembre 2014

Recensione #33/2014 - Il suggeritore di Donato Carrisi

Buongiorno carissimi, come state? E' lunedì, piove e stamattina in giro c'era il mondo; un ottimo inizio di settimana direi! Con questo umido sembra faccia più freddo di quello che in realtà è! Io in questi giorni sto congelando... brrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!!!! Ma bando alle ciance!
Sono di nuovo qui con una recensione, quella di un libro che ho aspettato troppo a leggere: Il suggeritore di Donato Carrisi, edito da TEA, pag. 462.

Trama: Qualcosa di sconvolgente è accaduto, qualcosa che richiede tutta l'abilità degli agenti della Squadra Speciale guidata dal criminologo Goran Gavila. Il loro è un nemico che sa assumere molte facce, che li mette alla prova in un'indagine in cui ogni male svelato porta con sé un messaggio. Ma, soprattutto, li costringe ad affacciarsi nel buio che ciascuno si porta dentro. Sarà con l'arrivo di Mila Vasquez, un'investigatrice specializzata nella caccia alle persone scomparse, che gli inganni sembreranno cadere uno dopo l'altro. Ma un disegno oscuro è in atto, e ogni volta che la Squadra sembra riuscire a dare un nome al male, ne scopre un altro ancora più profondo...

Ho cominciato questo libro con una grande, grandissima paura: quella dettata dalle aspettative. Come sapete sono un'amante dei thriller ma non avevo ancora mai letto nulla di Donato Carrisi ed ogni volta che lo dicevo a qualcuno li facevo rimanere a bocca aperta e mi sentivo dire che non potevo non leggere qualcosa di suo. Capite bene che a volte essere un amante del genere letterario a cui appartiene il libro che vi hanno continuamente elogiato è un'arma a doppio taglio, perchè essere appassionati significa essere critici sopra ogni cosa, andare alla ricerca sfrenata di ogni dettaglio stonato. Ma in questo caso di dettagli stonati non ce ne sono, neanche uno microscopico, di quelli che vengono notati solo da un occhio più allenato.
Dalla prima pagina, con il suo stile incalzante, Carrisi ci accompagna in un'inchiesta capace di rapire la nostra mente ed il nostro cuore, un cuore che sanguina come le ferite che ogni volta Mila si infligge sul suo corpo per non dimenticare il ricordo di un bambino scomparso.
Ci troviamo subito davanti ad un serial killer di quelli brutali, freddi, calcolatori e che non sbagliano un colpo. Un killer che rapisce delle bambine, le cui braccia amputate vengono fatte ritrovare alla polizia attraverso un macabro disegno.
La squadra investigativa a cui è affidato il caso è già ben collaudata. E' all'interno di questo gruppo compatto che si inserisce Mila, detective specializzata nella ricerca delle persone scomparse, soprattutto bambini.
Ho adorato ogni singolo personaggio di questo libro perchè ad ognuno viene data una forte caratterizzazione capace di creare nel lettore una visione nitida di ognuno di essi.
Mila, che con le sue cicatrici - visibili e non - combatte per tutto il libro una lotta con se stessa oltre che con il ricercato; Boris, il piacione del gruppo ma capace di gesti di estrema delicatezza; Sarah, un po' l'antagonista del gruppo rispetto a Mila, che sembra proprio non sopportare la presenza della nuova arrivata; Stern, il più anziano della squadra che sembra fare da collante per il resto del gruppo; ed infine c'è Gavila, con non pochi problemi irrisolti alle spalle, capo ufficioso che tutti rispettano.
Non ci crederete ma ho adorato anche lui, il serial killer, perchè è un serial killer perfetto, quello sempre più avanti di una mossa rispetto agli altri, quello che ogni buon thriller che si rispetti vorrebbe.
Quando si comincia a leggere non c'è più tempo di pensare. I colpi di scena si susseguono con un ritmo velocissimo, senza dare al lettore il tempo di riemergere dall'apnea in cui cade per tutto lo scorrere della lettura. E quando ogni cosa sembra essere svelata ecco che l'autore ha ancora qualcosa per noi, capace di sorprenderci anche quando pensavamo che niente potesse più farlo.
Questi sono i thriller che amo, quelli che nonostante l'autore ci lasci in ogni pagina elementi per smascherarlo lui riesca, fino alla fine, a sviare il nostro pensiero portandoci a credere tutt'altro rispetto alla verità, che nonostante tutto era, sin dall'inizio, davanti ai nostri occhi.
Questo è il tipo di thriller che sa farmi ricordare perchè amo tanto questo genere!
Già in questa sua prima opera Carrisi ha dimostrato di avere stoffa, quella che ultimamente in pochi hanno; infatti chi legge spesso come me questo genere di libri, sa come ultimamente sia sempre più difficile trovare una lettura che riesca a conquistare e stupire, senza che sembi qualcosa di già visto.
Quanto vedrei bene questo libro su un maxischermo; quanto vorrei incontrare questi personaggi al buio di una sala cinematografica... chissà!!!!
Correrò sicuramente a procurarmi la seconda opera e poi tutte le altre!
E voi? Avete già letto qualcosa di questo autore? A questo punto lo dico anch'io... se siete amanti del genere non potete non leggere l'italianissimo Carrisi!!!

VOTO:  


venerdì 7 novembre 2014

Chi ben comincia #60 - Ciò che inferno non è di Alessandro D'Avenia

Buongiorno amici!!!! Finalmente è venerdì!
Questa settimana è stata pesantissima ed il mio tempo libero è stato praticamente inesistente. Mi scuso perchè avrei voluto pubblicare la recensione de Il suggeritore di Donato Carrisi questa settimana ma non ho proprio avuto tempo. Rimedierò settimana prossima.
Oggi però non potevo mancare per la nuova puntata di Chi ben comincia, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri.
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Per l'incipit di oggi ho pensato di dare una sbirciata al libro che ho intenzione di leggere non appena finirò l'attuale lettura: Ciò che inferno non è di Alessandro D'Avenia edito da Mondadori. Ho visto oltretutto che siete tutti molto curiosi rispetto a questo libro quindi perchè non soddisfare la vostra e la mia curiosità? :))) 

REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti


Nella luce prima, un ragazzo la spia. È immersa nell’agguato ventoso e salato dell’alba che si leva ancora vergine dal mare, per tuffarsi poi nelle strade avvolte dalla penombra.
Lui abita in cima a un palazzo: da lì si vede il mare e si vede nelle case e nelle strade degli uomini. Lassù l’occhio spazia fino a perdersi, e dove si perde l’occhio anche il cuore resta invischiato. Troppo mare si spalanca davanti, specie la notte, quando il mare svanisce e si sente tutto il vuoto che c’è sotto le stelle.
Perché tutto quel nascere ogni mattina? Non ha risposta un ragazzo, a cui fanno più male i petali sfioriti della rosa che le spine e ogni mattina si guarda allo specchio come un naufrago. Si tocca il volto e cerca negli occhi, con il mare incastrato dentro, quel che vi resta di vivo. Di vivo c’è la luce di lei, smagliante nell’ultimo giorno di scuola. La studia come le mappe misteriose che da bambino amava contemplare per disincagliarne tesori e isole, navi e onde.
Il ragazzo la guarda: è lei a frugargli il cuore, nel groviglio in cui crescono i sogni. Le cose investite di troppa luce proiettano altrettanta ombra, ogni luce ha il suo lutto, ogni porto il suo naufragio.
Però i ragazzi non vedono l’ombra, preferiscono ignorarla.
Con le mani si copre il volto acerbo, come se si potesse ascoltare un viso con le dita. Assomiglia a un marinaio sul molo, in attesa di un contratto dopo un forzato riposo. La guarda ancora. E ancora. Permette a luce, vento e sale di modellargli la carne e i pensieri.
Luce, vento, sale facciano di lui quello che vogliono, come da millenni trasformano persino la pietra infeconda degli scogli. Dio gli ha messo in petto il cuore, ma si è dimenticato la corazza. Lo fa con ogni ragazzo e per questo per ogni ragazzo Dio è crudele.
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Che dire di questo incipit se non che ritrovo il poeta di Bianca come il latte rossa come il sangue e di Cose che nessuno sa? Mi aspetto moltissimo da questo romanzo perchè ho molto amato i precedenti in maniera diversa: il primo con la consapevolezza di non essere nell'età giusta per farmi rapire completamente; il secondo, più adulto, in cui è stato più facile ritrovarsi per una come me.
Già da queste poche righe emerge l'incredibile capacità dell'autore di utilizzare le parole. Certo, direte voi, è il suo lavoro, è un professore! E' vero, D'Avenia è un professore di lettere quindi è normale che sappia utilizzare le parole, ma quanti sono i professori che sanno utilizzarle così bene da creare delle frasi capaci di sembrare musica? Perchè è questo che sento ogni volta che leggo un suo libro: una melodia! E sono pochi gli autori che sono in grado di provocarmi questa sensazione!
Cosa ne pensate? Come vi sembra questo incipit? Avete già letto qualcosa di questo autore?

martedì 4 novembre 2014

Shopping letterario #26

Buona sera carissimi! Come state? Per me l'inizio della settimana non è stato dei più piacevoli perchè ieri ho dovuto assistere al funerale di un'amica ed oggi sono ancora un po' spaesata ma passerà...forse...
Prima di lasciarvi con il post di oggi in cui vi mostrerò i miei ultimi arrivi vorrei ringraziarvi per il grande interesse che avete dimostrato per la puntata di Ritratto di signora, GRAZIE DI CUORE!
Ed ora torniamo a noi. Era da quasi un mese che non postavo una puntata di questa rubrica quindi sono molto soddisfatta di me stessa! Anche perchè come potrete vedere la maggior parte dei libri che vi segnalerò mi sono arrivati dalle case editrici che ringrazio! :)

  • Trent'anni e li dimostro di Amabile Giusti edito da Mondadori, 261 pagine. Questo è l'unico libro che ho acquistato - trovato al 50% di sconto nella mia incursione al Libraccio - mi incuriosiva da un po' e trovarlo in offerta ha contribuito alla mia voglia di leggerlo!
Trama: Carlotta ha quasi trent'anni, e si considera una sfigata cronica: raggiunge il metro e sessanta solo con i tacchi a spillo, ha una famiglia decisamente folle e all'orizzonte non vede l'ombra di un fidanzato come si deve. Non solo: è appena stata licenziata a causa della sua irrefrenabile schiettezza... ma ora, per arrivare a fine mese, è costretta ad affittare una stanza del suo appartamento. Luca, il nuovo inquilino, ha molti prò (è bellissimo, fa lo scrittore, è dannatamente simpatico) ma altrettanti contro: è disordinato, fuma troppo e ha il pessimo vizio di portarsi a casa le sue conquiste, una diversa ogni notte. Carlotta non chiude occhio e in più si sente una vera schifezza. Non lo ammetterebbe mai, ma quel maschio predatore che tratta le donne come kleenex e gioca sul fascino tenebroso del romanziere la sta facendo innamorare. In una girandola di eventi sempre più buffi, tra una madre terribile, una sorella bellissima e gelosa, una tribù di parenti fuori controllo, un nuovo lavoro tutto da inventare e molti incontri ravvicinati con Luca e le sue fidanzatine di passaggio, Carlotta imparerà che è lei la prima a dover credere in se stessa...

  • Forte come l'onda è il mio amore di Francesco Zingoni edito da Fazi - mi è stato regalato dalle mie meravigliose amiche Alessia, Michy e Monica in occasione del nostro incontro con l'autore - 607 pagine. Voglio questo libro da sempre ma non è così semplice trovarlo nelle librerie senza ordinarlo ed io difficilmente ordino i libri. Ora ho una copia meravigliosa perchè dedicata ed autografata da Francesco. In più ho anche la versione precedente del libro, intitolata Demian Sideheart, che mi è stata regalata, dedicata e firmata, direttamente da Francesco!!!! Non conoscevo la storia di questo romanzo e ne sono rimasta così affascinata che voglio condividerla con voi. Tratta del sito internet dedicato al libro: Nel 2008 Francesco Zingoni inizia a scrivere il suo primo romanzo, Demian Sideheart, che conclude due anni dopo.
    Nel novembre del 2010, pur di farlo leggere e conoscere, lo pubblica aprendo appositamente la sua casa editrice, Outsider Edizioni, improvvisandosi anche agente e promotore. In pochissimo tempo, grazie al tam tam sul web, la travolgente storia di Demian, del suo amore e della sua identità perduta, ottiene un’attenzione e un successo inarrestabile e inimmaginabile per il giovane scrittore-editore.
    Sempre più richieste arrivano dai librai, incuriositi dal fenomeno, e il romanzo finisce in bella vista su alcune delle principali vetrine delle librerie milanesi. Anche la stampa e la televisione si accorgono del fenomeno nascente, rendendolo un vero e proprio caso.
    Fino ad arrivare sul tavolo della Fazi Editore, che a novembre 2011 ne acquista i diritti per ripubblicarlo.
    Questa storia oggi continua con Forte come l’onda è il mio amore, la nuova edizione, ancora più raffinata e coinvolgente, che già prima della pubblicazione in Italia è diventato un caso editoriale di portata internazionale, acquistato dal gruppo Random House per la pubblicazione in Germania e in Olanda.
Trama: Buttato sulla sabbia, accecato dal fulgore di un paradiso perduto, le palpebre incollate dal sale. Riapro gli occhi. La mia mente è vuota: nessun ricordo, nessuna parola. Una tabula rasa. Non posso formulare un pensiero. Non so più distinguere i miei sentimenti, dare ordine alle mie percezioni. Qualcosa che non conosco ha annientato la mia vita. È un sogno a salvarmi: il viso luminoso di una donna. Impossibile per me riconoscerla, o ricordare il suo nome. Ma quel sorriso mi riscuote dall'oblio, diventa l'unica ragione per sopravvivere e fuggire. A guidarmi è un libro, trascinato sulla spiaggia dalla mareggiata di un tifone. Tra le sue pagine distrutte si è salvata solo una misteriosa poesia. E sembra parlare di me. Attraverserò il mondo per sapere chi sei. Vestirò nuove identità per ritrovarti. Cavalcherò un'onda paurosa per scoprire cosa nasconde il suo cono d'ombra: il nostro ultimo segreto, cancellato dall'amnesia. E alla fine sapremo solo una cosa, la più grande. Forte come quest'onda che nessuno può cavalcare fino in fondo.

  • Un gatto, un cappello e un nastro di Joanne Harris edito da Garzanti - che ringrazio per avermelo inviato - 252 pagine. E' stato amore a prima vista, la sua cover mi ha stregato e l'ho richiesto senza neanche leggerne la trama. Ho scoperto solo ora, che ho cominciato a leggerlo, che si tratta di una raccolta di racconti e questo mi frena un po' ma non demordo
Trama: Che cosa vi portereste su un'isola deserta? L'autrice di "Chocolat" non ha dubbi: un gatto, un cappello e un nastro. Tre oggetti in apparenza comuni che all'occorrenza sono in grado di far scaturire una miriade di immagini e di storie. Perché raccontare per Joanne Harris è un modo di affrontare la vita e le sue sfide: niente è impossibile per l'immaginazione, e se riusciamo a immaginare ci sarà sempre un finale inaspettato per ogni giorno della nostra vita. I racconti di Joanne Harris raccolti in "Un gatto, un cappello e un nastro" sono legati tra loro come scatole cinesi: basta aprirne una per scoprirne infinite altre, nascoste a una prima occhiata e per questo ancora più preziose. Storie popolate da personaggi profondamente umani, alle prese con difficoltà come il dolore di un lutto o lo svanire di un desiderio da tempo inseguito. Personaggi che nella fantasia e nella parola trovano non solo una via di fuga, ma anche una risorsa inesauribile di speranza e di forza di volontà. È il caso di Ngok e Maleki, due ragazzine africane che rifiutano di piegarsi a un destino di privazioni. O di Faith e Hope, anziane signore che, escluse dalla gita al mare della casa di riposo in cui vivono, si vendicano smascherando, con passione da detective, un grave sopruso. O di Maggie, che nella pasticceria troverà la dolcezza che la vita le ha negato. E ancora, ragazzini abituati a viaggiare più nella rete che nella realtà...
 
  • Ciò che inferno non è di Alessandro D'Avenia edito da Mondadori - che ringrazio per avermelo spedito in formato digitale - 317 pagine. Lo voglio leggere da quando ho scoperto che sarebbe uscito quindi sarà la mia prossima lettura!
Trama: Federico ha diciassette anni e il cuore pieno di domande alle quali la vita non ha ancora risposto. La scuola è finita, l'estate gli si apre davanti come la sua città abbagliante e misteriosa, Palermo. Mentre si prepara a partire per una vacanza-studio a Oxford, Federico incontra "3P", il prof di religione: lo chiamano così perché il suo nome è Padre Pino Puglisi, e lui non se la prende, sorride. 3P lancia al ragazzo l'invito a dargli una mano con i bambini del suo quartiere, prima della partenza. Quando Federico attraversa il passaggio a livello che separa Brancaccio dal resto della città, ancora non sa che in quel preciso istante comincia la sua nuova vita. La sera torna a casa senza bici, con il labbro spaccato e la sensazione di avere scoperto una realtà totalmente estranea eppure che lo riguarda da vicino. È l'intrico dei vicoli controllati da uomini che portano soprannomi come il Cacciatore, 'u Turco, Madre Natura, per i quali il solo comandamento da rispettare è quello dettato da Cosa Nostra. Ma sono anche le strade abitate da Francesco, Maria, Dario, Serena, Totò e tanti altri che non rinunciano a sperare in una vita diversa... Con l'emozione del testimone e la potenza dello scrittore, Alessandro D'Avenia narra una lunga estate in cui tutto sembra immobile eppure tutto si sta trasformando, e ridà vita a un uomo straordinario, che in queste pagine dialoga insieme a noi con la sua voce pacata e mai arresa, con quel sorriso che non si spense nemmeno di fronte al suo assassino.
  • Sei donna? Dialogo semiserio sulle donne della TV di Platinette e Simone Gerace edito da Edizionianordest - che ringrazio per avermelo inviato - 170 pagine. Non è il genere di libri che normalmente leggo ma conosco l'autore Simone Gerace e ci tengo a leggerlo.
Trama: SEI DONNA? Nel dialogo tra Mauro Coruzzi (in arte Platinette) e Simone Gerace si parla di televisione, o meglio, delle conduttrici televisive e, in generale, del ruolo della donna in TV rispetto ai colleghi uomini.

Un excursus che parte da Enza Sampò (curatrice della prefazione), la prima donna della televisione italiana a non essere identificata come annunciatrice o valletta, per arrivare fino a Silvia Toffanin, regina del sabato pomeriggio del piccolo schermo e detentrice di un certo modo garbato di fare show.

Attraverso le tante figure femminili che hanno occupato e invaso i palinsesti televisivi dagli anni Cinquanta ad oggi, vengono svelati anche determinati meccanismi, aneddoti e curiosità legati al piccolo schermo, che cambia costantemente come cambiano i tempi e le mode.

Con SEI DONNA? Platinette, ben spalleggiata da Gerace, delinea una panoramica storica e divertente su mezzo secolo e più di televisione italica in rosa, non tralasciando mai quella vena ironica e sarcastica che le ha regalato la notorietà televisiva e radiofonica negli ultimi anni.

  • Il giardino degli aranci - Il mondo di nebbia di Ilaria Pasqua edito da Nativi Digitali Edizioni, 293 pagine. Ho comprato questo ebook su Amazon un giorno in cui era in offerta gratis. Ne avevo già molto sentito parlare quindi non me lo sono lasciata scappare.
Sinossi: Il Mondo di Nebbia, dove Aria e il fidato amico Henry vivono e frequentano un liceo come tanti altri ragazzi, nasconde dei segreti inquietanti, come incubi che prendono forma e sono in qualche modo collegati ai Cinque Sacerdoti, misteriosi individui che controllano la città.
Aria non è però una ragazza come tutte le altre: in quel mondo ha la sensazione di "girare a vuoto", e dentro di sé sospetta che dietro ai suoi incubi ci siano verità dimenticate... sarà l'incontro con Will, che come lei sembra frustrato e insoddisfatto da quella realtà, a rivelarle che tutto quello in cui credeva prima è nient'altro che un'illusione. Qual è la verità dietro quel mondo? Chi sono i Cinque? E in che modo Aria ha il potere di cambiare tutto?
"Il Mondo di Nebbia", ora con un nuovo editing, è la prima parte della trilogia fantasy-distopica "Il Giardino degli Aranci". Ilaria Pasqua ci guida in un mondo ricco di misteri, una realtà che sembra annullare i ricordi dolorosi, ma che nasconde molte ombre. Sarà la strana brigata di Aria, Will ed Henry, unita da una forte amicizia (ma non solo) a squarciare i veli della nebbia?

Ecco i miei nuovi gioiellini!!!! Io sono super entusiasta e voi cosa mi dite? Vi piacciono? Ne avete già letto qualcuno? Aspetto, come sempre, le vostre opinioni!!!

lunedì 3 novembre 2014

Ritratto di signora #8

Buongiorno cari lettori! E buon primo lunedì!!! Essendo il primo del mese torna la rubrica a cui tengo particolarmente che condivido con altre splendide blogger: Ritratto di signora.
Oggi tocca proprio a me fare un ritratto e, vi avviso, non sarà facile! Io ho molto sofferto scrivendolo quindi non vi posso garantire che non soffrirete leggendolo.

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Non è stato semplice decidere a quale donna dedicare questa puntata, ogni idea mi sembrava poco interessante. Dopo aver riflettuto a lungo - e dopo essere stata nuovamente tempestata da notizie di cronaca letteralmente inconcepibili - ho deciso di parlarvi non di una donna, ma di tante donne, le Donne vittime di violenza.
Mogli, mamme, figlie, cugine, nipoti, amiche, fidanzate...donne! Donne che hanno sempre guardato con sospetto l'ignoto, perchè fin da piccole ad una donna insegnano di non dare confidenza agli estranei, di non camminare da sola, di notte, in una strada buia, di chiudere sempre bene la porta a chiave per evitare di essere rapinate, violentate, uccise.
Nessuno dice mai ad una bambina: "piccola mia cerca il grande amore, sposati, fai dei figli ma fai attenzione, non abbassare mai la guardia perchè tuo marito, il tuo campagno, il padre dei tuoi figli, l'uomo che dorme in fianco a te ogni notte, potrebbe essere così folle da ucciderti per gelosia, per possessività o anche solo per liberarsi di te!"
Siamo state abituate ad avere paura dell'uomo nero, ma se l'uomo nero fosse proprio quello che abbiamo accanto e che abbiamo scelto? 
In Italia ogni minuto - il tempo di un caffè - due donne subiscono violenza
In Italia ogni tre giorni una donna viene uccisa.
Dati che fanno fa accapponare la pelle.  
E la morte avviene per mano di un familiare, qualcuno che dovrebbe avere lo scopo di proteggere.
Purtroppo poi solo in rarissimi casi l'omicidio avviene per un raptus, generalmente è il culmine di lunghi periodi di violenza e maltrattamenti da cui le donne non hanno saputo - o voluto per paura -  fuggire.
Solo nel 2013 sono state uccise 135 donne e siamo a 92 donne per il 2014 calcolate fino al 8/10/2014 (fonte http://prosmedia.org/osservatorio-sul-femmicidio/)e questo numero si riferisce ai casi certi, quelli dove il colpevole viene scoperto; ci sono poi tutte quelle donne che scompaiono senza lasciare traccia e per la cui sparizione mariti o familiari di vario genere e ruolo sono indagati ma non ancora condannati.  Moltiplichiamo questi numeri per il resto del mondo ed avremo dei risultati assurdi, incredibili, inconcepibili!!! 


E nella maggior parte dei casi si parla, purtroppo, di tragedie annunciate. 
Per preparare questo post ho fatto ricerche per circa un mese e mentre facevo ricerche continuavo ad imbattermi in notizie nuove. Giorno dopo giorno i casi aumentano ed io resto sempre più addolorata perchè a parte quelli di cui si parla più, ce ne sono tantissimi altri a cui vengono dedicate poche righe e finiscono nel dimenticatoio. 
E' per questo che oggi ho pensato di dedicare a queste donne il mio ritratto e di scrivere il meno possibile perchè voglio lasciare la parola ad alcuni dei loro volti, ai loro sorrisi spezzati... 
Dopo le immagini di chi non ce l'ha fatta troverete però la testimonianza di una donna che ha subito violenza e che è riuscita a denunciare e ad evitare il peggio, perchè uscirne si può e lo si deve a se stesse!!!!!

Concetta Traina, 27 anni, uccisa a coltellate insieme alla madre dall'ex fidanzato
Ivana Scintilla, 27 anni, accoltellata dal marito - che poi si è tolto la vita - davanti ai due figli
Alessandra Pelizzi, 19 anni, gettata dal settimo piano di un palazzo dall'ex fidanzato, che poi si è suicidato
Mary Cirillo, 24 anni, madre di quattro figli, uccisa dal marito con un colpo di fucile
Fabiana Luzzi, neanche sedici anni accoltellata e bruciata viva dal fidanzatino di 17 anni
Ilaria Leone, 19 anni, strangolata e morta soffocata dal suo stesso sangue

Giuseppina di Fraia, 52 anni, investita con l'auto e bruciata dal marito (in foto)



Lucia Bellucci, 31 anni, strangolata, pugnalata e rinchiusa nel bagagliaio dell'auto dell'ex fidanzato
Michelle Campos, 21 anni, uccisa a colpi di martello alla testa dal fidanzato
Cristina Omes, 38 anni, uccisa dal marito insieme ai due figlioletti di 5 anni e 20 mesi

Ed ora dopo tutta questa tristezza, vi voglio lasciare con una storia che, per quanto dura e dolorosa, è però una storia a lieto fine. Ve la voglio fare raccontare da lei, questa donna forte e coraggiosa che ha avuto la capacità di uscirne non senza dei grandi strascichi psicologici!
Non vi dirò il suo nome per preservare la sua persona, ognuno di voi potrà darle nella sua mente il nome che vorrà:

"Qualche anno fa ero una studentessa, una persona piana di sogni nel cassetto, ma con un presente un po' noioso. Fidanzata con lo stesso ragazzo dai tempi del liceo, due lavori per mantenere l'appartamento in città e una vita piena di impegni. La mia situazione sentimentale era un po' smorta, tanti anni alle spalle e interessi che piano piano erano sempre meno in comune. Decisi di concludere una storia che si stava prolungando per l'abitudine, ma me ne pentii dopo poco. Nel frattempo incontrai un uomo formidabile, dolce, comprensivo che mi regalò la sua amicizia, lo chiameremo Mister X. Dopo qualche tempo me ne innamorai. Bello davvero, mi sentivo rinata, vitale, il sorriso era tornato a brillare sul mio viso, mi sentivo come una ragazzina gioiosa. Ma non durò a lungo.

Piano piano mi accorsi che le sue idee erano sempre più importanti ma soprattutto giuste e le mie ovviamente sbagliate e sciocche. Il mio pensiero politico era da plasmare perchè io ero una persona ignorante da educare. Per un po' mi sono divertita, in fondo per me era una sfida, i nostri battibecchi credevo fossero dei giochi per confrontarci e conoscerci, ma mi sbagliavo. Con il passare del tempo si discuteva fin che non gli dicevo che aveva ragione; poi si sono susseguiti degli episodi particolari: un giorno mi disse di guardare il sole dal finestrino della macchina, io non riuscivo dalla mia posizione, così mi prese per i capelli (non in maniera violenta, ma comunque decisa, forse troppo) e mi girò la testa per farmelo vedere. Qualche giorno dopo volevo entrare in un negozio di scarpe, ma ero indecisa perchè avevo lasciato il bancomat a casa e lui mi spinse dentro con una certa enfasi.

Non diedi a questi episodi una grande importanza perchè era davvero la persona più gentile e disponibile che avessi mai conosciuto, e non riuscivo a capire come fosse successo, forse lo avevo solo interpretato male. Poi come ho scritto precedentemente ha iniziato a impormi le sue idee.

Perchè non l'ho lasciato subito? Questa è una bella domanda. Proverò a spiegare il perchè, anche se credo che non sia comprensibile a qualcuno che non l'ha vissuto. Mister X ha fatto in modo di essere l'uomo perfetto e ci ha messo mesi e mesi di duro lavoro. Aveva un lavoro decisamente importante, una famiglia rispettabile altolocata, insomma era difficile per la mentalità media colpevolizzarlo di qualche cosa. Ha creato intorno a se una luce perfetta in modo che i miei occhi e quelli dei miei cari o dei miei amici lo vedessero così. Quando ho provato a dire ad un'amica che erano capitate queste cose, lei mi ha detto che forse mi ero sbagliata, Mister X non può aver detto questo dai, lo conosco, è così dolce, pende dalle tue labbra, ma figurati, magari sarai un po' stanca e avrai interpretato male.

Poi sono arrivati i litigi forti, le scenate di gelosia le piccole violenze. Volete sapere perchè anche allora non l'ho mandato via? La pazza ero io. Intorno a me si era creato il vuoto: lui aveva convinto tutti che la storia con il mio ex mi aveva distrutta, il lavoro e la scuola mi stressavavo a tal punto che io avevo bisogno di aiuto, che gli facevo discorsi inconcludenti. Ha registrato con il cellulare un pezzo di una nostra litigata dove io lo mandavo a stendere, e l'ha fatta sentire al mio capo, ai miei genitori, ai miei amici. Lui piangeva con tutti, andava a dire che voleva sposarmi e tra le lacrime diceva che andavo curata, dovevo prendere dei farmaci perchè ero schizzofrenica.

Quando mi colpiva si buttava per terra e cominciava a piangere, dicendo che avevo fatto tutto da sola, che avevo sbattuto la testa contro il muro da sola e adesso davo la colpa a lui. Dovevate vedere i suoi pianti, sembrava un bambino e mi diceva che voleva solo aiutarmi. Io non osavo parlare con mia madre, è anziana, io sono figlia unica ma so che lei non gli credeva. I suoi colpi erano davvero ingegnosi, mai un segno visibile. Nel caso lo avessi raccontato non c'erano prove.

Un giorno capitò una cosa molto grave, ma non mi va di parlarne, quindi perdonatemi. Io ero a pezzi, mi sentivo sola, mi sentivo folle, ero convinta di avere un problema e non sapevo come fare. Un lavoro l'avevo perso grazie a lui, ma rimaneva l'altro: il mio capo è sempre stato dalla mia parte (ovviamente non sapeva le cose capitate, altrimenti oggi posso affermare che lo avrebbe denunciato lui) ma non ha mai creduto a una parola uscita dalla bocca di Mister X. Comunque grazie al mio capo e al mio attuale marito (all'epoca eravamo amici) riuscii a lasciarlo. E secondo voi è finita? Nooooo. Iniziarono gli appostamenti sotto casa o in qualsiasi altro luogo, le telefonate anonime con minacce e poi una bella segnalazione dai carabinieri. Ma la volete sapere una cosa: la mia parola contro la sua. I carabinieri mi dissero di fare attenzione, perchè se lui era così furbo, avrebbe potuto denunciare me per diffamazione. 


Perchè sono stata dai carabinieri? Ci ho messo un po', e se non avesse continuato a perseguitarmi dopo la rottura forse non lo avrei fatto. Ma riusciva ad entrare nei miei profili di facebook, di posta elettronica e scriveva messaggi a mio nome alle persone, si faceva trovare fuori dal lavoro e mi rideva in faccia dicendo che mi avrebbe fatto rinchiudere, che i miei genitori sarebbero morti di frustrazione e che lui avrebbe dato loro delle prove inconfutabili della mia pazzia, che io ero schedata e non lo sapevo. Ecco, forse ha toccato l'unico tasto in grado di svegliarmi: i miei genitori. Guai a chi me li tocca. Poi sono stata da uno specialista e volete sapere cosa mi ha detto? Che ero tanto stressata e avevo bisogno di una vacanza ma che le persone "malate" sono altre, quindi lei non avrebbe potuto aiutarmi.
Ci ho messo un anno a smettere di sobbalzare al primo rumore o a non urlare nel sonno, ma oggi sto bene. Certo, ho perso la spensieratezza, l'allegria e l'innocenza di prima, ma ho una famiglia meravigliosa che mi ama così come sono.

Vi chiedete perchè voglio rimanere anonima? Ho una famiglia, dei genitori che adoro e non voglio che soffrano e sono stufa, stanca. Ma vivo ancora con l'ansia che un giorno decida di cercarmi perchè non ha di meglio da fare. Io mi sono sentita in trappola, come se fossi legata ad una sedia con delle corde spessissime e mi sentivo presa in giro, perchè lui faceva così. Non volevo uscirne perchè ero da sola ed era difficile, quasi insopportabile, così per tre anni sono stata schiacciata psicologicamente. Quando decisi di metter fine a questa storia mi sono sentita la gola bruciare, come quando rischi di affogare per la mancanza di ossigeno e senti i polmoni bruciare.
Però oggi sono qui, sono felice, e posso raccontare questa storia." 


Ringrazio questa amica che ha voluto condividere con noi la sua dolorosa esperienza e spero che come lei, molte altre donne, potranno  trovare la forza di denunciare e di farsi aiutare.
E a noi tutti dico: cerchiamo di prestare attenzione alle donne che abbiamo intorno, non minimizziamo un avvenimento, una parola, una richiesta di aiuto... spesso per chi subisce violenza è difficilissimo riuscire a rivolgersi ad un familiare o ad un'amica e trovare dall'altra parte un muro di sicuro non aiuta!!!
Spero che nessuna di voi ne abbia la necessità, ma vi lascio un link con tutti i numeri di telefono dei Centri Antiviolenza per donne maltrattate a cui è possibile rivolgersi per un aiuto: 
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Potrete trovare questo post anche sui blog:

Stasera cucino io
Franci lettrice sognatrice

Grazie mille a tutti per l'attenzione.

Daniela, Monica, Miki, Francesca e Federica

venerdì 31 ottobre 2014

Chi ben comincia #59 - L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafon

Ciao a tutti e buon venerdì!!!! Giornata - o meglio serata - speciale quella di oggi visto che praticamente ovunque si festeggerà Halloween! Il mio bambino non vedeva l'ora questa mattina di andare all'asilo visto che sapeva che avrebbero fatto festa e questa sera alta baldoria a casa di amici, la sua gioia! E voi, come state? Vi travestirete o siete di quelli che non amano questa festa? Per Chi ben comincia di oggi -  la rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri - ho pensato di cercare un libro con ambientazione adatto alla giornata!
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Non vi trascriverò l'incipit di un libro dell'orrore ma quello di un libro la cui ambientazione è comunque molto particolare. Sto parlando de L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafon, edito da Mondadori. Molti di voi conosceranno alla perfezione questo libro e la storia meravigliosa. E' una di quelle letture che rifarei sempre ma visto che il tempo manca mi accontento dell'incipit!

REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti



Il Cimitero dei Libri Dimenticati

Ricordo ancora il mattino in cui mio padre mi fece conoscere il Cimitero dei Libri Dimenticati. Erano le prime giornate dell'estate del 1945 e noi passeggiavamo per le strade di una Barcellona prigioniera di un cielo gri-
giastro e di un sole color rame che inondava di un calore umido la rambla
«Daniel, quello che vedrai oggi non devi raccontarlo a nessuno» disse mio padre. «Neppure al tuo amico Tomás. A nessuno.»
«Neanche alla mamma?» domandai sottovoce. 
Mio padre sospirò, offrendomi il sorriso dolente che lo seguiva sempre
«Ma certo» rispose mesto. «Per lei non abbiamo segreti.»
Subito dopo la guerra civile, il colera si era portato via mia madre. L'avevamo sepolta a Montjuïc, sotto una pioggia battente, il giorno in cui compivo quattro anni. Ricordo che quando chiesi a mio padre se il cielo piangeva gli mancò la voce. Sei anni dopo, l'assenza di mia madre era ancora un grido muto, un vuoto che nessuna parola poteva colmare. Mio padre e io abitavamo in un piccolo appartamento di calle Santa Ana, vicino alla piazza della chiesa, sopra la libreria specializzata in edizioni per collezionisti e libri usati che era stata del nonno, un magico bazar che un giorno sarebbe diventato mio, diceva mio padre. Sono cresciuto tra i libri, in compagnia di amici immaginari che popolavano pagine consunte, con un profumo tutto particolare. Da bambino, prima di addormentarmi raccontavo a mia madre come era andata la giornata e quello che avevo imparato a scuola. Non potevo udire la sua voce né essere sfiorato dalle sue carezze, ma la luce e il calore del suo ricordo riscaldavano ogni angolo della casa e io, con l'ingenuità di chi conta ancora gli anni sulle dita delle mani, credevo che se avessi chiuso gli occhi e le avessi parlato, lei mi avrebbe ascoltato, ovunque si trovasse. A volte mio padre mi sentiva dal soggiorno e piangeva di nascosto.
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Adoro adoro adoro questo libro e l'atmosfera che subito si respira!!!!
E voi? Lo conoscete? Se non lo avete già letto dovete rimediare velocemente!!! :)))