Ma torniamo al blog e al post di oggi. Sono qui per lasciarvi la recensione del libro Più donne che uomini di Ivy Compton Burnett, edito da Fazi - che ringrazio per la copia - pag. 260.
Sinossi: In una prospera cittadina inglese a inizio Novecento, un grande istituto
femminile è diretto da Josephine Napier, un generale ingioiellato: alta
e austera, un viso regale, «vestita e pettinata in modo da esibire i
suoi anni, anziché nasconderli». Impeccabile in ogni gesto e in ogni
parola, è il punto di riferimento imprescindibile per tutti, le
studentesse, il corpo docente e i suoi familiari: il marito Simon,
oscurato dalla personalità della moglie, il figliastro Gabriel, il
fratello Jonathan, vedovo calato nel ruolo dell'anziano zio e amante
segreto ma non troppo di Felix Bacon, giovane sfaccendato. Al gruppo si
unisce presto Elizabeth, una vecchia conoscenza di Josephine che viene
assunta come governante e porta con sé la figlia Ruth. Le giornate sono
scandite da una serie di rituali obbligati e da dialoghi in cui si dice
tutto e niente, botta e risposta infiocchettati che in realtà nascondono
universi interi. Finché un tragico evento inaspettato fa precipitare
ogni cosa, dando vita a una reazione a catena che sconvolgerà le vite di
tutti e porterà a galla il lato oscuro di ognuno di loro. Nessuno è chi
dice di essere, e dietro alla spessa patina del codice vittoriano si
nascondono segreti celati per intere esistenze. Verranno fuori tutti,
uno dopo l'altro.Un libro scritto all'inizio del Novecento che, sicuramente, va letto e giudicato tenendone conto. Di quel periodo sono infatti le argomentazioni e le riflessioni che troviamo all'interno del romanzo.
