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lunedì 12 settembre 2016

Recensione #147 - La 19a moglie di David Ebershoff

Buongiorno a tutti e buon lunedì! Giornata importante, oggi, per me: il mio piccolino comincia la prima elementare ed io sono estremamente emozionata ma anche terrorizzata (si cominciano a fare i compiti!). Prima di andare a piangere guardandolo seduto al banco vi lascio la recensione di un libro che ho letteralmente divorato - nonostante le corposità - durante le vacanze: La 19a moglie di David Ebershoff edito da Giunti, pag. 736

Sinossi: Jordan ha vent'anni e vive liberamente la propria omosessualità dopo essere stato cacciato dalla comunità religiosa di Mesadale. Qui vivono i First, una setta che deriva dai Mormoni e che pratica ancora la poligamia. Un giorno Jordan scopre dai giornali che il padre è stato ucciso e che la madre è accusata di omicidio. Convinto della sua innocenza, il ragazzo torna a Mesadale per indagare: le numerose mogli del padre, esacerbate da invidie e gelosie, sembrano avere molto da nascondere; per non parlare del "Profeta", il capo della setta, che desidera tenere gli occhi indiscreti lontano dalla comunità su cui regna sovrano. Parallelamente alla storia di Jordan, si sviluppa l'autobiografia di Ann Eliza Young, diciannovesima moglie del Profeta Brigham Young, che alla fine dell'Ottocento si ribellò al marito, lasciò la comunità e iniziò una campagna di sensibilizzazione contro la poligamia. È proprio in nome di Ann Eliza che un gruppo di volontari fonderà un'associazione e aiuterà Jordan a indagare sui misteri di Mesadale e a scoprire il vero assassino.

Avete presente The Danish Girl? Lo avevo recensito qui.
Ecco, l'autore di quel libro è anche l'autore del libro di cui vi sto per parlare. 
Ho comprato questo libro spinta dall'istinto e grazie anche alla bella impressione che avevo avuto dell'autore al nostro primo incontro.
La 19a moglie è un romanzo veramente particolare, che sviscera un pensiero religioso in modo molto approfondito, inserendolo magnificamente nel contesto storico e dandone al lettore una visione a 360°.
Analizzando il pensiero del credo religioso dei Mormoni, i loro diversi esodi, il loro scisma interno, Ebershoff ha saputo mettere insieme diverse testimonianze storiche - tra cui un'autobiografia della fine del 1800 intitolata appunto la 19a moglie - romanzandole ed intrecciandole perfettamente con parti di propria invenzione. Nonostante le due parti occupino capitoli totalmente scollegati, risultando così facilmente distinguibili, gli avvenimenti riescono in più punti a sovrapporsi, dialogando in modo così perfetto da diventare una cosa sola.
L'autore mostra con questa opera una padronanza incredibile nella ricostruzione storica degli avvenimenti e nella capacità di adattare il suo stile alla storia che sceglie di raccontare risultando versatile, credibile ed estremamente capace di caratterizzare i personaggi che sceglie come protagonisti delle sue storie.
Se non lo avessi saputo non avrei mai creduto che questo libro e The Danish Girl fossero nati dalla stessa mano, tanto risulta diverso lo stile dell'autore!
Protagoniste indiscusso di questo romanzo sono due donne, entrambe diciannovesime mogli di qualcuno: una che alla fine del 1800, con la sua ribellione alla fede mormone ed alla sua incontrastata poligamia riuscì a far arrivare la sua denuncia al presidente americano Grant, portando all'abbandono della poligamia all'interno di quel credo religioso; l'altra, facente parte dei Primi - credo nato successivamente alla scissione dei Mormoni dopo l'abbandono della poligamia - accusata di aver ucciso suo marito ed arrestata per omicidio.
La parte dedicata ad Ann Eliza Young, moglie del profeta mormone Brigham Young è raccontata, per la maggior parte, attraverso documenti degli archivi ed attraverso le stesse parole che Ann Eliza utilizzò nella sua autobiografia. La parte dell'omicidio è invece quella romanzata ed il suo racconto viene lasciato a Jordan, figlio della donna accusata, cacciato dalla setta quando era ancora un bambino. Quello che l'autore riesce magistralmente a fare è raccontare la poligamia attraverso più punti di vista dandone un quadro preciso sia a livello prettamente storico che emozionale.
Riflettere su una pratica così diffusa, sulle sue abitudini, sul suo ruolo, sulle emozioni che lascia a chi la pratica - sia uomo che donna - diventa, andando avanti con la lettura, naturale. È molto semplice, man mano che le pagine scorrono, cominciare a mettersi nei panni dei protagonisti, cominciare a pensare come loro, immedesimarsi in quelle mogli catalogate con dei numeri, costrette a dividere la propria casa con altre - anche più di 50 a volte - donne e con centinaia di bambini non proprio; ma viene facile anche provare a capire - io però non ci sono riuscita ahahahha - il punto di vista dei mariti, venire a conoscenza di cosa li porti a prendere una moglie dopo l'altra - diciamo che il motivo è proprio banale... sì, quello che pensate voi! - ed anche il punto di vista di chi, da uomo, viene obbligato dal Profeta ad essere poligamo nonostante non vorrebbe. Non avevo mai letto nulla incentrato su un tema così importante e non conoscevo la religione mormone ed i suoi sviluppi; certo, mi è capitato di vedere film o trasmissioni televisive incentrati su quel genere di vita ma non mi ero mai soffermata a cercare realmente di capire cosa provassero quelle persone, perchè vivessero così, per quale motivo si isolassero dal mondo vivendo in ghetti. 
Un libro che consiglio a chi da un romanzo cerca anche di conoscere il passato e le sue realtà storiche. Un libro che non annoia ma che, anzi, affascina per la sua completezza.

 VOTO: 



giovedì 4 agosto 2016

Chi ben comincia #111 - La 19a moglie di David Ebershoff

Buongiorno carissimi, e buon giovedì. Anche oggi ho deciso di anticipare questa rubrica per necessità organizzative del blog. Ultima puntata pre-vacanze della rubrica Chi ben comincia, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e dedicata agli incipit dei libri.
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Due giorni fa - qui - vi ho parlato dei libri che ho intenzione di portarmi in vacanza. Oggi condivido con voi l''incipit di uno di questi libri: La 19a moglie di David Ebershoff edito da Giunti. In realtà è un incipit particolare cui Ebershoff sceglie di lasciare l'onore di aprire il libro alla donna da cui ha preso spunto per questo libro: si tratta di Ann Eliza Young - moglie del Capo e Profeta della Chiesa mormone Brigham  Young - e alla prefazione del suo  Wife no.19, or the story of a life in bondage, una biografia scritta alla fine dell'800 da  in cui denunciò apertamente la poligamia e grazie al quale fu un'appassionata fautrice dei diritti delle donne.

REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti


Nell'anno trascorso da quando ho abbandonato la religione dei Mormoni e mi sono messa in viaggio per rivelare alla nazione la verità sulla poligamia in America, molti si sono chiesti per quale motivo avessi accettato di far parte di un matrimonio plurimo. Tutti quelli che incontro - contadini, minatori, ferrovieri, professori, uomini di chiesa, o il senatore dal viso triste, ma soprattutto le loro mogli -, tutti vogliono sapere per quale motivo mi sia sottoposta a una pratica coniugale così intrisa di asservimento e sofferenza. Quando spiego loro che mio padre ha cinque mogli e che mi hanno allevata nella fede che il matrimonio plurimo sia la volontà di Dio, spesso queste persone mi chiedono con franchezza: «Ma... Mrs. Young... come ha potuto credere una cosa simile?»
Rispondo loro che la fede è un mistero, inafferrabile per molti, e mai facile da spiegare.
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Vi devo confessare una cosa: visto l'avvicinarsi delle vacanze ho preparato in anticipo questo post. Nonostante mi sia fermata a trascrivere a questo punto, ho continuato a leggere fino alla fine della prefazione e poi ho continuato con l'inizio del capitolo successivo nel quale inizia ad incrociarsi a questa storia della fine del 1800 un'altra storia, quella di un'altra 19a moglie accusata dell'omicidio di suo marito. Mi sono dovuta obbligare a fermarmi perchè sarei andata avanti a leggere senza sosta.
La storia mi intriga parecchio per la scelta di intervallare due storie di questo genere, molto simili ma ambientate in epoche diverse. Poche righe che su di me hanno avuto un effetto assolutamente coinvolgente. Credo che sarà una delle prime letture vacanziere non appena avrò portato a termine alcune letture che devo completare per le challenge che ho in corso!
Che ne dite? Vi ispira?

martedì 5 luglio 2016

Shopping letterario #41


Buongiorno lettori e buon martedì! Come state?
Boccheggiate in città o siete già in vacanza? Magari su una bella spiaggia a prendere la tintarella o in montagna a godere di un po' di fresco...
Io boccheggerò in ufficio ancora per un po' ma sono positiva, luglio passerà velocemente e finalmente potrò godere un po' di sano e meritato riposo.
Ma veniamo alla puntata di oggi di Shopping letterario.
Poco più di una settimana fa ho fatto una capatina veloce alla Libreria Giunti alla ricerca di qualcosa che mi colpisse visto che non avevo in mente nulla di particolare da acquistare ed ecco il mio bottino!!!


  • Le emozioni difettose di Laurie Halse Anderson edito da Giunti, 304 pagine, € 9.90. Di questa autrice ho già letto Wintergirls. Così leggere da bucare le nuvole - recensione qui - ed avendolo amato molto non ci ho pensato due volte a comprare questo libro che mi chiamava da uno scaffale altissimo. Ho fatto la scimmietta pur di accaparrarmi questa ultima copia esposta!!!
Sinossi: Correre e studiare, questa la terapia per Kate Malone che non vuole affrontare il dolore per la perdita della madre, morta quando lei era ancora una bambina. Ma adesso ha diciassette anni, un fratello più piccolo, un padre reverendo e tanta voglia di scappare da lì. Kate è all'ultimo anno del liceo (lo stesso frequentato da Melinda Sordino, la protagonista di "Speak") e ce la sta mettendo tutta per farsi ammettere all'università, essere una brava ragazza e tenere fede ai propri impegni.


  • La 19a moglie di David Ebershoff edito da Giunti, 736 pagine, € 6.90. Avevo già adocchiato questo libro diverso tempo fa e mi aveva incuriosito ma non così tanto da acquistarlo. Poi ho letto The Danish girl - recensione qui - e solo in quel momento ho collegato che l'autore fosse lo stesso. Mi sono subito ripromessa di acquistarlo alla prima occasione. L'occasione è arrivata quando entrando in libreria il primo libro su cui mi è caduto l'occhio è stato questo... segno del destino! 
Sinossi: Jordan ha vent'anni e vive liberamente la propria omosessualità dopo essere stato cacciato dalla comunità religiosa di Mesadale. Qui vivono i First, una setta che deriva dai Mormoni e che pratica ancora la poligamia. Un giorno Jordan scopre dai giornali che il padre è stato ucciso e che la madre è accusata di omicidio. Convinto della sua innocenza, il ragazzo torna a Mesadale per indagare: le numerose mogli del padre, esacerbate da invidie e gelosie, sembrano avere molto da nascondere; per non parlare del "Profeta", il capo della setta, che desidera tenere gli occhi indiscreti lontano dalla comunità su cui regna sovrano. Parallelamente alla storia di Jordan, si sviluppa l'autobiografia di Ann Eliza Young, diciannovesima moglie del Profeta Brigham Young, che alla fine dell'Ottocento si ribellò al marito, lasciò la comunità e iniziò una campagna di sensibilizzazione contro la poligamia. È proprio in nome di Ann Eliza che un gruppo di volontari fonderà un'associazione e aiuterà Jordan a indagare sui misteri di Mesadale e a scoprire il vero assassino.

Sono stata brava, mi sono limitata! Credo che fino al mio compleanno non comprerò altri libri... forse! ahahahahhaha

martedì 12 aprile 2016

LGS TRIVIAL GIVEAWAY - Seconda edizione - Prima tappa




Buongiorno lettori! Eccoci finalmente giunti alla prima tappa di questa nuovissima edizione del Lgs Trivial Giveaway.
Oggi sono qui per presentarvi il primo libro che dovrete leggere.
Martedì 19 aprile vi invierò una mail contenente tre domande, diverse per ognuno di voi, relative al libro. Dovrete inviare le risposte entro le ore 17 di lunedì 25 aprile. Io vi risponderò segnalandovi eventuali errori e indicandovi il punteggio raggiunto.
Vi chiedo la cortesia di prestare attenzione a quello che scrivete per evitare errori di battitura.
Per ogni risposta esatta vi sarà assegnato un punto e riceverete invece 5 punti se risponderete correttamente a tutte e tre le domande. Per qualsiasi ulteriore dubbio vi rimando al post di presentazione qui.

Basta chiacchiere, siete pronti? Ecco il libro:

Titolo: The Danish Girl
Autore: David Ebershoff
Editore: Giunti 
Pagine: 368  pagine. 

Sinossi: Giovani e talentuosi, Einar Wegener e sua moglie Greta vivono nella romantica Copenaghen di inizio Novecento, accomunati dalla passione per l'arte: paesaggista lui, ritrattista molto richiesta lei. Finché un giorno Greta, per completare un ritratto, chiede al marito riluttante di posare in abiti femminili. A poco a poco, l'ipnotico pennello di Greta, animata da un'improvvisa ispirazione, e il morbido contatto della stoffa sulla pelle di Einar, lo sospingono in un mondo sconosciuto, mettendo in moto un cambiamento che nessuno dei due avrebbe mai potuto sospettare. Quel giorno il giovane scopre che la sua anima è divisa in due: da una parte Einar, l'artista malinconico e innamorato di sua moglie, dall'altra Lili, una donna mossa da un prepotente bisogno di vivere. E Einar si trova di fronte a una scelta radicale: decidere quale delle due sacrificare... 


Notizie sull'Autore: David Ebershoff (Pasadena, 1969) è un affermato editor e scrittore americano. Ha pubblicato quattro romanzi, tutti bestseller, osannati, premiati dalla critica e tradotti in diciotto paesi. Per Giunti ha pubblicato "La 19a moglie" e "The Danish Girl", dal quale è stato tratto l'omonimo film di successo candidato agli Oscar 2016. Attualmente vive a New York.

Spero che questo libro possa appassionarvi così come ha fatto con me!
Per il momento vi saluto e vi dò appuntamento alla prossima tappa.

SECONDA TAPPA: 26/04/2016 blog Desperate Bookswife

mercoledì 30 marzo 2016

Recensione #117 - The Danish Girl di David Ebershoff

Buongiorno lettori, come state? Io super di corsa, come sempre in questo periodo. Ho mille cose da fare e le faccio in orari impossibili quindi mi scuso se ultimamente sono un po' incostante sia sul blog che sui social.
Oggi vi lascio una nuova recensione, quella di The Danish Girl di David Ebershoff, edito da Giunti, 368  pagine. 

Trama: Giovani e talentuosi, Einar Wegener e sua moglie Greta vivono nella romantica Copenaghen di inizio Novecento, accomunati dalla passione per l'arte: paesaggista lui, ritrattista molto richiesta lei. Finché un giorno Greta, per completare un ritratto, chiede al marito riluttante di posare in abiti femminili. A poco a poco, l'ipnotico pennello di Greta, animata da un'improvvisa ispirazione, e il morbido contatto della stoffa sulla pelle di Einar, lo sospingono in un mondo sconosciuto, mettendo in moto un cambiamento che nessuno dei due avrebbe mai potuto sospettare. Quel giorno il giovane scopre che la sua anima è divisa in due: da una parte Einar, l'artista malinconico e innamorato di sua moglie, dall'altra Lili, una donna mossa da un prepotente bisogno di vivere. E Einar si trova di fronte a una scelta radicale: decidere quale delle due sacrificare... 

Difficile mettermi qui, davanti a questa pagina bianca, per cercare di spiegarvi le moltitudini di emozioni che questo libro ha saputo trasmettermi. Un libro che parte da una storia vera, difficile, fatta di sofferenze ma anche di coraggio e consapevolezza.
L’autore riesce ad accompagnare il lettore con molta maestria in un sentiero difficile e doloroso, parlando di Lili Elbe – nata di sesso maschile con il nome di Einar Wegener, prima persona nella storia a sottoporsi a un intervento chirurgico per il cambio di sesso – e del suo viaggio interiore di accettazione.
Il romanzo è ambientato tra Copenaghen, Parigi e Dresda. È il 1925 ed Einar e Greta sono marito e moglie. Entrambi artisti, mossi dalla passione della pittura passano le loro giornate a dipingere: paesaggi lui, ritratti lei.
È proprio per farsi aiutare a completare un quadro che Greta chiede ad Einar di vestirsi da donna, in modo da poter posare per lei durante l’assenza della donna che stava ritraendo. Questo avvenimento accenderà la scintilla, quella che nell’uomo esiste da sempre ma che da tanto, troppo tempo, è sopita.
Einar in realtà convive da sempre con due anime, due personalità, una uomo, l’altra donna; è così che si palesa Lili, l’altro io di Einar. Quei panni così diversi da quelli che indossa normalmente lo fanno sentire bene, vivo, se stesso e Lili appare sempre più spesso, mettendo da parte l’uomo che Grata ha sposato, facendolo piano piano soccombere.
Un amore fortissimo, vero, incondizionato quello che Greta prova per il marito; un sentimento così grande che le fa diventare artefice della sua trasformazione, del suo lungo cammino di accettazione.
Con uno stile molto dettagliato, non affrettato e molto emozionale l’autore mi ha permesso di mettermi nei panni dei protagonisti, di vivere in quel periodo storico, di immaginare quanto potesse essere difficile per un uomo sentirsi in tutto e per tutto una donna e provare a fare in modo che quella diventasse la sua vera esistenza. Uno stile che per molte caratteristiche mi ha ricordato quello di Tracy Chevalier e che da subito mi ha permesso di adorare questa lettura.
Spesso mi sono chiesta come Greta potesse accettare e incentivare la trasformazione del marito, spesso mi sono chiesta come avrei reagito io, se sarei stata in grado di interpellare medici per aiutare l’uomo della mia vita ad essere felice; l’unica risposta che mi sono data è che Greta amasse Einar più della sua stessa vita, senza accontentarsi di averlo al suo fianco a metà.

Neanche per un attimo aveva pensato di impedire che Lili entrasse nella loro vita. Qualsiasi cosa purchè Einar sia felice, si diceva. Qualsiasi cosa.

Un romanzo che ci racconta di come spesso i medici a cui Einar si rivolgeva lo trattassero come pazzo, disturbato, bisognoso di radioterapia o addirittura di una lobotomia; un romanzo che ci fa entrare nel più profondo animo umano e che ci permette di vivere la trasformazione con gli occhi di Einar e di Lili, dividendo in modo netto e tangibile le due persone durante il racconto.
Per fortuna Lili non ha trovato sulla sua strada solo persone incapaci di comprendere, e questa è stata la sua fortuna; perché se per un transessuale al giorno d’oggi può essere difficile, pensiamo a quanto potesse esserlo nel 1925… fantascienza! 
L’autore ha saputo rendere benissimo l’assoluta divisione delle due personalità, raccontando al lettore i sentimenti più profondi a volte mettendosi nei panni di Einar e a volte in quelli di Lili.

Nemmeno una volta in passato, e nemmeno quella sera, con la mano sudata di Henrik nel suo palmo, Einar si era considerato anormale o deviato.

Tantissime le parti che ho sottolineato e che mi hanno fatto riflettere. Pensieri assolutamente attuali nonostante l’ambientazione del romanzo sia lontana anni luce dal presente.
Un libro che consiglio a chi sa guardare oltre!

VOTO: 



venerdì 18 marzo 2016

Chi ben comincia #107 - The Danish Girl di David Ebershoff

Buongiorno carissimi, buon venerdì! Oggi, dopo tantissimo tempo, torna Chi ben comincia, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri.
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Per la puntata di oggi vi lascio l'incipit del libro che sto leggendo: The Danish Girl di David Ebershoff edito da Giunti, libro da cui è stato tratto il film che è stato uno dei protagonisti della notte degli Oscar di quest'anno.
REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti



Fu sua moglie la prima a saperlo. "Mi faresti un piccolo favore?" chiese Greta dalla camera da letto quel pomeriggio. "Dovresti aiutarmi un attimo con una cosa. Non ci vorrà molto."
"Certo" disse Einar tenendo gli occhi fissi sulla tela. "Quello che vuoi."
Il vento del Baltico rinfrescava la giornata di primavera. Erano nel loro appartamento nella Casa delle Vedove, ed Einar, un uomo minuto e quasi trentacinquenne, stava dipingendo a memoria un paesaggio invernale del Kattegat.
Sull'acqua nera e crudele, tomba di centinaia di pescatori che ritornavano a Copenaghen con le loro prede sotto sale, era stesa una cappa bianca. Il vicino del piano di sotto era un marinaio con la testa piccola e tonda che insultava la moglie. Quando Einar dipingeva l'increspatura grigia di ogni onda, immainava in marinaio che annegava, con una mano sollevata a chiedere aiuto, e sentiva la sua voce che sapeva di vodka di patate dare ancora della puttana da porto alla moglie.
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Che ne pensate di questo incipit? Vi ispira? Avete letto questo romanzo?

mercoledì 16 marzo 2016

Shopping letterario #39




Buongiorno lettori, rieccomi con un puntata di questa rubrica! Lo so, lo so cosa state pensando… avevo detto che non avrei comprato più niente per un po’ ma veramente voi mi credete quando lo dico? Una compratrice di libri ossessiva/compulsiva come me dovrà pur mentire un pochino per tenere alto l’onore! Però sono stata brava, ho speso al massimo 1.99 € ;)

Ed ora veniamo ai miei nuovi tesorucci, tutti provenienti dalle offerte lampo di Amazon.
  • Furore di John Steinbeck  edito da Bompiani, 633 pagine, € 1.99 - Acquistato leggendo i consigli entusiasti di alcuni blogger il giorno dell’offerta. Diciamo che mi faccio convincere facilmente!
Trama: Pietra miliare della letteratura americana, "Furore" è un romanzo pubblicato negli Stati Uniti nel 1939 e coraggiosamente proposto in Italia da Valentino Bompiani l'anno seguente. Il libro fu perseguitato dalla censura fascista e solo ora, dopo più di 70 anni, vede la luce la prima edizione integrale, nella nuova traduzione di Sergio Claudio Perroni. Una versione basata sul testo inglese della Centennial Edition dell'opera di Steinbeck, che restituisce finalmente ai lettori la forza e la modernità della scrittura del Premio Nobel per la Letteratura 1962. Nell'odissea della famiglia Joad sfrattata dalla sua casa e dalla sua terra, in penosa marcia verso la California, lungo la Route 66 come migliaia e migliaia di americani, rivive la trasformazione di un'intera nazione. L'impatto amaro con la terra promessa dove la manodopera è sfruttata e mal pagata, dove ciascuno porta con sé la propria miseria "come un marchio d'infamia". Al tempo stesso romanzo di viaggio e ritratto epico della lotta dell'uomo contro l'ingiustizia, "Furore" è forse il più americano dei classici americani, da leggere oggi in tutta la sua bellezza.
  • The Danish Girl  di David Ebershoff edito da Giunti, 270 pagine, € 1.99. Desideravo questo libro e trovarlo in offerta il giorno della premiazione degli Oscar mi ha fatto convincere immediatamente!
Trama: Giovani e talentuosi, Einar Wegener e sua moglie Greta vivono nella romantica Copenaghen di inizio Novecento, accomunati dalla passione per l'arte: paesaggista lui, ritrattista molto richiesta lei. Finché un giorno Greta, per completare un ritratto, chiede al marito riluttante di posare in abiti femminili. A poco a poco, l'ipnotico pennello di Greta, animata da un'improvvisa ispirazione, e il morbido contatto della stoffa sulla pelle di Einar, lo sospingono in un mondo sconosciuto, mettendo in moto un cambiamento che nessuno dei due avrebbe mai potuto sospettare. Quel giorno il giovane scopre che la sua anima è divisa in due: da una parte Einar, l'artista malinconico e innamorato di sua moglie, dall'altra Lili, una donna mossa da un prepotente bisogno di vivere. E Einar si trova di fronte a una scelta radicale: decidere quale delle due sacrificare...


  • La collezionista di sogni di Valentina Bellucci, 448 pagine, € 0.00. Il mio letterato pensiero è stato: Gratis + trama intrigante = preso!!! ;)
Trama: “Non si direbbe che Londra sia una prigione, finché non ci vivi dentro e te ne accorgi”
Per Tristan e Mary Lou, Londra è proprio come una prigione, e vittime sono proprio loro: due ragazzi adolescenti, incompresi dal resto dei compagni e testimoni di vite complicate.
Mary Lou Finger ha sedici anni, la passione per la lettura e una vita incasinata; è bella ed è brava a scuola, ma non basta, a casa sua vive un inferno.
Tristan Colin, il ragazzo più sfigato della scuola, è chiuso in se stesso da un vuoto incolmabile.
Un giorno però le loro vite saranno destinate ad incrociarsi e sarà proprio mentre si imbatteranno l’uno nell’altra che Tristan avrà intenzione di invitarla ad uscire.
Ma cosa accadrebbe se lei dovesse accettare? E come mai ogni sabato mattina Tristan scompare? Dove va?
La vita di Mary Lou sembra davvero molto confusa, fino a quando un incontro inaspettato cambierà tutto il suo modo di vedere le cose. Sarà proprio lì, alla Boy and Dolphin Fountain, in Hyde Park che conoscerà Annabel, una ragazza di dodici anni, intelligente e spigliata, che dalla vita ha tutto, ma che sarà costretta a crescere troppo in fretta e ad affrontare qualcosa di molto più grande di lei.


Fino a questa mattina vagavo nel buio alla ricerca di un titolo che mi chiamasse più degli altri ed ora, scrivendo questo post The Danish Girl ha attirato la mia attenzione in modo esagerato quindi ho deciso: lo inizierò oggi!


Ora lascio la parola a voi. Li conoscete? Li avete letti? Vi ispirano?