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giovedì 24 giugno 2021

Lettori intorno al mondo - Sud America: vi porto in Brasile, nella Foresta Amazzonica

 


Buongiorno lettori, torna la rubrica dei viaggi. Questo mese vi portiamo in Sud America. Dopo Nadia che vi ha portato in Argentina - post cliccando qui -Viviana che vi ha portato nella Foresta Amazzonica Ecuatoriana - post qui - Marina in Bolivia - qui - e Baba nelle favelas brasiliane - qui - oggi tocca a me e vi porto a fare un viaggio un po' avventuroso, non adatto per chi è abituato ai resort a cinque stelle. Perché? Perché vi porto in mezzo agli insetti e la natura incontaminata - e a volte pericolosa - della Foresta Amazzonica brasiliana. Quindi preparate scarpe comode perché si parte.

Per questo viaggio ho preso spunto dal libro di James Rollins, Amazzonia.

Troverete nel post delle parti in corsivo rosso, che sono citazioni prese dal libro.

Prima di entrare nel vivo del viaggio concedetemi qualche parola per inquadrare la nostra meta.

La FORESTA AMAZZONICA ricopre la maggior parte del nord ovest del Brasile, è la più grande foresta pluviale del pianeta ed è famosa per la sua biodiversità.



PRIMA TAPPA: villaggio missionario


Un insieme eterogenero di capanne dai tetti di foglie di palma e di case di legno s'estendeva su un'area di terreno strappata alla giungla. [...] Alcune case erano su palafitte, com'era consuetudine per gli indios Apalai, mentre altre, costruite con fango e foglie di palma, erano le case tipiche delle tribù Waiwai e Tirios. Ma il numero maggiore degli abitanti della missione era costituito dagli Yanomamo, la cui presenza era indicata dalla loro casa comune circolare.
Fonte:  https://www.survival.it


Fonte:  https://www.survival.it
Gli Yanomami sono una delle più numerose tribù del Sud America a vivere in relativo isolamento.
In Brasile, il territorio yanomami ha un’estensione pari al doppio della Svizzera (oltre 9,6 milioni di ettari).
Le comunità Yanomami vivono nello yano, una grande casa comune capace di ospitare fino a 400 persone.
Lo yano, detto anche sciabono, ha la forma di un grande anello. Al centro c’è un ampio spazio aperto destinato alle danze, alle cerimonie e ai giochi; la circonferenza, invece, è coperta, ed è lì che le famiglie si riuniscono, ciascuna attorno al suo focolare. Di notte le amache si dispongono attorno al fuoco per scaldare e delimitare lo spazio di ogni famiglia. 
Gli Yanomami hanno un’immensa conoscenza delle piante e ne usano circa 500 tipi differenti per nutrirsi, curarsi, costruire le abitazioni e altri utensili. Provvedono al proprio sostentamento in parte con la caccia, la raccolta e la pesca, ma anche coltivando ortaggi e frutta in ampi orti ricavati nella foresta. Poiché il suolo amazzonico non è molto fertile, ogni due o tre anni gli Yanomami abbandonano il vecchio orto per aprirne uno nuovo.
Fonti:
 https://www.survival.it/popoli/yanomami
https://it.wikipedia.org/


SECONDA TAPPA: in canoa sul Rio Negro

Il fiume li avrebbe portati a São Gabriel. Percorsero in silenzio i quindici chilometri del tragitto.[...]
Mentre proseguivano a navigazione, ammirò il fitto fogliame che incorniciava entrambe le rive. Tutt'intorno a lui la vita ronzavam cinguettava, strideva, fischiava e grugniva.
Sulle sponde, branchi di scimmie urlatrici dal pelo rosso lanciavano in coro le loro grida e saltavano irnientemente dalla cima di un albero all'altro. Lungo le rive, dove i fondali erano poco profondi, tarabusi dalle piume bianche e dai lunghi becchi arancione erano intenti a dare la caccia ai pesci, mentre i musi coperti di scaglie dei caimani marcavano le zone in cui i coccodrilli dell'Amazzonia avevano fatto la tana.
Lì la giungla, infinita, impenetrabile, piena di mistero, dominava in tutte le sue forme. Era una delle ultime zone del pianeta che ancora doveva essere veramente esplorata: c'erano luoghi in cui l'uomo non aveva mai messo piede. 

Fonte: https://www.getyourguide.it/

Il Rio negro è un fiume dell'America Meridionale di ca. 2000 km, principale affluente del Rio delle Amazzoni. Entrato interritorio brasiliano, il Rio Negro scorre prevalentemente verso ESE, allargando progressivamente il suo letto fino a un massimo di 30 km, e confluisce da sinistra nel Rio delle Amazzoni presso Manaus. I suoi principali affluenti sono il Rio Branco da sinistra e il Rio Uaupés da destra. È navigabile negli ultimi 800 km.
Girovagando online ho trovato delle "crociere" sul Rio Negro che possono fare al caso nostro, quindi non mi invento nulla e vi consiglio di dare un'occhiata qui.

Fonti: 
https://www.sapere.it
https://www.getyourguide.it/


TERZA TAPPA: São Gabriel da Cachoeira

Esausto, zuppo di sudore, procedette barcollando lungo il ripido sentiero che scendeva dalla sommità del monte della Sacra Via. Di fronte a lui, un varco nel fogliame gli offrì la vista di São Gabriel. La cittadina era adagiata in un'ansa del Rio Negro, un affluente settentrionale del grande Rio delle Amazzoni.[...] L'intera São Gabriel da Cachoeira era di fronte a Manny: un conglomerato di baracche e funzionali strutture di cemento armato ammassate lungo il corso del Rio Negro.
Il paesaggio era costellato di hotel e di altre nuove costruzioni, erette nel corso degli ultimi cinque anni per ospitare il crescente numero di turisti in visita alla regione. In lontananza, si trovava la pista dell'aeroporto: il nero dell'asfalto era come una cicatrice nel verde della giungla. Era chiaro che nemmeno nelle remote regioni selvagge il progresso poteva essere fermato.

Fonte: https://www.ecured.cu/

São Gabriel da Cachoeira (San Gabriele della Cascata) è un comune situato sulla sponda settentrionale del fiume Rio Negro, nella regione di Cabeça do Cachorro , stato dell'Amazzonia , Brasile. È il terzo comune più grande del Brasile per area territoriale e il secondo più grande dell'Amazzonia.
La maggior parte degli abitanti di São Gabriel da Cachoeira sono indigeni.

Fonti: 
https://en.wikipedia.org/


QUARTA TAPPA: Manaus

[...] prima che potessi rendermene conto, stavo atterrando a Manaus
Città storica

Manaus è una città brasiliana, capitale dello Stato di Amazonas e principale centro urbano, finanziario e industriale della Regione Nord del Brasile. È la città più popolosa di Amazonas e di tutta l'Amazzonia con oltre 2,1 milioni di abitanti.
Faremo un tour della città storica, visiteremo il Teatro dell'Opera, e non ci faremo mancare una visita al Mercato del pesce dove la materia prima non viene solo esposta sui banchi ma anche lavorata. Il pesce dell'Amazzonia cibandosi di frutti, erba e bacche ha un sapore delicato ed aromatico.

Fonti: 
https://it.wikipedia.org/


Per questo mese è tutto, spero di avervi interessato un pochino con un viaggio che non è proprio sulle normali rotte turistiche. Vi saluto lasciandovi gli appuntamenti di agosto, in cui si volerà in Africa!

 Calendario Agosto:

5 agosto Nadia sul blog Desperate Bookswife
15 agosto Viviana sul blog Cara carissima me
12 agosto Marina sul blog Un libro per amico
19 agosto Baba su Desperate Bookswife
26 agosto Io sul blog Un libro per amico


giovedì 10 giugno 2021

Lettori intorno al mondo - SudAmerica - Marina vi porta in Bolivia

 Buongiorno lettori, torna la rubrica dei viaggi. Questo mese vi portiamo in Sud America. La scorsa settimana Nadia vi ha portato in Argentina - post cliccando qui - Viviana vi ha portato nella Foresta Amazzonica Ecuatoriana - post qui - e oggi Marina vi porta in Bolivia! Siete pronti? Prendete passaporto e bagagli perchè si parte.




Se per i primi viaggi virtuali di “LETTORI INTORNO AL MONDO” con Baba e Nadia del blog Desperate Bookswife, Daniela del blog Un libro per Amico e Viviana di CaraCarissimaMe mi sono “appoggiata” ad autori autoctoni o a romanzi ambientati proprio nel Paese di cui volevo raccontarVi, questa volta, visto il Paese scelto, ho sentito la necessità di vivere un più ampio spettro di esperienze, essendo il Sud America così distante geograficamente e culturalmente dal nostro mondo.

E non solo.

Ho trovato encomiabile da una parte e commovente dall’altra che i traduttori e le traduttrici dei 13 racconti scelti come lettura propedeutica per il Viaggio in Bolivia, abbiano frequentato la Laurea Magistrale in Traduzione Specialistica dei Testi presso la Facoltà di Studi Umanistici dell’Università di Cagliari, in collaborazione con “Aulas Abiertas. Seminario permanente di studi linguistici e letterari su America Latina e Caraibi”. Perché, se è vero che come diceva Susan Sontag “la funzione della traduzione è evangelica”, nel senso che amplia la cerchia di lettori di un libro, è anche vero che permette la lettura a fruitori culturalmente e linguisticamente distanti, in un gioco delle parti che è di comune interesse. E che anzi a mio parere andrebbe furiosamente fomentato per rendere accessibili esperienze e narrati completamente avulsi dalla propria realtà.
 


Titolo: Calles. Tredici racconti dalla Bolivia
A cura di: Maria Cristina Secci
Casa editrice: Gran via, 2018
Pagine: 203


Ci credereste? Anche per una persona come me, arroccata al piacere della visita di Paesi e/o capitali ben precise, che non lascia nulla al caso nell’organizzazione dei suoi viaggi, la Bolivia è nata quasi per caso. E proprio per questo non potevo che scegliere un romanzo corale che canta liricamente il suo Paese, per poterci approcciare alla Bolivia a braccia aperte e per poter decidere un futuro viaggio. Un mondo così distante, come cultura, storia e tradizioni, che un micro escursus è quantomeno indicato per poterlo apprezzare nel sentiero che disegneremo insieme.

BOLIVIA

La Bolivia si trova nella parte centrale del Sud America, con un territorio variegato che va dalla catena delle Ande al deserto di Atacama, fino alla foresta pluviale del bacino dell'Amazzonia. La capitale La Paz, sorge a più di 3500 m di altezza sull'altipiano andino, davanti al picco nevoso del monte Illimani. Lì vicino, il Titicaca, il lago più grande del continente, si estende con le sue acque tranquille oltre i confini del Perù. La Bolivia ha come capitale legislativa Sucre e come capitale governativa La Paz, mentre la città più grande e popolosa è Santa Cruz de la Sierra. Senza sbocchi al mare, nel 2010 ha stretto un accordo con il vicino Perù, grazie al quale ha ottenuto per 99 anni l'uso del porto di Ilo. Questa parte del continente americano è abitata da circa 15 000-20 000 anni. Nelle regioni andine dell'attuale Bolivia fiorirono numerose culture di cui la più importante è forse quella Tiahuanaco, che si sviluppò tra il II secolo a.C. e il XIII secolo nella parte meridionale del lago Titicaca. Molto più recente il dominio Inca, che data il XV secolo, il cui impero venne sottomesso dalla conquista spagnola di Francisco Pizarro anche grazie alle lotte intestine per il potere. Nella zona dei bassopiani tropicali, in epoche anteriori alla cultura Tiahuanaco, si svilupparono complesse organizzazioni umane che crearono e controllarono estese opere di ingegneria idraulica, nelle savane e foreste dell'attuale regione del Beni. La cultura delle Lomas di Moxos e Baures permise per quasi 3 000 anni l'esistenza di una densa popolazione che riuscì a convivere con le periodiche inondazioni di imponenti affluenti del Rio delle Amazzoni, come il Mamoré, Beni e Iténez. (fonti: Google e Wikipedia)



Parlavo di encomiabilità nella traduzione dei racconti di “Calles”, perché in Italia si fatica a leggere letteratura boliviana, soprattutto di autori nati negli anni a cavallo tra il 1970/1980 (un’unica eccezione, Edmundo Paz Soldan, classe 1967). Questi autori di nuova generazione tra l’altro, a differenza dei loro predecessori, si sono finalmente svincolati dalla mera letteratura legata a doppia mandata con la situazione politico-sociale, anche se echi di tale struttura si possono ancora ben ravvisare nei loro scritti. E non potrebbe essere che così, vista la Storia del loro Paese. E per tornare alla Sontag, è qui che, a mio avviso, la nascita di reti sociali e blog culturali, insieme all’editoria tradizionale, trova l’humus adatto per una finalmente utilità fondamentale : la diffusione di quella letteratura ancora poco conosciuta a livello mondiale, ma meritevole di essere cantata in giro per il mondo. Tutto questo è di capitale importanza anche per “stabilire una retroalimentazione con gli spazi narrati di altri Paesi e anche per processi interni al proprio Paese raccontato”. E una volta tanto: benedetta globalizzazione, chè qui vuol essere intesa non come standardizzazione, ma come opportunità di far viaggiare opere interessanti.

Una delle primissime cose che mi ha incuriosita, è il luogo di nascita comune ad alcuni di questi autori boliviani: Cochabamba, sede tra l’altro del parlamento dell'Unione delle Nazioni Sudamericane. Qui sono nati Rodrigo Hasbun, Fabiola Morales, Edmundo Paz Sodan, quest’ultimo unica eccezione della raccolta di racconti, in quanto come detto anno di nascita 1967, affermato scrittore di romanzi e racconti tradotti in molte lingue.

La città di Cochabamba si trova nel centro della Bolivia e conta circa 630.000 abitanti all’ altitudine di 2560 m.s.l.m.!, cosa non rara da queste parti, se pensiamo che La Paz, sede del governo, si trova ad un’altitudine di 3660 m.s.l.m. e vi ci abitano più di 850.000 persone. Si è guadagnata il soprannome di città dell’eterna primavera, con la sua temperatura media di 26 gradi tutto l’anno.

Inizierei da qui la nostra visita in Bolivia, preferendola ad altre città boliviane più blasonate, che vedremo più avanti.

Saliamo quindi al cerro del “Cristo de la Concordia"



Sul cucuzzolo di una collina a pochi minuti dal centro si trova una gigantesca statua alta 40, 44 metri raffigurante un Cristo, molto simile a quello più famoso di Rio de Janeiro, ma più grande dato che quello brasiliano raggiunge solamente i 38,10 metri. Una comoda funicolare ti porta fino alla cima in circa 5 minuti ma è anche possibile salire e scendere a piedi percorrendo 1399 gradini. Una volta arrivato in cima potrai godere di una vista a 360 gradi sulla “Llajta”, che in lingua indigena Quechua (ancora parlata da molti) significa “città”.

Oppure stanchi del viaggio per raggiungere la Bolivia, preferite rilassarvi in “Plaza 14 de Septiembre”?



Si

tratta della piazza principale della città, in stile coloniale ancora ben conservato, ospita la Cattedrale di San Sebastian risalente ai primi del 1700. Volendo potresti stare delle ore seduto a guardare il passaggio di famiglie, amici che si ritrovano a chiacchierare, venditori e venditrici di cibi e bevande da strada, predicatori, cantanti, ballerini di breakdance e soprattutto decine di persone che danno da mangiare alle centinaia di piccioni che contribuiscono a rendere la piazza ancor più animata. Un’altra piazza interessante è Plaza Colón da dove potrai inziare una passeggiata sul Prado, vialone alberato e pedonale in pieno centro dove potrai incontrare diversi ristoranti di cucina locale e non.

E ancora, potete visitare le bancarelle dei “mercados”, le decine di murales che colorano la città, il Museo archeologico dell’Università Mayor de San Simón, il Convento Museo di Santa Teresa…

(fonte ideevacanze.com)


E visto che abbiamo nominato la capitale La Paz, dove è nato un altro degli autori della ns raccolta, Wilmer Urrelo Zarate, perché non fare un salto a visitarla?

La Paz (in quechua e in aymara Chuqiyapu), il cui nome completo è Nuestra Señora de La Paz (letteralmente Nostra Signora della Pace), è sede del governo della Bolivia e dei poteri legislativo ed esecutivo, mentre la sede del potere giudiziario e capitale dello Stato boliviano è Sucre. Situata nella provincia di Pedro Domingo Murillo (dipartimento di La Paz), si può considerare la metropoli più alta del mondo. La città si trova in una valle circondata da alte montagne. Crescendo, La Paz si è espansa sulle colline, con conseguente variazione delle altezze cittadine da 3 200 a 4100 m s.l.m. Nel panorama cittadino svetta imponente la cima tripla perennemente innevata dell'Illimani (6462 m), che può essere visto da molte parti della città, così come dalla vicina città di El Alto sede dell'aeroporto internazionale più alto del mondo.] L'area metropolitana di La Paz, di cui fanno parte anche El Alto, dove è situato l'aeroporto internazionale e Viacha, è l'area urbana più popolosa della Bolivia, superando, con 2,3 milioni di abitanti, l'area metropolitana di Santa Cruz de la Sierra.





Capitale che ci riporta un po’ nel caos e che Vi farò visitare da soli, preferendole l’altra capitale, Sucre, che si è fatta rubare il primato, ma è pur sempre lei la capitale costituzionale della Bolivia!

Per i più pigri, un paio di suggerimenti per La Paz, da cui prendere spunti per un viaggio più personalizzato:

Plaza Mayor de San Francisco

Foto di Caleidoscopic


Plaza Mayor de San Francisco è la piazza più grande di La Paz, punto d'incontro degli abitanti della città. Qui, infatti, durante i weekend, principalmente nelle ore mattutine, potrete imbattervi in concerti di musica classica, che avvicinano sempre sia persone del luogo sia turisti. Inoltre, è anche il punto di raccolta e riferimento durante raduni politici e proteste. E' sempre stata molto importante dal punto di vista politico, a partire dalla rivoluzione del 1952, quando fu un punto strategico per la rivolta che portò poi all'Indipendenza.
Sulla piazza si affaccia l'omonima chiesa, la Basilica di San Francesco, la più antica della città. In stile barocco, i lavori di costruzione iniziarono nel 1549 e terminarono nel 1581, ma dopo dei gravi danni subiti e numerose ristrutturazioni, viene consacrata nel 1758.

Valle della Luna

Foto di EEJCC 


A soli 10 chilometri dal centro di La Paz si trova la Valle della Luna, nel canyon del Rio Choqueyapu. Nonostante il nome un po' fuorviante, questa non è una vera e propria valle, ma una specie di labirinto creato da canyon e pinnacoli che si sono creati naturalmente nel corso dei secoli attraverso l'erosione.


Ed ora lasciamo La Paz per una rapida visita a Sucre, capitale costituzionale della Bolivia e sede della Corte Suprema de Justicia, ed è il capoluogo della provincia di Oropeza con 306.751 abitanti. Una curiosità di Sucre è il fatto che per i suoi abitanti essa abbia ben cinque nomi, ciascuno a memoria di una fase della sua storia plurisecolare: Charcas è il nome indigeno che indica il luogo in cui gli spagnoli costruirono la prima città coloniale; La Plata è il nome dato alla città insignita dal re di Spagna di privilegi e di onori; il nome Chuquisaca venne concesso alla città durante la lotta per l’indipendenza; Sucre onora Don Antonio José de Sucre il maresciallo della battaglia di Ayacucho (9 dicembre 1824), e, infine “La Ciudad Blanca” – ovvero la città bianca – è il soprannome dovuto al colore delle sue abitazioni.

Anche qui solo un paio di suggerimenti, dato che in internet non mancano i consigli.

Plaza 25 de Mayo



Plaza 25 de Mayo, in pieno centro storico, è il cuore della città. Nella piazza, rimasta inalterata nel corso del tempo, potrete ammirare tutta la bellezza dell'architettura coloniale. Qui si affacciano alcuni tra i palazzi ed edifici storici più importanti della città e al centro è posizionata la statua di Antonio Jose Sucre, l'eroe nazionale della liberazione boliviana.

Cuore pulsante di Sucre, qui troverete venditori, carretti di cibo, studenti universitari, turisti. E' probabile che potrete anche imbattervi in qualche spettacolo musicale o teatrale. Inoltre, se non siete attratti dallo street food non vi preoccupate, lungo i lati della piazza è pieno di locali e ristoranti in cui fermarvi e assaggiare il cibo locale.

E tanto per visitare qualcosa di diverso ma altrettanto interessante, soprattutto se viaggiate insieme a bambini:

Parco Cretacico

Foto di Caleidoscopic


Come ultima attrazione vi proponiamo qualcosa di diverso dal solito, il Parco Cretacico, un parco dedicato ai dinosauri!, facilmente raggiungibile dal centro di Sucre. Questo parco sorge proprio su un sito in cui vennero ritrovati molti fossili e impronte di dinosauro e, ad oggi, è la zona con il maggior numero di tracce e con la più lunga serie di impronte al mondo.
In una parte del parco, chiamata Carl Orck'o, potrete vedere da vicino le orme lasciate dai dinosauri.


Troppe cose da visitare? Preferite gite naturalistiche, viaggiando a piacere per il Paese? E allora prima di lasciarci, lasciatevi affascinare anche dagli incredibili spettacoli naturalistici di questo Paese, perché oltre alla foresta pluviale, c’è molto altro!

Salar de Uyuni


Il Salar de Uyuni (anche noto in spagnolo come Salar de Tunupa e in inglese come Uyuni salt flats) è un esteso bacino endoreico tra i più grandi al mondo formatosi a seguito della progressiva evaporazione di un lago salato, nonché in assoluto la più grande distesa salata del pianeta.


Laguna Verde



Laguna Verde è un lago salato, situato a sud-ovest dell'altiplano della Bolivia, nel Dipartimento di Potosí, nella Provincia di Sud Lípez, nei pressi del confine con il Cile e ai piedi del vulcano Licancabur. È ubicata all'interno della Riserva nazionale di fauna andina Eduardo Avaroa. Deve la sua colorazione ai sedimenti che si depositano sul fondo, composti da minerali di rame. Si trova a circa 4.300 metri sul livello del mare. Il lago è noto per gli scenari spettacolari nei dintorni dell'area e per le sue acque termali.

La Laguna Colorata



La laguna Colorada è un lago salato caratterizzato da acque poco profonde, che si trova ad una altitudine di 4278 m nella parte sudoccidentale dell'altiplano della Bolivia all'interno della Riserva nazionale di fauna andina Eduardo Avaroa, in prossimità del confine con il Cile. Fa parte del gruppo di laghi salati conosciuti come Lagunas de colores. La laguna Colorada, con le sue acque ricche di minerali, è un importante sito di accoppiamento e riproduzione del fenicottero di James che qui è particolarmente abbondante, oltre che di altre specie meno diffuse quali il fenicottero delle Ande.

Ed eccoci qui anche questa volta alla fine di un viaggio particolare. E se volete sapere un po’ più precisamente di cosa ci parlano i 13 autori boliviani della raccolta “Calles”, non vi rimane che attendere domani e curiosare nel blog di Daniela, Un libro per amico.

Stanchi di sognare? E allora… buon viaggio e a presto!




Calendario:
Nadia sul blog Desperate Bookswife il 3 giugno 
Viviana sul blog Cara Carissima me il 7 giugno
Marina sul blog Un libro per amico il 10 giugno 
Baba sul blog Desperate Bookswife,  il 17 giugno 
Io ovviamente qui, chiuderò i giochi il 24 giugno
 
Se volete aggiungervi e viaggiare con noi, contattateci!