Trama: Roma, aprile del 1944. L’archeologo Filippo Cavalcanti è incaricato dal
Ministero di recarsi a Bressanone per controllare gli imballaggi di un
carico di opere d’arte destinate alla Germania. Arrivato sul luogo,
l’ormai anziano professore conosce Quintino, un intraprendente ragazzo
ischitano spedito al confino in Alto Adige. Vista la situazione incerta
in cui versa il Paese e il pericolo che minaccia entrambi, i due
decidono di scappare insieme per riportare le opere d’arte a Roma. In un
avventuroso viaggio da nord a sud, i due uomini, dalla personalità
molto diversa, e nonostante la distanza sociale che li separa, avranno
modo di conoscersi da vicino e veder crescere pian piano la stima
reciproca. Grazie alle capacità pratiche di Quintino e alla saggezza di
Cavalcanti, riusciranno a superare indenni diversi ostacoli ma vivranno
anche momenti difficili incontrando sulla strada partigiani, fascisti e
nazisti, come pure contadini, monaci e gente comune, disposti ad
aiutarli nell’impresa. Giunti finalmente a Roma, che nel frattempo è
stata liberata, si rendono conto che i pericoli non sono finiti e
decidono così di proseguire il viaggio per mettere in salvo il prezioso
carico tra imprevisti e nuove avventure.
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venerdì 10 luglio 2020
Recensione #363 - Non esistono posti lontani di Franco Faggiani
Trama: Roma, aprile del 1944. L’archeologo Filippo Cavalcanti è incaricato dal
Ministero di recarsi a Bressanone per controllare gli imballaggi di un
carico di opere d’arte destinate alla Germania. Arrivato sul luogo,
l’ormai anziano professore conosce Quintino, un intraprendente ragazzo
ischitano spedito al confino in Alto Adige. Vista la situazione incerta
in cui versa il Paese e il pericolo che minaccia entrambi, i due
decidono di scappare insieme per riportare le opere d’arte a Roma. In un
avventuroso viaggio da nord a sud, i due uomini, dalla personalità
molto diversa, e nonostante la distanza sociale che li separa, avranno
modo di conoscersi da vicino e veder crescere pian piano la stima
reciproca. Grazie alle capacità pratiche di Quintino e alla saggezza di
Cavalcanti, riusciranno a superare indenni diversi ostacoli ma vivranno
anche momenti difficili incontrando sulla strada partigiani, fascisti e
nazisti, come pure contadini, monaci e gente comune, disposti ad
aiutarli nell’impresa. Giunti finalmente a Roma, che nel frattempo è
stata liberata, si rendono conto che i pericoli non sono finiti e
decidono così di proseguire il viaggio per mettere in salvo il prezioso
carico tra imprevisti e nuove avventure.
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