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domenica 19 marzo 2017

Leggendo SerialMente - Gruppo di Lettura #1 - Il lairinto degli spiriti: dodicesima e ultima tappa


No ma veramente siamo arrivati all'ultima tappa di questo meraviglioso GDL? Cioè mi state dicendo che sono già passati tre mesi? Bè, per quanto mi riguarda sono volati anche se ora ho voglia di lasciare andare Zafon e di immergermi in qualcosa di nuovo! Ma basta chiacchiere, parliamo del libro.
Come sempre, per riepilogo, vi lascio i link relativi alle tappe postate fino ad oggi.

L'OMBRA DEL VENTO

03 gennaio 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag. 0 a pag. 196 (i primi 25 capitoli) - Link qui
10 gennaio 2017 - Un libro per amico: commento da pag. 197 a pag. 310 (vi dovrete fermare al capitolo che inizia riportando queste date: 1933-1954). Link qui
17 gennaio 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag. 311 ( Parte intitolata: Nuria Monfort: Memorie di spettri 1933 - 1954) a pag. 471, ovvero fino al termine del romanzo. Link qui

IL GIOCO DELL'ANGELO
Ci comportiamo come se la quadrilogia fosse raccolta in un unico volume, quindi abbiamo appena terminato il volume uno ma senza ulteriori presentazioni iniziamo a leggere il secondo.
24 gennaio 2017 - Un libro per amico: commento da pag. 11 a pag. 138, ovvero tutto l'Atto Primo. Link qui
31 gennaio 2017 - Desperate Bookswife: commento del Secondo Atto, da pag. 141 a pag 336. Link qui
7 febbraio 2017 - Un libro per amico: commento del Terzo Atto + l'Epilogo, ovvero da pag. 339 a pag. 466. Link qui

IL PRIGIONIERO DEL CIELO
14 febbraio 2017 - Desperate Bookswife: commento delle parti 1 + 2 , fino pag. 174. Link qui
21 febbraio 2017- Un libro per amico: commento delle parti 3 + 4 +5, ovvero fino a pagina 340. Link qui.




  

IL LABIRINTO DEGLI SPIRITI
28 febbraio 2017 - Desperate Bookswife: commento fino a pagina 193, ovvero Il libro di Daniel + Dies Irae + Ballo in maschera +Kyrie. Link qui
07 marzo 2017 - Un libro per amico: commento da pagina 199 fino a pagina 386, ovvero la parte: La città degli specchi. Link qui.
14 marzo 2017 - Desperate Bookswife: chiacchiereremo da pagina 391 fino a pagina 573. Parte: I Dimenticati. Link qui.
19 marzo 2017 - Un libro per amico: commento da 579 a pagina 815, ovvero Agnus dei + Il quaderno di Isabella +Libera Me + In Paradisum +Barcellona +1964 +Il libro di Jilliàn + Epilogo.

ATTENZIONE SPOILER!!!! 

Quante ore ho per parlarvi di questa ultima parte? Sì, perché qui ne succedono veramente una dopo l’altra e non sarà facile fare un post che non appaia chilometrico e anche un po’ sconclusionato. Ma spero che me lo perdonerete. Nella scorsa parte avevamo lasciato Alicia in convalescenza all’ospedale con Fermin e Bea che tramavano per portarla via e nasconderla da qualche parte.

Comincio con una citazione, quella che l’autore chiama introduzione alla quadrilogia e che secondo me racchiude il senso, in modo assolutamente poetico - dei quattro libri che abbiamo letto:
Una storia non ha principio né fine, soltanto porte di ingresso.
Una storia è un labirinto infinito di parole, immagini ed energie riunite per svelarci la verità invisibile di noi stessi. Una storia è, in definitiva, una conversazione tra chi la racconta e chi l’ascolta: un narratore può raccontare solo fin dove lo sorregge il mestiere, mentre un lettore può leggere solo fino a ciò che porta scritto nell’anima.
Ma entriamo nello specifico della parte di oggi.
Ci tengo a ringraziare personalmente Zafon per la rivalsa delle donne che ci ha regalato in queste ultime pagine. Sì, perché oltre a non far morire Alicia – che viene curata nel cimitero dei libri dimenticati – non la fa morire neanche dopo, quando come una paladina senza paura va prima a vendicare la morte di Vargas uccidendo Rovida, e poi a Madrid ad uccidere Leandro con le sue stesse mani. E non fa morire neanche Victoria – Ariadna -, che per settimane abbiamo visto in balia proprio di Leandro, che per farsi raccontare tutto quello che sa su Valls le fa credere di tenerla nascosta per aiutarla. Poi, certo, Victoria non è che faccia proprio una bella fine ma almeno è una fine che si è scelta e, finalmente, insieme a sua sorella.
E chi l’avrebbe mai detto che fosse proprio Victoria a tenere Valls prigioniero? E che la figlia prediletta di Valls fosse proprio la sorellina di Ariadna, rapita insieme a lei decenni prima?
Questa dei bambini rapiti alle famiglie incarcerate Zafon se l’è studiata veramente bene eh! Ed anche l’intreccio tra David Martin e Victoria mi è piaciuto un sacco. Proprio lui la allontana da quel “padre” che la mette incinta, e la porta in quella casa in cui, lo scopriremo dopo, aveva vissuto il suo amore con Isabella.
Eh sì, perché Zafon ci fa anche raccontare da Isabella la verità sulla paternità di Daniel, attraverso il suo diario, e ci racconta anche di come Juan Sempere fosse a conoscenza della cosa, ma la abbia ripresa a casa e se la sia sposata! Un amore che già dalle pagine de Il gioco dell’angelo si intuiva quello tra David e la sua assistente. Ma la cosa più sconvolgente è di come Isabella ci racconti di come sapesse di essere stata avvelenata da Valls e, allo stesso modo, sapesse anche di non avere scampo. Che poi, diciamocelo, Valls ha fatto proprio la fine che meritava… una lunga, lenta, dolorosa agonia! Le parti della sua prigionia sono veramente agghiaccianti ed estremamente realistiche. E sono contenta che Daniel abbia capito che il peggior male che potesse fare a quell’uomo fosse lasciarlo in vita. Non avrei sopportato un Daniel assassino!
Ma voi avevate immaginato che Leandro potesse essere il “socio” di Valls nella storia dei bambini? Io assolutamente no! Avevo capito che Leandro non avrebbe mai lasciato libera Alicia, ed avevo anche capito che probabilmente stesse sfruttando lei e Vargas per i suoi scopi ma non mi ero immaginata un risvolto simile.
Certo che Zafon i cattivi li sa raffigurare veramente bene eh! Dopo Fumero, che già ci aveva fatto tremare, tira fuori dal cappello questo Hendaya, suo discepolo che, se possibile, pare abbia addirittura superato il maestro in termini di cattiveria. Le parti in cui qualcuno si trovava al suo cospetto mi hanno sempre messo addosso un’ansia incredibile! Per fortuna anche lui ha fatto la fine che si meritava! In questa ultima parte del libro ho rivalutato un sacco anche Bea, una figura che ne L’ombra del vento già mi era piaciuta ma che secondo me non era stata sfruttata al meglio. Qui si rivela una donna matura e intelligente, nonché una mamma amorevole. Quante di noi avrebbero preso a sganascioni Daniel? Tutte, ne sono certa! E quante di noi non avrebbero lasciato in agonia Alicia? Tutte, sono certa anche di questo! Bea no, è superiore, consapevole del suo essere donna anche davanti a una “gnoccolona” – si può dire gnoccolona? - come Alicia.
Un’altra figura che emerge in modo splendido in questa parte oltre a Fermin che, si sa, da sempre è il nostro eroe, è Fernandito, che si rivela un detective capace e anche un amico fidato per Alicia. In più il suo risvolto amoroso con Sofia mi piace veramente tanto, se lo meritava proprio!Ed ora veniamo alla conclusione… Al Julian che da bambino diventa adulto e, successivamente, scrittore; al suo incontro con Carax; alla sua voglia che lo scrittore maledetto scriva per lui la quadrilogia de Il cimitero dei libri dimenticati con la storia della sua famiglia; al suo incontro con Valentina e alla loro bambina Alicia; all’abbandono di Valentina e al suo essere padre single – che sembra quasi una maledizione dei Sempere, ad eccezione di Daniel -; alla fine di un libro che coincide esattamente con il punto di partenza, in quel cimitero dei libri dimenticati che ha fatto da cornice ad un’intera quadrilogia. Insomma, credo che con questa parte il cerchio si chiuda completamente e l’autore sia riuscito a rispondere a tutte le domande che erano rimaste in sospeso e lo abbia fatto in modo esaustivo e credibile.
L’unica cosa che gli rimprovero è, soprattutto in questo libro, l’eccessiva ripetizione di alcune cose – come se Zafon cercasse di spiegare più a chi non avesse letto i libri precedenti che a chi come noi si trovi alla fine di un viaggio -; questo, in alcuni momenti, mi ha reso la lettura un po’ lenta e dopo quattro libri sinceramente questo dettaglio mi ha resa un po’ sofferente. Che poi, ora più che mai una cosa devo dirla: come fanno a dire che questi libri sono leggibili separatamente??? Impossibile per quanto mi riguarda!
Ora lascio la parola a voi, date sfogo al vostro pensiero!

Baba ed io vi ringraziamo per il viaggio che avete fatto insieme a noi in questa Barcellona inquieta e nebbiosa e speriamo che vorrete seguirci anche nei prossimi viaggi che faremo!!!! A breve vi metteremo a conoscenza del prossimo gruppo di lettura! Stay tuned.

martedì 14 marzo 2017

Recensione #177 - Il prigioniero del cielo di Carlos Ruiz Zafon

Ciao a tutti, mentre oggi sul blog Desperate Bookswife chiacchieriamo della penultima parte dell'ultimo libro della quadrilogia di Carlos Ruiz Zafon, io qui  vi lascio il mio pensiero su Il prigioniero del cielo, pag. 352, terzo volume della quadrilogia Il cimitero dei libri dimenticati edita da Mondadori.

Sinossi: Nel dicembre del 1957 un lungo inverno di cenere e ombra avvolge Barcellona e i suoi vicoli oscuri. La città sta ancora cercando di uscire dalla miseria del dopoguerra, e solo per i bambini, e per coloro che hanno imparato a dimenticare, il Natale conserva intatta la sua atmosfera magica, carica di speranza. Daniel Sempere - il memorabile protagonista di "L'ombra del vento" è ormai un uomo sposato e dirige la libreria di famiglia assieme al padre e al fedele Fermín con cui ha stretto una solida amicizia. Una mattina, entra in libreria uno sconosciuto, un uomo torvo, zoppo e privo di una mano, che compra un'edizione di pregio di "Il conte di Montecristo" pagandola il triplo del suo valore, ma restituendola immediatamente a Daniel perché la consegni, con una dedica inquietante, a Fermín. Si aprono così le porte del passato e antichi fantasmi tornano a sconvolgere il presente attraverso i ricordi di Fermín. Per conoscere una dolorosa verità che finora gli è stata tenuta nascosta, Daniel deve addentrarsi in un'epoca maledetta, nelle viscere delle prigioni del Montjuic, e scoprire quale patto subdolo legava David Martín - il narratore di "Il gioco dell'angelo" - al suo carceriere, Mauricio Valls, un uomo infido che incarna il peggio del regime franchista...

A differenza di quanto era avvenuto con i primi due volumi della quadrilogia, che avevo già letto anni fa, con Il prigioniero del cielo è stata la prima volta quindi non sapevo assolutamente cosa aspettarmi, se un libro pacato anche se avvincente più simile a L’ombra del vento oppure se un libro sconclusionato e fantasy come Il gioco dell’angelo.
Fortunatamente – come sapete non amo particolarmente i fantasy – Zafon ha fatto un passo indietro tornando allo stile utilizzato per il primo volume della quadrilogia e creando, con questo terzo libro, una sorta di romanzo cuscinetto, a collegamento tra i precedenti. Se con Il gioco dell’angelo non si capiva bene il collegamento con la lettura che lo aveva preceduto e l’autore ci aveva lasciato con tantissimi dubbi e domande, qui cerca di dare una risposta plausibile a tutti quegli avvenimenti che ancora avevano necessità di una risposta.
Daniel è ormai felicemente sposato con Bea ed hanno un bambino – Julian -; Fermin è sempre il suo fidato braccio destro – sia nel lavoro che nella vita privata – ed è più che mai legato alla sua amatissima Bernarda con cui si sposerà presto; la libreria Sempre e figli ha grandi problemi economici che preoccupano non poco Sempere padre.
Ritroviamo quindi i meravigliosi personaggi de L’ombra del vento con, primo fra tutti, il nostro amato Fermin cui l’autore dedica gran parte del libro raccontandocene la storia – cui precedentemente aveva sempre e solo accennato – dalla sua prigionia fino al suo ritorno a Barcellona ed al suo incontro con Daniel. Proprio Fermin sarà in realtà il collegamento tra due mondi che sembrano lontanissimi – quelli del primo e del secondo romanzo – ma che in realtà sono molto più legati di quello che noi comunissimi lettori avremmo potuto credere.
Daniel e David, i protagonisti rispettivamente del primo e del secondo volume della quadrilogia, vengono in questo nuovo lavoro collegati attraverso nuovi misteri, nuove rivelazioni ed anche nuovi personaggi.
Tra i vecchi personaggi - oltre Daniel, Fermin e David – ritroviamo: Isabella, anche solo come ricordo; il vecchio fidanzato di Bea, che lei aveva lasciato perché innamorata di Daniel; Isaac, il vecchio custode del cimitero dei libri dimenticati e infine il malvagio ispettore Fumero.
Numerose sono anche le new entry che arricchiscono questo nuovo lavoro e ne completano il quadro globale: Salvador Salgado, compagno di prigionia di Fermin; Mauricio Valls, direttore del carcere di Montjuïc che sarà al centro dell’attenzione per gran parte del romanzo; Sophia, nipote italiana di Sempere, che si trasferisce a Barcellona e che incontriamo solamente nelle ultimissime pagine ma che mi aspetto di ritrovare ne Il labirinto degli spiriti.
Insomma, un altro intricatissimo gruppo di personaggi che sa creare non pochi misteri.
Come in tutti i libri di questa saga non mancano inoltre incendi, uccisioni più o meno misteriose, personaggi inquietanti e malvagi; una ricetta cui Zafon ci ha abituato e che credo rappresenti ormai il suo marchio di fabbrica. Anche il suo stile resta coinvolgente, capace di portarci nei luoghi di cui ci racconta, dandoci l’impressione di conoscere ogni singolo personaggio che ci troviamo di fronte. 
Impossibile leggere il libro e non venirne travolti senza scampo, grazie alla sempre impressionante capacità dell'autore di descrivere luoghi, personaggi, atmosfere, sentimenti.  
Un terzo libro che, a differenza di quello che dice l’antefatto, non credo possa essere letto a prescindere dagli altri due senza i quali non penso avrebbe senso.

VOTO: 


sabato 11 marzo 2017

Recensione #175 - Il gioco dell'angelo di Carlos Ruiz Zafon


Buongiorno lettori e buon sabato! Dopo averne tanto parlato per via del Gruppo di lettura organizzato in collaborazione del blog Desperate Bookswife oggi vi lascio la recensione con il mio pensiero completo sul libro Il gioco dell’angelo di Carlos Ruiz Zafon, pag.476, secondo volume della quadrilogia Il cimitero dei libri dimenticati edita da Mondadori.

Sinossi: Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno, inconfessabile quanto universale: diventare uno scrittore. Quando la sorte inaspettatamente gli offre l'occasione di pubblicare un suo racconto, il successo comincia infine ad arridergli. È proprio da quel momento tuttavia che la sua vita inizierà a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora familiare, più spesso sconosciuta e inquietante, dai cui angoli fanno capolino luoghi e personaggi che i lettori de "L'ombra del vento" hanno già imparato ad amare. Quando David si deciderà infine ad accettare la proposta di un misterioso editore - scrivere un'opera immane e rivoluzionaria, destinata a cambiare le sorti dell'umanità -, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria.



Avevo letto questo libro ai tempi della sua uscita e, a differenza de L’ombra del vento - il primo volume di quella che allora era una trilogia – non avevo praticamente ricordi riguardo a questa lettura se non che mi fosse piaciuta molto meno al libro precedente. Anche dopo questa seconda rilettura resto dell’idea che questo libro non è, per quanto mi riguarda, neanche lontanamente paragonabile al volume che lo ha preceduto, per quanto resti un libro assolutamente godibile e da leggere.
Il gioco dell’angelo è stato scritto successivamente a L’ombra del vento ma ne rappresenta un prequel e già questo rende difficile il collegamento tra i due visto che ci sono pochissimi elementi che vengono ripresi da quello che per noi lettori era il primo libro letto.
La storia comincia con un nuovissimo protagonista – David Martin – un nuovissimo personaggio misterioso – Andreas Corelli – ed una storia apparentemente totalmente slegata dalla successiva se non per la presenza del Cimitero dei libri dimenticati e per le numerosissime analogie di avvenimenti che aleggiano in entrambi i volumi.
David è uno scrittore squattrinato, che comincia la sua gavetta in un giornale, per poi passare ad una casa editrice che gli commissiona dei romanzi a puntate, per finire alle dipendenze di una fantomatico editore di Parigi che, per la bellezza di centomila franchi, gli commissiona la realizzazione di un libro che favorisca la creazione di una nuova religione. Coinvolti nella vicenda anche uno scrittore un po’ pigmalione e un po’ approfittatore – Pedro Vidal -, una donna incapace di dare libero sfogo al suo cuore ma che si accontenta della stabilità economica – Cristina -, un’assistente giovane, brillante, capace di tenere testa a David senza farsi spaventare dal suo atteggiamento duro e distaccato – Isabella –, un libraio appassionato – Sempere padre – ed un ragazzino timido e introverso – Sempere figlio -. Insomma personaggi per tutti i gusti!
Da subito la lettura appare coinvolgente, come Zafon ci ha abituati, ma allo stesso tempo si ha immediatamente l’impressione che il libro sia particolarmente fantasy, in quanto la costruzione della storia è infarcita di elementi paranormali o quantomeno bizzarri. Per quanto mi riguarda – ricordate? io non amo per niente i fantasy! - forse è proprio in una scelta del genere che sta il limite di questo libro, perché la storia raccontata non ha nessuna base possibile e reale. Il mistero che c’era ne L’ombra del vento sfociava in una storia molto terrena e possibile, in questo caso invece il mistero è tangibile ma non sfocia in nulla, se non in un finale aperto all’interpretazione e alla fantasia – che deve essere fervida – del lettore, ma nonostante tutte le possibili interpretazioni restano comunque dei nodi che non verranno mai sciolti. Devo però constatare la capacità dell’autore di tenermi incollata ad una storia totalmente al di fuori delle mie corde, con una trama che, probabilmente, se l’avesse scritta un altro avrei bocciato. Questo fa di lui un grande!
Se in più aggiungiamo l’enorme capacità narrativa non posso che promuovere il lavoro svolto in questo libro: i personaggi sono tangibili, di ognuno di loro abbiamo un quadro completo, sia fisico che caratteriale, così come possiamo quasi toccare con mano le ambientazioni, sia esterne che interne. Le emozioni del protagonista ed il suo intercedere lento sul filo di un baratro a cavallo tra la realtà e la follia arrivano al lettore come un fiume in piena e questo non può far altro che farsi coinvolgere!
Voi cosa ne pensate? Avete letto questo libro? Vi è piaciuto?

VOTO: 


martedì 7 marzo 2017

Leggendo SerialMente - Gruppo di Lettura #1 - Il labirinto degli spiriti: decima tappa


Buongiorno lettori, rieccoci al quarto libro della quadrilogia Il cimitero dei libri dimenticati di Carlos Ruiz Zafon edito da Mondadori: Il labirinto degli spiriti. Il tempo vola!!!! Prima di entrare dirvi le mie impressioni vi lascio i link relativi alle tappe postate fino ad oggi.

L'OMBRA DEL VENTO

03 gennaio 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag. 0 a pag. 196 (i primi 25 capitoli) - Link qui
10 gennaio 2017 - Un libro per amico: commento da pag. 197 a pag. 310 (vi dovrete fermare al capitolo che inizia riportando queste date: 1933-1954). Link qui
17 gennaio 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag. 311 ( Parte intitolata: Nuria Monfort: Memorie di spettri 1933 - 1954) a pag. 471, ovvero fino al termine del romanzo. Link qui

IL GIOCO DELL'ANGELO
Ci comportiamo come se la quadrilogia fosse raccolta in un unico volume, quindi abbiamo appena terminato il volume uno ma senza ulteriori presentazioni iniziamo a leggere il secondo.
24 gennaio 2017 - Un libro per amico: commento da pag. 11 a pag. 138, ovvero tutto l'Atto Primo. Link qui
31 gennaio 2017 - Desperate Bookswife: commento del Secondo Atto, da pag. 141 a pag 336. Link qui
7 febbraio 2017 - Un libro per amico: commento del Terzo Atto + l'Epilogo, ovvero da pag. 339 a pag. 466. Link qui

IL PRIGIONIERO DEL CIELO
14 febbraio 2017 - Desperate Bookswife: commenteremo le parti 1 + 2 , fino pag. 174. Link qui
21 febbraio 2017- Un libro per amico: commenteremo le parti 3 + 4 +5, ovvero fino a pagina 340.




  

IL LABIRINTO DEGLI SPIRITI
28 febbraio 2017 - Desperate Bookswife: commento fino a pagina 193, ovvero Il libro di Daniel + Dies Irae + Ballo in maschera +Kyrie.
07 marzo 2017 - Un libro per amico: commenteremo da pagina 199 fino a pagina 386, ovvero la parte: La città degli specchi.
14 marzo 2017 - Desperate Bookswife: chiacchiereremo da pagina 391 fino a pagina 573. Parte: I Dimenticati.
19 marzo 2017 - Un libro per amico: dai che siamo quasi, un ultimo sforzo, da 579 a pagina 815, ovvero Agnus dei + Il quaderno di Isabella +Libera Me + In Paradisum +Barcellona +1964 +Il libro di Jilliàn + Epilogo.

ATTENZIONE SPOILER!!!! 

Credetemi se vi dico che non so da che parte cominciare…
Questa seconda parte dell’ultimo libro è una sorta di riassunto di quello che troviamo nei libri precedenti e non succede molto che noi non sapessimo già.
Anche in questa parte come nella precedente Alicia è la protagonista assoluta. La scorsa settimana l’avevamo lasciata sul treno diretto a Barcellona, con Vargas che dalla banchina la guardava allontanarsi. In questa nuova parte la ritroviamo a Barcellona e da subito l’autore le mette sulla propria strada Fermin - quell’uomo che tanti anni prima l’aveva salvata alla morte - lo riconosce ma tira dritto… Perché??? Bohhhhh!!!
Per tutta questa parte Alicia indaga per scoprire dove si trovi Valls, quali siano le ragioni della sua scomparsa ed i collegamenti tra i vari personaggi.
Valls nel frattempo è in una prigione con un moncherino al posto della mano ed è convinto che dietro la sua prigionia ci sia David Martin. Quale sarà la verità??? Non ci viene svelato ma, non so perché, io continuo a pensare a Carax.
Quello che emerge con lo scorrere delle pagine è che Alicia è veramente un personaggio meraviglioso, proprio come avevamo avuto l’impressione da subito; sa come muoversi, incanta ogni uomo che si trovi sulla sua strada, è intelligente, impertinente ed il suo passato pieno di mistero rende il suo personaggio affascinante.
Tanti sono i personaggi dei volumi precedenti che ritroviamo ma poche, secondo me, le rivelazioni per noi che abbiamo letto l’intera quadrilogia.
Niente di quello che ci è stato raccontato mi ha stupito se non l’ultima parte in cui Fumero porta via le figlie di Matiax – unico vero nuovo personaggio del libro – per darle presumibilmente al banchiere Ubach e a sua moglie.
Per il resto, a parte le tantissime ripetizioni che, per quanto mi riguarda avrebbero potuto occupare un po’ di pagine in meno, sono pochi i punti degni di nota.
La parte che più ho amato è stata quella dell'incontro tra Alicia e Bea in libreria, l'amore immediato di Julian verso Alicia e i biglietti di prescrizione dei libri scritti da Fermin. Peccato sia durato veramente troppo poco.
Quello che però continuo a chiedermi è cosa sappia Alicia della famiglia Sempere e perchè arrivi addirittura ad immaginare di essere al posto di Bea.
Posso dirlo che, seppur banale, io sto facendo il tifo per Vargas con Alicia? Spero infatti che riesca a farle tirare fuori il lato più umano perchè insieme li vedrei veramente bene!
Che altro dire? Forse troppe storie che si ripetono: Matiax che viveva con una moglie con una malattia rara come Valls; la storia di Ariadna che cade nel mondo sotterraneo dell'altra Barcellona un po' come Alicia cade nel Cimitero dei libri dimenticati; Fumero che guardando Alicia la paragona alla Cloe dei primi racconti di David Martin. Insomma, dove vuole portarci Zafon? Quello che ci sta raccontando è tutto un mondo inesistente che si trasformerà in fumo da un momento all'altro oppure ha finito la fantasia? Spero nella prima ipotesi.
Tirando le somme, mi è piaciuta questa parte? Ni! In alcuni momenti mi ha infatti annoiato - nonostante lo stile sia quello dello Zafon che adoro - perchè sembrava quasi che stesse spiegando tutto per chi prende in mano l'ultimo libro senza aver letto i precedenti.
Spero che le prossime pagine ci riservano un po' più di novità e ci diano soprattutto delle risposte!
E voi? Cosa ne pensate?
Vi ricordo che la prossima tappa sarà il 14 marzo sul blog Desperate Bookswife dove chiacchiereremo da pagina 391 fino a pagina 573. Parte: I Dimenticati.

martedì 21 febbraio 2017

Leggendo SerialMente - Gruppo di Lettura #1 - Il prigioniero del cielo: ottava tappa


Buongiorno lettori, eccoci giunti all'ultimo post relativo al terzo libro della quadrilogia Il cimitero dei libri dimenticati di Carlos Ruiz Zafon edito da Mondadori: Il prigioniero del cielo. Il tempo vola!!!! Prima di entrare dirvi le mie impressioni vi lascio i link relativi alle tappe postate fino ad oggi.

L'OMBRA DEL VENTO

03 gennaio 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag. 0 a pag. 196 (i primi 25 capitoli) - Link qui
10 gennaio 2017 - Un libro per amico: commento da pag. 197 a pag. 310 (vi dovrete fermare al capitolo che inizia riportando queste date: 1933-1954). Link qui
17 gennaio 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag. 311 ( Parte intitolata: Nuria Monfort: Memorie di spettri 1933 - 1954) a pag. 471, ovvero fino al termine del romanzo. Link qui

IL GIOCO DELL'ANGELO
Ci comportiamo come se la quadrilogia fosse raccolta in un unico volume, quindi abbiamo appena terminato il volume uno ma senza ulteriori presentazioni iniziamo a leggere il secondo.
24 gennaio 2017 - Un libro per amico: commento da pag. 11 a pag. 138, ovvero tutto l'Atto Primo. Link qui
31 gennaio 2017 - Desperate Bookswife: commento del Secondo Atto, da pag. 141 a pag 336. Link qui
7 febbraio 2017 - Un libro per amico: commento del Terzo Atto + l'Epilogo, ovvero da pag. 339 a pag. 466. Link qui

IL PRIGIONIERO DEL CIELO
14 febbraio 2017 - Desperate Bookswife: commenteremo le parti 1 + 2 , fino pag. 174. Link qui
21 febbraio 2017- Un libro per amico: commenteremo le parti 3 + 4 +5, ovvero fino a pagina 340.




  ATTENZIONE SPOILER!!!! 

Avevamo concluso la tappa precedente con il racconto di Fermin, che spiega a Daniel come riuscì a scappare dal carcere fingendosi morto.
Cominciamo questa nuova parte - che ci porterà alla conclusione del libro - con Fermin che, seppur a conoscenza del pericolo, decide di tornare a Barcellona per onorare la promessa fatta in prigione a David Martin: si prenderà cura di  Isabella e di Daniel.
L'incontro con l'avvocato Brians - il legale che Isabella aveva assunto per seguire la vicenda di Martin - rivela a Fermin la morte di Isabella e i dubbi che l'avvocato riserva su quell'avvenimento. Che ci sia veramente il direttore del carcere Valls dietro la morte della donna apparentemente provocata dal colera?
In queste pagine scopriamo anche come l'incontro di Fermin con Daniel non sia casuale e di come molti credano che il vero padre di Daniel sia Martin e non il vecchio Sempere. Ovviamente Daniel non può restare indifferente alle rivelazioni che il suo amico gli rivolge e il dubbio inizia a frullargli per la testa.
Scopriamo che David in cella scrisse Il gioco dell'angelo, che ritroviamo poi in conclusione del libro come dono a Daniel insieme ad una lettera che non rivela niente ma che lascia il dubbio che l'interesse di Martin verso il ragazzo possa essere quello di un padre.
Daniel ha inoltre il grande dubbio su Bea e sulle lettere d'amore che l'ex fidanzato le scrive; ex fidanzato che scopriamo essere pagato dalla casa editrice di Valls per riprendere i contatti con lei.
Il grande evento di questo libro credo però sia il matrimonio di Fermin con Bernarda, con la donna in attesa di un bambino e Fermin alle prese con l'ansia per l'impossibilità di presentarsi a suo nome alle nozze.
Devo dire che questo libro mi è piaciuto molto; il suo grande collegamento sia con L'ombra del vento
e con Il prigioniero del cielo mi ha permesso di ritrovare pace con i miei pensieri, visto che il secondo volume di questa serie mi aveva lasciata alquanto perplessa e piena di domande. Domande cui le risposte mi sono state date quasi interamente in questo terzo libro della serie.
Certo, di domande Zafon ce ne lascia anche in questo caso, e non poche:
  • Perchè l'ex fidanzato di Bea viene pagato per interferire nel matrimonio della donna?
  • Che ruolo avrà la nuova arrivata - Sofia, nipote di Sempere - che fisicamente è identica alla zia defunta Isabella?
  • David Martin è veramente morto?
  • Chi ha lasciato la statuetta sulla tomba di Isabella? Perchè al suo interno Daniel trova il nome di Mauricio Valls con un indirizzo di Barcellona?
  • Fumero uscirà dalla storia o avrà un ruolo nel quarto libro?
  • Daniel scoprirà la verità sulla morte della madre e capirà chi sia il suo vero padre?
  • Corelli è frutto della fantasia di David Martin o è una figura in qualche modo reale?
Io sono arrivata alla conclusione che Martin sia talmente pazzo che nell'ultima parte del gioco dell'angelo non sia veramente nella casetta sul mare a scrivere il gioco dell'angelo ma che in realtà sia già in prigione e non se ne renda conto.
Effettivamente il grandissimo attacamento di Isabella a David mi fa pensare che probabilmente qualcosa in più di un mero rapporto tra assistente e scrittore ci sia stato in passato e non sia mai stato raccontato. Spero che ne scopriremo di più continuando la lettura.
Sono felice perchè questo libro mi ha fatto tornare la voglia di andare avanti!!! Quindi ora vi saluto e mi butto nell'ultimo viaggio.

E voi? Cosa ne pensate? Siete soddisfatti di questo nuovo libro?
Vi ricordo che la prossima tappa sarà il 28 febbraio sul blog Desperate Bookswife.
Prima di salutarvi vi lascio l'intero calendario delle prossime tappe relative all'ultimo libro della quadrilogia.

IL LABIRINTO DEGLI SPIRITI
28 febbraio 2017 - Desperate Bookswife: commenteremo fino a pagina 193, ovvero Il libro di Daniel + Dies Irae + Ballo in maschera +Kyrie.
07 marzo 2017 - Un libro per amico: commenteremo da pagina 199 fino a pagina 386, ovvero la parte: La città degli specchi.
14 marzo 2017 - Desperate Bookswife: chiacchiereremo da pagina 391 fino a pagina 573. Parte: I Dimenticati.
19 marzo 2017 - Un libro per amico: dai che siamo quasi, un ultimo sforzo, da 579 a pagina 815, ovvero Agnus dei + Il quaderno di Isabella +Libera Me + In Paradisum +Barcellona +1964 +Il libro di Jilliàn + Epilogo.

martedì 7 febbraio 2017

Leggendo Serialmente - Gruppo di lettura #1 - Il gioco dell'angelo: sesta tappa


Buongiorno lettori carissimi. Siamo già giunti alla sesta tappa di questo GDL seriale. Oggi finiamo di commentare il secondo volume della quadrilogia Il cimitero dei libri dimenticati di Carlos Ruiz Zafon edito da Mondadori: Il gioco dell'angelo. Prima di entrare nel vivo con le mie impressioni vi lascio i link relativi alle tappe precedenti ed il calendario relativo alla lettura di questo nuovo volume

L'OMBRA DEL VENTO

03 gennaio 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag. 0 a pag. 196 (i primi 25 capitoli) - Link qui
10 gennaio 2017 - Un libro per amico: commento da pag. 197 a pag. 310 (vi dovrete fermare al capitolo che inizia riportando queste date: 1933-1954). Link qui
17 gennaio 2017 - Desperate Bookswife: commento da pag. 311 ( Parte intitolata: Nuria Monfort: Memorie di spettri 1933 - 1954) a pag. 471, ovvero fino al termine del romanzo. Link qui

IL GIOCO DELL'ANGELO
Ci comportiamo come se la quadrilogia fosse raccolta in un unico volume, quindi abbiamo appena terminato il volume uno ma senza ulteriori presentazioni iniziamo a leggere il secondo.
24 gennaio 2017 - Un libro per amico: commento da pag. 11 a pag. 138, ovvero tutto l'Atto Primo. Link qui
31 gennaio 2017 - Desperate Bookswife: commento del Secondo Atto, da pag. 141 a pag 336. Link qui
7 febbraio 2017 - Un libro per amico: parleremo del Terzo Atto + l'Epilogo, ovvero da pag. 339 a pag. 466.

ATTENZIONE SPOILER!!!! 

Avevamo lasciato la storia ad un punto cruciale: Cristina era tornata da David e stavano progettando di scappare a Parigi; la vedova Marasca era stata trovata da David morta annegata nella sua piscina e Sempere padre era appena morto.
È con questi ultimi avvenimenti che ci apprestavamo a leggere l’ultimo atto, un’ultima parte che si presentava ricca di misteri ancora da scoprire e in cui Zafon racchiude un mondo, per quanto mi riguarda fatto spesso di deliri.

Ecco che cosa ci hanno riservato queste ultime pagine.

David viene messo al corrente da Isabella che prima di morire Sempere è stato visto litigare con una donna che voleva a tutti i costi acquistare la copia da collezione e non in vendita del romanzo di Martin che l’uomo custodiva. La donna è probabilmente Irene Sabino che torna prepotentemente a fare parte della storia, così come ci ritornano Marlasca, Salvador, Jaco ed altri personaggi che sembrano appartenere ad un mondo parallelo rispetto a quello che vive il nostro protagonista.
Sempere figlio chiede a Isabella di sposarlo e lei, anche se un po’ titubante, accetta.
David si mette sulle tracce di Cristina - scomparsa il giorno della morte di Sempere – e la ritrova ricoverata a centocinquanta chilometri da Barcellona, dove fu ricoverato anche suo padre Manuel prima della sua morte. David la assiste anche se lei sembra sempre più vicina alla follia, tanto da voler scappare dalla prigionia della clinica finendo annegata in un lago ghiacciato (ma, mi chiedo, è successo veramente?).
Corelli appare sempre nel racconto quando meno ce lo si aspetta e questa volta senza la nota spilletta a forma di angelo. La sua figura è sempre misteriosa e particolarmente inquietante anche se man mano che le pagine scorrono ci si ritrova a chiedersi come mai chiunque venga in contatto con David muoia misteriosamente; se tutto sia dovuto alla mano del diavolo – Corelli – o semplicemente alla mano molto più terrena di David; se Corelli esiste o se è solo una proiezione della fantasia di David visto che ad un certo punto si scopre che la spilletta in realtà l’ha sempre indossata il nostro protagonista.
Ecco, io personalmente sono arrivata alla fine e questo ancora non l’ho capito!
Molto romantico il fatto che alla fine Corelli riconsegni a David una Cristina bambina che, gli promette, crescerà con lui e di lui si innamorerà ma, mi chiedo, perché? Cosa significa? È vero, io non sono molto avvezza ai fantasy però non riesco proprio a dare un’interpretazione di tutto questo.
Zafon non ci svela neanche alla fine se siamo stati trascinati in un gioco di illusioni o se anche solo una parte di tutte le assurdità che ci vengono raccontate appartengano veramente della vita di David. Man mano che le pagine scorrono tutto sembra crollare come un debolissimo castello di carta ed anche le poche certezze che credevo di avere svaniscono.
Corelli era il diavolo come molte di voi ipotizzavano? Io continuo a credere che in realtà David si sia suicidato tanto tempo prima, quando si puntò la pistola alla tempia il giorno del matrimonio di Cristina e Vidal, e che tutto quello che succede dopo sia solo un’invenzione, una menzogna, un luogo parallelo ultraterreno…
Sono fuori di testa più del nostro protagonista? Può essere ahahahaha
Devo dire che ho anche pensato per tutta la lettura che Zafon debba avere un problema serio con il fuoco e con le donne… Due libri in cui tutto finisce bruciato e due libri in cui le donne che i protagonisti sembrano amare di più – amanti o madri che siano – passano a miglior vita nelle maniere più tragiche e in vita si comportano in modo totalmente assurdo.

A parte però le battute, credo che forse l’autore abbia esagerato ripercorrendo troppo anche in questo secondo volume la traccia che sostanzialmente aveva già ampiamente e brillantemente sviscerato ne L’ombra del vento ed è impossibile non fare paragoni.
Che la storia del protagonista del presente rispecchiasse pari pari la storia del protagonista del passato –
prima Daniel con Carax ed ora David con Marlasca – l’ho ritenuto un grande espediente nella lettura precedente ma qui l’ho trovato un po’ scontato; che alla fine si lasci tutto all’interpretazione del lettore lo avrei trovata una buona idea se fosse stata usata in una lettura cui cronologicamente ne fosse seguita un’altra e non in questa dove era necessario ricollegarsi ai fatti che già conoscevamo; che anche in questo caso ci sia un ispettore corrotto – ne L’ombra del vento apertamente, qui emerge solo alla fine – mi sembra una mancanza di idee. Insomma, eccellente come sempre lo stile, fantastico il suo saper raccontare una storia nella storia, impeccabile la caratterizzazione dei personaggi ma ora da Zafon mi aspetto altro e spero di trovarlo ne Il prigioniero del cielo!!!

Ed ora lascio a voi la parola… su, sfogatevi!!!!!
Vi ricordo che la prossima tappa - il 14 febbraio sul blog Desperate Bookswife - commenteremo insieme i primi due atti del terzo volume della trilogia: Il prigioniero del cielo.
Prima di salutarvi vi lascio l'intero calendario delle prossime tappe relative anche ai libri successivi