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venerdì 24 luglio 2020

Letture con Marina #98 - Recensione di All'una e trenta. Un caso per il detective cieco di Isabel Ostrander

Buongiorno lettori, ci siamo, è di nuovo venerdì quindi torna Marina con una recensione
E dopo l’eccellente simil hard-boiled della scorsa settimana, complice l’estate ma anche Daniela, mi abbandono ad un giallo d’antan, di una casa editrice che fa delle copertine un primo punto di forza e che è stato portato alla mia attenzione dall’Associazione Culturale Thrillernord.

Titolo: All'una e trenta. Un caso per il detective cieco
Autore: Isabel Ostrander
Casa editrice: Eizioni Le Assassine, 2019
Pagine: 266

Trama: Damon Gaunt è un detective cieco chiamato a indagare sulla morte di un ricco uomo d'affari, molto in vista nell'alta società newyorkese. La famiglia della vittima si rivolge a lui, infallibile nonostante la sua menomazione, perché non ha fiducia nella polizia e teme che un'indagine tirata troppo per le lunghe possa infangare il buon nome della famiglia. L'intreccio è costellato di aringhe rosse, un espediente usato nei gialli per depistare il lettore nella ricerca del colpevole. In questo romanzo, che risale a oltre cent'anni fa, la cecità del detective è un elemento centrale che permette di inscenare un paradosso: mostrare tutti i risvolti del fatto delittuoso con gli occhi di chi non può vedere, grazie all'affinamento degli altri sensi - tatto, udito e olfatto - e a una perspicacia fuori dal comune.

 



RECENSIONE: