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mercoledì 5 gennaio 2022

Recensione #422 - Amori crimini e una torta al cioccolato di Sally Andrew

Buongiorno lettori e buon anno! Come sono andati i festeggiamenti? Qui ci siamo limitati  a pranzare in famiglia cercando di vedere meno gente possibile, vista la situazione, ma è comunque stato un bel periodo. Oggi torno con la prima recensione del nuovo anno, si tratta di Amori crimini e una torta al cioccolato di Sally Andrew edito da Guanda, pag. 430. 



Trama:
Bassina, morbida (forse un po' troppo morbida nei punti sbagliati), Tannie Maria è una donna pratica in puro stile afrikaans, ma è soprattutto ironica, tenera, saggia. Unisce a un robusto appetito il dono di saper cucinare piatti irresistibili. Dal suo angolo di Sudafrica, da anni è la seguitissima voce della rubrica di ricette sul giornale locale, The Karoo Gazette. La chiamano Tannie, zia, in segno di rispetto per la sua esperienza, e proprio in virtù di questa esperienza le viene chiesto dalla direzione del giornale di passare a occuparsi di problemi di cuore. Accetta dapprima controvoglia, non sentendosi all'altezza (diciamo che l'autostima non è il suo forte, e il suo passato sentimentale, con un marito ben poco amorevole, non è un ottimo biglietto da visita), ma scopre ben presto che a ogni pena d'amore corrisponde una cura, e spesso anche la giusta ricetta. Fino a quando, tra le tante lettere di affezionati lettori, ne arriva una che la coinvolge più delle altre. Una richiesta d'aiuto. Si tratta di Martine, una donna fragile e ferita, in fuga da un matrimonio che è diventato un incubo. Con la sua giovane e ardimentosa collega Jessie, "la ragazza con il geco tatuato", si metterà in testa di affiancare la polizia sulle tracce di un assassino. E nessuno, neanche il bel detective Henk Kannemeyer, che la vorrebbe ardentemente fuori dalle indagini, riuscirà a fermarla.

Avevo comprato questo libro durante le scorse vacanze estive, al Libraccio di Pisa. Era da anni che ne sentivo parlare e che mi ispirava e quando l'ho trovato nuovo al 50% mi ci sono fiondata. Come è andata? Benino...

venerdì 3 dicembre 2021

Letture con Marina #156 - Recensione de Il club dei delitti del giovedì di Richard Osman

Buongiorno lettori, come state? Come ogni venerdì torna Marina con una delle sue recensioni.


Ma può mai essere che nel leggere letteratura gialla, ci si commuova al punto di piangere per l’ultimo quarto di libro…? E giusto il tempo di realizzare che mi piacerebbe leggere un seguito a questo romanzo e scopro che quest’anno l’autore ha già fatto uscire “L’Uomo che morì due volte”.

 

    Titolo: Il club dei delitti del giovedì
AutoreRichard Osman
Casa editrice: Sem, 2020
Traduzione: Roberta Corradin
Pagine: 384

Trama: Kent, Gran Bretagna. In una tranquilla e lussuosa casa di riposo quattro improbabili amici si incontrano una volta alla settimana per indagare sui casi di omicidi irrisolti. Elizabeth, Joyce, Ibrahim e Ron, tra calici di vino e torte alla vodka, studiano i fascicoli della polizia segretamente acquisiti dalla leader indiscussa del gruppo, Elizabeth. Ma quando un brutale omicidio ha luogo proprio sulla loro soglia di casa, "Il club dei delitti del giovedì" si ritrova nel bel mezzo del primo caso in diretta. I quattro protagonisti saranno pure degli ottantenni, tuttavia hanno ancora qualche asso nella manica. Sono persone vivaci, straordinariamente agili ed energiche, decise a esercitare la loro notevole elasticità mentale nella ricerca di un assassino a piede libero. Per trovarlo si immedesimeranno nel personaggio dell'anziano curioso e vagamente ingenuo, così da raccogliere informazioni e inserirsi nelle indagini ufficiali con stratagemmi sorprendenti, che superano spesso il confine della legalità.



 

RECENSIONE:   

martedì 21 settembre 2021

5 blogger per un autore #5: Christian Frascella - Recensione #407 - Fa troppo freddo per morire

 


Buongiorno lettori, il tempo vola e, anche se sembra passato pochissimo da quando ci siamo ritrovati qui l'ultima volta per questa rubrica, sono già passati due mesi e siamo giunti alla quinta puntata della rubrica 5 blogger per un autore in collaborazione con Ombre di carta, Desperate Bookswife, La lettrice sulle nuvole, e Librintavola. In cosa cosiste? Ogni due mesi leggeremo tutte un libro di uno stesso autore; un modo per ampliare i nostri orizzonti letterari e approcciarci tutte insieme ad autori che magari non avremmo considerato. Dopo gennaio dedicato a John Niven - recensione qui - marzo dedicato ad Antonio Lanzetta - recensione qui - maggio dedicato a Rebecca Quasi - recensione qui -  luglio dedicato a Donato Carrisi - recensione qui - questo mese abbiamo scelto Christian Frascella ed il libro da me scelto è Fa troppo freddo per morire, edito da Einaudi, pag. 328. 


Trama:
Come può essere un quartiere di Torino che si chiama Barriera di Milano? Un avamposto verso il resto del mondo. Infatti, da roccaforte operaia si è trasformato in una babele multietnica. È qui, in una lavanderia a gettoni gestita da un magrebino, che Contrera riceve i suoi clienti. Accanto a un piccolo frigo pieno di birre che provvede a svuotare sistematicamente. I suoi quarant'anni li ha trascorsi quasi tutti per quelle strade. Faceva il poliziotto ma si è fatto cacciare per una brutta storia di droga, ora fa l'investigatore privato senza ufficio ma non senza fantasia. Ha una Panda Young da un quinto di secolo: e quello è «il rapporto più duraturo che abbia mai avuto nella vita». La sua ex moglie lo detesta e la figlia adolescente si rifiuta di rivolgergli la parola. Ad amarlo restano giusto la sorella e i due nipoti, divertiti dalla sua eccentricità. Quando Mohamed, il proprietario della lavanderia, gli chiede di aiutare un ragazzo che si è indebitato con una banda di albanesi, Contrera non può certo tirarsi indietro. Ma come in ogni poliziesco che si rispetti, le cose sono molto più complicate di quanto sembri a prima vista: e quando salta fuori il primo cadavere, Contrera capisce di essersi ficcato in un pasticcio nel quale finirà per rischiare non solo la pelle.

Cinque anni fa ho avuto il mio primo incontro con questo autore. Grazie ad una proposta della casa editrice avevo letto Brucio, un romanzo che mi aveva particolarmente affascinato. Quando abbiamo deciso di realizzare questa rubrica ho proposto questo autore perchè da allor avevo la curiosità di leggere altro e questa mi sembrava una buona occasione.
Ho scelto Fa troppo freddo per morire, la prima indagine di Contrera, un ex poliziotto, cacciato dalla polizia per droga e molto altro che si ritrova a fare l'investigatore privato a Barriera di Torino, una zona multietnica e piena di micro e macro criminalità.

venerdì 9 aprile 2021

Letture con Marina #128 - Recensione di La fortuna aiuta il morto di Stephen Spotswood

Buongiorno lettori, è di nuovo venerdì e torna Marina con la sua recensione.


Fortune Favors the Dead si verifica in questa bolla del dopoguerra, questa cuspide di grandi cambiamenti in cui il paese è ancora euforico per la vittoria e sta appena iniziando a volgere lo sguardo verso l'interno. Pensiamo agli anni '50 come l'inizio di questa età dell'oro per l'America. Ma quell'ideale suburbano del dopoguerra arrivò a spese di molte persone. Chiunque si adattasse al di fuori di quella norma culturale veniva escluso, se non completamente calpestato. Questo è un tema su cui spero di tornare ancora e ancora: per chi è costruito veramente il mondo e chi viene sacrificato lungo la strada…
 (Stephen Spotswood, estratto del 08/2020 dal Publishers Weekly)


Ti
tolo: La fortuna aiuta il morto
Autore: Stephen Spotswood
Casa editrice: Mondadori, 2020
Pagine: 392
Traduzione: Manuela Faimali

Trama: New York, 1942, notte fonda. Willowjean "Will" Parker racimola qualche soldo facendo la guardia in uno spettrale cantiere edile armata di una spranga di piombo. Nonostante le apparenze, sembra proprio che si trovi nel posto giusto al momento giusto. Abile tuttofare del circo e destrissima lanciatrice di coltelli, senza saperlo ha appena salvato la vita alla detective privata più famosa e meno ortodossa della città: Lillian Pentecost, una distinta signora in tailleur che, a causa di una malattia degenerativa, si aggira sostenendosi con un bastone. E quando qualche giorno dopo Lillian la contatta, Will non può credere alle sue orecchie: Pentecost le sta offrendo di diventare il suo braccio destro in cambio di uno stipendio, vitto e alloggio e l'iniziazione ai suoi peculiarissimi stili d'indagine. Quando tre anni dopo Abigail Collins viene trovata morta nella sua lussuosa abitazione durante una festa di Halloween e la polizia brancola nel buio, Pentecost e Parker entrano in azione. Più facile a dirsi che a farsi, in un caso che vede protagonisti messaggi dall'aldilà, una languida spiritista e Becca Collins, l'affascinante figlia della morta per cui Will perde pericolosamente la testa…
 
RECENSIONE:   

Recentissimo hard-boiled al femminile, allo stesso tempo inconsueto e che dà una svolta alla classica narrativa del genere, svecchiandola ma riuscendo a mantenere saldi il ritmo ed i canoni che ne hanno fatto un genere così apprezzato dai lettori. Il romanzo è efficacemente ambientato nella New York del 1945, in una città ed in un Paese dimentichi da poco del proibizionismo ed appena usciti dalla Guerra e all’inizio di un periodo di benessere economico. Ed è proprio da qui che l’autore intende partire per parlarci di ciò che gli sta a cuore e per sovvertire gli stereotipi del genere hard-boiled, oltre a scrivere un ottimo giallo, che ruota intorno al classico caso della stanza chiusa.

Gestito come un stupendo e rutilante spettacolo teatrale, il romanzo non manca all’apertura dell’elenco dei personaggi coinvolti in questo dramma, che parte dalla festa di Halloween, in serata infrasettimanale, dove la famiglia Collins, come da tradizione, invita nella sua magione amici, gente bene e tutti gli alti dirigenti - e relative consorti - che lavorano all’interno della ditta, che in occasione della guerra ha riconvertito parte della produzione originale per poter produrre armi da vendere al governo. In tutto un centinaio circa di persone.

“Qualcuno che si diverte a muovere i fili delle persone che muovono i fili”. Ma chi?

Nessuno ed allo stesso tempo chiunque presente alla festa avrebbe avuto un motivo valido per uccidere la vedova dello spietato magnate dell’acciaio, suicidatosi solo un anno prima. L’ex socio del marito, ad esempio, nonché padrino dei figli di lei, i bellissimi gemelli Randolph e Rebecca Collins, ricchissimi ventenni che al compimento del ventunesimo anno di età erediteranno le quote della milionaria industria dell’acciaio. Oppure i facenti parte del Consiglio di Amministrazione dell’azienda, rancorosi verso la vedova Abigail, che in un rigurgito di tardiva morale, vorrebbe che l’azienda non fornisse più armi al governo, pur con la prospettiva di perdere milioni di dollari e probabilmente finire nel giro di pochi anni in bancarotta. Oppure forse la medium Ariel Belestrade, consulente spirituale della Upper East Side e di Abigail, che forse proprio grazie a questa donna misteriosa e comparsa dal nulla, sembra voler far modificare la destinazione d’uso dell’acciaio prodotto dall’industria di sua proprietà. Movente ed opportunità, come nel più classico dei gialli: chi fra tutta questa bella gente, ha avuto entrambi a portata di mano proprio quella sera e ne ha approfittato?

“I gialli seri sono fatti così”. Le domande sono sempre più delle risposte. Poche cose si risolvono in modo chiaro e preciso come nei romanzetti da due soldi”.

Durante la festa, un principio di incendio proprio nello studio dove un anno prima il padrone di casa, il Sig. Collins, si è suicidato. E dove proprio poco prima si è consumato lo sceneggiato ordito da Abigail e dalla medium. La porta chiusa a chiave da Abigail stessa, che è ancora all’interno dello studio. Lo sfondare della porta. Lo spegnimento del principio d’incendio e la macabra scoperta del cadavere di Abigail, seduta alla scrivania, con il cranio sfondato dalla boccia di vetro che è servita per le divinazioni. Palla di vetro che è stata poi lanciata nel caminetto…

Tornando indietro nel racconto che Willowjean ci narra in prima persona e che in realtà è la vera apertura del romanzo, sappiamo che tre anni prima rispetto a quanto è successo alla povera Abigail, Will e la detective Pentecost si sono incontrate casualmente e Will, dopo aver evitato per un pelo di ammazzarla con una sprangata in testa, salva la vita alla detective, accoltellando un uomo che sta per spararle. Troppa carne al fuoco? No, se a raccontare questa vicenda, che si innesterà con il dramma della famiglia Collins, è Stephen Spotswood, giornalista e sceneggiatore, che si è occupato a lungo delle conseguenze della guerra in Iraq e in Afghanistan e dei veterani. Ed è proprio grazie a queste sue esperienze che l’autore decide di plasmare la sua investigatrice privata Lillian Pentecost, prendendo ispirazione da Holmes, Poirot, Marple e Nero Wolfe e tutti gli altri detective che fanno affidamento sul cervello oltre i muscoli. Ma è anche e soprattutto “un prodotto dei miei anni nel giornalismo medico imparando a conoscere le malattie croniche e l'impatto che hanno sulla vita di una persona. Ero perfettamente consapevole che c'era una carenza di quel tipo di rappresentazione e volevo creare una donna brillante e capace che non si occupasse solo dell'impatto della sclerosi multipla, ma che prosperasse nonostante questo”. Un’investigatrice sulla quarantina, con un background investigativo alle spalle e “un volto segnato dal tempo che aspetta con pazienza l’arrivo della tempesta”. Suo alter ego e stupenda figura di investigatrice in erba è Willowjean, un po’ l’alter ego dell’Archie Goodwin di Nero Wolfe (pur con i necessari distinguo), che dopo essere scappata di casa e aver vissuto cinque anni in un circo itinerante ed avendo assorbito molte delle abilità dei vari artisti, incontra casualmente la detective Pentecost e rimarrà con lei ad imparare un mestiere che femminile proprio non è, un po’ come Will stessa, figura bisessuale piccola ed esile, ma con una matassa di riccioli rossi, che forte della propria giovinezza, non si preoccupa di intrecciare relazioni sentimentali senza badare al sesso di appartenenza, incurante del periodo storico cui appartiene. Ed è proprio uno dei suoi contatti, un ex giornalista caduto in disgrazia a causa del suo orientamento sessuale, che verso la fine del romanzo le darà la dritta per la risoluzione del caso Collins e al contempo la metterà in guardia, affermando che “le cose si stanno mettendo male. La guerra ha distolto l’attenzione per un po’, ma ora che la gente non è più così distratta torneranno all’attacco e silureranno chiunque possa essere facilmente inquadrato e incasellato!”.

Un ottimo giallo, ben orchestrato e che porta in auge ancora una volta una città al centro del mondo, un mondo che sembra non esserci più, ma soprattutto valori, mancanze e segreti che l’autore si perita di sottolineare puntualmente, senza strafare. Avremmo forse voluto un’investigatrice molto più presente sulle pagine, ma forse la scena è stata volutamente data alla sua giovane assistente, Willowjean Parker, che è oltretutto la voce narrante e che pertanto ci può raccontare quello che vuole. Come l’ultimo insegnamento di Lillian Pentecost: “Tieniti stretto quello che puoi finchè puoi. Non c’è un mondo migliore là fuori. Non ci sarà mai. A meno che non siamo noi a crearlo”.


Piccola news: ad Ottobre 2021 uscirà il nuovo romanzo di Stephen Spotswood, che proseguirà la serie, e che in lingua originale si intitola: “Murder Under Her Skin”, dove ancora una volta sembra esserci la rutilante atmosfera del circo, del burlesque, con altrettanti omicidi, segreti e bugie, con drammi derivanti dalle famiglie di appartenenza e traumi di veterani. E a noi lettori italiani non resta che la speranza di una veloce edizione da parte di Mondadori.

A presto




 

martedì 23 febbraio 2021

Recensione #384 - Un aereo senza di lei di Michel Bussi

Buongiorno lettori, nuova recensione questa mattina! Vi parlerò di Un aereo senza di lei di Michel Bussi, edito da Mondadori, pag. 404.


Trama:
Francia, 1980. In una notte di dicembre, appena prima di Natale, un aereo diretto a Parigi da Istanbul si schianta contro il Mont Terrible, nel Giura. Fra i rottami viene ritrovata una bambina di tre mesi, sbalzata fuori al momento della collisione. È l'unica sopravvissuta, ma a bordo le neonate erano due: si tratta di Lyse-Rose o di Emilie? Due famiglie - una ricca e potente di industriali, l'altra povera e sfortunata di ristoratori ambulanti - si fanno a pezzi per anni perché venga riconosciuta loro la paternità di quella che viene soprannominata dalla stampa francese la "Libellula", in un'epoca in cui il test del DNA non esiste ancora. La prima sentenza dà sorprendentemente ragione ai più poveri, ma i ricchi non si danno per vinti e assoldano un eccentrico investigatore che per diciotto anni cerca la verità. E quando finalmente la trova, la consegna in segreto nelle mani della ragazza ormai maggiorenne. Subito dopo, viene ritrovato cadavere nel suo studio. E lei scompare. Dai quartieri parigini a Dieppe, da Marne-la-Vallée al Giura, il lettore viene trascinato in una corsa affannosa e ricca di continui colpi di scena, fino all'incredibile finale. Quanto peso ha il destino in questa vicenda? Oppure qualcuno, fin dall'inizio, manovra tutti i protagonisti di questo dramma? "Un aereo senza di lei" è un thriller la cui trama è basata sulle false apparenze e sulla manipolazione del lettore, che fino alla fine si interroga sulla vera identità della neonata.
 
Michel Bussi, come non rimanere a bocca aperta dopo aver letto l'ultima parola di una sua storia? Se penso come io, anni fa, abbia scovato questo autore per caso, su uno scaffale di una libreria, quando ancora era un perfetto sconosciuto ai più, mi dico che sicuramente questo incontro sia stato un segno del destino.

domenica 10 gennaio 2021

Recensione #380 - C'è un cadavere in biblioteca di Agatha Christie

 

Buonasera lettori, con il mio consueto apparire e sparire ho deciso che ormai è inutile pensare al giorno o all'orario giusto per pubblicare, quindi eccomi qui, di domenica, perchè devo scrivere quando posso e quando trovo lo stimolo. Torno dopo un lungo silenzio, per parlarvi di un grande classico: si tratta di C'è un cadavere in biblioteca di Agatha Christie edito da Hachette, pag. 191.


Trama:
St Mary Mead, una mattina come tante. Almeno fino a quando il colonnello Bantry e sua moglie Dolly vengono bruscamente svegliati da una cameriera terrorizzata, venuta ad annunciare che, nella biblioteca della villa, è stato trovato il cadavere di una sconosciuta in abito da sera, apparentemente assassinata. Nessuno degli abitanti della casa ha mai conosciuto la vittima, ma allora come spiegare il bizzarro ritrovamento? La polizia, subito interpellata, comincia le indagini, ma ancora una volta sarà la simpatica Miss Marple, con il suo occhio infallibile e la sua lucida capacità di far luce nei più tortuosi meandri dell'animo umano, a risolvere il caso.
 
 
Quando avete voglia di qualcosa che, lo sapete per certo, non vi deluderà a quale autore vi rivolgete? Io non da moltissimo tempo ho scoperto Agatha Christie e, con altri autori, è diventata la mia coccola quando ho voglia di qualcosa di... giallo!
 

lunedì 26 ottobre 2020

Blogtour de I segni del male di Simone Regazzoni - Tappa 2: Il romanzo




Buongiorno lettori, eccomi qui per presentarvi l'ultimo thriller di Simone Regazzoni, in uscita in tutte le librerie e store online domani 27 ottobre. 
Ieri, sul blog di Marianna - A spasso con i libri - è cominciato il blogtour dedicato al romanzo - con il post "O Roma o morte" - e oggi tocca a me proprio a darvi tutte le informazioni sul libro.



Titolo:
  I segni del male
Autore: Simone Regazzoni
Genere: Thriller
Pubblicazione: 27 ottobre 2020 - Rizzoli
Pag.: 416
Costo: 18,00 € cartaceo - 9,99 ebook

Descrizione: Roma, 2020. Sulle strade della città la neve si mescola con il sangue. Davanti allo specchio del bagno, Giulia osserva i lividi dell'ultimo allenamento di MMA sul corpo scolpito. Poi indossa la divisa di ordinanza ed esce nella notte. Roma è ricoperta da una coltre di neve. Nel Foro romano - dove, secondo la leggenda, è sepolto Romolo - è stato ritrovato il cadavere di una donna sventrata. Un serial killer sta mettendo in ginocchio la capitale attraverso efferati delitti che rimandano alla fondazione della città eterna. Uccide con addosso una testa di lupo e un mantello di pelliccia e incide sulla pelle delle vittime un'oscura maledizione arcaica: 'sakros esed'. Per il commissario Giulia Rakar è solo l'inizio di un'indagine pericolosissima. Nonostante a trentun anni sia una profiler impeccabile, Giulia nasconde una profonda ferita del passato e convive con il buio da quando era bambina. Perché le sfaccettature del Male sono infinite e anche quando sei convinto di essere tu a dargli la caccia lui può dare la caccia a te. E stavolta per risolvere il caso non le basterà entrare nella mente del killer: dovrà evitare che sia lui a entrare nella sua.



Domani non mancate, sul blog Desperate Bookswife troverete la presentazione dell'autore.
 
A presto

martedì 1 settembre 2020

Blogtour + Review tour di Poirot. Tutti i racconti di Agatha Christie - Presentazione blogtour e recensione de Il furto di gioielli al Grand Metropolitan

Buongiorno carissimi, buon primo settembre. Come cominciare per bene questo nuovo mese e affrontarlo con il sorriso sulle labbra? Ovviamente buttando uno sguardo alle novità editoriali, in particolar modo a quelle della Oscar Vault Mondadori che, come avete già potuto vedere con la recensione di ieri di Marina - se ve la siete persa cliccate qui - sono ricche di meraviglie che possono soddisfare gli amanti dei generi letterari più differenti.


Comincia oggi un blogtour + review tour un po' speciale che si protrarrà per sei giorni su altrettanti blog, come potete vedere nel banner, oggi cominciamo con la presentazione del blogtour su tutti blog partecipanti che, in più, vi regaleranno il loro pensiero su uno dei racconti che popolano questa succosa novità, per la cui anteprima ringrazio la casa editrice. Protagonista Poirot. Tutti i racconti in una nuovissima veste grafica ed editoriale a cura, appunto, della Oscar Vault Mondadori. Non perdetevi quindi tutti i post di oggi perchè avrete la possibilità di leggere sei pensieri su sei racconti differenti, che non è poco! Domani però tornate qui, perchè il mio compito sarà parlarvi di lei, la grande Agatha Christie.
Ma torniamo al libro...

Titolo:  Poirot. Tutti i racconti
Autore: Agatha Christie
Genere: Giallo
Pubblicazione:01 settembre 2020 - Oscar Vault Mondadori - collana i Draghi
Pag.: 972
Costo: 25,00 € cartaceo - 9,99 ebook

Descrizione: Tutte le avvincenti indagini di Hercule Poirot, il piccolo detective belga dalle infallibili "celluline grigie", nato dalla fantasia di Agatha Christie sono qui raccolte in un unico volume nel quale la vocazione narrativa della Regina del Giallo si esprime al suo meglio: storie che coinvolgono il pubblico in un raffinatissimo gioco di intelligenza accompagnate da raffinate illustrazioni d'epoca in bianco e nero.

Com'era successo quando vi parlai del meravigioso volume dedicato alla Sorelle Bronte, non posso che annoverare il mio invito a provare, almeno una volta nella vita, a tenere tra le mani uno di questi splendidi volumi che la casa editrice cura con attenzione e in modo unico per regalare ai lettori non solo una bella lettura ma anche un'esperienza magica a trecentosessanta gradi.

Ed ora veniamo al racconto di cui ho deciso di parlarvi. Si tratta del primo racconto contenuto nel libro il cui titolo è:

Il furto di gioielli al Grand Metropolitan

“«Poirot,» dissi «un cambiamento d’aria vi farebbe bene.»
«Lo pensate, mon ami?»
«Ne sono sicuro.»
«Eh… eh?» disse il mio amico sorridendo. «Allora è tutto predisposto, vero?»
«Verrete?»
«Dove intendete portarmi?»
«A Brighton. Un mio amico della City mi ha dato un ottimo consiglio e… be’, ho denaro da spendere. Credo che un fine settimana al Grand Metropolitan farebbe a entrambi un mucchio di bene.»
«Grazie, accetto con molta riconoscenza. Siete buono a pensare a un vecchio
come me. E un buon cuore vale tanto quanto tutte le piccole cellule grigie. Sì, sì, io stesso a volte rischio di dimenticarmene.»”

Comincia così questo racconto - prima edizione nell'anno 1924 - con un botta e risposta tra Hercule Poirot e il suo fidato assistente, il capitano Arthur Hastings. Una sorta di Watson che, quasi a fare il verso alla famosissima coppia nata dalla penna di Artur Conan Doyle, non lascia mai da solo Poirot. È proprio Hastings che rivolgendosi al lettore, racconta le avventure che lui e l’investigatore baffuto si ritrovano a vivere.
In questo caso un weekend al lussuosissimo Grand Metropolitan di Brighton, proprio su consiglio di Hastings. Durante la prima cena consumanta in Hotel, i due si rendono subito conto di quanta ostentazione ci sia intorno a loro e di quanto quel luogo sia frequentato da gente ricchissima che non fa altro che mostrare i suoi tantissimi gioielli.
Proprio durante la cena fanno la conoscenza della signora Opalsen e di suo marito. Lui ricchissimo agente di Borsa che ha fatto fortuna con il boom petrolifero, lei con l'unico scopo di spendere quei soldi collezionando gioielli. Proprio uno di quei gioielli sparisce in modo molto misterioso dalla camera da letto della signora che, per scongiurare furti, lascia sempre la sua cameriera personale a fare la guardia alla stanza in sua assenza. Nessuno oltre lei e la cameriera dell'albergo sono entrate nella stanza, la seconda però, sempre sotto la supervisione della prima se non per pochissimi secondi.
Chi ha rubato i gioielli? Ovviamente sarà Poirot, con il suo intercedere tranquillo e analizzatore, a dover sbrogliare la matassa venendo in aiuto alla polizia che, ovviamente, tirerà le somme del caso in modo banale e sbagliato.
Da subito emerge lo stile dei gialli della Christie, quei tanti dialoghi che portano il lettore dentro le storie, dove le descrizioni sono pochissime e sono gli stessi personaggi a farci capire come sono le cose o le persone.
Accade in questo caso con la signora Opalsen di cui capiamo bene i lineamenti e il suo abbigliamento grazie ai botta e risposta di Poirot e Hastings, oppure con la stanza della signora la cui disposizione ci viene raccontata attraverso i dialoghi tra i personaggi e di cui, chicca, ci viene regalata la piantina, un po' come succedeva ad esempio con quella dell'Oriente Express.
Uno stile che amo, quello della Christie, e che grazie a questi racconti potrò tornare ogni tanto a rispolverare, magari tenendo il volume sul comodino e, ogni tanti, rileggere queste brevi chicche! 

Per oggi vi saluto ma, mi raccomando, vi aspetto domani con la biografia di Agatha Christie.





venerdì 24 luglio 2020

Letture con Marina #98 - Recensione di All'una e trenta. Un caso per il detective cieco di Isabel Ostrander

Buongiorno lettori, ci siamo, è di nuovo venerdì quindi torna Marina con una recensione
E dopo l’eccellente simil hard-boiled della scorsa settimana, complice l’estate ma anche Daniela, mi abbandono ad un giallo d’antan, di una casa editrice che fa delle copertine un primo punto di forza e che è stato portato alla mia attenzione dall’Associazione Culturale Thrillernord.

Titolo: All'una e trenta. Un caso per il detective cieco
Autore: Isabel Ostrander
Casa editrice: Eizioni Le Assassine, 2019
Pagine: 266

Trama: Damon Gaunt è un detective cieco chiamato a indagare sulla morte di un ricco uomo d'affari, molto in vista nell'alta società newyorkese. La famiglia della vittima si rivolge a lui, infallibile nonostante la sua menomazione, perché non ha fiducia nella polizia e teme che un'indagine tirata troppo per le lunghe possa infangare il buon nome della famiglia. L'intreccio è costellato di aringhe rosse, un espediente usato nei gialli per depistare il lettore nella ricerca del colpevole. In questo romanzo, che risale a oltre cent'anni fa, la cecità del detective è un elemento centrale che permette di inscenare un paradosso: mostrare tutti i risvolti del fatto delittuoso con gli occhi di chi non può vedere, grazie all'affinamento degli altri sensi - tatto, udito e olfatto - e a una perspicacia fuori dal comune.

 



RECENSIONE:

mercoledì 22 luglio 2020

Recensione #366 - Km 123 di Andrea Camilleri

Buonasera lettori, sorvolando sugli orari assurdi in cui io ormai riesco a postare le recensioni vi lascio il mio pensiero sul libro Km 123 di Andrea Camilleri edito da Mondadori, pag. 154.

Trama: Tutto inizia con un cellulare spento.
A telefonare è Ester, a non rispondere è Giulio, finito in ospedale a causa di un brutto tamponamento sulla via Aurelia.
A riaccendere il telefonino, invece, è Giuditta, la moglie di Giulio, che ovviamente di Ester non sa nulla.
Potrebbe essere l'inizio di una commedia rosa, ma il colore di questa storia è decisamente un altro: un testimone, infatti, sostiene che quello di Giulio non sia stato un incidente, ma un tentato omicidio, e la pratica passa dagli uffici dell'assicurazione a quelli del commissariato…
Andrea Camilleri, maestro indiscusso del giallo d'autore italiano, ci regala un pasticciaccio pieno di humour e altrettanto mistero, in cui tutti i personaggi - e noi che leggiamo con loro - indizio dopo indizio si convincono di aver indovinato la verità.

Ormai quattordici anni fa, mentre su un volo Milano - San Paolo mi apprestavo a cominciare il mio tanto agognato viaggio di nozze, una signora, viaggiatrice al mio fianco, mi lasciò un libro dicendomi che proprio non riusciva a leggerlo e che me lo regalava volentieri. Era un Camilleri. Nonostante il grande amore per la lettura non avevo mai letto nulla di quello che è sempre stato considerato uno dei migliori - se non il migliore in assoluto - scrittori di gialli italiani. Provai a leggere quel libro, ora non ricordo neanche il titolo, ma anch'io come la signora che me lo aveva donato non riuscii a finirlo. Andò così il mio primo approccio con Camilleri. Qualche giorno fa però, parlando in un gruppo di un challenge a cui partecipo, è venuto fuori questo titolo, che non c'entra nulla con il famosissimo Montalbano e che è ambientato a Roma. Ha una macchina in copertina (questo serve per la challenge) e quindi mi sono decisa a provare. Come è andata questa volta? In modo decisamente diverso rispetto a quattordici anni fa ed ora vi spiegherò il perchè.

mercoledì 19 febbraio 2020

Recensione #343 - Il mistero di Abbacuada (Le indagini del tenente Roversi Vol. 1) di Gavino Zucca

Buongiorno carissimi, come state? Io in un periodo strano, fatto di grandi cambiamenti e di parecchie ansie ma vabbè, tutto passa, passerà anche questo! Ma non sono qui per tediarvi con i miei pensieri, sono qui per lasciarvi la mia recensione del libro Il mistero di Abbacuada (Le indagini del tenente Roversi Vol. 1) di Gavino Zucca edito da Newton Compton Editore - che ho letto approfittando del servizio Prime Reading incluso nel mio abbonamento amazon prime - pag. 286.

Trama: Tempi duri per il tenente dei carabinieri Giorgio Roversi: trasferito in Sardegna per motivi disciplinari, il giovane ufficiale si trova proiettato in una terra che niente ha in comune con la sua amata Bologna. E a breve dovrà pure dire addio al suo segreto peccato di gola: la scorza d'arancia al cioccolato per cui va matto è introvabile a Sassari… Sono passati solo pochi giorni dal suo arrivo, quando Roversi deve fare i conti con un omicidio. Luigi Gualandi, proprietario di Villa Flora, ha scoperto un cadavere con un orecchio mozzato nella grotta di Abbacuada, un luogo pericoloso ai confini della sua tenuta. Tutto lascia pensare a una vendetta consumatasi secondo i canoni del codice barbaricino. Un codice d’onore non scritto, quasi una giustizia parallela, che Roversi ignora del tutto e lo mette di fronte alla Sardegna più arcaica e misteriosa. Per fortuna, ad affrontare il caso non è solo: Gualandi, ex ufficiale veterinario dell’Arma, sarà un prezioso alleato per il tenente, a cui lo unisce una viscerale passione per Tex Willer. L’incontro tra i due è determinante: alle proprie capacità deduttive, Roversi può affiancare le efficaci e preziose intuizioni di Gualandi. Ma un delitto che sembrava semplice si rivela molto più complicato del previsto…

Da moltissimo tempo avevo questo libro caricato sul kindle grazie al servizio gratuito Prime Reading incluso nel mio abbonamento Amazon Prime e finalmente, complice la necessità di una storia leggera, che potesse smorzare la pesantezza di alcune letture in corso, è arrivato il suo momento.

giovedì 30 gennaio 2020

Recensione #339 - Le sette morti di Evelyn Hardcastle di Stuart Turton

Buongiorno lettori, come state? Finalmente gennaio sta volgendo al termine! Non vedevo l'ora visto che da sempre è proprio un mese che mi pesa come un macigno.
Ma torniamo a noi. Oggi torno con una nuova recensione, quella di un libro chiacchieratissimo nel 2019 e che mi sono decisa a leggere ora che il polverone si è dissolto. Non so voi, ma io faccio molta fatica a leggere libri di cui si parla troppo, nel bene o nel male.
Si tratta de Le sette morti di Evelyn Hardcastle, libro d'esordio di Stuart Turton edito da Neri Pozza, pag. 526.

Sinossi: Blackheath House è una maestosa residenza di campagna cinta da migliaia di acri di foresta, una tenuta enorme che, nelle sue sale dagli stucchi sbrecciati dal tempo, è pronta ad accogliere gli invitati al ballo in maschera indetto da Lord Peter e Lady Helena Hardcastle. Gli ospiti sono membri dell'alta società, ufficiali, banchieri, medici ai quali è ben nota la tenuta degli Hardcastle. Diciannove anni prima erano tutti presenti al ricevimento in cui un tragico evento - la morte del giovane Thomas Hardcastle - ha segnato la storia della famiglia e della loro residenza, condannando entrambe a un inesorabile declino. Ora sono accorsi attratti dalla singolare circostanza di ritrovarsi di nuovo insieme, dalle sorprese promesse da Lord Peter per la serata, dai costumi bizzarri da indossare, dai fuochi d'artificio. Alle undici della sera, tuttavia, la morte torna a gettare i suoi dadi a Blackheath House. Nell'attimo in cui esplodono nell'aria i preannunciati fuochi d'artificio, Evelyn, la giovane e bella figlia di Lord Peter e Lady Helena, scivola lentamente nell'acqua del laghetto che orna il giardino antistante la casa. Morta, per un colpo di pistola al ventre. Un tragico decesso che non pone fine alle crudeli sorprese della festa. L'invito al ballo si rivela un gioco spietato, una trappola inaspettata per i convenuti a Blackheath House e per uno di loro in particolare: Aiden Bishop. Evelyn Hardcastle non morirà, infatti, una volta sola. Finché Aiden non risolverà il mistero della sua morte, la scena della caduta nell'acqua si ripeterà, incessantemente, giorno dopo giorno. E ogni volta si concluderà con il fatidico colpo di pistola. La sola via per porre fine a questo tragico gioco è identificare l'assassino. Ma, al sorgere di ogni nuovo giorno, Aiden si sveglia nel corpo di un ospite differente. E qualcuno è determinato a impedirgli di fuggire da Blackheath House...

Prima di cominciare a leggere questo libro mi chiedevo come mai se ne parlasse tanto, se fosse solo una tecnica di marketing ben riuscita da parte della casa editrice oppure se questo libro fosse davvero la genialata che moltissimi lettori descrivevano. Per rispondere ad una domanda simile c'era solo una cosa da fare: provare a leggerlo! L'ho fatto e nelle prossime righe provo a spiegarmi cosa di questo libro mi ha convinto e cosa lo ha fatto un po' meno.

venerdì 8 novembre 2019

Letture con Marina #74 - Recensione de La strana morte del Sig. Benson di S.S. Van Dine

Buongiorno lettori, come ogni due venerdì oggi torna Marina con una nuova recensione. Prima di lasciarvi a lei vi auguro buon weekend.

Abbandonato al suo destino il mese delle streghe, questo Novembre piovoso, buio e con le prime nebbie, mi porta sulle tracce di vecchi detective dilettanti… In principio fu Sherlock Holmes e a seguire il buon Ellery Queen e pensa un po’ chi ti vado a conoscere, oramai in età adulta…!


Titolo:  La strana morte del Sig. Benson di S.S. Van Dine (The Benson murder case, 1926)
Autore:  S.S. Van Dine
Casa editrice: Gruppo Newton 1994
Pagine: 223
Sinossi:  La strana morte del signor Benson è un romanzo dello scrittore statunitense S.S. Van Dine. Il romanzo fu pubblicato la prima volta nel 1926. Il libro si compone di 25 capitoli tutti intitolati, datati e con l'ora, è praticamente un diario. In alcune traduzioni italiane di questo romanzo sono presenti note a fondo pagina di rimandi vari scritti dall'autore a completamento del "diario", in altre versioni queste note e l'introduzione non sono presenti (wikipedia)

Alvin Benson siede in poltrona nel soggiorno della sua lussuosa residenza, la testa poggiata contro lo schienale, un libro ancora stretto nella mano destra. Morto, assassinato. Un proiettile sparato a distanza ravvicinata gli ha trapassato il cranio. Il procuratore distrettuale Markham e la polizia fanno quello che possono ma per decifrare un omicidio destinato a rimanere negli annali della storia del crimine occorre un detective all’altezza. Qualcuno che al genio deduttivo unisca un sapere sconfinato: in poche parole, Philo Vance!

Il Giallo Economico Classico è una collana edita dalla Compagnia del Giallo (gruppo Newton Compton), a cura di Rosella Presciuttini Maggiulli, e dedicata ad opere di genere giallo. Il primo numero esce in edicola il 3 aprile 1993 – ed il romanzo di cui parleremo è l’uscita nr. 53!


RECENSIONE:

martedì 16 luglio 2019

Recensione 312 - Evelyne. Il mistero della donna francese di Marco Scardigli - #aspettandoilbancarella

Buongiorno lettori, come va? Sapete che giorno sarà domenica prossima? Il 21 luglio. E quindi, direte voi, che succede? Domenica 21 luglio a Pontremoli ci sarà la proclamazione del vincitore del Premio Bancarella 2019 quindi questo significa anche che io devo darmi una mossa a finire ee recensire i romanzi in lizza per il titolo. Ma non disperate, ci sono quasi! Oggi sono qui per questo e poi me ne mancherà uno soltanto! Vi parlo di Evelyne. Il mistero della donna francese di Marco Scardigli edito da Interlinea, pag. 309.

Sinossi: In piena Belle Époque in un albergo di Novara arriva una donna francese così affascinante da diventare l’oggetto delle attenzioni di tutti i viveur della città. Sarebbe solo materia di pettegolezzo, se non fosse che la sua presenza coincide con una sequenza di eventi via via più misteriosi e tragici. Quando, nel fossato del castello, viene trovato il corpo di una giovane terribilmente sfigurata, i giornali si buttano con avidità sulla vicenda, che sembra ricalcare quella londinese di Jack lo Squartatore. Sul caso indaga il commissario Marchini, ma verranno coinvolti anche il suo amico, il maggiore Stoffel, e Tina, la donna amata da entrambi. E sarà un’avventura che cambierà del tutto le loro vite.


Se prima di cominciare a leggere i libri finalisti del Bancarella mi avessero detto che tra quei sei volumi avrei trovato ben due libri degni di un 5, voto massimo che assegno qui sul blog, non ci avrei creduto! Perchè? Semplicemente perchè sono pochi i libri che riescono a rubarmi il cuore, quelli in cui non riesco a trovare neanche un difetto e che si fanno amare in tutte le loro sfaccettature infatti, ad oggi, solo un'altro oltre ai due del bancarella si è meritato il voto massimo.E poi perchè dei sei volumi in gara solo di un paio avevo già sentito parlare.
Evelyne. Il mistero della donna francese è un libro che sicuramente pochi conoscevano prima che approdasse tra i sei che si giocheranno tutto a Pontremoli ed è veramente un peccato. Ora provo a spiegarvi perchè!

lunedì 11 febbraio 2019

Review Party - Recensione del libro Bianco letale di Robert Galbraith

Buongiorno! E dopo avervi parlato del libro Bianco letale di Robert Galbraith con il blotour - link qui -, oggi è il momento della recensione, sempre a cura di Marina. 




Titolo: Bianco letale
Autore: Robert Galbraith
Casa editrice: Salani
Data pubblicazione: 4 febbraio 2018
Pagine: 784

Descrizione: Quando il giovane Billy, in preda a una grande agitazione, irrompe nella sua agenzia investigativa per denunciare un crimine a cui crede di aver assistito da piccolo, Cormoran Strike rimane profondamente turbato. Anche se Billy ha problemi mentali e fatica a ricordare i particolari concreti, in lui e nel suo racconto c'è qualcosa di sincero. Ma prima che Strike possa interrogarlo più a fondo, Billy si spaventa e fugge via. Cercando di scoprire la verità sulla storia di Billy, Strike e Robin Ellacott - una volta sua assistente, ora sua socia - seguono una pista tortuosa, che si dipana dai sobborghi di Londra alle stanze più recondite e segrete del Parlamento, fino a una suggestiva ma inquietante tenuta di campagna. E se l'indagine si fa sempre più labirintica, la vita di Strike è tutt'altro che semplice: la sua rinnovata fama di investigatore privato gli impedisce di agire nell'ombra come un tempo e il suo rapporto con Robin è più teso che mai. Lei è senza dubbio indispensabile nel lavoro dell'agenzia, ma la loro relazione personale è piena di sottintesi e non detti...


RECENSIONE: 


venerdì 8 febbraio 2019

Letture con Marina #57 - Recensione del libro La via del male di Robert Galbraith

Buongiorno lettori, per rimanere in tema con il blogtour cui stiamo partecipando, oggi Marina ci lascia la recensione de La via del male di Robert Galbraith, terzo volume della saga noir dedicata a Cormoran Strike. In attesa del review party del quarto volume - previsto l'11 febbraio - ci ricorda dove la serie era arrivata!

Tre, Due, Uno… a tutto Cormoran!!

In attesa del prossimo Lunedì 11 Febbraio, giorno in cui i blog partecipanti al Blog Tour per l’uscita del nuovo romanzo di Robert Galbraith posteranno in contemporanea la recensione per questo 4° attesissimo romanzo, desideriamo qui proporVi la terza avventura, vista da un’angolazione un po’ diversa. Insomma, quattro chiacchiere per riscoprire…


Titolo: La via del male
Autore: Robert Galbraith
Traduzione: Francesco Bruno
Casa editrice: Salani - 2016
Pagine: 306

Descrizione:  Quando un misterioso pacco viene consegnato a Robin Ellacott, la ragazza rimane inorridita nello scoprire che contiene la gamba amputata di una donna. L'investigatore privato Cormoran Strike, il suo capo, è meno sorpreso, ma non per questo meno preoccupato. Solo quattro persone che fanno parte del suo passato potrebbero esserne responsabili - e Strike sa che ciascuno di loro sarebbe capace di questa e altre indicibili brutalità. La polizia concentra le indagini su un sospettato, ma Strike è sempre più convinto che lui sia innocente: non rimane che prendere in mano il caso insieme a Robin e immergersi nei mondi oscuri e contorti degli altri tre indiziati. Ma nuovi, disumani delitti stanno per essere compiuti, e non rimane molto tempo...


RECENSIONE:

mercoledì 6 febbraio 2019

Blogtour del libro Bianco letale di Robert Galbraith - TAPPA 4 - Serie Noir. Perchè leggere Robert Galbraith

Buongiorno lettori! Oggi qui sul blog diamo spazio al blogtour del libro Bianco letale di Robert Galbraith, quarto della serie dedicata al detective Cormoran Strike. Ce ne parlerà Marina, quindi bando alle ciance, lascio a lei la parola!



3 febbraio - Aspettando Cormoran - Desperate Bookswife - Baba
4 febbraio - Dove eravamo rimasti? - L'ennesimo Book Blog
5 febbraio - Chi sono Cormoran e Robin - La tana di una booklover
6 febbraio - Serie Noir. Perchè leggere Roberth Galbraith - Un libro per amico - Marina
7 febbraio - Ricapitolando i casi di Strike - Diario di una dipendenza
8 febbraio - E la Serie? Dal libro agli schermi della BBC - La tana di una booklover
9 febbraio - Londra e l'ambientazione per un giallo - Desperate Bookswife - Nadia 


Titolo: Bianco letale
Autore: Robert Galbraith
Casa editrice: Salani
Data pubblicazione: 4 febbraio 2018
Pagine: 784

Descrizione: Quando il giovane Billy, in preda a una grande agitazione, irrompe nella sua agenzia investigativa per denunciare un crimine a cui crede di aver assistito da piccolo, Cormoran Strike rimane profondamente turbato. Anche se Billy ha problemi mentali e fatica a ricordare i particolari concreti, in lui e nel suo racconto c'è qualcosa di sincero. Ma prima che Strike possa interrogarlo più a fondo, Billy si spaventa e fugge via. Cercando di scoprire la verità sulla storia di Billy, Strike e Robin Ellacott - una volta sua assistente, ora sua socia - seguono una pista tortuosa, che si dipana dai sobborghi di Londra alle stanze più recondite e segrete del Parlamento, fino a una suggestiva ma inquietante tenuta di campagna. E se l'indagine si fa sempre più labirintica, la vita di Strike è tutt'altro che semplice: la sua rinnovata fama di investigatore privato gli impedisce di agire nell'ombra come un tempo e il suo rapporto con Robin è più teso che mai. Lei è senza dubbio indispensabile nel lavoro dell'agenzia, ma la loro relazione personale è piena di sottintesi e non detti...


lunedì 17 dicembre 2018

Recensione #272 - La misura dell'uomo di Marco Malvaldi

Buongiorno lettori, buon lunedì! Come va? Ultima settimana di lavoro per me prima delle tanto agognate vacanze natalizie... speriamo solo che voli!
Oggi torno con un recensione, quella del libro La misura dell'uomo di Marco Malvaldi, edito da Giunti, che ringrazio per la copia, 300 pagine.

Sinossi: Ottobre 1493. Firenze è ancora in lutto per la morte di Lorenzo il Magnifico. Le caravelle di Colombo hanno dischiuso gli orizzonti del Nuovo Mondo. Il sistema finanziario contemporaneo si sta consolidando grazie alla diffusione delle lettere di credito. E Milano è nel pieno del suo rinascimento sotto la guida di Ludovico il Moro. A chi si avventura nei cortili del Castello o lungo i Navigli capita di incontrare un uomo sulla quarantina, dalle lunghe vesti rosa, l'aria mite di chi è immerso nei propri pensieri. Vive nei locali attigui alla sua bottega con la madre e un giovinetto amatissimo ma dispettoso, non mangia carne, scrive al contrario e fatica a essere pagato da coloro cui offre i suoi servigi. È Leonardo da Vinci: la sua fama già supera le Alpi giungendo fino alla Francia di re Carlo VIII, che ha inviato a Milano due ambasciatori per chiedere aiuto nella guerra contro gli Aragonesi ma affidando loro anche una missione segreta che riguarda proprio lui. Tutti, infatti, sanno che Leonardo ha un taccuino su cui scrive i suoi progetti più arditi - forse addirittura quello di un invincibile automa guerriero - e che conserva sotto la tunica, vicino al cuore. Ma anche il Moro, spazientito per il ritardo con cui procede il grandioso progetto di statua equestre che gli ha commissionato, ha bisogno di Leonardo: un uomo è stato trovato senza vita in una corte del Castello, sul corpo non appaiono segni di violenza, eppure la sua morte desta gravi sospetti... Bisogna allontanare le ombre della peste e della superstizione, in fretta: e Leonardo non è nelle condizioni di negare aiuto al suo Signore. A cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, Marco Malvaldi gioca con la lingua, la scienza, la storia, il crimine e gli ridà vita tra le pagine immaginando la sua multiforme intelligenza alle prese con le fragilità e la grandezza dei destini umani. Un romanzo ricco di felicità inventiva, di saperi e perfino di ironia, un'indagine sull'uomo che più di ogni altro ha investigato ogni campo della creatività, un viaggio alla scoperta di qual è - oggi come allora - la misura di ognuno di noi.



Difficile recensire un libro come questo. Il primo pensiero che mi balza alla mente davanti a questo spazio bianco è questo!
Chi conosce Marco Malvaldi saprà sicuramente di cosa questo scrittore poliedrico sia capace! In questo suo nuovo romanzo ci riporta indietro nel tempo, nel Rinascimento, in una Milano in cui Ludovico il Moro è il signore assoluto della città e in cui il grande maestro Leonardo da Vinci è ai suoi servigi come scultore ma anche come personaggio di saggezza a trecentosessanta gradi.
Un romanzo storico questo, ma anche un giallo, ma anche un libro a tratti divertente che sa egregiamente mescolare questi tre generi creando un romanzo completo, godibile da chiunque e assolutamente consigliabile.