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venerdì 12 novembre 2021

Letture con Marina #153 - Recensione di Dialoghi impossibili di Nicolò Targhetta

Buongiorno lettori, come state? È venerdì e venerdì significa: Marina!!! Vi lascio, come ogni settimana, ad una delle sue recensioni.


Come si diceva il mese scorso… desiderio di leggere millemila libri nell’arco di un solo mese? Necessità di cambiare genere per mantenere desta la curiosità e quindi la voglia di leggere? Allora Nicolo’ Targhetta fa al caso mio e vostro – e se lo desiderate, potete leggerlo a puntate anche sui social. Buona lettura!



    
     Ti
tolo: Dialoghi impossibili
AutoreNicolò Targhetta
Casa editrice: Longanesi, 2021
Pagine: 256

Trama: "Ciao, sono il risvolto del libro. Mi usano per spiegarti in 1500 caratteri (o anche meno) perché dovresti comprarlo. Allora io mi metto qua e comincio col solito repertorio. E blatero in carattere otto di «storie corrosive», di «finali spiazzanti» o, che dio mi perdoni, «di un autore istrionico che non finisce mai di stupirci». Non è certo il lavoro dei sogni. Io avrei voluto essere altro. Non dico un romanzo, ma almeno un saggio breve, un dizionario dei sinonimi, una tesi di laurea. Al limite una multa. Ma questo lavoro di portineria… questo proprio no. Va bene, vuoi che ti dica perché devi comprarlo? Ma scusa, come faccio a saperlo? Che ne so io cosa cerchi in un libro, come ti stanno andando le cose o se in queste duecento pagine c'è o meno la frase capace di farti uscire da una brutta settimana? L'autore è un tizio che ha scritto 27 storielle minuscole sulla Storia maiuscola, fossi in te non mi farei illusioni. Però. Però una cosa posso dirtela senza vendertela. È la prima volta che mi lasciano parlare. Che mi lasciano essere me, il risvolto del libro. Ora, magari non vuol dire niente. O magari invece è un segno del fatto che in questo libro, dove la storia è una lunga cinica sequenza di errori ripetuti e lezioni dimenticate, tutti, anche quelli più bistrattati, hanno avuto la possibilità di dire la loro e raccontarsi in modo diverso che altrove. Ecco, questo te lo posso dire. A questo ci credo. Comunque, fossi in te, guarderei le stelline. Oppure chiederei a un commesso."

 

RECENSIONE:   

martedì 21 settembre 2021

5 blogger per un autore #5: Christian Frascella - Recensione #407 - Fa troppo freddo per morire

 


Buongiorno lettori, il tempo vola e, anche se sembra passato pochissimo da quando ci siamo ritrovati qui l'ultima volta per questa rubrica, sono già passati due mesi e siamo giunti alla quinta puntata della rubrica 5 blogger per un autore in collaborazione con Ombre di carta, Desperate Bookswife, La lettrice sulle nuvole, e Librintavola. In cosa cosiste? Ogni due mesi leggeremo tutte un libro di uno stesso autore; un modo per ampliare i nostri orizzonti letterari e approcciarci tutte insieme ad autori che magari non avremmo considerato. Dopo gennaio dedicato a John Niven - recensione qui - marzo dedicato ad Antonio Lanzetta - recensione qui - maggio dedicato a Rebecca Quasi - recensione qui -  luglio dedicato a Donato Carrisi - recensione qui - questo mese abbiamo scelto Christian Frascella ed il libro da me scelto è Fa troppo freddo per morire, edito da Einaudi, pag. 328. 


Trama:
Come può essere un quartiere di Torino che si chiama Barriera di Milano? Un avamposto verso il resto del mondo. Infatti, da roccaforte operaia si è trasformato in una babele multietnica. È qui, in una lavanderia a gettoni gestita da un magrebino, che Contrera riceve i suoi clienti. Accanto a un piccolo frigo pieno di birre che provvede a svuotare sistematicamente. I suoi quarant'anni li ha trascorsi quasi tutti per quelle strade. Faceva il poliziotto ma si è fatto cacciare per una brutta storia di droga, ora fa l'investigatore privato senza ufficio ma non senza fantasia. Ha una Panda Young da un quinto di secolo: e quello è «il rapporto più duraturo che abbia mai avuto nella vita». La sua ex moglie lo detesta e la figlia adolescente si rifiuta di rivolgergli la parola. Ad amarlo restano giusto la sorella e i due nipoti, divertiti dalla sua eccentricità. Quando Mohamed, il proprietario della lavanderia, gli chiede di aiutare un ragazzo che si è indebitato con una banda di albanesi, Contrera non può certo tirarsi indietro. Ma come in ogni poliziesco che si rispetti, le cose sono molto più complicate di quanto sembri a prima vista: e quando salta fuori il primo cadavere, Contrera capisce di essersi ficcato in un pasticcio nel quale finirà per rischiare non solo la pelle.

Cinque anni fa ho avuto il mio primo incontro con questo autore. Grazie ad una proposta della casa editrice avevo letto Brucio, un romanzo che mi aveva particolarmente affascinato. Quando abbiamo deciso di realizzare questa rubrica ho proposto questo autore perchè da allor avevo la curiosità di leggere altro e questa mi sembrava una buona occasione.
Ho scelto Fa troppo freddo per morire, la prima indagine di Contrera, un ex poliziotto, cacciato dalla polizia per droga e molto altro che si ritrova a fare l'investigatore privato a Barriera di Torino, una zona multietnica e piena di micro e macro criminalità.

martedì 17 agosto 2021

Recensione #406 - Il grido della rosa di Alice Basso

Buongiorno a tutti, mentre io mi sollazzo nel mare sardo - con un anno in più sul groppone ahimè! - vi lascio la recensione di un libro che ho letto mesi fa ma che ancora non avevo recensito. Si tratta de Il grido della rosa di Alice Basso edito da Garzanti, pag. 304



Trama:
 Torino, 1935. Mancano poche settimane all'uscita del nuovo numero della rivista di gialli «Saturnalia». Anita è intenta a dattilografare con grande attenzione: ormai ama il suo lavoro, e non solo perché Sebastiano Satta Ascona, che le detta la traduzione di racconti americani pieni di sparatorie e frasi a effetto, è vicino a lei. Molto vicino a lei. Alla sua scrivania Anita è ancora più concentrata del solito, ancora più immersa in quelle storie, perché questa volta le protagoniste sono donne: donne detective, belle e affascinanti, certo, ma soprattutto brave quanto i colleghi maschi. Ad Anita sembra un sogno. A lei, che mal sopporta le restrizioni del regime fascista. A lei, che ha rimandato il matrimonio per lavorare. A lei, che legge libri proibiti che parlano di indipendenza, libertà e uguaglianza. A lei, che sa che quello che accade tra le pagine non può accadere nella realtà. Nella realtà, ben poche sono le donne libere e che non hanno niente da temere: il regime si fregia di onorarle, di proteggere persino ragazze madri e prostitute, ma basta poco per accorgersi che a contare veramente sono sempre e solo i maschi, siano uomini adulti o bambini, futuri soldati dell'Impero. E così, quando Gioia, una ragazza madre, viene trovata morta presso la villa dei genitori affidatari di suo figlio, per tutti si tratta solo di un incidente: se l'è andata a cercare, stava di sicuro tentando di entrare di nascosto. Anita non conosce Gioia, ma non importa: come per le sue investigatrici, basta un indizio ad accendere la sua intuizione. Deve capire cosa è successo veramente a Gioia, anche a costo di ficcare il naso in ambienti nei quali una brava ragazza e futura sposa non metterebbe mai piede. Perché la giustizia può nascondersi nei luoghi più impensabili: persino fra le pagine di un libro.

Secondo capitolo della serie con protagonista Anita Bo, dattilografa torinese degli anni trenta. Dopo averci regalato questa nuova protagonista con il libro Il morso della vipera - recensione qui - Alice Basso torna e lo fa alla grande, con una nuova e scoppiettante avventura per la bella - e adesso anche capace - Anita ed il suo affascinante capo/scrittore Sebastiano Satta Ascona.

lunedì 23 novembre 2020

Recensione #378 - L'architettrice di Melania G. Mazzucco

Buongiorno carissimi, buon lunedì. Passato bene il weekend? Io, in perfetto mood zona rossa, mi sono goduta due giorni in famiglia fatti di libri, di torte fatte in casa, di sorrisi e di lentezza, cercando di trovare il meglio da questo periodo che ci sta mettendo a dura prova. Voi cosa avete fatto? Oggi vi parlo di un libro che ccredo rimarrà tra i miei preferiti dell'anno. Si tratta di L'architettrice di Melania G. Mazzucco edito da Einaudi, pag. 568.

Trama: Giovanni Briccio è un genio plebeo, osteggiato dai letterati e ignorato dalla corte:
materassaio, pittore di poca fama, musicista, popolare commediografo, attore e poeta. Bizzarro cane randagio in un'epoca in cui è necessario avere un padrone, Briccio educa la figlia alla pittura, e la lancia nel mondo dell'arte come fanciulla prodigio, imponendole il destino della verginità. Plautilla però, donna e di umili origini, fatica a emergere nell'ambiente degli artisti romani, dominato da Bernini e Pietro da Cortona. L'incontro con Elpidio Benedetti, aspirante scrittore prescelto dal cardinal Barberini come segretario di Mazzarino, finirà per cambiarle la vita. Con la complicità di questo insolito compagno di viaggio, diventerà molto più di ciò che il padre aveva osato immaginare. Melania Mazzucco torna al romanzo storico, alla passione per l'arte e i suoi interpreti. Mentre racconta fasti, intrighi, violenze e miserie della Roma dei papi, e il fervore di un secolo insieme bigotto e libertino, ci regala il ritratto di una straordinaria donna del Seicento, abilissima a non far parlare di sé e a celare audacia e sogni per poter realizzare l'impresa in grado di riscattare una vita intera: la costruzione di una originale villa di delizie sul colle che domina Roma, disegnata, progettata ed eseguita da lei, Plautilla, la prima architettrice della storia moderna.
 
 
Ho letto diversi libri di questa autrice, alcuni assolutamente adorati, uno totalmente detestato, ma mai l'avevo letta in veste di scrittrice di romanzi storice e, che dire? Tanto di cappello perchè è una veste che le calza a pennello.

sabato 7 novembre 2020

Recensione #374 - Il blu delle rose di Tony Laudadio

Buongiorno lettori, dopo troppo tempo riesco a trovare il momento per condividere con voi il mio pensiero sul romanzo Il blu delle rose di Tony Laudadio edito da NN Editore - che ringrazio per la copia -, pag. 272.

Trama: In un mondo non troppo diverso dal nostro, dominato dalla tecnologia e da un clima
imprevedibile, la scienza ha finalmente stabilito che criminali si nasce: il gene C, responsabile della violenza nei comportamenti, è stato individuato e grazie al controllo delle nascite imposto dalla legge la società è ormai pacificata. La scienziata Elisabetta Russo, che ha contribuito alla rivoluzionaria scoperta, non nutre dubbi sulle pratiche di selezione genetica del governo, nonostante le proteste degli oppositori. A venticinque anni dall'entrata in vigore della legge Genesi, però, una serie di eventi drammatici scuote le sue certezze mettendo in pericolo la sua stessa vita. Ed è soltanto grazie alla premura di Nghele e all'amore del giovane Lionel che Elisabetta trova il coraggio di ribellarsi alle regole e ai limiti che lei stessa si è imposta. Dopo "Preludio a un bacio", Tony Laudadio torna con una favola distopica che, immaginando un futuro vicino nel tempo, si interroga sul nostro presente in cerca della perfezione a ogni costo. E ci insegna che le scelte di libertà e amore sono le uniche capaci di vincere la paura e segnare la strada che porta alla felicità. Per chi sogna un futuro in cui le auto si guidano da sole, per chi ha riletto una poesia di Montale di cui ricordava solo pochi versi, per chi ascolta il tintinnio di un acchiappasogni in veranda, e per il mistero della rosa blu, che obbedisce all'artificio della bellezza, ma conserva in sé la ribellione della natura.
Cosa sareste disposti a fare per evitare che la cattiveria dilaghi nel mondo? Quante volte avete pensato che eliminando i cattivi tutto sarebbe migliore? Tony Laudadio con questo romanzo prova a immaginarselo e il risultato è notevole!

sabato 29 agosto 2020

Recensione #370 - La forma del silenzio di Stefano Corbetta

Buongiorno lettori, come state? Rieccomi, dopo tre settimane, con una nuova recensione. Lo so, lo so, il blog avrebbe dovuto restare chiuso fino al 31 agosto ma, complice il brutto tempo che mi ha fatto trascorrere in camper l'ultimo giorno di vacanza, e un libro meraviglioso che ha accompagnato i miei ultimi giorni, ho deciso di provare a scrivere con il cellulare la recensione. Mi perdonerete quindi, se per caso troverete più errori del solito. Ma veniamo al libro. Si tratta de La forma del silenzio di Stefano Corbetta edito da Ponte alle Grazie - che ringrazio per la copia - pag. 240.

Trama: Leo ha sei anni. È nato sordo, ma la sua
infanzia scorre serenamente. Con la sua famiglia, Leo parla la Lingua dei Segni, e quella degli affetti, che assumono forme inesplorate nei movimenti delle mani dei genitori e della sorella Anna. Ma è giunto il tempo della scuola e Leo viene mandato lontano da casa, a Milano, in un istituto che accoglie bambini come lui. Siamo ai tempi in cui nelle scuole è vietato usare la Lingua dei Segni. All'improvviso per Leo la vita diventa incomprensibile, dentro un silenzio ancora più grande di quello che ha vissuto fino a quel momento. Poi, in una notte d'inverno del 1964, Leo scompare. A nulla servono le ricerche della polizia: di Leo non si ha più notizia. Diciannove anni dopo, nello studio della sorella Anna, si presenta Michele, un compagno di Leo ai tempi della scuola. E inizia a raccontare la sua storia, partendo da quella notte d'inverno.

Non conoscevo Stefano, ma quando mi ha contattato per chiedermi la disponibilità a leggere il suo libro, ho letto la trama ed è stato subito amore. La storia era la mia, l'ho sentito subito, un lettore certe cose le sa... E il mio intuito non ha sbagliato!

martedì 21 aprile 2020

Recensione #351 - ...che Dio perdona tutti di Pif

Buongiorno lettori, eccomi di nuovo qui con una nuova recensione. Oggi vi parlo di ...che Dio perdona a tutti di Pif edito da Feltrinelli, pag. 186.

Trama: Arturo è un trentacinquenne che ha poche passioni che, con scarso successo, cerca di condividere con gli amici di calcetto. La più importante e irrinunciabile sono i dolci, in particolare quelli con la ricotta. Almeno fino a quando entra in scena lei, Flora: la figlia del proprietario della pasticceria che fa gli sciù più buoni di Palermo. E in un istante diventa la donna dei suoi sogni. Sveglia, intraprendente, ma anche molto cattolica, Flora sulla religione ha la stessa pignoleria di Arturo sui dolci, ed è proprio così che lui la conquista, interpretando Gesù durante una Via Crucis. Flora s’innamora e per un periodo felice i due stanno insieme, senza che lei si avveda della sua indifferenza religiosa e, naturalmente, senza che Arturo la confessi… Quando lei se ne accorge, Arturo, un po’ per sfinimento e un po’ per provocazione, reagisce con insolita fermezza: seguirà alla lettera la parola di Dio. Per tre settimane…
Comico, surreale, straordinario: il Pif che noi tutti conosciamo anche su carta.


Ho preso in mano questo libro che avevo posato sul comodino da più di un anno e mi aspettavo qualcosa di esilarante, che potesse aiutarmi in questo difficile periodo di poca concentrazione, invece ho trovato un Pif nuovo, che non mi aspettavo, introspettivo e capace di portare il lettore alla riflessione su un tema importante come quello della religione. Ho fatto un po' fatica perchè mi aspettavo qualcosa di più leggero però è stata una lettura interessante ed ora vi spiego perchè.

giovedì 9 aprile 2020

Recensione #349 - Malanotte Lettera aperta a una cara catostrofe di Michele Del Vecchio

Buongiorno lettori, buon giovedì. Come va la vostra vita? Io sono trascinata dagli eventi... compiti da scaricare, compiti da ricaricare, tecnologia che fa acqua da tutte le parti, settimane che volano nonostante la "reclusione". Insomma, non si ha il tempo di annoiarsi. Nel frattempo ho letto e concluso il secondo libro per la challenge #lefatichelibrosediercole. Se non sapete di cosa si tratta i rimando al post in cui vi raccontavo di questa challenge - qui- . Per aprile ho deciso di leggere il libro "acquistato con slancio e poi lasciato per troppo in libreria" ho letto Malanotte Lettera aperta a una cara catostrofe di Michele Del Vecchio edito da Bookabook, pag. 336.

Trama: Cronometro alla mano per lavarsi i denti, i lacci delle Converse a fare pendant con gli stati d'animo e le corde del bucato su cui sventolano i capolavori di Beethoven. Milo Jenkins, 16 anni, è un virtuoso del pianoforte, ha mille nevrosi e il fantasma di un pesce farfalla per migliore amico. I lunghi silenzi e un candore senza età hanno reso sicura la diagnosi: è autistico. Un ragazzo speciale, lo definirebbe qualcuno. Se vivi nella cupa Eureka, però, non ci sono parole gentili per un orfano di madre con gli occhiali a fondo di bottiglia e gli incisivi a zappa. La svolta sperata ha le occhiaie viola di Iris, bella come un film di Tim Burton. Sulla tela della loro adolescenza, uno schizzo rosso sangue. Sotto una coltre di foglie secche, cadaveri innocenti. Corre, Milo. Ma verso Iris o lontano da lei? Truce e dolce, "Malanotte. Lettera aperta a una cara catastrofe" è una fiaba splatter dove i baci hanno un retrogusto segreto e tra sogno e delirio, amore e morte non c'è grado di separazione.

Michele Del Vecchio, blogger, scrisse questa storia quando aveva diciassette anni ma è nel 2019 che il suo romanzo è riuscito a vedere la luce grazie alla pubblicazione con Bookabook, attraverso una campagna di crowfunding in cui sono i lettori attraverso un preordine a scegliere i libri da pubblicare.
Conosco Michele da quando le nostre strade si sono incontrate qui, nella blogosfera, entrambi appassionati di storie maledette, dove il "e vissero per sempre felici e contenti" non è contemplato. Chi conosce il suo blog "Diario di una dipendenza", conosce sicuramente anche il grande dono che ha Michele con le parole. Da sempre l'ho incitato a scrivere, a provarci, promettendogli che se avesse scritto qualcosa lo avrei letto ad occhi chiusi e così è stato. Mi scuso solo per l'attesa perchè si sa, a volte la vita porta a cambiare i programmi.
Permettetemi quindi in questa premessa di essere l'amica - poi nella recensione tornerò ad essere la blogger - e di dirgli che sono orgogliosa di lui e che deve continuare a scrivere!

martedì 31 marzo 2020

Recensione #348 - Tutta colpa di New York di Cassandra Rocca

Buongiorno lettori, come state? Spero tutti bene! Oggi torno con una nuova recensione. Per superare la mia difficoltà di concentrazione ho provato a buttarmi su un genere che non è il mio preferito ma da cui cercavo svago e leggerezza: il romance. Grazie all'abbonamento Kindle Unlimited ho letto Tutta colpa di New York di Cassandra Rocca edito da Newton Compton editori, pag. 276, primo libro di una serie di cinque volumi. Sarà riuscito questo libro a donarmi un po' dello svago che cercavo? Ve lo spiego nella recensione!

Trama: Fare un regalo non è sempre facile. Lo sa bene la giovane Clover O’Brian, che in qualità di personal shopper aiuta i suoi clienti nell’ardua impresa di scovare doni speciali. Natale è alle porte, New York è in fermento e Clover si gode il periodo dell’anno che preferisce. Cade Harrison è un uomo molto fortunato. È un attore di Hollywood bello, ricco, famoso e amato. Anche il successo, però, ha i suoi lati negativi: appena uscito da una relazione disastrosa con una collega, Cade sente il bisogno di rifugiarsi in un luogo poco frequentato dalle star, lontano da occhi indiscreti e soprattutto dai paparazzi! E allora accetta volentieri di trascorrere le feste a New York, nella casa che gli presta un amico. Ma il caso vuole che la villetta in questione si trovi proprio di fronte a quella dove vive Clover. E così due vite, apparentemente inconciliabili, inciamperanno l’una nell’altra nel periodo più romantico dell’anno. Basterà la magia del Natale a far scoccare la scintilla?

Come vi dicevo, questo non è uno dei miei generi preferiti, anzi! Normalmente rifuggo cuori, amore e romanticismo, preferendo serial killer, morti squartati e sangue a profusione. In questo momento però, a causa di questo virus bastardo - quando ci vuole ci vuole - di morti ne vedo troppi, intorno a me, tutti i giorni. Non so come sia la situazione nella vostra regione ma io sono a ridosso della bergamasca, mio marito ha origini bergamasche ed ho parecchi amici che abitano in quella zona quindi ogni giorno ricevo notizie di gente ricoverata, intubata o addirittura morta, quindi di morti sinceramente ne ho un po' abbastanza.
Devo dire che sicuramente il libro della Rocca in un momento come questo può essere utile, anche ad una come me, per staccare la testa dalle brutture e per liberare un po' la mente.

mercoledì 19 febbraio 2020

Recensione #343 - Il mistero di Abbacuada (Le indagini del tenente Roversi Vol. 1) di Gavino Zucca

Buongiorno carissimi, come state? Io in un periodo strano, fatto di grandi cambiamenti e di parecchie ansie ma vabbè, tutto passa, passerà anche questo! Ma non sono qui per tediarvi con i miei pensieri, sono qui per lasciarvi la mia recensione del libro Il mistero di Abbacuada (Le indagini del tenente Roversi Vol. 1) di Gavino Zucca edito da Newton Compton Editore - che ho letto approfittando del servizio Prime Reading incluso nel mio abbonamento amazon prime - pag. 286.

Trama: Tempi duri per il tenente dei carabinieri Giorgio Roversi: trasferito in Sardegna per motivi disciplinari, il giovane ufficiale si trova proiettato in una terra che niente ha in comune con la sua amata Bologna. E a breve dovrà pure dire addio al suo segreto peccato di gola: la scorza d'arancia al cioccolato per cui va matto è introvabile a Sassari… Sono passati solo pochi giorni dal suo arrivo, quando Roversi deve fare i conti con un omicidio. Luigi Gualandi, proprietario di Villa Flora, ha scoperto un cadavere con un orecchio mozzato nella grotta di Abbacuada, un luogo pericoloso ai confini della sua tenuta. Tutto lascia pensare a una vendetta consumatasi secondo i canoni del codice barbaricino. Un codice d’onore non scritto, quasi una giustizia parallela, che Roversi ignora del tutto e lo mette di fronte alla Sardegna più arcaica e misteriosa. Per fortuna, ad affrontare il caso non è solo: Gualandi, ex ufficiale veterinario dell’Arma, sarà un prezioso alleato per il tenente, a cui lo unisce una viscerale passione per Tex Willer. L’incontro tra i due è determinante: alle proprie capacità deduttive, Roversi può affiancare le efficaci e preziose intuizioni di Gualandi. Ma un delitto che sembrava semplice si rivela molto più complicato del previsto…

Da moltissimo tempo avevo questo libro caricato sul kindle grazie al servizio gratuito Prime Reading incluso nel mio abbonamento Amazon Prime e finalmente, complice la necessità di una storia leggera, che potesse smorzare la pesantezza di alcune letture in corso, è arrivato il suo momento.

lunedì 3 febbraio 2020

Recensione #340 - Tutta colpa delle neve! (e anche un po' di New York) di Virginia Bramati

Buongiorno lettori e buon inizio settimana. Come state? Io ho mille progetti... vediamo quanti di questi riusciranno ad essere portati a termine nel breve periodo! Il primo è comunque quello di essere attiva il più possibile qui sul blog, visto che ultimamente spesso latito. Per ora ci sto riuscendo in parte, ma spero di migliorare! ;)
Per il momento inizio con il lasciarvi la recensione di un libro che ho letto durante le vacanze di Natale e di cui, finalmente, riesco a parlarvi!
Si tratta di Tutta colpa della neve, libro d'esordio di Virginia Bramati edito da Mondadori, pag. 260.

Sinossi: Annalisa Molinari, "Sassi" per gli amici, ha 26 anni e da Verate, in Brianza, si è trasferita a Milano, dove condivide un appartamento con due amici e fa pratica per diventare avvocato. Intelligente, ironica e sincera fino all'autolesionismo, spesso finisce per cacciarsi in situazioni imbarazzanti ai limiti dell'harakiri. Sotto il suo fare un po' distratto, però, si nasconde una grande tenacia: quella che le ha permesso di essere scelta da uno dei più importanti studi legali di Milano. Ed è proprio tra quelle pareti ovattate che, il primo giorno di lavoro, Sassi riesce a fare una delle sue incredibili figuracce proprio di fronte a Max, figlio del fondatore, da poco rientrato dall'America per prendere il posto del padre. Un giovane ricco, antipatico e... terribilmente affascinante.
Ma Sassi non può dedicare tutto il suo tempo alla delicata gestione dei rapporti nello studio, perché gli amici la reclamano (Eugenia, per esempio, con la sua "lista dei buoni partiti da testare"), perché nei weekend torna a Verate, dove gli affari di cuore di sua madre la tengono non poco impegnata, e, soprattutto, perché deve proteggere il suo segreto: una ferita nascosta nel passato per la quale intende ottenere giustizia.
Tutto pianificato a perfezione? Sì, certo, se non fosse per quei fiocchi di neve che iniziano a vorticare nel cielo cambiando il colore del mondo, mandando in tilt voli e programmi e mettendo una irresistibile voglia di felicità...
Nato come romanzo "per tenersi compagnia" nei momenti difficili dell'esistenza, pubblicato con grandissimo successo su una piattaforma di self-publishing, modificato seguendo i suggerimenti delle amiche e dei lettori online, Tutta colpa della neve! è un romanzo che porta con sé gioia e stupore fin dall'inizio della sua storia. Ambientando la vicenda di Sassi in una Milano workaholic, ma regalandoci anche gli scorci di una Brianza inventata eppure verissima, Virginia Bramati dà vita a pagine ricche di colpi di scena, a personaggi profondamente autentici, a una scrittura insieme molto vicina alla nostra realtà quotidiana ma anche capace di farci sognare. E scrive un romanzo sull'orgoglio e i pregiudizi che spesso ci tengono lontani dalla felicità, un romanzo sull'amore e sulla perseveranza, sulle ragioni per non smettere di ascoltare chi ci sta vicino anche nel rumore incessante della vita che corre, sul potere salvifico di un sorriso al momento giusto. Una storia che, come un fiocco di neve, ci dà un brivido di allegria e ci scalda il cuore.


Dovete sapere che normalmente cerco di leggere i libri degli autori in ordine di pubblicazione soprattutto quando, come in questo caso, i romanzi sono legati da un filo conduttore comune. In questo caso invece ho fatto un'eccezione perché invece di cominciare da questo libro - primo dell'autrice e primo con ambientazione a Verate - ho cominciato da Tutta colpa della mia impazienza - recensione qui - che avevo trovato in offerta in libreria questa estate. Come è stato questo esperimento? In realtà riuscitissimo perché dei personaggi che in Tutta colpa della mia impazienza erano secondari, li ho invece ritrovati qui come protagonisti e viceversa e devo dire che mi è piaciuto da morire. Ma veniamo al pensiero sul libro. 

martedì 7 gennaio 2020

Recensione #335 - Tutto quello che non mi aspettavo di Valentina Sagnibene

Buongiorno lettori, ci siamo, Natale è veramente dietro l'angolo ed io, di corsa come nelle migliori tradizioni, cerco di tirarmi in pari con le recensioni arretrate!
Oggi va parlo di Tutto quello che non mi aspettavo libro d'esordio di Valentina Sagnibene edito da Giunti - che ringrazio per la copia - pag. 350.

Sinossi: Francesco, neolaureato insicuro e intellettualoide, eternamente deluso in amore e incapace di trovare un lavoro, ha un unico grande successo: attraverso un alter ego donna, scrive su un blog femminile raccogliendo uno stuolo di fan adoranti, tanto che le responsabili del sito lo contattano per assumerlo, ma scoprono con orrore la sua identità maschile. Decidono però di dargli una chance e lo mettono in competizione con altre voci del blog: chi consegnerà la miglior storia avrà il posto. Matilde, tosta e all'apparenza scontrosa, indurita dall'assenza della madre che la abbandonò inspiegabilmente quando era una bambina e lacerata dalla recente morte del padre cui era legatissima, nasconde la propria fragilità ma sempre più spesso è preda di attacchi di panico. Matilde comprende che, se vuole liberarsi dal peso che la opprime e andare avanti, deve prima far pace con il passato. Francesco e Matilde non potrebbero essere più diversi, ma quando i loro destini casualmente si incrociano, Francesco intuisce che il passato di Matilde potrebbe dargli lo spunto per la storia che cerca e decide di accompagnarla nel viaggio alla ricerca della madre... Un viaggio che riserverà loro tutto quello che non avevano previsto.

Se mi seguite sapete che ho conosciuto Valentina Sagnibene grazie al suo secondo romanzo - Ci rivediamo a casa, recensione qui - che mi ha molto colpito sia per la stuttura narrativa che alternava prima persona a terza persona, sia per la caratterizzazione dei personaggi. Non ci ho quindi pensato due volte quando, dopo aver incontrato l'autrice ad una presentazione, lei mi ha proposto la lettura anche di questo suo primo lavoro.

venerdì 20 dicembre 2019

Letture con Marina #76 - Recensione de I fratelli Kristmas di Giacomo Papi

Buon pomeriggio lettori, come ogni due venerdì oggi torna Marina con una nuova recensione.

Con qualche giorno di anticipo sulle Festività Natalizie 2019, colgo l’occasione per salutarVi ed augurarVi Buone Feste, con questa inconsueta storia di Natale:


Titolo: I fratelli Kristmas (Un racconto di Natale)
Autore:  Giacomo Papi
Casa editrice: Einaudi, 2015
Pagine: 227
Sinossi: È la notte del 24 dicembre, ma il vecchio Niklas Kristmas, alias Babbo Natale, non può consegnare i regali. Ha una febbre da cavallo e una tosse spaventosa. Se uscisse al gelo - sentenzia l'elfo dottore - ci lascerebbe le penne. Così, a malincuore, l'incarico viene affidato a Luciano, il fratello minore di Niklas. I due hanno litigato anni prima, perché Luciano è un uguagliatore: per lui tutti i bambini sono uguali, e vuole portare a ciascuno lo stesso numero di doni. Mentre lo gnomo orologiaio rallenta il tempo, Luciano ed Efisio, il nano picchiatore, partono a bordo della slitta volante. Ma l'avido industriale dei giocattoli Panicus Flynch, che trama per impadronirsi del Natale, ha sguinzagliato sulle loro tracce le feroci valchirie. Ad aiutare Luciano ed Efisio saranno Maddalena e suo fratello Pietro, due bambini di nove e dodici anni. Per portare a termine la missione c'è bisogno del loro coraggio.

 


RECENSIONE:

venerdì 4 ottobre 2019

Recensione #326 - La casa degli specchi di Cristina Caboni

Buongiorno carissimi e buon venerdì. Per finire bene la settimana vi lascio una nuova recensione, quella del romanzo La casa degli specchi di Cristina Caboni edito da Garzanti che ringrazio per la copia, pag. 262. 

Sinossi: La grande villa di Positano è l'unico posto che Milena riesca a chiamare casa. È cresciuta lì, insieme al nonno Michele, e ne conosce ogni angolo, a partire dal maestoso ingresso rivestito da dodici specchi con cornici d'argento intarsiate. Specchi che sembrano capaci di mettere a nudo la sua anima. Milena li ha sfiorati mille volte alla ricerca di risposte, ma un giorno trova qualcosa di inaspettato: un gancio che apre il passaggio a una stanza segreta. All'interno le pareti sono tappezzate di locandine di vecchi film. Quando Milena legge il nome di una delle interpreti non riesce a crederci. È un nome proibito in quella casa. È il nome di sua nonna che, tanti anni prima, è fuggita in America senza lasciare traccia. Frugando tra le sue carte, Milena scopre cose che non avrebbe mai immaginato. Che era un'attrice nella Roma della dolce vita. Che ha lottato per farsi strada in un mondo affascinante, ma dominato dagli uomini. Che i loro sogni sono molto simili. Anche lei vuole calcare le scene, ma ha paura di mettersi in gioco. Fino a quando non si imbatte in alcuni indizi che suggeriscono qualcosa di misterioso e non può fare a meno di chiedersi perché nessuno le abbia mai parlato di sua nonna. C'è solo una persona che può darle spiegazioni, ma Michele è restio ad affrontare l'argomento. Milena è convinta che gli specchi luccicanti che decorano l'atrio della villa abbiano assistito a eventi terribili, che nella storia della sua famiglia ci sia un segreto che nessuno vuole riportare a galla, mentre per lei è vitale far emergere la verità per capire a fondo il presente. Anche se a volte è meglio che ciò che è stato sepolto dal passare degli anni resti tale.



Probabilmente se la casa editrice Garzanti non mi avesse inviato questo libro a sorpresa, non lo avrei letto subito perché questi sono mesi di grande impegno a livello di nuove uscite e, per quanto mi riguarda, anche a livello personale. Lo avevo adocchiato, la trama mi ispirava molto ma non lo avevo richiesto per paura di non riuscire a leggerlo in tempi brevi… mi è arrivato ugualmente quindi a quel punto l’ho incastrato nelle letture che già avevo programmato et voilà, oggi vi beccate il mio pensiero!


giovedì 19 settembre 2019

Recensione #322 - L'apprendista geniale di Anna Dalton

Ciao a tutti e buon venerdì, eccomi di nuovo qui con un recensione! Oggi vi parlo del romanzo L'apprendista geniale di Anna Dalton edito da Garzanti, pag. 270. 

Sinossi: Andrea attraversa il cancello del college di corsa, mentre il panorama di Venezia si perde all'orizzonte. È in ritardo, come sempre, e ancora più maldestra del solito, con il pesante borsone sulle spalle. Ma in tasca stringe tra le dita qualcosa che riesce a darle sicurezza ogni volta che è necessario: un foglietto di carta con su scarabocchiato «scrivi, scrivi, scrivi». Tre semplici parole che la madre le ha insegnato quando era una bambina. Tre semplici parole che ancora adesso segnano la strada verso il suo sogno: diventare giornalista. Dal giorno in cui è riuscita a tenere la penna in mano, Andrea ha riempito fogli e fogli, scrivendo di qualunque argomento. E questo il suo modo di distogliere la mente da ogni altro pensiero. Ora finalmente è entrata in una delle scuole di giornalismo più prestigiose al mondo, e ci è riuscita grazie a una borsa di studio per i suoi ottimi voti. Ecco la sua forza. Ma quello che ha imparato finora rischia di non bastare: tra quelle aule l'ambizione è il motore di ogni cosa e ci sono persone pronte a tutto pur di ostacolarla, pur di intralciare la conquista dei suoi obiettivi. Senza scrupoli. Per fortuna accanto a lei ha tre amici che non si sono arresi davanti alla sua indole timida e solitaria. C'è Marilyn, che veste sempre di nero. Andre, che la segue ovunque, come un'ombra. E soprattutto l'enigmatico ragazzo che si fa chiamare Joker e che, dietro un enorme sorriso, nasconde qualcosa che il cuore di Andrea non vede l'ora di scoprire. Con loro si sente più al sicuro. Eppure la posta in gioco è molto alta. Diventare una giornalista per lei significa tutto, e ora deve stringersi più che può al suo sogno. Non può deludere la persona a cui anni fa ha promesso di difenderlo. Anche se ci vuole un coraggio che pensava di non avere.



Primo di una trilogia, L'apprendista geniale è il libro di esordio di Anna Dalton, giovane e promettente attrice che, con questo romanzo, ci racconta la storia di Andrea Doyle, una giovane ragazza che, sin da bambina, sogna di diventare una giornalista come sua madre.Una madre che ha perso troppo presto e di cui lei conserva i ricordi con tutta se stessa.

mercoledì 26 giugno 2019

Novità in Libreria - Morellini Editore

Buongiorno lettori, oggi colgo l'attimo per scrivere un post cui avrei dovuto lavorare settimane fa ma, sapete come funziona con un neonato per casa... Rimanda oggi, rimanda domani, è passato un sacco di tempo.


Qualche settimana fa sono stata invitata alla presentazione alla stampa delle novità narrative 2019 e 2020 di Morellini Editore. Allo stesso incontro veniva presentata Sara Rattaro nella sua nuova veste di direttrice della narrativa e della collana principale di romanzi della casa editrice che prende il nome di "Varianti".
Sono ovviamente stata onoratra di far parte di quel selezionato numero di addetti ai lavori: una blogger in mezzo a giornalisti delle più importanti testate giornalistiche pronti a muoversi per la cultura.
Conoscevo Morellini Editore proprio grazie al libro d'esordio di Sara Rattaro - Sulla sedia sbagliata, recensione qui - che lessi proprio in versione Morellini, ma non avevo mai conosciuto l'editore che si è rivelato una persona estremamente affabile e coinvolgente. 
Durante quell'incontro sono quindi state presentate le collane della casa editrice che sono:

VARIANTI: una collana di romanzi che avrà come direttrice Sara Rattaro che, ha svelato, nella scelta delle opere cui dare una possibilità cerca le emozioni.

CITTÀ D'AUTORE: antologie di racconti aambientati in una città o in una regione.

I MINOLLI: antologie di racconti a più voci uniti da un tema comune.

RI-PUBBLICA: ripubblicazioni di opere primi di autori famosi i cui diritti sono scaduti. 

Una chicca dei romanzi Morellini: per gli autori che lo desiderano viene caricata, sul canale Spotify di Morellini, la playlist del romanzo che ogni lettore potrà ascoltare  fotografando il QR Code che si trova tra le prime pagine dei libri. Non vi sembra una cosa geniale???
Un incontro interessante che oltre alle pubblicazioni in uscita in questa seconda parte del 2019 ci ha permesso di dare una sbirciatina alle pubblicazioni del 2020 e devo dirvi che le uscite interessanti che aspetto con impazienza sono diverse.
Non potevo andare via da quella conferenza stampa senza portare con me le opere che, durante la presentazione, mi avevano più incuriosito e che ora vi mostrerò!



Titolo: VERA
Autore: Corinna Urbano
Collana: Varianti
Pubblicazione: 02 maggio 2019 - Morellini Editore
Pag.: 203
Costo: 13.90 € cartaceo - 2.99 ebook

Descrizione: C'è una donna, violoncellista di fama, che suona per nascondere il vuoto che ha dentro. Poi ce n'è un'altra, chitarrista e cuore pulsante di un gruppo rock, che tiene nascosta la sua vera identità. Una è Vera, l'altra pure. Vera a quattordici anni era estremamente fragile e aveva bisogno della musica per riuscire a fronteggiare il mondo senza vomitare il veleno che aveva dentro. A trentun anni insegna violoncello ma è ancora in bilico, sospesa tra ciò che ha faticosamente ottenuto e la voglia di arrivare ad altro. A salvarla sarà ancora una volta la musica, aiutandola a liberare un'anima inedita a cui darà il nome di Penelope. E nonostante la paura di vivere questa doppia identità, sarà proprio il suo alter ego, ricordo di un passato irrisolto, a consentirle di essere, finalmente,tutta intera.



Titolo: LA VITA VISTA DA QUI
Autore: autori vari
Collana: I minolli
Pubblicazione: 18 ottobre 2018 - Morellini Editore
Pag.: 230
Costo: 14.90 € cartaceo - 4.99 ebook

Descrizione: "La vita vista da qui" parla della meraviglia del sopravvivere in tutte le sue forme: a una catastrofe, a un cambiamento improvviso, a volte a se stessi. Porta inevitabilmente a parlare della vita, delle sue difficoltà e del coraggio che è capace di tirarci fuori, di quello che scopriamo di essere cercando ogni mezzo per andare avanti, ma si lega anche al tema del sacrificio, obbligandoci a perdere qualcosa che ritenevamo importante e a rivedere le nostre necessità. Sopravvivere ci rende forti e ci rende umani, per questo non ci stanchiamo mai abbastanza di farlo. Confrontandosi con fatti realmente accaduti, inventando mondi di fantasia o proiettandosi nei panni di un'altra persona, gli autori di questi racconti ci portano per mano attraverso un percorso doloroso e potente, facendo sentire tutta la forza della loro scrittura.


Titolo: SWINGING GIULIA
Autore: Jonne Bertola
Collana: Varianti
Pubblicazione: 17 gennaio 2019 - Morellini Editore
Pag.: 164
Costo: 13.90 € cartaceo - 2.99 ebook

Descrizione: Giulia e Nina. Nonna e nipote. Nina, che ha perso presto la madre, è sempre cresciuta con Giulia, brillante giornalista della swinging London degli anni Sessanta. Tra loro due non ci sono segreti. O almeno è quello che pensano. Giulia, colpita da una transitoria amnesia, rivela qualcosa che mette Nina sulle tracce del passato "sepolto" della nonna. Ma anche la giovane nipote ha una sua verità nascosta: una ferita troppo intima per parlarne, e che riuscirà a dare in pasto all'occhio vampiresco della macchina da presa. Due piani temporali che si intrecciano continuamente, sullo sfondo della Milano attuale e degli anni Sessanta, e di una Londra frizzante che fa capolino dai ricordi. La vicenda porterà entrambe le protagoniste a confrontarsi con la propria storia, perché «le nostre storie prendono senso da come le facciamo stare nel mondo insieme a quelle degli altri, e questo è forse il senso di tutte le nostre vite. Di noi, che siamo tutti "in affitto" su questa Terra...».


Titolo: AMOR ROMA
Autore: Gianluca Pomo
Collana: Varianti
Pubblicazione: 02 maggio 2019 - Morellini Editore
Pag.: 140
Costo: 12.90 € cartaceo - 4.99 ebook

Descrizione: Ludovico si è da poco trasferito a Roma per lavorare con l'arte e nell'arte e le sue giornate si susseguono nel più totale equilibrio fino a quando una calda mattinata primaverile capitolina spezzerà irrimediabilmente la sua quiete. Sarà lui infatti a scovare il corpo di padre Gesualdo, prelato officiante nella vicina chiesa di Sant'Ignazio di Loyola. Il giovane, ormai travolto dalla vicenda, usufruendo della sua profonda conoscenza della città si troverà a supportare le indagini del curioso ispettore Schiacciarino tra misteri e menzogne, ossessioni e sentimenti repressi ma anche geniali e inconsuete espressioni artistiche tra vicoli e palazzi dall'inestimabile valore storico. Amore e morte si abbracciano e respingono nella maestosa cornice della città eterna.


Titolo: MILANO D'AUTORE
Autore: autori vari
Collana: Città d'autore

Pubblicazione: 04 settembre 2014 - Morellini Editore
Pag.: 198
Costo: 14.90 € cartaceo - 4.99 ebook

Descrizione: Dai sotterranei della stazione Centrale a via Paolo Sarpi che sembra un canale, dalla panchina di San Francesco a due passi da Brera alla Lambrate del palo dell'Ortica: una Milano spesso insolita, ma ricca di storie e suggestioni, prende vita grazie alla penna di dodici autori e autrici. Mihai Mircea Butcovan, Emmanuela Carbé, Giacomo Giossi, Fabrizio Guglielmini, Gabriella Kuruvilla, Massimo Laganà, Raul Montanari, Gianluigi Ricuperati, Riccardo Romagnoli, Paolo Roversi, Massimo Scotti e Gianluca Vittorio animano l'affresco collettivo di una metropoli in perenne mutamento, sospesa fra passato e futuro, business e amori, vita e morte, delusioni e desideri. L'antologia "Milano d'Autore", curata dalla scrittrice e pittrice Gabriella Kuruvilla, racconta la capitale meneghina, intrecciando viaggi urbani, passeggiate letterarie e itinerari possibili, reali o sognati. Storie polifoniche, imbevute di sentimenti e visioni, ricordi e speranze, a colori o in bianco e nero, pensate e scritte per condurre alla riscoperta delle mille Milano, dal centro alla periferia, a qualsiasi ora del giorno e della notte, in esterni e in interni, con in mano cocktail anestetici o permessi di soggiorno, sostenuti da memorie del sottosuolo o covando speranze di realizzazione. Una metropoli che non si stanca mai di stupire e rinnovarsi, tra sospiri, paure, progetti e rimpianti, con il cuore nelle case di ringhiera e la mente che osserva dall'alto dei grattacieli.


Titolo: SICILIA D'AUTORE
Autore: autori vari
Collana: Città d'autore

Pubblicazione: 06 giugno 2019 - Morellini Editore
Pag.:200
Costo: 15.90 € cartaceo - 4.99 ebook

Descrizione: Dai sotterranei della stazione Centrale a via Paolo Sarpi che sembra un canale, dalla panchina di San Francesco a due passi da Brera alla Lambrate del palo dell'Ortica: una Milano spesso insolita, ma ricca di storie e suggestioni, prende vita grazie alla penna di dodici autori e autrici. Mihai Mircea Butcovan, Emmanuela Carbé, Giacomo Giossi, Fabrizio Guglielmini, Gabriella Kuruvilla, Massimo Laganà, Raul Montanari, Gianluigi Ricuperati, Riccardo Romagnoli, Paolo Roversi, Massimo Scotti e Gianluca Vittorio animano l'affresco collettivo di una metropoli in perenne mutamento, sospesa fra passato e futuro, business e amori, vita e morte, delusioni e desideri. L'antologia "Milano d'Autore", curata dalla scrittrice e pittrice Gabriella Kuruvilla, racconta la capitale meneghina, intrecciando viaggi urbani, passeggiate letterarie e itinerari possibili, reali o sognati. Storie polifoniche, imbevute di sentimenti e visioni, ricordi e speranze, a colori o in bianco e nero, pensate e scritte per condurre alla riscoperta delle mille Milano, dal centro alla periferia, a qualsiasi ora del giorno e della notte, in esterni e in interni, con in mano cocktail anestetici o permessi di soggiorno, sostenuti da memorie del sottosuolo o covando speranze di realizzazione. Una metropoli che non si stanca mai di stupire e rinnovarsi, tra sospiri, paure, progetti e rimpianti, con il cuore nelle case di ringhiera e la mente che osserva dall'alto dei grattacieli.


Titolo: CITIZEN BAND
Autore: Gianni Marchetti
Collana: Varianti
Pubblicazione: 23 agosto 2018 - Morellini Editore
Pag.: 227
Costo: 13.90 € cartaceo - 1.99 ebook

Descrizione: 1978: anno cruciale per l'Italia. Tre papi, due presidenti, uno Stato in estinzione e il cadavere di un clochard di colore avvistato alla stazione di Milano Centrale da un facchino e subito scomparso nel nulla. L'ispettore Cascione non ha dubbi: una banda di giovani malviventi, emuli dei drughi di "Arancia meccanica", guidata da un freddo killer domiciliato a Novara, opera sul confine tra Piemonte e Lombardia. La pista da seguire porta a Ermete Cherubini, un ragazzo confuso e ferito dall'abbandono, che passa le sue giornate sui 27 MHz della Citizen Band; comunica via radio coi suoi amici perdigiorno; suona la tromba e si sfinisce di vasche nella piscina comunale. Eppure sembra nascondere un segreto. L'incontro tra i due rivela inattesi retroscena e una strana complicità, che spingerà l'ispettore a mettere a repentaglio non solo la promozione, ma la sua stessa vita. Copertina di Gabriella Kuruvilla.


Titolo: NERA COME UNA FIABA
Autore: Silvia Andreoli
Collana: Varianti
Pubblicazione: 20 settembre 2018 - Morellini Editore
Pag.: 284
Costo: 13.90 € cartaceo - 4.99 ebook

Descrizione: La accerchiano davanti a casa. Un giorno che Milano è deserta e nessuno potrà venire in suo aiuto. Momo ha soltanto tredici anni, ma un passato carico di incomprensioni e misteri che si sta lentamente risvegliando e grida per essere ascoltato. Tutta la notte resterà acquattata nel buio nel parco di via dei Giardini, alla ricerca della ragione di quell'incubo. In quello stesso luogo viene "scaricata" come una bambola rotta un'altra ragazza. Si chiama Viola, ha sedici anni e anche lei ha una storia terribile da raccontare, una storia nera come una fiaba. Arriva come un animale ferito e con ferocia implora di essere salvata, come nessuno dei "grandi" è mai stato in grado di fare. Alle prime luci dell'alba, scopriranno di essere l'una per l'altra la chiave per riuscire a sopravvivere al dolore che hanno dovuto subire fino a quel momento.


Delle nuove uscite 2020 posso dirvi che ce n'è per tutti i gusti: noir, libri che parlano di rinascite, libri divertenti e tanti altri! Io ne ho già adocchiati alcuni che sicuramente prima o poi vi mostrerò qui sul blog.
Che ne dite delle mie scelte? Ce n'è qualcuno che vi ispira in modo particolare?
Per oggi è tutto!
A presto

giovedì 13 giugno 2019

Recensione #304 - La misura imperfetta del tempo di Monica Coppola

Hola! Come state? Io mi sto impegnando ad accendere il PC non appena ho qualche minuto libero e per il momento sto riuscendo nel mio intento. Ho troppa voglia di parlare con voi delle mie letture quindi eccomi qui.
Oggi torno con la recensione del libro La misura imperfetta del tempo di Monica Coppola edito da Las Vegas Edizioni, pag. 221.

Sinossi: Una famiglia, tre donne di tre generazioni diverse e un vecchio segreto che sta per essere rivelato. Mia ha ventidue anni e lotta perennemente con ansie e insicurezze. È cresciuta nella periferia torinese con i nonni materni, senza sapere nulla dell'identità del padre. La nonna, Zita, è vivace e dinamica ma ora deve superare il lutto per la recente morte del marito. La madre, Lara, ha anteposto la carriera all'istinto materno e vive a Milano dove coltiva ambizioni e amanti conosciuti online. Durante una vacanza alle terme, Zita incontra Santo, accetta il suo corteggiamento e ricomincia a vivere. Questa sua scelta destabilizza Mia che, ancora legata al ricordo del nonno, inizia a ostacolare la relazione. E riporta Lara a Torino, per capire cosa stia succedendo tra nonna e nipote. Quando le tre si ritrovano, il confronto sfocia in un aspro litigio, ma la verità sul padre di Mia, che Lara ha tenuto nascosta a tutti per più di vent'anni, sta finalmente per venire a galla.

Secondo romanzo di Monica Coppola che, dopo il suo esordio qualche anno fa con Viola Vertigini e Vaniglia - recensione qui -, torna con un nuovo lavoro pubblicato da un nuovo editore: la torinese Las Vegas Edizioni che si distingue per la ricercatezza delle sue pubblicazioni.
Un nuovo romanzo a distanza di anni in cui l'autrice mostra al lettore la stessa ironia con cui si era presentata all'esordio ma che mostra anche una crescita incredibile dal punto di vista dello stile e della storia che ci racconta.

mercoledì 10 aprile 2019

Recensione #296 - Mani calde di Giovanna Zucca

Buongiorno carissimi e buon mercoledì. Come state? Io quasi in partenza, mi aspetta un lunghissimo weekend all'insegna del migliore hockey inline europeo, ingatti da domani ad Asiago si giocherà la Champions League ed io e la mia famiglia andremo a tifare la squadra di mio nipote, approfittandone visto che quest'anno si gioca in Italia! Prima di mettermi a tirare insieme tutte le cose della famiglia voglio però lsciarvi la recensione del libro che ho finito di leggere stanotte, durante una delle mie solite ed interminabili sessioni di allattamento! E ancora mi chiedo: ma come fa chi non legge????
Il libro in questione è Mani calde di Giovanna Zucca, edito da Fazi Editore, pag. 250.

Sinossi: Davide ha nove anni e non ne vuole sapere di andare a comprare le cose per la scuola, la mamma insiste e quel banale tragitto tra l'abitazione e il negozio si rivelerà fatale. In coma, nel sonno in cui è costretto, Davide sente e "vede" le persone distraendosi con le storie degli altri: storie di ospedale, di chiacchiere in corsia, di infermiere e lotte fra medici, come quel "dottore antipatico" che tenterà l'impossibile per salvarlo. Un legame speciale fatto di empatia e sensazioni destinate a durare si formerà fra il medico e il ragazzino: eppure il primo è un uomo schivo, scorbutico, bravissimo nel proprio lavoro ma incapace di gestire ogni genere di rapporti umani; l'altro è pieno di vita ma immobile su un letto. Una storia semplice, dall'emozionante lieto fine, è al centro di questo romanzo a più voci che dà spazio ai sentimenti e ai tanti diversi personaggi che si ritroveranno uniti di fronte alla sofferenza. Il dramma dei pazienti e del loro amore per la vita in un libro forte, tenero, poetico.

Ci sono libri che scelgono noi, che finiscono per caso sul kindle grazie al servizio gratuito Prime Reading e che poi, in una delle tante notti frammentate dal piccolo neonato che deve mangiare decidono che saranno loro la prossima lettura, emanando un richiamo che supera tutti gli altri. Questo è quello che è successo con questo libro.