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sabato 29 gennaio 2022

5 Blogger per un autore #7 Valeria Corciolani - Recensione #426 - Il morso del ramarro



Buongiorno lettori, il tempo vola e, sembra ieri quando quasi per gioco in una chat a cinque nacque l'idea di questa rubrica invece si è già concluso il primo anno anno!!! Ma siccome ci siamo così tanto divertite a portare avanti questa rubrica, ci dovrete sopportare per un  altro anno perché Ombre di carta, Desperate Bookswife, La lettrice sulle nuvole, e Librintavola ed io siamo carichissime! In cosa consiste? Ogni due mesi leggiamo tutte un libro di uno stesso autore; un modo per ampliare i nostri orizzonti letterari e approcciarci tutte insieme ad autori che magari non avremmo considerato.

L'autrice per questo mese era Valeria Corciolani, ed io ho scelto Il morso del ramarro edito da Emma Books, pag. 369. Un'autrice che non conoscevo e che ho apprezzato tantissimo, di cui ho già letto anche un racconto subito dopo aver concluso questo primo libro.



Trama:
Tre ricchi rampolli annoiati che scelgono il furto d’appartamento per dare un guizzo d’adrenalina alle loro giornate vuote. Un professore raffinato e burbero, un farmacista latin lover, un capitano in pensione e un vispo pescatore decisi a portare a termine la loro impresa in barba all’età. Una badante peruviana che non sa più quale sia su casa. Un giovane medico del pronto soccorso alle prese con un inquietante mistero. Una mamma single alle prese con ex marito fedifrago, suocera complice, zia anziana, nuovi amori, figlia adolescente e due gemellini terribili.Persone diverse, ma con una cosa, anzi un luogo, in comune: la palazzina liberty in cui vivono, in una cittadina di mare. Lì prendono vita e si snodano le loro storie, i personaggi si annodano, i sentimenti si chiariscono e ci accompagnano con gustosa ironia alla soluzione dell’enigma. Che era partito da un semplice ciondolo. A forma di ramarro.


Devo dire che questa rubrica mi sta veramente aiutando a scoprire nuovi autori di cui credo non potrò più fare a meno!
È la prima volta che leggo qualcosa di questa autrice e devo ringraziare questa rubrica e quindi la collaborazione con le mie colleghe blogger perché probabilmente altrimenti non avrei mai scoperto questa penna italiana che, d'ora in poi, entrerà a far parte delle mie autrici da leggere.

martedì 9 novembre 2021

Recensione #414 - Giuditta e il Monsù di Costanza DiQuattro

Buongiorno lettori, come state? Io sono già stanca dell'autunno, del freddo e del buio perenne, per il resto tutto abbastanza bene. Oggi vi parlo di un romanzo che mi è stato proposto dall'ufficio stampa della casa editrice Baldini+Castoldi. Si tratta di un ritorno qui sul blog, quello di Costanza DiQuattro con il suo nuovo lavoro, Giuditta e il monsù, pag. 224.



Trama:
Ibla, 1884. A Palazzo Chiaramonte, una notte di maggio porta con sé due nascite anziché una soltanto. Fortunato, abbandonato davanti al portone, e Giuditta, l’ultima fimmina di quattro sorelle. Figlia del marchese Romualdo, tutto silenzi, assenze e donne che non si contano più, e di sua moglie Ottavia, dall’aria patibolare e la flemma altera, è proprio lei a segnare l’inizio di questa storia. Lambendo cortili assolati e stanze in penombra, cucine vissute ed estati indolenti, ricette tramandate e passioni ostinate, il romanzo si spinge fin dove il secolo volge, quando i genitori invecchiano e le picciridde crescono. C’è chi va in sposa a un parente e chi a Gesù Cristo, ma c’è pure chi l’amore, di quello che soffia sui cuori giovani, lo troverà lì dov’è sempre stato: a casa. 



Secondo libro che leggo di questa scrittrice, che non avrei conosciuto se la gentilissima addetta dell'ufficio stampa della casa editrice non me l'avesse proposta. Dopo Donnafugata - recensione qui - l'autrice ci riporta nella sua terra, la Sicilia.

sabato 30 ottobre 2021

Recensione #413 - Storie di ragazzi difettosi di Valentina Sagnibene

Buongiorno lettori, prima di immergermi in un weekend in cui spero ci possa essere porto anche per un po' di relax vi lascio la recensione di un libro uscito da poco. Si tratta di Storia di ragazzi difettosi di Valentina Sagnibene edito da Battello a vapore, pag. 246.


Trama:
Arianna vive con la zia, e dei genitori non sa nulla: questo è il pezzo che manca alla sua vita, che la fa sentire diversa. Difettosa. Un giorno conosce Mia, tredici anni come lei, ma per il resto del tutto diversa: Mia è spavalda, esuberante, non ha paura di dire la sua, anzi sembra non aver paura di niente. Nemmeno dei bulli del quartiere, che per la prima volta si trovano di fronte qualcuno che alza la testa e non vuole subire. Ma come insegnano le serie tv, niente è come sembra, e proprio lo scontro tra i bulli e le ragazze darà a ciascuno l'occasione per gettare la maschera e scoprirsi più vero. Fragile, imperfetto, eppure prezioso. Età di lettura: da 11 anni.





Se mi seguite sapete che ho letto tutti i libri di Valentina Sagnibene ed ognuno mi ha colpito per un motivo sempre diverso. Un'autrice poliedrica, capace di cambiare pelle per immedesimarsi in personaggi adulti, in quindicenni alle prese con i turbamenti dell'età ed ora, con questo nuovo romanzo in ragazzini di tredici anni con storie particolari capaci di colpire il lettore.

lunedì 2 agosto 2021

Recensione #402 - Cercasi amore vista lago di Virginia Bramati

Buongiorno lettori, come va? Ultima settimana cittadina per me, poi accenderemo il motore del camper e ce ne andremo nella nostra amata Sardegna. Voi cosa farete? Partirete? Starete a casa? Lavorerete? Prima di fuggire però vorrei cercare di organizzare il blog in modo da non lasciarlo sguarnito di recensioni. Ho letto diversi libri e devo solo programmare le recensioni quindi dovrei farcela!

Ma torniamo al post di oggi. Sono qui per lasciarvi la recensione del libro Cercasi amore vista lago di Virginia Bramati, edito da Giunti, pag. 231.


Trama:
 Bianca Maffei: 33 anni, una laurea in architettura e... una passione per i cantieri. Nonostante lavori da qualche anno in uno studio importante, Bianca non perde tempo in riunione con i capi ma adora mettersi scarponcini e caschetto e andare dove le gru lavorano e i carpentieri danno forma allo spazio. Bianca riesce a sentire la forma che la casa prenderà, a vederla quando ancora è fatta di pochi segni tracciati sul terreno, e questo la rende felice. Fino a che, con la crisi, non capita anche a lei di essere vittima di una "riorganizzazione"... Il solo lavoro che riesce a trovare è in un'agenzia immobiliare fuori città, nel paesino brianzolo di Verate. Lascia così il centro di Milano per mettersi alle dipendenze del geometra Volpe, pittoresco individuo dalle scarpe squadrate e dall'etica discutibile. Eppure, appena arrivata a Verate Bianca trova per sé un meraviglioso abbaino con vista fiume, proprio sopra la mitica Osteria Moretti dove le oche bianche chiacchierano con gli avventori e basta ascoltare attentamente per sapere tutto quello che accade in paese. Sarà proprio lì, all'ombra della plumbago in fiore, che Bianca scoprirà i piani di un immobiliarista senza scrupoli. Sarà proprio da lì che partirà, armata solo del suo "fiuto" segreto, per una nuova avventura che la condurrà fino alla casa più meravigliosa che potesse immaginare...

Per anni Baba Desperate Bookswife mi ha incitato a leggere questa autrice, una delle sue preferite. Per anni ho creduto che i suoi libri fossero troppo rosa per me (forse per i troppi cuori in copertina dei primi volumi mi hanno depistato), fatto sta che per anni mi sono privata di leggere questi libri che, invece, sono totalmente nelle mie corde.
Non sto andando in ordine - e questo è molto strano per me! - ma forse proprio per questo mi sto godendo dei particolari in più perché scopro la nascita di situazioni che in altri libri avevo già incontrato e mi vengono svelati dettagli dei personaggi che forse non avrei apprezzato allo stesso modo.

lunedì 30 novembre 2020

Recensione #379 - Donnafugata di Costanza DiQuattro

Buongiorno lettori, ultimo lunedì di novembre che ci porta, più velocemente di quanto mi sarei aspettata, verso la fine di questo anno infausto. Per cominciare bene la settimana e concludere il mese, vi lascio la recensione del libro Donnafugata di Costanza DiQuattro edito da Baldini+Castoldi - che ringrazio per la copia - pag. 208.

Trama: Donnafugata è un luogo, a due passi da Ragusa, tra carrubi secolari, muri a secco e
campagna scoscesa. Donnafugata è un tempo, l'Ottocento, tra dominazione borbonica, moti di fierezza popolare e alba della dignità operaia. Donnafugata è un casato, tra i più antichi di Ibla, che di quella terra e quei giorni incarna gioie, patimenti e futuro. Alla sua testa c'è lui, il barone Corrado Arezzo De Spucches, di cui il libro è quasi un diario privato: da quando, ginocchia sbucciate e balia Annetta appresso, scappava bambino da don Gaudenzio e quella camurria del suo rosario; agli anni in cui, ragazzo, compie gli studi a Palermo e lì fa sua la voglia di rivoluzione; a quelli in cui, marito, padre e poi nonno, vive e invecchia «circondato dalle fimmini», amandole tutte teneramente e sopravvivendogli con il cuore spaccato. Prefazione di Giuseppina Torregrossa.
Un amore viscerale mi lega alla Sicilia - la terra di mia madre - e difficilmente riesco a girarmi dall'altra parte quando sulla mia strada trovo un romanzo ambientato in quei luoghi. E non ho potuto farlo neanche con Donnafugata.

giovedì 8 ottobre 2020

Recensione #372 IN ANTEPRIMA e presentazione del romanzo - Sul filo dell'acqua di Sara Rattaro

Buongiorno caarissimi, come state? Io finalmente riesco a tornare qui a condividere con voi il mio pensiero su un libro in uscita oggi in tutte le librerie e negli store online. Si tratta del romanzo Sul filo dell'acqua di Sara Rattaro edito da Solferino, pag. 173.

Trama: Chiara era in auto, bloccata dalla piena. Giulia era nel negozio dei suoi genitori, ne sono
usciti vivi per miracolo. Anna era a casa, ma suo marito era fuori con i soccorritori, purtroppo. Angela non era in città e non sapeva che anche a lei quel devastante diluvio avrebbe portato via qualcosa. Dal terribile 4 novembre in cui ogni argine ha ceduto e Genova è stata travolta dall’acqua è passato un anno. La sera in cui Chiara si scontra con Anna al ristorante, e Anna deve correre via perché Giulia sta per partorire, ognuna delle protagoniste si trova davanti alle conseguenze delle proprie scelte di quei mesi, e dei propri incontri. C’è Andrea che ha perso un amico, Enea che ha rinunciato a un amore, Marco che ha consumato un addio e Carlo che ha trovato… Giulia. E il cerchio si chiude. Otto vite si rincorrono, si mescolano, si scambiano come piccoli vortici, sul filo dell’acqua. Il nuovo libro di Sara Rattaro, in un originale e avvincente intreccio di trame e sentimenti, rende omaggio a una città, Genova, e a una grande dote umana, la resilienza. Un romanzo luminoso e profondo che ha la qualità del mare e della pioggia: porta in sé il senso della vita, della morte e della rinascita.

Sara Rattaro, se mi seguite sapete che di suo ho letto quasi tutto - mi mancano i libri per ragazzi e lo scorso libro - e quindi conoscete bene la mia predisposizione verso questa autrice. Ogni volta mi dico che sicuramente non potrà farmi ancora lo stesso effetto - quello di un tornado che spazza via tutto e lascia attoniti - e invece eccomi qui, devastata, ancora una volta.

lunedì 10 agosto 2020

Recensione #369 - Lo chiamarono Gigi Potter di Daniela Carelli

Buongiorno lettori, come state? Mentre leggerete questo post io sarò in viaggio, direzione Santa Caterina Valfurva, per la prima parte della mia vacanza. Vacanze alternative quest'anno, resteremo dieci giorni in montagna, in Lombardia, per aiutare la nostra bella e amata regione e poi boh, altri dieci giorni ancora da decidare... il bello della vita da camperisti. Prima di mettere in pausa il blog per una sana pausa rigenerante, ci tenevo a lasciarvi il mio pensiero sul romanzo Lo chiamarono Gigi Potter di Daniela Carelli - che ringrazio per la copia cartacea - autopubblicato, pag. 275.

Trama: Gigi ha undici anni. È nato a Napoli e dall'età di un anno vive a Milano. Tanto la sua gemella eterozigote quanto i suoi compagni di quinta elementare, lo hanno bollato come secchione a causa della fervida immaginazione e dell'amore per la lettura in generale, e di Harry Potter in particolare, di cui si considera un po' l'alter ego. La vita cambia radicalmente quando suo padre Antonio sorprende i suoi familiari con l'annuncio di un imminente trasferimento a Napoli grazie a un'assunzione come capo-custode di Castel Nuovo - più conosciuto come Maschio Angioino -, dove risiederanno. Inizia così per Gigi una sorta di sogno ad occhi aperti in cui le similitudini tra la sua nuova vita e l'universo di Harry Potter sembrano incredibilmente collimare: Napoli, con le peculiarità che la caratterizzano, diventa il suo mondo magico. Ama la nuova scuola, i compagni, e il castello, popolato da mostri leggendari e fantasmi illustri. Ma come il mondo magico anche la città ha dei lati oscuri che si rivelano il giorno in cui Gigi si scontra con la morte. Una fiaba per adulti in bilico tra leggerezza e poesia, in cui arte, brutalità, sogni e leggende si sovrappongono alla realtà per raccontare lo scontro/incontro tra il mondo adulto e quello adolescenziale, e in cui le diversità vengono indagate e descritte in un'alternanza di chiaroscuri.

Ho conosciuto Daniela Carelli due anni fa, durante una presentazione. Presentava il suo Mosaico napoletano, edito da Segmenti editore, recensione qui. Mi ha conquistato il suo stile di scrittura e quando, qualche settimana fa, mi ha contattato per chiedermi se avessi il piacere di leggere il suo nuovo lavoro, non ho avuto dubbi ed ho subito accettato entusiasta.
Dopo diversi romanzi pubblicati con piccole case editrici, quest'anno Daniela ha deciso di provare a volare con le sue gambe pubblicando con Amazon il suo ultimo nato. Una sfida che sono sicura vincerà senza problemi.

venerdì 2 agosto 2019

Letture con Marina #69 - Recensione de La misura imperfetta del tempo di Monica Coppola

Buongiorno carissimi, eccezionalmente anche questo venerdì torna Marina, con la recensione di un libro a cui io tengo molto, si tratta de La misura imperfetta del tempo di Monica Coppola che ho letto e recensito qui.

Avrebbe potuto essere il solito libro femminil-generazionale…

Titolo: La misura imperfetta del tempo
Autore: Monica Coppola
Casa editrice: Las Vegas Edizioni, 2019
Pagine: 221
Sinossi: Una famiglia, tre donne di tre generazioni diverse e un vecchio segreto che sta per essere rivelato. Mia ha ventidue anni e lotta perennemente con ansie e insicurezze. È cresciuta nella periferia torinese con i nonni materni, senza sapere nulla dell'identità del padre. La nonna, Zita, è vivace e dinamica ma ora deve superare il lutto per la recente morte del marito. La madre, Lara, ha anteposto la carriera all'istinto materno e vive a Milano dove coltiva ambizioni e amanti conosciuti online. Durante una vacanza alle terme, Zita incontra Santo, accetta il suo corteggiamento e ricomincia a vivere. Questa sua scelta destabilizza Mia che, ancora legata al ricordo del nonno, inizia a ostacolare la relazione. E riporta Lara a Torino, per capire cosa stia succedendo tra nonna e nipote. Quando le tre si ritrovano, il confronto sfocia in un aspro litigio, ma la verità sul padre di Mia, che Lara ha tenuto nascosta a tutti per più di vent'anni, sta finalmente per venire a galla.


RECENSIONE:

giovedì 27 giugno 2019

Recensione #309 - Swinging Giulia di Jonne Bertola

Buongiorno carissimi, eccomi di nuovo qui con una recensione. Ieri vi ho parlato delle novità Morellini Editore - qui - ed oggi vi parlo proprio di uno di quei romanzi. Si tratta di Swinging Giulia di Jonne  Bertola edito da Morellini Editore, pag. 164.

Sinossi: Giulia e Nina. Nonna e nipote. Nina, che ha perso presto la madre, è sempre cresciuta con Giulia, brillante giornalista della swinging London degli anni Sessanta. Tra loro due non ci sono segreti. O almeno è quello che pensano. Giulia, colpita da una transitoria amnesia, rivela qualcosa che mette Nina sulle tracce del passato "sepolto" della nonna. Ma anche la giovane nipote ha una sua verità nascosta: una ferita troppo intima per parlarne, e che riuscirà a dare in pasto all'occhio vampiresco della macchina da presa. Due piani temporali che si intrecciano continuamente, sullo sfondo della Milano attuale e degli anni Sessanta, e di una Londra frizzante che fa capolino dai ricordi. La vicenda porterà entrambe le protagoniste a confrontarsi con la propria storia, perché «le nostre storie prendono senso da come le facciamo stare nel mondo insieme a quelle degli altri, e questo è forse il senso di tutte le nostre vite. Di noi, che siamo tutti "in affitto" su questa Terra...».

Due donne: Giulia nonna, Nina nipote. 
Giulia ha appena avuto un incidente che l'ha portata ad una condizione di amnesia temporanea. Non ricorda nulla dell'incidente, del prima e del dopo ma ricorda benissimo il suo passato, un passato che per moltissimo tempo ha cercato di dimenticare e che invece ritorna prepotentemente a chiedere il conto.
Nina, cresciuta dai nonni, crede di conoscere tutto su Giulia finché, proprio durante la sua convalescenza, questa fa un nome, Rudy, un nome che mai aveva sentito nominare dalla nonna e che sembra aver avuto un ruolo molto importante nel suo passato.

giovedì 13 giugno 2019

Recensione #304 - La misura imperfetta del tempo di Monica Coppola

Hola! Come state? Io mi sto impegnando ad accendere il PC non appena ho qualche minuto libero e per il momento sto riuscendo nel mio intento. Ho troppa voglia di parlare con voi delle mie letture quindi eccomi qui.
Oggi torno con la recensione del libro La misura imperfetta del tempo di Monica Coppola edito da Las Vegas Edizioni, pag. 221.

Sinossi: Una famiglia, tre donne di tre generazioni diverse e un vecchio segreto che sta per essere rivelato. Mia ha ventidue anni e lotta perennemente con ansie e insicurezze. È cresciuta nella periferia torinese con i nonni materni, senza sapere nulla dell'identità del padre. La nonna, Zita, è vivace e dinamica ma ora deve superare il lutto per la recente morte del marito. La madre, Lara, ha anteposto la carriera all'istinto materno e vive a Milano dove coltiva ambizioni e amanti conosciuti online. Durante una vacanza alle terme, Zita incontra Santo, accetta il suo corteggiamento e ricomincia a vivere. Questa sua scelta destabilizza Mia che, ancora legata al ricordo del nonno, inizia a ostacolare la relazione. E riporta Lara a Torino, per capire cosa stia succedendo tra nonna e nipote. Quando le tre si ritrovano, il confronto sfocia in un aspro litigio, ma la verità sul padre di Mia, che Lara ha tenuto nascosta a tutti per più di vent'anni, sta finalmente per venire a galla.

Secondo romanzo di Monica Coppola che, dopo il suo esordio qualche anno fa con Viola Vertigini e Vaniglia - recensione qui -, torna con un nuovo lavoro pubblicato da un nuovo editore: la torinese Las Vegas Edizioni che si distingue per la ricercatezza delle sue pubblicazioni.
Un nuovo romanzo a distanza di anni in cui l'autrice mostra al lettore la stessa ironia con cui si era presentata all'esordio ma che mostra anche una crescita incredibile dal punto di vista dello stile e della storia che ci racconta.

mercoledì 29 maggio 2019

Blogtour - La turista italiana di Maria Tina Bruno - Tappa 3 - Approfondimento su: Alekos

Buongiorno lettori, come state? Dopo Il salotto del gatto libraio e Desperate Bookswife, oggi tocca a me parlarvi del libro La turista italiana di Maria Tina Bruno edito da Pop Edizioni, un nuovissimo progetto editoriale di cui potete trovare qualche notizia in più cliccando qui.


Prima di lasciarvi al post di oggi vi ricordo le tappe del blogtour:

27/05 - PRIMA TAPPA - Presentazione libro - Il salotto del gatto libraio
28/05 - SECONDA TAPPA - Approfondimento su: Claudia - Desperate Bookswife
29/05 - TERZA TAPPA - Approfondimento su: Alekos - Un libro per amico
30/05 - QUARTA TAPPA - Ambientazione - Audrey in Wonderland
31/05 - QUINTA TAPPA - Intervista all'autrice - Lucrezia Scali

Il mio compito è quello di parlarvi del protagonista maschile di questo romanzo quindi bando alle ciance.

martedì 28 maggio 2019

Recensione #301 - Mariti, raccolta di racconti edita da Piemme

Buongiorno lettori, oggi vi parlerò di un libro speciale, che ho anche avuto l'onore di presentare al Festival Letterario Libri al Leu che, da due anni a questa parte, organizzo insieme a Baba del blog Desperate Bookswife quindi non mi dilungo e vi lascio al mio pensiero su Mariti raccolta di 26 racconti scritti da altrettante autrici edito da Piemme, pag. 290.

Sinossi: Coniugi, compagni di vita, grandi amori: "Mariti", la nuova raccolta delle autrici di "Cuori di pietra" e "Il bicchiere mezzo pieno" propone tante storie e tante scritture diverse per raccontare, in un caleidoscopio di personaggi e avventure, tutte le sfaccettature del rapporto a due. Un network di donne che si impegna a favore di altre donne, perché le parole diventino azioni e, in questo caso, buone azioni. Parlare di un argomento caro e noto a tutte, i mariti, per divertire, commuovere, far riflettere chi legge e per portare ancora qualche aiuto alle donne che, con o senza marito, ancora devono lottare per veder realizzato anche il desiderio più scontato. Dalla fuga romanzesca di Agatha Christie a una moglie seriale che viene ripetutamente abbandonata, dalla visione matrimoniale di Cleopatra alla passione di Frida Kahlo, dalla donna che visse due matrimoni opposti con il desiderio di fuggire da entrambi alla possibilità di trovare la felicità dove non ci saremmo mai aspettati, ventisei nuove storie ironiche, drammatiche, reali o di finzione per raccontare amore e disamore. Le Autrici: Paola Barbato, Alice Basso, Danila Bonito, Daniela Brancati, Annarita Briganti, Luisa Ciuni, Maria Corbi, Donatella Diamanti, Tiziana Ferrario, Barbara Garlaschelli, Laura Laurenzi, Dacia Maraini, Patrizia Sardo Marras, Elena Mora, Valeria Palumbo, Maria Rita Parsi, Bianca Pitzorno, Anna Premoli, Rosellina Salemi, Nicoletta Sipos, Simona Sparaco, Neliana Tersigni, Rosa Teruzzi, Annamaria Testa, Silvia Vaccarezza, Nicoletta Vallorani. Con la prefazione di Sveva Casati Modignani. Un libro di donne per le donne: i diritti d'autore di questa antologia sono interamente devoluti al nuovo centro di formazione aperto a Varanasi (India) dalla non profit indiana Samparc e dalla fondazione italiana Belladona. Il centro offre alle bambine l'istruzione necessaria per conquistare un'autonomia ed evitare così la piaga dei matrimoni precoci che espongono piccole di 10-12 anni a violenza domestica e abusi sessuali. In particolare, l'acquisto di questo volume contribuisce a creare un primo laboratorio di informatica.
Dopo Cuori di pietra e Il bicchiere mezzo pieno, Mariti è il terzo libro scritto da donne per le donne. Un progetto editoriale in cui tutti i proventi saranno devoluti in beneficienza per la costruzione di un centro di formazione a Varanasi (India) che possa offrire alle bambine l'istruzione necessaria per conquisare l'autonomia ed evitare la piaga dei matrimoni precoci che espongono piccole di 10-12 anni a violenza domestica e abusi sessuali.

venerdì 24 maggio 2019

Letture con Marina #64 - Recensione del libro Il bistrò dei libri e dei sogni di Rossella Calabrò

Buongiorno lettori, purtroppo nel caos delle ultime settimane è anche saltata la rubrica di Marina venerdì scorso quindi eccoci qui con una puntata speciale!


Buongiorno a Voi!, in questo Maggio novembrino, dove pioggia e freddo hanno prevaricato la primavera che ci aspettavamo – spadroneggiando un po’ dappertutto. Sarà l’età che avanza o i molti impegni, fatto sta che mi sono persa un venerdì… che Defoe se la prenda a male, dite? Io non credo e anzi, secondo me, avrebbe gradito accoccolarsi davanti al fuoco in una poltrona, meglio ancora si sarebbe trovato a...
 
IL BISTRO’ DEI LIBRI E DEI SOGNI
 

Titolo: Il bistrò dei libri e dei sogni
Autore: Rossella Calabrò
Casa editrice: Sperling & Kupfer, 2018
Pagine: 252
Descrizione: Nel cuore di Milano c'è un delizioso bistrò, con grandi librerie di legno da cui si affacciano centinaia di volumi e l'aria che profuma di torte. Il posto ideale per rilassarsi sorseggiando del tè o magari, con un calice di vino bianco in mano, chiacchierare, lavorare, e intanto lasciarsi consigliare romanzi, saggi, fumetti da Petra, la proprietaria: quarant'anni da un po' e una disordinata massa di capelli che porta con orgoglio. Ogni giovedì sera, nella luce soffusa del suo Bistrò dei Libri e dei Sogni, Petra ospita un corso di Scrittura Creativa. Con lei, Armando, medico in pensione novantenne, dall'animo frivolo e lo sguardo da bambino, appassionato di tip-tap; Blanche, boccoli in stile Shirley Temple, architetto mancato, di mestiere imbianchina e ideatrice di fiabe; Linda, domestica e babysitter dal sorriso cauto e lo sguardo saggio da divinità inca; e poi lui, Dylan Altieri, l'eccentrico e affascinante insegnante. Alto, dinoccolato, occhi azzurri, viso scarno e capelli folti, appena brizzolati, e l'aria di chi ha sempre occupato posti di comando e che ora ha scoperto la meraviglia di perdersi in un sorso di cioccolata calda, accoccolato in una poltroncina anni Venti di un bistrò. Cinque bizzarri quanto speciali protagonisti, ognuno alla ricerca del proprio sogno tra le pagine di un libro. Perché i libri, si sa, sono degli incredibili, splendidi, stupefacenti contenitori di sogni: i sogni di chi li scrive, e i sogni di chi li legge.


RECENSIONE:

giovedì 23 maggio 2019

Recensione #300 - Lena e la tempesta di Alessia Gazzola

Buongiorno lettori, eccomi di nuovo qui con una recensione.
Vi parlo del libro Lena e la tempesta di Alessia Gazzola, edito da Garzanti, pag. 186.

Sinossi: Si dice che ciascuno di noi, nel corso della propria vita, accumuli in media tredici segreti. Di questi, solo cinque sono davvero inconfessabili. Lena ne ha soltanto uno, ma si fa sentire dentro come se ne valesse mille. E per quanto si sforzi di dimenticarlo, è inevitabile per lei ripensarci mentre dal traghetto scorge l'isola di Levura, meta del suo viaggio. Levura, frastagliata e selvaggia, dove ha passato le estati indimenticabili della sua giovinezza. Dove non ha più rimesso piede da quando aveva quindici anni. Da quando ogni cosa è cambiata. Ora suo padre le ha regalato la casa di famiglia e lei ha deciso di affittarla per dare una svolta alla sua esistenza. Perché si sente alla deriva, come una barca persa tra le onde. Perché il suo lavoro di illustratrice, che ama, è ad un vicolo cieco. Lena non sarebbe mai voluta tornare a Levura, non sarebbe mai voluta tornare tra quelle mura. Ma è l'unica possibilità che ha. Mentre apre le finestre arrugginite e il vento che sa di mare fa muovere le tende, i momenti trascorsi dell'ultima vacanza lì riaffiorano piano piano: le chiacchierate, gli schizzi d'acqua sul viso, le passeggiate sulla spiaggia. E insieme il ricordo di quel giorno impresso a fuoco nella sua mente. II suo progetto è quello di stare sull'isola solo qualche giorno, trovare degli affittuari e ricominciare altrove tutto quello che c'è da ricominciare. Eppure nulla va come aveva immaginato. Lena non sa che quei giorni che abbronzano il suo viso chiaro e delicato saranno per lei molto di più. Ancora non sa che ci si può proteggere dalle emozioni con una corazza, ma c'è sempre qualcuno pronto a scalfirla, come Tommaso l'affascinante ragazzo che giorno dopo giorno la aiuterà a capire chi vuole essere davvero. Non sa che la verità ha mille sfumature. Che nulla è davvero inconfessabile perché la colpa spesso non è dove credevamo che fosse.
Un'autrice, Alessia Gazzola, di cui lessi L'allieva cinque anni fa, un libro che non mi dispiacque ma che non mi ammaliò come invece mi aspettavo visto le recensioni super positive. Dopo quella volta non ho più letto nulla, nè i libri successivi di quella serie, nè i romanzi autoconclusivi che la Gazzola ha scritto negli anni ma questo libro mi ha talmente incuriosito che ho deciso di leggerlo e il risultato è stato positivo.

lunedì 7 gennaio 2019

Recensione #274 - So che un giorno tornerai di Luca Bianchini

Buongiorno lettori, finite le feste si ritorna alla solita vita e, sigh, si rientra al lavoro. Non ero pronta a questo momento ma, mi chiedo, chi lo è?
Dopo una pausa rigenerante oggi torno con una recensione, quella del libro So che un giorno tornerai di Luca Bianchini edito da Mondadori, 264 pagine.

Sinossi: Angela non ha ancora vent'anni quando diventa madre, una mattina a Trieste alla fine degli anni Sessanta. Pasquale, il suo grande amore, è un "jeansinaro" calabrese, un mercante di jeans, affascinante e già sposato. Lui le ha fatto una promessa: "Se sarà maschio, lo riconoscerò". Angela fa tutti gli scongiuri del caso ma nasce una femmina: Emma. Pasquale fugge immediatamente dalle sue responsabilità, lasciando Angela crescere la bambina da sola insieme alla sua famiglia numerosa e sgangherata. I Pipan sono capitanati da un nonno che rimpiange il dominio austriaco, una nonna che prepara le zuppe e quattro zii: uno serio, un playboy e due gemelli diversi che si alternano a fare da babysitter a Emma. Lei sarà la figlia di tutti e di nessuno e crescerà così, libera e anticonformista, come la Trieste in cui vive, in quella terra di confine tra cielo e mare, Italia e Jugoslavia. Fino al giorno in cui deciderà di mettersi sulle tracce di suo padre, e per lui questa sarà l'occasione per rivedere Angela, che non ha mai dimenticato.


Avevo lasciato Luca Bianchini ai tempi di Dimmi che credi al destino, unico suo romanzo che non mi aveva per nulla convinto, e da allora ho sempre avuto paura a riapprocciarmi a lui perchè quando ami profondamente un autore non puoi credere che abbia perso il proprio smalto. Ho quindi aspettato, fatto passare tempo, e sono arrivata ad oggi e a questo ultimo lavoro.
Ed ho ritrovato lui, l'autore che sa farmi emozionare ma anche ridere di gusto, quello che sa creare dei personaggi godibili, realistici e capaci di restare nel cuore.

giovedì 26 aprile 2018

Coming soon #38 - La scrittrice del mistero di Alice Basso

Buongiorno lettori e buon luned.... opsss giovedì! Ma quanto è bello ricominciare la settimana dopo un giorno di festa e sapere che si avranno davanti solo due giorni prima di un bel ponte rigenerante? Io non vedo l'ora anche perchè ieri ero invitata ad una comunione quindi sono uscita di casa alle 10 del mattino e ci ho rimesso piede alle 20 la sera... bellissimo ma parecchio stancante! Ma torniamo a noi o meglio a voi...
Cosa ci fate seduti davanti allo schermo? Perchè non siete in libreria? Ora da bravi leggete questo post e poi correte in quella più vicina e comprate il libro di cui sono qui a parlare, perchè esce proprio oggi. E se leggendo questo post vi renderete conto di non aver mai letto nulla di questa autrice, andate in libreria e comprate oltre a questo i tre precedenti della serie, che non si può proprio stare senza. Ok, cercherò di essere più chiara. Ecco di cosa sto parlando!
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Titolo: La scrittrice del mistero
Autore: Alice Basso
Genere: Narrativa

Pagine: 320
Costo: 17.90 €
Pubblicazione: 26 aprile 2018 - Garzanti

Descrizione:
Per Vani fare la ghostwriter è il lavoro ideale. Non solo perché le permette di restarsene chiusa in casa a scrivere, incompagnia dei suoi libri e lontano dal resto dell’umanità, per la quale non prova grande simpatia. Ma soprattutto perché così può sfruttare al meglio il suo dono di capire al volo le persone, di emulare i loro gesti, di anticipare i loro pensieri, di ricreare perfettamente il loro stile di scrittura. Un’empatia innata dalla quale trae puntualmente vantaggio il capo della casa editrice per cui Vani lavora. Lui sa che solo la sua ghostwriter d’eccezione è in grado di mettersi nei panni di uno dei più famosi autori di thriller del mondo; perché adora i padri del genere giallo, da Dashiell Hammett a Ian Fleming passando per Patricia Highsmith. Del resto Vani è la migliore e, se deve scrivere di misteri, lo è ancora di più. Persino la polizia si è accorta delle sue doti intuitive e ha chiesto la sua collaborazione. E non è un commissario qualsiasi ad averlo fatto, bensì Berganza, la copia vivente dei detective di Raymond Chandler: fascino da vendere, impermeabile beige e sigaretta sempre in bocca. Sono mesi ormai che Vani e Berganza indagano a braccetto. Ma tra un interrogatorio e l’altro, tra un colpo di genio e l’altro, qualcosa dipiù profondo sembra unirli: altrimenti Vani non saprebbe come spiegare i crampi allo stomaco che sente ogni volta che sono insieme. Eppure la vita di una ghostwriter non ha nulla a che fare con un romanzo rosa, l’happy ending va conquistato, agognato, sospirato. E il nuovo caso su cui Vani si trova a lavorare è molto più personale di altri: qualcuno minaccia di morte Riccardo, il suo ex fidanzato. Superare l’astio che prova per lui e decidere di aiutarlo è difficile, ma Vani sta per scoprire che la mente umana ha abissi oscuri e può tessere trame più ordite del più fantasioso degli scrittori.
Grazie a una protagonista unica nel suo genere, Alice Basso si è fatta amare da lettori e librai. Le sue storie a tinte gialle, costellate di citazioni letterarie, creano dipendenza. Dopo il successo di L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, Scrivere è un mestiere pericoloso e Non ditelo allo scrittore, un nuovo imperdibile romanzo in cui dare vita a un libro, risolvere un caso e accettare di essere innamorati sono tre passi complicati ma insolitamente legati tra di loro.


L'autrice: Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora perdiverse case editrici come redattrice, traduttrice, valutatrice di proposte editoriali. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni, canta e scrive canzoni per un paio di rock band. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne. Con Garzanti ha pubblicato le altre avventure della ghostwriter Vani, L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, Scrivere è un mestiere pericoloso e Non ditelo allo scrittore.

Incipit: 
 Una voce che gira riguardo alla carta è che sia sincera.
«Lo metto per iscritto.» «È nero su bianco.» «Verba volant, scripta manent.» Sembra quasi che qualcosa sia più vero per il solo fatto di comparire su un foglio. «È così, l’ho letto.» «Carta canta.» «Guarda che ti leggo dentro, per me sei come un libro aperto.» «Ma dove sta scritto?» Se vuoi che qualcosa assuma i contorni della verità – che io per qualche ragione immagino spessi e marcati come in Uniposca nero, o come i profili della Chiesa di Auvers di Van Gogh – devi scriverlo da qualche parte.
E vale ovunque, eh. Sul lavoro: «Chiamalo o fissaci un appuntamento, sai, il rapporto umano, è sempre meglio parlarsi di persona», dice il capo di nuova generazione, però poi aggiunge: «Ma dopo ricordati di mandare un’e-mail per riassumere quello che vi siete detti» (l’e-mail vale come carta, oggi, facciamocene una ragione: è sempre parola scritta che lascia traccia, i pixel sono la nuova cellulosa).
Nei rapporti privati: «La nonna di Angelo è morta», «Mandagli un telegramma»; «Anna e Gerardo si sposano», «Cerco un biglietto d’auguri». Come se tre parole di circostanza, ma per iscritto, levassero il dubbio che ci rammarichiamo o rallegriamo più di quanto farebbe una telefonata o l’espressione della nostra stupida faccia.
Per non parlare delle relazioni sentimentali: dal «Volevo mettere le cose in chiaro, così gli ho scritto una lettera», fino al famigerato: «Mi ha lasciato con un Post-it (o con un messaggio via WhatsApp): diceva semplicemente è finita.»
Barbaro perché brutale. Brutale perché sincero.
Nero su bianco. Bam. 
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Se vi siete persi le mie recensioni dei libri precedenti potete recuperarle cliccando sui titoli qui sotto:

1. L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
2. Scrivere è un mestiere pericoloso
3. Non ditelo allo scrittore

Ora non vi resta che correre in libreria a ritrovare o a fare la conoscenza di Vani!!!


martedì 27 febbraio 2018

Recensione #229 - Uomini che restano di Sara Rattaro

Buonasera carissimi, torno dopo qualche giorno di latitanza. Ho avuto dei giorni molto frenetici al lavoro dovuti a delle consegne imminenti e questo ha, per forza di cose, ridotto ancora di più la mia voglia di accendere il PC una volta arrivata a casa. Nel frattempo però ho letto quindi eccomi qui con una nuova recensione, quella del libro Uomini che restano di Sara Rattaro, edito da Sperling & Kupfer - che ringrazio per la copia - 264 pagine.

Sinossi: All’inizio non si accorgono nemmeno l’una dell’altra, ognuna rapita dal panorama di Genova. Fosca e Valeria s’incontrano per caso, sul tetto di un palazzo dove entrambe si sono rifugiate nel tentativo di sfuggire al senso di abbandono che a volte la vita ti consegna a sorpresa, senza chiederti se ti senti pronta. Fosca è scappata da Milano e dalla confessione scioccante con cui suo marito ha messo fine in un istante alla loro storia, una verità che per anni ha taciuto a lei, a tutti, persino a se stesso. Valeria nasconde sotto un caschetto perfetto e un sorriso solare i segni di una malattia che sta affrontando senza il conforto dell’uomo che amava, perché lui non è disposto a condividere con lei anche la cattiva sorte. Quel vuoto le avvicina, ma a unirle più profondamente sarà ben presto un’amicizia vera, di quelle che fanno sentire a casa. Perché la stessa vita che, senza preavviso, ti strappa ciò a cui tieni, non esita a stupirti con tutto il buono che può nascondersi dietro una fine.

Eccomi nuovamente qui a parlare di un libro di Sara Rattaro, l'ultimo scritto per la precisione. Ormai è diventato un appuntamento fisso, quando uno dei suoi libri arriva sugli scaffali delle librerie.
Sara è una dei miei punti fissi, i suoi libri sono una garanzia. Ogni volta inizio a leggere e so che fino a quando non leggerò l'ultima parola non riuscirò a staccarmene. Questo è il potere che Sara ha su di me, la capacità di rapirmi con le sue storie.
Anche questa volta non affronta un tema semplice. Due donne, due abbandoni, due storie molto simili ma anche assolutamente diverse.
Fosca e Lorenzo sono sposati, stanno insieme dall'università ed il loro futuro sembra, già da allora, segnato, destinati a stare insieme. Una coppia normale in cui però uno dei due vive nella menzogna: Lorenzo ha un segreto che non può più mantenere, un segreto che decide di rivelare a Fosca nel momento sbagliato, spiazzandola e gettandola nella disperazione più assoluta.
Anche Valeria e Sergio sono una coppia, anche Sergio ha un segreto e anche il suo segreto viene fuori nel momento sbagliato, complice l'intuito femminile che, anche nei libri, la sa lunga. Lui coglie l'attimo, scappa via da una situazione difficile che comprende una moglie malata, capelli che cadono e terapie che annientano. Lo fa da codardo, impossibile giustificarlo.
Fosca e Valeria sono due donne sole, accomunate da un tradimento ma, soprattutto, dalla necessità di conforto. È il destino a volerle amiche, lasciando ad ognuna il compito di mettere da parte un po' se stessa per l'altra, permettendo ad ognuna di riflettere sulla propria vita, sulle proprie mancanze, sul proprio futuro. Sono Fosca e Valeria ad alternare le loro voci raccontando al lettore, in prima persona, la loro storia.
Sono le donne le protagoniste di questo romanzo, ma lo sono anche gli uomini, lo è l'amicizia, lo è l'amore, lo è la malattia. Come sempre Sara ci regala storie comuni, storie che potrebbero capitare a chiunque, protagonisti in cui chiunque può immedesimarsi. E lo fa con semplicità, quella che di chi con le parole ci sa fare, quella di chi attraverso le parole sa far riflettere.
I suoi personaggi non sono mai buttati lì a caso, ognuno di loro ha sempre un ruolo preciso ed essenziale, ognuno con i suoi difetti ed i suoi pregi.
È paradossale come quelli che dovrebbero essere i personaggi da odiare diventino, nei libri di questa autrice, i personaggi che più fanno breccia dentro al cuore. Mi è successo nei libri passati e mi è successo anche in questo. Come non amare Lorenzo, il suo trambusto interiore, il suo cercare di essere l'uomo perfetto per l'unica donna possibile? Come non entrare in empatia con lui e con il suo difficile ruolo di uomo, marito, figlio? Non sono molti gli autori capaci di fare questo.
Di Sara ritroviamo anche le parti in corsivo che focalizzano l'attenzione del lettore; parti in corsivo che, come negli altri libri, rappresentano i pensieri dei protagonisti ma che, in questo caso, rappresentano anche una novità dando voce alla città in cui la storia è ambientata: Genova, la città dell'autrice. Elementi che contraddistinguono uno stile e che mi permettono ogni volta di sentirmi a casa, al sicuro, proprio come i capitoli finali in cui l'autrice cambia registro e lascia spazio al pensiero degli uomini - in questo caso Ale, il medico amico di Valeria, e a Lorenzo - regalandoci un altro punto di vista, piccoli tasselli che aiutano a dar un senso di completo alla storia.
Allora, direte voi, come mai questo libro non prende il massimo dei voti? Semplice, purtroppo questa volta, a differenza di quanto accaduto con i libri precedenti, il mio coinvolgimento emotivo è stato inferiore; non ho pianto, non ho sofferto, non mi si è lacerato il cuore come sempre invece mi succedeva con questa autrice. Nonostante io abbia letto avidamente, nonostante le parole scorressero come treni sotto i miei occhi e la voglia di arrivare alla fine non mi sia mai mancata sono rimasta una spettatrice e non sono riuscita a diventare protagonista. 
Una storia che comunque consiglio perchè, si sa, le emozioni dipendono tantissimo anche dal vissuto, dal momento in cui un libro viene letto, dal periodo in cui ci si trova; insomma, sono tropppo soggettive per essere universali. La storia invece, quella c'è, regge, è ben costruita e aiuta a riflettere!

VOTO:


mercoledì 21 febbraio 2018

Coming soon #34 - Un ragazzo normale di Lorenzo Marone

Buongiorno lettori! Siamo già arrivati a metà settimana e a pochi giorni dalla fine del mese di febbraio che, non so per voi, ma per ve è letteralmente volato via senza che me ne accorgessi. Oggi torno per parlarvi di un libro in uscita domani.
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Titolo: Un ragazzo normale
Autore: Lorenzo Marone
Genere: Narrativa

Pagine: 283
Costo: 16.50 €cartaceo - 9.99 € ebook
Pubblicazione: 22 febbraio 2018 - Feltrinelli

Descrizione:
Mimì, dodici anni, occhiali, parlantina da sapientone e la fissa per i fumetti, gli astronauti e Karaté Kid, abita in uno stabile del Vomero, a Napoli, dove suo padre lavora come portiere. Passa le giornate sul marciapiede insieme al suo migliore amico Sasà, un piccolo scugnizzo, o nel bilocale che condivide con i genitori, la sorella adolescente e i nonni. Nel 1985, l'anno in cui tutto cambia, Mimì si sta esercitando nella trasmissione del pensiero, architetta piani per riuscire a comprarsi un costume da Spider-Man e cerca il modo di attaccare bottone con Viola convincendola a portare da mangiare a Moria, la tartaruga che vive sul terrazzo all'ultimo piano. Ma, soprattutto, conosce Giancarlo, il suo supereroe. Che, al posto della Batmobile, ha una Mehari verde. Che non vola né sposta montagne, ma scrive. E che come armi ha un'agenda e una biro, con cui si batte per sconfiggere il male. Giancarlo è Giancarlo Siani, il giornalista de "Il Mattino" che cadrà vittima della camorra proprio quell'anno e davanti a quel palazzo. Nei mesi precedenti al 23 settembre, il giorno in cui il giovane giornalista verrà ucciso, e nel mondo circoscritto dello stabile del Vomero (trenta piastrelle di portineria che proteggono e soffocano al tempo stesso), Mimì diventa grande. E scopre l'importanza dell'amicizia e dei legami veri, i palpiti del primo amore, il valore salvifico delle storie e delle parole. Perché i supereroi forse non esistono, ma le persone speciali e le loro piccole, grandi azioni non muoiono mai e sono come il mare: luccicano in eterno.

L'autore: Lorenzo Marone (Napoli, 1974), laureato in Giurisprudenza, ha esercitato per quasi dieci anni la professione di avvocato. Autore di successo, ha pubblicato La tentazione di essere felici (Longanesi, 2015; Premio Stresa 2015, Premio Scrivere per amore 2015, Premio Caffè Corretto - Città di Cave 2016, 15 edizioni in Italia, 15 traduzioni all’estero e un film, La tenerezza, con regia di Gianni Amelio), La tristezza ha il sonno leggero (Longanesi, 2016; Premio Città di Como 2016), Magari domani resto (Feltrinelli, 2017; 7 edizioni, Premio Selezione Bancarella 2017) e Un ragazzo normale (Feltrinelli, 2018). Collabora con “La Repubblica di Napoli” con una rubrica fissa dal titolo “Granelli”. Vive a Napoli con la moglie, il figlio e la bassotta Greta.
www.lorenzomarone.net

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Come sapete amo Lorenzo Marone. In questo nuovo lavoro è un tema importante quello che l'autore decide di mettere al centro del suo nuovo libro. Un bambino protagonista, una Napoli che spesso non perdona e uno scrittore preso a modello. Insomma, leggendo la trama gli ingredienti ci sono tutti, non ci resta che leggerlo e scoprire se le aspettative saranno ben riposte.



lunedì 19 febbraio 2018

Recensione #228 - Magari domani resto di Lorenzo Marone

Buongiorno lettori, come va? Scusate l'assenza della scorsa settimana ma purtroppo ho avuto mio figlio malato da mercoledì sera fino al weekend e questo non mi ha permesso di occuparmi del blog ma, ne sono certa, mi capirete!
Oggi torno con una nuova recensione, quella del libro Magari domani resto di Lorenzo Marone, edito da Feltrinelli, 315 pagine, che Baba del blog Desperate Bookswife mi ha regalato per Natale sapendo che altrimenti avrei fatto passare ancora troppo tempo prima di leggerlo.

Sinossi: Chiamarsi Luce non è affatto semplice, specie se di carattere non sei sempre solare. Peggio ancora se di cognome fai Di Notte, uno dei tanti scherzi di quello scombinato di tuo padre, scappato di casa senza un perché. Se poi abiti a Napoli nei Quartieri Spagnoli e ogni giorno andare al lavoro in Vespa è un terno al lotto, se sei un avvocato con laurea a pieni voti ma in ufficio ti affidano solo scartoffie e se hai un rottame di famiglia, ci sta che ogni tanto ti "arraggi" un po'. Capelli corti alla maschiaccio, jeans e anfibi, Luce è una giovane onesta e combattiva, rimasta bloccata in una realtà composta da una madre bigotta e infelice, da un fratello fuggito al Nord, da un amore per un bastardo Peter Pan e da un lavoro insoddisfacente. Come conforto, solo le passeggiate con Alleria, il suo Cane Superiore, unico vero confidente, e le chiacchiere con l'anziano vicino don Vittorio, un musicista filosofo in sedia a rotelle. Finché, un giorno, a Luce viene assegnata una causa per l'affidamento di un minore. All'improvviso, nella sua vita entrano un bambino saggio e molto speciale, un artista di strada giramondo e una rondine che non ha nessuna intenzione di migrare. La causa di affidamento nasconde molte ombre, ma è forse l'occasione per sciogliere nodi del passato e mettere ordine nella capatosta di Luce. Risolvendo un dubbio: andarsene, come hanno fatto il padre, il fratello e chiunque abbia seguito l'impulso di prendere il volo, o magari restare, trovando la felicità nel suo piccolo pezzettino di mondo?

Da dove cominciare per parlare di questo libro? Forse partendo dai libri precedenti, da quello che Marone ci ha regalato prima con un vecchio burbero rubacuori come Cesare ne La tentazione di essere felici - recensione qui - poi con un quarantenne insicuro come Erri e la sua grande famiglia allargata ne La tristezza ha il sonno leggero - recensione qui -; il primo un libro dove il protagonista è uno, molto ben delineato, e gli altri la fanno da contorno ed il secondo un libro in cui il protagonista lascia spazio a tutti gli altri creando una sorta di commedia all'italiana, in cui ogni gesto nasce e vive in funzione di un unicum inscindibile. Dopo questi due romanzi arriva il terzo, Magari domani resto, in cui per la prima volta l'autore veste i panni di una donna - e che donna! - Luce, nata e cresciuta ai Quartieri spagnoli, allevata da una mamma che dopo la fuga del padre ha dovuto rimboccarsi le maniche pur di far studiare quei figli e tenerli fuori da un futuro già segnato perchè, si sa, quella parte di città non fa sconti a nessuno. Luce è tosta, cazzuta, arrabbiata con il mondo - una sorta di Cesare Annunziata donna - che nella vita lavorativa è riuscita a diventare avvocato - anche se in realtà fa il passacarte - ma che nella vita privata è insicura, incapace di collocarsi, impaurita e sola. Eh già, perchè sembra che tutti intorno a lei abbiano la necessità di fuggire. È lei che ci narra la storia in prima persona, raccontandoci del suo presente ma anche, tantissimo, del suo passato.
Per tutta la prima metà del libro questo personaggio è apparentemente l'unico che conta, un sorta di romanzo finalizzato a Luce ed ai suoi pensieri ed è in questa prima parte di romanzo che io ho fatto più fatica ad entrare in empatia con lei, quasi come se in alcuni passaggi fosse eccessiva, esageratamente stereotipata, quasi troppo uomo nonostante tutto.
Poi, andando avanti, qualcosa cambia. Luce e quindi anche la storia sembra aprirsi al mondo. Un mondo variegato, fatto di colore, quel colore tipico della città di Napoli, fatto di suoni, rumori, odori e il monologo che fin lì ci aveva accompagnato diventa un dialogo tra tantissimi personaggi che arricchiscono con la loro presenza le pagine che seguono. C'è la donna in lotta con il marito camorrista per l'affidamento del figlio, c'è un figlio che sembra più adulto dei genitori, c'è un vicino di casa anziano che sopravvive grazie ai ricordi, c'è un avvocato bavoso e con le mani lunghe, c'è una madre che sembra dover espiare ancora troppe colpe, c'è un figlio che nonostante sia ormai padre verso quella madre nutre ancora un timore reverenziale che non gli permette di essere se stesso, c'è una trans sempre attenta a tutto che fa un po' da macchietta in mezzo a questo turbinio di voci. Ecco, questa seconda parte del romanzo mi ha ricordato un po' i film e i libri di Ozpetec, quelli in cui le famiglie non sono quelle in cui si nasce ma quelle che ci si sceglie tra le persone care, quelli in cui le tavolate improvvisate sono sempre le più riuscite ma anche quelle in cui i drammi di sottofondo sono sempre presenti a fare da sfondo a dei momenti apparentemente perfetti. E in questa parte ho ritrovato un po' anche Erri, nelle sfaccettature di più personaggi, e la sua strampalata "famiglia".
L'autore si riconferma un eccelso utilizzatore delle parole, spesso i pensieri dei personaggi sono frasi da sottolineare e da ricordare, capaci di far riflettere e immedesimarsi. Lo stile è scorrevole e senza pecche, capace di portare il lettore alla fine con facilità e velocità.
Sono due le cose che in questo ultimo romanzo mi hanno convinto meno.  La prima purtroppo è proprio il personaggio di Luce che non ha saputo emozionarmi, toccarmi nel profondo, neanche quando racconta i momenti più tristi della sua vita. Magari è una scelta, frutto della volontà dell'autore di mantenere questo personaggio distaccato e cazzuto fino alla fine ma io questa scelta, se di scelta si tratta, l'ho sofferta non poco, tanto che credo che tra tutti ricorderò di più Vittorio o Kevin con il passare del tempo. La seconda è il finale che sinceramente ho trovato un tantino banale e sognatore; ma anche in questo caso è una questione di gusti ed io, lo sapete, amo le storie che sappiano riflettere la realtà e credo che, sinceramente, alcuni avvenimenti in questo caso siano un po' tirati e poco probabili visto il contesto in cui i personaggi sono fatti muovere.
Ma, si sa, la lettura è soggettiva, le emozioni che regala lo sono altrettanto ed il bello è proprio questo! In ogni caso, nonostante tra i tre libri dell'autore questo sia quello che ho amato meno, lo ritengo comunque un buonissimo libro e rimane una lettura che consiglio.

VOTO:


giovedì 25 gennaio 2018

Coming soon #33 - Uomini che restano di Sara Rattaro

Buongiorno lettori! Eccomi di nuovo qui per segnalarvi una nuova uscita, di quelle che non mi lascerò scappare. Mesi ricchi questi di nuove pubblicazioni che faranno traboccare ancora di più la mia libreria già al limite. Ancora un'italiana, ancora un'autrice di cui ho letto tutto e che amo particolarmente. Bando quindi alle chiacchiere vi lascio con il libro di cui voglio parlarvi.
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Titolo: Uomini che restano
Autore: Sara Rattaro
Genere: Narrativa

Pagine: 264
Costo: 16.90
Pubblicazione: 13 febbraio 2018 - Sperling & Kupfer

Descrizione:
All’inizio non si accorgono nemmeno l’una dell’altra, ognuna rapita dal panorama di Genova. Fosca e Valeria s’incontrano per caso, sul tetto di un palazzo dove entrambe si sono rifugiate nel tentativo di sfuggire al senso di abbandono che a volte la vita ti consegna a sorpresa, senza chiederti se ti senti pronta. Fosca è scappata da Milano e dalla confessione scioccante con cui suo marito ha messo fine in un istante alla loro storia, una verità che per anni ha taciuto a lei, a tutti, persino a se stesso. Valeria nasconde sotto un caschetto perfetto e un sorriso solare i segni di una malattia che sta affrontando senza il conforto dell’uomo che amava, perché lui non è disposto a condividere con lei anche la cattiva sorte. Quel vuoto le avvicina, ma a unirle più profondamente sarà ben presto un’amicizia vera, di quelle che fanno sentire a casa. Perché la stessa vita che, senza preavviso, ti strappa ciò a cui tieni, non esita a stupirti con tutto il buono che può nascondersi dietro una fine.

L'autrice: Sara Rattaro è nata a Genova. Laureata in Biologia e in Scienze della Comunicazione, ha lavorato come informatore farmaceutico prima di dedicarsi completamente alla sua grande passione, la scrittura. È autrice di romanzi accolti con grande successo da librai, lettori e critica, e tradotti in nove lingue: Sulla sedia sbagliata, Un uso qualunque di te, Non volare via (Premio Città di Rieti 2014), Niente è come te (Premio Bancarella 2015), Splendi più che puoi (Premio Rapallo Carige 2016), L’amore addosso e Il cacciatore di sogni, il suo primo libro per ragazzi. È docente di Scrittura creativa presso l’Università degli studi di Genova. www.sararattaro.it 

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Se mi seguite lo sapete, amo Sara e fino ad ora non mi ha mai delusa. Ogni volta le aspettative crescono! E voi? SIete amanti di questa autrice? Leggerete questo libro?