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venerdì 1 aprile 2022

Blogtour Lady Costance Lloyd. L'importanza di chiamarsi Wilde - Tappa 5: Una donna oscar





Buongiorno carissimi, torno oggi con un nuovo blogtour, quello dedicato alle biografie tutte al femminile firmate Morellini - che ringrazio per la copia. 
Per i blogtour precedenti clicca qui.

Con questo blogtour torniamo con una nuova figura ai molti sconosciuta. Si tratta di Lady Costance Lloyd.
Le mie amiche blogger vi hanno parlato nei giorni scorsi di diverse sfaccettature di questa donna, oggi io vi parlerò del suo rapporto con Oscar.



Titolo:
  Lady Costance Lloyd. L'importanza di chiamarsi Wilde
Autore: Laura Guglielmi
Genere: Biografie
Pubblicazione: 11 novembre 2021 - Morellini - Femminile singolare
Pag.: 256
Costo: 17,00 € cartaceo - 8,99 ebook

Trama: Constance Lloyd, una ragazza bella e ambiziosa, di origine irlandese, cresce a Londra ed entra in contatto con gli ambienti più esclusivi della fine dell’Ottocento. L’impero britannico è più potente che mai e la regina Vittoria è salda al potere. Tanti uomini la vorrebbero sposare, ma lei è in cerca di un marito che la lasci libera di realizzare le sue ambizioni. Il dandy più famoso d’Inghilterra, Oscar Wilde, rimane folgorato mentre la sente recitare alcuni versi della Commedia di Dante in italiano. Al centro dell’attenzione mondana e culturale della scena londinese, Constance e Oscar si sposano e hanno due figli, ma lei non rinuncia a nulla, viaggia, scrive racconti per l’infanzia, diventa direttrice di una rivista che promuove un nuovo modo di vestire per le donne. Poi arriva la tragedia: Wilde viene processato per sodomia e condannato per due anni ai lavori forzati. Lei, pur avendo altre relazioni, gli sarà sempre vicino. Innamorata dell’Italia, dopo aver girato raminga per l’Europa si ferma nella Riviera Ligure e muore a Genova poco prima di compiere quarant’anni. Questo libro è l’autobiografia mancata di una donna speciale, ma sconosciuta ai più.




giovedì 25 novembre 2021

Blogtour Gala Éluard Dalì. Per interposti uomini - Tappa 4: Gala e la studentessa





Buongiorno carissimi, torno oggi con un nuovo blogtour, quello dedicato alle biografie tutte al femminile firmate Morellini - che ringrazio per la copia. 
Dopo avervi parlato di Colette di Nicoletta Sipos - post cliccando qui - di Wallis Simpson - post qui - e di Lucia Bosè - post qui -  oggi è il turno di un'altra figura femminile molto interessante. Sto parlando di Gala Éluard Dalì


Titolo:
  Gala Éluard Dalì. Per interposti uomini
Autore: Anna di Cagno
Genere: Biografie
Pubblicazione: 30 settembre 2021 - Morellini - Femminile singolare
Pag.: 256
Costo: 17,00 € cartaceo - 6,99 ebook

Trama: Aprile 1975, Pùbol, Gerona. Gala Éluard Dalì si ritira per una settimana in solitudine nel castello che il suo secondo marito, Salvador Dalì, le ha regalato. Una notte una ragazza bussa alla sua porta: è una giovane studentessa dell’Università di Torino che sta lavorando alla sua tesi di laurea. Si apre così un incontro causale, ma forse necessario per entrambe, che si svolge all’interno di quello che Dalì considerò il suo più grande capolavoro. In ogni stanza si apre uno squarcio sulla vita, incredibile e mitica, della Musa più celebre del surrealismo; una donna che ha segnato un’epoca, e ispirato il poeta e l’artista più famosi del movimento culturale. Un incontro-scontro dal quale entrambe usciranno trasformate: la giovane studentessa troverà finalmente una strada tutta sua, e Gala troverà il modo di realizzare ancora se stessa, questa volta per “interposta donna”




martedì 16 novembre 2021

Blogtour Lucia Bosè. L'ultimo ciak di Laura Avalle - Tappa 2: Le origini e il successo




Buongiorno carissimi, torno oggi con un nuovo blogtour, quello dedicato alle biografie tutte al femminile firmate Morellini - che ringrazio per la copia. 
Dopo avervi parlato di Colette di Nicoletta Sipos - post cliccando qui -  e di Wallis Simpson - post qui - quello di cui vi parlerò oggi è il libro dedicato ad una figura femminile molto famosa in Italia per il suo lavoro di attrice. Sto parlando di Lucia Bosè. Dopo Baba Desperate Bookswife che ieri vi ha presentato il libro io oggi vi parlerò delle origini di Lucia e dell'arrivo al successo. 


Titolo:
  Lucia Bosè. L'ultimo ciak
Autore: Elena Mora
Genere: Biografie
Pubblicazione: 5 agosto 2021 - Morellini - Femminile singolare
Pag.: 160
Costo: 17,00 € cartaceo - 6,99 ebook

Trama: Da Miss Italia a musa di Visconti e Antonioni. La vita di Lucia Bosè è costellata di successi e di cadute, come quando la casa in cui abitava da bambina, in un quartiere popolare di Milano, fu rasa al suolo sotto il peso delle bombe durante la Seconda Guerra Mondiale. Quindi il fatidico incontro, appena adolescente, che farà di lei una stella del cinema… grazie a un marron glacé. Una carriera fulminante la sua, ma proprio al culmine della notorietà e della fama decise di ritirarsi dalle scene per amore di Dominguín, il più grande Torero di tutti i tempi, dal quale ebbe tre figli: Miguel Bosé, Lucia e Paola Dominguín. Lo seguirà fino in Spagna dove vivrà anche dopo il divorzio, evento che segnerà il suo ritorno al cinema con Fellini, Taviani e Özpetek. In queste pagine il ricordo del regista del suo ultimo film, che parla di una donna dei nostri tempi, forte, indipendente, libera e anticonformista, amante del blu e degli angeli. Una grande attrice, icona della bellezza italica, che si è spenta a marzo del 2020 - all'età di 89 anni - per coronavirus e che nella vita ha sempre lottato, senza mai perdere la fiducia in un domani migliore.




lunedì 25 ottobre 2021

Blogtour Wallis Simpson. Una sola debolezza di Elena Mora - Tappa 1



Buongiorno carissimi, parte oggi un nuovo blogtour, quello dedicato alle biografie tutte al femminile firmate Morellini - che ringrazio per la copia. 
Dopo avervi parlato di Colette di Nicoletta Sipos - post cliccando qui - quello che vi presenterò oggi è un romanzo dedicato alla contrastante figura di Wallis Simpson, una donna che con il suo amore per Edoardo VIII ha rivoluzionato la storia della corona inglese.
Ma bando alle chiacchiere, parliamo del libro!


Titolo:
  Wallis Simpson. Una sola debolezza
Autore: Elena Mora
Genere: Biografie
Pubblicazione: 3 giugno 2021 - Morellini - Femminile singolare
Pag.: 256
Costo: 17,00 € cartaceo - 6,99 ebook

Trama: Per lei, un re a rinunciato al trono inglese. È grazie a lei che ora vi siede Elisabetta. Solo lei ha fatto più danni di Diana alla corona d’Inghilterra. Lei, ben prima di Meghan ha devastato i rapporti fra due fratelli. Ma chi era veramente Wallis Simpson? Come ha potuto una quarantenne americana, due volte divorziata, spiritosa e sgraziata conquistare il cuore di Edoardo VIII, il più affascinante principe di Galles della storia? Nel libro di Elena Mora colei che è stata la donna più odiata d’Inghilterra, ma a un passo da diventarne la regina, si racconta in prima persona. E le sue parole ricostruiscono la grande storia d’amore di cui è stata prima protagonista, poi prigioniera. Perché se sei una Cenerentola, e un principe si innamora di te, il lieto fine non è assicurato. “Una sola debolezza” è un punto di vista femminile su una storia raccontata sempre al maschile: e svela i retroscena più dolorosi, curiosi e piccanti di quella che in Gran Bretagna era stata definita “la più clamorosa notizia dopo la resurrezione di Cristo”.




ELENA MORA è autrice di più di venti libri e di due serie di cartoni animati per la Rai, firma storica del settimanale “Diva e donna”, Elena Mora è la fondatrice del blog “Un amore di nonna”. Con un gruppo di talentuose amiche, giornaliste e scrittrici, ha pubblicato cinque raccolte di racconti i cui diritti hanno finanziato progetti per aiutare donne meno fortunate di tutto il mondo tramite Unicef, Fondazione Rava, Cooperazione Italiana. Il suo ultimo libro è Menopausa più vita (Cairo editore).






Ed ecco una breve presentazione del libro da parte dell'autrice:


Oltre al libro voglio però parlarvi della particolare collana che racchiude questo titolo e di una particolarità dei libri Morellini.

giovedì 14 ottobre 2021

Blogtour: Colette. Un sogno audace di Nicoletta Sipos - Tappa 4

Buongiorno lettori, giornata speciale oggi sul blog. Si parla infatti di Colette. Un sogno audace di Nicoletta Sipos - un romanzo edito da Morellini - e lo si fa attraverso un blogtour che, fino ad oggi, è stato ospitato dai blog In punta di carta, Bookspedia, Desperate Bookswife e che si concluderà domani su A spasso coi libri (organizzatrice dell'evento!). 

Ma non mi perdo in chiacchiere e vi catapulto subito nel mondo di Colette e nel suo essere madre.





martedì 1 giugno 2021

Blogtour: Il grido della Rosa di Alice Basso - Tappa 2: Anita e il giallo dei Saturnalia



Buongiorno lettori, dopo aver conosciuto ieri, sul blog A spasso coi libri, Il grido della rosa di Alice Basso - secondo volume della serie con protagonista Anita ambientata a Torino in epoca fascista - tocca a me oggi parlarvi di un aspetto particolare di questa serie: il giallo nel giallo.
Anita è infatti una dattilografa per Saturnalia - editore della rivista di racconti gialli "Saturnalia" -  ed il suo compito è quello di trascrivere traduzioni di racconti gialli americani

In questo nuovo volume della serie l'editore si spinge un passo oltre per contrastare la rivista rivale - il "Dramma" - che mira ad arrivare anche al pubblico femminile attraverso trentasei righe di elogio a Paola Borboni, attrice trentacinquenne.
Monné, il proprietario di Saturnalia è talmente in competizione con i proprietari del "Dramma" e de "Le grandi firme" che va anche contro i propri pensieri maschilisti e fascisti cercando la novità.

«Sul pezzo, Sebastiano, bisogna essere sul pezzo! Adesso la novità è che piacciono le donne, ma dimmi tu. Chi l'avrebbe mai detto. E comunque bisogna adeguarsi, cavalcare l'onda, guardare avanti.»

 Saturnalia si lancia quindi nella traduzione di una particolare rivista americana: la Clues Detective Stories.
Protagonista dei gialli di questa rivista è una donna: Page Violet McDade, donna, detective, titolare di un'agenzia investigativa. 
«Una detective! Una donna, titolare di un'agenzia investigativa!»
Monnè fa una faccia possibilista. Anita fa una faccia possibilista.
«Una donna detective?» Monné si massaggia il mento.
«Cioè, nel senso che è proprio lei che indaga, che investiga, che fa la protagonista?»
«E che possiede l'agenzia», annuisce Sebastiano.
«Fantastico!» dice Anita.
«Non sarà troppo?» rimugina Monné.
«No, è fantastico» sbuffa Anita, sapendo che tanto Monné neanche la sente.
«Però in effetti potrebbe essere sexy», continua a rimuginare Monné.
«E ti pareva che non doveva almeno essere secsi», ri.sbuffa Anita, che le parole inglesi più importanti ormai le ha imparate.

E detective donna sia, ma mica ci si accontenta a Saturnalia! 

A disposizione tra le riviste che Julian fornisce a Sebastiano ci sono Frederick Nebel con l'accoppiata Jack Cardigan e Patricia Seaward anche se Anita ha le sue preferenze:

«Ma, se posso dire la mia, mi incuriosiscono tanto anche quelli su questa Miss Pinkerton».

Perché Jullian ha parlato a Sebastiano, e Sebastiano ha di conseguenza parlato con Anita, anche di quest'altro personaggio, Hilda Adams, che fa l'infermiera e però risolve i casi del suo amico ispettore di campagna, il quale la soprannomina scherzosamente Miss Pinkerton, essendo Pinkerton il nome della più famosa agenzia investigativa degli Stati Uniti. [...]

«Tantopiù che l'autrice, questa Mary Roberts Rinehart, pensi, qui non la conosce nessuno, ma lo scorso decennio è stata l'autrice più pagata d'America. E non nel senso di "la più pagata fra le autrici donne": la più pagata proprio fra tutti gli scrittore! Non è incredibile?»

Ma ricordiamoci, siamo nel periodo fascista, Mussolini è l'uomo più amato del momento e, anche in una lotta tra vendite di riviste, questo non è proprio un dettaglio quindi Saturnalia deve comunque andarci piano...

 Più si due racconti con donne su un unico numero non ne possono mettere, così ne selezionano uno di quelli vecchi dell'Operatore per completare il fascicolo e poi si portano avanti scegliendo quale nuova detective presentare sul numero del mese seguente. Ad Anita ne piace una che si chiama Susan Dare, perché è una bella figliola che non solo risolve gialli ma li scrive anche, cioè fa proprio la giallista, e infatti è a sua volta il personaggio di un giallista donna di nome Mignon G. Eberhart. Sebastiano approva, ma entrambi convengono che tutto questo dominio rosa possa destabilizzare un po' i lettori - meglio procedere a piccoli passi -, così decidono che il secondo racconto sarà un po' più prudente, non avrà un'altra protagonista donna ma due coprotagonisti di sesso diverso. Sebastiano insiste per la serie di Jack Cardigan e Pat Seaward, che continua a sostenere che ad Anita piacerà molto. E infatti le piace: Anita non riesce a non ridere mentre batte a macchina.


 E infine non manca J.D. Smith, l'autore sotto il cui nome si nascondono Sebastiano e Anita, nato per poter raccontare le storie escluse dalla giustizi ufficiale dei giornali, per portare alla luce i soprusi che la legge non vuole punire e, diciamocelo, in quel periodo lì non è che ne siano pochi anzi. Spesso le vittime passano totalmente sotto silenzio ed i soprusi sono giustificati da una mentalità retrograda e fascista. Nessuno - tranne noi lettori - conosce la vera identità di J.D. Smith, e questo sicuramente è un gran valore aggiunto alla storia.

Il giallo nel giallo è quindi quello che ci regala ancora una volta Alice Basso con questo suo secondo volume con protagonista la bellissima Anita, un personaggio che in soli due libri ha avuto una crescita entusiasmante!

Per oggi ho finito, ma non perdetevi domani il post su Bookspedia.

 




lunedì 26 ottobre 2020

Blogtour de I segni del male di Simone Regazzoni - Tappa 2: Il romanzo




Buongiorno lettori, eccomi qui per presentarvi l'ultimo thriller di Simone Regazzoni, in uscita in tutte le librerie e store online domani 27 ottobre. 
Ieri, sul blog di Marianna - A spasso con i libri - è cominciato il blogtour dedicato al romanzo - con il post "O Roma o morte" - e oggi tocca a me proprio a darvi tutte le informazioni sul libro.



Titolo:
  I segni del male
Autore: Simone Regazzoni
Genere: Thriller
Pubblicazione: 27 ottobre 2020 - Rizzoli
Pag.: 416
Costo: 18,00 € cartaceo - 9,99 ebook

Descrizione: Roma, 2020. Sulle strade della città la neve si mescola con il sangue. Davanti allo specchio del bagno, Giulia osserva i lividi dell'ultimo allenamento di MMA sul corpo scolpito. Poi indossa la divisa di ordinanza ed esce nella notte. Roma è ricoperta da una coltre di neve. Nel Foro romano - dove, secondo la leggenda, è sepolto Romolo - è stato ritrovato il cadavere di una donna sventrata. Un serial killer sta mettendo in ginocchio la capitale attraverso efferati delitti che rimandano alla fondazione della città eterna. Uccide con addosso una testa di lupo e un mantello di pelliccia e incide sulla pelle delle vittime un'oscura maledizione arcaica: 'sakros esed'. Per il commissario Giulia Rakar è solo l'inizio di un'indagine pericolosissima. Nonostante a trentun anni sia una profiler impeccabile, Giulia nasconde una profonda ferita del passato e convive con il buio da quando era bambina. Perché le sfaccettature del Male sono infinite e anche quando sei convinto di essere tu a dargli la caccia lui può dare la caccia a te. E stavolta per risolvere il caso non le basterà entrare nella mente del killer: dovrà evitare che sia lui a entrare nella sua.



Domani non mancate, sul blog Desperate Bookswife troverete la presentazione dell'autore.
 
A presto

martedì 1 settembre 2020

Blogtour + Review tour di Poirot. Tutti i racconti di Agatha Christie - Presentazione blogtour e recensione de Il furto di gioielli al Grand Metropolitan

Buongiorno carissimi, buon primo settembre. Come cominciare per bene questo nuovo mese e affrontarlo con il sorriso sulle labbra? Ovviamente buttando uno sguardo alle novità editoriali, in particolar modo a quelle della Oscar Vault Mondadori che, come avete già potuto vedere con la recensione di ieri di Marina - se ve la siete persa cliccate qui - sono ricche di meraviglie che possono soddisfare gli amanti dei generi letterari più differenti.


Comincia oggi un blogtour + review tour un po' speciale che si protrarrà per sei giorni su altrettanti blog, come potete vedere nel banner, oggi cominciamo con la presentazione del blogtour su tutti blog partecipanti che, in più, vi regaleranno il loro pensiero su uno dei racconti che popolano questa succosa novità, per la cui anteprima ringrazio la casa editrice. Protagonista Poirot. Tutti i racconti in una nuovissima veste grafica ed editoriale a cura, appunto, della Oscar Vault Mondadori. Non perdetevi quindi tutti i post di oggi perchè avrete la possibilità di leggere sei pensieri su sei racconti differenti, che non è poco! Domani però tornate qui, perchè il mio compito sarà parlarvi di lei, la grande Agatha Christie.
Ma torniamo al libro...

Titolo:  Poirot. Tutti i racconti
Autore: Agatha Christie
Genere: Giallo
Pubblicazione:01 settembre 2020 - Oscar Vault Mondadori - collana i Draghi
Pag.: 972
Costo: 25,00 € cartaceo - 9,99 ebook

Descrizione: Tutte le avvincenti indagini di Hercule Poirot, il piccolo detective belga dalle infallibili "celluline grigie", nato dalla fantasia di Agatha Christie sono qui raccolte in un unico volume nel quale la vocazione narrativa della Regina del Giallo si esprime al suo meglio: storie che coinvolgono il pubblico in un raffinatissimo gioco di intelligenza accompagnate da raffinate illustrazioni d'epoca in bianco e nero.

Com'era successo quando vi parlai del meravigioso volume dedicato alla Sorelle Bronte, non posso che annoverare il mio invito a provare, almeno una volta nella vita, a tenere tra le mani uno di questi splendidi volumi che la casa editrice cura con attenzione e in modo unico per regalare ai lettori non solo una bella lettura ma anche un'esperienza magica a trecentosessanta gradi.

Ed ora veniamo al racconto di cui ho deciso di parlarvi. Si tratta del primo racconto contenuto nel libro il cui titolo è:

Il furto di gioielli al Grand Metropolitan

“«Poirot,» dissi «un cambiamento d’aria vi farebbe bene.»
«Lo pensate, mon ami?»
«Ne sono sicuro.»
«Eh… eh?» disse il mio amico sorridendo. «Allora è tutto predisposto, vero?»
«Verrete?»
«Dove intendete portarmi?»
«A Brighton. Un mio amico della City mi ha dato un ottimo consiglio e… be’, ho denaro da spendere. Credo che un fine settimana al Grand Metropolitan farebbe a entrambi un mucchio di bene.»
«Grazie, accetto con molta riconoscenza. Siete buono a pensare a un vecchio
come me. E un buon cuore vale tanto quanto tutte le piccole cellule grigie. Sì, sì, io stesso a volte rischio di dimenticarmene.»”

Comincia così questo racconto - prima edizione nell'anno 1924 - con un botta e risposta tra Hercule Poirot e il suo fidato assistente, il capitano Arthur Hastings. Una sorta di Watson che, quasi a fare il verso alla famosissima coppia nata dalla penna di Artur Conan Doyle, non lascia mai da solo Poirot. È proprio Hastings che rivolgendosi al lettore, racconta le avventure che lui e l’investigatore baffuto si ritrovano a vivere.
In questo caso un weekend al lussuosissimo Grand Metropolitan di Brighton, proprio su consiglio di Hastings. Durante la prima cena consumanta in Hotel, i due si rendono subito conto di quanta ostentazione ci sia intorno a loro e di quanto quel luogo sia frequentato da gente ricchissima che non fa altro che mostrare i suoi tantissimi gioielli.
Proprio durante la cena fanno la conoscenza della signora Opalsen e di suo marito. Lui ricchissimo agente di Borsa che ha fatto fortuna con il boom petrolifero, lei con l'unico scopo di spendere quei soldi collezionando gioielli. Proprio uno di quei gioielli sparisce in modo molto misterioso dalla camera da letto della signora che, per scongiurare furti, lascia sempre la sua cameriera personale a fare la guardia alla stanza in sua assenza. Nessuno oltre lei e la cameriera dell'albergo sono entrate nella stanza, la seconda però, sempre sotto la supervisione della prima se non per pochissimi secondi.
Chi ha rubato i gioielli? Ovviamente sarà Poirot, con il suo intercedere tranquillo e analizzatore, a dover sbrogliare la matassa venendo in aiuto alla polizia che, ovviamente, tirerà le somme del caso in modo banale e sbagliato.
Da subito emerge lo stile dei gialli della Christie, quei tanti dialoghi che portano il lettore dentro le storie, dove le descrizioni sono pochissime e sono gli stessi personaggi a farci capire come sono le cose o le persone.
Accade in questo caso con la signora Opalsen di cui capiamo bene i lineamenti e il suo abbigliamento grazie ai botta e risposta di Poirot e Hastings, oppure con la stanza della signora la cui disposizione ci viene raccontata attraverso i dialoghi tra i personaggi e di cui, chicca, ci viene regalata la piantina, un po' come succedeva ad esempio con quella dell'Oriente Express.
Uno stile che amo, quello della Christie, e che grazie a questi racconti potrò tornare ogni tanto a rispolverare, magari tenendo il volume sul comodino e, ogni tanti, rileggere queste brevi chicche! 

Per oggi vi saluto ma, mi raccomando, vi aspetto domani con la biografia di Agatha Christie.





lunedì 3 agosto 2020

Blogtour Sorelle Brontë - Tappa 1: presentazione blogtour e biografia di Anne Brontë


Buongiorno carissimi, buon primo lunedì di agosto. Che fate? Lavorate? Siete a casa? Siete in vacanza? Io ancora super operativa. Comincia oggi qui sul blog il blogtour di un libro meraviglioso, che uscirà il 25 agosto in tutte le librerie e store online. Vediamo quindi di cosa si tratta.

Titolo:  I capolavori delle impareggiabili penne sororali
Autore: Sorelle Brontë
Genere: Classici
Pubblicazione:25 agosto 2020 - Oscar Vault Mondadori - collana i Draghi
Pag.: 780
Costo: 28,00 € cartaceo - 10,99 ebook

Descrizione: Da Cime Tempestose, a Jane Eyre, passando per Agnes Grey, fino ai meno noti L'angelo della tempesta, La Signora di Wildfell Hall e Shirley, le tre sorelle Bronte ci hanno lasciato romanzi immortali, capolavori della narrativa ottocentesca pieni di pathos e emozione, ciascuna con la propria voce. A questi romanzi si aggiungono i sublimi versi nei quali rivive tutto il fascino della natura selvaggia delle brughiere dello Yorkshire, tra distese d'erica, roccia e foschia. Questo volume offre l'occasione per riscoprire tre voci femminili originalissime nel panorama letterario, tra incanto, disperazione, e il desiderio insopprimibile di affermare la propria identità.

Non so avete mai tenuto tra le mani un volume edito dalla Oscar Vault Mondadori. Se la risposta è sì, sapete che gioiellino potrà essere questo volume. Se la risposta è no, non potete perdervelo perchè queste uscite che ripercorrono i grandi classici della letteratura sono veramente da collezione! L'interno è ricco di chicche che da sole valgono l'intero volume. Guardate un po'...




Ma il mio compito non è solo quello di presentarvi il blogtour e il libro. Devo introdurvi alla prima sorella - Anne Brontë - perchè suo sarà il libro di cui si parlerà domani sul blog Café Littéraire De Muriomu. 
 

Anne Brontë


“È stupido desiderare la bellezza. Le persone di buon senso non la desiderano mai per se stesse o si curano che vi sia negli altri. Se la mente sarà ben coltivata, e il cuore ben disposto, nessuno si interesserà mai dell’aspetto esteriore.”

Il 17 gennaio 1820, a Thornton, nasce Anne, sesta e ultima figlia di Patrick Brontë e di sua moglie Maria Branwell. Nello stesso anno, in febbraio, il reverendo Patrick Brontë ottiene in perpetual curacy la parrocchia di Saint Michael and All Angels a Haworth (Yorkshire), dove la famiglia si trasferisce alla fine di aprile e che diverrà la nuova e definitiva residenza dei Brontë. La canonica, una delle case migliori del borgo, è in fondo alla strada principale, e il retro dà sulle brughiere dell’aperta campagna, che diverranno meta favorita delle passeggiate dei giovani Brontë.
Maria Branwell Brontë, morì quando Anne aveva appena un anno. Il padre, preoccupato di trovare per la sua numerosa prole una nuova madre che li accudisse ed educasse, cercò nei successivi due anni una nuova moglie, senza però avere successo. Decise quindi di dare loro almeno una educazione adeguata. Fu così che mandò i suoi figli prima alla Crofton Hall e poi al Clergy Daughter's School.  
Nel 1824 Maria, Elizabeth, Charlotte ed Emily vennero mandate in istituto mentre Anne venne educata in famiglia, dove imparò la musica e il disegno. Più tardi, tuttavia, il suo percorso formativo continuò prima in una scuola pubblica, la Roe Head School, e successivamente, dopo il 1835, sotto l'egida di sua sorella Charlotte, divenuta nel frattempo un'insegnante.

Nel 1845, insieme alle sorelle Charlotte ed Emily pubblicò le sue poesie sotto lo pseudonimo di "Acton Bell".  Lo pseudonimo, così come quelli utilizzati dalle sorelle - Currer (per Charlotte), Ellis (Emily) - non suggerendo alcuna esplicita connotazione di genere, era stato stati scelti - come affermato in seguito dalla stessa Charlotte - per la profittevole aura d’incertezza di cui avrebbero circonfuso le rispettive identità. 
 
Sotto lo stesso pseudonimo pubblicò nel 1847 il suo primo romanzo - Agnes Grey - scritto in prima persona e narra la storia di Agnes Grey, la più giovane di due sorelle di una famiglia colpita da un inatteso tracollo economico, che, per non pesare sui genitori, lascia la propria casa per svolgere il lavoro di istitutrice presso ricche famiglie borghesi. 
Agnes Grey è considerato un romanzo autobiografico perché si basa sull'esperienza personale dell'autrice, che tra il 1839 e il 1845 lavorò come governante per la famiglia Ingham a Blake Hall, a circa 20 miglia di distanza da Haworth, e successivamente presso la famiglia Robinson a Thorp Green Hall, vicino York. Come Agnes, Anne dovette istruire alunni viziati e indisciplinati e venne licenziata dalla famiglia in cui lavorava. Con Agnes condivide anche la provenienza sociale: entrambe sono le figlie più giovani di un povero sacerdote.
Nel 1847 però, l'uscita di Cime tempestose (titolo originale Wuthering Heights) scritto dalla sorella Charlotte.

Nel 1848 esce il secondo romanzo di Anne Brontë, La signora di Wildfell Hall (titolo originale: The Tenant of Wildfell Hall (L'inquilino di Palazzo Wildfell)) che racconta la storia di Helen Graham che fugge da un matrimonio infelice, argomento sbagliatissimo secondo Charlotte, che è l'agente letterario di Anne. Questo atteggiamento fu forse dovuto alla volontà di proteggere la sorella, ma più probabilmente era legato al fatto che il personaggio "cattivo" è basato sulla figura del loro fratello ribelle. Le accurate descrizioni della brutalità e dell'alcolismo e il linguaggio deplorevole utilizzato non vennero apprezzati dalla critica.

Nel 1849 lo stato di salute di Anne, già cagionevole a causa dello stigma congenito della tisi e minato dalla profonda afflizione in seguito alla morte del fratello Branwell e della sorella amatissima Emily, peggiora rapidamente. Sperando che un cambiamento d’aria le possa risultare di qualche giovamento, manifesta in febbraio il desiderio di recarsi per un periodo di soggiorno sulla costa orientale, a Scarborough - località nella quale aveva ambientato i suoi romanzi -, in compagnia di Charlotte e dell’amica Ellen Nussey; già presagisce tuttavia che si tratterà della sua ultima dimora. Muore il 28 maggio a Scarborough, dove verrà seppellita. 
 
Sperando di non essermi dilungata troppo vi saluto e vi ricordo di non perdere domani la seconda tappa del blogtour sul blog Café Littéraire De Muriomu.  

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Fonti: I capolavori delle impareggiabili penne sororali edito da Oscal Vault; Wikipedia.
Note: Tutte le immagini utilizzate provengono dalla pagina facebook della casa editrice
 




domenica 5 luglio 2020

Blogtour de Il morso della vipera di Alice Basso - Tappa 4 - Il giallo di Alice Basso: da Vani Sarca ad Anita


Buongiorno lettori e buona domenica! Siamo arrivati ormai alla quarta tappa del blogtour dedicato al nuovissimo romanzo di Alice Basso edito di consueto da Garzanti. Si tratta de Il morso della vipera, primo volume di una nuovissima serie dedicata ad Anita, una dattilografa degli anni '30 che avete imparato a conoscere nelle tappe precedenti.
Il mio compito oggi è arduo, si tratta di parlare de Il giallo di Alice Basso: da Vani Sarca a Anita.
Se conoscete Alice Basso sapete che questa è la sua seconda serie; la prima, composta da cinque volumi aveva come protagonista Vani Sarca, una protagonista entrata nel cuore dei lettori con cui irrimediabilmente Anita Bo, la protagonista di questa nuova serie, dovrà fare i conti.
Ma per prima cosa... cos'hanno in comune queste due donne? Apparentemente nulla se non che entrambe - una un po' più per mestiere, l'altra proprio per puro caso - si trovano ad investigare affiancate da una figura maschile - un commissario di polizia una e uno scrittore l'altra - su misteri che le coinvolgono in vicende a volte pericolose, a volte tremendamente divertenti.
Ma andiamo con ordine.

Vani Sarca – all’anagrafe Silvana Sarca – torinese nei giorni nostri, è una ghostwriter. Per dirla in parole povere una che scrive libri per gli altri assistendo nell’ombra ai loro successi e non venendo mai elogiata né ripagata adeguatamente per il proprio lavoro. Ha uno stipendio ai minimi sindacali, un atteggiamento duro il cui motto è: “Se solo me ne fregasse qualcosa”, una capacità estrema nel mettersi nei panni degli altri cambiando ogni volta stile e metodo narrativo. Lei è quella che ha scritto il libro più bello del mondo ma non lo sa nessuno. E questa cosa, diciamocelo, nonostante lei dica il contrario, le interessa eccome! Caschetto nero, impermeabile nero, rossetto e smalto viola; una protagonista che difficilmente si dimentica sia per l’impatto fisico che per il suo essere così sempre sul pezzo. Colta e amante della letteratura e della musica Vani è poco socievole e non ama stare al centro dell'attenzione.
Anita Bo torinese del 1935 è una ragazza bellissima, di quelle che tutti si girano a guardare; consapevole della sua bellezza e dell'effetto che fa sugli uomini, ama utilizzare le sue armi (un seno prorompente, due ciglie sbattute) per aiutare i genitori ad aumentare le vendite della tabaccheria di famiglia o anche solo per sentirsi apprezzata. Non le danno fastidio le occhiate indiscrete anzi, se qualcuno non la guarda, si sente quasi offesa. È una dattilografa (o meglio ha studiato per quello e si ritrova a farlo un po' per gioco) ma non ha mai amato la scuola e lo studio visto che ha sempre pensato che il suo essere bella bastasse nella vita. È fidanzata con Corrado, un fascista convinto e ligio all'obbedienza che ha come scopo della vita sposarla e fare sei figli di cui ha già anche scelto i nomi.

Se Vani nelle sue indagini utilizza la conoscenza, le nozioni apprese in tanti anni di scrittura e le sue intuizioni, Anita è un po' trascinata dal caso, soprattutto perchè mai nella vita ha pensato di poter essere altro che un bel corpo con cui trovare il marito adatto. Il lettore si ritroverà invece stupito  - e anche lei stessa in realtà - di quanto Anita, al fianco di Sebastiano Satta Ascona, il suo capo, il primo a non aver mai sbirciato nel suo décolleté e ad essersi impegnato a trattarla non come una buona a nulla, lei fiorisca e la sua mente anche. Le sue intuizioni diventano man mano sempre meno dettate dal caso e più dalla testa. La sua frivolezza sparisce e la sua attenzione verso la rivista che si trova a trascrivere con la sua macchina per scrivere la rende attenta, precisa, insostituibile per il suo capo, che spesso si ritrova a seguirne consigli molto azzeccati.

Il giallo di Alice Basso è un giallo che non prevarica mai su quelle che sono le vite dei personaggi e l'evolversi delle loro storie, sia in questa nuova serie che nella serie precedente l'amalgama tra la parte narrativa e la parte gialla è talmente uniforme che a volte ci si dimentica di dover risolvere un mistero perchè si è totalmente conquistati anche da tutto il resto.
Sicuramente il differente periodo storico di ambientazione delle due serie incide nel giallo per quanto riguarda i movimenti dei personaggi e i metodi di indagine ma alla fine, entrambi fanno centro, entrambi riescono a portare il lettore esattamente dove dovrebbe essere e regalano colpi di scena che sapranno lasciare il lettore la giusta "bocca aperta".
Inoltre nai gialli di Alice non manca mai l'ironia, quella che permette di stemperare, quella che fa subito amare i protagonisti. Insomma, se l'avete amata in passato l'amerete ancora, non potrebbe essere diversamente!
Ma non voglio essere troppo pesante quindi, sperando di avervi fratto capire un po' la lettura in cui vi immergerete, vi ricordo che domani Desperate Booswife vi parlerà della macchina da scrivere.





martedì 30 giugno 2020

Blogtour Come un respiro di Ferzan Ozpetek - Tappa 2: Istanbul una città tra due continenti


Buongiorno lettori, dopo aver conosciuto il romanzo Come un respiro di Ferzan Ozpetec edito da Mondadori grazie alla tappa di ieri su Letture a pois oggi tocca a me parlarvi di Istanbul, una delle città che è fulcro di questa lettura e, se lo conoscete, di tutto il lavoro dell'autore sia come scrittore che come regista.
Istanbul infatti è la città dove Ferzan è nato e dove ha vissuto la sua giovinezza; Istanbul è la protagonista di numerosi suoi lavori cinematografici e letterari ed è la città in cui una delle protagoniste - Elsa - si reca dopo essere letteralmente scappata da Roma e da cui scrive le sue lettere ad Adele, sua sorella.
Di certo saprete che Istanbul è una delle maggiori città della Turchia, che si trova a cavallo tra Europa e Asia, sullo stretto del Bosforo. La sua città vecchia riflette le influenze culturali dei numerosi imperi che qui hanno governato e spesso durante la lettura ci verrà raccontato di come questo abbia influenzato il passato e il presente di questo luogo.
Ozpetek ci tiene a raccontarci di Istanbul come città vera e propria ma soprattutto dimostra di voler far conoscere al lettore l'atmosfera, il profumo, le sensazioni che la città sa regalare a chi la sceglie come propria nuova dimora.
Siete pronti a venire con me e con Elsa a fare un giro per Istanbul?
 
"Sono a Istanbul da due mesi ormai. Mentre ti scrivo sento i richiami dei gabbiani che volteggiano davanti alla mia finestra. Se mi sporgo, li vedo volare radi sulle acque scintillanti del Mar di Marmara, per poi alzarsi oltre i tetti di una metropoli infinita. Dalla strada salgono attutiti i rumori della vita che scorre, le grida dei venditori ambulanti e i clacson delle automobili in transito. È il tramonto: il cielo è come un manto di velluto dai colori cangianti. "
 "Credevo di trovare una città esotica e respingente, ma ho dovuto ricredermi. Istanbul mi ha accolta generosa, e coccolata facendomi sentire a casa. L'anima sensuale di questa città magica e potente mi ha già sedotta."

Fonte: Wikipedia

Fonte: www.vacanzeinturchia.eu



"Mi trasferisco nel quartiere di Beyoglu, in una nuova sistemazione che mi ha trovato Dario, un amico."
Fonte: www.istanbulturchia.it







"[...]qui il Capodanno viene celebrato in modo davvero esagerato, attingendo anche ai nostri traadizionali simboli del Natale. Così, per festeggiare la fine dell'anno, Istanbul si riempie di ghirlande e alberi riccamente decorati. Una vera gioia per gli occhi."


  
Fonte: www.hurriyetdailynews.com




"Tre giorni fa sono andata al cinema Emek, una sala costruita negli anni Trenta, dove le poltroncine sono ancora quelle originarie in velluto rosso, ormai liso nel mezzo."






Fonte: https://www.istanbulturchia.it/palazzo-dolmabahce/
Fonte: www.mondointaasca.it


"Camminando di buon passo sini gunta quasi senza accorgermene davanti a Palazzo Dolmabahce, l'ultima residenza del sultano. I turisti fanno la fila per visitare Topkapi e ignorano la magnificenza di questo edificio imperiale. Costruito sulla sponda europea del Bosforo che dà direttamente sull'acqua e l'approdo privato, nelle facciate mescola rococò, barocco e neoclassico, ma gli interni sono in stile ottomano. Un tripudio di oro, cristallo e legni pregiati, con oltre 285 stanze, 46 sale, 6 hamam e, naturalmente, l'harem."






Fonte: www.emporiodellespezie.it





"[...] la mia vita è qui a Istanbul ormai, sotto il suo cielo mutevole e magico, fra le strade animate che profumano di zenzero e cannella."






Un'emozione riuscire a immaginare, durante la lettura, un luogo che ci viene raccontato; interessantissimo andare poi a cercare immagini di quello che la nostra mente ha solo potuto figurarsi.
Che ne dite, vi è piaciuto questo piccolo tour? Non vi è venuta voglia di acquistare immediatamente un biglietto aereo per partire verso questa meta? A me tantissima. E nel frattempo, intanto che aspettate di partire, continuate a seguirci perchè domani Desperate Booswife vi porterà alla scoperta degli Hamam!






venerdì 29 maggio 2020

BlogTour Baci da Polignano - Tappa 4 - Un tour per Polignano


Buongiorno lettori, eccoci giunti al quarto appuntamento con il blogtour dedicato al nuovissimo romanzo di Luca Bianchini, Baci da Polignano, uscito il 26 maggio per Mondadori, come seguito dei famosissimi Io che amo solo te - recensione qui - e La cena di Natale di Io che amo solo te - recensione qui.
Seguito, dicevamo, dei due romanzi precedenti che, come quelli, sono ambientati nella caratteristica e stupenda Polignano a Mare, in Puglia. Non la conoscete? Tranquilli, restate con me perchè il mio compito è quello di portarvi a fare un tuor proprio a Polignano e di mostrarvi i luoghi del romanzo. Conoscete Polignano? Bè, sicuramente la amerete, quindi anche voi state con me per farvi un altro bel giretto per questa cittadina.
Perchè fare un giro a Polignano a Mare durante un blogtour? Perchè Polignano non è solo un'ambientazione per i romanzi di Luca Bianchini, ma è il fulcro della vita dei suoi personaggi, che non potrebbero vivere senza essa.
Siete pronti? Mettetevi comodi e venite con me...
Puglia, litorale adriatico, provincia di Bari. È questo il contesto in cui si colloca Polignano a Mare, con le sue coste rocciose, alte e frastagliate e i suoi edifici abbarbicati su quelle rocce. Se avete visto almeno una volta un'immagine di questa cittadina non potete non ricordarla. E non potrete non amarla se leggerete i libri di Luca.
"Aveva però bisogno di stare un po' da solo e si fece lasciare alla statua di Modugno. 
Attraversò il ponte, che si affacciava su quella spiaggia che non si stancava mai di ammirare: a seconda del cielo, della luce e della stagione era sempre diversa.[...] Erano anni che non faceva più un bagno lì: da quando erano arrivati i turisti, i polignanesi se n'erano andati tutti a quello che chiamavano "il molo corto" o su qualche scoglio nascosto, al riparo da sguardi indiscreti."
Foto di Un libro per amico
Foto di Un ibro per amico
















Quelle che avete appena visto sono foto che io stessa ho scattato nell'agosto del 2014, proprio l'estate successiva alla mia lettura di Io che amo solo te e della Cena di Natale. Un luogo che mi aveva folgorato durante la lettura e che mi ha totalmente conquistato quando l'ho potuto visitare dal vivo.

Ma Luca Bianchini ci porta fuori dalle mete turistiche e, attraverso la sua storia, ci fa conoscere dei posticini particolari ed estremamente affascinanti, non lasciando a bocca asciutta nè gli amanti del mare, nè quelli dell'arte, nè gli amanti della buona cucina. Venite con me...
Fonte: www.polignano.it


"[...] si misero in macchina e se ne andarono a Port'Alga. Quell'angolo nascosto di Polignano sembrava fermo agli anni Sessanta: poche case bianche, nessun turista, tanti gradini di pietra per arrivare alla piccola spiaggia."



Fonte: www.e-borghi.com
"Ninella aveva visto l'alba nascere allo scoglio dell'Eremita. Quando si svegliava troppo presto usciva, costeggiava la terrazza lungomare, salutava con la mano i pescatori, e, prima di arrivare a Port'Alga, scavalcava il muretto e iniziava a camminare sugli scogli come solo un polignanese sa fare: sicura, agile, con i piedi che si ancorano perfettamente al terreno aspro."

Fonte: www.museopinopascali.it



"Per una volta era un po' in ritardo, così torno a casa senza abbassare lo sguardo, anzi sorridendo alle prime compaesane che cominciavano a fare le camminate sul lungomare, sempre con un po' di fiatone davanti al museo Pino Pascali, senza mai essere troppo convinte del proprio passo di marcia."


 
 
Fonte: www.tripadvisor.it







"[...] invitò tutti - inclusi Chiara, Damiano, Nancy e Franco - a pranzo da Tuccino, che per lei restava il miglior ristorante di Polignano."








Fonte: www.tripadvisor.it





"In quel momento le arrivò un messaggio di Carlo: aveva prenotato al Grottone."







Tanti altri sono ancora i luoghi cui Luca Bianchini accenna in questo romanzo: Porto Paradiso, la Grotta della Rondinella, la Trattoria Comes in via Sarnelli, il Forno San Marco, il bar Commercio nei pressi della strazione,ma sicuramente me ne saranno scappati altri. 
Quindi se, come sempre si dice, leggere è un po' viaggiare, non vi resta che prendere in mano questo libro - ovviamente dopo i precedenti! - e partite. Di certo i luoghi che visiterete appagheranno la vostra curiosità.
Per oggi è tutto - anzi mi scuso per essermi dilungata - e vi ricordo di seguirci domani sul blog Esmeralda viaggi e libri che vi allieterà con Una colonna sonora per Polignano