Autore: Laura Guglielmi
Genere: Biografie
Pubblicazione: 11 novembre 2021 - Morellini - Femminile singolare
Pag.: 256
Costo: 17,00 € cartaceo - 8,99 ebook

Buongiorno lettori, giornata speciale oggi sul blog. Si parla infatti di Colette. Un sogno audace di Nicoletta Sipos - un romanzo edito da Morellini - e lo si fa attraverso un blogtour che, fino ad oggi, è stato ospitato dai blog In punta di carta, Bookspedia, Desperate Bookswife e che si concluderà domani su A spasso coi libri (organizzatrice dell'evento!).
Ma non mi perdo in chiacchiere e vi catapulto subito nel mondo di Colette e nel suo essere madre.
«Sul pezzo, Sebastiano, bisogna essere sul pezzo! Adesso la novità è che piacciono le donne, ma dimmi tu. Chi l'avrebbe mai detto. E comunque bisogna adeguarsi, cavalcare l'onda, guardare avanti.»
«Una detective! Una donna, titolare di un'agenzia investigativa!»Monnè fa una faccia possibilista. Anita fa una faccia possibilista.«Una donna detective?» Monné si massaggia il mento.«Cioè, nel senso che è proprio lei che indaga, che investiga, che fa la protagonista?»«E che possiede l'agenzia», annuisce Sebastiano.«Fantastico!» dice Anita.«Non sarà troppo?» rimugina Monné.«No, è fantastico» sbuffa Anita, sapendo che tanto Monné neanche la sente.«Però in effetti potrebbe essere sexy», continua a rimuginare Monné.«E ti pareva che non doveva almeno essere secsi», ri.sbuffa Anita, che le parole inglesi più importanti ormai le ha imparate.
E detective donna sia, ma mica ci si accontenta a Saturnalia!
A disposizione tra le riviste che Julian fornisce a Sebastiano ci sono Frederick Nebel con l'accoppiata Jack Cardigan e Patricia Seaward anche se Anita ha le sue preferenze:
«Ma, se posso dire la mia, mi incuriosiscono tanto anche quelli su questa Miss Pinkerton».
Perché Jullian ha parlato a Sebastiano, e Sebastiano ha di conseguenza parlato con Anita, anche di quest'altro personaggio, Hilda Adams, che fa l'infermiera e però risolve i casi del suo amico ispettore di campagna, il quale la soprannomina scherzosamente Miss Pinkerton, essendo Pinkerton il nome della più famosa agenzia investigativa degli Stati Uniti. [...]
«Tantopiù che l'autrice, questa Mary Roberts Rinehart, pensi, qui non la conosce nessuno, ma lo scorso decennio è stata l'autrice più pagata d'America. E non nel senso di "la più pagata fra le autrici donne": la più pagata proprio fra tutti gli scrittore! Non è incredibile?»
Ma ricordiamoci, siamo nel periodo fascista, Mussolini è l'uomo più amato del momento e, anche in una lotta tra vendite di riviste, questo non è proprio un dettaglio quindi Saturnalia deve comunque andarci piano...
Più si due racconti con donne su un unico numero non ne possono mettere, così ne selezionano uno di quelli vecchi dell'Operatore per completare il fascicolo e poi si portano avanti scegliendo quale nuova detective presentare sul numero del mese seguente. Ad Anita ne piace una che si chiama Susan Dare, perché è una bella figliola che non solo risolve gialli ma li scrive anche, cioè fa proprio la giallista, e infatti è a sua volta il personaggio di un giallista donna di nome Mignon G. Eberhart. Sebastiano approva, ma entrambi convengono che tutto questo dominio rosa possa destabilizzare un po' i lettori - meglio procedere a piccoli passi -, così decidono che il secondo racconto sarà un po' più prudente, non avrà un'altra protagonista donna ma due coprotagonisti di sesso diverso. Sebastiano insiste per la serie di Jack Cardigan e Pat Seaward, che continua a sostenere che ad Anita piacerà molto. E infatti le piace: Anita non riesce a non ridere mentre batte a macchina.
E infine non manca J.D. Smith, l'autore sotto il cui nome si nascondono Sebastiano e Anita, nato per poter raccontare le storie escluse dalla giustizi ufficiale dei giornali, per portare alla luce i soprusi che la legge non vuole punire e, diciamocelo, in quel periodo lì non è che ne siano pochi anzi. Spesso le vittime passano totalmente sotto silenzio ed i soprusi sono giustificati da una mentalità retrograda e fascista. Nessuno - tranne noi lettori - conosce la vera identità di J.D. Smith, e questo sicuramente è un gran valore aggiunto alla storia.
Il giallo nel giallo è quindi quello che ci regala ancora una volta Alice Basso con questo suo secondo volume con protagonista la bellissima Anita, un personaggio che in soli due libri ha avuto una crescita entusiasmante!
Per oggi ho finito, ma non perdetevi domani il post su Bookspedia.
“«Poirot,» dissi «un cambiamento d’aria vi farebbe bene.»
«Lo pensate, mon ami?»
«Ne sono sicuro.»
«Eh… eh?» disse il mio amico sorridendo. «Allora è tutto predisposto, vero?»
«Verrete?»
«Dove intendete portarmi?»
«A Brighton. Un mio amico della City mi ha dato un ottimo consiglio e… be’, ho denaro da spendere. Credo che un fine settimana al Grand Metropolitan farebbe a entrambi un mucchio di bene.»
«Grazie, accetto con molta riconoscenza. Siete buono a pensare a un vecchio
come me. E un buon cuore vale tanto quanto tutte le piccole cellule grigie. Sì, sì, io stesso a volte rischio di dimenticarmene.»”
Titolo: I capolavori delle impareggiabili penne sororali “È stupido desiderare la bellezza. Le persone di buon senso non la desiderano mai per se stesse o si curano che vi sia negli altri. Se la mente sarà ben coltivata, e il cuore ben disposto, nessuno si interesserà mai dell’aspetto esteriore.”
Il 17 gennaio 1820, a Thornton, nasce Anne, sesta e ultima figlia di Patrick Brontë e di sua moglie Maria Branwell. Nello stesso anno, in febbraio, il reverendo Patrick Brontë ottiene in perpetual curacy la parrocchia di Saint Michael and All Angels a Haworth (Yorkshire), dove la famiglia si trasferisce alla fine di aprile e che diverrà la nuova e definitiva residenza dei Brontë. La canonica, una delle case migliori del borgo, è in fondo alla strada principale, e il retro dà sulle brughiere dell’aperta campagna, che diverranno meta favorita delle passeggiate dei giovani Brontë."Sono a Istanbul da due mesi ormai. Mentre ti scrivo sento i richiami dei gabbiani che volteggiano davanti alla mia finestra. Se mi sporgo, li vedo volare radi sulle acque scintillanti del Mar di Marmara, per poi alzarsi oltre i tetti di una metropoli infinita. Dalla strada salgono attutiti i rumori della vita che scorre, le grida dei venditori ambulanti e i clacson delle automobili in transito. È il tramonto: il cielo è come un manto di velluto dai colori cangianti. "
"Credevo di trovare una città esotica e respingente, ma ho dovuto ricredermi. Istanbul mi ha accolta generosa, e coccolata facendomi sentire a casa. L'anima sensuale di questa città magica e potente mi ha già sedotta."
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| Fonte: Wikipedia |
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| Fonte: www.vacanzeinturchia.eu |
"Mi trasferisco nel quartiere di Beyoglu, in una nuova sistemazione che mi ha trovato Dario, un amico."
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| Fonte: www.istanbulturchia.it |
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| Fonte: www.hurriyetdailynews.com |
Fonte: https://www.istanbulturchia.it/palazzo-dolmabahce/
Fonte: www.mondointaasca.it
"Camminando di buon passo sini gunta quasi senza accorgermene davanti a Palazzo Dolmabahce, l'ultima residenza del sultano. I turisti fanno la fila per visitare Topkapi e ignorano la magnificenza di questo edificio imperiale. Costruito sulla sponda europea del Bosforo che dà direttamente sull'acqua e l'approdo privato, nelle facciate mescola rococò, barocco e neoclassico, ma gli interni sono in stile ottomano. Un tripudio di oro, cristallo e legni pregiati, con oltre 285 stanze, 46 sale, 6 hamam e, naturalmente, l'harem."
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| Fonte: www.emporiodellespezie.it |
"Aveva però bisogno di stare un po' da solo e si fece lasciare alla statua di Modugno.
Attraversò il ponte, che si affacciava su quella spiaggia che non si stancava mai di ammirare: a seconda del cielo, della luce e della stagione era sempre diversa.[...] Erano anni che non faceva più un bagno lì: da quando erano arrivati i turisti, i polignanesi se n'erano andati tutti a quello che chiamavano "il molo corto" o su qualche scoglio nascosto, al riparo da sguardi indiscreti."
Fonte: www.polignano.it
"[...] si misero in macchina e se ne andarono a Port'Alga. Quell'angolo nascosto di Polignano sembrava fermo agli anni Sessanta: poche case bianche, nessun turista, tanti gradini di pietra per arrivare alla piccola spiaggia."
"Ninella aveva visto l'alba nascere allo scoglio dell'Eremita. Quando si svegliava troppo presto usciva, costeggiava la terrazza lungomare, salutava con la mano i pescatori, e, prima di arrivare a Port'Alga, scavalcava il muretto e iniziava a camminare sugli scogli come solo un polignanese sa fare: sicura, agile, con i piedi che si ancorano perfettamente al terreno aspro."
Fonte: www.e-borghi.com
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| Fonte: www.museopinopascali.it |
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| Fonte: www.tripadvisor.it |
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| Fonte: www.tripadvisor.it |
"In quel momento le arrivò un messaggio di Carlo: aveva prenotato al Grottone."