Buongiorno a tutti, mentre io mi sollazzo nel mare sardo - con un anno in più sul groppone ahimè! - vi lascio la recensione di un libro che ho letto mesi fa ma che ancora non avevo recensito. Si tratta de Il grido della rosa di Alice Basso edito da Garzanti, pag. 304
martedì 17 agosto 2021
Recensione #406 - Il grido della rosa di Alice Basso
martedì 1 giugno 2021
Blogtour: Il grido della Rosa di Alice Basso - Tappa 2: Anita e il giallo dei Saturnalia
«Sul pezzo, Sebastiano, bisogna essere sul pezzo! Adesso la novità è che piacciono le donne, ma dimmi tu. Chi l'avrebbe mai detto. E comunque bisogna adeguarsi, cavalcare l'onda, guardare avanti.»
«Una detective! Una donna, titolare di un'agenzia investigativa!»Monnè fa una faccia possibilista. Anita fa una faccia possibilista.«Una donna detective?» Monné si massaggia il mento.«Cioè, nel senso che è proprio lei che indaga, che investiga, che fa la protagonista?»«E che possiede l'agenzia», annuisce Sebastiano.«Fantastico!» dice Anita.«Non sarà troppo?» rimugina Monné.«No, è fantastico» sbuffa Anita, sapendo che tanto Monné neanche la sente.«Però in effetti potrebbe essere sexy», continua a rimuginare Monné.«E ti pareva che non doveva almeno essere secsi», ri.sbuffa Anita, che le parole inglesi più importanti ormai le ha imparate.
E detective donna sia, ma mica ci si accontenta a Saturnalia!
A disposizione tra le riviste che Julian fornisce a Sebastiano ci sono Frederick Nebel con l'accoppiata Jack Cardigan e Patricia Seaward anche se Anita ha le sue preferenze:
«Ma, se posso dire la mia, mi incuriosiscono tanto anche quelli su questa Miss Pinkerton».
Perché Jullian ha parlato a Sebastiano, e Sebastiano ha di conseguenza parlato con Anita, anche di quest'altro personaggio, Hilda Adams, che fa l'infermiera e però risolve i casi del suo amico ispettore di campagna, il quale la soprannomina scherzosamente Miss Pinkerton, essendo Pinkerton il nome della più famosa agenzia investigativa degli Stati Uniti. [...]
«Tantopiù che l'autrice, questa Mary Roberts Rinehart, pensi, qui non la conosce nessuno, ma lo scorso decennio è stata l'autrice più pagata d'America. E non nel senso di "la più pagata fra le autrici donne": la più pagata proprio fra tutti gli scrittore! Non è incredibile?»
Ma ricordiamoci, siamo nel periodo fascista, Mussolini è l'uomo più amato del momento e, anche in una lotta tra vendite di riviste, questo non è proprio un dettaglio quindi Saturnalia deve comunque andarci piano...
Più si due racconti con donne su un unico numero non ne possono mettere, così ne selezionano uno di quelli vecchi dell'Operatore per completare il fascicolo e poi si portano avanti scegliendo quale nuova detective presentare sul numero del mese seguente. Ad Anita ne piace una che si chiama Susan Dare, perché è una bella figliola che non solo risolve gialli ma li scrive anche, cioè fa proprio la giallista, e infatti è a sua volta il personaggio di un giallista donna di nome Mignon G. Eberhart. Sebastiano approva, ma entrambi convengono che tutto questo dominio rosa possa destabilizzare un po' i lettori - meglio procedere a piccoli passi -, così decidono che il secondo racconto sarà un po' più prudente, non avrà un'altra protagonista donna ma due coprotagonisti di sesso diverso. Sebastiano insiste per la serie di Jack Cardigan e Pat Seaward, che continua a sostenere che ad Anita piacerà molto. E infatti le piace: Anita non riesce a non ridere mentre batte a macchina.
E infine non manca J.D. Smith, l'autore sotto il cui nome si nascondono Sebastiano e Anita, nato per poter raccontare le storie escluse dalla giustizi ufficiale dei giornali, per portare alla luce i soprusi che la legge non vuole punire e, diciamocelo, in quel periodo lì non è che ne siano pochi anzi. Spesso le vittime passano totalmente sotto silenzio ed i soprusi sono giustificati da una mentalità retrograda e fascista. Nessuno - tranne noi lettori - conosce la vera identità di J.D. Smith, e questo sicuramente è un gran valore aggiunto alla storia.
Il giallo nel giallo è quindi quello che ci regala ancora una volta Alice Basso con questo suo secondo volume con protagonista la bellissima Anita, un personaggio che in soli due libri ha avuto una crescita entusiasmante!
Per oggi ho finito, ma non perdetevi domani il post su Bookspedia.
venerdì 19 marzo 2021
Letture con Marina #125 - Recensione di Basta un caffè per essere felici di Toshikazu Kawaguchi
Buongiorno lettori, è venerdì e, come di consueto, lascio la parola a Marina e alla sua recensione.
Autore: Toshikazu Kawaguchi
Casa editrice: Garzanti, 2021
Pagine: 176
Traduzione: Claudia Marseguerra
venerdì 31 luglio 2020
Letture con Marina #99 - Recensione de La lettrice testarda di Amy Witting
Titolo: La lettrice testardaAutore: Amy Witting
Casa editrice: Garzanti, 2020
Pagine: 176
RECENSIONE:
mercoledì 15 luglio 2020
Recensione #364 - Il morso della vipera di Alice Basso
Trama: Il suono metallico dei tasti risuona nella stanza. Seduta alla sua
scrivania, Anita batte a macchina le storie della popolare rivista
Saturnalia : racconti gialli americani, in cui detective dai lunghi
cappotti, tra una sparatoria e l'altra, hanno sempre un bicchiere di
whisky tra le mani. Nulla di più lontano dal suo mondo. Eppure le pagine
di Hammett e Chandler, tradotte dall'affascinante scrittore Sebastiano
Satta Ascona, le stanno facendo scoprire il potere delle parole. Anita
ha sempre diffidato dei giornali e anche dei libri, che da anni ormai
non fanno che compiacere il regime. Ma queste sono storie nuove,
diverse, piene di verità. Se Anita si trova ora a fare la dattilografa
la colpa è solo la sua. Perché poteva accettare la proposta del suo
amato fidanzato Corrado, come avrebbe fatto qualsiasi altra giovane
donna del 1935, invece di pronunciare quelle parole totalmente
inaspettate: ti sposo ma voglio prima lavorare. E ora si trova con
quella macchina da scrivere davanti in compagnia di racconti che però
così male non sono, anzi, sembra quasi che le stiano insegnando
qualcosa. Forse per questo, quando un'anziana donna viene arrestata
perché afferma che un eroe di guerra è in realtà un assassino, Anita è
l'unica a crederle. Ma come rendere giustizia a qualcuno in tempi in cui
di giusto non c'è niente? Quelli non sono anni in cui dare spazio ad
una visione obiettiva della realtà. Il fascismo è in piena espansione.
Il cattivo non viene quasi mai sconfitto. Anita deve trovare tutto il
coraggio che ha e l'intuizione che le hanno insegnato i suoi amici
detective per indagare e scoprire quanto la letteratura possa fare per
renderci liberi. Dopo aver creato Vani Sarca, l'autrice torna con una
nuova protagonista: combattiva, tenace, acuta, sognatrice. Sullo sfondo
di una Torino in cui si sentono i primi afflati del fascismo, una storia
in cui i gialli non sono solo libri ma maestri di vita.domenica 5 luglio 2020
Blogtour de Il morso della vipera di Alice Basso - Tappa 4 - Il giallo di Alice Basso: da Vani Sarca ad Anita
Se Vani nelle sue indagini utilizza la conoscenza, le nozioni apprese in tanti anni di scrittura e le sue intuizioni, Anita è un po' trascinata dal caso, soprattutto perchè mai nella vita ha pensato di poter essere altro che un bel corpo con cui trovare il marito adatto. Il lettore si ritroverà invece stupito - e anche lei stessa in realtà - di quanto Anita, al fianco di Sebastiano Satta Ascona, il suo capo, il primo a non aver mai sbirciato nel suo décolleté e ad essersi impegnato a trattarla non come una buona a nulla, lei fiorisca e la sua mente anche. Le sue intuizioni diventano man mano sempre meno dettate dal caso e più dalla testa. La sua frivolezza sparisce e la sua attenzione verso la rivista che si trova a trascrivere con la sua macchina per scrivere la rende attenta, precisa, insostituibile per il suo capo, che spesso si ritrova a seguirne consigli molto azzeccati.
Il giallo di Alice Basso è un giallo che non prevarica mai su quelle che sono le vite dei personaggi e l'evolversi delle loro storie, sia in questa nuova serie che nella serie precedente l'amalgama tra la parte narrativa e la parte gialla è talmente uniforme che a volte ci si dimentica di dover risolvere un mistero perchè si è totalmente conquistati anche da tutto il resto.
Sicuramente il differente periodo storico di ambientazione delle due serie incide nel giallo per quanto riguarda i movimenti dei personaggi e i metodi di indagine ma alla fine, entrambi fanno centro, entrambi riescono a portare il lettore esattamente dove dovrebbe essere e regalano colpi di scena che sapranno lasciare il lettore la giusta "bocca aperta".
Inoltre nai gialli di Alice non manca mai l'ironia, quella che permette di stemperare, quella che fa subito amare i protagonisti. Insomma, se l'avete amata in passato l'amerete ancora, non potrebbe essere diversamente!
venerdì 22 maggio 2020
Letture con Marina #91 - Recensione de I segreti del College di Catherine Lowell
Titolo: I segreti del collegeAutore: Catherine Lowell
Casa editrice: Garzanti, 2019
Traduzione: Alba Mantovani
Pagine: 325
RECENSIONE:
venerdì 4 ottobre 2019
Recensione #326 - La casa degli specchi di Cristina Caboni
Probabilmente se la casa editrice Garzanti non mi avesse inviato questo libro a sorpresa, non lo avrei letto subito perché questi sono mesi di grande impegno a livello di nuove uscite e, per quanto mi riguarda, anche a livello personale. Lo avevo adocchiato, la trama mi ispirava molto ma non lo avevo richiesto per paura di non riuscire a leggerlo in tempi brevi… mi è arrivato ugualmente quindi a quel punto l’ho incastrato nelle letture che già avevo programmato et voilà, oggi vi beccate il mio pensiero!
lunedì 23 settembre 2019
Recensione #323 - La ragazza con le parole in tasca di Anna Dalton e INCONTRO CON L'AUTRICE
Sinossi: Andrea è sempre più vicina al suo sogno. Il secondo anno al Longjoy
College, una delle scuole di giornalismo più prestigiose al mondo, sta
per iniziare e non riesce ancora a credere di aver avuto una simile
opportunità. Eppure, quando varca la soglia dell'antico edificio
lasciandosi alle spalle i canali e le calli di Venezia, capisce che per
lei sarà ancora più dura. Per lei che è lì solo grazie a una borsa di
studio che deve mantenere a tutti i costi. Per lei così impacciata e
introversa. Per lei che è cresciuta con i libri come unici compagni. Ma
ora non è più sola ad affrontare la vita del college, perché è entrata a
far parte di uno strambo gruppo di amici: la cinica Marilyn, il dolce
Andre, l'irrefrenabile Uno e, soprattutto, il misterioso Joker, che l'ha
conquistata al primo sguardo. Ma non sempre è sufficiente. Andrea è
bravissima nello studio, meno a difendersi dagli attacchi di chi ha
intuito il suo talento e vuole metterle i bastoni tra le ruote. Perché
solo il primo del corso avrà le occasioni migliori. Una competizione che
Andrea è pronta ad affrontare perché la sua passione per la scrittura è
profonda e viene da molto lontano. Da quando era bambina e la madre,
che ora non c'è più, le ha strappato una promessa e affidato una pesante
eredità: diventare una giornalista come lei. Nient'altro conta per
Andrea. Non importa se Zen, il nuovo studente appena arrivato, è così
simile a lei e così affascinante da farle perdere per un attimo la rotta
che la porta a Joker. Non importa se la scuola vuole imporle scelte che
non condivide. Lei ha un obiettivo chiaro in mente e un'arma
infallibile per raggiungerlo: le parole. La capacità di raccontare la
realtà con la scrittura. Deve solo capire che la vita è fatta di scelte,
e che più si cresce più esse diventano difficili.giovedì 19 settembre 2019
Recensione #322 - L'apprendista geniale di Anna Dalton
Sinossi: Andrea attraversa il cancello del college di corsa, mentre il panorama
di Venezia si perde all'orizzonte. È in ritardo, come sempre, e ancora
più maldestra del solito, con il pesante borsone sulle spalle. Ma in
tasca stringe tra le dita qualcosa che riesce a darle sicurezza ogni
volta che è necessario: un foglietto di carta con su scarabocchiato
«scrivi, scrivi, scrivi». Tre semplici parole che la madre le ha
insegnato quando era una bambina. Tre semplici parole che ancora adesso
segnano la strada verso il suo sogno: diventare giornalista. Dal giorno
in cui è riuscita a tenere la penna in mano, Andrea ha riempito fogli e
fogli, scrivendo di qualunque argomento. E questo il suo modo di
distogliere la mente da ogni altro pensiero. Ora finalmente è entrata in
una delle scuole di giornalismo più prestigiose al mondo, e ci è
riuscita grazie a una borsa di studio per i suoi ottimi voti. Ecco la
sua forza. Ma quello che ha imparato finora rischia di non bastare: tra
quelle aule l'ambizione è il motore di ogni cosa e ci sono persone
pronte a tutto pur di ostacolarla, pur di intralciare la conquista dei
suoi obiettivi. Senza scrupoli. Per fortuna accanto a lei ha tre amici
che non si sono arresi davanti alla sua indole timida e solitaria. C'è
Marilyn, che veste sempre di nero. Andre, che la segue ovunque, come
un'ombra. E soprattutto l'enigmatico ragazzo che si fa chiamare Joker e
che, dietro un enorme sorriso, nasconde qualcosa che il cuore di Andrea
non vede l'ora di scoprire. Con loro si sente più al sicuro. Eppure la
posta in gioco è molto alta. Diventare una giornalista per lei significa
tutto, e ora deve stringersi più che può al suo sogno. Non può deludere
la persona a cui anni fa ha promesso di difenderlo. Anche se ci vuole
un coraggio che pensava di non avere.Primo di una trilogia, L'apprendista geniale è il libro di esordio di Anna Dalton, giovane e promettente attrice che, con questo romanzo, ci racconta la storia di Andrea Doyle, una giovane ragazza che, sin da bambina, sogna di diventare una giornalista come sua madre.Una madre che ha perso troppo presto e di cui lei conserva i ricordi con tutta se stessa.
giovedì 23 maggio 2019
Recensione #300 - Lena e la tempesta di Alessia Gazzola
Vi parlo del libro Lena e la tempesta di Alessia Gazzola, edito da Garzanti, pag. 186.
Sinossi: Si dice che ciascuno di noi, nel corso della propria vita, accumuli in
media tredici segreti. Di questi, solo cinque sono davvero
inconfessabili. Lena ne ha soltanto uno, ma si fa sentire dentro come se
ne valesse mille. E per quanto si sforzi di dimenticarlo, è inevitabile
per lei ripensarci mentre dal traghetto scorge l'isola di Levura, meta
del suo viaggio. Levura, frastagliata e selvaggia, dove ha passato le
estati indimenticabili della sua giovinezza. Dove non ha più rimesso
piede da quando aveva quindici anni. Da quando ogni cosa è cambiata. Ora
suo padre le ha regalato la casa di famiglia e lei ha deciso di
affittarla per dare una svolta alla sua esistenza. Perché si sente alla
deriva, come una barca persa tra le onde. Perché il suo lavoro di
illustratrice, che ama, è ad un vicolo cieco. Lena non sarebbe mai
voluta tornare a Levura, non sarebbe mai voluta tornare tra quelle mura.
Ma è l'unica possibilità che ha. Mentre apre le finestre arrugginite e
il vento che sa di mare fa muovere le tende, i momenti trascorsi
dell'ultima vacanza lì riaffiorano piano piano: le chiacchierate, gli
schizzi d'acqua sul viso, le passeggiate sulla spiaggia. E insieme il
ricordo di quel giorno impresso a fuoco nella sua mente. II suo progetto
è quello di stare sull'isola solo qualche giorno, trovare degli
affittuari e ricominciare altrove tutto quello che c'è da ricominciare.
Eppure nulla va come aveva immaginato. Lena non sa che quei giorni che
abbronzano il suo viso chiaro e delicato saranno per lei molto di più.
Ancora non sa che ci si può proteggere dalle emozioni con una corazza,
ma c'è sempre qualcuno pronto a scalfirla, come Tommaso l'affascinante
ragazzo che giorno dopo giorno la aiuterà a capire chi vuole essere
davvero. Non sa che la verità ha mille sfumature. Che nulla è davvero
inconfessabile perché la colpa spesso non è dove credevamo che fosse.Un'autrice, Alessia Gazzola, di cui lessi L'allieva cinque anni fa, un libro che non mi dispiacque ma che non mi ammaliò come invece mi aspettavo visto le recensioni super positive. Dopo quella volta non ho più letto nulla, nè i libri successivi di quella serie, nè i romanzi autoconclusivi che la Gazzola ha scritto negli anni ma questo libro mi ha talmente incuriosito che ho deciso di leggerlo e il risultato è stato positivo.
giovedì 11 ottobre 2018
BibliOmaggi #30
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Figlie di una nuova era di Carmen Korr, edito da Fazi, che ringrazio per la copia, 500 pagine. Data pubblicazione: 18 ottobre 2018.
Il primo capitolo di una nuova trilogia tutta al femminile che in Germania sta spopolando:
all’uscita del terzo volume, la serie, più di 60 settimane in classifica, ha raggiunto le 600.000
copie vendute.. Come non accettare di leggerlo?
Sinossi: Uno strano destino, quello delle donne nate nel 1900: avrebbero
attraversato due guerre mondiali, per due volte avrebbero visto il mondo
crollare e rimettersi in piedi, stravolgersi per sempre sotto i loro
occhi. Sono proprio loro le protagoniste di questa storia, quattro donne
che incontriamo per la prima volta da ragazze, ad Amburgo, alle soglie
degli anni Venti. Hanno personalità e provenienze molto diverse: Henny,
di buona educazione borghese, vive all’ombra della madre e ama il suo
lavoro di ostetrica più di ogni cosa; l’amica di sempre Käthe, di
estrazione più modesta, emancipata e comunista convinta, è
un’appassionata militante; Ida, rampolla di buona famiglia, ricca e
viziata, nasconde un animo ribelle sotto strati di convenzioni; e Lina,
indipendente e anticonformista, deve tutto ai suoi genitori, che sono
letteralmente morti di fame per garantirle la sopravvivenza. Insieme
crescono e vedono il mondo trasformarsi, mentre le loro vicende
personali s’intrecciano in una rete intricata di relazioni clandestine,
matrimoni d’interesse, battaglie politiche e sfide lavorative, lutti e
perdite, eventi grandi e piccoli tenuti insieme dal filo dell’amicizia.
Pagine che ci fanno respirare il fascino d’epoca di un mondo che non
c’è più: i cocktail al vermut, i cappelli a bustina, gli orologi da
tasca e gli sfarzosi locali da ballo, ma anche le case d’appuntamenti, i
ristoranti cinesi e le fumerie d’oppio del quartiere di St Pauli. E poi
la lenta, inesorabile disgregazione di tutto, la fine di ogni libertà,
il controllo sempre più pressante delle SS, la minaccia nazista…Quattro donne, un secolo di storia: Figlie di una nuova era è il primo capitolo di una nuova, avvincente trilogia tutta al femminile.
lunedì 14 maggio 2018
Recensione #240 - La scrittrice del mistero di Alice Basso
Sinossi: Per Vani fare la ghostwriter è il lavoro ideale. Non solo perché così può scrivere nel chiuso della sua casa, in compagnia dei libri e lontano dal resto dell'umanità per la quale non ha una grande simpatia. Ma soprattutto perché può sfruttare al meglio il suo dono di capire al volo le persone, di emulare i loro gesti, di anticipare i loro pensieri, di ricreare perfettamente il loro stile di scrittura. Una empatia innata che il suo datore di lavoro sa come sfruttare al meglio. Lui sa che solo Vani è in grado di mettersi nei panni di uno dei più famosi autori viventi di thriller del mondo. E non importa se le chiede di scrivere una storia che nulla ha a che fare con i padri del genere giallo che lei adora da Dashiell Hammett a Ian Fleming passando per Patricia Highsmith. Vani è comunque la migliore. Tanto che la polizia si è accorta delle sue doti intuitive e le ha chiesto di collaborare. E non con un commissario qualsiasi, bensì Berganza la copia vivente dei protagonisti di Raymond Chandler: impermeabile beige e sigaretta sempre in bocca. Sono mesi ormai che i due fanno indagini a braccetto. Ma tra un interrogatorio e l'altro, tra un colpo di genio di Vani e l'altro qualcosa di più profondo li unisce. E ora non ci sono più scuse, non ci sono più ostacoli: l'amore può trionfare. O in qualunque modo Vani voglia chiamare quei crampi allo stomaco che sente ogni volta che sono insieme. Eppure la vita di una ghostwriter non ha nulla a che fare con un romanzo rosa, l'happy ending va conquistato, agognato, sospirato. Perché il nuovo caso su cui Vani si trova a lavorare è molto più personale di altri: qualcuno minaccia di morte Riccardo, il suo ex fidanzato. Andare oltre il suo astio per aiutarlo è difficile e proteggere la sua nuova relazione lo è ancora di più. Vani sta per scoprire che la mente umana ha abissi oscuri e che può tessere trame più ordite del più bravo degli scrittori.Vani 4. Come riuscire a parlare di questo quarto volume della serie senza svelare troppo ma facendovi comunque capire di quanto sia un libro da leggere? Non facile, ma ci proverò. Ovviamente se non avete letto i precedenti, per forza di cosa, già dalla trama sapete troppo...
Sapete che Vani è innamorata. Eh già, finalmente noi del #teamBerganza possiamo dormire sonni tranquilli perchè quello che era solo un accenno nel terzo libro qui diventa realtà. Vani e Berganza vivono una storia d'amore.
Non appena questa cosa si è affacciata all'orizzonte nel libro precedente, mi sono chiesta come sarebbe stata Vani in questa nuova veste romantica, come sarebbero cambiati gli equilibri di questa coppia così perfetta sul lavoro ma così anaffettiva nella vita privata e, non vi nego, che avessi non poche paure in questo senso. Paura che i protagonisti non mi convincessero più come prima, paura che il nuovo status interferisse troppo invece devo fare un applauso ad Alice perchè i personaggi, tra un crampo, un whisky e uno sguardo d'intesa reggono e non perdono, in questo nuovo volume, la verve che li aveva contraddistinti nei romanzi precedenti.
Il libro riprende esattamente dove avevamo lasciato la storia nella lettura precedente e si dipana in pochissimi giorni. Pochissimi giorni che, per la quantità di cose che accadono e per il grandissimo intreccio che l'autrice riesce a realizzare, al lettore sembreranno mesi, anni...
Come Alice ci ha abituati in passato i suoi libri sono una storia nella storia ed anche in questo caso non ci delude. L'attenzione va sicuramente alla nuova coppia - non in modo eccessivo - ma, come avviene poi nella vita vera, i personaggi non hanno il tempo di godersi più di tanto la loro nuova condizione perchè il lavoro incombe ed i pazzi anche.
Un nuovo caso infatti è al centro del lavoro di Berganza - e quindi di Vani come consulente della polizia -, un caso che li tocca molto da vicino trattandosi di minacce di morte rivolte a Riccardo Randi. Già, proprio lui, l'ex fidanzato di Vani, il cinico, egocentrico, Riccardo. Se un po' conoscete la storia passata sappete che non sarà per niente facile stringere il cerchio intorno a lui visto che sicuramente c'è più gente al mondo che lo odia rispetto a quella che, non dico lo ami, ma almeno lo sopporti. Ovviamente il sesto senso di Vani sarà risolutivo, in fondo il suo lavoro l'aiuta non poco. Sì perchè Vani fa la ghostwriter e, anche in questo volume, parallelamente al caso "giallo" che l'autrice ci propone, ci mostra la nostra scrittrice dell'ombra alle prese con un famosissimo autore di thriller di cui dovrà scrivere un bestseller.
Tra un'incipit e un interrogatorio i nostri protagonisti osserveranno il mondo attorno a loro da una nuova prospettiva e vedranno chi gli sta intorno reagire alla loro nuova storia d'amore.
Tanti i personaggi che oltre a Vani e a Berganza popolano queste trecentoventi pagine. Ritroviamo Morgana, Irma, Laura, Ema, Ofelia, Lara, i gemelli di Lara, tutte persone che avevamo imparato a conoscere e ad amare nei volumi precedenti. Ma non sono meri personaggi di contorno, il bello dei libri di Alice è che anche di questi "non protagosti" noi conosciamo le vite, le emozioni, le abitudini tanto da avere la sensazione di conoscerli da sempre e di ritrovare qualcuno di famiglia.
Insomma una storia che c'è, funziona, abbastanza gialla ma anche rosa, capace di toccare temi importanti che popolano una qualsiasi famiglia ma di farlo con un'ironia pungente, inserita nel modo giusto e con la giusta quantità; quell'ironia che convince proprio perchè non è eccessiva.
Uno stile che, come sempre, ammalia e che porta il lettore velocemente e senza intoppi al finale; un finale che, come Alice ci ha abituati, lascia di stucco e ci fa chiudere la lettura con la voglia di avere il libro successivo immediatamente tra le mani!
L'unica pecca che, secondo i miei gusti, non mi permette di assegnargli il massimo punteggio è che mi sono resa conto che nelle parti dedicate al libro che Vani deve scrivere per il suo lavoro leggevo sentendomi meno coinvolta. Forse perchè ho trovato questa parte un po' slegata dal resto, rispetto a quanto avveniva invece nei libri precedenti. Dettagli eh, perchè comunque questo libro ve lo consiglio e ve lo consiglio anche ad occhi chiusi!!!
Se però non avete non avete ancora letto nulla di questa autrice vi consiglio di partire dall'inizio. Ecco i titoli dei libri precedenti e le mie recensioni:
- L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome - Recensione qui
- Scrivere è un mestiere pericoloso - Recensione qui
- Non ditelo allo scrittore - Recensione qui
lunedì 7 maggio 2018
BibliOmaggi #25
Rieccomi con una puntata di BibliOmaggi, per la prima volta con la nuova veste grafica. So che non è passato molto tempo dall'ultima volta ma non potevo non mostrarvi ciò che è arrivato nuovamente nella mia libreria!
-
Fai piano quando torni di Silvia Truzzi, edito da Longanesi, che ringrazio per la copia, 272 pagine. Data pubblicazione: 08 marzo 2018.
Di questo libro ho sentito parlare tanto e in modo contrastante. A me incuriosisce moltissimo quindi lo leggerò al più presto.
Sinossi: Margherita ha trentaquattro anni e un lavoro che ama. È bella, ricca ma
disperatamente incapace di superare sia la scomparsa dell'adorato papà,
morto all'improvviso otto anni prima, sia l'abbandono del fidanzato che
l'ha lasciata senza troppe spiegazioni. Dopo un grave incidente d'auto
si risveglia in ospedale. Qui incontra una signora anziana che da poco è
stata operata al femore. Anna, oggi settantaseienne - nata poverissima,
«venduta» come sguattera da bambina - ha trascorso la vita in compagnia
di un marito gretto e di una figlia meschina, eppure ha conservato una
gioia di vivere straordinaria. Merito delle misteriose lettere che, da
più di mezzo secolo, scrive e riceve ogni settimana. I mondi di queste
due donne sono lontanissimi: non fossero state costrette a condividere
la stessa stanza, non si sarebbero mai rivolte la parola. Dopo i primi
tempestosi scontri, però, fuori dall'ospedale il cortocircuito scatenato
dalla loro improbabile amicizia cambierà in meglio la vita di entrambe.-
Salvare le ossa di Jesmyn Ward, edito da NN Editore, che ringrazio per la copia, 320 pagine. Data pubblicazione: 16 aprile 2018.
Una storia famigliare che mi incuriosiva un sacco, soprattutto perchè la Ward è la prima donna in assoluto ad aver vinto per ben due volte il prestigioso National Book Award, quest'anno con Sing Unburied Sing e nel 2011 proprio con Salvare le ossa! L'ho letto e finito, a breve troverete sul blog la recensione.
Sinossi: Un
uragano minaccia di colpire Bois Sauvage, Mississippi. In un
avvallamento chiamato la Fossa, tra rottami, baracche e boschi, vivono
Esch, i suoi fratelli e il padre. La famiglia cerca di prepararsi
all’emergenza, ma tutti hanno altri pensieri: Skeetah deve assistere il
suo pitbull da combattimento dopo il parto; Randall, quando non gioca a
basket, si occupa del piccolo Junior; ed Esch, la protagonista, unica
ragazzina in un mondo di uomini, legge la storia degli Argonauti, è
innamorata di Manny, e scopre di essere incinta. Nei dodici giorni che
scandiscono l’arrivo della tempesta, il legame tra i fratelli e la
fiducia reciproca si rinsaldano, uniche luci nel buio della disgrazia
incombente. Salvare le ossa racconta la vita di ogni giorno con la forza
del mito, e celebra la lotta per l’amore a dispetto di qualunque
destino, non importa quanto cieco e ostile. Con una lingua intensamente
poetica, dove ogni parola brucia come una lacrima non versata, Jesmyn
Wardci trascina di pagina in pagina in un vortice di sole, vento, sangue
e pioggia, lasciandoci, alla fine, commossi e senza respiro.-
La scrittrice del mistero di Alice Basso, edito da Garzanti, che ringrazio per la copia, 320 pagine. Data pubblicazione: 26 aprile 2018. Adoro Alice, adoro Vani e Berganza quindi non potevo esimermi dal leggere il quarto e ultimo capitolo della loro storia! L'ho iniziato nel weekend e per ora posso solo dire che Alice non si smentisce.
Sinossi: Per
Vani fare la ghostwriter è il lavoro ideale. Non solo perché le
permette di restarsene chiusa in casa a scrivere, incompagnia dei suoi
libri e lontano dal resto dell’umanità, per la quale non prova grande
simpatia. Ma soprattutto perché così può sfruttare al meglio il suo dono
di capire al volo le persone, di emulare i loro gesti, di anticipare i
loro pensieri, di ricreare perfettamente il loro stile di scrittura.
Un’empatia innata dalla quale trae puntualmente vantaggio il capo della
casa editrice per cui Vani lavora. Lui sa che solo la sua ghostwriter
d’eccezione è in grado di mettersi nei panni di uno dei più famosi
autori di thriller del mondo; perché adora i padri del genere giallo, da
Dashiell Hammett a Ian Fleming passando per Patricia Highsmith. Del
resto Vani è la migliore e, se deve scrivere di misteri, lo è ancora di
più. Persino la polizia si è accorta delle sue doti intuitive e ha
chiesto la sua collaborazione. E non è un commissario qualsiasi ad
averlo fatto, bensì Berganza, la copia vivente dei detective di Raymond
Chandler: fascino da vendere, impermeabile beige e sigaretta sempre in
bocca. Sono mesi ormai che Vani e Berganza indagano a braccetto. Ma tra
un interrogatorio e l’altro, tra un colpo di genio e l’altro, qualcosa
dipiù profondo sembra unirli: altrimenti Vani non saprebbe come spiegare
i crampi allo stomaco che sente ogni volta che sono insieme. Eppure la
vita di una ghostwriter non ha nulla a che fare con un romanzo rosa,
l’happy ending va conquistato, agognato, sospirato. E il nuovo caso su
cui Vani si trova a lavorare è molto più personale di altri: qualcuno
minaccia di morte Riccardo, il suo ex fidanzato. Superare l’astio che
prova per lui e decidere di aiutarlo è difficile, ma Vani sta per
scoprire che la mente umana ha abissi oscuri e può tessere trame più
ordite del più fantasioso degli scrittori.Grazie a una protagonista unica nel suo genere, Alice Basso si è fatta amare da lettori e librai. Le sue storie a tinte gialle, costellate di citazioni letterarie, creano dipendenza. Dopo il successo di L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, Scrivere è un mestiere pericoloso e Non ditelo allo scrittore, un nuovo imperdibile romanzo in cui dare vita a un libro, risolvere un caso e accettare di essere innamorati sono tre passi complicati ma insolitamente legati tra di loro.
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Il quaderno rosso di Michel Bussi, edito da edizioni e/o, che ringrazio per la copia, 448 pagine. Data pubblicazione: 09 maggio 2018. Se mi seguite sapete che adoro questo autore e lo ritengo uno dei più bravi giallisti contemporanei quindi non potevo non avere questo libro che uscirà tra due giorni. Ovviamente mi aspetto grandi cose!
Sinossi: Leyli Maal è una donna maliana molto bella, madre di tre figli, che vive in un minuscolo appartamento della periferia di Marsiglia in compagnia di una collezione di civette e di una montagna di segreti. Quella che apparentemente è la vita tranquilla di un’immigrata ben inserita viene però scossa da due delitti sanguinari in cui sembra coinvolta la figlia maggiore Bamby, ventenne bellezza mozzafiato. I due omicidi si rivelano ben presto essere il coperchio del vaso di Pandora del racket dell’immigrazione clandestina, scoperchiato il quale vengono alla luce scheletri nell’armadio di personaggi insospettabili e agghiaccianti organizzazioni che lucrano sulla pelle dei più derelitti. A cercare di dipanare la matassa è Petar Velika, un commissario fin troppo navigato, coadiuvato dal tenente Flores, giovane poliziotto tecnologico, ma senza esperienza sul campo, che si è innamorato degli occhi dell’assassina appena li ha visti sulle registrazioni delle telecamere di sorveglianza. In quattro giorni e tre notti è un susseguirsi pirotecnico di cacce all’uomo, omicidi sventati o eseguiti, dirottamenti di yacht, traversate del Sahara, naufragi. È il misterioso tesoro di Leyli quello che in realtà tutti stanno cercando? O il suo diario segreto, il famoso quaderno rosso che contiene troppi nomi di intoccabili perché ci si possa permettere che venga trovato? E cosa c’entra in quell’intrico di delitti e bugie il pallone Morocco 2015 di Tidy, il figlio più piccolo di Leyli?
Che ne dite? Quale vi ispira? Vi auguro una splendida giornata.
A presto












