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giovedì 17 settembre 2020

Recensione #371 - Cambiare l'acqua ai fiori di Valérie Perrin

 Buonasera lettori, come state? Mi sono appena resa conto di non aver più scritto una recensione dal mio ritorno dalle ferie... eh sì che avrei da scrivere tutte quelle dei libri letti in vacanza ma tant'è, la voglia manca quindi quella poca che c'è preferisco per il momento utilizzarla per leggere. Non che io stia leggendo tanto, anzi, ma settembre passerà e, ve lo assicuro perchè capita tutti gli anni, tornerò quella di sempre. Che sembra un po' una minaccia in realtà... ahahahahahahahahahah

Ma veniamo al libro. Si tratta di Cambiare l'acqua ai fiori di Valérie Perrin edito da Edizioni e/o, pag. 424.

Trama: Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’
Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una storia piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale.

Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime che parevano nere si rivelano luminose.


Si è parlato di questo libro in lungo e in largo. In qualsiasi gruppo o pagina inerente alla lettura questo romanzo è stato postato centinaia di volte, tanto che per un lungo periodo ho pensato di non leggerlo, perchè io e i "tormentoni" non andiamo d'accordo. Poi, durante le vacanze, sono entrata in una libreria e in fianco al libro che avevo in mente di acquistare c'era questo. Una sola copia. Un segno, ho pensato, ed è tornato a casa - anzi al camper - con me. E l'ho letto appena finito il libro in lettura. Ed ora ve ne parlo.

venerdì 17 aprile 2020

Letture con Marina #86 - La ragazza del Convenience Store di Murata Sayaka

Buon venerdì carissimi, come state? Marina vi vizia e anche questa settimana vi regala una nuova recensione. Dovremo obbligarla a mantenere questi meravigliosi vizi anche in tempo di emergenza rientrata! ;)

E visto che continua la “serranda” della vita sociale, io Vi trascino nuovamente in Giappone!, con questo romanzo molto particolare, che forse non avrebbe modo di raccontare una vita in Italia, in quanto cultura e soprattutto relazioni sociali sono differenti. Molto bella la copertina, che da sola racconta di un mondo racchiuso in una scatola, grande pochissimi tatami.

Titolo: La ragazza del Convenience Store
Autore: Murata Sayaka
Casa editrice: edizioni e/o, 2007
Traduzione:Gianluca Coci
Pagine:168
Trama: La trentaseienne Furukura Keiko è single e molto introversa. È sempre stata una ragazza strana, ragion per cui ha deciso di provare a conformarsi alle aspettative della società e della famiglia abbandonando gli studi per lavorare in un konbini, un piccolo convenience store giapponese aperto 24/7.
È qui che è impiegata da diciotto anni, con un contratto part-time. I suoi genitori e le poche amiche d’infanzia sono preoccupati per lei e sperano che presto o tardi possa sistemarsi e mettere su famiglia. Keiko, però, sembra incapace di adeguarsi alla norma, si è sempre comportata “in modo diverso”, per usare un eufemismo. Ed è con questo spirito anticonformista che paradossalmente affronta ogni cosa nell’universo circoscritto del konbini, al quale si consacra nella maniera più assoluta. Il suo posto nel mondo lo ha trovato proprio qui, dove tutto accade come se fosse scritto in un manuale ed è sufficiente attenersi alle regole per essere efficiente, la migliore commessa possibile. Finché non incontra Shiraha, un nuovo e strambo collega trentacinquenne in cerca di moglie, il quale è convinto che il mondo si sia fermato all’epoca preistorica…
Per Keiko potrebbe trattarsi dell’occasione per lasciare il suo amato konbini e creare finalmente una famiglia, soddisfacendo le aspettative dei suoi cari? O il mondo del konbini, con le sue precisissime regole e il suo singolare valore simbolico, avrà la meglio?





RECENSIONE:

giovedì 11 ottobre 2018

BibliOmaggi #30

Buongiorno carissimi! In questa triste giornata piovigginante ho pensato di chiacchierare con voi riguardo ai libri ricevuti dopo il rientro dalle ferie dalle case editrici o dagli uffici stampa, di cui moltissimi ricevuti in super anteprima. Mesi ricchi di pubblicazioni importanti Settembre e Ottobre, quindi mettetevi comodi!!!

  • Figlie di una nuova era di Carmen Korr, edito da Fazi, che ringrazio per la copia, 500 pagine. Data pubblicazione: 18 ottobre 2018.
    Il primo capitolo di una nuova trilogia tutta al femminile che in Germania sta spopolando:
    all’uscita del terzo volume, la serie, più di 60 settimane in classifica, ha raggiunto le 600.000
    copie vendute.. Come non accettare di leggerlo?
Sinossi: Uno strano destino, quello delle donne nate nel 1900: avrebbero attraversato due guerre mondiali, per due volte avrebbero visto il mondo crollare e rimettersi in piedi, stravolgersi per sempre sotto i loro occhi. Sono proprio loro le protagoniste di questa storia, quattro donne che incontriamo per la prima volta da ragazze, ad Amburgo, alle soglie degli anni Venti. Hanno personalità e provenienze molto diverse: Henny, di buona educazione borghese, vive all’ombra della madre e ama il suo lavoro di ostetrica più di ogni cosa; l’amica di sempre Käthe, di estrazione più modesta, emancipata e comunista convinta, è un’appassionata militante; Ida, rampolla di buona famiglia, ricca e viziata, nasconde un animo ribelle sotto strati di convenzioni; e Lina, indipendente e anticonformista, deve tutto ai suoi genitori, che sono letteralmente morti di fame per garantirle la sopravvivenza. Insieme crescono e vedono il mondo trasformarsi, mentre le loro vicende personali s’intrecciano in una rete intricata di relazioni clandestine, matrimoni d’interesse, battaglie politiche e sfide lavorative, lutti e perdite, eventi grandi e piccoli tenuti insieme dal filo dell’amicizia. Pagine che ci fanno respirare il fascino d’epoca di un mondo che non c’è più: i cocktail al vermut, i cappelli a bustina, gli orologi da tasca e gli sfarzosi locali da ballo, ma anche le case d’appuntamenti, i ristoranti cinesi e le fumerie d’oppio del quartiere di St Pauli. E poi la lenta, inesorabile disgregazione di tutto, la fine di ogni libertà, il controllo sempre più pressante delle SS, la minaccia nazista…
Quattro donne, un secolo di storia: Figlie di una nuova era è il primo capitolo di una nuova, avvincente trilogia tutta al femminile.



mercoledì 10 ottobre 2018

Recensione #262- La doppia madre di Michel Bussi

Buongiorno lettori, come state? Io sto cercando di uscire da un raffreddore pazzesco... un altro motivo per cui odio questa stagione!!!
Ma torniamo al blog. Oggi sono qui per parlarvi dell'ultimissimo libro uscito di Michel Bussi. Si chiama La doppia madre ed è edito come di consueto da edizioni e/o - che ringrazio per la copia - , 496 pagine.

Sinossi: Può un bambino avere due madri, anzi tre? Che succede se lo stesso bambino è il testimone chiave di una rapina finita in tragedia?
L’azione dell’inconsueto thriller si svolge a Le Havre, importante porto commerciale francese sulla costa della Manica: moli immensi, piramidi di container, dighe, bacini di compensazione, piroscafi, gru, e in mezzo a tutto questo le difficili condizioni di vita dei portuali, sempre più sostituiti da macchine, la disoccupazione, lo spettro della fame. È in questo contesto che, spinti dalla speranza di una vita migliore, quattro amici d’infanzia si mettono nelle mani di un balordo di professione per compiere la rapina del secolo.
A occuparsi del caso è Marianne Augresse, quarantenne funzionaria di polizia con una passione sfegatata per i bambini, coadiuvata dallo psicologo per l’infanzia Vasil Dragonman. La sua inchiesta è una lotta contro il tempo per acciuffare il cervello della banda, che nella sua fuga si lascia dietro una scia di cadaveri, e recuperare la refurtiva. Ma chi è lo spietato killer? E dov’è finito il malloppo? L’unico a saperlo è il piccolo Malone, un bambino di tre anni che dialoga col suo peluche.


Bussi è tornato! In tutti i sensi...
Già, perchè è vero che è uscito questo nuovo libro quindi "è tornato" è il verbo che meglio si addice alla cosa ma dico è tornato anche perchè con questo nuovo lavoro ritrovo l'autore che adoro, quello che mi spiazza, quello che mette al centro più gialli che si sfiorano, si intrecciano, si evolvono sotto gli occhi del lettore senza svelare minimamente nulla fino all'ultima pagina.

martedì 25 settembre 2018

Recensione #257 - Come fermare il tempo di Matt Haig

Buongiorno lettori e buon martedì! Oggi vi lascio una nuova recensione, quella del libro Come fermare il tempo, di Matt Haig edito da Edizioni e/o - che ringrazio per la copia - Pag. 360


Sinossi: Pensate a un uomo che dimostra quarant'anni, ma che in realtà ne ha più di quattrocento. Un uomo che insegna storia nella Londra dei giorni nostri, ma che in realtà ha già vissuto decine di vite in luoghi e tempi diversi. Tom ha una sindrome rara per cui invecchia molto lentamente. Ciò potrebbe sembrare una fortuna... ma è una maledizione. Cosa succederebbe infatti se le persone che amate invecchiassero normalmente mentre voi rimanete sempre gli stessi? Sareste costretti a perdere i vostri affetti, a nascondervi e cambiare continuamente identità per cercare il vostro posto nel mondo e sfuggire ai pericoli che la vostra condizione comporta. Così Tom, portandosi dietro questo oscuro segreto, attraversa i secoli dall'Inghilterra elisabettiana alla Parigi dell'età del jazz, da New York ai mari del Sud, vivendo tante vite ma sognandone una normale. Oggi Tom ha una buona copertura: insegna ai ragazzi di una scuola, raccontando di guerre e cacce alle streghe e fingendo di non averle vissute in prima persona. Tom deve a ogni costo difendere l'equilibrio che si è faticosamente costruito. E sa che c'è una cosa che non deve assolutamente fare: innamorarsi. "Come fermare il tempo" è una storia folle e dolceamara su come perdere e poi ritrovare se stessi, sull'inevitabilità del cambiamento e sul lungo tempo necessario per imparare a vivere.
Questo libro mi ha incuriosito da subito, quando ancora era solo un titolo tra i tanti che sarebbero usciti a fine agosto. Non ho potuto rimanere indifferente nè alla cover, nè alla trama che si rivelava particolare ed intrigante. Il mio fiuto non si è sbagliato, sto diventando molto brava nella scelta!!! Ecco il mio pensiero su questo affascinante libro.

mercoledì 22 agosto 2018

Coming soon #44 - Come fermare il tempo di Matt Haig

Buon pomeriggio carissimi come va? Io sono ancora in vacanza ma non potevo non segnalare l'uscita di questo libro che mi incuriosisce tantissimo quindi mettetevi comodi! Esce la prossima settimana, quindi... segnatevi la data e cominciate a mettere mano al portafoglio!

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Titolo: Come fermare il tempo
Autore: Matt Haig
Genere:Letteratura inglese
Pubblicazione: 29 agosto 2018 - Edizioni e/o
Traduzione: Silvia Castoldi
Pag.: 368
Costo: 18.00 € cartaceo - 11.99 e-book

Descrizione:
Pensate a un uomo che dimostra quarant’anni, ma che in realtà ne ha più di quattrocento. Un uomo che insegna storia nella Londra dei giorni nostri, ma che in realtà ha già vissuto decine di vite in luoghi e tempi diversi. Tom ha una sindrome rara per cui invecchia molto lentamente. Ciò potrebbe sembrare una fortuna… ma è una maledizione. Cosa succederebbe infatti se le persone che amate invecchiassero normalmente mentre voi rimanete sempre gli stessi? Sareste costretti a perdere i vostri affetti, a nascondervi e cambiare continuamente identità per cercare il vostro posto nel mondo e sfuggire ai pericoli che la vostra condizione comporta. Così Tom, portandosi dietro questo oscuro segreto, attraversa i secoli dall’Inghilterra elisabettiana alla Parigi dell’età del jazz, da New York ai mari del Sud, vivendo tante vite ma sognandone una normale. Oggi Tom ha una buona copertura: insegna ai ragazzi di una scuola, raccontando di guerre e cacce alle streghe e fingendo di non averle vissute in prima persona. Tom deve a ogni costo difendere l’equilibrio che si è faticosamente costruito. E sa che c’è una cosa che non deve assolutamente fare: innamorarsi.
Come fermare il tempo è una storia folle e dolceamara su come perdere e poi ritrovare se stessi, sull’inevitabilità del cambiamento e sul lungo tempo necessario per imparare a vivere. Una storia bellissima in cui riconoscersi, per piangere su tutto ciò che perdiamo e per rallegrarci delle meraviglie della vita.

L'autore: Matt Haig (Sheffield, 1975) ha già pubblicato in Italia in​ ​Italia Il club dei padri estinti​, ​Il patto dei Labrador, ​La famiglia Radley​, ​Gli umani​, ​Ragioni per continuare a vivere​, ​Essere un gatto. È anche autore di narrativa per l’infanzia.
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Un libro che mi ha subito attirato per la copertina ma che poi mi ha tremendamente incuriosito per la sua trama. Ha tutte le carte in regola per essere proprio un libro adatto a me. Vi ispira? Conoscete l'autore?
A presto

lunedì 11 giugno 2018

Recensione #244 - Il quaderno rosso di Michel Bussi

Buongiorno lettori e buon lunedì. Come è andato il vostro weekend? Il mio è volato, come al solito, ma la scuola è finita quindi il mio animo è comunque un po' sollevato rispetto al solito. Tutto procederà come sempre: casa, lavoro, figlio ma almeno non avremo la spada di damocle dei compiti che potremo fare, con calma, secondo i nostri tempi.
Ma torniamo a noi. Oggi sono qui per parlarvi di un libro da cui mi aspettavo tantissimo e che invece, in realtà, mi ha purtroppo delusa. Si tratta de Il quaderno rosso di Michel Bussi, edito da e/o edizioni, che ringrazio per la copia, 448 pagine.

Sinossi: Leyli Maal è una donna maliana molto bella, madre di tre figli, che vive in un minuscolo appartamento della periferia di Marsiglia in compagnia di una collezione di civette e di una montagna di segreti. Quella che apparentemente è la vita tranquilla di un’immigrata ben inserita viene però scossa da due delitti sanguinari in cui sembra coinvolta la figlia maggiore Bamby, ventenne bellezza mozzafiato. I due omicidi si rivelano ben presto essere il coperchio del vaso di Pandora del racket dell’immigrazione clandestina, scoperchiato il quale vengono alla luce scheletri nell’armadio di personaggi insospettabili e agghiaccianti organizzazioni che lucrano sulla pelle dei più derelitti.
A cercare di dipanare la matassa è Petar Velika, un commissario fin troppo navigato, coadiuvato dal tenente Flores, giovane poliziotto tecnologico, ma senza esperienza sul campo, che si è innamorato degli occhi dell’assassina appena li ha visti sulle registrazioni delle telecamere di sorveglianza. In quattro giorni e tre notti è un susseguirsi pirotecnico di cacce all’uomo, omicidi sventati o eseguiti, dirottamenti di yacht, traversate del Sahara, naufragi. È il misterioso tesoro di Leyli quello che in realtà tutti stanno cercando? O il suo diario segreto, il famoso quaderno rosso che contiene troppi nomi di intoccabili perché ci si possa permettere che venga trovato? E cosa c’entra in quell’intrico di delitti e bugie il pallone Morocco 2015 di Tidy, il figlio più piccolo di Leyli? 

Ci sono autori dei quali si aspetta con impazienza ogni singola pubblicazione, autori che ci hanno sempre conquistato, libro dopo libro, pagina dopo pagina. Da quegli autori ci si aspetta sempre il meglio, ci si aspetta di essere catapultati in una storia mozzafiato e di far fatica ad uscirne.
È questo che ho provato ogni volta che ho avuto un libro di Bussi tra le mani: sono rimasta stupita dalla capacità di creare thriller veri, impeccabili, con trame articolate capaci di trascinare il lettore nella follia; storie con colpi di scena dietro ogni angolo, capaci di stupire grazie ad espedienti narrativi che non ci si aspetta. Questa volta, purtroppo, qualcosa è andato storto tra me e questo nuovo lavoro, e questa storia non ha saputo conquistarmi come le altre.
Purtroppo, sin da subito, ho avuto la sensazione che questo libro non decollasse, che ci fosse qualcosa che mi frenasse nella lettura, che non mi conquistasse come erano soliti fare i lavori di questo autore. Ho proseguito speranzosa, sicura che il mio autore di gialli/thriller francese preferito sarebbe riuscito, prima della fine, a tirare fuori qualcosa di assolutamente disarmante dal suo cilindro. E invece sono arrivata alla fine e la sensazione è stata di assoluto distacco.
Cosa è andato storto questa volta? Provo a spiegarvelo con le mie parole e, ovviamente, sottolienando che è unicamente il mio pensiero e che non è detto che non sia io inadatta per questa storia e non il contrario.

mercoledì 28 febbraio 2018

Il circolo dei consigli #2

Buongiorno lettori, come state? Eccoci di nuovo qua per una nuova puntata della rubrica Il circolo dei consigli nata in collaborazione con Baba e Nadia del blog Desperate Bookswife.
Come funziona? È molto semplice: ogni mese, a turno, ci consiglieremo un libro ed ogni mese, a fine mese, ve ne parleremo qui ma non scrivendo semplicemente il nostro pensiero. Ognuna di noi risponderà ad una domanda in una sorta di intervista tripla, proprio come quelle che fanno in TV. Siete pronti? Allora mettetevi comodi che si comincia...



CHI SEI?

Baba
Dany
Nadia

CHE LIBRO HAI LETTO?

B.: Mai dimenticare di Michel Bussi
D.: Magari domani resto di Lorenzo Marone
N.: Il cuore selvatico del ginepro di Vanessa Roggeri

CHI TE LO HA CONSIGLIATO?

B.: Nadia
D.: Baba
N.: Dany

LO CONOSCEVI?

B.: Non avevo mai letto nulla di suo, ma Daniela in passato mi ha decantato le doti di questo autore.
D.: Eh già, impossibile non conoscere Marone visto che lo amo molto come autore e tengo d'occhio le sue fatiche! Questa è di un anno fa... in realtà sono un po' in ritardo ma è andata così.
N.: Lo conoscevo nella misura in cui avevo già letto e apprezzato Fior di fulmine, e mi riproponevo da un po' di leggere anche questo
 
SEI STATO CONTENTO QUANDO HAI SCOPERTO IL TITOLO CHE AVRESTI DOVUTO LEGGERE?

B.: Più o meno...perchè 460 pagine non sono bruscolini, febbraio è corto e io avevo in arretrato 4 libri ah ah ah, ma questa è una sfida e se fosse facile, annoierebbe!
D.: In parte... Volevo leggere questo libro dalla sua uscita. Ho tergiversato e poi mille altre letture mi hanno portato verso altri lidi. In questo momento in realtà uscivo da letture troppo simili nel genere e avrei preferito riuscire ad aspettare ancora un po' però adesso sono contenta. Marone è sempre una bella lettura.
N.: Sì, proprio perché era un libro che avevo già in lista da un po' ma non avevo ancora avuto l'occasione di leggerlo.

DI COSA PARLA?

B.: Parla di un ragazzo testimone di un suicidio, che però diventa sospettato. Una corsa contro il tempo e contro la giustizia stessa. Il protagonista deve dimostrare la sua innocenza senza potersi fidare di nessuno.
D.: Parla di Luce, una ragazza nata e cresciuta nei Quartieri spagnoli di Napoli, con un temperamento e un aspetto mascolino. E poi parla di abbandoni, di viaggi fatti per paura di restare, di mancanze che accompagnano esistenze intere.
N.: Parla del rapporto tra Lucia e Ianetta, la prima e l'ultima delle sorelle Zara. Parla sì di sorellanza, intesa nel senso più profondo del termine, ma parla anche di amore, di tradizioni e superstizioni che si scontrano con la razionalità e la scienza, di amore e di cattiveria, di una terra meravigliosa e della durezza dei suoi abitanti.
BREVEMENTE COSA NE PENSI?

B.: E' stato decisamente amore. Non solo un libro, un gioco vero e proprio tra me lettrice e l'autore. Un noir scritto magnificamente, dalla storia ricca, complessa e sopratutto mai banale. Consigliatissimo.
D.: Il libro nel complesso mi è piaciuto. Ho ritrovato in Marone il grande narratore che conoscevo e che già amavo. Purtroppo non sono riuscita ad entrare in empatia con Luce che quindi per me rimane il grande interrogativo di questo romanzo.
N.: Mi è piaciuto molto. Adoro i romanzi che raccontano storie così dense di atmosfera, e lo stile della Roggeri è a mio parere uno dei migliori tra gli scrittori italiani.

QUALI SONO I PUNTI FORTI DEL LIBRO?

B.: La storia. Bussi ha una fervida fantasia e si è dimostrato un vero e proprio giocoliere, traendo il lettore in inganno, ma dandogli un contentino ogni tanto, per poi smentire nuovamente le sue convinzioni. Un maestro.
D.: Sicuramente lo stile che non può non conquistare.
N.: Innanzitutto lo stile, ricco ma scorrevole ed estremamente piacevole. La capacità di far riflettere sulle passioni e le contraddizioni dell'animo umano e la bravura nel creare personaggi sfaccettati e non monolitici.

QUALI SONO I PUNTI DEBOLI DEL LIBRO?

B.: Assolutamente nessuno.
D.: I punti deboli come accennato più su sono Luce che ho trovato in alcuni tratti forzatamente cazzuta ed un finale un po' banale per i miei gusti...
N.: Io non ne ho avvertiti, la storia mi ha catturata e non chiedo altro!

LO CONSIGLIERESTI A TUA VOLTA A QUALCUNO?

B.: Senza ombra di dubbio.
D.: Assolutamente sì, perchè la storia c'è e regge e Marone va letto, comunque!
N.: Sì, lo consiglierei alle persone che sono curiose nei confronti di altre culture e usanze, e in generale a chi ama uno stile ricercato ma pulito.

E per questo mese è tutto! Ci si risente al prossimo circolo.











martedì 21 novembre 2017

Recensione #215 - Mai dimenticare di Michel Bussi

Buongiorno lettori, come state? Siamo già alla fine di novembre ed io sto iniziando ad entrare nella frenesia pre-natalizia: post da preparare, top ten da stilare, nuova challenge da pubblicare, nuovi progetti da realizzare. Insomma, sarà un periodo pieno ed indaffarato a cui seguirà, spero, un anno ricco di cose belle!
Ma oggi sono qui per un post di ordinaria amministrazione: torno con una recensione, quella di un libro uscito da pochissimo per edizioni e/o, che ringrazio per la copia. Si tratta di Mai dimenticare di Michel Bussi, 464 pagine. Se mi seguite sapete che adoro questo autore e che non mi perderei un suo libro per nulla al mondo. Per fortuna non mi delude mai! Ecco il mio pensiero.

Sinossi: «Incontrate una bella ragazza sul ciglio di una scogliera? Non tendetele la mano! Potrebbero credere che l’avete spinta».

È quello che succede a Jamal Salaoui, trentenne sportivo con una protesi di carbonio al posto della gamba sinistra, che ciò nonostante si allena ogni giorno correndo su e giù per le bianche scogliere di Yport, grazioso paesino affacciato sulla Manica dal lato francese, con l’obiettivo di essere il primo atleta portatore di handicap a partecipare all’Ultra-Trail del Monte Bianco, la più dura corsa campestre del mondo.
Il suicidio della ragazza interrompe i suoi progetti. La incontra, bellissima e disperata, in cima alla scogliera, cerca di salvarla, ma lei si butta lo stesso, e quando Jamal scende alla spiaggia, centoventi metri più in basso, viene accusato di essere stato lui a ucciderla.
Qual è la verità? Chi è l’assassino? Lo sapremo dopo una girandola di colpi di scena come solo Michel Bussi, maestro dell’alchimia e della manipolazione, dell’emozione e della suspense, sa orchestrare.


Una ragazza è sull'orlo di una scogliera davanti ad un uomo. Quell'uomo è Jamal Salaoui. Il vestito della donna è fatto a pezzi, il suo viso è la personificazione della paura, ha da poco smesso di piangere, è evidente. Jamal agisce, cerca di parlarle, ma quando sembra aver tutto sotto controllo la donna si butta di sotto e lui non può far altro che guardare quegli occhi puntati nei suoi, inerme.
Due testimoni, ai piedi della scogliera, vedranno la ragazza sfracellarsi al suolo, ma non possono aver visto quello che è accaduto di sopra, prima che il corpo precipitasse. La sua parola contro la loro, la sua parola contro prove evidenti che sembrano incastrarlo o volerlo incastrare.
È l'inizio della fine, l'inizio di una corsa contro il tempo che l'autore architetta, come sempre nei minimi dettagli, per portare il lettore a credere a tutto ed al contrario di tutto; per portarlo a dubitare di tutti, anche di se stesso. Perché è questo il grande pregio di Bussi: portare i suoi personaggi alla follia insieme al lettore che ne legge le imprese.
Ogni volta che mi trovo per le mani una sua opera arrivo ad un certo punto e devo tornare indietro a rileggere, perché credo di aver saltato qualcosa, di non aver compreso qualche passaggio, di aver letto talmente avidamente da essermi distratta. E invece no... Invece ogni volta ho letto con attenzione ed è proprio la bravura dell'autore ad aver architettato che io tornassi indietro a rileggere perché lui lo sa che lo faremo, e lo scrive anche, in barba al nostro sentirci detective, in barba al nostro essere sicuri che questa volta lo scopriremo, che questa volta sveleremo i suoi piani. 
Immaginatevi quando ad un certo punto della lettura sono tornata all'inizio ed ho riletto queste parole del protagonista del libro:
Tornerete all'inizio di questo racconto, rileggerete queste righe e penserete che sono pazzo, che vi sto tendendo un tranello o mi sono inventato tutto. Invece non ho inventato proprio niente. Non sono pazzo. Non sto tendendo nessuna trappola. Vi chiedo soltanto una cosa, fidatevi di me. Fino alla fine.
Vedrete, andrà tutto bene.
Un genio. Solo in questo modo mi viene da definire questo autore. Un genio nel portarci ovunque lui voglia attraverso l'uso della parola, attraverso il suo stile coinvolgente e capace, ogni volta, di stupire. 
Jamal ci parla. Si rivolge a noi, in prima persona, proprio come si rivolgevano a noi i protagonisti degli altri libri di Bussi; un marchio di fabbrica che ci fa subito entrare in sintonia con i personaggi che ci regala, che ci fa subito sentire a casa, al sicuro. Ci fa mettere comodi come in compagnia di amici e poi ci tende la trappola. Come vi sentireste se ad un certo punto scopriste che un vostro amico cui voi avete creduto ciecamente, venisse indagato per omicidio? E se tutti gli indizi che fino a quel momento voi avete ritenuto costruiti per incastrarlo si rivelassero invece evidentemente e palesemente contro di lui? Non vi sentireste spiazzati? Distrutti per essere stati presi in giro da qualcuno di cui vi fidavate? Pazzi per esservi fidati, per esserci cascati, per avere consapevolmente creduto ad un possibile assassino? Questo ho provato io verso Jamal. Mi sono fidata, poi ho dubitato di lui, poi ho creduto ancora nella sua innocenza, poi l'ho additato e mi sono arrabbiata con lui, in un continuo tira e molla che mi ha portato alla fine del libro e alla grande rivelazione, quella che emerge - nei libri di Bussi - quando tutto sembra risolto, quando tutto sembra aver avuto una degna o quantomeno definita conclusione. E la grande rivelazione rimescola le carte, sconvolge il lettore, lo spiazza facendolo rimanere a bocca aperta e facendogli ancora una volta affermare che questo autore ci sa fare, che questo autore è un grande scrittore.
Se a tutto questo aggiungiamo le sempre precise e dettagliate ambientazioni che, ogni volta, fanno venire voglia di prendere il primo aereo ed andare a scoprire quei luoghi che lui, tanto sapientemente, sa farci amare, allora non si può, secondo me, che promuoverlo a pieni voti ed attendere con trepidazione la sua prossima uscita.
Se cercate un giallo/noir che sappia tenervi incollati alle pagine, che sappia farvi credere bianco quando è palesemente nero, che sappia convincervi di tutto e del contrario di tutto, che sappia farvi convincere delle apparenze e dubitare delle certezze, allora ecco l'autore che fa per voi! Sono sicura che non vi deluderà!!!

Prima di lasciarvi voglio ricordarvi le precedenti pubblicazioni di Bussi, lasciandovi anche il rimando alla recensione in modo che, se lo vorrete, potrete scegliere il libro più adatto a voi da cui cominciare.

Ninfee nere

VOTO: 


mercoledì 8 novembre 2017

BibliOmaggi #20


Buongiorno lettori, eccomi nuovamente qui con una puntata di BibliOmaggi per mostrarvi gli omaggi freschi freschi che ho ricevuto nelle ultime settimane. Alcuni li ho già letti e recensiti, altri spero di leggerli a breve!
Eccoli:
  • Una lettera lunga una vita di Loredana Limone, edito da CentoAutori, 242 pagine Data pubblicazione:  25 ottobre 2017.
    Un libro splendido che sa toccare corde profonde dell'animo umano. Già letto e recensito qui.
Sinossi: Tina vive con serenità i suoi ultimi anni di vita lontana dall'Italia e dalle sue radici. Un giorno in apparenza come gli altri, una telefonata sconvolge la sua tranquilla esistenza. Da quell'eco di una voce lontana dall'accento inconfondibile, un uomo sembra riportarla al suo passato e a suoi ricordi. L'Italia, Napoli, la sua terra, gli odori e i sapori che aveva amato da bambina e adesso credeva di aver dimenticato, riaffiorano tutti insieme all'improvviso travolgendola come un fiume in piena. Tina così decide di scrivere una lettera a quell'uomo riemerso dal suo passato ma non si tratta delle solite righe di convenevoli, ma di una lettera d'amore lunga tutta una vita.
  • Il cacciatore di sogni di Sara Rattaro edito da Mondadori, che ringrazio per la copia, 173 pagine. Data pubblicazione:  17 ottobre 2017. Una nuova veste per Sara Rattaro ed io non potevo farmela mancare!!
Sinossi: Luca, che da grande sogna di diventare pianista, ha una mano rotta, un fratello maggiore piuttosto fastidioso, una mamma rompiscatole e un aereo da prendere per tornare da Barcellona in Italia. È il 4 luglio 1984 e, su quell'aereo, la sua vita cambia per sempre. Luca incontra un eroe... No, non si tratta di Maradona, che in aeroporto ha attirato l'attenzione di tutti (e in particolare di suo fratello Filippo), ma di un misterioso signore che somiglia un po' a Babbo Natale e occupa il sedile accanto al suo. All'improvviso l'uomo gli chiede: «Posso raccontarti una storia?». Comincia così un'avventura straordinaria, fatta di parole e ricordi, con una sorpresa davvero inaspettata... l'avventura di un cacciatore di sogni, lo scienziato Albert Bruce Sabin.

  • Olga di carta. Jum fatto di buio di Elisabetta Gnone edito da Salani, che ringrazio per la copia, 224 pagine. Data pubblicazione:  novembre 2017. Un libro che mi attira moltissimo soprattutto dopo la presentazione cui ho potuto partecipare grazie alla casa editrice!
Sinossi: È inverno a Balicò, il villaggio è ammantato di neve e si avvicina il Natale.
Gli abitanti affrontano il gelo che attanaglia la valle e Olga li riscalda con le sue storie. Ne ha in serbo una nuova, che nasce dal vuoto lasciato dal bosco che è stato abbattuto.
Quel vuoto le fa tornare in mente qualcuno che anche Valdo, il cane fidato, ricorda, perché quando conosci Jum fatto di Buio non lo dimentichi più.
È un essere informe, lento e molliccio, senza mani né piedi. La sua voce è l’eco di un pozzo che porta con sé parole crudeli e tutto il suo essere è fatto del buio e del vuoto che abbiamo dentro quando perdiamo qualcuno o qualcosa che ci è caro.
Jum porta con sé molte storie, che fanno arricciare il naso e increspare la fronte, e tutte sono un dono che Olga porge a chi ne ha bisogno. Perché le storie consolano, alleviano, salvano e soprattutto, queste, fanno ridere.
Dopo Olga di carta - Il viaggio straordinario, ritorna la vita del villaggio di Balicò con una storia che ne contiene tante, come in un gioco di scatole cinesi, come in una farmacia d’altri tempi piena di cassetti da aprire per tirare fuori la medicina giusta per ciascuno di noi.
  • Finalmente ci sei di Tijan edito da Garzanti, che ringrazio per la copia, 220 pagine. Data pubblicazione: 02 novembre 2017. Secondo volume di una serie Fallen Crest High. Un libro ricevuto a sorpresa che non so se fa tanto al caso mio, non avendo oltretutto letto il precedente... ci penso su e vedo cosa fare.
Sinossi: Da quando si è trasferita insieme alla madre nella casa del patrigno, Samantha non è riuscita a mantenere le promesse fatte a sé stessa. Non è riuscita a stare lontana dai fratelli Kade, i cattivi ragazzi per eccellenza, i più temuti e adorati della scuola. Soprattutto, non ha saputo restare indifferente agli sguardi magnetici di Mason. Non appena ha incrociato i suoi occhi verdi, si è sentita speciale, amata come mai prima, e tra le sue braccia ha trovato un rifugio dalle delusioni. Ora che sono finalmente insieme, non potrebbe essere più felice. Felice di essersi lasciata alle spalle una solitudine durata troppo a lungo. Felice di aver trovato qualcuno su cui poter contare. Ma non esiste amore senza complicazioni. Ci sono persone vicino a Sam che sembrano non volerne sapere della nuova coppia, a cominciare dalle vecchie conoscenze, che rivorrebbero indietro l'amica di un tempo e sono pronte ad allontanarla da Mason con ogni mezzo. Ma il più grande ostacolo, ancora una volta, è rappresentato dalla famiglia: la madre di Sam, Analise, è pronta a tutto pur di separarli. Anche a mentire. E se per Mason non è un problema rispondere con l'indifferenza a queste minacce, che per lui non hanno alcun valore, Sam non può far finta di nulla. Perché soltanto lei ha il potere di fermare la madre prima che sia troppo tardi. Quando un terribile segreto ritorna dal passato a tormentarla, Sam deve trovare la forza di reagire, se vuole salvare sé stessa, Mason e il loro futuro insieme. Con Finalmente noi, prima puntata della storia d'amore tra la timida Samantha e l'affascinante Mason, Tijan ha dato il via a un nuovo fenomeno mondiale che ha conquistato i lettori di tutto il mondo e scalato le classifiche internazionali a pochi giorni dall'uscita. Da mesi i fan chiedono a gran voce un seguito e Tijan non si è fatta attendere. "Finalmente ci sei" torna a parlare dell'amore che toglie il fiato. Dell'amore che quando arriva colpisce al cuore e per il quale si è pronti a lottare contro qualsiasi ostacolo.
  • L'ultimo disastro di Jamie McGuire edito da Garzanti, che ringrazio per la copia, 248 pagine. Data pubblicazione: 26 ottobre 2017. Stessa cosa del libro predente, ricevuto a sorpresa, questo è addirittura l'ultimo di una serie di libri lunghissimi che non ho letto quindi anche in questo caso devo riflettere sul da farsi.
Sinossi: Non sembra passato neanche un giorno dalla prima volta che Abby e Travis si sono scambiati quello sguardo all'università. Da allora nulla è cambiato: la stessa intesa di un tempo brilla nei loro occhi. La stessa dolcezza si legge nelle loro mani che si cercano sempre. Nessuno avrebbe mai scommesso che la loro storia sarebbe durata tanto a lungo, ma quando un Maddox si innamora è per sempre. E Avvy e Travis ne sono la prova. Ora lei è una mamma modello: non solo si impegna a crescere al meglio i suoi due gemelli, ma non esita a rimboccarsi le maniche per aiutare Travis ogni volta che ne ha bisogno. Lui non si risparmia, fa di tutto per proteggere la famiglia, a qualsiasi costo. Il loro è un amore di quelli che capitano una sola volta nella vita, un esempio anche per gli altri fratelli, ora riuniti con le mogli e i figli nella casa di famiglia a Eakins. Eppure, stare con un Maddox non è solo garanzia d'amore, ma anche di tanti guai. Dietro una vita apparentemente perfetta, Travis nasconde un segreto. Un segreto che per anni ha custodito con la complicità del fratello maggiore Thomas. Un segreto che, se venisse a galla, rischierebbe di mettere a nudo un'intricata rete di bugie e di far crollare tutte quelle certezze che finora hanno fatto di lui un modello da seguire. Così, quando si riaccendono vecchie tensioni che minacciano di sconvolgere la tranquillità raggiunta con fatica, Travis si trova a dover prendere una decisione difficile che potrebbe dividere la famiglia per sempre, oppure renderla ancora più forte. Perché quando ci sono in gioco gli affetti, si è pronti a tutto pur di non perderli.


  • Mai dimenticare di Michel Bussi edito da edizioni e/o, che ringrazio per la copia, 464 pagine. Data pubblicazione: 09 novembre 2017. Un libro che non potevo farmi scappare e che mi è arrivato in super anteprima ieri!!!
Sinossi: «Incontrate una bella ragazza sul ciglio di una scogliera? Non tendetele la mano! Potrebbero credere che l’avete spinta».

È quello che succede a Jamal Salaoui, trentenne sportivo con una protesi di carbonio al posto della gamba sinistra, che ciò nonostante si allena ogni giorno correndo su e giù per le bianche scogliere di Yport, grazioso paesino affacciato sulla Manica dal lato francese, con l’obiettivo di essere il primo atleta portatore di handicap a partecipare all’Ultra-Trail del Monte Bianco, la più dura corsa campestre del mondo.
Il suicidio della ragazza interrompe i suoi progetti. La incontra, bellissima e disperata, in cima alla scogliera, cerca di salvarla, ma lei si butta lo stesso, e quando Jamal scende alla spiaggia, centoventi metri più in basso, viene accusato di essere stato lui a ucciderla.
Qual è la verità? Chi è l’assassino? Lo sapremo dopo una girandola di colpi di scena come solo Michel Bussi, maestro dell’alchimia e della manipolazione, dell’emozione e della suspense, sa orchestrare.

E con questo è tutto! C'è qualcuno di questi libri che vi ispira in modo particolare?


lunedì 6 novembre 2017

Coming soon #27 - Mai dimenticare di Michel Bussi

Buongiorno lettori, come state? Anche voi in umore nero da lunedì? Per fortuna ci sono alcune notizie che possono contribuire a risollevare un po' l'umore ed io sono più che felice di condividerle con voi.
Non mi dilungo oltre e vi lascio tutte le notizie necessarie per segnarvi questa uscita che io attendo con impazienza!!!
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Titolo: Mai dimenticare
Autore: Michel Bussi
Genere:
Thriller
Pagine: 464
Costo: 16.50
Pubblicazione: 09 novembre 2017 - Edizioni e/o

Descrizione:
«Incontrate una bella ragazza sul ciglio di una scogliera? Non tendetele la mano! Potrebbero credere che l’avete spinta».

È quello che succede a Jamal Salaoui, trentenne sportivo con una protesi di carbonio al posto della gamba sinistra, che ciò nonostante si allena ogni giorno correndo su e giù per le bianche scogliere di Yport, grazioso paesino affacciato sulla Manica dal lato francese, con l’obiettivo di essere il primo atleta portatore di handicap a partecipare all’Ultra-Trail del Monte Bianco, la più dura corsa campestre del mondo.
Il suicidio della ragazza interrompe i suoi progetti. La incontra, bellissima e disperata, in cima alla scogliera, cerca di salvarla, ma lei si butta lo stesso, e quando Jamal scende alla spiaggia, centoventi metri più in basso, viene accusato di essere stato lui a ucciderla.
Qual è la verità? Chi è l’assassino? Lo sapremo dopo una girandola di colpi di scena come solo Michel Bussi, maestro dell’alchimia e della manipolazione, dell’emozione e della suspense, sa orchestrare.

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Di questo autore ho letto tutto ed ogni volta ha saputo soddisfare le mie aspettative quindi non mi perderei un suo libro per niente al mondo!
Consiglio quindi agli amanti del genere, che ancora non lo conoscano, di segnarsi questo nome e questi titoli:

Ninfee nere

giovedì 12 ottobre 2017

Recensione #211 - La figlia maschio di Patrizia Rinaldi

Ciao carissimi, come state? Io trascinata dagli eventi... mille cose da fare, mille cose a cui pensare, mille pensieri. In tutto questo cerco quanto più possibile di leggere e star dietro al blog anche se non è facile.
Intanto sono qui per lasciarvi il mio pensiero sul libro La figlia maschio di Patrizia Rinaldi, edito da edizioni e/o, che ringrazio per la copia, 176 pagine.

Sinossi: La storia di un viaggio in Cina, verso la fine degli anni Novanta, che spoglia e cambia quattro esistenze raccontate da quattro voci narranti.
Quattro punti di vista e i loro linguaggi particolarmente convincenti ci portano nelle tempeste degli amori, nei tradimenti, negli stermini aiutati dai dogmi ideologici, nei cambiamenti inattesi, negli imprevisti di ogni esistenza.
Una vacanza in apparenza convenzionale cambia la vita di quattro persone. Al ritorno da un viaggio in Cina, Marino, un imprenditore criminale, tornerà con un bottino che per lui somiglia all’amore. Sua moglie Felicita non riuscirà più a restare nella noia e nelle menzogne, analizzerà con cinismo il suo matrimonio bianco e con la risorsa dell’autoironia sceglierà di dirsi quello che è diventata, quello che non vuole essere più. Sergio, un inetto e affascinante dipendente dell’imprenditore criminale, scoprirà di saper combattere per quello che riconosce come il suo ultimo amore di carne e mistero. Una ragazza cinese senza identità, che non è stata dichiarata al momento della nascita come circa venticinque milioni di neonate connazionali, sceglierà di non essere più vittima della politica del figlio unico e di molto altro: da martire diventerà predatrice e userà senza pudore il corpo, le culture, la determinazione e qualsiasi altra avventura per salvarsi la vita. 
Un romanzo particolare questo, in cui un viaggio in Cina si rivela il vero protagonista della lettura, quello da cui ogni pensiero scaturisce ed ogni azione si compie.
Marino - un imprenditore pieno di sè e senza scrupoli -, Felicita - sua moglie -, Sergio - un dipendente di Marino - ed Anna - moglie di Sergio, sono i viaggiatori. 
Gli equilibri tra le due coppie non sono, già in partenza, dei migliori. Anna ha intenzione di riflettere sul suo rapporto e di decidere se è il caso di tenerlo in piedi. Sergio fa, come sempre, da galoppino a Marino. Marino si comporta come sempre da arrogante, credendo che i suoi soldi possano comprare tutto e tutti. Felicita è in balia degli eventi, sposata ad un uomo che non l'ha mai veramente apprezzata.
E poi c'è Na, che in Cina ci è nata, ma che in Cina uffialmente non esiste e la cui storia non è neanche lontanamente paragonabile a nessuna delle altre.
Ad ognuno di questi personaggi - tranne ad Anna - l'autrice assegna il compito di narratori che in prima persona, ognuno in un capitolo dedicato, più che parlarci dei fatti, fanno un percorso interiore, analizzando la propria vita precedente e successiva al viaggio. Come se fosse una scomposizione di una storia che ci viene solo accannata negli avvenimenti ma che viene sviscerata attraverso sentimenti, riflessioni ed equilibri ma soprattutto attraverso occhi ed atteggiamenti diversi. 
Tra tutti, il punto di vista di Sergio è quello che mi è piaciuto di più e che mi ha particolarmente emozionato.
Un libro che affronta temi importanti e lo fa con uno stile molto ricercato nella sua semplicità, poetico nell'intenzione ma allo stesso tempo crudo e diretto. Un romanzo capace di farci riflettere su quanto il singolo individuo sia essenziale, su quanto una stessa storia possa apparire diversa ed essere vissuta in modo differente in base al bagaglio di vita dei diversi attori che la vivono.
È quasi come se ognuno di loro avesse in realtà fatto un viaggio differente perchè il proprio io emerge e fa mutare le situazione. Quasi come un gioco di ruolo dove però i ruoli si intrecciano e si scambiano a seconda della necessità. Perchè in fondo tutto è apparenza, e la vita è piena di discorsi non detti, di istanti rubati, di scelte sbagliate fatte per caso o per convenienza. Ed ogni luogo può essere casa ma anche inferno, ogni amore può essere passione ma anche finzione, ogni istante può essere perfezione oppure solo una cicatrice in più, a seconda di chi siamo, a seconda di come viviamo. Tutto ed il contrario di tutto senza che ci sia necessariamente giusto o sbagliato.
Un libro difficile da raccontare se non in questi termini ma che saprà conquistarvi se non avete bisogno a tutti i costi di una storia definita e lineare.

VOTO: 


mercoledì 19 luglio 2017

Recensione #199 - Le coincidenze dell'estate di Massimo Canuti

Ciao a tutti! Periodo ricco di recensioni e belle letture. Letture fresche, intense, ricche di emozioni e di spunti di riflessione!
Oggi vi parlo di Le coincidenze dell'estate di Massimo Canuti, edito da edizioni e/o, pag. 232.

Sinossi: Milano, estate. Vincenzo è un adolescente particolare: ha pochi amici, è amante della musica metal e degli skate, e non sa ancora bene se è attratto dai ragazzi o dalle ragazze. Italo è un uomo di circa cinquant'anni che un giorno si sveglia su un marciapiede e non ricorda nulla del suo passato. Comincia a vivere come un barbone cercando di ricostruire la sua identità finché non finisce per caso nell'androne del palazzo di Vincenzo. Il ragazzo ha un lampo, sembra riconoscerlo, ma fa finta di non averlo mai visto prima. Dove ha incontrato quell'uomo? E come ha fatto Italo a perdere la memoria? Ma ecco che in loro soccorso arriva Evelina, anziana inquilina del palazzo ed ex parrucchiera dei divi di Cinecittà. Sarà proprio lei, con la sua eccentrica vitalità e tenera presenza, a riannodare i fili di un passato fatto di bugie e risentimenti. "Le coincidenze dell'estate" è un romanzo sull'amicizia inaspettata che può nascere fra tre persone di generazioni diverse, ma non solo. Parla della difficoltà di crescere in una famiglia a pezzi, della scoperta dell'omosessualità, del coraggio di uscire allo scoperto; è un romanzo sulla crudeltà del mondo del lavoro e su quanto sia traumatico ripartire da zero dopo aver perso tutto. Ma è soprattutto un romanzo sulla scoperta della propria identità. Tra sorelle circensi, suonatori di polka e ragazzine provocanti, Massimo Canuti scrive un libro che a tratti assume la forma del giallo. Il tutto nell'insolita cornice di una Milano afosa, lenta e deserta, lontana dallo stereotipo della città fredda, svelta e indifferente che non lascia spazio a nessun contatto umano.

Quando ero solo una studentessa di architettura ci assegnarono un lavoro di gruppo: avremmo dovuto studiare una piazza milanese dal punto di vista architettonico. Al mio gruppo capitò Piazza del Tricolore, una piazza che non avevo mai sentito nominare in vita mia - Milano è enorme ed anche una milanese come me ne conosce solo una minima parte, quella che normalmente frequenta di più - ma che, una volta intercettata si rivelò essere una piazza in una zona molto centrale nonchè molto facoltosa. Durante il sopralluogo, oltre ad ammirare le costruzioni di pregio che si affacciano sulla piazza, mi ritrovai ad osservare un lungo serpentone di persone, principalmente anziani italiani che scoprii essere in fila per la mensa dei poveri. Una dicotomia che subito mi apparve assurda, beffarda. Se da quei palazzi con le facciate in marmo uscivano donne ingioiellate ed uomini visivamente benestanti, pochi metri più in là c'erano persone con l'umiliazione negli occhi in fila per un pasto caldo. La stessa dicotomia la si può trovare a poco meno di un chilometro di distanza, varcando il cancello di ingresso dei giardini pubblici di Porta Venezia di mattina presto, in cui alle tate filippine che accompagnano ai giochi del parco dei bambini biondissimi ed abbigliati con vestiti firmati, si contrappongono, distesi sulle panchine, clochard di tutte le età , che di quelle panchine hanno fatto la loro casa. È qui che Massimo Canuti  ambienta il suo libro, in quel chilometro di città in cui c'è tutto ed il contrario di tutto ed è di questa dicotomia che questo libro fa il suo punto di forza.
Dicotomia palese anche nei due protagonisti, che non potrebbero essere più diversi.
Vincenzo, è un adolescente che abita in un palazzone "bene" di Porta Venezia; figlio di genitori separati vive in casa con la madre che lavora nella tv e che riempie le mancanze del figlio non con la propria presenza ma lasciandogli bigliettini di spiegazioni e importanti somme di denaro per comunicare al figlio i suoi lunghi viaggi di lavoro all'estero. Vincenzo avrebbe bisogno di una guida, la sua identità sessuale lo spaventa, ha dei problemi seri con alcuni compagni e nessuno si prende la briga di comprenderlo, se non mandandolo da uno psicologo.
Italo è un uomo di mezza età. Si ritrova senza denaro, senza documenti e senza memoria proprio in quella zona della città. Non chiede aiuto Italo, conta solo sulle sue forze - forse spaventato da quello che potrebbe scoprire ritrovando un'identità che ora ignora - e comincia a vivere una vita da senzatetto, costruendosi una mappa dei luoghi che riscopre piano piano ed affidandosi ai consigli di Gaetano, che quella vita la conosce bene perchè rovinato dal gioco d'azzardo. Italo è una di quelle persone che si mette in fila in Piazza del Tricolore; una di quelle persone che vidi nel serpentone in attesa avrebbe potuto benissimo chiamarsi Italo.
Le strade di Vincenzo e di Italo sono destinate ad incontrarsi; l'autore ce lo dice subito, all'inizio del libro, ma non sappiamo come succederà nè cosa accadrà dopo, nè sappiamo come si rapporteranno.
La storia si svolge nei mesi estivi, la scuola è finita e Vincenzo ha moltissimo tempo libero che passa nella sua cantina, cercando di costruirsi uno skate ma anche pensando a Pietro. Fuori da quel palazzo la città si svuota progressivamente, tutti vanno in vacanza tranne i barboni che anche con i cocenti quaranta gradi non possono permettersi di trovare refrigerio se non negli androni dei palazzi. Anche nel palazzo di Vincenzo i condomini sono fuggiti, resta solo la signora Evelina, ex parrucchiera delle dive, un personaggio che avrà un ruolo importante e che saprà conquistare il lettore con i suoi modi di fare affabili e anche un po' sopra le righe.
La narrazione scorre spedita, con uno stile che non eccede in contorsioni di parole ma che narra in modo diretto e senza fronzoli una realtà che appare nella sua crudezza e che per questo non ha bisogno di eccessi. Canuti non ha paura di mettere insieme molti temi importanti: l'omosessualità, l'amicizia, la povertà, la solitudine, la difficoltà a rapportarsi con gli altri, il bullismo, la genitorialità, la vecchiaia, la droga, la capacità di aiutare il prossimo, la perdita di memoria; e lo fa senza fare un calderone di temi per stupire, ma anzi, riesce a ponderare bene il tutto. 
I personaggi sono reali, delineati perfettamente nelle loro caratteristiche fisiche e comportamentali. Un gruppo di personaggi che, lo si percepisce, l'autore ha avuto l'occasione di osservare nella sua vita di tutti i giorni in questa città che le cose te le sbatte in faccia quando meno te lo aspetti. Tanti Italo, Gaetano, Vincenzo, Evelina che popolano un mondo spesso incomprensibile.
Un libro che, insomma, mostra una città ed i suoi abitanti con un occhio diverso, quello di chi, come noi, - anche Massimo Canuti, ho scoperto, si è laureato in architettura proprio al Politecnico di Milano qualche anno prima di me - non è abituato solo a guardarla, ma la fa sua, osservandone gli anfratti, notandone le contraddizioni, cercandone i dettagli.
Il finale poi, ha messo a dura prova il mio cuore, e non mi vergogno a dirvi che ho dovuto impegnarmi per ricacciare giù qualche lacrima!
Un libro che vi consiglio, adatto al periodo ma adatto anche a qualsiasi altro momento dell'anno. Certo, con l'afa che attanaglia Milano in questi giorni si riesce ad entrare proprio in sintonia con l'atmosfera e con i personaggi. ;)
Lo conoscete? Se non lo conoscete correte a cercarlo e a leggerlo!!!

VOTO: