Trama: Joshua e Christophe sono gemelli e vivono a Bois Sauvage, Mississippi,
insieme alla dolce Mamee, la nonna cieca che si è sempre presa cura di
loro. La madre, Cille, si è trasferita ad Atlanta per cercare fortuna,
mentre il padre, Sandman, è tossicodipendente e li ha abbandonati da
tempo. I gemelli si sono appena diplomati e trascorrono la loro ultima
estate di libertà tra tuffi nel fiume, partite di basket e feste con gli
amici. Ma devono anche iniziare a cercare un lavoro: saranno loro,
adesso, ad aiutare la nonna, diventando gli adulti di casa. Joshua trova
un impiego al porto e si innamora di Laila, mentre Christophe non ha
fortuna e inizia a spacciare. Le strade dei due fratelli si dividono per
la prima volta, e ai loro malumori si aggiungono le incomprensioni con
Cille e le tensioni con Sandman, che dopo anni ricompare a casa di
Mamee. Jesmyn Ward ci riporta a Bois Sauvage, nei torridi giorni
d'estate che precedono gli eventi di Salvare le ossa. E con voce limpida
e intensa racconta le cicatrici dell'adolescenza e le forme d'amore che
tengono insieme una famiglia, venature di quella linea del sangue che
ispira e orienta il destino.
Visualizzazione post con etichetta Jesmyn Ward. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Jesmyn Ward. Mostra tutti i post
giovedì 16 luglio 2020
Recensione IN ANTEPRIMA #365 - La linea del sangue di Jesmyn Ward
Trama: Joshua e Christophe sono gemelli e vivono a Bois Sauvage, Mississippi,
insieme alla dolce Mamee, la nonna cieca che si è sempre presa cura di
loro. La madre, Cille, si è trasferita ad Atlanta per cercare fortuna,
mentre il padre, Sandman, è tossicodipendente e li ha abbandonati da
tempo. I gemelli si sono appena diplomati e trascorrono la loro ultima
estate di libertà tra tuffi nel fiume, partite di basket e feste con gli
amici. Ma devono anche iniziare a cercare un lavoro: saranno loro,
adesso, ad aiutare la nonna, diventando gli adulti di casa. Joshua trova
un impiego al porto e si innamora di Laila, mentre Christophe non ha
fortuna e inizia a spacciare. Le strade dei due fratelli si dividono per
la prima volta, e ai loro malumori si aggiungono le incomprensioni con
Cille e le tensioni con Sandman, che dopo anni ricompare a casa di
Mamee. Jesmyn Ward ci riporta a Bois Sauvage, nei torridi giorni
d'estate che precedono gli eventi di Salvare le ossa. E con voce limpida
e intensa racconta le cicatrici dell'adolescenza e le forme d'amore che
tengono insieme una famiglia, venature di quella linea del sangue che
ispira e orienta il destino.lunedì 6 maggio 2019
Recensione #298 - Canta, spirito, canta di Jesmyn Ward
Oggi torno con una recensione, quella del libro Cante, spirito, canta di Jesmyn Ward, edito da NN Editore, di cui ringrazio l'ufficio stampa per la copia, pag. 268. Secondo volume della Trilogia di Bois Sauvage. Il primo libro, Salvare le ossa, l'ho recensito qui.
Sinossi: Jojo ha tredici anni, e cerca di capire cosa vuol dire diventare un
uomo. Vive con la madre Leonie, la sorellina Kayla e il nonno Pop, che
si prende cura di loro e della nonna Mam, in fin di vita. Leonie è una
presenza incostante nella vita della sua famiglia. È una donna in
perenne conflitto con gli altri e con se stessa, vorrebbe essere una
madre migliore ma non riesce a mettere i figli al di sopra dei suoi
bisogni. Quando Michael, il padre di Jojo e Kayla, esce di prigione,
Leonie parte con i figli per andarlo a prendere. E così Jojo deve
staccarsi dai nonni, dalla loro presenza sicura e dai loro racconti, che
parlano di una natura animata di spiriti e di un passato di sangue. E
mentre Mam si spegne, gli spiriti attendono, aggrappati alla promessa di
una pace che solo la famiglia riunita può dare. Dopo "Salvare le ossa",
Jesmyn Ward torna nel suo Mississippi, una terra in cui il legame con
le origini, i vincoli di sangue e la natura sono fatti di amore e
violenza, colpa e speranza, umanità e riscatto."Preparatevi. Se deciderete di prendere in mano questo libro dovrete farlo con la consapevolezza che vi ritroverete al cospetto di un libro forte, crudo, duro, esageratamente crudele a volte ma anche assolutamente ammaliante."
Cominciava così la recensione di Salvare le ossa, il primo libro di questa trilogia e, un anno dopo, questo è ancora il modo migliore per parlare di questo nuovo volume.
martedì 8 maggio 2018
Recensione #238 - Salvare le ossa di Jesmyn Ward
Sinossi: Un uragano minaccia di colpire Bois Sauvage, Mississippi. In un avvallamento chiamato la Fossa, tra rottami, baracche e boschi, vivono Esch, i suoi fratelli e il padre. La famiglia cerca di prepararsi all’emergenza, ma tutti hanno altri pensieri: Skeetah deve assistere il suo pitbull da combattimento dopo il parto; Randall, quando non gioca a basket, si occupa del piccolo Junior; ed Esch, la protagonista, unica ragazzina in un mondo di uomini, legge la storia degli Argonauti, è innamorata di Manny, e scopre di essere incinta. Nei dodici giorni che scandiscono l’arrivo della tempesta, il legame tra i fratelli e la fiducia reciproca si rinsaldano, uniche luci nel buio della disgrazia incombente. Salvare le ossa racconta la vita di ogni giorno con la forza del mito, e celebra la lotta per l’amore a dispetto di qualunque destino, non importa quanto cieco e ostile. Con una lingua intensamente poetica, dove ogni parola brucia come una lacrima non versata, Jesmyn Wardci trascina di pagina in pagina in un vortice di sole, vento, sangue e pioggia, lasciandoci, alla fine, commossi e senza respiro.Preparatevi. Se deciderete di prendere in mano questo libro dovrete farlo con la consapevolezza che vi ritroverete al cospetto di un libro forte, crudo, duro, esageratamente crudele a volte ma anche assolutamente ammaliante.
Lo stile dalla Ward non può non colpire. È raffinato ma sboccato, colto ma capace di raccontare storie in cui di certo la cultura non è al primo posto, durissimo e doloroso ma anche capace di dare speranza. Ecco, non trovo altro modo per raccontare la Ward se non parlare delle sue contraddizione che credo siano proprio le caratterische che la rendono così unica.
Siamo a Bois Sauvage, in Mississippi e facciamo la conoscenza di una famiglia che vive ai limiti del paese, in una depressione - chiamata non per niente la Fossa - in cui convivono con rottami e con se stessi. Non è una famiglia facile. Quattro fratelli: Skeetah, Randall, Esche ed il piccolo Junior. Il padre è un ubriacone che tra un bicchiere e l'altro cerca di prepararsi al meglio a quello che sembra essere uno degli uragani del secolo - e lo sarà! - la madre è morta mettendo alla luce il fratello più piccolo e da allora sono stati Esch e Randall a prendersi cura di lui. Skeetah non ha occhi che per China, la sua pitbull, con la quale vive praticamente in simbiosi e alla quale fa fare combattimenti tra cani per raccimolare qualche soldo ma anche per determinare la propria supremazia.
È così che passano il tempo alla Fossa, tutti tranne Esch, che è appassionata degli Argonauti cui paragona a volte la propria vita, fantasticando proprio come una qualunque ragazza normale della sua età dovrebbe fare.
Ma Esch è tutto fuorchè una ragazza normale per la sua età. Essere cresciuta senza madre, con un padre praticamente inesistente e con un fratellino piccolo cui badare l'ha fatta crescere troppo presto; e l'ambiente in cui vive non l'ha certo aiutata a stare lontana dai guai. Si concede spesso Esch, troppo spesso, ma alla fine si innamora, probabilmente di quealcuno che non la merita ma, si sa, a volte in amore, sbagliando, ci si accontenta e lei si accontenta di essere cercata per fare sesso, si accontenta che Menny non la baci mai e non la guardi mai in faccia pur di averlo anche solo per qualche minuto per se. Il destino però ci mette del suo ed Esch resta incinta e decide, finchè può, di tenere nascosta a tutti la sua pancia che vuole esplodere ed urlare al mondo il suo segreto.
È proprio Esch la narratrice di questa storia, è lei che ci fa conoscere il resto della famiglia attraverso il suo racconto, è lei che ci porta con se nelle scorribande con i fratelli nelle case dei bianchi per rubare quello che può essere utile per superare l'uragano in arrivo.
Ci trascinerà anche ad assistere alle lotte tra cani e, fidatevi, non sarà una bella esperienza perchè l'autrice decide di raccontarci tutto, nei minimi dettagli, anche le cose più brutali, anche quelle che fanno male. Perchè? Me lo sono chiesta spesso durante la lettura, anche arrabbiata con lei per averci trascinato in qualcosa cui forse non avremmo voluto assistere. Ma poi una risposta me la sono data: queste cose nella realtà esistono, succedono ogni giorno, ed è inutile far finta di nulla, credere che non vedendole in realtà non accadano e quindi ce le sbatte in faccia perchè se una vita ha deciso di raccontare è necessario che questa sia il più possibile reale. E, credetemi, mai come questa volta, leggendo un libro, ho creduto di vedere la scena con i miei occhi, ed ho sofferto come poche volte mi capita di fare. Che poi, lo sapete, io sono avvezza ai thriller, alle cose crude, alle scene forti ma alcune di quelle lette in questo romanzo, forse perchè reali, plausibili, vere sono molto più difficili da immaginare di un qualsiasi libro horror che esiste. Ma resistete, andate avanti, anche quando vi sembrerà di non poter sopportare oltre perchè la Ward sa il fatto suo e saprà ricompensarvi.
Dodici giorni narrati e la sensazione di aver letto di anni e anni.
L'attesa e la preparazione all'uragano - il cui arrivo, invece, occupa una minima parte del libro - creano un'accentuazione del contesto difficile in cui questa famiglia vive; tutto è labile, indefinito, ed il lettore lo vive sulla sua pelle, come se fosse lì a picchiare con il martello su quelle assi che servono a riparare le finestre, come se si trovasse con Esch in bagno quando le due lineette le confermano una verità che sapeva già, come se le ferite di quei cani fossero le sue.
Quindi sì, ho sofferto. Sì, è stato duro arrivare alla fine. Sì, ho avuto i brividi per come alcune scene mi sono state raccontate ma, nonostante tutto vi dico: leggetelo, perchè una scrittura così non è facile trovarla, perchè arriverete alla fine pensando ne sia valsa la pena. Però vi dico anche: fatelo quando sarete pronti per leggere qualcosa che possa farvi male, ferirvi e segnarvi e non ne resterete delusi perchè questo tipo di libro, proprio come le ferite che lascia, è di quelli difficili da dimenticare.
Perchè alla fine della sofferenza resta la speranza verso la vita, resta l'unione e la lealtà verso la famiglia, resta la vita!
VOTO:

lunedì 7 maggio 2018
BibliOmaggi #25
Buongiorno, buon lunedì. Passato bene il week end? Il mio è volato, come sempre, a causa del milione di cose da fare.
Rieccomi con una puntata di BibliOmaggi, per la prima volta con la nuova veste grafica. So che non è passato molto tempo dall'ultima volta ma non potevo non mostrarvi ciò che è arrivato nuovamente nella mia libreria!
Rieccomi con una puntata di BibliOmaggi, per la prima volta con la nuova veste grafica. So che non è passato molto tempo dall'ultima volta ma non potevo non mostrarvi ciò che è arrivato nuovamente nella mia libreria!
-
Fai piano quando torni di Silvia Truzzi, edito da Longanesi, che ringrazio per la copia, 272 pagine. Data pubblicazione: 08 marzo 2018.
Di questo libro ho sentito parlare tanto e in modo contrastante. A me incuriosisce moltissimo quindi lo leggerò al più presto.
Sinossi: Margherita ha trentaquattro anni e un lavoro che ama. È bella, ricca ma
disperatamente incapace di superare sia la scomparsa dell'adorato papà,
morto all'improvviso otto anni prima, sia l'abbandono del fidanzato che
l'ha lasciata senza troppe spiegazioni. Dopo un grave incidente d'auto
si risveglia in ospedale. Qui incontra una signora anziana che da poco è
stata operata al femore. Anna, oggi settantaseienne - nata poverissima,
«venduta» come sguattera da bambina - ha trascorso la vita in compagnia
di un marito gretto e di una figlia meschina, eppure ha conservato una
gioia di vivere straordinaria. Merito delle misteriose lettere che, da
più di mezzo secolo, scrive e riceve ogni settimana. I mondi di queste
due donne sono lontanissimi: non fossero state costrette a condividere
la stessa stanza, non si sarebbero mai rivolte la parola. Dopo i primi
tempestosi scontri, però, fuori dall'ospedale il cortocircuito scatenato
dalla loro improbabile amicizia cambierà in meglio la vita di entrambe.-
Salvare le ossa di Jesmyn Ward, edito da NN Editore, che ringrazio per la copia, 320 pagine. Data pubblicazione: 16 aprile 2018.
Una storia famigliare che mi incuriosiva un sacco, soprattutto perchè la Ward è la prima donna in assoluto ad aver vinto per ben due volte il prestigioso National Book Award, quest'anno con Sing Unburied Sing e nel 2011 proprio con Salvare le ossa! L'ho letto e finito, a breve troverete sul blog la recensione.
Sinossi: Un
uragano minaccia di colpire Bois Sauvage, Mississippi. In un
avvallamento chiamato la Fossa, tra rottami, baracche e boschi, vivono
Esch, i suoi fratelli e il padre. La famiglia cerca di prepararsi
all’emergenza, ma tutti hanno altri pensieri: Skeetah deve assistere il
suo pitbull da combattimento dopo il parto; Randall, quando non gioca a
basket, si occupa del piccolo Junior; ed Esch, la protagonista, unica
ragazzina in un mondo di uomini, legge la storia degli Argonauti, è
innamorata di Manny, e scopre di essere incinta. Nei dodici giorni che
scandiscono l’arrivo della tempesta, il legame tra i fratelli e la
fiducia reciproca si rinsaldano, uniche luci nel buio della disgrazia
incombente. Salvare le ossa racconta la vita di ogni giorno con la forza
del mito, e celebra la lotta per l’amore a dispetto di qualunque
destino, non importa quanto cieco e ostile. Con una lingua intensamente
poetica, dove ogni parola brucia come una lacrima non versata, Jesmyn
Wardci trascina di pagina in pagina in un vortice di sole, vento, sangue
e pioggia, lasciandoci, alla fine, commossi e senza respiro.-
La scrittrice del mistero di Alice Basso, edito da Garzanti, che ringrazio per la copia, 320 pagine. Data pubblicazione: 26 aprile 2018. Adoro Alice, adoro Vani e Berganza quindi non potevo esimermi dal leggere il quarto e ultimo capitolo della loro storia! L'ho iniziato nel weekend e per ora posso solo dire che Alice non si smentisce.
Sinossi: Per
Vani fare la ghostwriter è il lavoro ideale. Non solo perché le
permette di restarsene chiusa in casa a scrivere, incompagnia dei suoi
libri e lontano dal resto dell’umanità, per la quale non prova grande
simpatia. Ma soprattutto perché così può sfruttare al meglio il suo dono
di capire al volo le persone, di emulare i loro gesti, di anticipare i
loro pensieri, di ricreare perfettamente il loro stile di scrittura.
Un’empatia innata dalla quale trae puntualmente vantaggio il capo della
casa editrice per cui Vani lavora. Lui sa che solo la sua ghostwriter
d’eccezione è in grado di mettersi nei panni di uno dei più famosi
autori di thriller del mondo; perché adora i padri del genere giallo, da
Dashiell Hammett a Ian Fleming passando per Patricia Highsmith. Del
resto Vani è la migliore e, se deve scrivere di misteri, lo è ancora di
più. Persino la polizia si è accorta delle sue doti intuitive e ha
chiesto la sua collaborazione. E non è un commissario qualsiasi ad
averlo fatto, bensì Berganza, la copia vivente dei detective di Raymond
Chandler: fascino da vendere, impermeabile beige e sigaretta sempre in
bocca. Sono mesi ormai che Vani e Berganza indagano a braccetto. Ma tra
un interrogatorio e l’altro, tra un colpo di genio e l’altro, qualcosa
dipiù profondo sembra unirli: altrimenti Vani non saprebbe come spiegare
i crampi allo stomaco che sente ogni volta che sono insieme. Eppure la
vita di una ghostwriter non ha nulla a che fare con un romanzo rosa,
l’happy ending va conquistato, agognato, sospirato. E il nuovo caso su
cui Vani si trova a lavorare è molto più personale di altri: qualcuno
minaccia di morte Riccardo, il suo ex fidanzato. Superare l’astio che
prova per lui e decidere di aiutarlo è difficile, ma Vani sta per
scoprire che la mente umana ha abissi oscuri e può tessere trame più
ordite del più fantasioso degli scrittori.Grazie a una protagonista unica nel suo genere, Alice Basso si è fatta amare da lettori e librai. Le sue storie a tinte gialle, costellate di citazioni letterarie, creano dipendenza. Dopo il successo di L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, Scrivere è un mestiere pericoloso e Non ditelo allo scrittore, un nuovo imperdibile romanzo in cui dare vita a un libro, risolvere un caso e accettare di essere innamorati sono tre passi complicati ma insolitamente legati tra di loro.
-
Il quaderno rosso di Michel Bussi, edito da edizioni e/o, che ringrazio per la copia, 448 pagine. Data pubblicazione: 09 maggio 2018. Se mi seguite sapete che adoro questo autore e lo ritengo uno dei più bravi giallisti contemporanei quindi non potevo non avere questo libro che uscirà tra due giorni. Ovviamente mi aspetto grandi cose!
Sinossi: Leyli Maal è una donna maliana molto bella, madre di tre figli, che vive in un minuscolo appartamento della periferia di Marsiglia in compagnia di una collezione di civette e di una montagna di segreti. Quella che apparentemente è la vita tranquilla di un’immigrata ben inserita viene però scossa da due delitti sanguinari in cui sembra coinvolta la figlia maggiore Bamby, ventenne bellezza mozzafiato. I due omicidi si rivelano ben presto essere il coperchio del vaso di Pandora del racket dell’immigrazione clandestina, scoperchiato il quale vengono alla luce scheletri nell’armadio di personaggi insospettabili e agghiaccianti organizzazioni che lucrano sulla pelle dei più derelitti. A cercare di dipanare la matassa è Petar Velika, un commissario fin troppo navigato, coadiuvato dal tenente Flores, giovane poliziotto tecnologico, ma senza esperienza sul campo, che si è innamorato degli occhi dell’assassina appena li ha visti sulle registrazioni delle telecamere di sorveglianza. In quattro giorni e tre notti è un susseguirsi pirotecnico di cacce all’uomo, omicidi sventati o eseguiti, dirottamenti di yacht, traversate del Sahara, naufragi. È il misterioso tesoro di Leyli quello che in realtà tutti stanno cercando? O il suo diario segreto, il famoso quaderno rosso che contiene troppi nomi di intoccabili perché ci si possa permettere che venga trovato? E cosa c’entra in quell’intrico di delitti e bugie il pallone Morocco 2015 di Tidy, il figlio più piccolo di Leyli?
Che ne dite? Quale vi ispira? Vi auguro una splendida giornata.
A presto
Iscriviti a:
Post (Atom)


