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giovedì 27 gennaio 2022

Recensione #425 - Mio fratello rincorre i dinosauri di Giacomo Mazzariol

Buongiorno carissimi, oggi vi parlo di un libro che ho letto insieme a mio visto perché era da un po' che volevo leggerlo e lui lo ha avuto come compito di lettura delle vacanze di natale, così ne abbiamo approfittato per una lettura condivisa!

Si tratta di Mio fratello rincorre i dinosauri di Giacomo Mazzariol edito da Einaudi, pag. 176. 



Trama:
Hai cinque anni, due sorelle e desidereresti tanto un fratellino per fare con lui giochi da maschio. Una sera i tuoi genitori ti annunciano che lo avrai, e che sarà speciale. Tu sei felicissimo: speciale, per te, vuol dire «supereroe». Gli scegli pure il nome: Giovanni. Poi lui nasce, e a poco a poco capisci che sì, è diverso dagli altri, ma i superpoteri non li ha. Alla fine scopri la parola Down, e il tuo entusiasmo si trasforma in rifiuto, addirittura in vergogna. Dovrai attraversare l'adolescenza per accorgerti che la tua idea iniziale non era cosí sbagliata. Lasciarti travolgere dalla vitalità di Giovanni per concludere che forse, un supereroe, lui lo è davvero. E che in ogni caso è il tuo migliore amico.




Un'esperienza bellissima quella di leggere un libro insieme al proprio figlio, e raccontarsi impressioni, sensazioni, soprattutto quando il messaggio della lettura è così importante.

mercoledì 26 gennaio 2022

Recensione #424 - I miracoli esistono di Sara Rattaro

Buongiorno carissimi, come promesso questa sarà una settimana piena di recensioni!

Oggi torno con una delle mie autrici preferite in assoluto, si tratta di Sara Rattaro e del suo libro per ragazzi I miracoli esistono. Storia di Giorgio Perlasca edito da Mondadori, pag. 176. 



Trama:
Una mattina del 1987 Alice, dopo la scuola, va a trovare una vicina di casa. Brigitte, ebrea ungherese da molti anni in Italia, le aveva fatto da baby-sitter quando era bambina ed è sempre stata per lei un punto di riferimento. Le ha anche insegnato a preparare un dolce, il Challah alle mele, e a danzare... Ma non ama parlare del proprio passato. E, all'improvviso, deve partire per Budapest. Quale mistero nasconde? Brigitte aveva la stessa età di Alice quando, nel 1944, nella sua città occupata dalle Croci Frecciate, i filo-nazisti sostenuti dai tedeschi, lei e suo padre ebbero la fortuna di imbattersi in un uomo straordinario, che salvò loro la vita: Giorgio Perlasca. Il commerciante italiano, detto anche l'"impostore", si era finto ambasciatore spagnolo per accogliere nelle sue case protette cinquemila ebrei d'Ungheria e strapparli dalle camere a gas. Una scrittura appassionata ed empatica tesse i racconti della testimone Brigitte e di Alice, fra passato e presente, fra le ombre atroci della Shoah e i conflitti dell'adolescenza. Sul filo della memoria e, soprattutto, grazie all'esempio di coraggio ed eroismo di Giorgio Perlasca, Alice saprà finalmente chi diventare. Età di lettura: da 10 anni.


Se mi seguite sapete che di Sara Rattaro ho letto quasi tutto ed è una delle autrice italiane che amo per il suo arrivarmi dritto alla pancia. Nei suoi romanzi per ragazzi questa sua caratteristica non cambia !

sabato 30 ottobre 2021

Recensione #413 - Storie di ragazzi difettosi di Valentina Sagnibene

Buongiorno lettori, prima di immergermi in un weekend in cui spero ci possa essere porto anche per un po' di relax vi lascio la recensione di un libro uscito da poco. Si tratta di Storia di ragazzi difettosi di Valentina Sagnibene edito da Battello a vapore, pag. 246.


Trama:
Arianna vive con la zia, e dei genitori non sa nulla: questo è il pezzo che manca alla sua vita, che la fa sentire diversa. Difettosa. Un giorno conosce Mia, tredici anni come lei, ma per il resto del tutto diversa: Mia è spavalda, esuberante, non ha paura di dire la sua, anzi sembra non aver paura di niente. Nemmeno dei bulli del quartiere, che per la prima volta si trovano di fronte qualcuno che alza la testa e non vuole subire. Ma come insegnano le serie tv, niente è come sembra, e proprio lo scontro tra i bulli e le ragazze darà a ciascuno l'occasione per gettare la maschera e scoprirsi più vero. Fragile, imperfetto, eppure prezioso. Età di lettura: da 11 anni.





Se mi seguite sapete che ho letto tutti i libri di Valentina Sagnibene ed ognuno mi ha colpito per un motivo sempre diverso. Un'autrice poliedrica, capace di cambiare pelle per immedesimarsi in personaggi adulti, in quindicenni alle prese con i turbamenti dell'età ed ora, con questo nuovo romanzo in ragazzini di tredici anni con storie particolari capaci di colpire il lettore.

venerdì 8 maggio 2020

Letture con Marina #89 - Recensione de La ragazza dei lupi di Katherine Rundell

Buongiorno lettori! È di nuovo venerdì, quindi vi lascio con un nuovo appuntamento della rubrica di Marina. Buona lettura!


Benvenuti nel mese di Maggio, con le prime passeggiate e qualche attività in più. E se non potremo fare come Feo, la protagonista del romanzo, che corre libera per i boschi della Russia, con la fantasia potremo comunque seguire lei ed i suoi lupi in mezzo alla neve, pur se siamo in un mese in cui il sole ed il caldo sono i protagonisti delle giornate.


Titolo: La ragazza dei lupi
Autore: Katherine Rundell
Casa editrice: Bur Rizzoli, 2018
Traduzione: Natalia Stabilini
Pagine: 277
Trama: I soffialupi sono quasi impossibili da scoprire. Visti da fuori sembrano più o meno persone normali. Certo, ci sono degli indizi: è assai facile che manchi loro un pezzo di dito, il lobo di un orecchio, una o due dita dei piedi. Perché un soffialupi è il contrario di un domatore: accoglie un lupo cresciuto in cattività e gli insegna a vivere di nuovo tra i boschi, a ululare, ad ascoltare il richiamo della foresta. Feo è una di loro, proprio come la sua mamma, e da sempre vive tra boschi perennemente bianchi di neve, avvolta nel profumo di legna e di pelliccia. Non tutti però amano i lupi, e ancor meno chi li aiuta a tornare selvaggi. E così, quando la mamma viene incarcerata ingiustamente, Feo non ci sta, e corre a salvarla. Età di lettura: da 12 anni.








RECENSIONE:

venerdì 13 settembre 2019

Letture con Marina #70 - Un'estate con la Strega dell'Ovest di Kaho Nashiki

Buongiorno carissimi, dopo la lunga pausa estiva torna anche Marina, quindi banco alle chiacchiere, vi lascio a lei e alla sua nuova recensione!

Un vago riecheggiare del Mago di Oz, i temi cari alla scuderia Ghibli, il Giappone e un libro per ragazzi… irresistibile tentazione!

Titolo:  Un'estate con la Strega dell'Ovest
Autore: Kaho Nashiki
Casa editrice: Feltrinelli, 2019
Traduzione: Michela Riminucci
Pagine: 137
Sinossi: Mai ha tredici anni e non vuole più andare a scuola. La madre, preoccupata, decide di mandarla a stare dalla nonna per un po', in una bella casetta nella campagna giapponese sul limitare dei monti. La nonna è una signora inglese ormai vedova, arrivata in Giappone molti anni prima e rimasta lì per amore. Sia Mai che la madre si riferiscono a lei come la "Strega dell'Ovest", ma nel momento in cui la nonna le rivela di possedere realmente dei poteri magici, Mai rimane incredula e diffidente. Quando però le propone di affrontare il duro addestramento da strega, accetta senza esitazioni. Immerse nella natura incontaminata del Giappone più remoto, nonna e nipote passano insieme settimane meravigliose in raccoglimento, lontane dalla frenesia della vita di città, a lavorare nell'orto, raccogliere erbe selvatiche e cucinare, oltre a dedicarsi, naturalmente, a quelli che sono, secondo la nonna, i rudimenti di base per una giovane strega. A questa storia catartica e rivelatrice, negli anni, l'autrice ha voluto aggiungere tre brevi racconti che ne riprendono i personaggi e l'ambientazione e che proponiamo fedelmente nella presente edizione.


RECENSIONE:

venerdì 26 luglio 2019

Letture con Marina #69 - Il rinomato catalogo Walker & Dawn di Davide Morosinotto

Buongiorno carissimi e buon venerdì! La fine di luglio si avvicina ed io non vedo l'ora che passino ancora un paio di settimane per poter essere finalmente in vacanza.. Voi? Le fate? Già fatte?
Ma basta chiacchiere, vi lascio con Marina ed una nuova recensione.

Gaudio magno nuntio vobis che ho trovato il perfetto romanzo per ragazzi. Sono basita io stessa, perché questo tipo di romanzi non mi soddisfa mai, nonostante i miei reiterati tentativi. Traduzione: la letteratura per ragazzi, salvo pochissime eccezioni, non riesce a suscitare in me alcuna emozione positiva, se non noia, linguaggio inadatto ad attirare il mio interesse… e via discorrendo. Come si suol dire, glisso e confermo: problema mio, eh! Ma in questo caso: lodi, lodi, lodi sperticate… E poi Vi sfido a pronunciare molte volte di seguito lo scioglilingua che è il cognome di questo autore!



Titolo:  Il rinomato catalogo Walker & Dawn
Autore: Davide Morosinotto
Casa editrice: Mondadori, 2017
Pagine: 321
Sinossi: Louisiana, 1904 Te Trois, Eddie, Tit e Julie non potrebbero essere più diversi, e neppure più amici. In comune hanno un catalogo di vendita per corrispondenza, tre dollari da spendere e una gran voglia di scoprire il mondo. E quando, anziché la rivoltella che hanno ordinato, arriva un vecchio orologio che nemmeno funziona, i quattro non ci pensano due volte e partono verso Chicago, per farselo cambiare. Fra un treno merci e un battello a vapore sul Mississippi, si troveranno alle prese con un cadavere nelle sabbie mobili, imbroglioni e bari di professione, poliziotti corrotti, cattivi che sembrano buoni e buoni che non lo sono affatto... per non parlare di un delitto irrisolto e di molti, molti soldi! Un'avventura con quattro protagonisti che avrebbero potuto essere i migliori amici di Tom Sawyer.


RECENSIONE:

venerdì 16 novembre 2018

Letture con Marina #51 - Recensione del libro Rosie e gli scoiattoli di St. James di Simonetta Agnello Hornby e George Hornby

Buongiorno lettori, nuovo venerdì e nuova puntata di Letture con Marina che oggi ci regala la recensione di un libro per ragazzi: Rosie e gli scoiattoli di St. James Simonetta Agnello Hornby e George Hornby edito da Giunti.



Buona giornata e buon venerdì a tutti.
Ci prendiamo una pausa da PordenoneLegge 2018 e ci dedichiamo ad una passione che è nata quest’anno in quel di Londra: gli scoiattoli! E se il destino chiama … perché non fargli rispondere da un libro?


Titolo: Rosie e gli scoiattoli di St. James
Autori: Simonetta Agnello Hornby e George Hornby
Illustrazioni: Illustrazioni di Mariolina Camilleri
Casa editrice:Giunti - 2018
Pagine: 119


Descrizione: Rosie ha nove anni e spesso, durante le vacanze, le capita di trascorrere il tempo sugli autobus rossi di Londra. I suoi genitori sono entrambi autisti e, quando i loro turni coincidono, non possono fare altro che portarla con loro per le strade della città. Nel giorno del referendum, i genitori portano Rosie al parco di St. James. La loro missione è trovare i famosi scoiattoli che lì hanno casa. Ma come mai non ve n'è traccia? E come mai, come le racconta il Custode del parco, i nidi sono vuoti e i pellicani si sono rifugiati sull'isola del lago? La grande avventura ha inizio proprio ai piedi di una grande quercia. Lì, un mondo segreto si rivela agli occhi di Rosie che si trova nel bel mezzo di una battaglia: volpi e ratti, originari del parco, vogliono scacciare una volta per tutte i nuovi arrivati per riappropriarsi delle loro terre, ma scoiattoli, pellicani e pappagalli sono pronti a resistere. Attraverso gli occhi di Rosie, viene da chiedersi: dov'è "casa" per ognuno di noi? Cosa significa appartenere a un paese o a una città, cosa significa essere "originari" di un luogo? Non veniamo tutti, in qualche modo, da un altrove? Forse allora, ciò che conta è come riusciamo a stare insieme, con le nostre differenze che ci portiamo dietro come una lumaca il suo guscio, eppure con il desiderio di condividere un paese, una città, un parco, un'amicizia. Età di lettura: da 9 anni.

RECENSIONE:

mercoledì 24 ottobre 2018

Coming soon #49 - Misteriosa. Le storie di Olga di carta di Elisabetta Gnone

Buongiorno lettori, anche oggi torno con una puntata di Coming soon per segnalarvi un'uscita della prossima settimana. A quanto pare anche la fine di questo mese si rivela ricco di nuove, interessanti pubblicazioni. Ecco tutte le informazioni.

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Titolo: Misteriosa. Le storie di Olga di carta
Autore: Elisabetta Gnone
Genere: Letteratura e narrativa per bambini
Pubblicazione: 29 ottobre 2018 - Salani
Pag.: 192
Costo: 14.90 € cartaceo

Descrizione: Cosa significa diventare grandi? E come si fa? «Crescere è una faccenda complicata» direbbe il professor Debrìs, e Olga lo sa bene: per rassicurare una giovane amica, che di crescere non vuole sentire parlare, le racconta la storia di una bambina a cui i vestiti stavano sempre troppo grandi, anche se l'etichetta riportava la sua età, o la sua taglia, e che saltava nei disegni per fuggire dalla realtà. La storia di Misteriosa è la storia di chi fatica a trovare il proprio posto nel mondo, fugge da responsabilità e doveri, incapace di assumersene il carico, e combatte strenuamente per restare fanciullo. È anche, però, la storia di una bambina che non si arrende. Una storia che farà ridere, pensare e spalancare gli occhi per lo stupore; e che rassicurerà Olga, i suoi amici e i lettori di tutte le età su un punto, che è certo: per diventare splendidi adulti occorre restare un po' bambini. Età di lettura: da 10 anni.




L'autore: Elisabetta Gnone è nata a Genova e vive sulle colline del Monferrato.
È stata direttore responsabile delle riviste femminili e prescolari della Walt Disney, per la quale ha ideato la serie a fumetti W.I.T.C.H. È autrice della fortunatissima saga di Fairy Oak, e ora, con la nuova serie Olga di carta, porta ai lettori un nuovo, delicatissimo mondo in cui, con garbo e ironia, affronta i temi delle fragilità e delle imperfezioni che ci rendono umani.
Per i lettori di tutte le età.

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Terzo libro dell'autrice dedicato alle storie di Olga di carta. Sono curiosa di sapere cosa combinerà questa volta la nostra protagonista.

Libri precedenti:
Olga di carta. Il viaggio straordinario 
Olga di carta. Jum fatto di buio

E voi, li avete letti? Cosa ne pensate?

A presto

martedì 13 marzo 2018

Recensione #231 - Olga di carta. Jum fatto di buio di Elisabetta Gnone

Buon martedì carissimi, come va? Io reduce da un meraviglioso sabato a Tempo di Libri che mi ha riempito il cuore grazie alle persone splendide che ho incontrato! Proprio in metropolitana verso la fiera ho finito il libro di cui vi parlerò oggi, gentilissimo omaggio della casa editrice Salani. Si tratta di Olga di carta. Jum fatto di buio di Elisabetta Gnone, 215 pagine. Purtroppo ho dovuto aspettare un po' di tempo per leggerlo da quando l'ho ricevuto perchè ho voluto prima recuperare il primo volume dedicato a Olga Papel.

Sinossi: È inverno a Balicò, il villaggio è ammantato di neve e si avvicina il Natale. Gli abitanti affrontano il gelo che attanaglia la valle e Olga li riscalda con le sue storie. Ne ha in serbo una nuova, che nasce dal vuoto lasciato dal bosco che è stato abbattuto. Quel vuoto le fa tornare in mente qualcuno che anche Valdo, il cane fidato, ricorda, perché quando conosci Jum fatto di Buio non lo dimentichi più. È un essere informe, lento e molliccio, senza mani né piedi. La sua voce è l’eco di un pozzo che porta con sé parole crudeli e tutto il suo essere è fatto del buio e del vuoto che abbiamo dentro quando perdiamo qualcuno o qualcosa che ci è caro. Jum porta con sé molte storie, che fanno arricciare il naso e increspare la fronte, e tutte sono un dono che Olga porge a chi ne ha bisogno. Perché le storie consolano, alleviano, salvano e soprattutto, queste, fanno ridere. Dopo Olga di carta - Il viaggio straordinario, ritorna la vita del villaggio di Balicò con una storia che ne contiene tante, come in un gioco di scatole cinesi, come in una farmacia d’altri tempi piena di cassetti da aprire per tirare fuori la medicina giusta per ciascuno di noi.

Se mi seguite sapete che un paio di mesi fa ho letto e recensito Olga di carta. Il viaggio straordinario - recensione qui - amandolo molto, quindi mi sono immersa in questo secondo capitolo con grandissime aspettative.
Già dalle prime righe l'autrice ci fa immergere nuovamente nell'atmosfera che ci aveva accompagnato nel primo volume. Ritroviamo Olga Papel, la piccola protagonista che con le sue storie incanta - o terrorizza in questo caso - tutto il paese di Balicò; ritroviamo Bruco, il migliore amico di Olga; Ari e i suoi fratelli e tutti gli abitanti del paese che già avevamo conosciuto precedentemente. È inverno, quindi l'unico personaggio che manca è Mimma, l'altra amica di Olga e Bruco, che è solita passare l'estate dalla nonna a Balicò; manca fisicamente ma la sua presenza è comunque molto tangibile grazie alle lettere che scrive ai suoi amici.
Se nel libro precedente la bambina aveva narrato la storia di Olga di carta, una bimba fatta di carta, e del suo viaggio per riuscire ad incontrare la maga Ausolia e farsi trasformare in una bambina normale questa volta ci parla di Jum fatto di buio, un essere fatto appunto di buio che si nutre delle lacrime di diperazione delle persone. Se già nel primo volume gli abitanti di Balicò erano spaventati e guardavano Olga con sospetto, le storie di Jum creano un vero e proprio clima di terrore tra molti di loro, portando non poco scompiglio nel paese.
Una favola questa, che fa tornare un po' bambini e che fa riflettere sul vuoto, sulle mancanze, sulla necessità di colmarle spesso con le lacrime e la disperazione ma che si colmano solo quando si riesce a tornare a sorridere. Di certo un buonissimo lavoro adatto alla lettura, come il libro precedente, sia dei più piccoli che degli adulti.
Il paese di Balicò e i personaggi sono caratterizzati in modo molto preciso, l'atmosfera che si respira è proprio quella delle favole ed il lettore ne è chiamato a prenderne parte grazie ai racconti di Olga ma - purtroppo c'è un ma -quello che mi ha convinto meno in questo secondo volume sono proprio i racconti. Probabilmente è un mio limite ma se ne Il viaggio straordinario le avventure di Olga di carta erano racchiuse in un viaggio e quindi in una storia nella storia, con un inizio ed una fine, che lasciava nel lettore la curiosità di sapere come si sarebbe concluso il viaggio della bambina, in questo romanzo le storie di Jum sono tante e frammentate; brevi racconti fini a se stessi che a me hanno lasciato un po' l'amaro in bocca perchè non mi hanno saputo incuriosire. Perchè dico che probabilmente è un mio limite? Perchè io ho dei seri problemi con i racconti che, nella maggior parte dei casi, non riescono a conquistarmi e purtroppo è successo anche in questo caso. Ho amato di più la parte di Balicò che le storie su Jum, che ho percepito un po' come tutte uguali.
Nonostante questo sono contenta di averlo letto e farò leggere entrambi i libri a mio figlio quando sarà un po' più grande, non tanto per la difficoltà dello stile che ho trovato molto asciutto e semplice anche per chi ha da poco iniziato a leggere, quanto per la quantità delle pagine che ritengo siano effettivamente adatte ad un pubblico di almeno una decina d'anni, proprio il target in cui viene collocato nelle librerie.
Un libro che consiglio nei momenti in cui avete bisogno di qualcosa di leggero che vi faccia evadere dalla realtà e sognare un po'.

VOTO:




venerdì 9 marzo 2018

Letture con Marina #32

Buongiorno lettori e buon venerdì. Oggi torna la rubrica Letture con Marina. Vi auguro un buon weekend. Qunti di voi saranno a Tempo di Libri a Milano? Io ci sarò sabato quindi se siete da quelle parti fatemi un fischio. Altrimenti sintonizzatevi sui miei canali social perchè cercherò di tenervi aggiornati!!!



Buongiorno e ben ritrovati, quest’oggi voglio portare alla Vs attenzione un romanzo molto bello. Mi chiedo però se lo stesso debba essere riconsiderato alla luce di eventi totalmente estranei alla mera lettura/scrittura… Cioè: l’opera intera di uno scrittore/scrittrice deve restare separata da quelle che solo le convinzioni personali della persona che scrive? Possiamo (o dobbiamo?) riconsiderare l’opera di un autore/autrice in virtù delle sue battaglie? Ma andiamo con ordine.
Titolo: Il gatto dagli occhi d'oro 
Autore: Silvana De Mari
Casa editrice: Giunti
Genere: Fantasy per ragazzi
Pagine: 224
Anno di pubblicazione: 2017

Sinossi: Leila, undici anni, comincia le medie in una nuova scuola, con nuovi compagni che sembrano sempre vestiti a festa. Lei, che vive con la madre in una casupola al limitare della zona delle paludi e arriva da una scuola elementare considerata di serie B, nella nuova classe viene emarginata e umiliata. Ma Leila è intelligente, ha voglia di imparare, è ottimista e non si fa piegare. Nel frattempo il dottor Rossi, il veterinario di un paese vicino, ha perso Favola, una splendida basset-hound tricolore che un giorno piomba a casa di Leila e le cambia la vita. In tutto questo, misteriosamene, fa la sua comparsa uno striminzito e sofferente gatto dagli occhi d'oro...

RECENSIONE:

Tolkien, De Mari, Rowling. La cosmogonia di Tolkien è inarrivabile. A seguire la trilogia della De Mari iniziata con L’Ultimo Elfo. Ed un gradino sotto la mamma di Harry Potter. Non me ne vogliano gli estimatori di Potter, che piace anche a me, ma questa è la mia lista vincitori, nell’ordine di preferenza. E’ quindi da parecchio tempo che desideravo ampliare le letture con un altro romanzo di Silvana De Mari ed ora è arrivata l’occasione. Una favola che l’autrice riesce ad innestare così perfettamente nella realtà, da non risultare falsa o artificiosa. Ed anche le parti “magico/fantasy” vissute da chi è in difficoltà e riesce a vedere il gatto dagli occhi d’oro non appaiono stonate, ma anzi proprio incastonate nella storia come un gioiello prezioso. Già dalle prime pagine partiamo di corsa e con il cuore in gola. Di straforo e solo per un attimo la De Mari ci “immerge” nella Seconda Guerra Mondiale, per un prologo che si riallaccerà con la chiusa.

Subito dopo – stacco immagine – facciamo la strampalata conoscenza di Leila (come la principessa di Guerre Stellari), l’undicenne protagonista della vicenda, che a Settembre, quando la conosciamo, inizia la scuola media. Povera, vive in una specie di baracca con la mamma single che si ammazza di lavoro per portare a casa il minimo per la sussistenza, Leila vive ai margini del paesotto, vicino agli immigrati africani, kosovari, russi e di altre etnie di varia provenienza, vicino alle paludi. Povera e grassoccia, Leila inizia a Settembre la scuola media in un altro ambiente, che accoglie soprattutto figli di gente “normale” – e non scarti della Società. Già dal primo giorno ne succedono di tutti i colori e subito Leila viene derisa, umiliata ed emarginata. Complice un gatto macilento e dagli strani occhi color dell’oro, Leila durante l’orario scolastico sale sul tetto della scuola per dare qualcosa da mangiare al gatto e… Da qui parte l’avventura e la crescita di questa ragazzina, che trascina con sé una serie di compagni di classe economicamente benestanti ma con problemi familiari; ed ancora la madre, il veterinario, l’amica del cuore etiope che subirà l’infibulazione e… Il nostro incontro con questi personaggi durerà lo spazio di un anno scolastico, ma ci aiuterà a capire che non si può guardare gli altri solo con gli occhi, dovremo imparare ad usare anche gli altri nostri sensi per re-imparare a valutare le nostre disgrazie e/o mancanze considerando quelle che sono le vere povertà e tragedie. Questo ci darà la forza di imitare il comportamento di Leila, che fantasticando e riflettendo e facendo paragoni impara che gli altri sono un po’ meno estranei ed un po’ più nostri simili se si impara a filtrare con l’anima ciò che si vede con gli occhi.

Tra similitudini con Men in Black, lo Hobbit ed il Signore degli Anelli; tra basset hound di allevamento e l’onnipresente gatto dagli occhi neri, mai veramente visto – ci muoviamo in un mondo di adolescenti e di adulti, ciascuno con il proprio carico di problemi e di solitudine. Ma non vorrei fuorviarVi, perché tutta la vicenda è permeata dall’allegria consapevole di Leila, dalla sua verve ed intelligenza, dalla voglia di emergere per se stessa, per la sua mamma, per la sua amica, per un papà immaginario che lei vorrebbe avere, per gli amici che nascondono dietro una facciata impeccabile altri tipi di problemi. Un racconto che vuole essere un inno alla lotta per combattere tutto ciò che è superficiale, distorto e ingiusto. Il tutto raccontato con un tono di fondo che induce alla speranza ed al sorriso, senza voler essere a tutti i costi buonista. Un romanzo molto bello che mi ha fatto apprezzare una volta di più un’autrice di primo livello. Bellissima poi la definizione che l’autrice ci regala, riferendosi al genere fantasy come all’unico genere letterario che parli di lealtà, coraggio e cavalleria, e che osi parlare di Dio e della morte.

Ma sarà veramente così come Ve l’ho raccontato? O non sarà per caso tutto un travisare, un anteporre messaggi di un credo personale estremista, che viene veicolato attraverso i propri scritti? O viceversa, non sarà invece una delle poche voci fuori del coro, che con coraggio – anche professionale, visto che in primis la De Mari è un medico – cerca di mettere un punto fermo ad omosessualità e devianze sessuali in genere? Anche e soprattutto partendo da un presupposto medico-scientifico? Lobbies varie… Vi invito a leggere un po’ in internet e prendere visione di questioni di cui solitamente non ci interessiamo, per prendere coscienza del mondo nel quale viviamo …

Ancora complimenti all’autrice che dimostra una volta di più tutta la bravura che profonde nei suoi testi e Vi invito, se non lo conoscete, a leggere la sua stupenda e poetica trilogia: L’ultimo Elfo (Premio Andersen 2004), L’ultimo Orco (2006) e L'ultima profezia del mondo degli uomini (Fanucci, 2010), conclusione della saga (e già che ci siete, anche il prequel Io mi chiamo Yorsh, del 2011.

Un arrivederci a presto,
                             

giovedì 11 gennaio 2018

Recensione #221 - Olga di carta. Il viaggio straordinario di Elisabetta Gnone

Ciao a tutti, finalmente questa prima settimana dopo le feste si sta muovendo verso il weekend... ma quanto è sembrata lunga???
Oggi torno da voi con una nuova recensione, quella di un libro che volevo leggere da un po' e che mi sono finalmente regalata con un buono preso con i punti della Giunti card accumulati acquistando sul loro sito tantissimi regali di natale! Si tratta di Olga di carta. Il viaggio straordinario, scritto da Elisabetta Gnone - l'utrice della famosissima serie Fairy Oak per intenderci - edito da Salani. 304 pagine.

Descrizione: Olga Papel è una ragazzina esile come un ramoscello e ha una dote speciale: sa raccontare incredibili storie, che dice d'aver vissuto personalmente e in cui può capitare che un tasso sappia parlare, un coniglio faccia il barcaiolo e un orso voglia essere sarto. Vero? Falso? La saggia Tomeo, barbiera del villaggio sostiene che Olga crei le sue storie intorno ai fantasmi dell'infanzia, intrappolandoli in mondi chiusi perché non facciano più paura. Per questo i racconti di Olga hanno tanto successo: perché sconfiggono mostri che in realtà spaventano tutti, piccoli e grandi. Un giorno, per consolare il suo amico Bruco, dal carattere fragile, Olga decide di raccontargli la storia della bambina di carta che un giorno partì dal suo villaggio per andare a chiedere alla maga Ausolia di essere trasformata in una bambina normale, di carne e ossa. Il viaggio fu lungo e avventuroso: s'imbatté in un venditore di tracce, prese un passaggio da un ragazzo che viveva a bordo di una mongolfiera e da un altro che attraversava il mare remando. Più volte rischiò la vita, si perse, ma fu trovata da un circo. E quando infine trovò la maga, solo allora la bambina di carta comprese quante cose fosse riuscita a fare...

Un viaggio straordinario appunto, è già scritto sulla cover e la storia tiene fede alla promessa. 
La narrazione avviene su due binari paralleli che si intrecciano e si interfacciano: quello di Olaga Papel, la bambina in carne ed ossa, che ama raccontare storie meravigliose che dice addirittura di aver vissuto e quella di Olga di carta. Tutti nel paese aspettano con ansia che la bambina racconti - molti arrivano addirittura a nascondersi per riuscire ad ascoltarla senza essere visti - tutti tranne la nonna di Olga che ritiene queste sue storie frutto della sua immaginazione ed è preoccupata perchè la bamibna continua a dire il contrario.
La storia narrata da Olga in questo primo libro - è già uscito il seguito Olga di Carta. Jum fatto di buio che leggerò a breve - è appunto quella di Olga di carta, una bambina fatta di carta che lascia il suo paese e la sua mamma per intraprendere un viaggio che la porterà dalla maga Ausolia, l'unica cui può chiedere una magia: quella di farla diventare una bambina come tutte le altre. Non sa bene dove si trovi la casa della maga, sa solo che dovrà viaggiare verso ovest.
Nel suo viaggio Olga di carta incontrerà tantissimi personaggi e attraverserà molte terre la cui esistenza non immaginava nemmeno; dovrà fare attenzione agli acquazzoni, che potrebbero scioglierla, al fuoco, che potrebbe bruciarla e a tantissime altre insidie che potrebbero far male ad una bambina di carta come lei.
La narrazione è fluida, capace di tenere incollato il lettore ad ogni pagina girata. Mi sono ritrovata a leggere senza staccarmi mai, finendo in due pomeriggi le circa trecento pagine di questo libro, senza mai annoiarmi, senza mia pensare che non fosse un libro adatto alla mia età ma, anzi, riflettendo spesso su quanto storie come queste possano avvicinare tantissimo il mondo della lettura degli adulti e quello dei ragazzi. In questa storia c'è avventura, sentimento, dolcezza, accompagnati da una scrittura adatta ai lettori più giovani ma non eccessivamente infantile da non essere apprezzata anche da chi, come me, il periodo dei balocchi lo ha ampiamente superato.
L'autrice con questo libro ha saputo infatti creare un favola meravigliosa adatta sia agli adulti che ai bambini capace, come tutte le favole, di far riflettere e di lasciare degli insegnamenti su cose che a volte si ritengono scontate ma su cui forse dovremmo imparare a soffermarci un po' di più. La protagonista del viaggio si ritrova infatti ad affrontare numerose prove e situazioni nuove e per farlo avrà bisogno di tenacia, impegno, dedizione e di sacrificio per riuscire a raggiungere la maga ed imparare la cosa più importante! Ma non voglio svelarvi di più, vi dico solamente che dovete leggerlo e dovete farlo leggere ai vostri bambini; ecco, l'età di lettura che si trova online dice dodici anni, io credo sia tranquillamente leggibile già dagli otto/nove anni e solo per una questione di lunghezza e non di difficoltà. 
Una chicca dell'edizione che ho comprato io è la sovraccopertina che diventa un poster colorato.
Guardate questo video e ditemi se non ho ragione!!!

Solo per questo e per le splendide illustrazione presenti all'interno del volume varrebbe già l'acquisto! Quindi cosa aspettate? 

VOTO: 


mercoledì 27 dicembre 2017

Recensione #219 - Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Spulveda

Ciao a tutti! Come state? Passato bene il Natale? Avete finito di mangiare? Io mi sto riprendendo dalla tre giorni mangereccia... credo di essere ingrassata qualche chilo, come ogni Natale. Ma se non si sgarra sotto le feste non c'è gusto!
Ma basta parlare di cibo, oggi sono qui per parlarvi di un libro che ho letto prima delle feste o meglio, che mi ha letto mio figlio, come fosse un audiolibro!!! Eh già perchè mio figlio è in seconda elementare e la maestra gli ha dato come compito da leggere ma ha lasciato libera la scelta dei libri quindi, siccome ho sempre pensato che per appassionarsi alla lettura è anche necessario leggere libri belli ho pensato di cominciare da questo: Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepulveda, edito da Guanda 132 pagine.

Sinossi: I gabbiani sorvolano la foce dell'Elba, nel mare del Nord. "Banco di aringhe a sinistra" stride il gabbiano di vedetta e Kengah si tuffa. Ma quando riemerge, il mare è una distesa di petrolio. A stento spicca il volo, raggiunge la terra ferma, ma poi stremata precipita su un balcone di Amburgo. C'è un micio nero di nome Zorba su quel balcone, un grosso gatto cui la gabbiana morente affida l'uovo che sta per deporre, non prima di aver ottenuto dal gatto solenni promesse: che lo coverà amorevolmente, che non si mangerà il piccolo e che, soprattutto, gli insegnerà a volare. E se per mantenere le prime due promesse sarà sufficiente l'amore materno di Zorba, per la terza ci vorrà una grande idea e l'aiuto di tutti.

Prima di raccontarvi il mio pensiero su questo libro vorrei sottolineare quanto sia stato bello che a leggerlo fosse mio figlio ad alta voce ed io fossi lì ad ascoltarlo. Si sa, a sette anni leggere è sicuramente meno affascinante rispetto a passare il proprio tempo davanti alla TV o con le mani dentro una grande scatola di lego colorata ma, condividere questa cosa con i propri genitori credo sia la giusta tattica per far avvicinare i più piccoli alla lettura. Almeno, con mio figlio questo metodo sta funzionando. 
E così, in lettura condivisa, abbiamo fatto la conoscenza - in realtà per me non era la prima volta ma lessi questo libro ai tempi della sua primissima uscita - di Zorba - il grande, grosso, gatto nero cui una gabbiana in fin di vita affida il suo uovo - e di Fortunata - la piccola gabbianella che da quell'uovo nasce - che sono i protagonisti di questa meravigliosa favola.
Una favola che per un bambino è la possibilità di riflettere sull'amicizia, sull'importanza di mantenere le promesse fatte, sulla capacità di condividere la vita con chi è diverso da noi ma è anche una favola che permette agli adulti di capire quanto, in fondo, potrebbe essere semplice dare il buon esempio cosa che, credetemi, non sempre è facile!
Non ricordavo il lessico di questo libro ed avevo paura che potesse essere troppo complicato per un bambino di soli sette anni invece ho trovato una storia scritta in modo semplice - nonostante i numerosi termini che ho dovuto spiegare a mio figlio ma quello sarebbe accaduto con qualsiasi altra lettura - una storia capace di arrivare al lettore in modo diretto, senza la ricerca di grandi paroloni o di concetti complicati. È vero, non ci sono figure e questo ha speventato tantissimo mio figlio quando lo ha preso in mano per la prima volta ma poi, una volta entrato nella storia, è stato felice e curioso di andare avanti e scoprire come un gatto potesse insegnare ad un gabbiano a volare. 
È facile far entrare nel proprio cuore quel gatto tanto gentile - è il primo commento fatto da mio figlio non appena l'autore ci ha fatto fare la sua conoscenza - e quella gabbianella accudita e sfamata dai gatti del porto, che di quei gatti vuole imitare gli atteggiamenti e le abitudini. Un grande messaggio quello che l'autore con una storia molto semplice vuole fare arrivare a noi, e non lo cela dietro frasi complicate da capire, ma ce lo fa spiegare direttamente da Zorba, così che anche il lettore più piccino possa farlo suo e rifletterci. Zorba, rivolgendosi a Fortunata che continua ad imitare i gatti ad un certo punto le fa un discorso profondissimo:
Ti vogliamo tutti bene, Fortunata. E ti vogliamo bene perchè sei una gabbiana, una bella gabbiana. Non ti abbiamo contraddetto quando ti abbiamo sentito dire che eri un gatto, perchè ci lusinga che tu voglia essere come noi, ma sei diversa e ci piace che tu sia diversa. Non abbiamo potuto aiutare tua madre, ma te sì. Ti abbiamo protetta fin da quando sei uscita dall'uovo. Ti abbiamo dato tutto il nostro affetto senza alcuna intenzione di fare di te un gatto. Ti vogliamo gabbiana. Sentiamo che anche tu ci vuoi bene, che siamo i tuoi amici, la tua famiglia, ed è bene che tu sappia che con te abbiamo imparato qualcosa che ci riempie di orgoglio: abbiamo imparato ad apprezzare, a rispettare e ad amare un essere diverso. È molto facile accettare e amare chi è uguale a noi, ma con qualcuno che è diverso è molto difficile, e tu ci hai aiutato a farlo. Sei una gabbiana e devi seguire il tuo destino di gabbiana. Devi volare. Quando ci riuscirai, Fortunata, ti assicuro che sarai felice, e allora i tuoi sentimenti verso di noi e i nostri verso di te saranno più intensi e più belli, perchè sarà l'affetto tra esseri completamente diversi.
Quando ha finito di leggere questo passaggio mio figlio è rimasto a bocca aperta e aveva gli occhi che brillavano quindi direi... messaggio ricevuto!
Insomma, un libro che sa parlare con il linguaggio dei bambini ma che è adattissimo anche per gli adulti che quei bambini devono educare. Perchè quale miglior esempio di quello di un libro per spiegare un concetto semplice come l'importanza della lealtà, dell'amicizia e della parola data? 
Un libro che consiglio a tutti, grandi e piccini, e che spero venga letto molto, soprattutto nelle scuole primarie perchè, diciamocelo, Geronimo Stilton è tanto simpatico, ma Sepulveda è proprio un'altra cosa!
E voi, lo avete letto?  Lo consigliereste?

VOTO: 

giovedì 30 novembre 2017

Letture con Marina #26

Buongiorno lettori, come state va? No, non siete impazziti e neanche io... lo so, oggi non è venerdì ma domani sul blog c'è programmato un post particolare quindi ho pensato di postare oggi il post di Marina in modo da darle il giusto spazio.
Vi lascio quindi a una nuova puntata di Letture con Marina.

  

Buongiorno e ben trovati. Mi muovo in un ambito che non seguo con assiduità ed allora, per superare l’imbarazzo di confrontarmici a tu per tu, ho deciso di mettere a confronto due romanzi per ragazzi.                                                                       
IL MONDO DEI RAGAZZI A CONFRONTO CON SE STESSO
 












EPPURE CADIAMO FELICI                           L'UNIVERSO NEI TUOI OCCHI                                                  
Autore: Enrico Galiano                                               Autore: Jennifer Niven 
Casa editrice: Garzanti                                       Casa editrice: De Agostini
Pagine: 384                                                      Pagine: 366
Genere: Narrativa                                              Genere: Narrativa
Anno di pubblicazione: 2017                                 Anno di pubblicazione: 2017
Sinossi: qui                                                       Sinossi: qui
                                                                      Traduzione: S. Mambrini

RECENSIONE:
Novizi della carta stampata, oppure più furbescamente manipolatori e fini utilizzatori dei social? Intelligenti pubblicitari di se stessi? Quanto contano la popolarità sui social ed il sapersi rivolgere ad un pubblico giovane, super fruitore dei moderni mezzi messi a disposizione dalla “nouvelle technologie”? Conta tanto, almeno dopo aver ascoltato attentamente il Prof. Galiano qualche settimana fa a Prata, al Teatro Pileo. Prova ne è che grazie al suo blog con la webserie “Cose da Prof” è scaturita popolarità e da qui la collaborazione con Garzanti, che prima non si era fatta viva con lo scrittore Galiano, nemmeno in risposta all’invio del manoscritto del suo libro. Conta tanto anche per la scrittrice americana Jennifer Niven, che durante l’intervista a PordenoneLegge ha raccontato del web magazine che ha creato 4 anni fa, proprio perché le era venuta l’idea di creare un sito per teenagers - gestito da teenagers che avrebbero dovuto sentirsi parte di una community per discutere dei propri problemi, per leggere degli articoli che potessero essere pertinenti, insomma una sorta di diario mezzo life-style e mezzo letterario.
Dopo questa breve e personalissima considerazione che meriterebbe il titolo di “Gli scrittori del nuovo millennio” e che tante discussioni potrebbe far scaturire (penso all’attualissima Elena Ferrante, non tanto per il genere di scrittura, quanto per la modalità di esposizione al pubblico, completamente diversa da questi due nuovi autori), proseguo con la constatazione che, almeno il romanzo scritto dall’americana Niven, è definito “narrativa young adult”. In realtà entrambi i romanzi presi in esame parlano di una coppia di ragazzi (Jack e Libby da una parte – Gioia e Lo dall’altra), per cui non vedo differenze di genere e li vorrei considerare entrambi narrativa dedicata ai ragazzi, intendendo quella fascia di età che rimane sotto ai vent’anni. Tutti i protagonisti sono adolescenti con problemi vari – e possiamo quindi dire che siamo in presenza di un romanzo di formazione in entrambi i casi, dove i ragazzi imparano a non essere più un’isola, ma a confrontarsi per far sì che i problemi non diventino degli ostacoli insuperabili. In una parola, per cercare di crescere e diventare degli adulti sani e che sanno assumersi le proprie responsabilità (e non quelle che altri, adulti magari, non hanno ancora imparato ad accettare), oltre a sapersi rapportare con gli altri in modo equilibrato. Ma sono forse partita da considerazioni che andavano fatte a fondo pagina.

Ho avuto la fortuna di conoscere entrambi gli autori: a Settembre 2017 durante il Festival Letterario PordenoneLegge ho conosciuto Mrs. Niven; un paio di settimane fa c/o il Teatro Pileo di Prata (PN), ho seguito lo show del professor Galiano. Da una parte la scrittrice americana che raccontava del suo libro e rispondeva alle domande dei giornalisti, dall’altra parte lo scrittore italiano che a Teatro metteva in scena il suo repertorio di consumato professore e novello scrittore (mannaggia!, ma come si fa a dimenticare a casa la documentazione video … In verità secondo me non voleva interruzioni alle sue chiacchiere con la bibliotecaria di Prata, nonchè blogger del blog Due Lettrici quasi Perfette, che insieme alla sua socia hanno portato avanti una bella intervista e letture di parti del romanzo).
 
Entrambi i libri, come dicevamo, parlano di problemi di adolescenti e di crescita personale. In entrambi i casi tramite i protagonisti veniamo a contatto con il mondo scuola, sia in Italia che in America. E possiamo sicuramente trarre spunti di riflessione sul problema del bullismo e sulla vita degli studenti (ritornandoci come mentalità se siamo adulti, riconoscendoci in qualcuno degli studenti se lo siamo ancora oggi noi stessi). E al mondo scuola si connette il mondo famiglia, con tutte le problematiche che i due autori, seppur in modo diverso, ci presentano.

Jack e Libby: ciascuno con forti problemi familiari alle spalle, si conoscono a scuola e, dopo essere partiti con il piede sbagliato, imparano a fidarsi l’uno dell’altro e a far fronte comune ai problemi, aiutandosi a vicenda. Jack prendendo anche atto della particolarissima malattia da cui è affetto, Libby affrontando un problema che sta dilagando in tutto il mondo occidentale, Italia compresa. Gioia e Lo: due adolescenti italiani, con un vissuto familiare alle spalle che ha forti problematiche e che condiziona pesantemente la loro vita, salvo per Lo aggiungergli anche problemi personali di altra natura. Veniamo anche qui a contatto con il mondo scuola, che l’autore evidentemente conosce molto bene – sia assistendo ai comportamenti e ai riti degli studenti, sia venendo a contatto con qualche professore.

Rivelazioni: è quello che entrambi gli autori centellinano, creando forti aspettative sulla storia dei loro ragazzi, per rendere appetibile un prodotto che dovrebbe essere spunto di riflessione per i genitori e per gli operatori sociali che vivono quotidianamente questo tipo di problematiche e rapporti disturbati. Ma è possibile leggere questi due libri come dei romanzi e non solo in veste di saggio? Ma certo! Ed è proprio così che vanno letti. In primis ci si deve godere la storia. Ed in un secondo momento, quando si è finito il romanzo, sarebbe positivo soffermarsi un po’ anche sulle questioni che portano le persone – in questo caso dei giovani ragazzi – ad avere delle reazione deviate rispetto a quanto sarebbe normale, in condizioni di un più maturo discernimento, o forse di una famiglia diversa alle spalle.

Forse per il modo di intervallare la vita raccontataci in prima persona dai suoi due protagonisti – Jack e Libby – il tipo di problemi che hanno, le famiglie che li circondano: tutti insieme gli argomenti, le dinamiche, i protagonisti, la storia ed il modo in cui è stata raccontata mi hanno dapprima incuriosita e poi attirata all’interno della trama, tanto che alla fine della lettura ho potuto considerare questo romanzo molto interessante, divertente e a volte tenero e romantico come solo i giovanissimi sanno – inconsapevolmente – essere. L’Universo nei tuoi occhi è un romanzo che mi ha affascinata per molteplici aspetti e che mi ha tenuta avvinta in considerazioni personali anche dopo averlo finito.

Eppure cadiamo felici è scritto intervallando la terza persona con le battute fulminanti tra Gioia e Lo, con capitoli corti e che dovrebbero essere serrati, ma che a lungo andare mollano un po’ la presa. Anche le battute insistite con cui all’inizio si parlano i due protagonisti, dopo un po’ vengono a noia, ma soprattutto non fanno più sorridere. La storia è carina, anche se non originale. Bella invece l’idea delle parole in tutte le lingue del mondo e che hanno un significato particolare e che Gioia segna ed assapora lentamente, nell’attesa di poterle usare. Belli i luoghi raccontati per chi è della zona: è sempre piacevole poter immaginare in modo perfetto l’ambientazione di cui un autore parla. Forse un po’ troppo problematiche le famiglie descritte, ma perché no?, solo che alcune situazioni sono così esageratamente provocatorie da parte dell’autore, da risultare a mio parere poco credibili e di conseguenza rischiano di non catturare completamente il lettore, che resta un po’ distaccato da tutta la vicenda. Questa è proprio la sensazione che ho avuto. Come suggerito da un grande scrittore di lungo corso - Kurt Vonnegut: “Dà al lettore almeno un personaggio per cui possa fare il tifo”. E in questo romanzo io non ho fatto il tifo per nessuno: mi sono limitata ad essere un lettore che aspettava semplicemente di arrivare alla fine del romanzo. Se dovessi usare un’unica parola per descriverlo, direi: carino! Ed attendo il Prof. Galiano alla sua seconda prova, perché sicuramente ci farà conoscere altri personaggi particolari, visto quanto ha anticipato durante la sua chiacchierata a Teatro.

Ultima cosa, per cui mi riallaccio alle battute iniziali: le copertine di questi due volumi sono entrambe fuorvianti. In entrambi i libri, il volto di due belle ragazze in copertina. Ma perché? La copertina davvero non è in sintonia e non rispecchia ciò che il libro contiene e vuole veicolare come messaggio. E ritorniamo quindi ad un discorso meramente commerciale. E qui temo che gli autori, almeno quelli alle prime armi, non abbiano molta voce in capitolo. Avrei davvero preferito vedere una ragazza “normale”, se proprio doveva essere un primo piano – o magari perché no, una delle belle parole scovate da Gioia sotto-forma di immagine. Creatività signori, creatività! Ed un po’ meno di considerazioni commerciali.

E dopo questo “pippone” contro la svilente commercializzazione di tutto sempre e comunque, Vi auguro un buon weekend.
A presto,
                             

giovedì 5 ottobre 2017

Coming soon #25 - Il cacciatore di sogni di Sara Rattaro

Buongiorno carissimi, dai che è giovedì, ancora qualche fatica e poi saremo finalmente proiettati al weekend. Oggi vi voglio parlare di un libro in uscita tra pochissimo e che attendo con impazienza. Si tratta della nuovissima avventura letteraria di Sara Rattaro che per la casa editrice Mondadori pubblicherà un libro per ragazzi: Il cacciatore di sogni. Chi mi segue sa che adoro Sara come scrittrice ed anche come persona. Ho avuto l'occasione di incontrarla diverse volte alle presentazioni dei suoi libri e ho un amore speciale verso di lei e verso il suo stile di scrittura. Questa volta si cimenta in un genere nuovo, quello dei libri per ragazzi ed io non vedo l'ora di scoprirla in questa nuova veste!
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Titolo: Il cacciatore di sogni
Autore: Sara Rattaro
Genere:
Libri per ragazzi
Pagine: 176
Costo: 12.75 €
Pubblicazione: 17 ottobre 2017 - Mondadori

Descrizione: Luca, che da grande sogna di diventare pianista, ha una mano rotta, un fratello maggiore piuttosto fastidioso, una mamma rompiscatole e un aereo da prendere per tornare da Barcellona in Italia. È il 4 luglio 1984 e, su quell'aereo, la sua vita cambia per sempre. Luca incontra un eroe... No, non si tratta di Maradona, che in aeroporto ha attirato l'attenzione di tutti (e in particolare di suo fratello Filippo), ma di un misterioso signore che somiglia un po' a Babbo Natale e occupa il sedile accanto al suo. All'improvviso l'uomo gli chiede: «Posso raccontarti una storia?». Comincia così un'avventura straordinaria, fatta di parole e ricordi, con una sorpresa davvero inaspettata... l'avventura di un cacciatore di sogni, lo scienziato Albert Bruce Sabin.
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Un libro che di certo comprerò per leggerlo con il mio bambino che va in seconda elementare e a cui sto cercando di passare l'amore per la lettura. Per il momento ha appreso anche troppo bene l'arte di comprare libri ogni volta che andiamo insieme in libreria, ora devo solo farglieli leggere!!! ;)
Che ne dite? Leggerete questo libro?


lunedì 7 agosto 2017

Recensione #202 - Il libro di Charlotte di R.J. Palacio

Buongiorno lettori, eccoci nuovamente qui con la recensione di uno dei libri della serie Wonder Story, di R.J. Palacio, edita da Giunti. Oggi vi parlo del terzo volume, intitolato Il libro di Charlotte, pag. 160.

Sinossi: Charlotte, insieme ad altri due studenti, è stata scelta per dare il benvenuto ad Auggie nella nuova scuola. Il suo sogno è di diventare una star della danza, anche se è una ragazzina un po' insicura, ed è combattuta tra la lealtà verso Auggie e il desiderio di poter entrare nel gruppo delle ragazze popolari. Ma, quando inizia la guerra tra i sostenitori del nuovo arrivato e quelli che lo vorrebbero cacciare, non ha dubbi: è lei a passare a Jack la lista di "chi sta con chi". Perché in nome dell'amicizia, prima o poi bisogna essere capaci di prendere posizione...

Ultimo volume della serie che ci regala il pensiero di Charlotte, l'unica ragazza chiamata dal signor Kiap, nel primo libro, a fare da tutor a August.
Charlotte è una figura che nei libri precedenti non si riusciva a capire fino in fondo a causa di alcuni suoi comportamenti che da subito apparivano contraddittori. In questo libro abbiamo la possibilità, come per i personaggi precedenti, di conoscerla meglio e di provare a capirne il punto di vista.
Diciamo che forse, fra tutti, questo e il volume che ho apprezzato meno anche se resta un libro piacevole e da leggere. Diciamo che mi è apparso un po' superficiale il modo in cui le ragazzine ci vengono dipinte, intente a fare colpo sui ragazzi ed incapaci di prendere una posizione per il bene di qualcuno. In queste pagine ci viene principalmente raccontato di un'amicizia che nasce a poco a poco e cresce grazie ad un balletto scolastico, un'amicizia tra ragazze apparentemente diversissime tra loro ma che, guardandosi nel profondo, sapranno trovare più di una cosa in comune.
Charlotte prova a spiegare al lettore il suo punto di vista, parlando di se stessa come neutrale ma mostrandoci invece come, in fondo, non abbia meno colpe di quelli che apertamente si dimostrano contro Auggie. Certo essere in prima media non è facile, non è facile essere vista in modo negativo - per di più senza una ragione - da quelle che fanno parte del "gruppo perfetto", non è facile avere il coraggio di andare controcorrente come, da subito fa Summer, la mia preferita in assoluto in tutta la serie.
L'autrice mette molto in evidenza le gelosie, le invidie, le stranezze che possono nascere quando si è così piccole e ancora poco capaci di trovare un proprio posto nella vita. Come sempre riesce in modo egregio a renderci partecipi dei sentimenti dei personaggi e a raccontarcene i caratteri e le sfaccettature in modo molto realistico ed umano. Lo stile resta quello che ormai siamo abituati a conoscere: scorrevole, semplice ma non troppo, capace di venire al punto senza pietismi e falsi moralismi. Insomma, una serie nel complesso assolutamente da leggere e da consigliare!

VOTO: