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lunedì 2 agosto 2021

Recensione #402 - Cercasi amore vista lago di Virginia Bramati

Buongiorno lettori, come va? Ultima settimana cittadina per me, poi accenderemo il motore del camper e ce ne andremo nella nostra amata Sardegna. Voi cosa farete? Partirete? Starete a casa? Lavorerete? Prima di fuggire però vorrei cercare di organizzare il blog in modo da non lasciarlo sguarnito di recensioni. Ho letto diversi libri e devo solo programmare le recensioni quindi dovrei farcela!

Ma torniamo al post di oggi. Sono qui per lasciarvi la recensione del libro Cercasi amore vista lago di Virginia Bramati, edito da Giunti, pag. 231.


Trama:
 Bianca Maffei: 33 anni, una laurea in architettura e... una passione per i cantieri. Nonostante lavori da qualche anno in uno studio importante, Bianca non perde tempo in riunione con i capi ma adora mettersi scarponcini e caschetto e andare dove le gru lavorano e i carpentieri danno forma allo spazio. Bianca riesce a sentire la forma che la casa prenderà, a vederla quando ancora è fatta di pochi segni tracciati sul terreno, e questo la rende felice. Fino a che, con la crisi, non capita anche a lei di essere vittima di una "riorganizzazione"... Il solo lavoro che riesce a trovare è in un'agenzia immobiliare fuori città, nel paesino brianzolo di Verate. Lascia così il centro di Milano per mettersi alle dipendenze del geometra Volpe, pittoresco individuo dalle scarpe squadrate e dall'etica discutibile. Eppure, appena arrivata a Verate Bianca trova per sé un meraviglioso abbaino con vista fiume, proprio sopra la mitica Osteria Moretti dove le oche bianche chiacchierano con gli avventori e basta ascoltare attentamente per sapere tutto quello che accade in paese. Sarà proprio lì, all'ombra della plumbago in fiore, che Bianca scoprirà i piani di un immobiliarista senza scrupoli. Sarà proprio da lì che partirà, armata solo del suo "fiuto" segreto, per una nuova avventura che la condurrà fino alla casa più meravigliosa che potesse immaginare...

Per anni Baba Desperate Bookswife mi ha incitato a leggere questa autrice, una delle sue preferite. Per anni ho creduto che i suoi libri fossero troppo rosa per me (forse per i troppi cuori in copertina dei primi volumi mi hanno depistato), fatto sta che per anni mi sono privata di leggere questi libri che, invece, sono totalmente nelle mie corde.
Non sto andando in ordine - e questo è molto strano per me! - ma forse proprio per questo mi sto godendo dei particolari in più perché scopro la nascita di situazioni che in altri libri avevo già incontrato e mi vengono svelati dettagli dei personaggi che forse non avrei apprezzato allo stesso modo.

mercoledì 14 giugno 2017

Recensione #190 - Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito) di Chiara Parenti


Buongiorno a tutti, e buon mercoledì. Grazie ad un weekend proficuo, sono riuscita a completare delle letture e a portarmi avanti con le recensioni quindi eccomi di nuovo qui a lasciarvi il mio pensiero su un libro Tutta colpa del mare (e anche un po’ di un mojito) di Chiara Parenti, - che ringrazio per avermelo proposto - edito da BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, pag. 319

Sinossi: Lettura consigliata agli astemi - perché cambino idea! La vita di Maia Marini procede a vele spiegate verso la felicità: un fidanzato appartenente a una prestigiosa famiglia, un lavoro presso una delle più rinomate agenzie di comunicazione di Milano, tre amiche splendide con cui trascorrere il weekend per festeggiare l'addio al nubilato di Diana, la futura cognata! Peccato che la meta prescelta sia la Versilia, dove Maia ha passato le vacanze fino all'estate dei 16 anni. Ritornare nei luoghi in cui ha lasciato il cuore e rivedere Marco, il primo amore, la manda in tilt. Così decide che qualche mojito non potrà farle male… e anzi l'aiuterà. Il mattino dopo, però, Maia non ricorda niente. Non ha idea di cosa abbia combinato durante quel folle venerdì notte. In compenso, però, lo sanno i suoi 768 amici di Facebook. Cercando di ricucire una situazione compromettente e compromessa in ogni settore della sua vita, Maia si troverà a porsi una domanda fondamentale: e se invece che la fine di tutto, fosse solo un nuovo inizio? Perché se è vero che l'alcol fa fare pazzie, è altrettanto vero che a volte aiuta a fare la cosa giusta! Mood: Ironico - YouFeel è un universo di romanzi digital only da leggere dove vuoi, quando vuoi, scegliendo in base al tuo stato d'animo il mood che fa per te: Romantico, Ironico, Erotico ed Emozionante.

Prendete quattro amiche – Gaia, Maia, Diana e Margherita – prendete un imminente matrimonio, un addio al nubilato in Versilia, un mojito di troppo – anzi in realtà più di uno - e shekerate bene insieme tutti questi ingredienti. Il risultato sarà un romanzo fresco, divertente, capace di farsi leggere in un soffio e di strapparvi non pochi sorrisi, nonché qualche lacrimuccia.
Sarà il periodo estivo che fa venire voglia di mare, saranno i mille impegni che ultimamente occupano prepotentemente le mie giornate, ma questo libro è proprio quello che mi ci voleva per staccare un po’ la spina.
Protagonista indiscussa non è la futura sposa Diana (come si potrebbe pensare) ma la sua futura cognata Maia. Maia è fidanzata con Lapo – fratello di Diana – è una pubblicitaria in uno degli studi più importanti di Milano – il suo lavoro è sullo stile di quello di Andy, la stagista de Il diavolo veste Prada –, è terrorizzata dalla futura suocera – che lei chiama in modo reverenziale Madre –, al dito porta un anello di fidanzamento da trentamila euro – Lapo è ricco, molto ricco – e da ragazzina passava le sue estati in Versilia a casa dei nonni.
La sua vita è caotica, sta sempre attaccata al telefono - da cui manda mail, scrive comunicati stampa, risponde alle telefonate del suo severissimo e pretenzioso capo Tancredi – ed è sempre sulle spine per come comportarsi, soprattutto quando Madre è nei paraggi. Ma anche con Lapo non le è dato da stare serena: lui le compra vestiti di due taglie più piccole – messaggio non troppo subliminale - e la fa rimpinzare di gallette di riso.
L’addio al nubilato di Diana è l’occasione per staccare un po’ dalla quotidianità. Le quattro amiche partono in macchina da Milano direzione Versilia, per un weekend nella casa della famiglia di Diana. Maia non conosce la destinazione del viaggio finchè non si ritrova lì, in quei posti che da ragazzina erano il suo porto sicuro, un porto da cui per tantissimo tempo ha guardato il mare e ne ha respirato il suo profumo. Ma in quel luogo Maia ha anche lasciato un pezzo di cuore, infranto da un ragazzo che ai tempi considerava l'Amore. Immaginatevi la sua reazione quando capisce di essere nel luogo in cui, dopo quell'estate di quindici anni prima, non aveva più voluto tornare.
Tutti abbiamo un posto che per la nostra adolescenza è stato speciale. Per molti di noi - soprattutto per chi come me ha sempre abitato in città e lontano dal mare - il luogo delle vacanze dei vecchi tempi occupa un posto particolare nei nostri ricordi. Ci sarà sicuramente chi ci avrà lasciato un pezzo di cuore, chi degli amici cari ma pur sempre "gli amici del mare". E se come me eravate ragazzini quando ancora il cellulare non esisteva, sapete bene che moltissimi di quegli amici che ai tempi sembravano insostituibili sono letteralmente spariti dalla nostra vita.
Immaginate di tornare lì e ritrovarli, dopo decenni, sempre loro, con negli occhi quella luce che riconoscereste tra mille. Immaginate lo sgomento, ma anche l'improvvisa voglia di tornare ad essere catapultati con la mente ad allora, a quell'estate magica in cui dall'alto della vostra adolescenza vi sentivate indistruttibili, capaci di qualsiasi cosa. 
Questo è quello che ci fa rivivere l'autrice con questa lettura. Il ricordo di quello che siamo stati, il ricordo del primo amore, il ricordo della bellezza di sentire il mare da dentro una conchiglia. Un messaggio positivo, che però può diventare a tratti anche doloroso.
Con un ritmo che cresce con lo scorrere delle pagine, ho letto con sempre più frenesia perchè la storia, seppur prevedibile, ha saputo tenere alta la mia attenzione. 
Ho fatto il tifo per Marco, così diverso dal freddo e cinico Lapo. Ho fatto il tifo per l'amicizia, quella tra donne adulte ma anche quella tra due ragazzine adolescenti che forse, ai tempi, non si erano capiti. Ho fatto il tifo per la serenità, per la capacità di staccare da una vita che ci rende schiavi e quasi "inumani" e riprendere a sognare con gli occhi di quei ragazzini che siamo stati e di cui ora abbiamo perso le sembianze.
Insomma, un libro divertente, irreiverente, che fa sognare, che fa riflettere e che fa anche emozionare.
Un libro che vi consiglio per staccare al spina!
Lo conoscete? Avete in programma di leggerlo?

VOTO: 



lunedì 1 agosto 2016

Recensione #141 - Sarò come mi vuoi di Greta Simeone


Buongiorno carissimi, come va? Primo agosto, il mio mese, quello che mi ha visto nascere - ebbene sì, il 14 sarà il mio compleanno - e quello che da sempre rappresenta per me vacanze! Oggi primo giorno ufficiale di ferie in cui inizierò a stilare la mia lista – unica che faccio da sempre nella vita – di preparazione bagagli e camper. Un momento che amo moltissimo, anche per via della scelta delle letture da portare, eludendo la sorveglianza del marito che ha la paranoia del peso troppo elevato del camper.
Nella scorsa puntata di “Chi ben comincia” – qui - avevo condiviso con voi l’incipit del libro Sarò come mi vuoi di Greta Simeone edito da Corbaccio, che ringrazio per la copia, pag. 272. Oggi ve ne lascio la recensione.

Sinossi: A Gina sta andando tutto storto: sola da un po’, ora ha anche perso il lavoro. Risponde ad annunci di tutti i tipi, per paura di dover rinunciare alla propria casa e tornare a vivere dai suoi, che sono freddi come l’inverno, anche se ormai si è convinta che non l’assumerà nessuno. Troppa la concorrenza, con la crisi che c’è, e lei non brilla in niente. Una sera però arriva, a sorpresa, una telefonata. A chiamarla è Paolo, socio in una catena di sexy shop, che cerca una venditrice a domicilio, e con cui aveva avuto un colloquio poche ore prima. Lei era certa di aver fatto una pessima figura, ma secondo Paolo ha le carte in regola per riuscire.
Però … però dovrà rifarsi il look, acquisire le giuste competenze, seguire tutte le sue indicazioni, affidarsi a lui senza remore: è disponibile?
Gina accetta con riluttanza l’unica proposta ricevuta. Presto, inaspettatamente, le si aprirà un mondo nuovo: sotto la guida di Paolo imparerà molto su se stessa e sulle sue capacità. Troverà l’amore, perderà le sue inibizioni. Fino a quando ogni sua certezza sarà spazzata via da una terribile scoperta.


Per prima cosa, chi è Greta Simeone?
Dalla quarta di copertina si legge: “Greta Simeone è lo pseudonimo sotto il quale si cela una ex romantica, che vive in provincia, ha una passione per i vecchi film, per Frank Sinatra e per Candy Crush. Non crede più all'amore, ma le piace raccontarlo e dev'essere a lieto fine.” 
Ho cominciato questo libro proprio perché mi è stato proposto dall’autrice, che conosco e stimo molto. Ebbene sì, so chi si cela dietro lo pseudonimo ma non lo svelerò neanche sotto tortura, ho fatto una promessa e le promesse io le mantengo; con una lettura attenta di questo libro potreste però cercare di scoprirlo anche voi visto che io qualche indizio l’ho scovato! Come definire questa lettura? Dalla cover si direbbe libro d’amore/romance - che ormai ognuno lo chiama come vuole – dalla storia è in minima parte questo, ma anche molto altro! 

Sì, perché in questa lettura c’è ironia, freschezza, sagacia, cultura cinematografica oltre che una storia d’amore divertente, coinvolgente e anche un po’ improbabile.
La protagonista di questo libro mi ha ammaliato sin dalle prime righe. Gina: anonima, triste, sciatta, pessimista ed anche un po’ sfigata. Un brutto anatroccolo perso in questo immenso stagno che è la vita. Uno stagno in cui ogni giorno vede sfilare davanti a se dei meravigliosi cigni che lei non può far altro che invidiare. Ma, per fortuna, a volte la vita fa un po’ da se, ed uno scossone lo regala anche a chi come Gina non è di certo incline a svoltare la propria esistenza.
Arriva quindi un licenziamento, a causa della chiusura dell’azienda in cui la donna lavora da diversi anni, ed arriva anche la necessità di trovare un lavoro, qualsiasi, in fretta.
È così che la conosciamo Gina, al colloquio di lavoro più improbabile della storia, in lizza per un lavoro di vendite a domicilio; di Tupperware direte voi, o di cosmetici – che già per una come lei risulterebbe un po’ dissonante – e invece no. Udite, udite, l’anti sesso in persona che cerca di guadagnarsi un posto in un’azienda come commerciale per la vendita a domicilio di giocattoli sessuali. Che lei non sia adatta per quel posto è ovvio, che i due titolari dell’azienda Tuttigusti siano due folli anche. Basta una scommessa tra i due e Paolo si butta in una missione impossibile: far diventare Gina, in massimo tre mesi, una donna sexy e smaliziata, capace di parlare di vibratori ed eccitanti come se elencasse la lista della spesa di una suora di clausura.
Inutile dirvi che ne vedrete delle belle e che non potrete nutrire una simpatia immediata per questa donna che, nonostante tutto, cerca di vincere le sue reticenze, spiccando quel volo che avrebbe voluto fare da molto tempo.
E se da una parte il cambiamento di Gina fa sorridere, dall’altro fa molto riflettere. L’acquisizione da parte sua della consapevolezza di quello che, fino ad allora, era stata agli occhi degli altri la rende una persona nuova, non solo come venditrice di sexy toys, ma proprio come donna. Una donna che inizia ad imporre una propria personalità nei discorsi – soprattutto con gli uomini -, una donna che non ha paura di dire la sua senza soccombere al volere altrui, una donna che non si vergogna di farsi guardare, uscendo da quell’anonimato in cui si è rifugiata per troppo tempo. Se è vero che i cambiamenti spesso spaventano, è anche vero che a volte servono per dare un colpo di spugna a tutto quello che fino a quel momento non si aveva il coraggio di fare o di dire, ed è con lo scorrere delle pagine che assistiamo all’evoluzione della nuova Gina. Per tutta la lettura mi sono chiesta quanto la donna avrebbe retto in quella sua nuova veste, aspettandomi sempre, da un momento all’altro, uno scivolone che la facesse tornare la donna fragile ed insicura di sempre. Non vi svelo se quello scivolone ci sia stato oppure no.
Lo stile dell’autrice è impeccabile, divertente al punto giusto, ma anche capace di acquisire toni più seri in alcuni punti o più sensuali in altri. Una capacità di parlare di sesso e di mostrarcene anche alcune scene in modo mai volgare ma, anzi, raccontandole in modo piacevole e convincente.
I personaggi di questo libro sono perfetti per la storia e ne sono essenziali.
Fantastici i siparietti che Gina mette in piedi con la sua amica Patty: sicura, mangia uomini, energica… l’opposto di lei. Anche Silvana, segretaria dell’azienda Tuttigusti è un personaggio che mi è molto piaciuto. Se Patty è l’amica di sempre, coinvolgente, incline a buttarsi senza riflettere troppo sulle cose, incisiva e diretta – quasi brutale a volte -, Silvana diventa l’amica saggia di Gina, quella che cerca di metterla in guardia, pur spronandola a cercare se stessa, con delicatezza ma senza girare troppo intorno alle cose. Due figure diversissime, che però si compensano.
Anche le due figure maschili, Paolo e Giovanni, soci di un’azienda vincente, amanti della bella vita, delle belle donne, poco inclini a impegnarsi in una relazione stabile ci svelano man mano – soprattutto Paolo – le loro debolezze dando alla trama un tocco meno frivolo di quello che ci si potrebbe aspettare apparentemente.
Per non parlare poi dei genitori di Gina, imperturbabili, bacchettoni, freddi e distaccati, che rischiano l’infarto quando scoprono il lavoro della figlia, o del parrucchiere Giampiero – apparso poco ma vera macchietta del libro – e infine Deborah – mi raccomando l’h finale! – che con la sua apparizione rimescola gli equilibri già precari e mette nuova carne al fuoco alla storia: tutti fantastici!
Un lavoro che promuovo senza riserve e che consiglio per un’estate all’insegna del divertimento e della sensualità! Dimenticatevi le Cinquanta sfumature – che vi fate solo del bene! – e leggete questo libro perché “la Gina” è la vera bomba sexy dell’estate!!! ;)
 VOTO: 


mercoledì 20 maggio 2015

Chi bussa? #23

Buongiorno lettori! Come state? 
Oggi torno con una nuova segnalazione. E' un po' che non condivido con voi una puntata di Chi bussa?, la rubrica dedicata alle segnalazioni di autori emergenti e dei loro lavori, quindi eccomi qui! Vediamo Chi bussa?
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Titolo: Prima che sia buio
Autore: Marilena Tealdi

Genere: Romance, Narrativa contemporanea
Pagine: 574 pagine
Costoebook 1.99 €  in tutti gli store
Pubblicazione: Lettere Animate

Trama: Emma, insegnante, è una ragazza semplice, che ha incontrato nella vita solo uomini sbagliati; nonostante ciò sogna ancora il grande amore. Matthew, ingegnere, invece l’amore lo ha perso da adolescente e non crede più in nulla. Si droga per scordare il presente, la disperazione che ha in sé. Tratta le donne come oggetti.
Matthew incarna tutto ciò che fa ribrezzo a Emma, ma quando lo conosce – in un posto dove non andrebbe mai di propria volontà, mentre per Matthew è un’abitudine – decide di frequentarlo. Lo conosce meglio, accetta i suoi lati negativi ma ne soffre, e per quello Matthew tenterà di allontanarla, anche per non rischiare di innamorarsi.
Dopo due mesi di relazione decidono di convivere, ma il ritrovarsi ad abitare con un’altra persona destabilizza Matthew. È confuso, si allontana da Emma per cercare di capire cosa vuole. Emma, a una festa, conosce un uomo. Matthew è geloso, pensa di lasciarla, ma quando lei ha un incidente tutto viene rimesso in discussione. Matthew sta per toccare il fondo e per Emma è arrivato il momento di decidere: tentare ancora una volta con Matthew o lasciarlo andare per sempre?
Il romanzo è narrato a doppia voce dai due protagonisti.


Autore: Il mio nome per intero è Marilena Cristina, anche se il secondo nome lo uso pochissimo.
Sono nata a Bra, la città dello Slow Food, ho frequentato il liceo Artistico ad Alba e l’Università a Pisa, Conservazione dei Beni Culturali, ma purtroppo senza conseguire la laurea per motivi familiari. Ora vivo in Valle d’Aosta.
Scrivo il più spesso che posso, o quando le situazioni me lo consentono, perché vorrei fare della scrittura una attività a tempo pieno. Mi piacciono tutti i generi letterari, dal classico al contemporaneo. “Prima che sia buio” è il mio primo romanzo ed è ambientato a Torino.
Ho scritto anche dei racconti, molti dei quali sono stati pubblicati su diverse antologie, sia in formato cartaceo che in formato e-book.
Attualmente sto lavorando principalmente al seguito di “Prima che sia buio”, ma ho in cantiere anche un altro romanzo, ma questo per ora è solo una bozza.

Store:

Amazon

Bookrepublic

Kobo

Contatti:

pagina Facebook

profilo Twitter: Prima che sia buio @PBuio
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Cosa ve ne pare? Vi incuriosisce?

mercoledì 25 marzo 2015

Recensione #53 - Te lo dico sottovoce di Lucrezia Scali

Buongiorno carissimi! Come state? Come è andata la prima parte della vostra settimana? Io non vedo l'ora che arrivi il week end, ho bisogno ancora di riprendermi dallo scorso fine settimana trascorso in bagno.
Ma veniamo a noi. Oggi vi parlerò del libro Te lo dico sottovoce di Lucrezia Scali, autopubblicato, 371 pagine, solo ebook, acquistabile in tutti gli store online.

Trama: Mia ha trent'anni, un pessimo trascorso con gli uomini e una madre che le organizza appuntamenti al buio. Ogni notte sogna il suo principe azzurro, ma al mattino si sveglia accanto a un meticcio con le orecchie cadenti e il pelo ispido. Durante il giorno, invece, gestisce una delle cliniche veterinarie più conosciute di Torino e coordina l'attività di pet therapy presso l'ospedale locale.
Tuttavia nella vita di Mia sembra non esserci più spazio per l'amore. O, almeno, così pensava prima di conoscere Alberto, un affascinante medico, e Diego, un poliziotto che si è appena trasferito dalla Puglia. La freccia di Cupido riuscirà a colpire la persona giusta per guarire il cuore di Mia?

Per parlare di questo libro è necessario che io faccia delle premesse importanti.
Te lo dico sottovoce è il primo libro di Lucrezia Scali, blogger del blog Il libro che pulsa, amica, che dopo diverse peripezie ha deciso di pubblicare in modo autonomo il suo libro perchè crede in quello che ha scritto.
Ho cominciato a leggere con molto slancio, perchè da sempre attendevo di poter leggere quello che - sapevo - Lucrezia stesse scrivendo; ho cominciato anche con un enorme terrore, perchè sapevo dall'inizio che questo non è il mio genere preferito e perchè avrei avuto non poche difficoltà a dire ad un'amica che il suo lavoro non mi piaceva.
Quando lei mi chiese di partecipare al blogtour di presentazione del romanzo - trovate la mia tappa qui - la prima cosa che le dissi fu: "Guarda che se lo leggerò poi dovrò essere assolutamente sincera con te!". Povera Lucrezia, per tutto il tempo in cui ho letto il suo libro è stata in ansia ma, se mi seguite sapete come sono, mi sento in dovere di essere sincera, nei vostri confronti e in quelli di chi comunque chiede il mio parere.
Ok dopo queste premesse possiamo cominciare.
Come dicevo, libro d'esordio.
Lucrezia si butta su temi importanti ed anche originali - pet terapy, veterinaria, interazione tra veterinari e polizia nei casi di maltrattamenti animali - e lo fa con una scrittura per niente acerba ma che, anzi, denota un utilizzo molto accurato della lingua italiana. Se non avessi saputo che il libro è scritto da un'emergente non mi sarebbe mai venuto in mente.
Da quando ho cominciato a leggere ho cominciato a vedere con gli occhi della protagonista. Lucrezia riesce a descrivere le scene ed i personaggi in un modo così completo e dettagliato che non ho letto un libro ma ho visto un film; ho immaginato tutto, ogni dettaglio, ogni scena, figurandomi davanti agli occhi quello che la protagonista viveva ed è una caratteristica assolutamente importante quando leggo un libro. Perchè solo un bravo narratore riesce a farmi visualizzare il suo lavoro e Lucrezia in questo è stata bravissima.
Mia è la protagonista di questa storia, una ragazza semplice, con una passione smodata per gli animali e per il suo lavoro, titolare di una clinica veterinaria in cui, oltre a curare gli animali, accoglie quelli abbandonati o recuperati dai sequestri effettuati dalla polizia. Assieme a Mia - sempre alla ricerca del principe azzurro, che non si accontenta delle storie di poche notti, restia ad avvicinarsi ad un uomo se non dopo un'attenta ponderazione - conosceremo l'amica del cuore Fiamma - amante delle storie mordi e fuggi, senza la voglia di trovare il "per sempre", convinta che l'uomo della vita non esista - con cui divide il lavoro ed anche i suoi segreti più intimi. Per tutto il protrarsi della storia assisteremo a questa contrapposizione tra le due donne che ci aiuterà a vedere le cose dai due punti di vista.
Fiamma scosse la testa. "Mia, mi sa che hai visto troppe olte Cenerentola. Non arriverà nessun principe azzurro, sono troppo occupati a sistemarsi il ciuffo e andare dell'estetista, oppure a cercare di salvare il loro matrimonio" Terminò con un sorriso sarcastico. "Stop. Mi stai dicendo che sbaglio ad aspettare quello giusto? E dovrei buttarmi in qualche avventura delle tue?" Ribattei seccata e svoltando in modo brusco.
E non solo con gli uomini le due ragazze sono così differenti, anche nella vita, sul lavoro, Mia è quella riflessiva, Fiamma è quella che agisce di pancia, di istinto.
Fin dall'inizio capiamo che qualcosa blocca Mia, un passato che l'autrice non ci dice subito ma che ci svela man mano che la trama si dipana.
Di certo anche la famiglia non aiuta, una madre con cui è da sempre in competizione e che non ha mai apprezzato il suo lavoro - a questo proposito devo dire che i battibecchi tra Mia e la madre mi hanno assolutamente fatto morire dal ridere! Brava Lucrezia!!! - una sorella perfetta e superficiale, con un marito ricco che la mantiene e le fa fare la vita da signora. Tutte cose che Mia non ha mai voluto e per cui ha sempre discusso, in quelle cene del venerdì che la fanno sentire inadeguata come figlia e come donna.
Ma anche per Mia le cose dovranno cambiare no??? Certo, già nella trama ci viene svelato qualcosa.
Conosce due uomini, diversi come il giorno e la notte.
Alberto: bello, medico, di ottima famiglia, che la corteggia in modo raffinato e senza fretta.
Diego: poliziotto, pugliese appena arrivato a Torino, donnaiolo,anche lui bellissimo ma poco affidabile.
Chi sceglierà Mia? Io non ve lo dico anche se, devo essere onesta, l'ho capito troppo presto!!! ;)
Di sicuro anche questi due personaggi, come quelli femminili, denotano caratteristiche opposte tra loro, capaci di far riflettere il lettore sui meccanismi di quel sentimento così strano e non controllabile chiamato amore.
Come dicevo all'inizio però questo libro parla di molto altro, la storia d'amore c'è ma fa solo da contorno. Quello che emerge dalle righe di questo romanzo è l'amore di Lucrezia - e quindi di Mia, la sua protagonista - per gli animali e per i cani soprattutto. Cani che diventeranno appunto protagonisti di un progetto nuovo cui che Mia riesce a farsi approvare da un ospedale di Torino: la pet therapy. Partiamo così alla scoperta di un mondo nuovo - almeno così è stato per me che avevo solamente sentito nominare questa terapia in passato - capace con il solo aiuto di qualche animale di riportare il sorriso su pazienti afflitti da differenti malattie e stabilire un contatto con loro, aprendo un canale di cooperazione, dandogli la possibilità di migliorare la qualità della vita durante la malattia.
In questo caso Mia si trova a dover interagire con bambini malati. Anche in questo caso Lucrezia non si tira indietro e ci parla di malattia con un tono per niente banale, facendoci spesso emozionare.
"Avrai tre pazienti di cui occuparti. Uno si chiama Lukas ed è malato di leucemia da quando aveva solo diciotto mesi, poi c'è una bambina affetta da cardiomiopatia ipertrofica aggravata. L'ultimo è un ragazzino autistico di undici anni." 
Questi i pazienti con cui Mia e il lettore dovranno approcciarsi, storie non facili che non possono lasciare indifferenti.
"L'ospedale era un mosaico di storie già scritte e di altre ancora da scrivere. Le stanze erano tutte uguali, eppure ognuna raccontava qualcosa di diveso: delle persone che aveva ospitato e lascito andare via e di quelle che voleva trattenere. Ogni cosa era fredda e incolore: i visi, le barelle, le sedie. Anche l'odore di disinfettante, che impregnava l'intero edificio peggiorò la situazione e non contribuì ad anestetizzare la nausea."
E queste le sensazioni tangibili con cui si dovrà fare i conti.
Lucrezia affronta questi argomenti con una maturità degna di una professionista. Si vede che sono argomenti che conosce, che ama ed è capace di trasferirli al lettore e farglieli amare nella stessa maniera. In più manda avanti i sentimenti parlando di famiglia, parlando di quei nonni che la protagonista non ha più ma cui pensa spesso, parlando di amore facendone emergere il meglio ma anche il peggio. Facendo un ottimo lavoro insomma.
Ovviamente non è tutto perfetto, sarebbe impossibile perchè pur sempre di un'opera prima stiamo parlando.
Qualche difettuccio l'ho riscontrato e devo farlo emergere.
Partiamo dal presupposto che come vi ho detto all'inizio non amo i libri d'amore - se mi conoscete sapete che sono una sanguinaria, amante dei thriller possibilmente forti, sempre alla ricerca delle tensioni emotive - e che quindi avrei forse preferito un maggiore spazio alla parte della pet therapy e alla parte di interazione tra polizia e veterinari che invece vengono spesso oscurate da questo triangolo amoroso concluso in modo un po' troppo prevedibile.
Un'altra cosa che mi ha lasciato con l'amaro in bocca è una piega un po' legale che aveva preso una questione all'interno del libro - e proprio in quel momento ho pensato: "ecco Dany, il risvolto investigativo,  quella parte diversa che aspettavi e che ti farà adorare un libro di questo genere!" - che è stata risolta secondo me con un po' troppa fretta e che invece avrebbe meritato un più ampio respiro per poter veramente fare la differenza rispetto ad altri libri simili.
Un ultimo appunto che in realtà è un dettaglio: una cover bellissima che però rispecchia poco il libro; avrei preferito gli stessi personaggi e lo stesso cane su uno sfondo cittadino, magari proprio della nostra italianissima Torino! ;)
Per il resto, a parte qualche personaggio di poco rilievo - che credo potesse anche non esistere all'interno della storia - e alcuni passaggi un po' troppo scontati, ho trovato il libro nel complesso molto, molto piacevole ed interessante.
Aspetto con ansia un secondo lavoro di Lucrezia sperando mi regali quel guizzo di tensione in più che mi aspetto da una che come lei legge libri di qualsiasi genere!!!

VOTO:  


mercoledì 10 dicembre 2014

Chi bussa? #17

Buong pomeriggio carissimi! Vi siete già iscritti alla Lotto Reading Challange 2015? Noooooooooooooooooooooooo? Cosa aspettate? Ecco qui il link per partecipare! :)))))
A parte cercare di trovare nuovi iscritti alla challenge - ahahahahahahahah - sono qui per una nuova segnalazione di un autore emergente e del suo libro. Pronti a vedere Chi bussa?
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Titolo: Solstice - L'incantesimo d'Inverno
Serie: Solstice - Primo volume
AutoreC. E. A. Bennet

Genere: Fantasy - Romance - Young adults
Pagine: 641 (PDF formato A5)
Costoebook 3,99 €, in vendita su tutti gli store online
Pubblicazione: Self Publishing

Sinossi: Emma ha quasi sedici anni e due sorelle, Eileen e Constance. Vivono a Saint Claire, tranquilla cittadina del Connecticut, insieme alla madre Kate e alla misteriosa donna comparsa nelle loro vite da quando il padre le ha abbandonate, Miranda. 

Le Hataway non sono donne normali, ma streghe costrette a nascondere la loro natura e i loro poteri per rispettare le leggi dei Custodi, ai quali devono obbedienza. Leggi che Emma ha infranto quando era solo una bambina per aiutare quelli che sarebbero diventati i suoi migliori amici, Sam e Alec. Da allora i tre sono inseparabili nonostante Emma sia costretta a nascondere il segreto che più le sta a cuore. Non è l’unica, però, a mentire alle persone che ama. Cosa nascondono Kate e Miranda? Quali sono i terribili segreti seppelliti nel loro passato? Perché il padre è scomparso all’improvviso senza lasciare traccia?

Alec Stevens ha sedici anni e molte domande. Spesso ha la sensazione che Emma conosca tutte le risposte. Emma. Cosa lo lega a lei e allo stesso tempo la rende irraggiungibile? Che cosa nasconde?

Nel tentativo di svelare e nascondere i segreti che li circondano, Alec ed Emma non si accorgono che qualcuno si muove e li osserva nell’ombra in attesa che arrivi il momento di mettere in atto la sua vendetta.

La storia, raccontata in prima persona da Emma e Alec, inizia con due episodi dell’infanzia destinati a cambiare per sempre le loro vite. Dopo un salto di dieci anni li ritroveremo alle prese con un sentimento molto umano, un passato famigliare turbolento e dei poteri che non facilitano le cose, anzi… Una storia d’amore, di amicizia e di legami famigliari burrascosi, ma profondi. Con un pizzico di magia.
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Autrice: C.E. A Bennet. Laureata in Giornalismo, è nata e cresciuta a Verona. Attualmente vive a Bologna dove lavora come copy e addetta stampa. L’incantesimo d’Inverno è il suo romanzo d’esordio, nonché il primo capitolo della saga Solstice.
Ah già. Le piacciono i treni.

www.thesolsticesaga.it
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Che ve ne pare? Normalmente non sono attratta da storie di streghe ma questa trama mi incuriosisce molto!

mercoledì 16 aprile 2014

Chi bussa? #11

Buongiorno amici miei! Sono di nuovo qui, super di corsa per segnalarvi il secondo libro di un'autrice emergente di cui vi avevo già parlato qui.
Purtroppo non ho ancora fatto in tempo a leggere il primo romanzo di questa giovane autrice ma sono felice di potervi segnalare il suo secondo lavoro visto che se darete una sbirciata su Amazon vi accorgerete che ha ricevuto delle recensioni davvero positive.

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Titolo:    Training in Love
AutoreManuela Pigna
Genere: Romance Contemporaneo
Pagine:  284
Costo:   2.68 euro solo ebook
Pubblicazione: Libro autopubblicato acquistabile su Amazon

Sinossi: Olivia è una ragazza dolce e simpatica, ha un unico problema: il sovrappeso.
Per quasi tutta la vita è stata una ragazza grassa, presa di mira a scuola e non solo a causa delle sue dimensioni; ha passato diversi anni a lottare strenuamente con la bilancia, gettando la spugna quando sembrava che ogni tentativo non andasse a buon fine, e rassegnandosi a vivere per sempre con tutti i suoi chili in più.
Finché una sera un incontro con un ragazzo speciale non le ridona un nuovo stimolo per risolvere il problema con l'alimentazione una volta per tutte e iniziare a vivere la sua vita a pieno, cominciando dal cambiare se stessa e finendo con il progetto di conquistare il ragazzo in questione.
Attorniata da amici premurosi, cerca una figura professionale che la aiuti nel suo intento, senza sapere che questo sconvolgerà per sempre i suoi piani.
E proprio quando tutto si realizzerà esattamente come si era augurata, si renderà conto che il fato è ironico e birichino, e a volte, quando i desideri si realizzano, non si è così felici come ci si aspetterebbe, soprattutto se nel frattempo quei desideri sono cambiati, sconvolti da un turbine alto e biondo, difficile da ignorare... 

 
Autore: Manuela Pigna è un'autrice emergente. Manuela Pigna, nata nel 1981, abita a Varese, ma lavora a Lugano, perché per quale motivo fare qualcosa di semplice come vivere e lavorare nello stesso Stato?
Ha una laurea breve in Scienze dei Beni Culturali, e durante l'università ha svolto una moltitudine di lavori diversi che l’hanno molto ispirata durante la stesura del suo primo romanzo, ma che francamente vi risparmierebbe, con buona pace di tutti quanti. È sposata e ha un figlio.

Per conoscerla un po' meglio potete dare un'occhiata al suo blog.
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Leggendo la sinossi mi viene da sorridere, perchè un po' mi ci ritrovo nella descrizione di Olivia.
Diciamo che non sono mai stata la magra della situazione, già dalle elementari ricordo di essermi sempre sentita un po' fuori luogo perchè rispetto alla maggior parte delle bambine secche secche io ero burrosa e già sviluppata; ho sempre lottato con il mio fisico a fisarmonica, che ingrassa e dimagrisce periodicamente quindi immagino lo stato d'animo di Olivia. Questo libro mi incuriosisce molto soprattutto dopo le bellissime recensioni che ho trovato in rete.
E voi? Cosa ne dite? Vi rivedete in Olivia?