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martedì 16 marzo 2021

Recensione IN ANTEPRIMA #385 - Con o senza di noi di Valentina Sagnibene

Buongiorno lettori, oggi torno con una nuova recensione a cui tengo tantissimo. Vi parlo di Con o senza di noi di Valentina Sagnibene, edito da DeA - che ringrazio immensamente per la copia -, pag. 418, in uscita oggi in tutte le librerie e store online, € 14,90.


Trama:
Nuvola ha passato diciassette anni della sua vita a evitare gli altri. Ai pettegolezzi, preferisce il rumore del vento. Alla movida delle serate milanesi con le amiche, sostituisce il disegno. Il suo posto è il tetto della scuola, a tredici metri d’altezza, dove vede tutto e nulla la raggiunge. Tommaso invece i diciotto anni li ha trascorsi lasciandosi travolgere da un fiume di persone che reclamava il suo talento, i sorrisi, il futuro. Il suo posto è la pista d’atletica, dove si allena tra le dritte del coach e gli incitamenti dei compagni. Nuvola e Tommaso frequentano lo stesso liceo, gli stessi corridoi, aule quasi vicine. Ma la ragazza più invisibile e il ragazzo più in vista della scuola non si sono mai visti. Non si conoscono. Fino al giorno in cui si ritrovano nello stesso luogo speciale e proibito, a tredici metri d’altezza. Entrambi per motivi diversi, entrambi per un segreto. Entrambi in fuga da qualcosa. Forse Nuvola e Tommaso non hanno nulla in comune, forse sono due punti opposti dello stesso emisfero. Con o senza di noi è un romanzo intenso, vivido, commovente. Valentina Sagnibene racconta la storia di due solitudini che si incontrano, e che si scontrano, per provare a guarire insieme.
 
Arrivata al terzo libro di Valentina Sagnibene mi sento di dire che questa autrice è ormai diventata un punto fisso per me e mi auguro che possa avere il successo che si merita visto che è veramente bravissima ed ora cercherò di spiegarvi perchè.

giovedì 4 aprile 2019

Recensione #294 - Un intero attimo di beatitudine di C.H. Parenti

Buon pomeriggio lettori, eccomi finalmente ancora qui a lasciarvi il mio pensiero su un libro che ho letto voracemente. Si tratta di  Un intero attimo di beatitudine di C.H. Parenti - pseudonimo con cui Chiara Parenti, che ringrazio per avermi proposto la lettura di questo libro, si affaccia al mondo degli young adult, edito da DeA Palaneta, pag. 383.

Sinossi: Arianna Brandi non è certo una ragazza che passa inosservata: capelli rossi come il fuoco e occhi pieni di rabbia. La rabbia di chi ha già perso tutte le cose che contano davvero: la famiglia, l'innocenza, la voglia di credere nel futuro. Infatti, da quando il padre se n'è andato, sparito nel nulla senza lasciare traccia, la vita di Arianna non è stata più la stessa. Qualcosa si è spezzato, e lei ha cercato rifugio nelle compagnie sbagliate, tra alcol, feste e notti infinite. Le cose cambiano il giorno in cui Arianna viene bocciata e la madre la costringe a lavorare nel bar di un piccolo paese alle porte di Siena. Per Arianna quello è l'inferno, l'estate peggiore che possa immaginare. Almeno fino al momento in cui incontra Daniel. Lui è tutto ciò che Arianna non è: timido, riservato, serio. Se ne sta seduto in un angolo del bar con una vecchia macchina fotografica tra le mani, sempre solo. Tra i due l'amore scoppia come una scintilla inaspettata, sorprendente. Lui la trascina nel suo universo misterioso, lei trova il modo di ricucire i pezzi della propria vita. Daniel sembra essersi materializzato dal nulla per salvarla, per portarla via sul suo cavallo bianco come un cavaliere dall'armatura scintillante. Eppure Arianna non sa che il ragazzo che le ha rubato il cuore nasconde un segreto. E che, forse, sarà lei a salvare lui. Una storia romantica sull'amore e sulle seconde possibilità. Quelle che la vita ci regala, sempre e comunque.

Primo approccio, come dicevo prima, al genere young adult per Chiara Parenti che, per l'occasione, utilizza uno pseudonimo. Se mi seguite sapete che, tempo fa, lessi di quest'autrice il suo Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito), recensione qui. Anche quella volta fu proprio Chiara a contattarmi per chiedermi se avessi voglia di leggere il suo libro; accettai, pur non avendo mai letto niente di suo ma senza sapere cos aspettarmi e mi trovai per le mani un libr o che ancora adesso mi sento di consigliare. Questa volta invece andavo sul sicuro, conoscevo il suo stile e la freschezza delle sue storie quindi - nonostante un bimbo in fasce ed essendo quindi chiara nei suoi confronti visto che in questo periodo non posso garantire puntualità - ho accettto senza riserve, curiosa di scoprire questo nuovo lavoro che si colloca in un genere nuovo per l'autrice.

martedì 10 luglio 2018

Recensione #249 - L'unico ricordo di Flora Banks di Emily Barr

Buongiorno lettori, siamo solo a martedì ed io sono già esausta! In più manca ancora un mese intero alle sospirate vacanze arghhhhhhhhhhhhhh!!!
Per fortuna ci sono i libri ad allietarci le giornate (o almeno quella minima parte di giornata in cui si ha un briciolo di tempo libero!). Oggi vi parlo del libro L'unico ricordo di Flora Banks di Emily Barr edito da Salani, che ringrazio per la copia, 304 pagine.

Sinossi: Flora Banks, diciassette anni, non ha la memoria a breve termine. I suoi ricordi si sono fermati a quando aveva dieci anni: da allora, dopo che una malattia le ha colpito il cervello, deve continuamente fissare i momenti che vive, scrivendoli su un quaderno, su post-it, oppure direttamente sulle mani e sulle braccia. Quello che sa di sé è che mamma e papà le vogliono bene, così come Jacob, il suo adorato fratello maggiore, e che Paige è la sua migliore amica, quella che si prende cura di lei nel difficile mondo esterno. Ma una sera, durante una festa, Drake, il ragazzo di Paige, la bacia sulla spiaggia e stranamente questo ricordo non svanisce come gli altri. Flora ricorda il bacio, ricorda le parole di Drake, ricorda ogni singolo istante di quell’episodio. Possibile che Drake sia l’artefice del miracolo? Peccato però che il ragazzo sia partito per studiare in Norvegia… Flora non ha dubbi: deve raggiungerlo, solo così potrà capire veramente chi è e cominciare a vivere davvero. Ma come può fidarsi degli altri se non può fidarsi nemmeno di se stessa? La sensibilità di John Green si unisce al fascino misterioso di un thriller, in un romanzo di segreti e bugie, amore e perdita, con una protagonista fragile e coraggiosa, alla ricerca di un passato senza il quale non può conoscere la verità su se stessa.

Quando la casa editrice mi ha proposto questo libro ho accettato senza indugi. Il tema della perdita di memoria mi ha sempre affascinato e ho letto diversi romanzi, ma anche alcuni saggi, che hanno come tema principale proprio questo problema. In più nella sinossi si parlava di thriller quindi quale connubio migliore? (Beh si parlava anche di John Green ma quello ho cercato di rimuoverlo visto la mia avversione per quello scrittore ahahhaha).

martedì 16 gennaio 2018

Recensione #222 - Speak. Le parole non dette di Laurie Halse Anderson

Buongiorno a tutti, come state? Secondo giorno della settimana e secondo post qui sul blog. Quasi mi faccio paura da sola!
Cosa vi propongo oggi? Una nuova recensione, quella di un libro che ho voluto per tanto tempo e che ho trovato sulla mia strada prima di Natale con tanto di DVD del film che ancora non ho visto ma che guarderò presto. Ero talmente  contenta di averlo trovato che ne ho comprate diverse copie anche da regalare per Natale. Si tratta di Speak. Le parole non dette, libro d'esordio di Laurie Halse Anderson edito da Giunti. 192 pagine. Di questa autrice avevo letto ed adorato Wintergirl. Così leggere da bucare le nuvole - recensione qui - quindi ero molto curiosa di vedere se anche questo libro mi avrebbe conquistata.

Descrizione: Melinda Sordino ha tredici anni e un segreto. L'estate prima di entrare al liceo, durante una festa, viene violentata da uno dei ragazzi più popolari della scuola. Ancora sconvolta, Melinda chiama la polizia, e nel fuggi fuggi generale non riesce a confessare la violenza subita. Quando pochi giorni dopo le amiche di Melinda scoprono che è stata lei a chiamare la polizia e a rovinare il party, non pensano a chiederle spiegazioni, ma la maltrattano e smettono addirittura di salutarla. Melinda si isola e comincia ad avere difficoltà a parlare sia a scuola che a casa. Fino a che... Vincitore di numerosi riconoscimenti letterari, "Speak" è stato tradotto in venti paesi con grande successo di critica e vendite.

Quella di Melinda è una storia dolorosa, di quelle come potrebbero essercene tante e che si spera sempre non possano accadere. Melinda ha solo tredici anni, e come tutte le tredicenni è affascinata dalle feste che sono permesse solo ai ragazzi più grandi. Melinda però ha un'amica, la sua migliore amica, Rachel, che grazie al fratello più grande permette spesso alle ragazze di frequentare party che non sarebbero destinati a loro. È in uno di questi party che tutto cambia. Prima un bacio, poi un approccio un po' più intimo, un no detto troppo a bassa voce o con troppa poca convinzione e si ritrova stesa in un prato con un ragazzo sopra di lei, che senza pensarci due volte ne abusa sessualmente. Melinda chiama la polizia, vuole raccontare tutto ma nell'agitazione del momento non confessa, la festa viene interrotta, alcuni ragazzi subiscono punizioni esemplari ma nessuno viene a sapere del suo segreto. Sanno solo che è stata lei a chiamare la polizia, lei è la spia. 
Da quel momento tutto cambia: lei è la nemica, quella da cui bisogna stare alla larga, quella da bullizzare. Neanche Rachel cerca di capire cosa l'abbia spinta a fare quella telefonata, cosa l'abbia portata a chiudersi in un mutismo preoccupante, cosa abbia fatto precipitare in picchiata i suoi voti.
Nessuno pensa a capire quale sia il problema. I genitori di Rachel litigano tra loro e vivono una vita distaccata, senza minimamente ascoltare i bisogni della propria figlia; a scuola la ragazza continua a ricevere punizioni per i suoi ritardi, per le sue parole non dette, per le sue assenze. Solo un professore sembra provare a capirla, il professore di storia dell'arte che la incita a tirare fuori il proprio dolore attraverso il disegno.
Speak è un libro che fa riflettere, su un mondo di adolescenti che spesso si ritrovano soli, a lottare contro cose molto più grandi di loro e che quando cercano - a modo loro - di chiedere aiuto si trovano davanti un muro fatto di indifferenza, poca disponibilità, superficialità.
Lo stile dell'autrice rispetto a Wintergirls e molto più lento, molto meno diretto, forse proprio per far vivere al lettore quel senso di peso e di difficoltà che Melinda, con il suo mutismo, si porta dietro. Questo però mi ha anche portato e sentirmi più distaccata rispetto a quanto non avessi fatto con la protagonista dell'altro libro. Certo, quello era veramente tosto, forte, al limite della sopportazione ma proprio per questo, secondo me, un vero capolavoro. Questo è più ponderato, più attento alle parole e, per quanto mi riguarda, bello ma meno riuscito, forse anche perchè era il primo lavoro dell'autrice.
Un libro che comunque consiglio per la capacità dell'autrice di portare l'attenzione sul mondo adolescenziale utilizzando un linguaggio adatto ai ragazzi ma adatto anche a chi, da adulto, con i ragazzi deve avere a che fare.
Ora però non vedo l'ora di guardare il DVD, soprattutto perchè Melinda è impersonata da Kristen Stewart, la mia amatissima Bella di Twilight.
Avete letto questo libro? Conoscete questa autrice che è ritenuta una delle più influenti autrici di young adult? Io ho già nella mia libreria il suo secondo romanzo - Le emozioni difettose - quindi è probabile che tra non moltissimo tempo sentirete ancora parlare di lei qui sul blog.

VOTO: 

lunedì 31 luglio 2017

Recensione # 200 - Il libro di Julian di R.J. Palacio - Domino letterario

Buon pomeriggio carissimi, come state? Siamo finalmente giunti all'ultimo giorno di luglio, ultima settimana lavorativa per me e, come potete immaginare, il mio umore è alle stelle!
Oggi vi propongo una recensione che fa parte di una iniziativa cui partecipo per la prima volta e che coinvolge deversi blog, si tratta del Domino letterario. In cosa consiste? È molto semplice: nell'immagine sottostante trovate l'elenco dei blog che partecipano e le date di pubblicazione delle recensioni. Il primo blog della lista ha scelto un libro cui il secondo blog si ricollega - può essere il colore della cover, la casa editrice, il fatto che l'autore sia maschio o femmina, insomma un qualsiasi collegamento - in una sorta di domino. In questo modo tutti i libri di cui ognuno dei blog partecipanti vi proporrà la recensione saranno collegati al precedente della lista. Io sono l'ultima della catena quindi se vi va troverete già tutte le recensioni precedenti pubblicate. Nello specifico io mi dovevo ricollegare al blog Leggendo Romance che, prima di me, ha scelto di recensire Silver di Kerstin Gier edito da Corbaccio; io mi ricollego per libro scritto da una donna e facente parte di una serie lasciandovi la recensione de Il libro di Julian di R.J. Palacio edito da Giunti, 121 pagine.

Sinossi: Julian non si capacita di come siano andate le cose nell'ultimo anno scolastico. Era il ragazzo più popolare della classe e si ritrova ad essere escluso dai compagni e costretto a cambiare scuola. Solo per aver fatto delle battute! Ma lui ha sempre fatto dell'ironia, e tutti ridevano, prima! Appena arrivato in classe, Auggie, il nuovo compagno di scuola affetto dalla sindrome di Treacher-Collins, lo aveva veramente turbato. Fin da piccolissimo, infatti, Julian aveva il terrore degli zombi e la faccia deforme di Auggie gli aveva fatto tornare gli incubi infantili. Era questo il vero motivo del suo accanimento. Era stato sospeso da scuola quando il preside aveva scoperto i bigliettini che Julian faceva trovare ad Auggie e al suo ex amico Jack e così non aveva potuto partecipare alla gita scolastica. Un provvedimento che i genitori non avevano mai accettato, accusando la scuola di aver sottovalutato la difficoltà della situazione che l'inserimento di Auggie in classe avrebbe comportato. Durante l'estate, però, Julian scopre una verità sconvolgente sulla sua nonna francese. Lei, ebrea, gli confessa che durante la guerra era stata salvata dallo "storpio" della classe, il "Tartaruga", come lo chiamavano tutti deridendolo. Solo pochi giorni prima di essere deportato egli stesso, perché non "perfetto", le aveva dato il suo primo bacio. Il suo nome era Julian... Età di lettura: da 13 anni.

Secondo volume della serie Wonder in cui l'autrice sceglie di dare voce a Julian, un personaggio particolarmente importante incontrato nel primo libro che però, a differenza di altri, non aveva avuto modo di farci conoscere il suo punto di vista. Un punto di vista che io ho atteso con ansia visto che il suo comportamento da bullo e la sua convinzione di essere nel giusto - anche grazie alla madre che si ritrova - mi avevano non poco urtato durante la lettura del primo libro.
Questo nuovo volume si divide in due parti: la prima in cui Julian ci parla del suo anno scolastico dal suo punto di vista cercando di spiegare e di giustificarsi - senza riuscirci secondo me - per il comportamento adottato fin dall'inizio nei confronti di August; la second in cui la scuola è finita ed il ragazzo racconta della sua estate solitaria a Parigi a casa della nonna paterna.
Nonna che all'inizio sembrava un personaggio marginale ma che invece è l'unica a dimostrare di avere del sale iun zucca e soprattutto è l'unica che cerca di far capire al ragazzo quanto il suo atteggiamento sia stato sbagliato.
Ho adorato la seconda parte, ho adorato quella nonna apparentemente un po' indifferente ed arcigna che poi sboccia raccontandoci una storia dolcissima fatta di gentilezza incondizionata che sa far riflettere ed emozionare.
Sono tornata con lei alla deportazione nazista, ho sofferto per le sorti della sua famiglia, ho vissuto insieme a lei il pentimento verso quel ragazzo tanto deriso e attraverso i suoi occhi ho visto nascere un sentimento profondo e unico.
Devo dire che mi piace molto come l'autrice abbia deciso di far evolvere la storia introducendo anche un'ulteriore fonte di riflessione su un tema di cui tanto si parla e che è sempre bene ricordare, soprattutto ai ragazzi. E in questo caso è un tema trattato in modo molto chiaro e diretto, con un linguaggio adatto a trasmettere le giuste emozione e portando il lettore a sentirsi coinvolto.
Se avete amato Wonder non potrete rimanere delusi da questo seguito che ne mantiene lo stesso stile semplice ma diretto e che permette di divorare il libro in pochissimo tempo.
Anche in questo caso ne consiglio la lettura sia ai ragazzi ma anche agli adulti anzi, sarebbe bello che gli adulti lo facessero leggere nelle scuole e magari ne creassero un dibattito perchè sono temi di cui non si parla mai abbastanza e soprattutto non lo si fa mai portando esempi concreti come fa l'autrice. Come lei cerca di estrapolare le sfaccettature dei possibili comportamenti che possono emergere in una situazione simile, sarebbe bello che lo facessero anche i ragazzi sia in ambito familiare che scolastico.
Questa è una di quelle serie che sicuramente terrò da parte per mio figlio e che gli consiglierò di leggere a tempo debito.
E voi cosa ne pensate? Lo avete letto? Se ancora non lo avete fatto io vi consiglio di dargli una possibilità anche se magari non siete particolarmente avvezzi al genere young adult.

VOTO: 


venerdì 7 luglio 2017

Recensione #195 - Wonder di R.J. Palacio

Buongiorno carissimi e buon venerdì. Prima di immergermi nell'ultima giornata lavorativa della settimana, vi lascio una recensione. È quella di un libro di cui avete già sentito parlare grazie al Gruppo di lettura, ma ora sono pronta per il mio pensiero completo.
Questa premessa per perlarvi di Wonder di R.J. Palacio, edito da Giunti, pag. 288.

Sinossi: È la storia di Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale, che, dopo anni passati protetto dalla sua famiglia per la prima volta affronta il mondo della scuola. Come sarà accettato dai compagni? Dagli insegnanti? Chi si siederà di fianco a lui nella mensa? Chi lo guarderà dritto negli occhi? E chi lo scruterà di nascosto facendo battute? Chi farà di tutto per non essere seduto vicino a lui? Chi sarà suo amico? Un protagonista sfortunato ma tenace, una famiglia meravigliosa, degli amici veri aiuteranno Augustus durante l'anno scolastico che finirà in modo trionfante per lui. Il racconto di un bambino che trova il suo ruolo nel mondo. Il libro è diviso in otto parti, ciascuna raccontata da un personaggio e introdotta da una canzone (o da una citazione) che gli fa da sfondo e da colonna sonora, creando una polifonia di suoni, sentimenti ed emozioni. Età di lettura: da 13 anni.

Vi è mai capitato di notare per strada qualcuno con problemi fisici evidenti e di fissarlo, anche senza volerlo? A me, purtroppo, sì. Sto cercando di insegnare a mio figlio di sette anni che non si fissano le persone, soprattutto se hanno problemi fisici che possono saltare all'occhio ma non è semplice. Purtroppo il diverso attira, spaventa e non sempre noi comuni mortali siamo capaci di rapportarci a ciò che ci spaventa.
Perchè vi dico queste cose? Perchè alla base di questa storia c'è appunto un'evidente malformazione fisica e tutto quello che una tale malformazione provoca a livello familiare ma anche a livello più ampio e nel risvolto di copertina l'autrice dice proprio di aver avuto l'idea per questa storia perchè lei, al parco, con i figli, si è allontanata velocemente vedendo un bambino malformato per paura che i suoi bambini potessero fare degli apprezzamenti non carini per poi rendersi conto che la sua potesse essere sembrata una fuga agli occhi di quel bambino. Quel bambino è diventato August, il protagonista di questa storia: un bambino che ama Halloween per poter andare in giro mascherato, un bambino che per anni ha indossato un casco da astronauta per evitare di mostrare al mondo il suo volto, un bambino che spesso si trova a dire di essere deforme ma non stupido, un bambino che, purtroppo, deve lottare per affrontare la stupidità del mondo, un bambino cui i medici hanno diagnosticato alla nascita un importante e praticamente incurabile malattia nata dalla concatenazione di diversi fattori. Un evento rarissimo che ha portato Auggie a nascere con la faccia totalmente deformata. Un problema evidente che da subito lo mette alla prova con numerosissime operazioni chirurgiche che accompagnano la sua infanzia e con l'atteggiamento sbagliato della gente che accompagna invece tutta la sua vita.
Quando noi lo conosciamo August è un bambino di dieci anni, e sta per affrontare per la prima volta in vita sua la scuola, infatti frequenterà, come tutti i ragazzini della sua età, la prima media e smetterà di studiare a casa con la madre.
Comincia da qui la nostra avventura con Auggie: nuova scuola, nuovi "amici", un'esposizione alla gente cui non è abituato e la necessità di cominciare a cavarsela da solo, rompendo quella spessa campana di vetro che i genitori gli hanno costruito intorno per proteggerlo dalla sua malattia ma soprattutto dalla gente.
Lo stile dell'autrice - nonostante il libro sia uno young adult, quindi adatto per un pubblico di ragazzini dai tredici anni in su - è semplice ma non scarno ed arriva alle cose in modo molto diretto senza utilizzare falsi pietismi o luoghi comuni.
Ogni capitolo è raccontato in prima persona da un ragazzo o una ragazza che in questo primo anno di scuola media si ritrova sulla strada di Auggie, in questo modo l'autrice è riuscita a dare voce a quasi tutti i personaggi che popolano la nuova vita di August - quelli che non troviamo in questo libro hanno addirittura un volume a parte nei seguiti della serie - permettendo al lettore di riflettere sui diversi punti di vista di ognuno.
È molto semplice amare questo libro e soprattutto adorare il suo protagonista che, nonostante la giovane età e la difficoltà cui la vita lo ha costretto, riesce sempre ad affrontare le sue paure, i suoi limiti e l'ignoranza della gente. Attenzione però, August non è per niente descritto come un indistruttibile ragazzo sempre sul pezzo, anzi, le sue difficoltà emergono in modo preponderante perchè lui ce ne mette a conoscenza, ma emergono in modo positivo, senza piagnistei, senza vittimismo e con la forza di chi, nonostante tutto, si rende conto di dover convivere con qualcosa di più grande di se.
Ogni personaggio che l'autrice ha scelto di rappresentare, raffigura un po' ogni singola sfaccettatura della vita infatti in ognuno di essi c'è un differente atteggiamento che, nel bene o nel male, si può ritrovare ogni giorno nella realtà.
Un libro che ho trovato di una dolcezza infinita, ma che in alcuni momenti mi ha fatto anche tantissimo arrabbiare e rattristare. Insomma, un libro vero, che andrebbe letto da tutti - adulti e ragazzi - soprattutto in questa nostra era in cui i social sono diventati il mezzo per offendere, prendere in giro e sparlare degli altri. C'è tantissimo da imparare da August, basta volerlo!!!
Inutile dire che ve lo consiglio e che vi consiglio di farlo leggere a tutti i ragazzini che conoscete affinchè si rendano conto che il diverso non deve fare paura e che anche dal diverso di può imparare. E per chi starà storcendo il naso perchè non ha figli che leggono può sempre deviare l'attenzione sul film - sempre meglio di niente! - che vanta oltretutto un cast di grande rispetto.


Che ne pensate? Lo avete letto? Avete voglia di dirmi come lo avete trovato? Io nel frattempo sto andando avanti con la serie quindi presto troverete anche le recensioni dei libri successivi.

VOTO: 



giovedì 22 giugno 2017

Leggendo SerialMente - Gruppo di Lettura #3 - Wonder Story di R. J. Palacio

Buongiorno lettori, come state? Sono già passati sei mesi da quando abbiamo cominciato l'avventura dei "GDL SERIALI" e sembra ieri! Ormai dovreste essere esperti ma nel caso stiate passando di qui per la prima volta vi ricordiamo cosa dovete fare per partecipare: procurarvi i libri che leggeremo in questo nuovo gruppo di lettura e avere voglia di spoilereare con noi e con i nostri lettori!
Protagonista di questa nuova avventura è la serie Wonder Story di R.J. Palacio edito da Giunti che ringraziamo per averci fornito gli ebook.
Come funziona?
Adesso proviamo a spiegarvi meglio:

22 giugno 2016 - oggi - : sui nostri due blog vi presentiamo l'intero GDL e dovrete cominciare a leggere il primo libro "Wonder" fino a pag. 168, ovvero fino alla parte quarta compresa.

WONDER
29 giugno 2017 - Un libro per amico: discuteremo la parte che avrete letto, ovvero da pag. 0 a pag. 168 (prime quattro parti).
06 luglio 2017 - Desperate Bookswife: commenteremo insieme da pag. 171 a pag. 285 (dalla parte quinta fino alla fine del libro).




IL LIBRO DI JULIAN
Ci comportiamo come se la quadrilogia fosse raccolta in un unico volume, quindi abbiamo appena terminato il volume uno ma senza ulteriori presentazioni iniziamo a leggere il secondo.
13 luglio 2017 - Un libro per amico: commento da pag. 0 a pag. 121, ovvero tutto il libro.





IL LIBRO DI CHRISTOPHER
20 luglio 2017 - Desperate Bookswife: commenteremo da pag. 0 a pag. 120 ovvero l'intero libro







 

IL LIBRO DI CHARLOTTE
27 luglio 2017 - Un libro per amico: commenteremo da pagina 0 fino a pagina 156, ovvero tutto il volume.









PICCOLE PRECISAZIONI PER PARTECIPARE

1- commentare questo post su uno dei due blog organizzatori scrivendo "partecipo" seguito dalla vostra e-mail (saremo il vostro promemoria personale per ben tre mesi, che fortuna eh?).
2- Ricordiamo a chi partecipa anche alla nostra Challenge "Leggendo Serialmente" il GDL varrà ben 5 punti in più.
Chi commenterà tutte le tappe di un solo libro otterrà 1 punto, chi commenterà tutte le tappe relative a due libri otterrà 2 punti, chi tutte le tappe relative a tre libri 3 punti.
Eccezionalmente per questo trimestre in cui probabilmente molti di voi andranno in ferie o, comunque, passeranno molto più tempo a dedicarsi a se stessi e alle proprie famiglie abbiamo pensato -sperando di fare cosa gradita - di darvi la possibilità di accumulare i punti del GDL commentando i post non entro il post successivo ma entro la fine della tappa della challenge quindi il  20 settembre 2017.
3- Questo Gruppo di Lettura è un evento indipendente, può essere abbinato alla Sfida sopra citata, ma può partecipare chiunque, quindi state tranquilli!
4 - Se avete voglia di unirvi come lettori fissi ai nostri due blog non ci offendiamo, ma non vi obblighiamo a farlo. Sì, siamo sempre noi: Desperate Bookswife e Un libro per amico.
5- Ringraziamo la casa editrice Giunti per la disponibilità.

Ci auguriamo che avrete ancora voglia di leggere insieme a noi, nonostante il caldo che già sta attanagliando le nostre città!

Per adesso vi salutiamo, ma ci rileggeremo presto :-)

venerdì 25 novembre 2016

Recensione #159 - Ti darò il sole di Jandy Nelson

Buonasera lettori, in ritardo ma arrivo! Sono qui per lasciarvi una recensione, quella di un libro che probabilmente non avrei mai letto se non fossi stata obbligata Baba Desperate Bookswife non mi avesse chiesto di partecipare insieme a lei al gruppo di lettura che Denise del blog Reading is Believing ha organizzato. Il libro è Ti darò il sole di Jandy Nelson edito da Rizzoli, Pag. 485. Come potete vedere ultimamente sto sperimentando molto nelle mie letture e devo dire che la cosa mi piace molto anche se a volte, come in questo caso, mi imbatto in libri che mi soddisfano solo a metà.

Sinossi: Solo un paio d’ore dividono Noah da Jude, ma a guardarli non si direbbe nemmeno che sono fratelli: se Noah è la luna, solitaria e piena di incanto, Jude è il sole, sfrontata e a proprio agio con tutti. Eppure i due gemelli sono legatissimi, quasi avessero un’anima sola. A tredici anni, su insistenza dell’adorata madre stanno per iscriversi a una prestigiosa accademia d’arte. Tecnicamente è Noah ad avere il posto in tasca – è lui quello pieno di talento, il rivoluzionario, l’unico che nella testa ha un intero museo invisibile – e invece in un salto temporale di tre anni scopriamo che è Jude ad avercela fatta, ma anche che i due fratelli non si parlano più, che Noah ha smesso di dipingere, che si è normalizzato, e che Jude si è ritirata dal mondo che tanto le calzava a pennello. Cos’ha potuto scuotere il loro legame così nel profondo?In un racconto a due voci e a due tempi, Noah e Jude ci precipitano tra i segreti e le crepe che inevitabilmente si aprono affacciandosi all’età adulta, ma anche nelle coincidenze che li risospingono vicini, laddove, forse, il mondo può ancora essere ricucito.


Ti darò il sole è un libro per ragazzi, con uno stile semplice ma molto particolare ed una storia che volge in alcuni punti al paranormale, tanto che per gran parte del libro non riuscivo a capire dove l’autrice volesse andare a parare. Nonostante lo stile non sia particolarmente ricercato è piacevole e abbastanza coinvolgente tanto da avermi permesso di leggere velocemente le parti stabilite per il GdL. Sono stata brava però, ed ho seguito alla lettera il calendario preparato da Denise senza correre avanti, ma che fatica!!!! Ora sono arrivata alla fine e boh… non riesco ad avere un’idea definita.
L’autrice con questo libro ha scelto di parlare di due gemelli Noah e Jude, inseparabili fino a un certo punto, in conflitto da un certo punto della storia in poi. 
Quando facciamo la loro conoscenza hanno 13 anni. Noah è gay, e per questo continuamente preso di mira dai bulletti della sua scuola. Ha un unico modo per sfogarsi e sentirsi veramente libero: disegnare. Sua sorella Jude invece è popolare, bella, divertente ed adorata, tanto che è proprio grazie a lei se spesso a Noah vengono risparmiate le solite angherie. Hanno un padre che non accetta il modo di essere di Noah ed una madre un po’ folle che vede la nonna morta e non ne fa segreto con i figli. La madre – insegnante d’arte - sembra avere un occhio di riguardo per quel figlio tanto talentuoso ma spinge entrambi a fare domanda di iscrizione alla CSA, l’importante scuola d’arte della città. Noah è entusiasta, Jude ovviamente no. Lei non è capace di dipingere e non si sente per niente all’altezza del fratello, il suo unico talento è quello di realizzare delle sculture di sabbia che però non mostra mai a nessuno; impossibile per lei entrare in una scuola così prestigiosa. Tutto sembra scontato ma in realtà nulla lo è. Le loro vite cambiano in un soffio e tutte le certezze sembrano infrangersi, stravolgendo il futuro di ognuno di loro, tanto da allontanarli, irrimediabilmente.
Ogni capitolo è narrato in prima persona e in ognuno si alternano il punto di vista di Noah – quando i fratelli hanno 13 anni – ed il punto di vista di Jude – quando di anni ne hanno 16 – creando un salto temporale di tre anni tra ogni capitolo. Questo salto temporale che all’inizio della lettura non sembrava un disagio per lo scorrere della storia, con il passare dei capitoli ha cominciato ad infastidirmi, perché mi dava la sensazione di leggere due storie totalmente slegate tra loro – anche se in realtà non lo sono –. Se i capitoli di Noah mi conquistavano sempre di più, quelli di Jude quasi mi annoiavano e questo ha inciso non poco sulla lettura. Le parti “paranormali” con madre e nonna morte che si palesano a Jude mi sono inoltre sembrate totalmente inutili alla storia, infatti non mi sembra aggiungano nulla di essenziale per il suo svolgimento; all’inizio della lettura mi chiedevo dove l’autrice volesse andare a parare con questo risvolto e me lo chiedo ancora adesso che l’ho terminato, ma magari è colpa mia, magari mi è sfuggito qualcosa. Un libro che non posso dire non mi sia piaciuto totalmente – la lettura infatti è andata spedita - ma di certo – e so di essere controcorrente - è un libro che non mi rimarrà particolarmente nel cuore o nella mente; sarà che l’ho letto in contemporanea con Ritorno a Riverton Manor di Kate Morton e la differenza tra stile, resa dei personaggi, costruzione della storia è abissale quindi può essere che il mio giudizio sia anche stato condizionato da questo ma tant’è… in fondo è risaputo che il pensiero su una lettura possa cambiare in base al momento, in base a ciò che si è letto prima, in base allo stato d’animo! Niente, un voto a metà per un pensiero a metà.
Voi lo avete letto? Vi è piaciuto? Mi piacerebbe confrontarmi soprattutto con chi lo ha amato!

 VOTO: 













mercoledì 5 ottobre 2016

Recensione #152 - Flawed. Gli imperfetti di Cecelia Ahern

Buongiorno lettori, finalmente riesco a ritagliarmi qualche minuto nella frenesia quotidiana per postare questa recensione che ho pronta dalla settimana scorsa (ne ho ancora arretrate dalle ferie ma non stupitevi, pian piano arriveranno anche quelle!!!). Oggi vi parlo di un libro che ho letto seguendo l'istinto e devo dire che sono felice di andare, a volte, a sensazioni; quando mi è stato proposto da Riccardo dell'ufficio stampa della CE non ci ho pensato due volte ed ho detto sì nonostante non appartenga proprio ad uno dei miei generi preferiti, ma non disdegno i distopici e apprezzo molto l'autrice! Si tratta di  Flawed. Gli imperfetti di Cecelia Ahern edito da DeAgostini, pag. 416

Sinossi: In un futuro non molto lontano, il giudice ​Crevan conduce una spietata guerra contro l’immoralità.
È lui e lui solo a decidere chi è un cittadino modello, e chi invece è un “imperfetto”, un essere Fallato da marchiare a ​ ​ fuoco con una ​F sulla pelle e da allontanare dalla società civile. 
Celestine ha diciassette anni e non ha mai avuto dubbi sul suo ruolo nel mondo: è una figlia perfetta, una studentessa perfetta, ed è anche una fidanzata perfetta. La fidanzata di Art, il figlio del giudice Crevan. Ma un giorno tutto cambia. Celestine vede un Fallato in fin di vita e sente di doverlo aiutare. D’un tratto tutto ciò che ha sempre ritenuto giusto non lo è più. Perché la compassione è più forte. Più forte della legge e delle rigide regole del giudice Crevan. Celestine decide quindi di aiutare il pover’uomo e quella decisione cambia la sua vita in un attimo.
Allontanata dalla famiglia, arrestata e umiliata, la ragazza viene ​ ​ trascinata in processo davanti a Crevan. E proprio lui, incurante delle suppliche di Art, la condanna a essere marchiata a fuoco come Fallata. Sarà durante il processo che la strada di Celestine incrocerà quella di Carrick Vane, un Fallato misterioso e affascinante: l’unico amico su cui d’ora in poi Celestine potrà contare.


Immaginate un mondo in cui oltre ai normali organi di giustizia esista un comitato, la Gilda, che controlli il comportamento dei cittadini ed abbia il potere di intervenire quando commettono degli errori non punibili dalla legge.
Istituita in origine dal governo come temporaneo strumento di inchiesta sul crimine, è diventata una struttura permanente con il compito di inquisire gli individui accusati di essere imperfetti, Fallati. I Fallati sono cittadini che hanno commesso violazioni etiche o morali nei confronti della società.
Immaginate che tutti i Fallati  siano identificati con una F rossa marchiata a fuoco in una parte del corpo diversa a seconda dell’errore commesso.
La tempia, in caso di decisione sbagliata.
La lingua, in caso di menzogna.
Il palmo della mano destra, in caso di furto ai danni della società.
Il petto, all'altezza del cuore, in caso di slealtà nei confronti della Gilda.
La pianta del piede destro, in caso di deviazione dalle regole imposte dalla società.
Immaginate che questi fallati debbano portare un segno al braccio che li faccia riconoscere, che debbano sottostare a regole di comportamento differenti rispetto ai perfetti, che abbiano posti a sedere sugli autobus a loro destinati, che abbiano un coprifuoco, che non possano riunirsi in gruppi numerosi ma che ogni due fallati debbano necessariamente esserci dei perfetti che li dividano, che non possano viaggiare perché il loro passaporto viene automaticamente ritirato. Immaginate che tutto questo sia normale, a insindacabile giudizio della Gilda e che chiunque si ribelli possa essere punito con un marchio indelebile. Beh sicuramente sarebbe spaventoso se questo accadesse. E l’autrice, anche se nella fantasia di un romanzo, lo fa accadere.
Protagonista della storia è Celestine, diciassette anni, sostenitrice assoluta delle idee della Gilda, ragazza di Art, figlio del giudice Crevan – massimo esponente della Gilda – e da sempre convinta che i fallati siano da punire per evitare che altri si ritengano legittimati ad imitarli. La sua storia d’amore va a gonfie vele, ed anche i rapporti con il padre del fidanzato sono ottimi, per lei il giudice Crevan è una persona di famiglia, ligio nel lavoro ed amorevole nella vita di tutti i giorni; un’ammirazione reciproca ed incondizionata. Tutto questo finchè il mondo dei fallati resta un mondo a parte. 
Quando la famiglia che abita di fronte a loro, durante il giorno della Festa della Terra, riceve la visita dei Segnalatori, proprio mentre Celestine e la sua famiglia sono in attesa che si uniscano a loro per il pranzo dei festeggiamenti, tutto cambia.
La signora Tinder viene portata via di fronte agli occhi increduli del vicinato; è sempre stata una donna rispettabile e attenta alle regole fino a quel momento. Da quel momento infatti tutto cambia.
Assistere alla scena turba molto Celestine e la sua famiglia. Fino a quel momento nessuno della loro cerchia di amicizie era mai stato marchiato, nessuno aveva mai dovuto fare i conti così da vicino con le decisioni della Gilda.
Nella ragazza inizia ad instillarsi il tarlo del dubbio. La Gilda opera veramente secondo giustizia? Come si vive da fallati? Come farà la signora Tinder, maestra di musica, a condurre una vita normale con la sua famiglia una volta che risulterà marchiata? È a questo punto che vediamo un cambiamento in Celestine. Lei, da sempre così sicura e sostenitrice dell’operato delle istituzioni inizia a vacillare ed inizia a vedere i fallati come persone; inizia ad analizzare il proprio comportamento e quello della gente che la circonda con occhi diversi.
E quando i sentimenti prendono il posto della ragione tutto prende una piega nuova.
Celestine fa l’errore – secondo le regole – di aiutare un fallato su un autobus; il suo gesto è visto e denunciato da moltissime persone. La ragazza che fino al giorno prima era ritenuta perfetta ora non lo è più e dovrà essere processata per constatare il suo essere fallata.
È in questo modo che Celestine, così vicina al giudice Crevan diventa una pedina. All’interno della Gilda qualcosa si sta smuovendo, qualcuno ha iniziato a credere che il giudice utilizzi quell’organo per farsi giustizia da solo o per aiutare chi gli è vicino. E Celestine si ritrova sola, con tutti contro, capro espiatorio di una situazione che le è sfuggita di mano. Da perfetta a Fallata. Da amata ad allontanata.
L’autrice è molto brava a creare un mondo così particolare, tanto particolare da risultare fin troppo credibile e spaventoso. Talmente spaventoso da far emergere in me le emozioni più disparate. Ho provato stima verso Celestine ed il suo gesto umano; ho provato rabbia, una rabbia inimmaginabile, verso un sistema corrotto e non trasparente; ho provato dolore sia fisico che emotivo – tanto da sciogliermi in lacrime come una bambina –  assistendo alla marchiatura di Celestine, al suo smarrimento, alla sua forza; ho provato sbigottimento assistendo all’atteggiamento di chi avrebbe dovuto dimostrarle affetto e non lo ha fatto; ho provato un sentimento di rivalsa assistendo al suo lento ma inesorabile ritorno alla vita.
I personaggi sono perfetti, l’ambientazione è perfetta, la storia regge e mai, neanche una volta durante la lettura, ho avuto la sensazione che fosse tutta un’opera di fantasia tanto l’autrice è stata brava a rendere ogni dettaglio relistico e possibile. 
Ho letto avidamente, abbandonando la lettura il meno possibile, una lettura che mi ha totalmente conquistato.
Uno young adult distopico da cui non emerge assolutamente una semplificazione dello stile o della trama, ma che risulta essere adatto ad ogni età, anche per chi, come me, legge pochissimo questo tipo di libri.
Un esperimento riuscito quello dell’autrice, conosciuta normalmente per i suoi lavori un po' più romance, che ha saputo mettersi alla prova con un genere nuovo, dimostrando ancora una volta di essere una bravissima narratrice ed anche una grande inventrice di storie. Adoro quando una scrittrice evolve senza paura, quando nonostante sia famossissima prova a buttarsi in qualcosa di nuovo, senza avere il timore che i suoi lettori affezionati le voltino le spalle; è un po' la stessa cosa che ha fatto Sophie Kinsella lanciandosi nella scrittura di Dov’è finita Haudrey - che avevo adorato e recensito qui - ed anche lei lo aveva fatto secondo me con un ottimo risultato.
Insomma Flawed. Gli imperfetti è un libro che consiglio senza riserve!!!
Ora però, visto che il finale è super aperto, io vorrei il seguito! Subito! 

 VOTO: 



mercoledì 13 luglio 2016

Recensione #139 - Luna di Julie Anne Peters

Buon pomeriggio lettori, come state? Eccomi finalmente!!! Scusate la latitanza ma questo è un periodo incasinato, ed è solo mercoledì... chissà come mai il week end vola mentre la settimana bisogna prenderla a calci perché passi. È da lunedì che voglio postare questa recensione ma lavorativamente parlando è un periodo di fuoco ed il tempo libero si riduce veramente al minimo necessario per sopravvivere.
Arriverà agosto e potrò finalemente ricaricare le pile…
Ma non voglio annoiarvi oltre quindi vi lascio il mio pensiero sul libro Luna di Julie Anne Peters edito da Giunti pag. 383.

Sinossi: Regan, fin da piccola, ha sempre saputo che suo fratello Liam era diverso dagli altri. Liam ha sedici anni. È alto, bello, muscoloso e corteggiatissimo ma la verità è che si sente una ragazza intrappolata dentro un corpo da ragazzo. Regan è l'unica condividere questo segreto con Liam - o Luna come preferisce farsi chiamare - che ogni notte in camera della sorella si trasforma con trucchi e vestiti da ragazza nel suo alterego femminile. All'insaputa dei genitori, una madre troppo occupata nella sua professione di wedding planner e un padre frustrato da un lavoro rutinario, Regan si trova da sola a dover aiutare e sostenere il fratello (quasi una sorella) nel difficile percorso verso la trasformazione. Ma anche per Regan è il momento del cambiamento e quando, durante una lezione di chimica, un ragazzo appena trasferito nella sua scuola, si accorge di lei, insieme ai primi turbamenti del cuore arrivano anche le complicazioni che l'avere un fratello trans comporta...

Non è semplice parlare di questa lettura perché mi è successa una cosa strana, che mi capita pochissime volte: ho letto in modo molto vorace ma poi, arrivando alla fine, non sapevo se questo libro mi fosse piaciuto, né quanto. Vi capita mai? Rimanere così, senza un pensiero ben definito, senza trovare le giuste parole per tirare insieme un’opinione.
Quando mi succede – come vi dicevo molto raramente – resto amareggiata, perché a quella sensazione preferirei provare un odio profondo. Probabilmente aver letto quest’anno The Danish girl, che parla dello stesso tema – il mondo Transgender – ma con una maturità ed una carica emotiva importante mi ha portato a vedere in questo young adult un bel libro, piacevole, sicuramente da far leggere ai più giovani, ma un po’ meno toccante. Cerco però di scostarmi da questo e di dare al libro un voto consono, sperando di riuscirci.
Liam e Regan sono fratello e sorella, anzi sorella e sorella, perché Liam, nato nel corpo di un ragazzo è in tutto e per tutto una ragazza. Transgender appunto, transessuale. Un amore fraterno unico quello provato tra i due ragazzi. Liam – che la notte si trasforma in Luna – e Regan sono complici in uno dei più importanti segreti che due fratelli possano avere. Regan sa tutto. Regan, quando sono in solitudine, chiama il fratello Luna. Regan annulla da anni i suoi sentimenti, i suoi sogni, i suoi desideri, per compiacere il fratello che giornalmente, ogni notte, compie incursioni nella stanza della sorella, travestito da Luna. In famiglia nessuno sembra vedere quello che per Regan è chiaro: Liam è nato in un corpo sbagliato e non è felice. La sua tristezza e la sua solitudine traspare ma i genitori sembrano ignari di tutto ed occupati solo alla propria vita. Due genitori che a malapena si parlano; una madre troppo occupata ad organizzare matrimoni e prendere tranquillanti – gli stessi con cui Liam cerca spesso di togliersi la vita - ed un padre con l’unico scopo di spingere Liam a giocare a baseball o football.
È Regan la narratrice della storia, è lei che racconta al lettore la loro vita, i pigiama party tra ragazze a cui il fratello bramava di partecipare, il reggiseno che da bambino chiedeva come regalo di compleanno, il suo scrigno magico in cui ora, da adolescente, racchiude le sue parrucche di tutti i colori ed i suoi acquisti femminili. Una storia raccontata principalmente al presente con dei flashback inseriti qua e là per permettere al lettore di conoscere meglio i due ragazzi, il loro rapporto e soprattutto per raccontare Liam nella sua interezza.
Il bene che Regan vuole al fratello le permette di stargli accanto senza riserve, di vegliare su di lui, sulle sue crisi, sulle sue difficoltà, non senza dubitare a volte di lui e delle sue scelte.
Eh sì, le volevo bene. Non poteva che essere così.
Lei era mio fratello
Regan al contrario è un vero maschiaccio, non le interessa la moda, non è particolarmente attratta dai trucchi, dai vestitini femminili, dalle uscite con le amiche; lei cerca solo di essere invisibile.
Una contrapposizione questa che viene sottolineata in tutto il libro: mentre Luna fa di tutto per emergere da un corpo che le sta stretto, la sorella fa di tutto per rimanere nell’ombra forse proprio per contrapposizione a quello che da sempre vive.
Nel libro – non adatto a chi ancora nel 2016 non accetta che si possa essere gay o transessuali – viene in più punti spiegata la differenza di genere, viene più volte sottolineato che Liam non è gay – ossia un ragazzo a cui piacciono i ragazzi – ma trans – ossia una donna nata nel corpo sbagliato.
Assisteremo pian piano all’avvicinamento di Liam alla transizione, conosceremo attraverso Regan i sentimenti che lei stessa prova verso quel fratello troppo spesso incline a pensare solamente alle sue necessità, senza rendersi conto di quanto lei sia condizionata da quel segreto sia in casa che nella vita di tutti i giorni. Un argomento importante, necessario, trattato in modo delicato e con un linguaggio semplice adatto perfettamente al pubblico cui si rivolge. Io, quasi quarantenne (mancano ancora due anni eh!!!), avrei preferito che mi arrivasse maggiormente il lato emotivo della storia invece ho fatto un po’ fatica a lasciarmi andare da quel punto di vista.
Un libro che consiglio sicuramente agli adolescenti – ma anche ad educatori e genitori – perché di questi argomenti è sempre utile parlare, parlare e ancora parlare! Senza paura, con atteggiamento maturo e rispettoso.

VOTO: