Buongiorno lettori, ci siamo, oggi torna Marina con una recensione
Abbandonata la prosa poetica della scorsa settimana e vista l’irrequietezza di questi ultimi giorni – direi un po’ ovunque, se si vuole avere le orecchie per “sentire”, ci tuffiamo in un poliziesco, a tratti addirittura un hard boiled, che da parecchio tempo volevo leggere. E poi, con un simile – inusuale - protagonista!

Autore: Giorgio Scerbanenco
Casa editrice: La nave di Teseo, 2020
Pagine: 216
Trama: Deve essere difficile per il vero colpevole sfuggire alle vostre
investigazioni. Può non aver lasciato alcuna traccia materiale, ma voi
cercate invece quelle morali e finite per trovarlo.” La frenata
improvvisa di un treno. Uno sparo dal nulla. Un cadavere che chiede
giustizia. La versione di Scerbanenco della più classica delle
situazioni del mistero è un giallo dall’esito imprevedibile che esalta
il talento psicologico dell’archivista della polizia di Boston Arthur
Jelling. Chi ha sparato? I passeggeri del treno appartengono al mondo
dell’editoria: sono giornalisti, scrittori, critici letterari, in
competizione l’uno con l’altro e ora si ritrovano tutti sospettati e
testimoni al tempo stesso.
RECENSIONE: