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venerdì 17 luglio 2020

Letture con Marina #97 - Il cane che parla di Giorgio Scerbanenco

Buongiorno lettori, ci siamo, oggi torna Marina con una recensione

Abbandonata la prosa poetica della scorsa settimana e vista l’irrequietezza di questi ultimi giorni – direi un po’ ovunque, se si vuole avere le orecchie per “sentire”, ci tuffiamo in un poliziesco, a tratti addirittura un hard boiled, che da parecchio tempo volevo leggere. E poi, con un simile – inusuale - protagonista!
Titolo: Il cane che parla
Autore: Giorgio Scerbanenco
Casa editrice: La nave di Teseo, 2020
Pagine: 216

Trama: Deve essere difficile per il vero colpevole sfuggire alle vostre investigazioni. Può non aver lasciato alcuna traccia materiale, ma voi cercate invece quelle morali e finite per trovarlo.” La frenata improvvisa di un treno. Uno sparo dal nulla. Un cadavere che chiede giustizia. La versione di Scerbanenco della più classica delle situazioni del mistero è un giallo dall’esito imprevedibile che esalta il talento psicologico dell’archivista della polizia di Boston Arthur Jelling. Chi ha sparato? I passeggeri del treno appartengono al mondo dell’editoria: sono giornalisti, scrittori, critici letterari, in competizione l’uno con l’altro e ora si ritrovano tutti sospettati e testimoni al tempo stesso.

 



RECENSIONE:

venerdì 19 giugno 2020

Letture con Marina #95 - Racensione di Bitna, sotto il cielo di Seul di Jean Marie Gustave Le Clézio

Buongiorno lettori, è di nuovo venerdì quindi torna Marina con una recensione
E dopo aver trovato il 5 stelle la scorsa settimana, meglio cambiare completamente genere e anche ambientazione. Ci sono città o popolazioni a cui non avreste mai pensato di interessarVi? Per quanto mi riguarda, la Corea del Sud e la sua Seul (che ho scoperto si pronuncia tipo “l’anima” inglese), non rientravano tra le mie mete preferite o comunque che mi incuriosiscono. Ed invece, vuoi per le figlie appassionate di k-pop, che pare stia spopolando - vuoi per la sorella che si sta appassionando ai k-drama, sorta di fotoromanzi in motion, vuoi perché questo weekend ho visto il conturbante film sud coreano Parasite, mi sono detta: facciamoci un giro da quelle parti!, visto e considerato anche quello che sta succedendo questa settimana tra la Corea del Nord e la Corea del Sud…
Titolo: Bitna, sotto il cielo di Seul
Autore: Jean Marie Gustave Le Clézio
Casa editrice: La nave di Teseo, 2018
Traduzione: Anna Maria Lorusso
Pagine: 155
Trama: Bitna è una ragazza povera, vive nella campagna coreana ma ama leggere e vuole studiare. Così i genitori decidono di mandarla a Seul, ospite da una zia. La convivenza però si rivela difficile e Bitna comincia a passare sempre più tempo fuori casa, e in particolare in una libreria. Un giorno, il proprietario della libreria le mostra l'annuncio di una anziana signora che cerca qualcuno che vada a trovarla per raccontarle delle storie. Bitna decide di farsi avanti e accetta la proposta di "lavoro": riesce così a lasciare la casa della zia e ad affittare una stanza, per quanto misera, nel sottoscala di un brutto palazzo di periferia; a lei in realtà sembra una reggia. La vecchia signora si fa chiamare Salomé, è immobilizzata e non vuole sentire niente - neanche una parola prima o dopo - che riguardi la realtà: solo favole. Nel frattempo Bitna inizia una strana amicizia con il proprietario della libreria, il signor Pak. I due passano sempre più tempo insieme, escono, parlano, fanno lunghe passeggiate. Ma Bitna si vergogna all'idea di raccontargli la verità sulle sue povere origini e così, anche con lui, inizia a inventare nuove storie. Tra la fantasia delle parole e la realtà che incombe con i suoi bisogni, Bitna, sotto il cielo della grande Seul, cercherà di crescere e di affrontare il mondo.

 



RECENSIONE:

venerdì 15 maggio 2020

Letture con Marina #90 - La confessione di Jessie Burton

Buongiorno lettori! Venerdì significa Marina. Buona lettura!


Maggio, mese meraviglioso – quest’anno ancora di più. E grazie alla stupenda copertina di questo romanzo, che una volta tanto ha anche un preciso significato all’interno del romanzo, voglio dare un nuovo volto alle letture di quest’ultimo periodo, e tra accenni alla Plath, alla Woolf, alla Rich, alla Carter e alla Sexton mi sento di invitarvi a scatenarci, vivendo i mitici anni Ottanta e facendo un balzo temporale fino al 2017… Mica male!

Titolo: La confessione
Autore: Jessie Burton
Casa editrice: La nave di Teseo, 2020
Traduzione: Elena Malanga
Pagine: 526
Trama: Londra, 1980. In un pomeriggio d’inverno ad Hampstead Heat, Elise Morceau, che fa la maschera a teatro e ha tutta la bellezza dei vent’anni, incontra Constance Holden, detta Connie, e ne rimane stregata. Connie è una scrittrice di successo, arrogante e seducente in egual misura, con un romanzo in procinto di diventare un film a Hollywood. Le due donne si innamorano e stringono un rapporto che velocemente scivola verso l’ossessione e la reciproca dipendenza. Connie convince Elise a seguirla a Los Angeles, ma, se la prima è elettrizzata dall’eccitazione di un nuovo mondo dove tutti mentono pur di diventare una stella, l’altra vi annaspa, esasperata dagli umori della sua compagna con cui si susseguono rotture e riappacificazioni, e dalla falsità di quell’ambiente competitivo e irreale. Così Elise prende una decisione impulsiva, che cambierà la sua vita per sempre: sparisce nel nulla, senza lasciare tracce. Trent’anni dopo, una giovane donna di nome Rose decide di mettersi alla ricerca di sua madre, scomparsa quando era ancora una bambina. Bussa così alla porta dell’ultima persona che l’ha incontrata, una scrittrice ormai anziana che vive reclusa dopo essersi ritirata dalla vita pubblica al picco della sua fama, e da cui Rose è determinata a ottenere una confessione: Constance Holden. Dopo il successo mondiale di Il miniaturista e La musa, Jessie Burton torna con un romanzo sulla potenza dei segreti e dell’arte, sulla maternità e l’amore, avvincendo il lettore fino all’ultima pagina tra suspense e commozione.
Un libro bellissimo e avvincente, che riflette su temi importanti senza mai perdere di vista il divertimento e la commozione. Senza dubbio uno dei migliori romanzi degli ultimi anni.
Elizabeth Day, autrice di Il party





RECENSIONE:

lunedì 30 luglio 2018

Recensione #250 - La scomparsa di Stephanie Mailer di Joel Dicker

Buongiorno lettori, ultimo lunedì di luglio! Per quanti coincide anche con l'ultimo lunedì prima delle vacanze? Per me è ancora presto, dovrò attendere ancora due settimane ma, devo dire, la mente comincia già ad alleggerirsi!
Oggi, dopo parecchio tempo, torno con una recensione, quella del libro La scomparsa di Stephanie Mailer di Joel Dicker edito da La nave di Teseo, 704 pagine, ricevuto grazie alla collaborazione con Unilibro.it. Acquistabile cliccando qui.

Sinossi: 30 luglio 1994. La cittadina di Orphea, stato di New York, si prepara a inaugurare la prima edizione del locale festival teatrale, quando un terribile omicidio sconvolge l'intera comunità: il sindaco viene ucciso in casa insieme a sua moglie e suo figlio. Nei pressi viene ritrovato anche il cadavere di una ragazza, Meghan, uscita di casa per fare jogging. Il caso viene affidato e risolto da due giovani, promettenti, ambiziosi agenti, giunti per primi sulla scena del crimine: Jesse Rosenberg e Derek Scott. 23 giugno 2014. Jesse Rosenberg, ora capitano di polizia, a una settimana dalla pensione viene avvicinato da una giornalista, Stephanie Mailer, la quale gli annuncia che il caso del 1994 non è stato risolto, che la persona a suo tempo incriminata è innocente. Ma la donna non ha il tempo per fornire le prove, perché pochi giorni dopo viene denunciata la sua scomparsa. Che cosa è successo a Stephanie Mailer? Che cosa aveva scoperto? Se Jesse e Derek si sono sbagliati sul colpevole vent'anni prima, chi è l'autore di quegli omicidi? E cosa è davvero successo la sera del 30 luglio 1994 a Orphea? Derek, Jesse e una nuova collega, la vicecomandante Anna Kanner, dovranno riaprire l'indagine, immergersi nei fantasmi di Orphea. E anche nei propri.
Di Joel Dicker avevo letto ed adorato La verità sul caso Harry Quebert, divorato in pochissimi giorni e consigliato a più persone durante questi anni - acquistabile qui - poi non ho più letto nulla di suo, neanche il seguito di quel thriller tanto amato. Un controsenso, penserete voi... timore vi rispondo io. Perchè quando un libro mi piace talmente tanto - soprattutto se di thriller si tratta - ho sempre paura che la delusione sia dietro l'angolo.
Quando però, un paio di mesi fa è uscito questo nuovo lavoro, totalmente slegato da Quebert e con una trama intrigante, ho deciso di buttarmi senza pensarci troppo. Come è andata? Adesso ve lo spiego.