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mercoledì 14 dicembre 2016

Recensione #162 - Almeno il cane è un tipo a posto di Lorenza Ghinelli

Ciao a tutti e buon mercoledì. Ritorno oggi con una recensione, un libro di un'autrice con cui so di andare sempre sul sicuro! Si tratta di Almeno il cane è un tipo a posto di Lorenza Ghinelli edito da Rizzoli, pag. 270.

Sinossi: Massimo non è uno sfigato: ce lo hanno fatto diventare. La colpa al novanta percento è di Vito. È lui ad avergli affibbiato il nomignolo di Minimo, e se ti danno quel soprannome negli spogliatoi della piscina, è difficile che gli altri pensino che il tuo è un problema di altezza o di torace stretto. Vito però ha un segreto, un segreto fatto di lividi e serate trascorse trincerato in camera sua, e Massimo, suo malgrado, sta per scoprirlo. Poi c’è Celeste, divisa tra l’essere se stessa o trasformarsi in come mamma e papà la vorrebbero; Stefania, che desidera soltanto dimagrire; Margò, alle prese con un’estate da gigante prima di tornare hobbit a settembre. Intorno a loro, un’intera galassia di amici, parenti e adulti alle prese con una tempesta di incontri e scontri che nel corso di una manciata di giorni li cambierà per sempre.

Un libro corale, ambientato quasi interamente in un condominio, i cui personaggi principali sono gli abitanti del condominio stesso. Come dice giustamente il titolo “almeno il cane è un tipo a posto” perché quel condominio è popolato di tipi strani. Quattro famiglie in tutto: i Sartori, i Bellini, i Guerrini e le Lesbiche, che non è un cognome ma Margò – dieci anni - crede tanto che lo sia. Ogni capitolo è narrato in prima persona da uno dei personaggi, la maggior parte adolescenti, e questo rende la lettura scorrevole, interessante e completa perché ci mostra ogni punto di vista dall’interno.
Ho letto quasi tutti i libri di Lorenza Ghinelli ed anche in questo lavoro non smentisce il suo voler mettere in luce argomenti scomodi ma, purtroppo, tremendamente e brutalmente attuali.
I protagonisti sono Margò, che dall’alto dei suoi dieci anni, cerca di capire quello che le capita attorno, a volte anche travisando totalmente le situazioni; suo fratello Massimo che ha problemi di bullismo a scuola; Celeste con un corpo perfetto ma che ama vestire da maschiaccio per nasconderlo; Stefania che al contrario si sente obesa, che invidia Celeste, e che mangia come un’ossessa per poi correre in bagno a vomitare tutto; Vito il bullo della scuola, un atteggiamento manesco e strafottente che nasconde una grande insicurezza ed un grande dolore; Filippo che vive con la nonna ed è un maghetto con i computer; Edoardo, che si nasconde dietro allo studio per non affrontare una situazione familiare tragica; e poi ci sono gli adulti, i genitori, quelli che dovrebbero dare il buon esempio e che invece diventano nella maggior parte dei casi l’elemento scatenante dei problemi dei figli. In un quadro simile è facile entrare in sintonia con i personaggi, sperare affinché i ragazzini possano essere capiti e supportati.
Le interazioni tra i personaggi sono ben studiate, ogni avvenimento si inserisce in un contesto da cui emerge la voglia di dare voce a quei ragazzini così diversi ma, in fondo, così simili tra loro.
E poi ci sono i temi importanti, quelli della bulimia, del bullismo, dei tradimenti, dell’omosessualità; argomenti che l’autrice riesce a trattare con estrema semplicità ma con grandissimo impatto emotivo, dandone una visione sia dal punto di vista dei ragazzi che degli adulti. Nonostante i tantissimi temi il libro non risulta mai affrattato e niente sembra buttato lì tanto per parlarne; ad ogni argomento viene sempre dato il giusto risalto ed il giusto approfondimento, mai risultando però eccessivo o pesante. L'attenzione è concentrata sulla necessità di andare oltre alle apparenze, soprattutto quando si parla di adolescenti; gli avvenimenti narrati portano sempre a far pensare che niente è come sembra, che sotto un duro può nascondersi una persona che poi tanto dura non è, che alcuni gesti possono essere travisati, ingigantiti, fino a diventare problemi difficili da affrontare. Un libro che fa riflettere su un mondo, quello dell'adolescenza, che necessita della nostra attenzione oggi più che mai.
Non mancano comunque, ad alleggerire il tutto, delle parti divertenti capaci di stemperare i toni e di lasciare la lettura su un piano leggero e mai esageratamente forte!
Insomma un bel mix di argomenti e di personaggi che non delude e che risulta adatto ai più giovani ed anche agli adulti. Un libro che consiglio a lettori di tutte le età.

 VOTO: 











giovedì 19 marzo 2015

Shopping letterario #32

Buongiorno lettori, come va? Superato indenni la prima parte della settimana? Io oggi sarò tutto il giorno in fiera, per aggiornamenti sulla mia professione. Prima però, ho pensato di lasciarvi con una puntata dedicata alle mie nuove entrare letterarie. I primi due libri in alto sono acquisti effettuati al libraccio a metà prezzo mentre gli altri sono regali che le mie adorate LGS mi hanno fatto quando il mese scorso ci siamo incontrate.


  • Alla fine andrà tutto bene di Raquel Martos edito da Feltrinelli, 272 pagine. Ho adorato questa autrice nel suo I baci non sono mai troppi che avevo recensito qui quindi quando mi sono trovata davanti questo libro a meno di 4 euro non ho saputo resistere!
Trama: Sei settimane di silenzio forzato. Un incubo, per chi come Carla Diaz non sta zitta un secondo. Chiacchierona compulsiva, Carla vive di parole, non solo per il bisogno di condividere i propri stati d'animo con chiunque le sia vicino, ma anche per professione, essendo una presentatrice radiofonica. Quando un'operazione alle corde vocali la costringe a restare zitta per ben sei settimane, per Carla, pessimista di natura, è la fine del mondo. Costretta a non parlare, ma incapace di restare in silenzio, tramite WhatsApp, email e note scritte a mano imparerà a comunicare con il mondo come non aveva mai fatto prima. E troverà infine la propria vera voce.

  • Io ci sono. La mia storia di "non" amore di Lucia Annibali con Giusi Fasano edito da Bur, 270 pagine. Ho sentito parlare di questa storia parecchie volte e quando ho visto il libro a metà prezzo ho subito pensato che stesse aspettando me. Mi aspetto forti emozioni da questa lettura ed anche tanto dolore.
Trama: 16 aprile 2013, una sera qualunque. Lucia, una giovane avvocatessa di Pesaro, torna a casa dopo essere stata in piscina. Ad attenderla, dentro il suo appartamento, trova un uomo incappucciato che le tira in faccia dell’acido sfigurandola. Le ustioni, devastanti, corrodono anche il dorso della sua mano destra. Quella stessa notte viene arrestato come mandante dell’aggressione Luca Varani, avvocato, che con Lucia aveva avuto una tormentata relazione troncata da lei nell’agosto del 2012 e che, secondo la magistratura, aveva assoldato per l’agguato due sicari albanesi, pure loro poi arrestati. Come avviene in molti, troppi episodi di violenza contro le donne, anche in questo caso è stato l’abbandono a innescare la miccia del risentimento. Lo schema è purtroppo “classico”: il possesso scambiato per amore, la rabbia che diventa ferocia, fino all’essenza della crudeltà: l’acido in faccia. In questo libro Lucia Annibali ripercorre la sua storia con quell’uomo, dal corteggiamento al processo («Il tempo con lui è stato una bestia che digrignava i denti e io mi lasciavo sbranare »); passa in rassegna i momenti dell’emozione e quelli della sofferenza; racconta l’acido che scioglieva il suo viso («Un minuto dopo la belva era ammaestrata») e poi i mesi bui e dolorosissimi, segnati anche dal rischio di rimanere cieca. Per la sua tenacia, la sua determinazione e il coraggio di mostrarsi, oggi Lucia è diventata un’icona, punto di riferimento per tutte le altre donne («Io non mi arrendo, e questa ferita diventerà la mia forza»). Testimonianza autentica e toccante di un grave fenomeno del nostro tempo, Io ci sono è un libro importantissimo. Per uomini e donne consapevoli che l’amore sia “solo quello buono” ma anche per tutte.
 
  • Una ragazza da Tiffany di Susan Vreeland edito da Neri Pozza, 448 pagine. Quando il mese scorso mi sono incontrata con le mie adorate LGS a casa di Laura La Libridinosa, lei se n'è apparsa con questo libro e mi fa: te lo regalo, ce l'ho doppio, sono sicura che ti piacerà! Come rifiutare? Che poi lei è la mia mammina virtuale e mi conosce molto bene quindi ecco il mio nuovo piccolo tesoro!
 Trama:  Nel 1892, a Manhattan, un'elaborata insegna in bronzo fa bella mostra di sé. Tiffany Glass & Decorating Company declama la scritta che campeggia sopra una solida porta di vetro molato. Oltre quella porta, si schiude un grande salone con enormi vetrate appese al soffitto e imponenti mosaici poggiati alle pareti. E poi vasi dalle linee morbide, pendole, candelabri Art Nouveau, lampade con paralumi di vetro soffiato in mille splendidi colori. È il regno di Louis Comfort Tiffany, pittore di quadri orientalisti raffiguranti minareti, moschee e beduini, secondo il gusto del tempo. La Tiffany Glass & Decorating Company è, tuttavia, anche il regno delle Tiffany girls, le ragazze di Tiffany, come sono chiamate a Manhattan le donne che l'artista ha riunito attorno a sé. Vi è Wilhelmina, impertinente diciassettenne dall'alta statura, Mary diciottenne dai capelli rossi, Cornelia, riservata e taciturna, Agnes, l'altera, la prima donna cui Tiffany ha accordato l'onore di dipingere i soggetti delle sue vetrate. E, infine, Clara Wolcott Driscoll. Giovane vedova in un laboratorio dove vige la regola, imposta dal padre di Louis, di impiegare solo fanciulle non maritate, Clara è l'artefice autentica delle creazioni Tiffany. "Una ragazza da Tiffany" è, soprattutto, la sua storia. Una storia in cui l'autrice non celebra soltanto un talento misconosciuto, ma illumina anche gli slanci, i desideri e le ambizioni di una giovane donna nella città americana pronta a tuffarsi nella grande avventura del Novecento.
  • Il divoratore di Lorenza Ghinelli, edito da Newton Compton editori, 254 pagine. Anche in questo caso c'è lo zampino di una LGS. Cuore zingaro aveva messo questo libro in scambio su facebook. L'unico libro che mi manca di questa autrice che adoro sarebbe andato nelle mani di chissà chi! L'ho voluto e Cuore me lo ha regalato senza volere nulla in cambio, neanche la pentola a pressione che le avevo proposto. L'ho sempre detto io che Cuore è una persona troppo buona!!!! Se vi siete persi le mie recensioni degli altri libri di questa autrice - La colpa, Sogni di sangue e Con i tuoi occhi - le trovate qui, qui e qui. 
Trama:  Denny ha solo sette anni, una madre tossica, un padre folle e alcolizzato, dei compagni di scuola che lo maltrattano e lo considerano pazzo. Quando è solo, per vincere il terrore inventa filastrocche inquietanti. Ha un unico amico, che si fa chiamare Uomo dei Sogni: è un vecchio crudele, trasandato, con un bastone in mano. Se qualcuno fa del male a Denny, l'Uomo dei Sogni non perdona. Arriva e vendica. Pietro di anni ne ha quattordici. È un autistico geniale col dono del disegno. Unico testimone oculare delle aberranti sparizioni di alcuni ragazzini, Pietro fa la sola cosa che gli riesce in modo esemplare: disegna ciò che ha visto. E ciò che ha visto è agghiacciante. Nessuno gli crede, nessuno tranne la sua educatrice professionale. Alice: quei disegni le tolgono il sonno e la precipitano nell'incubo, le ricordano qualcosa che molti anni prima aveva cercato di rimuovere... Ma ora il passato ritorna e travolge. E deve essere fermato.

Vi presento infine un libro ricevuto ieri in edizione digitale dalla gentilissima Anna Da Re della Mondadori, fresco fresco di pubblicazione:
  • L'invenzione delle ali di Kid Sue M., edito da Mondadori, 393 pagine.  Un libro che ricorda The Help, che avevo letto ed amato quindi perchè non provare a leggerlo?
Trama:  Charleston, South Carolina, 1803. Quando per il suo undicesimo compleanno Sarah Grimké riceve in regalo dalla madre una schiava della sua stessa età di nome Hetty, cerca inutilmente di rifiutare quello che le regole vigenti impongono. Hetty anela alla libertà, soffoca tra le mura domestiche della ricca e privilegiata famiglia Grimké, vorrebbe fuggire lontano e Sarah promette di aiutarla. Come Hetty, anche lei è in qualche modo prigioniera di convenzioni e pregiudizi: in quanto donna non le viene permesso di realizzare il suo più grande desiderio, quello di diventare una giurista come il padre e i fratelli. Sarah sogna un mondo migliore, libero dalla schiavitù, che lei considera come un terribile abominio, e instaura con Hetty un rapporto speciale, insegnandole di nascosto a leggere e a scrivere nell'intento di aiutarla a emanciparsi. Seguiamo così il rapporto difficile ma speciale tra una ricca ragazza bianca e la sua schiava nera e le loro vicende umane nel corso di trentacinque anni, cui si aggiungono quelle della giovane sorella di Sarah, Nina, con la quale lei si batterà a favore dei diritti civili delle donne, dei più deboli e degli emarginati e contro la discriminazione razziale. In questo romanzo che celebra il potere dell'amicizia e della solidarietà al femminile, Sue Monk Kidd evoca il mondo di contrasti scioccanti del profondo Sud, ispirandosi alla storia vera di due pioniere del femminismo americano.

Eccoci arrivati alla conclusione di questa puntata di shopping letterario! Cosa ne pensate? Vi piacciono i miei nuovi libri?

mercoledì 8 gennaio 2014

Recensione #1/14: Con i tuoi occhi di Lorenza Ghinelli

Buon pomeriggio miei cari followers!
Come state? Ripreso il lavoro, la scuola, gli impegni quotidiani?
Io purtroppo sì, ripreso a pieno ritmo e con non poche difficoltà che ho trovato nello studio con cui collaboro quando sono rientrata dopo le feste. Sinceramente avrei preferito un rientro un po' più tranquillo dal punto di vista emotivo ma ok...vedremo di superare anche questo e di andare avanti più spediti di prima!
Ed ora parliamo de nostri cari, amati , insostituibili libri!
Pensando al blog oggi mi sono resa conto che sono indietrissimo con le recensioni di alcuni libri che ho letto ancora lo scorso anno - detta così fa un po' impressione - e quindi devo assolutamente darmi una mossa e rimediare.
Oggi ho deciso di parlarvi di un libro che avevo tanto atteso e che sono corsa a comprare non appena è uscito nelle librerie. Lo volevo con tutta me stessa perchè adoro l'autrice ed il suo stile così unico e riconoscibile. Sto parlando di Con i tuoi occhi di Lorenza Ghinelli edito da Newton Compton editori.
Se mi seguite da un po' sapete che ho letto ed adorati due delle su precedenti fatiche La colpa che ho recensito qui e Sogni di sangue la cui recensione trovate qui.
Con questo libro è andata, purtroppo, un po' diversamente...

Trama: Irma ha solo otto anni, vive a Rimini e ha capito che la vita cambia in fretta, e spesso non in meglio. Suo padre ha fatto carriera, la madre è presa da un’altra gravidanza e così passa le giornate con la nuova babysitter, una ragazzina di soli tredici anni, ribelle e sessualmente spregiudicata, che irrompe nella sua vita come un tornado. Con lei Irma conoscerà troppo presto i segreti del sesso e l’infanzia scivolerà via lasciando spazio a giochi perversi e sconosciuti.
Carla, invece, è cresciuta a Favignana, in una famiglia affettuosa e attenta. Porta con sé il vigore dell’isola siciliana, brulla e selvatica, il calore del sole che rimbalza sul mare, le linee decise delle rocce calcaree, e conosce la vitalità, la passione e l’amore incondizionato. Nei suoi occhi luminosi si cela un segreto, nella sua anima arde un fuoco inconfessabile.
Sembra un incontro impossibile quello fra Irma e Carla, che invece, ormai donne, sono destinate a scontrarsi. Eppure la solitudine e il cinismo di Irma, caduta in una spirale di perversione e infelicità, finiranno per frantumarsi di fronte all’energia di Carla.

Come vi dicevo...con questo libro è andato un po' diversamente rispetto a quanto è avvenuto nei due precedenti. Badate bene, non sto dicendo che nel complesso non mi sia piaciuto ma ho fatto più difficoltà a leggerlo rispetto ai precedenti perchè nella storia mi è mancato qualcosa e non saprei neanche bene definire cosa sia.
La storia si dipana raccontandoci due storie completamente differenti.
Da una parte c'è Irma che conosciamo, ancora bambina, mentre viene a conoscenza di un mondo più grande di lei, fatto di perversione assoluta, che fa letteralmente a pugni con l'educazione che ha ricevuto nella vita. Nasce forse nella casa sbagliata Irma, con uno zio sempre sul filo della vita a causa dei suoi innumerevoli tentativi di suicidio; dei genitori presenti ma troppo impegnati e la solitudine - quella bestia spaventosa - che porta Irma ad attaccarsi in modo spropositato a Maya, la sua nuova baby sitter, una ragazzina di pochi anni più di lei - ancora bambina quindi - ma con una vita losca legata al sesso e ai suoi poteri.
Dall'altra parte c'è Carla che nasce a Favignana ed è una ragazzina speciale...i suoi occhi non sono come quelli di tutti gli altri, i suoi occhi non gli permettono di riconoscere i colori e la vita, con i suoi occhi, assume tutto un altro significato. I particolari sono la caratteristica del mondo di Carla, per sopravvivere senza far notare a nessuno la sua diversità impara a riconoscere le cose attraverso altre piccole caratteristiche, insignificanti agli occhi di molti ma essenziali nel suo piccolo e segreto mondo.
Le due famiglie ci vengono raccontate in parallelo. Le due ragazze ci vengono mostrate adulte ma il riferimento agli avvenimenti del passato sono innumerevoli, e si alternano nella narrazione che cerca in tutti i modi di mostrarci le loro vite passate nel modo più completo. Ma qui nasce forse la mia insofferenza verso questo libro. I passaggi di tempo sono molti, tra un capitolo e l'altro passano anni, ed i flashback temporali non vengono narrati in ordine, spesso vanno avanti, poi tornano indietro; e se questo lo moltiplichiamo per due storie a volte è veramente difficile riuscire a stargli dietro senza fare confusione.
In se la trama non è neanche particolarmente complessa ma credo sia stata, purtroppo, appesantita da tutti questi salti temporali.
I personaggi sono, come nei libri precedenti, ragazzini difficili che per un motivo o per l'altro si ritrovano a fare i conti con realtà difficili, poco adatti alla loro età, che li catapultano in modo improvviso e contorto nel mondo degli adulti.
Nello stile e nei personaggi di questo libro ho ritrovato una delle mie autrici preferite degli ultimi tempi, lo stile non è mutato, il suo modo di raccontarci le cose in modo crudo, diretto, senza mezzi termini lo riconosco e continuo ad adorarlo. Peccato, perchè forse avevo troppe aspettative verso questo libro ed ora è un po' come se fossi rimasta con l'amaro in bocca. Non mi precludo una possibile rilettura futura perchè voglio capire se il libro ha davvero questi difetti oppure se non era per me il momento giusto per affrontarne la lettura. Resto comunque con la voglia di ritrovare questa scrittrice e i suoi romanzi futuri!!!
Voi cosa ne pensate? Lo avete letto? Mi piacerebbe proprio trovare qualcuno che abbia adorato questo libro alla follia; sì, mi piacerebbe proprio potermi ricredere!

Voto:
 

martedì 17 settembre 2013

Coming soon #2 - Con i tuoi occhi di Lorenza Ghinelli

Buona sera miei cari amici super lettori!!!
Eccomi alla seconda puntata di Coming soon, la mia rubrica sulle novità in uscita nelle librerie. Come vi avevo anticipato nella prima puntata, questa rubrica non ha una cadenza specifica, perchè non ha l'intento di bombardarvi con tutte le nuove uscite che avvengono in libreria visto che ultimamente sono tante, troppe; l'ho pensata unicamente per condividere con voi le uscite legate agli autori che più mi stanno a cuore e di cui se posso, cerco di non perdermi un nuovo lavoro.

Oggi vi parlerò di una nuova uscita che, a causa del grande fermento letterario del dopo ferie, mi stavo per perdere, confusa tra altri titoli più o meno altisonanti ed attesi. Quando sono curiosa di sapere quali libri usciranno tra gli autori a me più cari, cerco per prima cosa sui siti degli autori stessi e così, per caso, ho fatto oggi imbattendomi, sempre per caso, sul sito di un'autrice che ho conosciuto relativamente da poco tempo ma che mi ha immediatamente conquistato con il suo stile. Sto parlando di Lorenza Ghinelli il cui nuovo romanzo, intitolato Con i tuoi occhi, arriverà nelle librerie tra poco più di una settimana, per l'esattezza il 26 Settembre edito da Newton Compton editori. Non vedo l'oraaaaaaa!!!!!
Ho conosciuto per la prima volta la Ghinelli quando in libreria, senza una ragione precisa, mi sono ritrovata tra le mani il suo secondo romanzo La colpa - se vi va ne trovate le mie impressioni qui -  ed ho poi fortificato il mio positivissimo pensiero per le sue trame e per il suo sitile con la lettura di Sogni di sangue - che ho recensito qui. Che dire se non che la scoperta di questa imminente nuova uscita mi mette in fibrillazione?

Ecco la trama: Irma ha solo otto anni, vive a Rimini e ha capito che la vita cambia in fretta, e spesso non in meglio. Suo padre ha fatto carriera, la madre è presa da un’altra gravidanza e così passa le giornate con la nuova babysitter, una ragazzina di soli tredici anni, ribelle e sessualmente spregiudicata, che irrompe nella sua vita come un tornado. Con lei Irma conoscerà troppo presto i segreti del sesso e l’infanzia scivolerà via lasciando spazio a giochi perversi e sconosciuti.
Carla, invece, è cresciuta a Favignana, in una famiglia affettuosa e attenta. Porta con sé il vigore dell’isola siciliana, brulla e selvatica, il calore del sole che rimbalza sul mare, le linee decise delle rocce calcaree, e conosce la vitalità, la passione e l’amore incondizionato. Nei suoi occhi luminosi si cela un segreto, nella sua anima arde un fuoco inconfessabile.
Sembra un incontro impossibile quello fra Irma e Carla, che invece, ormai donne, sono destinate a scontrarsi. Eppure la solitudine e il cinismo di Irma, caduta in una spirale di perversione e infelicità, finiranno per frantumarsi di fronte all’energia di Carla.
 
Un nuovo libro, ancora una trama forte, come ci ha ormai abituato questa scrittrice nelle sue pubblicazioni precedenti; una trama che potrebbe ancora una volta lasciarmi con un peso allo stomaco, così come è avvenuto in alcuni punti de Le colpa; una trama che mi fa già immaginare quanto la scrittura di questa scrittrice saprà renderla cruda, intensa e senza giri di parole.
Per quanto riguarda la copertina non so...mi lascia un po' perplessa, perchè ho paura che chi non conosce quest'autrice possa scambiare questo romanzo per uno dei soliti libretti erotici che negli ultimi anni hanno spopolato sul mercato letterario. 
Non nascondo che ho altissime aspettative per questo romanzo, delle aspettative che spero non verranno deluse. Non mi resta che attendere l'uscita del libro per divorarne il contenuto e farvi sapere come mi è sembrato.
Che ne dite? Conoscete la Ghinelli e come me non vedete l'ora di avere per le mani questo suo nuovissimo romanzo? Oppure non avete mai letto nulla ma vi sentite incuriositi da questa uscita in libreria.
Come sempre sarei felicissima di trovare tra i commenti un segno del vostro passaggio, perchè la cosa più bella per me è sì condividere i miei pensieri su questo blog, ma anche poterli confrontare con i vostri!!!

venerdì 2 agosto 2013

Sogni di sangue

Ciao miei cari followers!!! Come state? 
Io benissimoooooooooo...oggi sono riuscita finalmente a mettere un punto a tutti i miei lavori che avevo in ballo quindi da stasera sono ufficialmente in ferieeeeeeeeeeeeeeeeee!!!
Ora solo pochi giorni per riuscire ad organizzare tutto e poi si parteeeeee, ho bisogno di ritrovarmi catapultata su una spiaggia godendomi il dolce far niente e leggendo un libro dopo l'altro hihihihihihi.
In più giornata di grandi cambiamenti...da lunghi capelli fino a metà schiena nel pomeriggio sono andata dal parrucchiere ed ho dato un taglio nettissimo e cortissimo e sono strafelice, quest'anno non riuscivo più a sopportare il caldo!

Ma lasciamo stare le mie divagazioni e parliamo di libri.
Qualche giorno fa, durante la spesa al supermercato, camuffato tra mozzarelle, meloni e latte ho fatto arrivare sul nastro trasportatore anche uno degli ultimi libri pubblicati per la collana Live della Newton Compton, quella a 0.99 €. 
Il libro che ho acquistato è Sogni di Sangue, di Lorenza Ghinelli. Non ho avuto dubbi sull'acquisto visto che non molto fa ho letto La colpa, della stessa autrice, che mi è piaciuto molto e di cui ho scritto le mie impressioni qui.

La trama di Sogni di Sangue mi ha incuriosito subito: Enoch ha tredici anni ed è costretto a portare dei tutori di metallo che lo rendono facile bersaglio delle prepotenze dei suoi coetanei. Eppure, quando si addormenta, diventa più letale di una legione di demoni. Cosa accade mentre dorme? C'è forse un legame tra i sogni di Enoch, la sparizione del suo peggiore aguzzino e il ritrovamento di uno strano ciondolo risalente all'antico Egitto? Chissà se Dorotea, la madre di Enoch, donna algida e imperturbabile, con una passione viscerale e morbosa per le scienze occulte, conosce il suo segreto. Persino la loro casa nasconde un mistero, mentre tanti altri brulicano e strisciano lungo le fogne della città... 

Enoch è un ragazzino di soli 13 anni. Ci viene subito presentato nella prima pagina e non può che risvegliare nel lettore una tenerezza incredibile perchè è costretto a portare quei tutori di metallo per le gambe che a me hanno fatto subito venire in mente le prime scene del film Forrest Gump. Se anche voi, come me, avete ben in mente quel film ricorderete un piccolo Forrest costretto a scappare dalle angherie dei suoi coetanei, a causa della sua diversità fisica. Anche Enoch viene preso in giro e spesso picchiato dai suoi coetanei. L'autrice di lui ci dice: "Enoch si odia, in quel silenzio ovattato riesce a darsi fastidio persino da solo. Clang clang. E' il suono dei suoi passi infangati, passi da subumano, scherzo della natura, sgorbio. Ora, mentre brucia di collera, febbre e sangue raggrumato, avrebbe preferito che gliele avessero tagliate, quelle gambe, piuttosto che costringerlo a camminare come Frankenstein dentro ai tutori di metallo, rigidi, freddi, scomodissimi. Wall-e, lo chiamano così a scuola, Wall-e. Come il robot di un film della Pixar, il cui unico scopo, rimasto solo sulla terra, è quello di ripulire il pianeta nell'attesa che l'umanità ritorni."
E' davvero fin troppo facile immaginarsi lo stato d'animo di questo ragazzino che considera la sua casa come unico posto sicuro, e la sua mamma come unico punto di riferimento; una casa che non è proprio quella che ognuno di noi vorrebbe, piena di blatte e spesso visitata dai topi, così come la mamma non è forse quella che tutti vorrebbero, rigida verso il figlio vessato, senza il minimo cenno di affetto. 
Ad Enoch non resta che dormire, ritrarsi dalle delusioni della sua breve vita di bambino e rifugiarsi in un mondo perfetto e ovattato, quello dei sogni. Ma mentre sogna succedono cose strane, nei sogni Enoch si trasforma; da predatore diventa preda, si sente appagato e anche assetato di vendetta. Quella sensazione è troppo reale, quei suoi strani sogni sono troppo precisi. 
Oltre ad Enoch ci sono i suoi aguzzini, tutti ragazzi difficili, che si comportano da grandi ma in fondo sono ragazzini come gli altri, alle prese con la loro età e con quello che la loro età comporta. 
C'è Alex, il capo branco, e poi ci sono Gino e Francesca, troppo condizionati da quello che Alex vuole ed anche troppo impauriti per potersi ribellare e vivere la loro adolescenza in libertà.

Non saprei se definire questo un libro o un racconto, sicuramente in così poche pagine è difficile arrivare a scrivere una storia completa e credibile ma credo che in questo caso l'autrice ci sia riuscita. Certo, l'evolversi della trama non è delle più normali, anzi, è molto al di fuori della realtà ma il modo di scrivere della Ghinelli mi ha anche in questo caso convinto.
Il suo stile narrativo permette di essere inghiottiti dalla trama, le sue frasi brevi e molto veloci creano il giusto coinvolgimento emotivo rispetto al racconto. E poi i personaggi, anche qui come nel  libro precedente, ragazzini difficili che pur nel loro essere bruschi e sgangherati si ritrovano a vivere le loro prime cotte e a renderci partecipi delle loro emozioni.
E' un libretto che si legge in qualche ora, che forse non mi lascerà un ricordo indelebile perchè faccio fatica in così poche pagine ad affezionarmi ai personaggi in modo che restino ma è comunque una lettura piacevole, che mi ha convinto. Una buona lettura per staccare un po' tra un libro impegnativo e un altro!
Qualcuno di voi lo ha già letto? Oppure contate di leggerlo? Mi piacerebbe confrontarmi con qualcuno di voi!

mercoledì 26 giugno 2013

La colpa

Ciao a tutti, per prima cosa mi scuso per la mia frequente assenza dell'ultimo periodo, ma sono entrata in un vortice di lavoro che fino ad agosto mi assorbirà in modo folle. Per fortuna il ralax si avvicina...poco più di un mese e si potrà respirare un po' di tranquillità...anche se i pensieri continueranno! Ma parliamo di cose belle...
Oggi vorrei parlarvi di un libro che ho acquistato in uno dei miei raid in libreria di qualche mese fa. Un libro che non conoscevo, da cui mi sono fatta ammaliare per la trama e per il prezzo decisamente conveniente - solo 5.90 euro!!!
Sto parlando de La colpa di Lorenza Ghinelli edito da Newton Compton Editori, finalista per il Premio Strega nel 2012 e dal quale mi aspettavo grandi cose.
Quella che segue è una recensione un po' particolare perchè non è stata scritta tutta nello stesso momento, infatti per la prima volta da quando ho questo blog ho sentito la necessità di fermarmi e scrivere durante la lettura; non ho potuto farne a meno, perchè avevo paura di non riuscire successivamente ad esprimere in pieno i sentimenti che stavo provando.

Ma andiamo con ordine e partiamo dalla trama:
"Estefan nasconde un segreto inconfessabile, un macabro ricordo d'infanzia che lo perseguita. Forse si è macchiato di un crimine atroce, oppure è vittima di una memoria bugiarda, che distorce la realtà. Ma nella realtà, qual è la colpa per cui sua madre e suo padre hanno smesso di amarlo? Anche Martino, il suo migliore amico, custodisce un terribile segreto, una verità sconvolgente che nessuno deve conoscere. Il male che condividono li ha resi complici. Il male che condividono li ha uniti in un legame indissolubile. Non si confidano, chiusi in un silenzio che saranno costretti a infrangere solo quando il passato minaccerà di tornare. Finché un giorno la strada di Estefan si incrocia con quella di Greta, una bambina di appena nove anni che ha perso entrambi i genitori. Cresciuta in campagna, circondata da una decadente periferia industriale, vive come prigioniera nella casa del nonno. Il loro incontro, figlio dell'ennesimo episodio violento, sarà il primo passo verso la redenzione. "La colpa" è un romanzo graffante e diretto che parla del dolore dell'infanzia ignorato dal mondo adulto e della possibilità di riscattarsi, nonostante tutto."

Due amici: Estefan e Martino. Due destini terribili, entrambi segnati da avvenimenti sconvolgenti che all'età di 8 anni si fatica a capire...e anche dopo credo.
Non è stato facile entrare in pieno nella lettura, mi sono trovata un po' perplessa di fronte a questi capitoli costituiti da frasi secche, cortissime, che mi davano la sensazione di confusione. In un primo momento mi sembrava solo di essere davanti alla storia un po' confunsa di un ragazzino ai limiti della follia e del suo amico pronto per il riformatorio.
Ho fatto davvero fatica a capire all'inizio, ma poi tutto è stato chiaro: gli avvenimenti che hanno devastato le vite dei due amici vengono svelati ed ecco la spiegazione di quello scrivere così particolare, perchè alla fine è proprio quel modo di scrivere che rende l'idea e riempie d'ansia.
Non sono una persona facilmente impressionabile ma, vi dirò la verità, il modo in cui il tutto è raccontato mi ha tubato, perchè rende l'idea fin troppo bene, e non è facile neppure immaginare quello in cui ci si trova coinvolti leggendo questo libro.
Non sono arrivata neanche a pagina 80 ed ho cominciato a scrivere queste sensazioni perchè avevo paura che aspettando la fine della lettura sarebbe stato difficile descrivere tutto questo, perchè quando si legge di bambini violentati e di bambini mancati alla vita diventa - almeno per me - tutto più difficile.
Da madre credo siano le due più grandi paure, qualcosa che si spera di non dover mai affrontare, perchè credo sia inumano, troppo devastante per chiunque. E leggerne comunque mi tocca, e leggerne in modo così duro, diretto e forte lo fa ancora di più, tanto da indurmi a fermarmi e cominciare a scrivere questo post.
Non so come andrà questa recensione, ora come ora non posso dire se sarò "costretta" ancora a fermarmi e scrivere durante la lettura, sicuramente se l'istinto di farlo sarà così forte allora per la prima volta avrete una recensione in divenire...che non è detto sia un male....vedremo.
Torno a leggere perchè non sono neanche ad un terzo del libro ed ora che ho cominciato a capire non voglio fermarmi anche se mi fa male!
Vi lascio un paio di punti che mi ha fatto riflettere e poi torno alla lettura!

Per quanto riguarda la prima citazione avrei voluto aggiungere qualche riga ma il racconto si fa un po' pesante e non vorrei urtare la sensibilità di chi magari si ritrovasse a sbirciare il mio blog e inconsapevolmente leggesse queste righe, quindi mi limiterò a trascrivere una parte che comunque credo sia esaustiva di quello che un bambino di 8 anni appena violentato possa provare: 

"Perchè mentre lo zio lo rammendava e lo spolverava come un bambolotto di pezza scucito, Martino fluttuava. Assente. Lontano anni luce da tutto e da se stesso. E ora sua madre gli ha chiesto se si è divertito. E pensa che sua madre dev'essere scema perchè Martino si sente l'infamia negli occhi e sa che in quel momento la sta guardando con gli occhi grande, occhi che urlano un aiuto inconsapevole, che implorano abbracci e contenimento, vendetta e giustizia. O almeno uno straccio di spiegazione che dia un senso a quel casino"

E poi, come dicevo, c'è la storia parallela, quella di un bambino mancato alla vita lasciando nell'esistenza della sua famiglia un vuoto incolmabile ma soprattutto una rottura indelebile degli equilibri:
"Il bianco è il colore più inappropriato per una bara. E quello del genitore il ruolo più inappropriato per seppellirla.[...] SIDS. Avevano detto. E all'ospedale quel giorno avevano confermato. Sudden Infanth Death Syndrome. Sindrome della morte improvvisa infantile. Morte bianca. 
Sapere i nomi delle cose non cambia.
Il dolore è fuori e dentro il nome.
E' dappertutto.
Non c'è soluzione. Non c'è assoluzione."


Dopo il turbamento che mi hanno lasciato le prime 80 pagine ho ricominciato a leggere questo libro con un altro atteggiamento, molto più coinvolta, arrivando ad assaporare fino in fondo lo stile che la scrittrice ha cercato di dare al romanzo. Ho apprezzato ogni frase, ogni atteggiamento ed ogni azione di quei ragazzi sgangherati. E chissà perchè, nel libro come nella vita, sgangherato chiama sgangherato e le storie difficili si intrecciano senza tregua. Ma forse perchè solo uno sgangherato può capirne un altro fino in fondo ed aiutarlo magari a superare ogni turbamento; proprio come succede ad Estefan e Martino che a suon di botte arrivano a confidarsi i loro passati difficili e a dimostrarsi tutto il loro affetto; ma anche come succede successivamente tra Estefan e Greta, un'altra bambina dal passato difficile e da un presente che diventerà traumatico.
E ci si accorge che dietro questi ragazzi sgangherati si nasconde un sensibilità speciale, la stessa sensibilità che oltre ad averli portati all'oblio, li porta ad avere un legame indissolubile, un'amicizia vera che mettono al primo posto nella loro difficile vita.
E' complicato per me tirare le somme di questa lettura. Sicuramente in alcuni momenti la nerrazione è dura, forte, ma in altri emerge una grande sensibilità.
Difficile consigliare il libro a cuor leggero, credo si debba essere pronti, non è facile superare la difficoltà in cui ci imbatte leggendo alcuni passaggi. E, badate bene, io non sono generalmente impressionabile ma forse, qualcuno un po' più sensibile di me potrebbe trovare questo libro decisamente crudo. E' anche vero che per quanto sia difficile pensarci ed ammetterlo gli avvenimenti che riempiono la trama avvengono purtroppo molto più spesso di quello che si vorrebbe, ed è anche vero che si pensa sempre che a noi in prima persona certe cose non possano accadere. Ma purtroppo la vita è strana, a volte ti da ed altre, forse più spesso, ti toglie. Ti può togliere l'infanzia facendoti incontrare persone sbagliate, e può toglierti la vita troppo presto a causa di una fatalità e questo rimane per tutti noi inconcepibile; e quando uno scrittore si appresta a parlare di certe cose nel suo romanzo può scegliere di farlo capire girandoci intorno oppure può scegliere di essere diretto e credo che la Ghinelli abbia volutamente scelto questa seconda opzione.
Quello che mi ha lasciata un po' perplessa è stato il finale che mi aspettavo un po' più articolato e meno frettoloso.
Comunque devo dire che il libro nel complesso mi è piaciuto e mi ha lasciato la curiosità di leggere anche "Il divoratore", l'opera prima della stessa autrice.
Qualcuno di voi ha letto questo libro? Mi piacerebbe confrontare le mie impressioni.