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lunedì 14 agosto 2017

Recensione #203 - Lezioni di morte di Tess Gerritsen

Buongiorno carissimi, giornata speciale per me quest'oggi visto che per l'ultima volta festeggerò un compleanno all'interno della trentina... Eh già, oggi sono già 39.
Se mi guardo indietro non so proprio come io sia arrivata velocemente a questo spaventoso numero ma tant'è, si invecchia, nonostante io mi senta ancora una quindicenne! ;)
Ma torniamo al blog e alle recensioni arretrate che, grazie alla programmazione estiva, sto recuperando. Oggi vi lascio il mio pensiero sul secondo volume della serie dedicata a Jane Rizzoli e Maura Isles - di cui sicuramente molti di voi conosceranno la serie TV - intitolato Lezioni di morte, scritto da Tess Gerritsen, edito da TEA da catalogo Longanesi, pag. 341.

Sinossi: Jane Rizzoli, detective della polizia di Boston, pensa di aver vinto la sua battaglia più difficile: il serial killer soprannominato "il Chirurgo" è in prigione e non potrà più nuocere. Ma si sbaglia. Viene, infatti, convocata per investigare su una nuova serie di orribili delitti. Le vittime sono sempre due, di solito una giovane coppia, massacrata seguendo un unico, macabro rituale. Gli indizi avvicinerebbero la tecnica del nuovo maniaco a quella del Chirurgo. Ma come è possibile se questi è in prigione? Forse un mitomane che imita le gesta del suo folle modello? Forse dietro tutto c'è un segreto ancora più orribile, una verità che l'FBI vuol nascondere a tutti i costi...

Come dicevo, secondo capitolo della serie thriller dedicata al detective Jane Rizzoli ed al medico legale Maura Isles. 
E ci tengo a dirlo subito... La Gerritsen non delude. Il suo stile è sempre incalzante, ricco di azione e particolarmente crudo; l'ideale per chi ogni tanto, come me, ha bisogno di letture forti ed adrenalitiche. 
La storia è ambientata a Boston, è passato un anno da quando "Il chirurgo" ha quasi ucciso Jane e per lei voltare pagina non è per niente facile. Come se non bastasse deve sempre fare i conti con un mondo lavorativo in cui una donna è costantemente tenuta a dimostrare il doppio di un uomo per essere presa sul serio.
Anche dal punto di vista familiare la situazione non va molto meglio: sua madre da sempre sottovaluta il suo ruolo lavorativo e mette invece su un piedistallo il fratello marine. Insomma, niente nella vita di Jane è semplice ed in questo quadro un nuovo killer sembra volerle fare passare notti insonni; un killer che sorprende coppie sposate nel cuore della notte, uccide l'uomo e rapisce la donna per poi farne ritrovare i resti.
Da subito alcuni particolari sembrano ricordare le imprese del chirurgo e da subito la lotta contro il tempo appare serrata e necessaria, soprattutto quando, in maniera del tutto inaspettata, l'FBI inizia ad interessarsi al caso.
L'autrice ha una grande capacità narrativa e, grazie al suo lavoro di medico, ha una tale conoscenza dell'argomento che rende le descrizioni degli omicidi e delle indagini autoctone molto dettagliate e capaci di portare il lettore ad appassionarsi sempre di più alla storia.
I personaggi sono corposi, ben delineati, analizzati sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista personale e psicologico. Gli intrecci risultano ben costruiti ed il ritmo della storia non diminuisce mai ma, anzi, aumenta man mano che le indagini prendono corpo e la risoluzione del caso si avvicina.
Il bello di questa serie di libri è proprio, secondo me, vedere come evolvano  i personaggi e le loro vite, infatti la squadra investigativa resta la stessa ed i personaggi danno al lettore la sensazione di ritornare in un luogo sicuro, già conosciuto.
Di certo i libri della Gerritsen non sono adatti agli stomaci deboli perchè lei non lascia niente di non detto e non sorvola sui particolari, anche quelli più crudi ed inquietanti.
Ora sono veramente curiosa di sapere che cosa succederà nei prossimi capitoli che spero di riuscire a leggere un po' più velocemente di quanto non abbia fatto con i primi due.
Se amate il genere e non avete mai letto nulla di questa autrice non indugiate oltre e immergetevi tra le pagine di questa serie!

Libri precedenti della serie: Il chirurgo - Recensione qui.

VOTO: 



martedì 19 luglio 2016

Curiosità tra le righe #6 - Accordi del diavolo

Rubrica inventata da me in cui, a cadenza casuale, condividerò con voi le curiosità che scoverò tra le righe dei libri. 
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Buonasera lettori! Oggi, dopo parecchio tempo, torno con una curiosità trovata tra uno dei miei meravigliosi libri!


L'argomento è tutto musicale, in particolare si fa riferimento agli Accordi del diavolo.
Pochi sanno che in gioventù ho suonato il sassofono contralto in una banda di paese e in diverse orchestre di liscio quindi quando si parla di musica resto sempre affascinata. Ho trovato questa curiosità nel libro Il battito del sangue di Tess Gerritsen edito da Longanesi - recensione qui - un thriller che ha come argomento base la musica, uno spartito, una suonatrice di violino.

Ecco il passaggio che ho sottolineato:
«Accordi del diavolo? Cosa sono?»
«Sono accordi, detti anche tritoni o intervalli di quarta aumentata, che nel Medioevo erano chiamati diabolus in musica e venivano evitati nella musica sacra perché troppo dissonanti e fastidiosi. »
Diabolus in musica è la locuzione con cui i teorici musicali del Medioevo indicavano il tritono (intervallo di quarta aumentata, detto anche di quarta eccedente, o di quinta diminuita), a causa della sua difficoltà d’intonazione. Formato esattamente da tre toni interi - per es.  fa-si naturale - è uno degli intervalli più dissonanti della scala diatonica. Per la singolarità del suo effetto melodico fu considerato da evitare nella musica medievale.
Una quarta aumentata fa-si. Foto da Wikipedia
Ci sono diverse teorie secondo cui al tritono sia stato affibiato proprio il nome di accordo del diavolo; una delle più accreditate è che il tritono divide un'ottava in due - il tritono è infatti una semi ottava, cioè la metà esatta di un'ottava - ed etimologicamente diavolo - che deriva dal greco diaballo - significa dividere.
Un'altra tesi diffusa è che effettivamente, almeno per il nostro orecchio occidentale, suonare ad esempio Do-Fa# insieme, o una nota dopo l’altra, produce un suono “stonato” o comunque instabile. E nel medioevo non si poteva tollerare che la musica, scritta per celebrare e lodare Dio, contenesse una simile dissonanza.
Nonostante questo accordo abbia un chiaro riferimento al diavolo, nella storia della musica è stato utilizzato ampiamente anche da compositori importantissimi come Monteverdi, Bach e Beethoven. Ai giorni nostri viene utilizzato moltissimo nei film horror, nella musica gotica e anche per le sirene della polizia e dei vigili del fuoco. È inoltre presente nella sigla del famosissmo cartone animato The Simpsons composta da Danny Elfman (il tritone è presente nella distanza tra le sillabe "The" e "Sim"),
A quanto pare, se nel Medioevo questo accordo non era tollerato, nei tempi moderni è utilizzato molto più di frequente di quanto possiamo immaginare.

giovedì 23 giugno 2016

Recensione #135 in anteprima - Il battito del sangue di Tess Gerritsen


Buongiorno lettori e buon giovedì. Come state? Cosa avete in programma di fare in questi giorni? Io se fossi in voi farei un saltino in libreria per non perdervi l’uscita - domani -  del libro di cui sto per parlarle!!
Si tratta de Il battito del sangue di Tess Gerritsen edito da Longanesi, che ringrazio per la copia, pag. 350, in libreria dal 24 giugno 2016


Sinossi: Durante un viaggio a Roma, la violinista americana Julia Ansdell incappa in uno strano manoscritto che contiene uno spartito. Si tratta di una musica inedita, un valzer dal titolo Incendio, composto da un autore misterioso. Una melodia che ha un ritmo unico e inconfondibile, come il battito del cuore. Quando Julia, tornata a casa, suona il valzer, iniziano a susseguirsi episodi sempre più inquietanti: Lily, la sua bambina di tre anni, uccide il gatto, aggredisce la madre con un pezzo di vetro facendola cadere dalle scale. Quella musica ha un potere demoniaco? Quando comprende che a rischio non c’è solo la sua sanità mentale, ma anche la sua stessa vita, Julia capisce che esiste un solo modo per salvarsi: andare alla radice del mistero. Torna in Italia e, viaggiando tra Venezia e Roma per le sue ricerche, scopre che l’autore è Lorenzo Todesco, un ebreo che ha vissuto un amore tanto potente quanto tormentato negli anni fra il 1938 e il 1944, in una Roma straziata dalla guerra e dalle leggi razziali del fascismo. Le due storie, quella di Julia e quella di Lorenzo, si intrecciano via via, trascinando con sé il lettore fino a una sconvolgente conclusione, da autentica maestra del thriller.

Adoro Tess Gerritsen. Non ho fatto la sua conoscenza da molto – e ancora mi chiedo perché sia poco conosciuta in Italia come scrittrice di thriller – ma non appena mi sono imbattuta in un suo libro ho avuto la certezza che avrei letto tutto di lei (con calma perché la serie che ho cominciato ha più di 10 volumi già pubblicati ahahaha!). Immaginate la mia felicità, circa un mesetto fa, quando su Il libraio vedo una sua prossima pubblicazione, autoconclusiva, ambientata in Italia. Ho chiesto una copia all’ufficio stampa Longanesi che è sempre tremendamente gentile ed ho potuto leggerlo in super anteprima ed in anteprima condivido il mio pensiero con voi.
Anche se conoscete già questa autrice non aspettatevi il suo solito thriller. Questo libro è totalmente differente da quello che sicuramente vi aspettate leggendo il suo nome in copertina. Sono abituata a pensare a questa autrice legata ai libri della serie Rizzoli – Isles in cui si sofferma spesso su particolari crudi e macabri, in cui l’azione è la parola d’ordine, e mi aspettavo qualcosa del genere. In questo nuovo lavoro invece, a parte gli eventi iniziali abbastanza cruenti che emergono anche nella trama – una bambina di tre anni apparentemente ossessionata da un brano musicale tanto da uccidere un gatto e ferire la madre – e quelli finali dove lo svolgimento prende una piega un po’ movimentata, tutto il resto della storia è sviluppata in ambito prettamente psicologico – per quanto riguarda le parti riferite al presente – e in ambito descrittivo/storico – per quanto riguarda le parti riferite al passato.
Un libro dove la musica sembra essere il fulcro di tutto e dove la parte storica emerge con forza, portando il lettore ai tempi della seconda guerra mondiale, un’epoca di cui tutti conoscono lo svolgimento ma che l’autrice ha saputo presentare da un punto di vista particolare, attraverso gli occhi di un ragazzo che sogna di diventare un musicista.
La narrazione si dipana attraverso due periodi storici: il presente, in cui Julia fa i conti con gli strani comportamenti della figlia Lily di tre anni ed il passato, in cui l’autrice ci riporta ai tempi delle prime leggi antisemite facendoci conoscere la storia di una famiglia italiana di ebrei in cui il nonno fa l’insegnante di musica, il padre fa il liutaio ed il nipote – Lorenzo - è un promettente violinista.
Presente e passato hanno due particolarità: nel primo la storia si svolge principalmente in America, con dei brevissimi passaggi iniziali e finali – essenziali per lo sviluppo della trama – a Roma e Venezia; nel secondo la storia è ambientata a Venezia.
Da subito la voglia di sapere come siano collegati il presente ed il passato si è impossessata di me facendomi leggere, leggere e ancora leggere.
Apparentemente ciò che mi è saltato all’occhio come collegamento sin da subito è che sia Lorenzo – protagonista del passato – che Julia – protagonista del presente - sono suonatori di violino; altro collegamento sembra essere l’Italia, dove Lorenzo viveva decenni prima e dove Julia ha tenuto un concerto comprando da un antiquario degli spartiti musicali antichi. Proprio attorno ad uno di quegli spartiti ruota la parte thriller del romanzo: non appena Julia prova a suonare Incendio – un brano manoscritto facente parte del suo acquisto italiano – in casa succedono cose inquietanti che la portano a vedere la sua piccola di tre anni con occhi diversi.
Come spiegare ad un marito matematico ed inquadrato che un brano musicale può incidere negativamente su una bambina fino a poco prima tranquilla? Come evitare di essere presa per pazza? L’unico modo è capire da dove proviene veramente quel manoscritto e dimostrare che ha qualcosa di diabolico!
La narrazione scorre veloce sotto i nostri occhi, con uno stile che ammalia ed una ricostruzione storica impeccabile. La Gerritsen è convincente anche in un ambito che non è prettamente quello per cui è conosciuta. Mi sono innamorata delle parti dedicate a Lorenzo, proprio io che quando ormai leggo olocausto nelle trame dei libri mi comincio a grattare; ma di questa autrice mi fido e con il senno di poi sono contenta di essermi fidata perché ha saputo ricostruire in modo preciso una Venezia degli anni ’40 in cui la deportazioni di ebrei è stata altissima ma di cui si parla veramente poco. E lo fa attraverso Lorenzo che con il suo violino era pronto per conquistare il mondo ma che a causa delle leggi razziali ha dovuto abbandonare il suo sogno: la musica, che spesso in vita lo ha salvato, almeno provvisoriamente, da un destino crudele. Meravigliose le parti in cui con Laura si preparano al concorso che potrà farli entrare nell’olimpo della musica, dolorose e particolarmente emozionanti i momenti del rastrellamento a tappeto delle SS e di quel viaggio verso l’ignoto che milioni di persone nel mondo hanno compiuto.
Per tutta la lettura sono stata risucchiata dalla storia, assaporandone ogni passaggio, adorandone anche la calma con cui tutto si è svolto - senza cercare da parte dell’autrice quella suspense che tutti si sarebbero aspettati da lei - fino a quando con un guizzo finale la narrazione si anima movimentando il tutto, creando una conclusione ad effetto, dando quel ritmo che è tipico della sua penna e facendomi pensare che – wow – mettere insieme due argomenti così diversi, farli dialogare fino a farli intrecciare in modo credibile, arrivare ad un epilogo che comunque sa stupire non è cosa da tutti. E che lei non fosse tutti lo sapevo già, ma ne ho avuto la conferma vedendola alle prese con una storia del genere.
Unico appunto che mi sento di fare è che forse la parte dedicata al presente viene un po’ annebbiata dalla parte riferita al passato perché i personaggi mi sono sembrati più forti, vividi, capaci di emozionare e conquistare il lettore ma nel complesso un bellissimo libro che, per quanto mi riguarda, merita di essere letto.
Cosa ne pensate? Avete letto qualcosa di questa autrice?



VOTO: 




lunedì 20 giugno 2016

BibliOmaggi #11



Buongiorno lettori e buon lunedì. Come state? Io sono indietro con tutto ma pian piano riuscirò a rimettermi al passo! Prima di mostrarvi gli omaggi ricevuti negli ultimi mesi dalle case editrici - come vi dicevo sono indietro quindi troverete libri che ho già letto e recensito! - vorrei ricordare alle partecipanti della Challenge che martedì alle ore 18.00 scadrà il termine per inviare i link relativi alle recensioni corrispondenti agli obiettivi della mia tappa, quindi se siete indietro dateci dentro. Ed ora passiamo agli omaggi.

  • Dentro soffia il vento di Francesca Diotallevi edito da Neri Pozza, che ringrazio per la copia, 180 pagine. Data pubblicazione:  05 maggio 2016. Un libro meraviglioso che è riuscito a farmi innamorare dopo poche righe! Già letto e recensito qui.
Trama: In un avvallamento tra due montagne della Val d’Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile.
Al calare della sera, da una di quelle case, con il volto opportunamente protetto dall’oscurità, qualche «anima pia» esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino.
Come faceva sua madre quand’era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni… Infusi d’erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano «pozioni » approntate da una «strega» che ha venduto l’anima al diavolo. Così, mentre al calare delle ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta, alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano persino di guardarla negli occhi.
Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono perciò l’unica realtà che Fiamma conosce, l’unico luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphaël Rosset se n’è andato.
Era inaspettatamente comparso un giorno al suo cospetto, Raphaël, quando era ancora un bambino sparuto, con una folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di lentiggini sul naso a patata. Le aveva parlato normalmente, come si fa tra ragazzi ed era diventato col tempo il suo migliore e unico amico. Poi, a ventuno anni, in un giorno di sole era partito per la guerra con il sorriso stampato sul volto e la penna di corvo ben lucida sul cappello, e non era più tornato. Ora, ogni sera alla stessa ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco, fino alla fattoria dei Rosset. Prima di scomparire inghiottita dal buio della notte, se ne sta a guardare a lungo la casa dove, in preda ai sensi di colpa per non essere andato lui in guerra, si aggira sconsolato Yann, il fratello zoppo di Raphaël… il fratello che la odia.
Ritornando su un tema caro alla letteratura di ogni tempo – l’amore che dissolve il rapporto tra una comunità e il suo capro espiatorio – Francesca Diotallevi costruisce un romanzo che sorprende per la maturità della scrittura e la solidità della trama, un’opera che annuncia un nuovo talento della narrativa italiana.
  • Aspettando Bojangles di Olivier Bourdeaut edito da Neri Pozza, che ringrazio per la copia, 144 pagine., che ringrazio per la copia, 144  pagine. Data pubblicazione:  14 aprile 2016. Un libro che purtroppo non ha saputo conquistarmi e che mi ha lasciato particolarmente perplessa (a quanto pare sono praticamente l'unica!). Già letto e recensito qui.
http://libroperamico.blogspot.it/2016/05/recensione-128-aspettando-bojangles-di.htmlTrama: Immaginate di essere un bambino e di avere un padre che non chiama mai vostra madre con lo stesso nome. Immaginate poi che a vostra madre quest’abitudine non dispiaccia affatto, poiché tutte le mattine, in cucina, tiene lo sguardo fisso e allegro su vostro padre, col naso dentro la tazza di latte oppure col mento tra le mani, in attesa del verdetto; e poi, felice, si volta verso lo specchio salutando la nuova Renée, o la nuova Joséphine, o la nuova Marylou...
Se immaginate tutto questo, potete mettere piede nel fantastico universo familiare descritto dal bambino in queste pagine. Un universo in cui a reggere le sorti di tutto e tutti è Renée, Joséphine, Marylou… la madre.
Di lei, suo marito dice che dà del tu alle stelle, ma in realtà dà del voi a tutti, a suo marito, al bambino e alla damigella di Numidia che vive nel loro appartamento, un grosso uccello strambo ed elegante che passeggia oscillando il lungo collo nero, le piume bianche e gli occhi di un rosso violento.
Renée, Joséphine, Marylou, o anche, ogni 15 febbraio, Georgette, ama ballare con suo marito sempre e ovunque, di giorno e di notte, da soli e in compagnia degli amici, al suono soprattutto di Mister Bojangles di Nina Simone, una canzone gaia e triste allo stesso tempo.
Per il resto del tempo si entusiasma e si estasia per ogni cosa, trovando incredibilmente divertente l’andare avanti del mondo. E non tratta il suo piccolo né da adulto né da bambino, ma come un personaggio da romanzo. Un romanzo che lei ama molto e nel quale s’immerge in ogni momento.
Di una sola cosa non vuole sentire parlare: delle tristezze e degli inganni della vita; perciò ripete come un mantra ai suoi: «Quando la realtà è banale e triste, inventatemi una bella storia, voi che sapete mentire così bene».
La realtà, però, è a volte molto banale e triste, così scioccamente triste che occorre più di una prodigiosa arte del mentire per continuare a gioire del mondo.

  • Gli effetti speciali dell'amore di Angela Iezzi edito da Newton Compton, che ringrazio per la copia, 288  pagine. Data pubblicazione:  12 maggio 2016. Già letto e recensito qui. Un libro di un genere che non leggo spesso ma che mi è piaciuto molto.
Trama: Ashley Morgan ha ventiquattro anni, una grande passione per i libri e una laurea in economia, che ha conseguito al solo scopo di compiacere il padre, proprietario di una famosa azienda dolciaria, di cui è certa di prendere il posto. E invece, del tutto inaspettatamente, il padre decide di affidare la guida della società a Jaime Standley, che lavora al suo fianco da molti anni e ne è diventato il braccio destro. Di fronte a quel gesto Ashley chiude i rapporti con lui. Passano gli anni, durante i quali padre e figlia perdono quasi ogni contatto, fino a quando il signor Morgan muore, lasciandole una cospicua eredità. Alla lettura del testamento un’altra sorpresa attende Ashley: a lei andranno il conto in banca, la casa di famiglia e una quota di minoranza della società, a Jaime la maggioranza delle azioni e il compito di gestire e amministrare la Morgan&Hall. Ma solo a una condizione: che per un anno i due beneficiari lavorino insieme e risiedano sotto lo stesso tetto. Ashley si sente ingannata e truffata: Jaime è un impostore e lei gliela farà pagare. Ma la convivenza forzata qualche volta può rivelarsi assolutamente imprevedibile…

  • Scrivere è un mestiere pericoloso di Alice Basso edito da Garzanti, che ringrazio per la copia, 348 pagine. Data pubblicazione:  12 maggio 2016. Un libro bellissimo dove l'ironia dell'autrice emerge in ogni pagina. Già letto e recensito qui. Vi ricordo che fino al 30 giugno è possibile iscriversi per partecipare all'estrazione per vincere una copia cartecea di questo libro. Tutte le istruzioni nel post della recensione. 
http://libroperamico.blogspot.it/2016/06/recensione-133-scrivere-e-un-mestiere.htmlTrama: Un gesto, una parola, un'espressione del viso. A Vani bastano piccoli particolari per capire una persona, per comprenderne il modo di pensare. Una dote speciale di cui farebbe volentieri a meno. Perché Vani sta bene solo con sé stessa, tenendo gli altri alla larga. Ama solo i suoi libri, la sua musica e i suoi vestiti inesorabilmente neri. Eppure, questa innata empatia è essenziale per il suo lavoro: Vani è una ghostwriter di una famosa casa editrice. Un mestiere che la costringe a rimanere nell'ombra. Scrive libri al posto di altri autori, imitando alla perfezione il loro stile. Questa volta deve creare un ricettario dalle memorie di un'anziana cuoca. Un'impresa più ardua del solito, quasi impossibile, perché Vani non sa un accidente di cucina, non ha mai preso in mano una padella e non ha la più pallida idea di cosa significhino termini come scalogno o topinambur. C'è una sola persona che può aiutarla: il commissario Berganza, una vecchia conoscenza con la passione per la cucina. Lui sa che Vani parla solo la lingua dei libri. Quella di Simenon, di Vázquez Montalbán, di Rex Stout e dei loro protagonisti amanti del buon cibo. E, tra un riferimento letterario e l'altro, le loro strambe lezioni diventano di giorno in giorno più intriganti. Ma la mente di Vani non è del tutto libera: che le piaccia o no, Riccardo, l'affascinante autore con cui ha avuto una rocambolesca relazione, continua a ripiombarle tra i piedi. Per fortuna una rivelazione inaspettata reclama la sua attenzione: la cuoca di cui sta raccogliendo le memorie confessa un delitto. Un delitto avvenuto anni prima in una delle famiglie più in vista di Torino. Berganza abbandona i fornelli per indagare e ha bisogno di Vani. Ha bisogno del suo dono che le permette di osservare le persone e scoprirne i segreti più nascosti.
Eppure la strada che porta alla verità è lunga e tortuosa. A volte la vita assomiglia a un giallo. È piena di falsi indizi. Solo l'intuito di Vani può smascherarli.
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome è stato uno degli esordi più amati dai lettori e dalla stampa più autorevole. Lo stile unico e la forza narrativa di Alice Basso hanno conquistato tutti. Come la sua esilarante protagonista, Vani, che torna con un nuovo libro da scrivere, un nuovo caso da risolvere e un nuovo inaspettato nodo sentimentale da sciogliere.
 
  • Lo strano viaggio di un oggetto smarrito di Salvatore Basile edito da Garzanti, che ringrazio per la copia, 302 pagine. Data pubblicazione:  05 maggio 2016. Bellissimo! A breve la recensione.
Trama: Il mare è agitato e le bandiere rosse sventolano sulla spiaggia. Il piccolo Michele ha corso a perdifiato per tornare presto a casa dopo la scuola, ma quando apre la porta della sua casa nella piccola stazione di Miniera di Mare, trova sua madre di fronte a una valigia aperta. Fra le mani tiene il diario segreto di Michele, un quaderno rosso con la copertina un po' ammaccata. Con gli occhi pieni di tristezza la donna chiede a suo figlio di poter tenere quel diario, lo ripone nella valigia, ma promette di restituirlo. Poi, sale sul treno in partenza sulla banchina.
Sono passati vent'anni da allora. Michele vive ancora nella piccola casa dentro la stazione ferroviaria. Addosso, la divisa di capostazione di suo padre. Negli occhi, una tristezza assoluta, profonda e lontana. Perché sua madre non è mai più tornata. Michele vuole stare solo, con l'unica compagnia degli oggetti smarriti che vengono trovati ogni giorno nell'unico treno che passa da Miniera di Mare. Perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano.
Finché un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, incastrato tra due sedili, Michele ritrova il suo diario. Non sa come sia possibile, ma Michele sente che è sua madre che l'ha lasciato lì. Per lui.
E c'è solo una persona che può aiutarlo: Elena, una ragazza folle e imprevedibile come la vita, che lo spinge a salire su quel treno e ad andare a cercare la verità. E, forse, anche una cura per il suo cuore smarrito.
Questa è la storia di un ragazzo che ha dimenticato cosa significa essere amati. È la storia di una ragazza che ha fatto un patto della felicità, nonostante il dolore. È la storia di due anime che riescono a colorarsi a vicenda per affrontare la vita senza arrendersi mai. Salvatore Basile ci regala una favola piena di magia, emozione e speranza. Un caso editoriale che ha subito conquistato il cuore di tutte le case editrici del mondo, che se lo sono conteso acerrimamente alla fiera di Francoforte. Una voce indimenticabile, che disegna un sorriso sul nostro cuore.

  • Che fine ha fatto lo stoccafisso di Monia Farina, che ringrazio per la copia, edito da Algra, 88  pagine. A breve la recensione!

Trama: Castegnino, Brescia. Vittorio Emanuele Pautasso è un giovane comandante dei carabinieri. Le sue origini vengono da molto lontano, ma è cresciuto in una famiglia italiana. A Castegnino si ritrova ad affrontare i misteri e i delitti dei suoi abitanti, ultima tra tutti la scomparsa del noto medico Fabrizio Ghidini. Ad aiutarlo ci saranno le sue amiche del negozio "Il cesto di LuLu". Saranno proprio loro a dare una svolta al caso, complice uno stoccafisso.


  • Brucio di Christian Frascella edito da Mondadori, 348  pagine. Data pubblicazione:  26 aprile 2016. Ringrazio Sara dell'ufficio stampa dell'autore che me lo ha proposto! Sarà la mia prossima lettura.
Trama: "Il fuoco. La stanza invasa dalle fiamme, le grida, la paura. Ogni rumore mi crepita nelle orecchie come legna spezzata da un calcio. Il fumo mi annebbia la vista. Le narici invase, il respiro sempre più corto, disperato. Non riesco a gridare, ci provo, ma non riesco. Cerco mia madre, cerco mio padre, cerco Anna." L'incendio di quella notte gli ha sfigurato il volto e si è portato via tutto. Di quel Tommy bambino non è rimasta che l'ombra, l'unica cosa di cui gli altri non sembrano aver paura, provare ribrezzo. Da allora Tommy passa da una famiglia affidataria all'altra, su e giù per l'Italia. Ogni volta, però, insieme a lui arrivano le complicazioni. Del resto, se hai una faccia come la sua, non puoi "che essere un poco di buono, un delinquente, un ladro, un potenziale omicida". E poi la gente ha un bel dire che l'aspetto non conta. Magari andrà meglio stavolta, ora che è approdato in un paesino di provincia come ce ne sono milioni, rassicurante: "Case attaccate a case, palazzi che si strusciano con altri palazzi, e strade che ti ributtano sempre verso il centro casomai dovessi perderti". E che ad accoglierlo ci sono i Cotta, brave persone: madre avvocato, padre pompiere, un figlio diciassettenne suo coetaneo. Ma quando i guai li hai cuciti addosso c'è poco da fare. Succede così che, a poche ore dal suo arrivo, Tommy assista per caso a un rocambolesco tentativo di furto in un negozio e che venga arrestato da un ispettore di polizia in pattuglia che lo crede coinvolto, e che da quel momento gli darà il tormento. A scuola non va certo meglio, ma almeno lì c'è Sally, occhi scuri e l'aria di una "come di passaggio", che "un attimo c'è, un attimo dopo potrebbe non esserci". Conoscerla per Tommy è come tornare a respirare. Con lei accanto il futuro fa meno paura e tutto sembra possibile. Anche per lui. Se solo non fosse la nipote dell'ispettore che l'ha arrestato quella notte. E se solo quel tranquillo paesino a due passi da Asti in cui tutto sembra perfetto non nascondesse mostruosità che proprio lui si ritroverà, suo malgrado, a svelare. Con Brucio, Frascella sonda il labile confine tra giovinezza ed età adulta, tra ingenuità e colpa, tra la luce della purezza e l'ombra nera della corruzione. E ci regala un personaggio meravigliosamente complesso, negli eccessi così come nelle fragilità, strafottente e coraggioso nel suo tener testa a un destino che con lui – non c'è dubbio – ha picchiato veramente duro.

  • Il battito del sangue di Tess Gerritsen edito da Longanesi, che ringrazio per la copia, 288  pagine. Data pubblicazione:  24 giugno 2016. L'ho cominciato in questo week end e spero di postare la recensione prima della pubblicazione.
Trama: Durante un viaggio a Roma, la violinista americana Julia Ansdell scopre un libro molto vecchio che contiene lo spartito inedito di un valzer dal titolo Incendio, composto da un autore misterioso. Un brano che ha un ritmo unico e inconfondibile, come il battito del cuore. Non appena ne legge le note, Julia resta ipnotizzata dalla melodia struggente e a tratti convulsa, e non vede l’ora di tornare a casa, nel Massachusetts, per interpretarla con il suo violino. Ed è allora che le cose cambiano per sempre. Ogni volta che suona Incendio, infatti, si verificano eventi inquietanti e sanguinosi che coinvolgono sua figlia Lily, una bellissima e, fino a quel momento, placida bambina di tre anni. Quando comprende che a rischio non c’è soltanto la sua sanità mentale, ma anche la sua stessa vita, Julia decide che c’è un solo modo per salvarsi: andare alla radice del mistero. Scopre così che l’autore del valzer è Lorenzo Todesco, un ebreo che ha vissuto un amore tanto potente quanto tormentato negli anni fra il 1938 e il 1944, in una Venezia straziata dalla guerra e dalle leggi razziali. A quel punto Julia parte per la città lagunare. La sua storia si intreccia a quella di Lorenzo, trascinando il lettore fino a una sconvolgente conclusione…



E con questo è tutto! Cosa ne dite? Ce n'è qualcuno che vi ispira particolarmente o che al contrario non vi ispira per niente?
Vi auguro un buon inizio settimana!