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domenica 30 luglio 2017

Blogtour "Nonostante il destino" di Angela Iezzi

Buongiorno lettori, e buona domenica. Difficilmente pubblico post durante il fine settimana ma oggi sono qui per un motivo importante. Come vi avevo già annunciato in una delle ultime puntate di Coming soon - qui - l'otto agosto uscirà negli store online Nonostante il destino, il nuovo romanzo di Angela Iezzi edito da Newton Compton. Oggi ho l'onore di ospitare la seconda tappa del blogtour partito ieri e che ci accompagnerà fino al giorno dell'uscita. Ieri su Toglietemi tutto ma non i miei libri avete trovato cover e trama, oggi qui vi svelerò l'incipit e un estratto che vi permetterà di scoprire qualcosa del libro.

Bando alle chiacchiere, ecco l'incipit:


La pioggia torrenziale batte insistente contro il tessuto impermeabile del mio ombrello. Avrei dovuto prendere quello grande di nonna Natalie quando ha insistito questa mattina, ma speravo ardentemente che il tempo non peggiorasse. Solito inguaribile ottimismo.
Mi affianco al lato del marciapiede, a ridosso del muro, nella speranza che qualche pensilina sopra la mia testa possa proteggermi un po’. Non ho ancora voglia di tornare a casa. Ero partita con un intento e non sono ancora riuscita a portarlo a termine. Odio dovermi arrendere. Tra due giorni la mia finta vacanza sarà finita e non ho trovato il modo per aprire il mio piccolo negozio di cappelli artigianali. La complicità di nonna avrebbe dovuto aiutarmi a prolungare di più questo soggiorno da lei e invece mio padre non ne ha voluto sapere. Mai che a Wendell Chetwode-Talbot sfugga una virgola. Credo abbia subodorato qualcosa quando ieri sera nonna Natalie gli ha chiesto qualche giorno in più con sua nipote. Non che sia strano di per sé, lo diventa soltanto nel momento in cui si avvicina il compleanno di mamma. Almeno il regalo per lei l’ho già trovato: uno splendido maglioncino di lana del suo colore preferito, azzurro cielo. Sono sicura che le piacerà.
Ignoro il viavai di persone che sfrecciano sotto i loro ombrelli molto più grandi del mio e mi guardo attorno. Non sono mai venuta in questa parte di South Main Street, per lo meno non negli ultimi anni. Nonna Natalie abita un po’ fuori Fall River, quindi di rado ci è toccato un giro in città quando siamo venuti a trovarla, siamo tutti più tipi da campagna, aria aperta ed erbetta sotto i piedi, ma ora sono da sola, ho uno scopo da raggiungere e solo altri due giorni, quindi perché non scoprire cosa questa zona della città ha da offrire? Senza pensarci, svolto su Spring Street e ne percorro qualche metro, stando attenta a non farmi inondare dagli schizzi delle auto che percorrono la strada in senso opposto al mio, quando vengo folgorata da una vetrina. Una macchina da cucire Improved Dolly Varden tirata a lucido attira tutta la mia attenzione. Ha la base di legno lucido, foderato da un rinforzo di metallo grigio, per il resto è quasi completamente nera, con eleganti decorazioni in oro che la rendono ancora più bella. C’è persino il rocchetto del filo infilato, è magnifica. Per un istante vedo il sogno di una vita divenire realtà: uno splendido negozietto con almeno un paio di belle vetrine che danno su una strada affollata. File e file di cappelli eleganti, colorati e assortiti, per tutte le età, di ogni grandezza, per uomini ma soprattutto per donne, lo sfavillio di qualche applicazione di metallo o pietre preziose, la leggerezza di piume colorate o raso, la consistenza di pelle o cuoio. Tutto creato in pezzi unici da me, la proprietaria, con la sua Improved Dolly Varden, fedele compagna di lavoro e fonte di mille soddisfazioni!
Sollevo lo sguardo verso l’insegna sulla quale campeggia più una promessa che un nome: “Same As It Never Was Antiques”. Bene, perché non ho molti soldi da parte. Non potrei chiedere di meglio. Chiudo in fretta l’ombrellino ed entro decisa, godendomi il lieve tepore che si avverte all’interno.

Estratto:


Ho dovuto subire ben tre interruzioni, tutte uguali, prima di toccare il fondo. Sono una persona paziente e ne avrei tollerate anche di più se non fosse che l’ultima mi è costata il bidone aspiratutto. L’inquilino del piano di sopra ha pensato bene di assestare un calcio degno di un judoka al mio povero alleato, durante la sua fugace improvvisata. Non che io me ne intenda molto, ma pare che il colpo l’abbia tramortito e ora non si accende più. Com’è possibile che la signora Jane non l’abbia visto mettere il naso fuori di casa per quattro mesi e io me lo ritrovi davanti tre volte in poco più di due ore? Meno male che era una persona tranquilla, di solito non reagiscono così le persone tranquille!
Giro intorno per l’ennesima volta al bidone silenzioso, nel vano tentativo di trovare una soluzione. Se fossi un’elettricista o un tecnico di qualche tipo, forse, potrei aggiustarlo, ma non ne capisco niente di questo genere di cose e non avrei né il tempo né i soldi per andare a comprarne un altro. Al solo pensiero che, dopo il bidone aspiratutto, potrebbe essere il turno del trapano, non riesco a trattenermi. Mollo tutto ed esco dal locale. Salgo le scale due a due fino alla porta dell’appartamento al primo piano. Questa questione va chiarita una volta per tutte, prima che diventi più spiacevole di quanto già non sia. Pigio decisa il campanello e lo sento risuonare meccanico all’interno, ma a parte questo nessun rumore mi lascia intendere che ci sia qualcuno in casa. Attendo qualche secondo e poi risuono: sono assolutamente certa che quel tizio sia tornato nel suo appartamento – dove altro poteva andare vestito in quel modo – quindi è del tutto inutile che cerchi di farmi credere il contrario. Ancora nulla. Peccato che io sia una persona molto testarda, per cui insisto ancora e ancora, finché, forse al decimo scampanellio, la porta si apre.
«Che diavolo vuoi?», mi aggredisce l’inquilino per bene, squadrandomi dall’alto in basso con un’espressione severa. Wow, iniziamo bene!
«Non so quale sia il tuo problema, ma mi devi un bidone aspiratutto», gli faccio presente per nulla intimorita dal suo tono. Lui spalanca gli occhi di un verde solo lievemente più scuro del mio, sbalordito, e il secondo dopo sembra che fatichi a trattenersi dal ridere. Cosa avrò detto di così esilarante?
«Cosa ti dovrei?»
«Un bidone aspiratutto. Gli hai appena dato un calcio, ricordi?»
«Oh, sì che me lo ricordo, come ricordo il frastuono impossibile che mi ha ossessionato di prima mattina. Te lo scordi un altro arnese come quello», ribatte canzonatorio.
«Ho chiesto alla signora Jane se c’erano orari di silenzio obbligatori e lei mi ha assicurato che non avrei infastidito nessuno, quindi non capisco proprio di cosa tu ti stia lamentando. E poi sono quasi le dieci, non direi che è prima mattina. La gente lavora il lunedì mattina, non rimane fino a tardi a poltrire in pigiama», supponendo che questa specie di mise strappata e logora possa in una qualche dimensione lontana considerarsi un pigiama.
«La signora Jane è una donna molto accomodante e sarà anche vero che non ci sono orari di silenzio obbligatori, ma hai infastidito me e io non sono nessuno. Non mi importa cosa fa la gente il lunedì mattina, io stavo cercando di dormire», ribatte battagliero.
Ok, è evidente che così non andremo da nessuna parte, occorre più diplomazia, devo tentare un approccio diverso.
«Va bene, allora vediamo di venirci incontro: io devo ultimare la ristrutturazione in tempi brevi e, bidone aspiratutto a parte, ci saranno altri attrezzi rumorosi che non potrò evitare di usare, quindi perché non mi dici quali sono le fasce orarie in cui non vuoi che faccia rumore?», propongo con un sorriso incoraggiante. Lui sembra pensarci per un attimo e la cosa mi fa ben sperare.
«Direi che… sempre è la parola che esprime meglio il concetto che ho in mente in questo momento», mi liquida seccato prima di sbattermi la porta in faccia. Rimango imbambolata a fissarla per un paio di minuti. Possibile che sia davvero così antipatico? E se anche fosse possibile, come faccio ora? Non posso certo rimanere ferma solo perché a lui dà fastidio il rumore! E va bene, se la diplomazia non porta da nessuna parte, dovrò cambiare strategia. Ho un mese, non un giorno di più, mi devo mettere a lavoro.

Dall'incipit scopriamo il sogno della nostra protagonista: aprire un negozio di cappelli. Dall'estratto invece intuiamo che un negozio deve averlo trovato e che stia, appunto, ristrutturandolo.
Mi ha divertito molto il dialogo tra lei e il suo vicino di casa; vicino che, concedetemelo, io già adoro. So che dovrebbe starmi antipatico a pelle ma dai, è un tipo!!! Ora sono proprio curiosa di capire quale metodo utilizzerà lei visto che nelle ultime righe decide di abbandonare la diplomazia. Credo propio che ne vedremo delle belle...
Che dire di queste poche righe? Io ho ritrovato subito lo stile di Angela che mi aveva conquistato nel suo primo libro e non vedo l'ora di saperne di più sul negozio e su quelli che credo saranno i protagonisti del libro.
Ed ora a voi la parola... Cosa ve ne pare?

venerdì 21 luglio 2017

Coming soon #19 - Nonostante il destino di Angela Iezzi

Ciao carissimi lettori, come state? Oggi sono qui per parlarvi di un libro che uscirà a giorni per Newton Compton. Si tratta del secondo romanzo di Angela Iezzi che io avevo conosciuto grazie al suo esordio Gli effetti speciali dell'amore che avevo recensito qui.
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Titolo: Nonostante il destino
Autore: Angela Iezzi
Genere:
Romance
Pagine: 256
Costo: 4.99 € ebook
Pubblicazione: 08 agosto 2017 - Newton Compton

Descrizione: Gillian Chetwode-Talbot è una ragazza semplice con un grande sogno nel cassetto: aprire un suo negozio di cappelli artigianali. In visita dalla nonna paterna, a Fall River, Gil trova il locale ideale per realizzare finalmente il suo sogno. Il posto va ristrutturato, ma lei non si scoraggia e inizia i lavori, finché non scopre che non tutti gli inquilini del palazzo sono favorevoli alla rumorosa attività di ristrutturazione. Jared, il ragazzo misterioso che abita al piano di sopra, sembra piuttosto restio a tollerare il frastuono e fa di tutto per sabotarla. L’astio che nasce tra i due, però, si trasforma ben presto in qualcosa di diverso. Gil inizia a scoprirsi particolarmente incuriosita dall’uomo che abita al piano di sopra e che sembra condurre una vita piuttosto ritirata. Cosa nasconde Jared? Scoprirlo potrebbe rivelarsi più sorprendente di quanto Gil sia disposta ad accettare
 
Angela Iezzi: Nata nel 1987 a Lanciano, si è laureata in Organizzazione e Relazioni Sociali all’Università di Chieti. Lavora insieme alla sorella in un centro ricreativo di cui è la titolare. Lettrice da sempre, d’animo romantico, ha iniziato ad appassionarsi alla scrittura durante il periodo universitario, tra un esame e l’altro.
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Che ne dite, vi ispira? Io spero di riuscire a leggerlo durante le vacanze anche se la lista è già interminabile! hihihihihi


lunedì 20 giugno 2016

BibliOmaggi #11



Buongiorno lettori e buon lunedì. Come state? Io sono indietro con tutto ma pian piano riuscirò a rimettermi al passo! Prima di mostrarvi gli omaggi ricevuti negli ultimi mesi dalle case editrici - come vi dicevo sono indietro quindi troverete libri che ho già letto e recensito! - vorrei ricordare alle partecipanti della Challenge che martedì alle ore 18.00 scadrà il termine per inviare i link relativi alle recensioni corrispondenti agli obiettivi della mia tappa, quindi se siete indietro dateci dentro. Ed ora passiamo agli omaggi.

  • Dentro soffia il vento di Francesca Diotallevi edito da Neri Pozza, che ringrazio per la copia, 180 pagine. Data pubblicazione:  05 maggio 2016. Un libro meraviglioso che è riuscito a farmi innamorare dopo poche righe! Già letto e recensito qui.
Trama: In un avvallamento tra due montagne della Val d’Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile.
Al calare della sera, da una di quelle case, con il volto opportunamente protetto dall’oscurità, qualche «anima pia» esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino.
Come faceva sua madre quand’era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni… Infusi d’erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano «pozioni » approntate da una «strega» che ha venduto l’anima al diavolo. Così, mentre al calare delle ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta, alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano persino di guardarla negli occhi.
Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono perciò l’unica realtà che Fiamma conosce, l’unico luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphaël Rosset se n’è andato.
Era inaspettatamente comparso un giorno al suo cospetto, Raphaël, quando era ancora un bambino sparuto, con una folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di lentiggini sul naso a patata. Le aveva parlato normalmente, come si fa tra ragazzi ed era diventato col tempo il suo migliore e unico amico. Poi, a ventuno anni, in un giorno di sole era partito per la guerra con il sorriso stampato sul volto e la penna di corvo ben lucida sul cappello, e non era più tornato. Ora, ogni sera alla stessa ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco, fino alla fattoria dei Rosset. Prima di scomparire inghiottita dal buio della notte, se ne sta a guardare a lungo la casa dove, in preda ai sensi di colpa per non essere andato lui in guerra, si aggira sconsolato Yann, il fratello zoppo di Raphaël… il fratello che la odia.
Ritornando su un tema caro alla letteratura di ogni tempo – l’amore che dissolve il rapporto tra una comunità e il suo capro espiatorio – Francesca Diotallevi costruisce un romanzo che sorprende per la maturità della scrittura e la solidità della trama, un’opera che annuncia un nuovo talento della narrativa italiana.
  • Aspettando Bojangles di Olivier Bourdeaut edito da Neri Pozza, che ringrazio per la copia, 144 pagine., che ringrazio per la copia, 144  pagine. Data pubblicazione:  14 aprile 2016. Un libro che purtroppo non ha saputo conquistarmi e che mi ha lasciato particolarmente perplessa (a quanto pare sono praticamente l'unica!). Già letto e recensito qui.
http://libroperamico.blogspot.it/2016/05/recensione-128-aspettando-bojangles-di.htmlTrama: Immaginate di essere un bambino e di avere un padre che non chiama mai vostra madre con lo stesso nome. Immaginate poi che a vostra madre quest’abitudine non dispiaccia affatto, poiché tutte le mattine, in cucina, tiene lo sguardo fisso e allegro su vostro padre, col naso dentro la tazza di latte oppure col mento tra le mani, in attesa del verdetto; e poi, felice, si volta verso lo specchio salutando la nuova Renée, o la nuova Joséphine, o la nuova Marylou...
Se immaginate tutto questo, potete mettere piede nel fantastico universo familiare descritto dal bambino in queste pagine. Un universo in cui a reggere le sorti di tutto e tutti è Renée, Joséphine, Marylou… la madre.
Di lei, suo marito dice che dà del tu alle stelle, ma in realtà dà del voi a tutti, a suo marito, al bambino e alla damigella di Numidia che vive nel loro appartamento, un grosso uccello strambo ed elegante che passeggia oscillando il lungo collo nero, le piume bianche e gli occhi di un rosso violento.
Renée, Joséphine, Marylou, o anche, ogni 15 febbraio, Georgette, ama ballare con suo marito sempre e ovunque, di giorno e di notte, da soli e in compagnia degli amici, al suono soprattutto di Mister Bojangles di Nina Simone, una canzone gaia e triste allo stesso tempo.
Per il resto del tempo si entusiasma e si estasia per ogni cosa, trovando incredibilmente divertente l’andare avanti del mondo. E non tratta il suo piccolo né da adulto né da bambino, ma come un personaggio da romanzo. Un romanzo che lei ama molto e nel quale s’immerge in ogni momento.
Di una sola cosa non vuole sentire parlare: delle tristezze e degli inganni della vita; perciò ripete come un mantra ai suoi: «Quando la realtà è banale e triste, inventatemi una bella storia, voi che sapete mentire così bene».
La realtà, però, è a volte molto banale e triste, così scioccamente triste che occorre più di una prodigiosa arte del mentire per continuare a gioire del mondo.

  • Gli effetti speciali dell'amore di Angela Iezzi edito da Newton Compton, che ringrazio per la copia, 288  pagine. Data pubblicazione:  12 maggio 2016. Già letto e recensito qui. Un libro di un genere che non leggo spesso ma che mi è piaciuto molto.
Trama: Ashley Morgan ha ventiquattro anni, una grande passione per i libri e una laurea in economia, che ha conseguito al solo scopo di compiacere il padre, proprietario di una famosa azienda dolciaria, di cui è certa di prendere il posto. E invece, del tutto inaspettatamente, il padre decide di affidare la guida della società a Jaime Standley, che lavora al suo fianco da molti anni e ne è diventato il braccio destro. Di fronte a quel gesto Ashley chiude i rapporti con lui. Passano gli anni, durante i quali padre e figlia perdono quasi ogni contatto, fino a quando il signor Morgan muore, lasciandole una cospicua eredità. Alla lettura del testamento un’altra sorpresa attende Ashley: a lei andranno il conto in banca, la casa di famiglia e una quota di minoranza della società, a Jaime la maggioranza delle azioni e il compito di gestire e amministrare la Morgan&Hall. Ma solo a una condizione: che per un anno i due beneficiari lavorino insieme e risiedano sotto lo stesso tetto. Ashley si sente ingannata e truffata: Jaime è un impostore e lei gliela farà pagare. Ma la convivenza forzata qualche volta può rivelarsi assolutamente imprevedibile…

  • Scrivere è un mestiere pericoloso di Alice Basso edito da Garzanti, che ringrazio per la copia, 348 pagine. Data pubblicazione:  12 maggio 2016. Un libro bellissimo dove l'ironia dell'autrice emerge in ogni pagina. Già letto e recensito qui. Vi ricordo che fino al 30 giugno è possibile iscriversi per partecipare all'estrazione per vincere una copia cartecea di questo libro. Tutte le istruzioni nel post della recensione. 
http://libroperamico.blogspot.it/2016/06/recensione-133-scrivere-e-un-mestiere.htmlTrama: Un gesto, una parola, un'espressione del viso. A Vani bastano piccoli particolari per capire una persona, per comprenderne il modo di pensare. Una dote speciale di cui farebbe volentieri a meno. Perché Vani sta bene solo con sé stessa, tenendo gli altri alla larga. Ama solo i suoi libri, la sua musica e i suoi vestiti inesorabilmente neri. Eppure, questa innata empatia è essenziale per il suo lavoro: Vani è una ghostwriter di una famosa casa editrice. Un mestiere che la costringe a rimanere nell'ombra. Scrive libri al posto di altri autori, imitando alla perfezione il loro stile. Questa volta deve creare un ricettario dalle memorie di un'anziana cuoca. Un'impresa più ardua del solito, quasi impossibile, perché Vani non sa un accidente di cucina, non ha mai preso in mano una padella e non ha la più pallida idea di cosa significhino termini come scalogno o topinambur. C'è una sola persona che può aiutarla: il commissario Berganza, una vecchia conoscenza con la passione per la cucina. Lui sa che Vani parla solo la lingua dei libri. Quella di Simenon, di Vázquez Montalbán, di Rex Stout e dei loro protagonisti amanti del buon cibo. E, tra un riferimento letterario e l'altro, le loro strambe lezioni diventano di giorno in giorno più intriganti. Ma la mente di Vani non è del tutto libera: che le piaccia o no, Riccardo, l'affascinante autore con cui ha avuto una rocambolesca relazione, continua a ripiombarle tra i piedi. Per fortuna una rivelazione inaspettata reclama la sua attenzione: la cuoca di cui sta raccogliendo le memorie confessa un delitto. Un delitto avvenuto anni prima in una delle famiglie più in vista di Torino. Berganza abbandona i fornelli per indagare e ha bisogno di Vani. Ha bisogno del suo dono che le permette di osservare le persone e scoprirne i segreti più nascosti.
Eppure la strada che porta alla verità è lunga e tortuosa. A volte la vita assomiglia a un giallo. È piena di falsi indizi. Solo l'intuito di Vani può smascherarli.
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome è stato uno degli esordi più amati dai lettori e dalla stampa più autorevole. Lo stile unico e la forza narrativa di Alice Basso hanno conquistato tutti. Come la sua esilarante protagonista, Vani, che torna con un nuovo libro da scrivere, un nuovo caso da risolvere e un nuovo inaspettato nodo sentimentale da sciogliere.
 
  • Lo strano viaggio di un oggetto smarrito di Salvatore Basile edito da Garzanti, che ringrazio per la copia, 302 pagine. Data pubblicazione:  05 maggio 2016. Bellissimo! A breve la recensione.
Trama: Il mare è agitato e le bandiere rosse sventolano sulla spiaggia. Il piccolo Michele ha corso a perdifiato per tornare presto a casa dopo la scuola, ma quando apre la porta della sua casa nella piccola stazione di Miniera di Mare, trova sua madre di fronte a una valigia aperta. Fra le mani tiene il diario segreto di Michele, un quaderno rosso con la copertina un po' ammaccata. Con gli occhi pieni di tristezza la donna chiede a suo figlio di poter tenere quel diario, lo ripone nella valigia, ma promette di restituirlo. Poi, sale sul treno in partenza sulla banchina.
Sono passati vent'anni da allora. Michele vive ancora nella piccola casa dentro la stazione ferroviaria. Addosso, la divisa di capostazione di suo padre. Negli occhi, una tristezza assoluta, profonda e lontana. Perché sua madre non è mai più tornata. Michele vuole stare solo, con l'unica compagnia degli oggetti smarriti che vengono trovati ogni giorno nell'unico treno che passa da Miniera di Mare. Perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano.
Finché un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, incastrato tra due sedili, Michele ritrova il suo diario. Non sa come sia possibile, ma Michele sente che è sua madre che l'ha lasciato lì. Per lui.
E c'è solo una persona che può aiutarlo: Elena, una ragazza folle e imprevedibile come la vita, che lo spinge a salire su quel treno e ad andare a cercare la verità. E, forse, anche una cura per il suo cuore smarrito.
Questa è la storia di un ragazzo che ha dimenticato cosa significa essere amati. È la storia di una ragazza che ha fatto un patto della felicità, nonostante il dolore. È la storia di due anime che riescono a colorarsi a vicenda per affrontare la vita senza arrendersi mai. Salvatore Basile ci regala una favola piena di magia, emozione e speranza. Un caso editoriale che ha subito conquistato il cuore di tutte le case editrici del mondo, che se lo sono conteso acerrimamente alla fiera di Francoforte. Una voce indimenticabile, che disegna un sorriso sul nostro cuore.

  • Che fine ha fatto lo stoccafisso di Monia Farina, che ringrazio per la copia, edito da Algra, 88  pagine. A breve la recensione!

Trama: Castegnino, Brescia. Vittorio Emanuele Pautasso è un giovane comandante dei carabinieri. Le sue origini vengono da molto lontano, ma è cresciuto in una famiglia italiana. A Castegnino si ritrova ad affrontare i misteri e i delitti dei suoi abitanti, ultima tra tutti la scomparsa del noto medico Fabrizio Ghidini. Ad aiutarlo ci saranno le sue amiche del negozio "Il cesto di LuLu". Saranno proprio loro a dare una svolta al caso, complice uno stoccafisso.


  • Brucio di Christian Frascella edito da Mondadori, 348  pagine. Data pubblicazione:  26 aprile 2016. Ringrazio Sara dell'ufficio stampa dell'autore che me lo ha proposto! Sarà la mia prossima lettura.
Trama: "Il fuoco. La stanza invasa dalle fiamme, le grida, la paura. Ogni rumore mi crepita nelle orecchie come legna spezzata da un calcio. Il fumo mi annebbia la vista. Le narici invase, il respiro sempre più corto, disperato. Non riesco a gridare, ci provo, ma non riesco. Cerco mia madre, cerco mio padre, cerco Anna." L'incendio di quella notte gli ha sfigurato il volto e si è portato via tutto. Di quel Tommy bambino non è rimasta che l'ombra, l'unica cosa di cui gli altri non sembrano aver paura, provare ribrezzo. Da allora Tommy passa da una famiglia affidataria all'altra, su e giù per l'Italia. Ogni volta, però, insieme a lui arrivano le complicazioni. Del resto, se hai una faccia come la sua, non puoi "che essere un poco di buono, un delinquente, un ladro, un potenziale omicida". E poi la gente ha un bel dire che l'aspetto non conta. Magari andrà meglio stavolta, ora che è approdato in un paesino di provincia come ce ne sono milioni, rassicurante: "Case attaccate a case, palazzi che si strusciano con altri palazzi, e strade che ti ributtano sempre verso il centro casomai dovessi perderti". E che ad accoglierlo ci sono i Cotta, brave persone: madre avvocato, padre pompiere, un figlio diciassettenne suo coetaneo. Ma quando i guai li hai cuciti addosso c'è poco da fare. Succede così che, a poche ore dal suo arrivo, Tommy assista per caso a un rocambolesco tentativo di furto in un negozio e che venga arrestato da un ispettore di polizia in pattuglia che lo crede coinvolto, e che da quel momento gli darà il tormento. A scuola non va certo meglio, ma almeno lì c'è Sally, occhi scuri e l'aria di una "come di passaggio", che "un attimo c'è, un attimo dopo potrebbe non esserci". Conoscerla per Tommy è come tornare a respirare. Con lei accanto il futuro fa meno paura e tutto sembra possibile. Anche per lui. Se solo non fosse la nipote dell'ispettore che l'ha arrestato quella notte. E se solo quel tranquillo paesino a due passi da Asti in cui tutto sembra perfetto non nascondesse mostruosità che proprio lui si ritroverà, suo malgrado, a svelare. Con Brucio, Frascella sonda il labile confine tra giovinezza ed età adulta, tra ingenuità e colpa, tra la luce della purezza e l'ombra nera della corruzione. E ci regala un personaggio meravigliosamente complesso, negli eccessi così come nelle fragilità, strafottente e coraggioso nel suo tener testa a un destino che con lui – non c'è dubbio – ha picchiato veramente duro.

  • Il battito del sangue di Tess Gerritsen edito da Longanesi, che ringrazio per la copia, 288  pagine. Data pubblicazione:  24 giugno 2016. L'ho cominciato in questo week end e spero di postare la recensione prima della pubblicazione.
Trama: Durante un viaggio a Roma, la violinista americana Julia Ansdell scopre un libro molto vecchio che contiene lo spartito inedito di un valzer dal titolo Incendio, composto da un autore misterioso. Un brano che ha un ritmo unico e inconfondibile, come il battito del cuore. Non appena ne legge le note, Julia resta ipnotizzata dalla melodia struggente e a tratti convulsa, e non vede l’ora di tornare a casa, nel Massachusetts, per interpretarla con il suo violino. Ed è allora che le cose cambiano per sempre. Ogni volta che suona Incendio, infatti, si verificano eventi inquietanti e sanguinosi che coinvolgono sua figlia Lily, una bellissima e, fino a quel momento, placida bambina di tre anni. Quando comprende che a rischio non c’è soltanto la sua sanità mentale, ma anche la sua stessa vita, Julia decide che c’è un solo modo per salvarsi: andare alla radice del mistero. Scopre così che l’autore del valzer è Lorenzo Todesco, un ebreo che ha vissuto un amore tanto potente quanto tormentato negli anni fra il 1938 e il 1944, in una Venezia straziata dalla guerra e dalle leggi razziali. A quel punto Julia parte per la città lagunare. La sua storia si intreccia a quella di Lorenzo, trascinando il lettore fino a una sconvolgente conclusione…



E con questo è tutto! Cosa ne dite? Ce n'è qualcuno che vi ispira particolarmente o che al contrario non vi ispira per niente?
Vi auguro un buon inizio settimana!