domenica 11 ottobre 2015

Blogger Love Project: Day One - Let's get started


Buon pomeriggio lettori, anche quest'anno, come ho fatto l'anno passato, ho deciso di provare a partecipare al Blogger Love Project una bella iniziativa dedicato al magico mondo dei blog organizzata da Sweety readers, She was in wonderland e Reading is believing.
Il Blogger Love Project non è altro che un'iniziativa con lo scopo di dedicare più tempo ai nostri blog e, perchè no, anche ai nostri blog preferiti. Si comincia oggi e si finisce il 21 ottobre quindi vi avviso...  in questi dieci giorni sarete tempestati di post!!!! Spero che la cosa possa farvi piacere!
Per dieci giorni la blogosfera si animerà di Tag e Challange per dedicare ai blog e ai blog che amiamo, quel tempo che vorremmo ma che spesso manca. Si capisce qualcosa??? Non so quindi vi rimando al post introduttivo qui.
Partiamo quindi dal post di oggi:

DAY ONE: LET'S GET STARTED

Scopo del primo giorno è quello di condividere gli obiettivi che si proveranno a raggiungere nei giorni del Project. Si può trattare di scrivere recensioni arretrate, maggiori commenti ai post dei blog che amiamo, leggere più libri, sfoltire mail o segnalazioni arretrate...insomma tutto quello che volete, basta che gli obiettivi riguardino il mondo dei libri. Non dovete essere per forza blogger per partecipare quindi, se vi va, unitevi alla combriccola!!!
Ecco i miei obiettivi:
  1. È ormai ottobre ed io ho ancora in arretrato delle recensioni di libri letti in agosto quindi in questi giorni proverò a smaltirle!
  2. Commentare e seguire maggiormente i blog che amo. Ultimamente ho sempre pochissimo tempo da ritagliarmi al pc e spesso non faccio in tempo a sbirciare nei blog altrui per scoprire nuovi consigli.
  3. Pubblicare un post al giorno per tutti i dieci giorni. Come vedete non capita spesso che io per tutta la settimana pubblichi qualche post quindi per il Blogger Love Project ci proverò.
  4. Come ultimo obiettivo ma non meno importante, mi piacerebbe conoscere attraverso questa iniziativa nuovi angolini libreschi da seguire!
 Ed ora veniamo alle tappe organizzate dalle ragazze cui proverò a partecipare!

Day Two lunedì 12 ottobre ore 14.00: Unpupular opinions book tag
A chi non è mai successo di odiare quel libro che praticamente tutti ti avevano consigliato? Questo tag è dedicato a tutte quelle volte in cui la tua opinione su un libro o una saga non rispecchiava il parere della maggior parte dei lettori. QUI il tag con tutte le domande!

Day Three mercoledì 14 ottobre ore 18.00: Quotes, quotes, quotes challenge
È tempo di citazioni!Condividi le tue citazioni preferite. Anche qui puoi seguire un tema (citazioni sull’amore, sull’amicizia, sulla vita, sulla natura) o semplicemente elencare le citazioni che ultimamente ti piacciono di più. Non abbiate paura di dare spazio a citazioni inusuali, particolari o divertenti ;)  

Day Four venerdì 16 ottobre ore 14.00: Share your blogger love: 5 favourites
È ora di mostrare un po’ di amore per gli altri blog! Trova nella blogosfera almeno 5 post degli ultimi che ti hanno colpito/hai particolarmente amato e condividili/parlane!

Day Five domenica 18 ottobre ore 18.00: Challenge: snap away
Fotografa i tuoi libri! Pubblica almeno due foto (non c’è un massimo, non ci stancheremo mai di guardare foto di libri), che possono essere random o seguire un tema particolare. Alcuni esempi?Fotografa le tue cover preferite, i tuoi libri preferiti dell’ultimo anno, i tuoi libri che hanno cover di un particolare colore, una particolare sezione della tua libreria/una sezione random della tua libreria, i tuoi libri in lingua, i titoli migliori... oppure segui un tag (il Rainbow Tag/Il Color Book Tag). Le possibilità sono infinite.  

Day Six martedì 20 ottobre ore 18.00: Gadget challenge
Gadget letterari: quali sono quelli che hai in wishlist? Quali quelli che già possiedi?

Day Seven mercoledì 21 ottobre ore 14.00: Event wrap-up
E siamo arrivati alla fine del Blogger Love Project! In questo post conclusivo tireremo le somme dell'iniziativa e faremo un recap di quello che abbiamo fatto in questi dieci giorni, e ovviamente vi chiederemo le vostre opinioni! Cosa vi è piaciuto di più? Cosa avreste voluto vedere? Cosa avreste cambiato? Avete raggiunto i vostri obiettivi?
 
Ecco tutto...Gli obiettivi sono tanti, le iniziative anche ed io ce la metterò tutta per tenere fede il più possibile ai miei propositi! Voi parteciperete? Se sì, vi va di dirmi quali sono le iniziative che più vi ispirano?

venerdì 9 ottobre 2015

Chi ben comincia #99 - Voli acrobatici e pattini a rotelle a Wink's Phillips Station di Fannie Flagg

Buongiorno lettori e buon venerdì! Finalmente il fine settimana è alle porte! Giornata strana questa per me visto che questa mattina andrò ad un corso di aggiornamento professionale.
Oggi torno con una puntata della rubrica Chi ben comincia, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri.
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Per l'incipit di oggi ho scelto quello del libro che sto attualmente leggendo per la Lettura Geograficamente Sparpagliata del mese di Ottobre. Fannie Flagg, un'autrice che ho adorato in Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop  - recensione qui - e che si sta confermando un'ottima compagna di serate con Voli acrobatici e pattini a rotelle a Wink's Phillips Station edito da Bur.
 
REGOLE:

- Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
- Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
- Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
- Aspettate i commenti


LEOPOLI, POLONIA
1 GENNAIO 1909 

Nel 1908 Stanislaw Ludic Jurdabralinski, un quattordicenne alto e ossuto, aveva davanti a sé un futuro incerto. In Polonia, la vita sotto il dominio russo era cupa e pericolosa. Gli uomini e i ragazzi venivano arruolati per combattere nell'esercito dello zar, e anche nel tentativo di distruggere l'unità polacca, i cattolici e i sacerdoti erano stati arrestati per le loro idee sovversive. Le chiese erano state chiuse e il padre e i tre zii di Stanislaw mandati nei campi di prigionia per aver espresso chiaramente le proprie opinioni.
Tuttavia, incoraggiato dal fratello maggiore Wencent, che era fuggito dalla Polonia cinque anni prima, Stanislaw arrivò a New York solo e senza nulla, a parte un completo di lana a scacchi della taglia sbagliata, una fotografia della madre e delle sorelle e la promessa di un lavoro. Con l'aiuto di uno scaricatore di porto polacco con cui aveva fatto amicizia sulla nave, riuscì a saltare su un treno merci.
Cinque giorni dopo bussava alla porta di suo fratello a Chiacago, emozionato e pronto a iniziare una nuova vita. 
Gli avevano detto che in America, se lavoravi sodo, tutto era possibile.
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Già da queste poche righe si riesce ad immergersi totalmente nello stile dell'autrice e, per chi già ha avuto il piacere di fare la sua conoscenza, si ha modo di ritrovare una cara amica. L'America, il sogno, per chi a quei tempi fuggiva da una dittatura. Sto leggendo questo libro e devo dire che mi sta appassionando tantissimo la storia che al suo interno viene raccontata.
Cosa ne dite di questo incipit? Vi piace? E dell'autrice cosa ne pensate? Avete già letto qualcosa di suo?

giovedì 8 ottobre 2015

Shopping letterario #34

Buongiorno carissimi, come state? Io sto passando un periodo incasinatissimo e trovare il tempo per leggere e per seguire il blog sta diventando un'impresa ma spero sia solo un momento di passaggio!
Oggi torno con una rubrica di shopping letterario visto che domenica ho fatto un'incursione in libreria ed ho approfittato dello sconto del 25% che c'era sui libri Neri Pozza! Come sempre minima spesa, massima resa!!!! :)


  • Strane creature di Tracy Chevalier edito da Neri Pozza, 287  pagine.
Trama: È il 1811 a Lyme, un piccolo villaggio sulla costa meridionale inglese. Le stagioni si susseguono senza scosse in paese e il decoro britannico si sposa perfettamente con la tranquilla vita di una provincia all'inizio del diciannovesimo secolo. Un giorno, però, sbarcano nel villaggio le sorelle Philpot e la quiete è subito un pallido ricordo. Vengono da Londra, sono eleganti, vestite alla moda, sono bizzarre creature per gli abitanti di quella costa spazzata dal vento. Margaret, diciotto anni, riccioli neri e braccia ben tornite, sorprende costantemente tutti coi suoi turbanti verdolini sconosciuti alle ragazze di Lyme, che se ne vanno in giro ancora con grevi vestiti stile impero. Louise, meravigliosi occhi grigi e grandi mani, coltiva una passione per la botanica che è incomprensibile in quel piccolo mondo dove alle donne è dato solo di maritarsi e accudire i figli. Ma è soprattutto Elizabeth, la più grande delle Philpot, a costituire un'eccentrica figura in quel paesino sperduto sulla costa. Ha venticinque anni. Dovrebbe comportarsi come una sfortunata zitella per l'età che ha, ma se ne va in giro come una persona orgogliosamente libera e istruita che non si cura affatto di civettare con gli uomini. In paese ha stretto amicizia con Mary Anning, la figlia dell'ebanista.

  • L'innocenza di Tracy Chevalier edito da Neri Pozza, 360 pagine.
Trama: È il 1792 a Londra, e il traffico è intenso in Hercules Buildings: ventidue case a schiera di mattoni con un piccolo giardino sul davanti e un pub a ciascuna estremità della strada. Nel trambusto di carrozze, cavalli e barrocci, grida di pescivendoli, venditori di scope e fiammiferi, lustrascarpe e calderai, Jem Kellaway, un ragazzo col viso allungato, gli occhi azzurri infossati e i capelli biondo-rossicci, trasporta all'interno del numero 12 una sedia Windsor dopo l'altra. È il mese di marzo e il caldo e il rumore sono insopportabili. Jem esploderebbe certamente di rabbia e stanchezza se d'improvviso non calasse una strana pausa di silenzio sulla strada e la signorina Pelham non si zittisse e Maggie non smettesse di fissarlo. Seguendo il suo sguardo, il ragazzo scorge un uomo attraversare la via. Robusto, la faccia larga, la fronte spaziosa, gli occhi grigi e la carnagione pallida, vestito semplicemente, camicia bianca, brache, calze e giacca nere, e un bizzarro berretto in testa, un bonnet rouge, il copricapo con la coccarda blu, bianca e rossa della Rivoluzione francese. È uno degli abitanti più noti degli Hercules Buildings: William Blake, l'artista, il poeta che stampa "strani libretti" e inneggia alle idee che incendiano il paese dall'altra parte della Manica.

Lo so, i miei acquisti sono stati monotematici ma quando ho visto questi due romanzi della Chevalier in edizione economica non ho proprio saputo resistere visto che di questa autrice possiedo già, in edizione identica, La ragazza con l'orecchino di perla che ho letto lo scorso anno - recensione qui.
Le trame di entrambi i libri mi ispirano tantissimo e poi in libreria staranno benissimo! hihihihihi
Cosa ne pensate? Conoscete questa autrice?

mercoledì 7 ottobre 2015

Recensione #86 - Amedeo, je t'aime di Francesca Diotallevi

Buongiorno lettori e buon mercoledì. Oggi torno con una recensione di un libro di un'autrice che confermo di amare alla follia: Amedeo, je t'aime di Francesca Diotallevi edito da Mondadori Electa, 247 pagine. Questo post era già in programma per oggi e, come si suol dire, cade a fagiolo visto che ieri in serata ho ricevuto una notizia splendida ed emozionante che riguarda proprio questa scrittrice. Francesca Diotallevi ha infatti vinto il Premio Neri Pozza nella sezione giovani con un romanzo inedito che presto sarà pubblicato proprio con quella prestigiosa casa editrice. Lo dicevo che questa ragazza farà strada! BRAVA FRANCESCA!!!! Ora se non avete ancora letto nulla di suo vi esorto a rimediare perchè, ne sono sicura, non rimarrete delusi. Il libro vincitore del premio sarà il suo terzo, dopo Le stanzie buie - il suo lavoro di esordio, recensione qui - e dopo Amedeo, je t'aime con cui ha confermato la sua bravura di scrittrice.
Basta con le chiacchiere, vi lascio al mio pensiero! 

Trama: Parigi, 1917. Jeanne Hébuterne ha solo diciannove anni quando, a una festa di Carnevale, incontra il pittore Amedeo Modigliani. Soprannominato Maudit, maledetto, Modigliani è conosciuto nel quartiere di Montparnasse per lo stile di vita dissoluto e il carattere impetuoso, oltre che per i malinconici ritratti dagli occhi privi di pupille che nessuno vuole comprare. Lei, timida aspirante pittrice con le ali tarpate da una rigida famiglia cattolica, non può fare a meno di sentirsi finalmente attratta da quest'uomo bello e povero, che sembra vivere di sogni apparentemente irrealizzabili e affoga dolori e frustrazioni nell'alcol e nella droga. Per lui lascia ogni cosa, mettendo da parte le proprie aspirazioni, e si trasforma in una compagna fedele e devota, pronta a seguirlo ovunque, come un'ombra, anche oltre la soglia del nulla. Struggente e tormentata, la loro storia scardinerà ogni convenzione, indifferente a regole e tabù, lasciandosi guidare dall'unica legge a cui non ci si può sottrarre: quella del cuore. Amore e morte si mescolano, in questo romanzo, alla passione che anima il cuore di un artista, al desiderio di riuscire ad afferrare una scintilla di infinito.

Avevo altissime aspettative per questo nuovo libro perché ritengo Francesca un’autrice capace di prendere il lettore per mano e portarlo ovunque lei voglia.
Questa volta ha deciso di portarci nella vita vera di quel grande maestro che è stato Amedeo Modigliani, romanzando la storia d’amore tra lui e Jeanne Hébuterne. Mi ha subito attratto questa scelta perché, avendo fatto il Liceo Artistico, subisco il fascino degli artisti, delle loro vite spesso turbolente e maledette. Devo ammettere che, prima di buttarmi in questa lettura, conoscevo pochissimo della vita di Modigliani ed ora che l’ho finita vorrei saperne ancora, e ancora, e ancora.
Una storia d’amore dicevo, di quelle travolgenti, totalitarie, annientanti. Difficile stare al fianco di un uomo così complicato, dedito all’alcol, amante delle belle donne, incapace di trovare un suo posto del mondo.
Jeanne è poco più che una ragazzina quando subisce il fascino di questo pittore italiano che tutti a Parigi guardano con diffidenza. Nonostante i 14 anni di differenza, dal suo primo sguardo Jeanne diventa sua e si innamora di lui. L’amore che lei prova la porta ad abbandonare ogni sua precedente ambizione, ad allontanarsi da ogni sua amicizia, a mentire ripetutamente alla sua famiglia. 
Non volevo sentirmi in colpa per un peccato che non avevo ancora commesso ma c’era qualcosa, nel modo in cui Modigliani mi guardava, nei suoi stessi occhi, che mi portava a pensare che, se ne avessi avuto la possibilità, avrei trasgredito qualunque regola. C’era, nel modo in cui mi guardava, la promessa dell’impossibile, e avrei mentito a me stessa se avessi negato che avevo sentito quel richiamo fin dal primo momento in cui il suo sguardo si era posato su di me.
Gli anni sono quelli della prima guerra mondiale, in una Parigi segnata dalla partenza degli uomini al fronte e dalla difficoltà di reperire molti generi di prima necessità.
Francesca conferma con questo libro la sua bravura di narratrice. Come nel libro precedente ha saputo immergersi completamente nel periodo storico in cui la storia è ambientata, utilizzando uno stile consono e raffinato. Non credo sia facile partire da una storia vera e conosciuta a molti – soprattutto alla critica – e crearne un romanzo che sia in grado di coinvolgere totalmente il lettore, facendogli prendere le sembianze di uno o dell’altro personaggio.
La storia è narrata in prima persona da Jeanne, è quindi il suo pensiero che più di tutti conosceremo, il suo punto di vista di donna innamorata, il suo amore totalitario, il suo quasi uniformarsi al suo uomo prendendone anche lo stile artistico. Se la Jeanne ragazzina dipingeva paesaggi e ritratti il più possibile simili al vero, la Jeanne innamorata comincia a dipingere occhi neri e profondi, rappresentati senza pupilla per dare il senso della profondità dell’anima, proprio come il suo Modì – soprannome di Modigliani, dal francese maudit, maledetto – ama fare.
La bravura dell’autrice è quella di farci vestire spesso i panni di Amedeo nonostante la narrazione sia sempre dal punto di vista della donna e, credetemi, ho potuto vedere con i miei occhi – così come era successo leggendo Le stanze buie – tutti i luoghi che nel libro vengono raccontati, tutte le persone che ruotano attorno alla vicenda, tutte i quadri che Amedeo ha dipinto.
Ho sentito la puzza di alcol e tabacco dei loro baci, la passione delle loro notti d’amore, ho sofferto della sofferenza di Jeanne davanti ai tradimenti, ho dipinto nella stanza dell’Accademia insieme a tutti i più famosi pittori di Parigi. Questo è il dono di Francesca, rende reale tutto ciò che scrive e credo sia una dote molto rara. Con la sua maestria ha provato a trovare una spiegazione ed una sorta di giustificazione ai gesti sconsiderati che Jeanne ha fatto per amore, diventando totalmente dipendente da quello che, nonostante fosse il padre dei suoi figli, non divenne mai suo marito. Anche sapendo come sarebbe finita la vicenda, sono riuscita ad assaporare ogni momento, bramando lo scorrere delle pagine per sapere tutto su questa coppia così chiacchierata.
Un libro che consiglio assolutamente! Se volete maggiori informazioni potete dare una sbirciata al blogtour - qui - cui ho partecipato, insieme ad altri blogger, per l’uscita del romanzo. 
Conoscete questa autrice? Se la risposta è no, non indugiate oltre e correte a comprare e leggere i suoi meravigliosi libri. Io intanto aspetto il prossimo!!! Vista la vittoria del premio Neri Pozza spero di non dover aspettare molto!!

VOTO: 


lunedì 5 ottobre 2015

Ritratto di Signora #19 - Lucia Annibali

Buongiorno e buon lunedì! Come ogni primo lunedì del mese, torna oggi la rubrica Ritratto di signora; oggi tocca a me scrivere il nuovo ritratto quindi non mi dilungo oltre e vi lascio al post e alla splendida Donna che ne è protagonista.

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Oggi ho scelto di parlarvi di una donna di cui sicuramente tutti avete sentito parlare ma il cui nome magari non collegate immediatamente alla storia. Anche io, come tutti ne avevo sentito parlare ma ho potuto approfondirne la conoscenza leggendo il suo libro "Io ci sono. La mia storia di non amore" edito da Rizzoli dove in prima persona racconta quello di cui adesso vi parlerò.
Lucia Annibali, una forza disarmante, un coraggio non facile da trovare e che può insegnare moltissimo su come affrontare le difficoltà. E qui non parliamo di una difficoltà qualunque. È il 16 aprile 2013  quando Lucia viene sfregiata al volto con l’acido da due albanesi all’interno del suo appartamento. Lei non ha dubbi, il mandante è Luca Varani,  avvocato di successo con cui ha avuto una relazione che da tempo la perseguita.
Un uomo sicuramente disturbato - perchè una persona che arriva ad un gesto del genere non può essere una persona normale, non posso crederci - ma assolutamente lucido e in sè quando organizza un piano così tremendo, andando ad acquistare l'acido necessario, assoldando due sicari per portarlo a compimento, pensando a possibili alibi che possano scagionarlo. 
Lucia è la vittima di un amore "non amore" di un uomo che non si è mai totalmente legato a lei ma che comunque non vuole lasciarla andare, Lucia è una forza della natura per l'atteggiamento che da subito assume verso quello che le è successo, trovando la forza per reagire ed anche quella per non far pesare sugli altri la sua sofferenza.
Non è facile leggere questo libro senza provare odio verso l'uomo che è stato capace di provocare tanta sofferenza, non so come faccia Lucia a non farlo emergere dalle sue parole che risultano sempre di amore verso la vita e di speranza per il futuro.
Ci racconta di come tutto è cominciato, quasi per caso, una storia come tante. Avvocato lei, avvocato lui, ci si incontra per lavoro e nasce qualcosa. È una relazione strana la loro, non è ufficiale, Luca tende sempre a scappare ad un certo orario, a non farsi vedere in pubblico, a non rendere la cosa una vera relazione.
Finchè Lucia non inizia ad insospettirsi e scopre un'altra donna, non un'amante passeggera ma una relazione che va avanti da anni e che comprende anche una convivenza. Si lasciano, poi lui ritorna, accampa bugie su bugie riguardo all'altra relazione; ogni volta però la situazione non cambia. Lui è ossessivo, la perseguita, la contatta continuamente, si presenta fuori dalla sua porta, cerca di riavvicinarsi a lei dicendole che con l'altra è tutto finito ma ogni sua parola è una bugia e Lucia lo sa per certo dopo che parla con Ada, l'altra, e in un confronto a tre lui ammette. Ma tutto torna a breve come prima e Lucia nonostante il grande dolore non riesce a staccarsi da quello che per lei, in quel momento, è vero amore.
Seppi dopo che avevo visto giusto: in qualche modo rattopparono lo strappo, erano ancora una coppia. Ricucito con lei, ricominciò a imporsi con me. Aveva scelto ancora lei, mi aveva mortificata, eppure mi cercava, voleva di nuovo il mondo anche da me, e la cosa più assurda di tutte è che mi mancava ancora.
Lo odiavo, ma ero felice di vederlo. Volevo che scomparisse, ma avrei fatto di tutto per parlare con lui ancora un po'. Mi nutrivo della sua presenza. Lo cercavo dove sapevo che sarebbe potuto essere.
Lucia diventa la sua amante, non può rinunciare a lui e sa che l'unico modo per averlo è dividerlo con l'altra.
Ma nonostante questo Lucia non è libera, lui controlla i suoi messaggi, è geloso di una sua possibile ed inesistente storia con qualcuno finchè una sera durante una discussione le dà due schiaffi e in lei scatta qualcosa che la porta a cacciarlo. Neanche questa è la volta buona, lui torna nuovamente alla carica dicendole che con l'altra è finita, che vuole solo lei, che cambierà tutto ma... non cambia nulla, fino al punto decisivo.
Ero esausta, lo detestavo, vederlo mi provocava un senso di nausea, non riuscivo più nemmeno a fantasticare su un possibile futuro insieme. Fine della corsa. Fine della strada.
Provò con la dolcezza: "Parliamone", "Dammi un'altra possibilità, una sola". Eravamo a casa mia. Mi salutò più di una volta senza andarsene e a ogni ciao mi diede un bacio sulla guancia. All'ennesimo chiesi un po' seccata: "Ancora?" Mi arrivò un ceffone violento, inatteso, irreparabile.[...] Ebbi quel giorno la certezza che da lì in poi avrei resistito ai suoi tentativi di ritorno, che non potevo umiliare me stessa fino a quel punto.
E Lucia resiste ma anche lui non molla, cominciano pedinamenti, insulti, minacce, fino alla sera dell'acido. Solo allora Lucia scopre che le manomissioni al suo impianto del gas quella volta in cui aveva chiamato un tecnico per una perdita erano opera sua, solo allora scopre che era riuscito a fare un duplicato delle chiavi della macchina e di quelle di casa, solo allora scopre di aver scampato qualche giorno prima del 16 aprile 2003 ad un altro attacco con l'acido.
Quella che noi conosciamo grazie al libro è una Lucia che ripercorre tutta la sua storia mettendo insieme tasselli del passato a cui ora riesce a guardare più lucidamente; ripensa ai campanelli di allarme che erano scattati nella sua mente tante, tante volte, cui lei non ha mai dato ascolto; capisce quanto sia stata fortunata ad essere ancora in vita, nonostante tutto. Perchè Lucia sopravvive a quell'attacco con la faccia completamente deturpata dall'acido, priva della vista e con una mano devastata.
Solo un'equipe medica di primo livello come quella che trova a Parma e numerosissime e dolorosissime
operazioni di ricustruzione riusciranno a portarla all'immagine della ragazza che possiamo conoscere oggi, segnata ma orgogliosa di mostrare il suo volto che è simbolo della sua forza e del suo coraggio.
Anche solo immaginare la sofferenza che questa donna possa aver provato è quasi impossibile; senza riserve nel libro ci spiega nel dettaglio gli interventi subiti, i giorni post operazione, la paura di rimanere cieca.



Sono di nuovo ferma come una statua, di nuovo sotto un cumulo di bende, ancora una volta priva della più piccola forma di autonomia e sofferente più che mai.
Una donna che dimostra quanto la sofferenza possa essere uno stimolo per fare qualcosa per gli altri. Una forza racchiusa tutta nella dedica del libro:
A tutti gli ustioniati che ogni giorno soffrono per riconquistare un pezzetto di vita. Siate orgogliosi dei segni che resteranno sulla vostra pelle perche ogni piccola cicatrice sarà per sempre testimone della vostra forza.

Luca Varani è stato condannato a 20 anni - pena massima che, consentitemi, è una pena ridicola - come mandante dell'accaduto.
Oggi Lucia cerca di essere un esempio per tutte le donne vittime del "non amore".
Vi consiglio di leggere questo libro, se ancora non lo avete fatto!

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Potrete trovare questo post sui blog:


Grazie mille a tutti per l'attenzione.

Daniela, Monica, Miki, Francesca e Federica

venerdì 2 ottobre 2015

Ti consiglio un libro #7 - Un libro con più di 500 pagine

Buongiorno amici e buon venerdì. Puntuali come orologi svizzeri torniamo, dopo due settimane, con la rubrica Ti consiglio un libro, nata dalla collaborazione tra  Laura de La Biblioteca di Eliza, Salvia di Desperate Bookswife e Laura de La Libridinosa. Oggi vi consigliamo un libro con più di 500 pagine.



IL MIO CONSIGLIO
Autore: Francesco Zingoni
Casa editrice: Fazi editore
Pagine: 606
Prezzo:  17.50 €

Non ho avuto dubbi quando ho pensato a quale libro con più di 500 pagine consigliare. Forte come l'onda è il mio amore è un libro meraviglioso che purtroppo non è conosciuto come dovrebbe. Il libro di esordio di un ragazzo italiano che ha saputo raccontare con maestria una storia di amore puro. Demian, il protagonista, è un personaggio completo capace di farsi adorare dal lettore e capace di prenderlo per mano accompagnandolo in queste seicento pagine senza mai un dubbio, senza un momento di noia, facendogli provare le stesse sensazioni che lui prova e facendogli sentire gli stessi sentimenti che lui sente!
Consiglio questo libro perchè è un viaggio: fisico perchè ci porta in un'isola del Pacifico, poi in Galles, poi in America e ancora in Giappone; onirico perchè è un viaggio attraverso se stessi, le proprie sensazioni, le coincidenze della vita. Ed arrivati alla fine non si riesce a capire quale dei due viaggi sia stato il più importante ed emozionante. Se non lo avete ancora letto non aspettate oltre e sono sicura che non ne rimarrete delusi. Come sempre cliccando sul titolo sarete rimandati alla mia recensione.

Per il momento vi saluto e vi do appuntamento tra due settimane. Ma prima correte a scoprire i consigli di Laura, Salvia e Laura

mercoledì 30 settembre 2015

Recensione #85 - La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin di Enrico Ianniello

Buongiorno lettori e buon mercoledì! Finalmente riesco a trovare qualche minuto per scrivere questo post! Negli ultimi giorni purtroppo sembra andare tutto storto e remare tutto contro. Passerà...come sempre... Torno con la recensione di un libro che ho letto nel mese di agosto:  La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin di Enrico Ianniello edito da Feltrinelli, 272 pagine.

Trama: Sulla caviglia dello stivale Italia, là dove sta l’osso pezzillo, nasce il nostro eroe, Isidoro Sifflotin. Nella casetta di Mattinella, che sta su da trecento anni e “non crollerà mai”, il prodigioso guagliunciello Isidoro affina una dote miracolosa, ricevuta non si sa come da Quirino – il padre strabico, poetico e comunista – e da Stella, la mamma pastaia. Qual è questa dote? La più semplice: Isidoro sa fischiare, e fischia in modo prodigioso. Con il suo inseparabile merlo indiano Alì dagli sbaffi gialli, e l’aiuto di una combriccola stralunata, crea una lingua nuova, con tanto di Fischiabolario, e un messaggio rivoluzionario comincia magicamente a diffondersi. Proprio quando il progetto di un’umanità felice e libera dal bisogno sta per prendere forma, succede qualcosa che mette sottosopra l’esistenza di Isidoro. “Tutto quello che cresce si separa”: con addosso questo insegnamento di mamma Stella, Isidoro, ormai ragazzo, scopre Napoli e si imbatte, senza neanche rendersene davvero conto, in un altro linguaggio prodigioso e muto: quello dell’amore.
È come se il fischio di Enrico Ianniello chiamasse a raccolta intelligenza del cuore, miracoli dell’immaginazione, gioia dell’invenzione. Isidoro Sifflotin è un sicuro amico di tutti i buoni lettori. Un appuntamento irrinunciabile.

“Chi non ha sofferto, canticchia. Chi ha sofferto, canta!”
 
Ho cominciato questa lettura dopo averne scoperto l'incipit grazie alle puntate della rubrica Chi ben comincia che avevo deciso di dedicare al Premio Bancarella; questo era infatti uno dei finalisti. Se vi siete persi quel post cliccate qui.
Se devo essere sincera, dall'incipit mi aspettavo un taglio della storia più divertente infatti l'ho preso in mano un giorno in cui, in vacanza, dopo aver letto un libro impegnato e doloroso, cercavo qualcosa di abbastanza leggero. In questo libro ho trovato tutt'altro che, per carità, mica è un difetto, ma probabilmente se lo avessi letto in un altro momento lo avrei apprezzato maggiormente.
Isidoro ci racconta in prima persona la sua storia, una storia per niente semplice ed anche molto triste. L'infanzia in un paesino dell'Irpinia con gli amici di sempre, una madre e un padre particolarmente affiatati e amorevoli, un cugino compagno di giochi e un'amica del cuore speciale.
Isidoro è un bambino particolare: è in grado di parlare con gli uccelli fischiando.
Anche il suo primo incontro con il mondo è stato accompagnato non da un vagito ma da un fischio; qualcosa che nessuno si sarebbe mai aspettato da un neonato e che ha lasciato - come potete immaginare - tutti a bocca aperta.
È accompagnato dal suo inconfondibile fischio che Isidoro cresce, diventa ragazzo e poi un adulto.
Stella, sua madre, prepara la pasta fatta in casa da vendere ai ristoranti che gliene fanno richiesta; Quirino, suo padre, è un rappresentante sindacale nella fabbrica in cui lavora e ogni mattina, prima di uscire di casa, si diletta nella scrittura di lettere d'amore in bagno rivolte ad improponibili personaggi più o meno famosi - primi tra tutti la moglie e il figlio ma anche Bach, se stesso, il Presidente della Repubblica Pertini - ed è un sostinitore accanito della pallocentrica che non c'entra niente con le partite di pallone, tutt'altro.
In quella penombra magica dell'alba [...] a cosce aperte si sciacqua le palle.
Devo dire che l'arte della pallocentrica è la cosa più esilarante del libro; quel momento di puro piacere che Quirino si concede ogni mattina per risvegliarsi. Un atto apparentemente superficiale che però si inserisce in un rituale di intimità in cui il capo famiglia scrive le sue lettere d'amore in bagno. Quelle stesse lettere che il lettore troverà disseminate per tutto il libro e che lo faranno sorridere ma anche molto riflettere.
Un libro, questo, molto profondo, di riflessione, ma anche a tratti divertente che traccia, attraverso gli occhi di Isidoro, un quadro di una famiglia del sud negli anni della lotta di classe, con le disgrazie ed i piaceri tipici di una normale famiglia italiana.
Le disgrazie infatti non mancheranno - gli anni di ambientazione sono a cavallo con il purtroppo noto terremoto in Irpinia - e non mancherà neanche la denuncia verso uno stato superficiale e menefreghista.
Impressionante quanto questa visione, che comunque ritroviamo ogni giorno oggi nei pensieri della gente, sia assolutamente compatibile con una visione riferita agli anni '80.
L'autore è capace di creare un'ambientazione e dei personaggi che danno l'atmosfera giusta per la storia che ci viene raccontata; nessun avvenimento succede per caso e nessun personaggio è solamente di contorno.
Un autore alla sua prima opera che ha cercato di creare un libro differente da quelli già scritti, riuscendoci anche molto bene. Lo terrò sicuramente d'occhio!
Di dicuro ha già colpito positivamente la critica infatti ha ricevuto numerosi, importanti, riconoscimenti e più precisamente:
PREMIO SELEZIONE BANCARELLA 2015
PREMIO CAMPIELLO OPERA PRIMA 2015
PREMIO JOHN FANTE OPERA PRIMA 2015
PREMIO L'ANTONELLO 2015 AL MIGLIOR BOOKTRAILER
MEDAGLIA D'ORO PER L'ILLUSTRAZIONE della Society of Illustrations NY
Cosa ne pensate? Conoscete questo libro? Lo avete letto? 

VOTO: